• Processo penale: anche le intercettazioni possono costituire corpo del reato
  • In tema di intercettazioni, la conversazione o comunicazione intercettata costituisce corpo del reato - e, in quanto tale, è utilizzabile nel processo penale - allorché essa integri di per sé la fattispecie criminosa (Non costituisce, invece, corpo del reato una comunicazione o conversazione che si riferisca ad una condotta criminosa o che ne integri un frammento, venendo portata a compimento la commissione del reato mediante ulteriori condotte rispetto alle quali l'elemento comunicativo assuma carattere meramente descrittivo. In ogni caso, l'inutilizzabilità processuale dell'intercettazione non ne esclude la funzione di notizia di reato, come tale utilizzabile dalla pubblica accusa per l'espletamento delle necessarie indagini volte all'acquisizione di elementi di prova sulla cui base potrà successivamente esercitare l'azione penale).
  • Regioni: è incostituzionale la legge della provincia autonoma che non rispetta il principio di analitica copertura ex art. 81, quarto comma, Cost.
  • Il principio di analitica copertura sancito dall'art. 81, quarto comma, Cost. (ora sostanzialmente riprodotto nell'art. 81, terzo comma, Cost., come formulato dalla legge costituzionale n. 1 del 2012) ha natura di precetto sostanziale, cosicché ogni disposizione che comporta conseguenze finanziarie di carattere positivo o negativo deve essere corredata da un'apposita istruttoria e successiva allegazione degli effetti previsti e della relativa compatibilità con le risorse a disposizione. Nel caso di norme a regime, dette operazioni devono essere riferite sia all'esercizio di competenza che a quelli successivi in cui le norme stesse esplicheranno effetti. Di qui, l'incostituzionalità dell'art. 25 della legge prov. Bolzano n. 10 del 2013, in quanto provvede alla riorganizzazione di una serie rilevante di funzioni senza determinarne gli effetti finanziari attivi e passivi e la loro influenza complessiva sul bilancio di competenza e sugli esercizi futuri.
  • Concorrenza e mercato: è legittimo il provvedimento con il quale l'Agcm ha sanzionato l'Auditel per abuso di posizione dominante
  • È legittimo il provvedimento con il quale l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato la società Auditel per aver posto in essere comportamenti restrittivi della concorrenza, consistenti in abusi di posizione dominante, in violazione dell'art. 102 TFUE (mancata pubblicazione giornaliera dei dati di ascolto dei canali per singola piattaforma; mancata pubblicazione giornaliera della voce "Altre Digitali Terrestri"; errata attribuzione dei risultati della rilevazione anche ai non possessori di apparecchio televisivo).
  • Processo penale: un'importante pronuncia della Cassazione sui termini di durata massima della custodia cautelare
  • Nel caso di sospensione dei termini di fase della custodia cautelare - disposta in base all'art. 304, comma 2, c.p.p. nell'ipotesi di dibattimento o di giudizio abbreviato particolarmente complesso relativo ai reati previsti dall'art. 407, comma 2, lett. a) - il limite del doppio del termine di fase (previsto dal comma 6 dell'art. 304) non può essere ulteriormente superato in forza del n. 3-bis dell'art. 303, comma 1, lett. b), che prevede - sempre nel caso dei processi per i delitti di cui all'art. 407, comma 2, lett. a) - un ulteriore aumento fino a sei mesi del termine di fase da imputarsi alla fase precedente (qualora il termine di quella fase non sia stato completamente utilizzato) oppure ai termini di cui alla lett. d) del medesimo art. 303 (relativo al giudizio di legittimità).
  • Tutela della salute: legittimo il divieto di vendita nelle "parafarmacie" dei medicinali di fascia C soggetti a prescrizione medica
  • Non è incostituzionale l'art. 5, comma 1, del d.l. 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale), convertito, con modificazioni, dalla l. 4 agosto 2006, n. 248, nella parte in cui non consente agli esercizi commerciali ivi previsti - le c.d. "parafarmacie" - la vendita di medicinali di fascia C soggetti a prescrizione medica.
