• Ordinamento giudiziario: le delibere con cui il CSM conferisce ai magistrati uffici direttivi e semidirettivi sono sindacabili dal giudice amministrativo, ma questo non può entrare nel merito delle scelte compiute dall'organo di autogoverno della magistratura
  • Il sindacato giurisdizionale sulle delibere con le quali il Consiglio Superiore della Magistratura conferisce ai magistrati uffici direttivi e semidirettivi si estende all'esame dei presupposti di fatto e della congruità e ragionevolezza della motivazione posti a base della decisione, nonché dell'accertamento del nesso logico di consequenzialità tra presupposti e conclusioni, di talché le censure volte ad evidenziare la presenza di figure sintomatiche dell'eccesso di potere nell'azione amministrativa sono senz'altro apprezzabili dal giudice amministrativo, in quanto refluenti in vizi di legittimità dell'atto a contenuto discrezionale, fermo restando, in ogni caso, il limite costituito dal merito delle scelte compiute dall'organo di autogoverno della magistratura ordinaria.
  • Responsabilità dei pubblici dipendenti: la lesione di un interesse legittimo non esclude l'obbligo di risarcire i danni
  • Il pubblico impiegato che, nell'esercizio delle proprie funzioni, abbia adottato, o abbia concorso ad adottare, atti amministrativi lesivi di interessi legittimi risponde del danno in tal modo cagionato.
  • Diffamazione a mezzo stampa: la sanzione pecuniaria ex art. 12 l. 47/1948 non sostituisce il risarcimento del danno e può essere irrogata soltanto al direttore responsabile
  • In materia di diffamazione commessa col mezzo della stampa, la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 12 della l. 8 febbraio 1948, n. 47 («Disposizioni sulla stampa») si aggiunge - senza sostituirlo - al risarcimento del danno cagionato dall'illecito diffamatorio. Essa presuppone la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi del delitto di diffamazione, onde può essere irrogata soltanto al direttore responsabile (e non anche alla società editrice), purché la sua responsabilità sia dichiarata per concorso doloso nel reato di diffamazione e non per omesso controllo colposo della pubblicazione.
  • Matrimoni omosessuali contratti all'estero: per il TAR Veneto, il prefetto può annullare la trascrizione
  • Nel quadro normativo vigente, deve ritenersi che sussista in capo al prefetto, nella sua qualità di organo territoriale del Governo, un generale potere di annullamento d'ufficio in via gerarchica e di intervento sostitutivo in relazione agli atti adottati dal sindaco quale incaricato ex lege della tenuta dei registri dello stato civile. È quindi legittimo il provvedimento prefettizio che dispone l'annullamento della trascrizione, nei registri dello stato civile di un Comune, di un matrimonio contratto all'estero fra due persone del medesimo sesso, trattandosi di una tipologia di matrimonio non prevista dall'ordinamento italiano.
  • Immigrazione: la commissione di un reato in Italia non preclude la protezione sussidiaria dello straniero extracomunitario
  • Ai sensi dell'art. 16, comma 1, lett. b), del d.lgs. 19 novembre 2007, n. 251 («Attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica del rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta»), come modificato dal d.lgs. 21 febbraio 2014, n. 18 («Attuazione della direttiva 2011/95/UE recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta»), lo status di protezione sussidiaria è escluso quando sussistono fondati motivi per ritenere che lo straniero abbia commesso, al di fuori del territorio nazionale, prima di esservi ammesso in qualità di richiedente, un reato grave. Ne deriva che non osta al riconoscimento della protezione in parola la circostanza che il richiedente abbia commesso un reato (nel caso di specie, spaccio di sostanze stupefacenti) all'interno del territorio nazionale.
