• Giustizia costituzionale: l'aberratio ictus normativa rende inammissibile la questione
  • Nei giudizi di legittimità costituzionale in via incidentale, l'inesatta identificazione, da parte del giudice, della norma oggetto di censura comporta l'inammissibilità della questione.
  • Processo penale: il querelante non può opporsi all'emissione del decreto penale di condanna
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 111 Cost. - l'art. 459, comma 1, c.p.p., nella parte in cui prevede la facoltà del querelante di opporsi, in caso di reati perseguibili a querela, alla definizione del procedimento con l'emissione di decreto penale di condanna.
  • Immigrazione: la concessione di provvidenze economiche in favore degli extracomunitari affetti da cecità non può essere subordinata alla titolarità della carta di soggiorno
  • È incostituzionale l'art. 80, comma 19, della l. 388/2000 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001), nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della pensione di cui all'art. 8 della l. 66/1962 (Nuove disposizioni relative all'Opera nazionale per i ciechi civili) e dell'indennità di cui all'art. 3, comma 1, della l. 508/1988 (Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti).
  • Patto di stabilità interno: Regioni e Province autonome devono concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per consentire allo Stato di rispettare gli impegni assunti in sede europea
  • Non contrasta con la Costituzione l'art. 32 della l. 183/2011 (Legge di stabilità 2012), nella parte in cui determina l'entità del contributo alla manovra finanziaria da parte delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano (comma 10) e delinea il procedimento per la stipulazione del relativo accordo (comma 11), nonché nella parte in cui prevede che il concorso di tali enti al riequilibrio della finanza pubblica avvenga anche mediante l'assunzione dell'esercizio di funzioni statali (comma 16).
  • Processo del lavoro: la fase dell'opposizione ex art. 1, comma 51, della l. 92/2012 non costituisce un grado diverso rispetto alla fase che ha preceduto l'ordinanza
  • Nel processo del lavoro, la fase dell'opposizione - ai sensi dell'art. 1, comma 51, della l. 28 giugno 2012, n. 92 - costituisce non già un grado diverso rispetto alla fase che ha preceduto l'ordinanza, ma soltanto una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente, sicché non può ritenersi viziata la sentenza pronunciata dallo stesso magistrato che aveva emesso quell'ordinanza.
  • Diritto amministrativo: è valida la notificazione di un atto amministrativo mediante posta elettronica certificata
  • È valida la notificazione di un atto amministrativo effettuata dall'Amministrazione tramite posta elettronica certificata (a nulla rilevando che il destinatario avesse attivato la propria casella da pochissimo tempo e non fosse ancora in grado di farne buon uso).
  • Giustizia amministrativa: è inammissibile il ricorso in ottemperanza nei confronti di un privato
  • Il rimedio del ricorso in ottemperanza, previsto dall'art. 112 c.p.a., è azionabile esclusivamente al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della Pubblica Amministrazione di conformarsi al giudicato. Esso, pertanto, non può essere esperito nei confronti di un soggetto privato.
  • Salute e ambiente: dal TAR Sicilia stop ai lavori per la realizzazione del MUOS
  • Il testo integrale della sentenza del TAR Sicilia che annulla il provvedimento col quale la medesima Regione aveva autorizzato i lavori per la realizzazione del sistema di comunicazione satellitare MUOS (Mobile User Objective System) nel Comune di Niscemi (CL).
  • Giustizia costituzionale: il ricorso della Regione contro lo Stato deve essere previamente autorizzato dalla Giunta regionale
  • È inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione proposto da una Regione nei confronti dello Stato senza la previa deliberazione della Giunta regionale.
  • Ragionevole durata del processo: quando è in gioco lo status della persona, il giudizio deve essere più veloce
  • Ai fini dell'equa riparazione per durata irragionevole del processo, il giudizio concernente lo status della persona (nel caso di specie, il riconoscimento della condizione di rifugiato politico), poiché incide sul diritto al rispetto della vita privata e familiare, deve avere - in conformità alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo - una durata massima di due anni e sette mesi, anziché di tre anni.