  • Processo amministrativo: il giudice può sempre disapplicare le disposizioni regolamentari illegittime
  • In sede di decisione sulla legittimità del provvedimento impugnato, il giudice amministrativo ha il potere di disapplicare le disposizioni regolamentari - sulla base delle quali quel provvedimento è stato adottato - che si pongono in palese contrasto con la legge cui sono destinate a dare attuazione. Tale potere: a) può essere esercitato anche d'ufficio e, quindi, per la prima volta in appello (nonostante la relativa questione non sia stata esaminata dal giudice di primo grado); b) prescinde dall'impugnazione congiunta del regolamento con il provvedimento amministrativo contestato; c) non richiede che siano evocate in giudizio le autorità che hanno adottato il regolamento, giacché quest'ultimo, dopo la pronuncia del giudice, conserva la sua efficacia nell'ordinamento giuridico.
  • Libera circolazione delle persone: per la Corte di giustizia UE, il "turismo forense" non costituisce una pratica abusiva
  • L'articolo 3 della direttiva 98/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, volta a facilitare l'esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquistata la qualifica, dev'essere interpretato nel senso che non può costituire una pratica abusiva il fatto che il cittadino di uno Stato membro si rechi in un altro Stato membro al fine di acquisirvi la qualifica professionale di avvocato a seguito del superamento di esami universitari e faccia ritorno nello Stato membro di cui è cittadino per esercitarvi la professione di avvocato con il titolo professionale ottenuto nello Stato membro in cui tale qualifica professionale è stata acquisita.
  • Pubblico impiego: il provvedimento pensionistico definitivo non può essere modificato o revocato per errore di diritto
  • Non è incostituzionale l'art. 204 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), nella parte in cui non consente la revoca o la modifica del provvedimento definitivo di liquidazione del trattamento pensionistico anche nel caso di errore di diritto.
  • Regioni: la legge regionale può prevedere l'affidamento diretto dei servizi pubblici locali ad organismi a partecipazione mista pubblico/privata
  • Non è incostituzionale la disposizione legislativa regionale [nella specie, l'art. 8, comma 2, della legge della Regione autonoma Sardegna 17 dicembre 2012, n. 25 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e settori diversi)] che prevede l'affidamento diretto dei servizi pubblici locali ad organismi a partecipazione mista pubblico/privata, ove interpretata nel senso che, conformemente al diritto dell'Unione europea, il socio privato della società mista venga scelto con procedura ad evidenza pubblica e con gara c.d. "a doppio oggetto", nella quale siano contestualmente definite le caratteristiche del servizio (l'art. 18 della medesima l.r. Sardegna n. 25/2012 è stato invece dichiarato incostituzionale «nella parte in cui, nel disporre la proroga automatica dei titoli minerari e dei permessi di cava in esso indicati, proroga anche i titoli ed i permessi che non sono mai stati assoggettati a valutazione dell'impatto ambientale o alla verifica dell'assoggettabilità alla valutazione dell'impatto ambientale»).
  • Processo penale: non contrasta con la Costituzione il limite temporale stabilito dall'art. 657, comma 4, c.p.p.
  • Non contrasta con la Costituzione l'art. 657, comma 4, c.p.p., il quale prevede che, nella determinazione della pena detentiva da eseguire, «sono computate soltanto la custodia cautelare subita o le pene espiate dopo la commissione del reato per il quale deve essere determinata la pena da eseguire».
  • Diritto penale: l'art. 513-bis c.p. punisce soltanto le condotte illecite tipicamente concorrenziali
  • L'art. 513-bis c.p. («Illecita concorrenza con minaccia o violenza») punisce soltanto le condotte illecite tipicamente concorrenziali (boicottaggio, storno dei dipendenti, rifiuto di contrattare, ecc.) poste in essere con atti di coartazione che inibiscono la normale dinamica imprenditoriale, non rientrando, invece, nella fattispecie astratta gli atti intimidatori che siano finalizzati a contrastare o ostacolare l'altrui libera concorrenza (ferma restando l'eventuale riconducibilità di questi ultimi ad altre figure di reato).