  • Spesa sanitaria delle Regioni: sono legittime le determinazioni regionali che fissano in corso d'anno, con effetto retroattivo dall'inizio dell'anno, tetti massimi di spesa relativi alle prestazioni sanitarie già rese dalle strutture private accreditate
  • L'esercizio, con effetto ex tunc, del potere di programmazione per la fissazione di tetti di spesa sanitaria deve svolgersi in modo da bilanciare l'esigenza del contenimento della spesa con la pretesa degli assistiti a prestazioni sanitarie adeguate e, soprattutto, con l'interesse degli operatori privati ad agire con logica imprenditoriale sulla base di un quadro - nei limiti del possibile - certo e chiaro circa le prestazioni remunerabili e le regole applicabili. La tutela di tale affidamento richiede, pertanto, che le decurtazioni imposte al tetto dell'anno precedente, ove retroattive, siano contenute - salvo congrua istruttoria e adeguata esplicitazione all'esito di una valutazione comparativa - nei limiti imposti dai tagli stabiliti dalle disposizioni finanziarie conoscibili dalle strutture private all'inizio e nel corso dell'anno. Più in generale, la fissazione di tetti retroagenti impone l'osservanza di un percorso istruttorio, ispirato al principio della partecipazione, che assicuri l'equilibrato contemperamento degli interessi in rilievo, nonché esige una motivazione tanto più approfondita quanto maggiore è il distacco dalla prevista percentuale di tagli. Sono pertanto legittime le determinazioni regionali che fissano in corso d'anno, con effetto retroattivo dall'inizio dell'anno, tetti massimi di spesa con riguardo alle prestazioni sanitarie già rese dalle strutture private accreditate, posto che le strutture private, fino a quando non venga adottato un provvedimento definitivo di determinazione del tetto di spesa, ben possono fare affidamento sull'entità della spesa dell'anno precedente, diminuita dell'ammontare corrispondente alla quota di riduzione della spesa sanitaria stabilita dalle norme finanziarie per l'anno in corso.
  • Sostanze stupefacenti e psicotrope: le Sezioni unite della Cassazione affermano tre importanti principi di diritto in relazione agli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014
  • Le Sezioni unite penali della Corte di cassazione hanno affermato i seguenti principi di diritto: 1) è illegale la pena determinata dal giudice attraverso un procedimento di commisurazione basato sui limiti edittali dell'art. 73 d.P.R. 309/1990 come modificato dalla l. 49/2006, in vigore al momento del fatto, ma dichiarato successivamente incostituzionale con sentenza n. 32/2014, anche nel caso in cui la pena concretamente inflitta sia compresa entro i limiti edittali previsti dall'originaria formulazione del medesimo articolo, prima della novella del 2006, rivissuto per effetto della stessa sentenza di incostituzionalità; 2) nel patteggiamento (artt. 444 ss. c.p.p.), l'illegalità sopraggiunta della pena determina la nullità dell'accordo e la Corte di cassazione deve annullare senza rinvio la sentenza basata su tale accordo; 3) nel giudizio di cassazione, l'illegalità della pena conseguente a dichiarazione d'incostituzionalità di norme riguardanti il trattamento sanzionatorio è rilevabile d'ufficio anche in caso di inammissibilità del ricorso, purché questo non sia tardivo.
  • Circolazione stradale: sulla revisione della patente per azzeramento del punteggio decide il giudice ordinario
  • Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative ai provvedimenti che dispongono, ai sensi dell'art. 126-bis, comma 6, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), la revisione della patente di guida, mediante un nuovo esame di idoneità tecnica, a causa della perdita totale del punteggio.
  • Processo amministrativo: la successione a titolo particolare nel diritto controverso può comportare l'estromissione del dante causa dal giudizio
  • Ai sensi del combinato disposto degli artt. 39, comma 1, c.p.a. e 111 c.p.c., in tema di successione a titolo particolare nel diritto controverso (ossia, nel giudizio amministrativo di tipo impugnatorio, nel titolo sottostante all'interesse legittimo fatto valere in giudizio), qualora, in caso di soccombenza del dante causa e, di riflesso, del successore, l'impugnazione sia proposta dal successore a titolo particolare con notificazione dell'impugnazione alla sola controparte del dante causa, senza che la controparte sollevi obiezioni, deve ritenersi verificata l'estromissione del dante causa dal giudizio.
  • Processo amministrativo: il remand non preclude all'Amministrazione di adottare una decisione confermativa di quella sospesa in via cautelare
  • La pronuncia con la quale il giudice amministrativo accoglie l'istanza cautelare "ai fini del riesame" (c.d. remand) non preclude all'Amministrazione la possibilità di adottare una decisione confermativa di quella precedente o, comunque, non satisfattiva dell'interesse del privato: essa, cioè, ha il solo effetto di rimettere in gioco l'assetto di interessi definiti con l'atto impugnato, restituendo quindi all'Amministrazione l'intero potere decisionale, senza tuttavia pregiudicarne l'esito. Ne deriva che il nuovo provvedimento, quando non sia meramente confermativo, porterà ad una pronuncia di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ove abbia contenuto satisfattivo della pretesa azionata dal ricorrente, o altrimenti d'improcedibilità per sopravvenuta carenza d'interesse, atteso che esso sostituisce quello impugnato.