  • Famiglia: per la Cassazione, il divieto di matrimonio fra persone dello stesso sesso non è illegittimo
  • Nel nostro sistema giuridico di diritto positivo, il matrimonio tra persone dello stesso sesso è inidoneo a produrre effetti perché non previsto tra le ipotesi legislative di unione coniugale. Né la mancata estensione del regime matrimoniale alle unioni omoaffettive può ritenersi di per sé illegittima, come già affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 138/2010 (il cui approdo non risulta superato dalle successive decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo), ancorché il sicuro rilievo costituzionale di tali formazioni sociali (art. 2 Cost.) richieda la predisposizione di adeguate forme di riconoscimento e di garanzia, la cui determinazione è tuttavia rimessa alla discrezionalità del legislatore.
  • Expo 2015: il Consiglio di Stato ribalta la decisione del TAR Lombardia (perché il ricorso di primo grado era irricevibile)
  • Il testo integrale della sentenza del Consiglio di Stato che riforma la decisione con la quale il TAR Lombardia aveva annullato l'aggiudicazione definitiva, al raggruppamento temporaneo di imprese capeggiato dalla "Giuseppe Maltauro S.p.a.", dell'appalto integrato di progettazione ed esecuzione dei lavori di realizzazione delle architetture di servizio del sito Expo 2015.
  • Giustizia costituzionale: nei giudizi in via principale, le Regioni non possono prospettare questioni di costituzionalità relative a parametri non attinenti al riparto delle competenze legislative fra Stato e Regioni
  • Le questioni di legittimità costituzionale prospettate da una Regione, nell'ambito di un giudizio in via principale, in ordine a parametri diversi da quelli riguardanti il riparto delle competenze legislative fra lo Stato e le Regioni, sono ammissibili soltanto se: a) vi sia ridondanza delle asserite violazioni su tale riparto; e b) il soggetto ricorrente abbia indicato le specifiche competenze ritenute lese e le ragioni della lamentata lesione [nel caso di specie, la Corte ha dichiarato in parte inammissibili ed in parte infondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 15-bis, del d.l. 23 dicembre 2013, n. 145 (Interventi urgenti di avvio del piano "Destinazione Italia", per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 21 febbraio 2014, n. 9, promosse dalla Regione Lazio].
  • Matrimonio: l'assegno divorzile non deve necessariamente garantire al coniuge economicamente più debole il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio
  • Non è fondata - in quanto muove da un erroneo presupposto interpretativo - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5, sesto comma, della l. 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come modificato dall'art. 10 della l. 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29 Cost., dal Tribunale ordinario di Firenze.
  • Fisco: è incostituzionale la "Robin Tax" (ma soltanto pro futuro)
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 53 Cost. - l'art. 81, commi 16, 17 e 18, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, il quale prevede un'addizionale IRES a carico dei soggetti operanti nei settori petrolifero ed energetico, con ricavi superiori a 25 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente (c.d. "Robin Tax"). Tuttavia gli effetti di tale dichiarazione di incostituzionalità non sono retroattivi, ma decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (pubblicazione avvenuta in data 11 febbraio 2015).
  • Giustizia: appartiene alla giurisdizione ordinaria la controversia sulla revoca, da parte del socio pubblico che l'ha nominato, dell'amministratore di una società per azioni partecipata da un ente locale
  • La controversia sulla revoca, da parte del socio pubblico che l'ha nominato, dell'amministratore di una società per azioni partecipata da un ente locale appartiene alla giurisdizione ordinaria (e non a quella amministrativa), trattandosi di un atto iure privatorum (e non iure imperii), alla luce della clausola ermeneutica generale di cui all'art. 4, comma 13, del d.l. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla l. 135/2012.
  • Sicurezza alimentare: è legittimo il divieto di coltivazione di mais OGM disposto dal d.m. 12 luglio 2013
  • È legittimo il d.m. 12 luglio 2013 - adottato dal Ministro della salute, di concerto con quello delle politiche agricole, alimentari e forestali e con quello dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare - recante misure d'urgenza, ai sensi dell'art. 54 del regolamento (CE) n. 178/2002, relative alla coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810.