  • Expo 2015: annullata l'aggiudicazione definitiva dell'appalto integrato di progettazione ed esecuzione dei lavori di realizzazione delle architetture di servizio del sito
  • Il testo integrale della sentenza del TAR Lombardia che annulla l'aggiudicazione definitiva, al raggruppamento temporaneo di imprese capeggiato dalla "Giuseppe Maltauro S.p.a.", dell'appalto integrato di progettazione ed esecuzione dei lavori di realizzazione delle architetture di servizio del sito Expo 2015, «essendo l'illegittimità dell'aggiudicazione comprovata dalle condotte inveratesi nella preordinata finalità di illecitamente condizionare il procedimento di gara» (la sentenza invita espressamente la stazione appaltante a risolvere il contratto già stipulato con il predetto raggruppamento e ad affidare la prosecuzione dei lavori all'impresa seconda classificata in graduatoria, affermando che, «se il rapporto contrattuale dovesse continuare a produrre effetti tra le parti contraenti, il comportamento della stazione appaltante rischierebbe di proiettare sull'Evento universale un'ombra cupa, delineata dall'ammessa incapacità di far fronte a fenomeni di permeabilità del malaffare»).
  • Pari opportunità: niente "quote rosa" se manca una specifica previsione statutaria
  • Non può ritenersi illegittimo l'atto di nomina di una Giunta comunale per violazione del principio delle c.d. "quote rosa", ove lo statuto dell'ente non contenga una specifica previsione al riguardo.
  • Professioni sanitarie: è incostituzionale l'omessa previsione della nomina di membri supplenti nelle Commissioni centrali
  • Sono incostituzionali, per violazione degli artt. 3, 24 e 111 Cost. (sotto il profilo dell'imparzialità della giurisdizione): 1) l'art. 17, primo e secondo comma, lett. c), del d.lgs.C.p.S. 13 settembre 1946, n. 233 (Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse), nella parte in cui non prevede la nomina di membri supplenti della Commissione centrale per l'esame degli affari concernenti la professione dei farmacisti, che consentano la costituzione, per numero e categoria, di un collegio giudicante diversamente composto rispetto a quello che abbia pronunciato una decisione annullata con rinvio dalla Corte di cassazione; 2) l'art. 17, primo e secondo comma, lett. a), b), d) ed e), del medesimo d.lgs.C.p.S. n. 233/1946, nella parte in cui non prevede la nomina di membri supplenti della Commissione centrale per l'esame degli affari concernenti le professioni dei medici chirurghi, dei veterinari, delle ostetriche e degli odontoiatri, che consentano la costituzione, per numero e categoria, di un collegio giudicante diversamente composto rispetto a quello che abbia pronunciato una decisione annullata con rinvio dalla Corte di cassazione.
  • Lavoro: anche il singolo componente della RSU può indire assemblee ex art. 20 dello Statuto dei lavoratori
  • In tema di rappresentatività sindacale, dalla lettura coordinata dell'art. 19 con l'art. 20 della l. 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), si desume che il combinato disposto degli artt. 4 e 5 dell'Accordo interconfederale del 1993 - istitutivo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) - deve essere interpretato nel senso che il diritto di indire assemblee rientra tra le prerogative attribuite non solo alla RSU considerata collegialmente, ma anche a ciascun componente della RSU stessa, purché questi sia stato eletto nelle liste di un sindacato che, nell'azienda di riferimento, sia, di fatto, dotato di rappresentatività ai sensi del predetto art. 19, quale risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013.
  • Intese ex art. 8 Cost.: il riconoscimento dell'istante come "confessione religiosa" rientra nella discrezionalità tecnica del Governo
  • In materia di intese ex art. 8, terzo comma, Cost., il preliminare riconoscimento del soggetto istante come "confessione religiosa" rientra nella discrezionalità tecnica del Governo ed è, pertanto, sindacabile dal giudice amministrativo secondo le regole e nei limiti elaborati dalla giurisprudenza (fattispecie relativa all'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti).
  • Processo Dell'Utri: la sentenza della Cassazione
  • Il testo integrale della sentenza della Corte di cassazione che rende definitiva la condanna di Marcello Dell'Utri per i reati di concorso esterno in associazione per delinquere e concorso esterno in associazione mafiosa.