  • Tutela del paesaggio: il parere del MIBAC deve preoccuparsi esclusivamente dell'interesse paesaggistico
  • Il parere espresso dal Ministero per i beni e le attività culturali riguardo alla compatibilità paesaggistica di un'opera (nel caso di specie, un elettrodotto) costituisce espressione di mera discrezionalità tecnica, la quale, a differenza di quella amministrativa, non implica - neppure nei procedimenti semplificatori per opere considerate dalla legge di particolare importanza - alcuna forma di bilanciamento o comparazione con interessi (ancorché pubblici) diversi da quello primario (la tutela del paesaggio), che di volta in volta possono venire in considerazione.
  • Diritto di cronaca: l'immagine di una persona può essere diffusa solo quando è necessario per la completezza e la correttezza dell'informazione fornita
  • La diffusione, per finalità informative, dell'immagine di una persona in tanto può ritenersi legittima in quanto: a) sussista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti; e b) essa risulti effettivamente necessaria ai fini della completezza e della correttezza dell'informazione fornita (fattispecie relativa al programma «Striscia la notizia»).
  • Concessioni pubbliche: è la funzione che fa la differenza tra concessione di lavori e concessione di servizi
  • La distinzione tra concessione di lavori pubblici e concessione di servizi pubblici si basa - oltre che sul criterio della "prevalenza economica", sancito dall'art. 14 («Contratti misti») del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 («Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE») - su un criterio di tipo funzionale, nel senso che: si ha la prima, quando la gestione del servizio è strumentale alla costruzione dell'opera, in quanto diretta a consentire il reperimento dei mezzi finanziari necessari alla sua realizzazione; mentre si ha la seconda, quando l'espletamento dei lavori è strumentale, sotto i profili della manutenzione, del restauro e dell'implementazione, alla gestione di un servizio pubblico il cui funzionamento è già assicurato da un'opera esistente.
  • Diritti della personalità: la rettificazione del sesso nei registri dello stato civile non richiede necessariamente l'intervento chirurgico
  • Ai fini della rettificazione del sesso nei registri dello stato civile, l'adeguamento dei caratteri sessuali dell'individuo può prescindere da un intervento chirurgico, a condizione che siano accertate - attraverso un'accurata indagine giudiziaria - la serietà e l'univocità del percorso da lui scelto e la compiutezza del relativo approdo finale.
  • Fisco: anche le scuole religiose devono pagare l'ICI
  • L'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili (ICI), prevista dall'art. 7, comma 1, lett. i), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 («Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421»), è subordinata alla compresenza: a) di un requisito oggettivo, rappresentato dallo svolgimento esclusivo nell'immobile di attività assistenziali o di altre attività equiparate; b) di un requisito soggettivo, costituito dal diretto svolgimento di tali attività da parte di un ente pubblico o privato che non abbia come oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali. Grava sul contribuente che invoca la predetta esenzione l'onere di provare la sussistenza del requisito oggettivo, la quale non può essere desunta esclusivamente sulla base di documenti che attestino a priori il tipo di attività cui l'immobile è destinato, occorrendo invece verificare che tale attività, pur rientrante fra quelle esenti, non sia svolta, in concreto, con le modalità di un'attività commerciale (fattispecie relativa ad una scuola paritaria gestita da un ente religioso).
  • Demanio e patrimonio pubblico: lo Stato non può appropriarsi delle risorse derivanti dalla dismissione di beni degli enti territoriali
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost. - la legge statale che impone agli enti territoriali di destinare una quota dei proventi ricavati dalla dismissione di loro beni alla riduzione del debito pubblico dello Stato.
  • Regioni: la Regione non può ridurre drasticamente gli stanziamenti destinati alle Province per lo svolgimento delle funzioni amministrative loro trasferite o delegate
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 97 e 119 Cost. - la legge regionale che riduce, in modo irragionevole e sproporzionato, le risorse finanziarie destinate alle Province per l'esercizio delle funzioni amministrative trasferite o delegate, in tal modo pregiudicandone lo svolgimento (fattispecie relativa a due leggi della Regione Piemonte).