  • Concorrenza e mercato: il codice deontologico non può stabilire che il professionista debba commisurare il proprio compenso al "decoro professionale"
  • È legittimo il provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che ordina al Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Geologi di eliminare dal relativo codice deontologico la previsione secondo la quale il geologo deve commisurare il proprio compenso al decoro professionale, atteso che tale previsione si traduce, di fatto, in una surrettizia reintroduzione dei minimi tariffari aboliti dal legislatore, con i conseguenti effetti restrittivi della concorrenza, senza che essa risulti giustificata dall'esigenza di tutelare il consumatore assicurandogli una prestazione di qualità.
  • Atti discriminatori: è gravemente discriminatorio il comportamento dell'Amministrazione che dispone la revisione della patente di guida nei confronti di un soggetto dichiaratosi omosessuale alla visita di leva
  • È illegittimo, in quanto gravemente discriminatorio, il comportamento della Motorizzazione civile che, su segnalazione dell'Ospedale militare, dispone la revisione della patente di guida, con la sottoposizione ad un nuovo esame di idoneità psico-fisica, nei confronti di un soggetto dichiaratosi omosessuale alla visita di leva (a nulla rilevando, attesa l'inviolabilità del diritto all'identità sessuale, che la vicenda sia rimasta confinata in ambito amministrativo).
  • Processo civile: non è viziata da nullità la sentenza che nella sua motivazione si limita a riprodurre il contenuto di un atto di parte (ma solo nel processo civile ed in quello tributario)
  • Nel processo civile - ed in quello tributario, in virtù di quanto disposto dal secondo comma dell'art. 1 d.lgs. 546/1992 - non può ritenersi nulla la sentenza che esponga le ragioni della decisione limitandosi a riprodurre il contenuto di un atto di parte (ovvero di altri atti processuali o provvedimenti giudiziari), eventualmente senza nulla aggiungere ad esso, sempre che in tal modo risultino comunque attribuibili al giudicante ed esposte in maniera chiara, univoca ed esaustiva le ragioni sulle quali la decisione è fondata. È inoltre da escludere che, alla stregua delle disposizioni contenute nel codice di rito civile e nella Costituzione, possa ritenersi sintomatico di un difetto di imparzialità del giudice il fatto che la motivazione di un provvedimento giurisdizionale sia, totalmente o parzialmente, costituita dalla copia dello scritto difensivo di una delle parti.
  • Referendum: inammissibile il referendum abrogativo della "legge Fornero"
  • È inammissibile la richiesta di referendum popolare per l'abrogazione dell'art. 24 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 22 dicembre 2011, n. 214 (c.d. "legge Fornero"). L'inammissibilità deriva sia dal fatto che si tratta di una legge di bilancio (non sottoponibile a referendum abrogativo ex art. 75 Cost.) sia dalla carenza di omogeneità del quesito.
  • Referendum: inammissibile il referendum abrogativo delle norme di riorganizzazione degli uffici giudiziari
  • Sono inammissibili le richieste di referendum popolare per l'abrogazione delle disposizioni legislative che riorganizzano i tribunali ordinari e gli uffici del pubblico ministero. L'inammissibilità deriva dal fatto che le tre richieste di referendum sono dirette allo scopo della reviviscenza, in tutto (1° quesito) o in parte (2° e 3° quesito), delle disposizioni che prevedevano gli uffici giudiziari soppressi, nonché di quelle (3° quesito) che stabilivano i circondari dei tribunali soppressi - e, quindi, al ripristino dei detti uffici e circondari - scopo che non può essere conseguito mediante lo strumento referendario.
  • Processo penale minorile: non può essere monocratico il giudice del rito abbreviato richiesto dall'imputato dopo un decreto di giudizio immediato
  • Sono incostituzionali gli artt. 458 c.p.p. e 1, comma 1, d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), nella parte in cui prevedono che, nel processo minorile, in caso di giudizio abbreviato richiesto dall'imputato in seguito a un decreto di giudizio immediato, la composizione dell'organo giudicante sia quella monocratica del giudice per le indagini preliminari, anziché quella del Tribunale per i minorenni nella composizione collegiale prevista per l'udienza preliminare.
EIUS utilizza i cookies. La navigazione nel sito implica l'accettazione di tale utilizzo.