  • Giusto processo: è incostituzionale la disposizione di legge che, modificando i requisiti professionali richiesti per la nomina a Commissario straordinario del Governo per il Comune di Roma, ha inciso sull'esito di un giudizio amministrativo in corso
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 111, primo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6 CEDU - l'art. 2, comma 7, del d.l. 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 26 febbraio 2011, n. 10 nella parte in cui, introducendo l'art. 2, comma 196-bis, della l. 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2010), stabilisce che il Commissario straordinario del Governo per il Comune di Roma «deve essere in possesso di comprovati requisiti di elevata professionalità nella gestione economico-finanziaria, acquisiti nel settore privato, necessari per gestire la fase operativa di attuazione del piano di rientro».
  • Libertà di stabilimento: è incostituzionale la legge della Provincia autonoma di Bolzano che prevede l'erogazione di contributi finanziari in favore delle emittenti radiotelevisive e dei portali informativi online che abbiano la sede legale e la redazione principale ed operativa nel territorio provinciale
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 49 TFUE (libertà di stabilimento) - la legge della Provincia autonoma di Bolzano che subordina la concessione di contributi finanziari, in favore delle emittenti radiotelevisive e dei portali informativi online, alla condizione del possesso del requisito della sede legale e della redazione principale ed operativa nel territorio provinciale (la medesima legge è stata altresì dichiarata incostituzionale per violazione dell'art. 81 Cost., in relazione all'art. 17 della l. 196/2009).
  • Processo penale: la rinnovazione della custodia cautelare, in seguito alla dichiarazione di inefficacia di quella precedente per mancato rispetto dei termini nel procedimento di riesame, non richiede il previo interrogatorio dell'indagato
  • Nell'ipotesi di emissione di nuova misura cautelare custodiale in seguito alla dichiarazione di inefficacia, ai sensi dell'art. 309, commi 5 e 10, c.p.p. di quella precedente, il giudice per le indagini preliminari non ha il dovere di interrogare l'indagato prima di ripristinare nei suoi confronti il regime custodiale e non è tenuto a reiterare l'interrogatorio di garanzia neanche successivamente, sempre che l'interrogatorio sia stato in precedenza regolarmente espletato e sempre che la nuova ordinanza cautelare non contenga elementi nuovi e diversi rispetto alla precedente.
  • Espropriazione per p.u.: è incostituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento in materia di determinazione dell'indennità di espropriazione per le aree non edificabili
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, nell'interpretazione datane dalla Corte di Strasburgo, e dell'art. 42, terzo comma, Cost. - l'art. 13 della legge della Provincia autonoma di Trento 19 febbraio 1993, n. 6 (Norme sulla espropriazione per pubblica utilità), come modificato dall'art. 58, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Trento 29 dicembre 2006, n. 11 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2007 e pluriennale 2007-2009 della Provincia autonoma di Trento - legge finanziaria 2007), là dove si prevede che l'indennità di espropriazione delle aree non edificabili (espressione che comprende le aree agricole e quelle non suscettibili di classificazione edificatoria) debba essere calcolata sulla base del valore agricolo medio del suolo secondo i tipi di coltura praticati in relazione alle singole zone agrarie, valore da determinare annualmente ad opera di un'apposita commissione previa ripartizione del territorio provinciale in zone agrarie omogenee.
  • Sostanze stupefacenti e psicotrope: un'altra importante pronuncia della Cassazione circa gli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014 sui giudizi pendenti
  • In seguito alla sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014, deve disporsi l'annullamento con rinvio della sentenza di condanna per reati, legati dal vincolo della continuazione, concernenti l'uso di droghe "leggere" e droghe "pesanti", allo scopo di consentire al giudice di merito di rivalutare ed eventualmente rimodulare il trattamento sanzionatorio alla luce della lex mitior («Ciò non implica, come ad un approccio non adeguatamente approfondito si potrebbe pensare, che il giudice del rinvio sia obbligato a ridurre la pena, così da dar vita, sempre e comunque, ad un concreto beneficio per l'imputato. Quel che, invece, s'impone è la rivalutazione sul punto della decisione, all'esito della quale, fermo restando, ovviamente il divieto di qualsivoglia riforma peggiorativa, esplicitati gli argomenti a sostegno del caso, la determinazione può anche restare immutata. // In definitiva, quel che va escluso è che resti fuori dai parametri del giudizio il criterio normativo meno afflittivo ex post emerso»).