  • Immigrazione: la tardività dell'istanza non preclude di per sé il rinnovo del permesso di soggiorno
  • È illegittimo il provvedimento che nega allo straniero extracomunitario il rinnovo del permesso di soggiorno (nel caso di specie, per motivi di lavoro stagionale), in ragione del fatto che la relativa istanza è stata presentata oltre il termine di sessanta giorni previsto dall'art. 5, comma 4, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), atteso che tale termine ha natura non già perentoria, bensì meramente ordinatoria ed acceleratoria, essendo preordinato a consentire il tempestivo disbrigo della relativa procedura e ad evitare che lo straniero possa trovarsi in una situazione di irregolarità rispetto alla normativa che ne consente il soggiorno in Italia. Nondimeno, poiché la previsione del predetto termine trova la sua ragion d'essere anche nell'esigenza di tutelare la sicurezza pubblica e l'ordine pubblico, l'Amministrazione può negare il rinnovo del permesso qualora accerti che la tardività dell'istanza non è dovuta a cause di forza maggiore.
  • Società partecipate: l'attività imprenditoriale esclude la giurisdizione della Corte dei conti
  • La Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti degli amministratori o dei dipendenti di una società a partecipazione pubblica (totale o maggioritaria) la quale svolga un'attività di carattere imprenditoriale (fattispecie relativa a Cinecittà Holding s.p.a.).
  • Diritto penale: è incostituzionale la recidiva obbligatoria prevista dall'art. 99, comma 5, c.p.
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 27 Cost. - l'art. 99, comma 5, c.p., come sostituito dall'art. 4 della l. 5 dicembre 2005, n. 251 («Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione»), là dove prevede l'obbligatorietà della recidiva nei casi di cui all'art. 407, comma 2, lett. a), c.p.p.
  • Legge Pinto: nel calcolo della durata del processo penale devono essere computate anche le indagini preliminari
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 6 Cedu - l'art. 2, comma 2-bis, della l. 24 marzo 2001, n. 89 («Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile»), nella parte in cui prevede che il processo penale si considera iniziato con l'assunzione della qualità di imputato, ovvero quando l'indagato ha avuto legale conoscenza della chiusura delle indagini preliminari, anziché quando l'indagato, in seguito a un atto dell'autorità giudiziaria, ha avuto conoscenza del procedimento penale a suo carico.
  • Pubblico impiego: è incostituzionale - ma soltanto pro futuro - il blocco della contrattazione collettiva
  • È incostituzionale - in quanto viola la libertà sindacale (art. 39, primo comma, Cost.) - il blocco della contrattazione collettiva nel settore del pubblico impiego. Tuttavia, trattandosi di illegittimità costituzionale sopravvenuta, gli effetti della sentenza decorrono dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (v. G.U., 1a serie speciale, 29 luglio 2015, n. 30).
  • Immigrazione: la regolarizzazione del lavoratore extracomunitario non è preclusa dall'espulsione disposta dal giudice ex art. 16, comma 1, d.lgs. 286/1998
  • L'espulsione dello straniero a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione, disposta dal giudice ai sensi dell'art. 16, comma 1, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), non giustifica, di per sé, il rigetto dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare di cui all'art. 5 del d.lgs. 16 luglio 2012, n. 109 («Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare»).
  • Diffamazione tramite internet: la competenza territoriale dipende dal luogo in cui è avvenuto l'upload
  • Nei reati di diffamazione commessi a mezzo della rete internet, ove sia impossibile individuare il luogo di consumazione del reato e sia invece possibile individuare il luogo in remoto in cui il contenuto diffamatorio è stato caricato, tale criterio di collegamento, in quanto prioritario rispetto a quello di cui all'art. 9, comma 2, c.p.p., deve prevalere su quest'ultimo, cosicché la competenza risulta individuabile con riferimento al luogo fisico ove viene effettuato l'accesso alla rete per il caricamento dei dati sul server.
  • Legge Pinto: la durata del processo va calcolata dal momento in cui l'imputato ha conoscenza diretta dell'esistenza di un procedimento penale nei suoi confronti
  • Ai fini dell'equa riparazione di cui alla l. 89/2001 (c.d. "legge Pinto"), la durata del processo penale dev'essere calcolata a partire dal momento in cui l'imputato ha conoscenza diretta dell'esistenza di un procedimento penale nei suoi confronti e fino al momento in cui la sentenza diviene definitiva.
  • Contratti pubblici: un'importante pronuncia dell'Adunanza plenaria in tema di attestazioni SOA
  • L'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che: 1) nel regime transitorio previsto dal comma 12, prima parte, dell'art. 375 del d.P.R. n. 207/2010 per le categorie non modificate dal nuovo regolamento, di validità delle attestazioni rilasciate nella vigenza del d.P.R. n. 34/2000 "fino alla naturale scadenza prevista per ciascuna di esse", è applicabile l'onere di verifica triennale imposto prima dall'art. 15-bis del d.P.R. n. 34/2000 e poi dall'art. 77 del d.P.R. n. 207/2010; 2) nel regime transitorio dettato dall'art. 375, commi 13, 16 e 17, del d.P.R. n. 207/2010 e ss.mm.ii. per le categorie "variate" non sussiste, durante il regime di proroga, l'obbligo di verifica triennale, di cui agli artt. 15-bis del d.P.R. n. 34/2000 e 77 del d.P.R. n. 207/2010; 3) nelle gare di appalto per l'aggiudicazione di contratti pubblici, i requisiti generali e speciali devono essere posseduti dai candidati non solo alla data di scadenza del termine per la presentazione della richiesta di partecipazione alla procedura di affidamento, ma anche per tutta la durata della procedura stessa fino all'aggiudicazione definitiva ed alla stipula del contratto, nonché per tutto il periodo dell'esecuzione dello stesso, senza soluzione di continuità.
  • Par condicio: legittima la sanzione irrogata dall'Agcom all'Amministrazione che svolge attività di propaganda politica sotto forma di "comunicazione istituzionale"
  • L'art. 9, comma 1, della l. 22 febbraio 2000, n. 28 («Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica») - nello stabilire che «[d]alla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni» - mira a tutelare sia il "diritto" degli elettori a una corretta informazione, in modo da evitare che le scelte di voto possano essere influenzate dai titolari delle cariche politiche attraverso la diffusione di contenuti non neutrali (tali, cioè, da fornire una rappresentazione suggestiva, a scopi elettorali, dell'amministrazione e dei suoi organi di vertice), sia il principio di "parità delle armi" tra le forze politiche in campo, sul presupposto della riconducibilità delle attività di comunicazione istituzionale - disciplinate dalla l. 7 giugno 2000, n. 150 («Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni») - ai titolari pro tempore delle attribuzioni di indirizzo politico-amministrativo.
  • Diffamazione a mezzo stampa: il giornale on line non può essere sottoposto a sequestro preventivo
  • Ove ricorrano i presupposti del fumus commissi delicti e del periculum in mora, è ammissibile, nel rispetto del principio di proporzionalità, il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. di un sito web o di una singola pagina telematica, anche imponendo al fornitore dei relativi servizi di attivarsi per rendere inaccessibile il sito o la specifica risorsa telematica incriminata. La testata giornalistica telematica, in quanto assimilabile funzionalmente a quella tradizionale, rientra nel concetto ampio di "stampa" e soggiace alla normativa, di rango costituzione e di livello ordinario, che disciplina l'attività d'informazione professionale diretta al pubblico. Il giornale on line, al pari di quello cartaceo, non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa.
  • Contratti pubblici: il contratto di avvalimento non può essere sottoposto a condizione
  • In materia di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, dev'essere disposta l'esclusione dalla gara dell'impresa che abbia allegato alla propria domanda di partecipazione un contratto di avvalimento contenente una condizione meramente potestativa, essendo quest'ultima nulla ai sensi dell'art. 1355 c.c.
  • Ordinamento giudiziario: commette illecito disciplinare il PM che non richiede tempestivamente la liberazione dell'indagato in vinculis per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare
  • Costituisce gravissima negligenza del magistrato ogni violazione del diritto di libertà non dovuta a cause eccezionali, ovvero già determinate per legge, poiché, per i rilevanti poteri che devono essere esercitati sulla libertà degli indagati, egli è tenuto ad una particolare attenzione, la cui violazione, se non necessitata da circostanze di fatto che impediscano in modo assoluto la scarcerazione, incide su un diritto fondamentale direttamente tutelato dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il magistrato ha l'obbligo di diuturnamente vigilare circa la persistenza delle condizioni, anche temporali, cui la legge subordina la privazione della libertà personale di chi è sottoposto ad indagini, cosicché, in caso di notevole ritardo rispetto al momento in cui erano decorsi i termini di custodia cautelare, non può assumere rilevanza il fatto che il magistrato sia stato sottoposto, in quello stesso periodo, ad un gravoso carico di lavoro e vi abbia fatto fronte, dimostrando notevole produttività, nonostante la sussistenza di difficoltà familiari e personali.
  • Regioni e immigrazione. Note introduttive
  • All'inizio degli anni '70 del secolo scorso, quando nacquero - con l'elezione dei rispettivi Consigli - le Regioni ordinarie, il fenomeno dell'immigrazione straniera era pressoché ignoto al nostro Paese (che invece conosceva, da lunga data, l'opposto fenomeno dell'emigrazione esterna). Le statistiche di quel tempo fotografano una realtà marginale: nel 1971, su una popolazione totale di 54.137.000 persone, gli stranieri residenti erano appena 121.715 (lo 0,22%). Le cifre attuali, per converso, danno l'idea di un mutamento strutturale: nel 2013, su una popolazione totale di 60.782.668 persone, gli stranieri residenti erano 4.922.085 (l'8,1%)...