  • Processo amministrativo: le penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. si applicano anche alle condanne pecuniarie
  • In sede di giudizio di ottemperanza, la comminatoria delle penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. è ammissibile per tutte le decisioni di condanna di cui al precedente art. 113 c.p.a., ivi comprese quelle aventi ad oggetto prestazioni di natura pecuniaria.
  • No Tav: la Cassazione esclude la finalità di terrorismo
  • Il testo integrale della sentenza della Corte di cassazione che esclude la sussistenza della finalità terroristica nell'attacco recato da oltre venti persone, poco prima dell'alba del 14 maggio 2013, al cantiere del "cunicolo di Chiomonte", aperto nell'ambito delle opere volte alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) fra Torino e Lione.
  • Diritto penale: è legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di partecipazioni societarie segregate in un trust fittizio riconducibile ad un'associazione mafiosa
  • È legittimo il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca ex art. 416-bis, comma 7, c.p. (Associazione di tipo mafioso), di partecipazioni a società trasferite in un trust, quando sussistono elementi indiziari sintomatici di una correlazione tra l'oggetto di tale negozio di destinazione e l'ipotizzata attività illecita, tanto da far ritenere fittizia l'operazione negoziale in ragione della persistente disponibilità dei beni in capo ai precedenti amministratori delle medesime società, riconducibili al sodalizio mafioso.
  • Privacy: doppio illecito per l'impresa che invia un fax promozionale senza il previo consenso del destinatario
  • Commette un duplice illecito amministrativo - per omessa informativa sul trattamento di dati personali e per non assentita comunicazione automatizzata - l'impresa che invia un fax promozionale ad un numero estratto dall'elenco delle "Pagine gialle", senza aver previamente acquisito, dietro idonea informativa, il consenso dell'interessato, come prescritto dagli artt. 13 e 23 del d.lgs. 196/2003.
  • Misure di prevenzione: un'importante pronuncia della Cassazione dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 191/2013
  • In seguito alla sentenza della Corte costituzionale n. 191 del 2013, qualora un soggetto cui è stata applicata una misura di prevenzione personale (artt. 3 e 4 della l. 27 dicembre 1956, n. 1423; art. 4 ss. del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159) sia successivamente sottoposto a misura cautelare personale oppure a pena detentiva per un apprezzabile periodo di tempo potenzialmente idoneo ad incidere sullo stato di pericolosità in precedenza delibata, la misura preventiva deve considerarsi sospesa nella sua efficacia, fino a quando il giudice della prevenzione non ne valuti nuovamente l'attualità alla luce di quanto desumibile, in favore dell'interessato, dall'esperienza carceraria patita.
  • Fisco: il termine di decadenza per il rimborso di un'imposta incompatibile con il diritto comunitario decorre dalla data dell'indebito versamento
  • Nel caso in cui un'imposta già versata dal contribuente venga dichiarata incompatibile con il diritto comunitario dalla Corte di giustizia dell'Unione Europea, il termine di decadenza previsto dalla normativa tributaria (nel caso di specie, trattandosi di imposta sui redditi, dall'art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602) per l'esercizio del diritto di rimborso decorre dalla data dell'indebito versamento, e non già da quella della pronuncia della Corte.
  • Processo penale: è incostituzionale l'art. 517 c.p.p., nella parte in cui non consente il patteggiamento dopo la contestazione suppletiva "tardiva" di una circostanza aggravante
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 24 Cost. - l'art. 517 c.p.p., nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena ex art. 444 c.p.p. (c.d. "patteggiamento"), in seguito alla contestazione dibattimentale di una circostanza aggravante che già risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale.