  • Sostanze stupefacenti e psicotrope: le Sezioni Unite della Cassazione tornano a pronunciarsi sugli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014
  • A seguito della dichiarazione d'incostituzionalità degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. n. 272/2005, come modificato dalla l. n. 49/2006, pronunciata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 32/2014, deve escludersi la rilevanza penale delle condotte che, poste in essere a partire dall'entrata in vigore di detta legge e fino all'entrata in vigore del d.l. n. 36/2014, abbiano avuto ad oggetto sostanze stupefacenti incluse nelle tabelle solo successivamente all'entrata in vigore del d.P.R. n. 309/1990 nel testo novellato dalla richiamata l. n. 49/2006.
  • Piemonte: la prova di resistenza "salva" le elezioni regionali del 2014
  • Il testo della sentenza (parziale e non definitiva) del TAR Piemonte relativa alle elezioni amministrative regionali del 2014.
  • Ordinanze contingibili e urgenti: è illegittima l'ordinanza "sanitaria" del Comune di Padova
  • È illegittima - non sussistendo alcuna emergenza sanitaria di carattere locale che la giustifichi - l'ordinanza con la quale il Comune di Padova ha disposto, fino all'adozione da parte del Ministero della salute di specifici provvedimenti, il divieto di dimora, anche occasionale, presso qualsiasi struttura di accoglienza per le persone prive di regolare documento di identità e di regolare certificato medico rilasciato dalla competente unità locale sociosanitaria attestante le condizioni sanitarie e l'idoneità a soggiornare, nonché l'obbligo, per i soggetti privi di regolare permesso di soggiorno ovvero di tessera sanitaria e individuati nel corso di accertamenti della polizia locale, di sottoporsi entro tre giorni a visite mediche presso la competente unità locale sociosanitaria, al fine di verificare le condizioni sanitarie, soprattutto in relazione all'eventuale presenza di malattie infettive (quali tubercolosi, ebola, scabbia, epatite o altre).
  • Regioni: è incostituzionale la legge statale che non prevede il coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali direttamente interessati dall'esercizio del potere sostitutivo ex art. 120 Cost.
  • Nel prevedere l'esercizio di poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni e degli enti locali, il legislatore statale è tenuto a rispettare i principi desumibili dall'art. 120, secondo comma, Cost., pur rimanendo libero di articolarli in forme diverse. In particolare, i poteri sostitutivi devono: a) essere previsti e disciplinati dalla legge, che deve definirne i presupposti sostanziali e procedurali, in ossequio al principio di legalità; b) essere attivati solo in caso di accertata inerzia della Regione o dell'ente locale sostituito; c) riguardare solamente atti o attività privi di discrezionalità nell'an; d) essere affidati ad organi di Governo; e) rispettare il principio di leale collaborazione all'interno di un procedimento nel quale l'ente sostituito possa far valere le proprie ragioni; f) conformarsi al principio di sussidiarietà. È quindi incostituzionale l'art. 30-ter, comma 1, lett. b), del d.l. 24 giugno 2014, n. 91 («Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea»), convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 116, nella parte in cui non prevede la necessaria partecipazione al procedimento della Regione interessata dall'esercizio del potere sostitutivo.
  • Ordinamento giudiziario: è incostituzionale il trasferimento obbligatorio del magistrato che commette una delle violazioni previste dall'art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs. 109/2006
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 13, comma 1, secondo periodo, del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 («Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilità, nonché modifica della disciplina in tema di incompatibilità, dispensa dal servizio e trasferimento di ufficio dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera f), della legge 25 luglio 2005, n. 150»), là dove stabilisce l'obbligatorietà del trasferimento del magistrato ad altra sede o ad altro ufficio quando ricorre una delle violazioni previste dall'art. 2, comma 1, lett. a), del medesimo decreto [ossia l'aver tenuto un comportamento che, violando i doveri di cui all'art. 1 («Il magistrato esercita le funzioni attribuitegli con imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo e equilibrio e rispetta la dignità della persona nell'esercizio delle funzioni»), arreca ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle parti].
  • Locazione di immobili: è incostituzionale la proroga dell'efficacia e della validità dei contratti registrati sulla base delle disposizioni dichiarate illegittime nel 2014
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 136 Cost. - l'art. 5, comma 1-ter, del d.l. 28 marzo 2014, n. 47 («Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015»), convertito, con modificazioni, dalla l. 23 maggio 2014, n. 80, il quale ha prorogato, fino al 31 dicembre 2015, l'efficacia e la validità dei contratti di locazione registrati sulla base delle disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale con la sent. 50/2014.
  • Concorrenza: anche un'azione inibitoria può costituire, a certe condizioni, abuso di posizione dominante
  • L'art. 102 TFUE dev'essere interpretato nel senso che il titolare di un brevetto essenziale ai fini dell'applicazione di una norma tecnica stabilita da un organismo di normalizzazione, che si sia irrevocabilmente impegnato nei confronti di tale organismo a concedere a terzi una licenza a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, dette «FRAND» («fair, reasonable and non-discriminatory»), non abusa della sua posizione dominante ai sensi di tale articolo quando esperisce un'azione per contraffazione volta alla cessazione del pregiudizio arrecato al suo brevetto o al richiamo dei prodotti per la fabbricazione dei quali sia stato utilizzato tale brevetto, laddove: 1) prima di esperire la suddetta azione, da un lato, abbia avvertito il presunto contraffattore della contraffazione addebitatagli, indicando il suddetto brevetto e specificando il modo in cui esso è stato contraffatto, e, dall'altro, dopo che il presunto contraffattore ha confermato la sua volontà di stipulare un contratto di licenza a condizioni FRAND, abbia trasmesso a tale contraffattore una proposta di licenza concreta e scritta alle suddette condizioni, specificando, in particolare, il corrispettivo e le sue modalità di calcolo; e 2) il suddetto contraffattore, continuando a sfruttare il brevetto di cui trattasi, non dia seguito a tale proposta con diligenza, conformemente agli usi commerciali riconosciuti in materia e in buona fede, circostanza che deve essere determinata sulla base di elementi obiettivi ed implica in particolare l'assenza di ogni tattica dilatoria.
  • Ambiente: la Corte di giustizia condanna l'Italia per la gestione dei rifiuti in Campania
  • Non avendo adempiuto agli obblighi imposti dalla Direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti, nella Regione Campania, l'Italia è condannata a pagare una somma forfettaria di 20 milioni di Euro e una penalità di 120.000 Euro per ciascun giorno di ritardo.
  • Libertà di circolazione: il divieto di espatrio per condanna penale non contrasta col diritto dell'Unione Europea
  • La Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, non impedisce a questi ultimi di porre limitazioni alla libertà di circolazione dei propri cittadini per adeguate ragioni di ordine pubblico e di pubblica sicurezza. Fra tali limitazioni, deve ritenersi compreso il divieto di espatrio previsto dall'art. 3, lett. d), della l. 21 novembre 1967, n. 1185 («Norme sui passaporti»), il quale è preordinato a garantire che coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale oppure soddisfare una multa o ammenda non sfuggano all'esecuzione della condanna passata in giudicato recandosi in luoghi sottratti alla sovranità dello Stato italiano.
  • Pubblico impiego: spetta al giudice ordinario decidere sulla caducazione del rapporto di lavoro conseguente all'annullamento del concorso
  • In tema di pubblico impiego privatizzato, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie concernenti gli atti posti in essere dalla Pubblica Amministrazione successivamente all'approvazione della graduatoria di un concorso, ivi compresi quelli che dispongono l'annullamento della procedura concorsuale e la conseguente caducazione del rapporto di lavoro già instaurato.
  • Responsabilità amministrativa: la Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti dei rappresentanti sindacali che hanno concluso accordi collettivi nel pubblico impiego
  • La Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali che hanno concluso accordi collettivi di lavoro nel settore del pubblico impiego c.d. "privatizzato".
  • Professioni: è incostituzionale la disposizione di legge che amplia le competenze degli agrotecnici in materia catastale ed estimativa
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost. - l'art. 26, comma 7-ter, del d.l. 31 dicembre 2007, n. 248 («Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria»), convertito, con modificazioni, dalla l. 28 febbraio 2008, n. 31, il quale estende agli agrotecnici talune competenze in materia di atti catastali e in materia estimativa nel settore immobiliare, prima riservate ai geometri, ai geometri laureati e ai periti agrari.