  • Concorrenza e mercato: anche una singola gara d'appalto può costituire "mercato rilevante" ai fini dell'accertamento di un'intesa restrittiva della concorrenza
  • In materia di intese restrittive della concorrenza, la definizione del mercato rilevante è successiva all'individuazione dell'intesa, in quanto sono l'ampiezza e l'oggetto di quest'ultima a circoscrivere il mercato su cui l'abuso è commesso, nel senso che la definizione dell'ambito merceologico e territoriale nel quale si manifesta un coordinamento fra imprese concorrenti e si realizzano gli effetti derivanti dall'illecito concorrenziale è funzionale alla decifrazione del grado di offensività dell'illecito. Sebbene il mercato di riferimento debba comunque essere costituito da una parte rilevante del mercato nazionale e di regola non possa coincidere con una qualsiasi operazione economica, tuttavia anche una porzione ristretta del territorio nazionale può assurgere a mercato rilevante, ove in essa abbia luogo l'incontro di domanda ed offerta in condizioni di autonomia rispetto ad altri ambiti anche contigui, e quindi esista una concorrenza suscettibile di essere alterata. Ne deriva che anche una singola gara d'appalto bandita dalla Pubblica Amministrazione può costituire, avuto riguardo alle circostanze della fattispecie concreta, un mercato a sé stante, in quanto la definizione del mercato rilevante varia da caso a caso in funzione delle diverse situazioni di fatto [fattispecie nella quale l'Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva accertato l'esistenza di un'intesa unica e continuata avente ad oggetto la ripartizione del mercato dell'assicurazione rischi Responsabilità Civile Terzi (RCT) e Responsabilità Civile Operatori (RCO) in diverse Aziende Sanitarie Locali (A.S.L.) e Aziende Ospedaliere (A.O.) della Regione Campania, consistita nella partecipazione delle Società alle gare bandite dalle A.S.L. e A.O. campane coinvolte nel procedimento e nella ripartizione delle stesse].
  • Contratti pubblici: è illegittima la revoca dell'aggiudicazione in autotutela dopo la stipulazione del contratto di appalto
  • Nel procedimento di affidamento di lavori pubblici, le pubbliche amministrazioni, qualora ravvisino, dopo la stipulazione del contratto di appalto, sopravvenute ragioni di inopportunità della prosecuzione del rapporto negoziale, non possono utilizzare lo strumento pubblicistico della revoca dell'aggiudicazione, ma devono esercitare il diritto di recesso regolato dall'art. 134 del d.lgs. 163/2006.
  • Processo amministrativo: non è incostituzionale la devoluzione alla competenza inderogabile del TAR Lazio, sede di Roma, delle controversie sui provvedimenti di scioglimento per mafia dei consigli comunali e provinciali (art. 143 TUEL)
  • Non sono incostituzionali: a) l'art. 135, comma 1, lett. q), c.p.a., nella parte in cui prevede la devoluzione alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, delle controversie relative ai provvedimenti di scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso (art. 143 d.lgs. 267/2000); b) gli artt. 13, comma 4, e 15, comma 2, c.p.a., nella parte in cui inibiscono al giudice adito di pronunciarsi sull'istanza cautelare, nelle more della pronuncia del giudice competente sulla controversia.
  • Processo penale: la nomina del difensore di fiducia da parte del detenuto deve essere comunicata dall'Amministrazione penitenziaria soltanto all'Autorità giudiziaria
  • La dichiarazione di nomina del difensore di fiducia effettuata dall'imputato detenuto (art. 123 c.p.p.) deve essere comunicata dall'Amministrazione penitenziaria soltanto all'Autorità giudiziaria, gravando sullo stesso imputato l'onere di informare il proprio difensore dell'avvenuta nomina.
  • Cittadinanza europea: la donna che smette di lavorare a causa della gravidanza può conservare lo status di "lavoratore"
  • L'art. 45 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea deve essere interpretato nel senso che una donna, che smetta di lavorare o di cercare un impiego a causa delle limitazioni fisiche collegate alle ultime fasi della gravidanza e al periodo successivo al parto, conserva la qualità di «lavoratore» ai sensi di tale articolo, purché essa riprenda il suo lavoro o trovi un altro impiego entro un ragionevole periodo di tempo dopo la nascita di suo figlio.