  • Pubblico impiego: spetta al giudice ordinario decidere sulla riammissione in servizio del dipendente dimissionario
  • A seguito della c.d. "privatizzazione" del rapporto di pubblico impiego, il potere dell'Amministrazione di disporre la riammissione in servizio del dipendente dimissionario si è trasformato, da potere amministrativo autoritativo, in potere privato, il quale si realizza mediante atti di natura negoziale, onde le relative controversie rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.
  • Enti locali: il Comune non può revocare in autotutela la propria adesione ad una Unione di Comuni
  • È illegittimo il provvedimento col quale un Comune dispone la revoca in autotutela - ai sensi dell'art. 21-quinquies della l. 241/1990 - delle delibere di adesione e di conferimento di funzioni ad una Unione di Comuni, atteso che il recesso da quest'ultima è consentito solamente nei tempi e nei modi stabiliti dal relativo statuto.
  • Processo civile: l'omesso esame di elementi istruttori non integra di per sé il vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. se il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice
  • La riformulazione dell'art. 360, n. 5, c.p.c. - ad opera del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - deve essere interpretata come riduzione al minimo costituzionale del sindacato sulla motivazione in sede di giudizio di legittimità: essa, cioè, ha introdotto nell'ordinamento un vizio specifico che concerne l'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo. L'omesso esame di elementi istruttori non integra di per sé il vizio di omesso esame di un fatto decisivo, se il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, benché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie.
  • Contratti pubblici: l'esclusione dalla gara delle offerte riconducibili ad un unico centro decisionale dev'essere preceduta dal contraddittorio con le imprese interessate
  • In materia di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittimo il provvedimento col quale la stazione appaltante dispone l'esclusione dalla gara di alcune imprese ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. m-quater), del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 («Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE»), senza aver previamente accertato, nel contraddittorio con le imprese interessate, l'effettiva imputabilità delle relative offerte ad un unico centro decisionale.
  • Pubblico impiego: legittima l'esclusione retroattiva di un compenso aggiuntivo in caso di coincidenza delle festività con la domenica
  • Non è incostituzionale la disposizione legislativa che, a seguito della stipulazione dei contratti collettivi del quadriennio 1994/1997, esclude retroattivamente, per i pubblici dipendenti, il diritto ad un compenso aggiuntivo in caso di coincidenza delle festività con la domenica, trattandosi di una previsione coerente con la "contrattualizzazione" del rapporto di lavoro pubblico.
  • Ambiente: è incostituzionale la legge regionale che posticipa l'obbligo di collocare in discarica esclusivamente rifiuti trattati
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la legge regionale che consente, per un periodo di tempo superiore a quello stabilito dalla legge statale, una modalità di smaltimento dei rifiuti deteriore per l'ambiente e l'ecosistema (fattispecie relativa ad una legge della Regione Liguria).
  • Processo civile: la preclusione ex art. 345, comma 3, c.p.c. non vale per i documenti prodotti in precedenti fasi del processo
  • L'art. 345, comma 3, c.p.c. (nel testo introdotto dall'art. 52 della l. 26 novembre 1990, n. 353, con decorrenza dal 30 aprile 1995), deve essere interpretato nel senso che i documenti allegati alla richiesta di decreto ingiuntivo, anche qualora non siano stati nuovamente prodotti nella fase di opposizione, non possono essere considerati nuovi e pertanto, se allegati all'atto di appello contro la sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, devono essere ritenuti ammissibili.

Novità normative

Legge 18 agosto 2015, n. 134 - Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie (G.U. 28 agosto 2015, n. 199).

Legge 6 agosto 2015, n. 132 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria (G.U. 20 agosto 2015, n. 192; s.o. n. 50).

Decreto legislativo 6 agosto 2015, n. 130 - Attuazione della direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (direttiva sull'ADR per i consumatori) (G.U. 19 agosto 2015, n. 191).

Decreto legislativo 29 luglio 2015, n. 129 - Disciplina sanzionatoria delle violazioni delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 1177/2010, che modifica il Regolamento (CE) n. 2006/2004, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne (G.U. 19 agosto 2015, n. 191).

Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128 - Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23 (G.U. 18 agosto 2015, n. 190).

Legge 7 agosto 2015, n. 124 - Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (G.U. 13 agosto 2015, n. 187).

Decreto legislativo 7 agosto 2015, n. 122 - Determinazione dei collegi della Camera dei deputati, in attuazione dell'articolo 4 della legge 6 maggio 2015, n. 52, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati (G.U. 11 agosto 2015, n. 185).

Legge 6 agosto 2015, n. 121 - Modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di soggetti sottoposti alla verifica antimafia (G.U. 10 agosto 2015, n. 184).