  • Privacy: è illegittima la pubblicazione di una foto ritraente una persona nel momento in cui viene arrestata, ove tale foto, per le sue caratteristiche intrinseche, sia tale da violare la dignità dell'interessato
  • In materia di tutela dell'immagine, la pubblicazione, da parte di un quotidiano, della foto ritraente una persona nel momento del suo arresto è legittima qualora rispetti non soltanto i limiti dell'essenzialità per illustrare il contenuto della notizia e del legittimo esercizio del diritto di cronaca (art. 137 d.lgs. 196/2003), ma anche le particolari cautele imposte, a tutela della dignità della persona ritratta, dall'art. 8, primo comma, del codice deontologico dei giornalisti, che costituisce fonte normativa integrativa. L'indagine sul rispetto dei suddetti limiti nella pubblicazione della foto va condotta con maggior rigore rispetto a quella relativa alla semplice pubblicazione della notizia, tenuto conto sia della particolare potenzialità lesiva della dignità della persona connessa all'enfatizzazione tipica dello strumento visivo, sia della maggiore idoneità di quest'ultimo ad una diffusione decontestualizzata ed insuscettibile di controllo da parte della persona interessata.
  • Professioni: le Regioni non possono creare nuove figure professionali
  • La potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle "professioni" deve rispettare il principio secondo cui l'individuazione delle figure professionali (con i relativi profili e titoli abilitanti) è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, allo Stato, rientrando nella competenza delle Regioni la sola disciplina di quegli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale. Tale principio, al di là della particolare attuazione ad opera dei singoli precetti normativi, si configura quale limite di ordine generale, invalicabile dalla legge regionale, da ciò derivando che non è nei poteri delle Regioni dar vita a nuove figure professionali. Uno degli indici sintomatici dell'istituzione di una nuova professione è costituito dalla previsione di appositi elenchi, disciplinati dalla Regione, connessi allo svolgimento dell'attività che la legge regolamenta, giacché l'istituzione di un registro professionale e la previsione delle condizioni per l'iscrizione in esso hanno, già di per sé, una funzione individuatrice della professione, preclusa alla competenza regionale, indipendentemente dal fatto che tale iscrizione si caratterizzi o meno per essere necessaria ai fini dello svolgimento dell'attività cui l'elenco fa riferimento.
  • Fisco: la disciplina dell'Irap rientra nella potestà legislativa esclusiva dello Stato
  • La duplice circostanza che l'Irap sia stata istituita con legge statale e che alle Regioni a statuto ordinario, destinatarie del tributo, siano espressamente attribuite competenze di carattere solo attuativo rende palese che l'imposta stessa - nonostante la sua denominazione - non può considerarsi "tributo proprio della regione", con la conseguenza che la relativa disciplina sostanziale rientra nell'esclusiva competenza dello Stato in materia di tributi erariali ex art. 117, secondo comma, lett. e), Cost. Anche dopo la sua "regionalizzazione", l'Irap non è divenuta un "tributo proprio" regionale (ossia un tributo la cui disciplina è liberamente modificabile da parte delle Regioni o Province autonome), ma resta un tributo disciplinato dalla legge statale in alcuni suoi elementi strutturali e quindi, in questo senso, "erariale".
  • Internet e diritto penale: commette il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) chi crea un falso "profilo" su un social network
  • Commette il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) colui che crea un "profilo" su un social network utilizzando abusivamente l'immagine altrui e, mediante tale falsa identità, usufruisce dei servizi offerti dal sito, consistenti essenzialmente nella possibilità di comunicare e di condividere contenuti con gli altri iscritti.
  • Ordinamento giudiziario: nel conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, il CSM deve tener conto della specificità e delle esigenze del singolo ufficio da coprire
  • Nel procedimento di nomina dei magistrati ad incarichi direttivi e semidirettivi, il Consiglio Superiore della Magistratura deve effettuare la comparazione degli aspiranti non già in astratto, bensì tenendo conto della specificità e delle esigenze del singolo ufficio da coprire, in vista della designazione del candidato più idoneo. I relativi provvedimenti costituiscono espressione di un'ampia valutazione discrezionale e, come tali, sono sindacabili in sede di legittimità solamente allorché risultino inficiati da palese irragionevolezza, travisamento dei fatti o arbitrarietà.
  • Processo amministrativo: è incostituzionale l'attribuzione alla competenza inderogabile del TAR Lazio, sede di Roma, delle controversie sui provvedimenti emessi dall'autorità di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi pubblici con vincita in denaro
  • È incostituzionale l'art. 135, comma 1, lett. q-quater), c.p.a., nella parte in cui prevede la devoluzione alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, delle controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall'autorità di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi pubblici con vincita in denaro.
  • Lavoro: il decesso del lavoratore non estingue il suo diritto alle ferie annuali retribuite
  • L'articolo 7 della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che osta a legislazioni o prassi nazionali che prevedono che il diritto alle ferie annuali retribuite si estingue senza dare diritto ad un'indennità finanziaria a titolo delle ferie non godute, quando il rapporto di lavoro termina per decesso del lavoratore. Il beneficio di una tale indennità non può dipendere da una previa domanda dell'interessato.
  • Diritto penale: il reato di "stalking" (art. 612-bis c.p.) non viola il principio di determinatezza delle fattispecie penali (art. 25, secondo comma, Cost.)
  • Secondo la Corte costituzionale, «l'enunciato legislativo di cui all'art. 612-bis cod. pen., pur richiedendo un'attenta considerazione di dati riscontrabili sul piano dei comportamenti e dell'esperienza, consente al giudice di appurare con ragionevole certezza il verificarsi dei fenomeni in esso descritti e, pertanto, non presenta vizi di indeterminatezza, ai sensi dell'art. 25, secondo comma, Cost.».
  • Stato civile: il mutamento di sesso di uno dei coniugi, pur comportando lo scioglimento del matrimonio, non può cancellare del tutto, sul piano giuridico, il pregresso vissuto della coppia
  • Sono incostituzionali - per violazione dell'art. 2 Cost. - gli artt. 2 e 4 della l. 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso), e l'art. 31, comma 6, del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui non prevedono che la sentenza di rettificazione dell'attribuzione di sesso di uno dei coniugi, che provoca lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio, consenta, comunque, ove entrambi lo richiedano, di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata, che tuteli adeguatamente i diritti ed obblighi della coppia medesima, con le modalità da statuirsi dal legislatore.
  • Procreazione medicalmente assistita: è incostituzionale il divieto di fecondazione eterologa
  • Secondo la Corte costituzionale, «alla luce del dichiarato scopo della legge n. 40 del 2004 "di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana" (art. 1, comma 1), la preclusione assoluta di accesso alla PMA di tipo eterologo introduce un evidente elemento di irrazionalità, poiché la negazione assoluta del diritto a realizzare la genitorialità, alla formazione della famiglia con figli, con incidenza sul diritto alla salute [...], è stabilita in danno delle coppie affette dalle patologie più gravi, in contrasto con la ratio legis. [...] // Il divieto in esame cagiona, in definitiva, una lesione della libertà fondamentale della coppia destinataria della legge n. 40 del 2004 di formare una famiglia con dei figli, senza che la sua assolutezza sia giustificata dalle esigenze di tutela del nato, le quali [...] devono ritenersi congruamente garantite».
  • Servizi pubblici: è illegittima la chiusura di un ufficio postale periferico motivata da ragioni puramente economiche
  • È illegittimo il provvedimento con il quale Poste Italiane S.p.a. ha disposto la soppressione o la riduzione dell'orario di apertura di un ufficio postale "marginale" (nel caso di specie, sito in una zona interna rurale e montana), in ragione dell'impossibilità di garantirne altrimenti l'equilibrio economico, senza alcuna considerazione delle esigenze degli utenti (nel motivare la decisione, i giudici di Palazzo Spada affermano tra l'altro che, «a fronte di situazioni particolari legate alla conformazione geografica dell'area interessata, il criterio dell'economicità non può essere assunto a dato assoluto ed anche le distanze chilometriche debbono essere valutate con estrema attenzione, rifuggendo da qualunque automatismo. // In questo senso, se è vero che gli uffici postali cd. marginali rappresentano verosimilmente un costo elevato per Poste italiane, è vero anche che il loro ridimensionamento, ovvero la loro razionalizzazione, non può avvenire seguendo una logica solamente di tipo economico e senza prevedere valide alternative»).
  • Processo civile: è affetta da nullità sanabile ex art. 161, comma 1, c.p.c., la sentenza collegiale del giudice civile priva di una delle due sottoscrizioni
  • È affetta da nullità sanabile, ai sensi dell'art. 161, comma 1, c.p.c., la sentenza collegiale del giudice civile che sia priva di una delle due sottoscrizioni previste (del presidente del collegio oppure del relatore), trattandosi di sottoscrizione insufficiente e non mancante.