• Concessioni pubbliche: è la funzione che fa la differenza tra concessione di lavori e concessione di servizi
  • La distinzione tra concessione di lavori pubblici e concessione di servizi pubblici si basa - oltre che sul criterio della "prevalenza economica", sancito dall'art. 14 («Contratti misti») del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 («Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE») - su un criterio di tipo funzionale, nel senso che: si ha la prima, quando la gestione del servizio è strumentale alla costruzione dell'opera, in quanto diretta a consentire il reperimento dei mezzi finanziari necessari alla sua realizzazione; mentre si ha la seconda, quando l'espletamento dei lavori è strumentale, sotto i profili della manutenzione, del restauro e dell'implementazione, alla gestione di un servizio pubblico il cui funzionamento è già assicurato da un'opera esistente.
  • Diritti della personalità: la rettificazione del sesso nei registri dello stato civile non richiede necessariamente l'intervento chirurgico
  • Ai fini della rettificazione del sesso nei registri dello stato civile, l'adeguamento dei caratteri sessuali dell'individuo può prescindere da un intervento chirurgico, a condizione che siano accertate - attraverso un'accurata indagine giudiziaria - la serietà e l'univocità del percorso da lui scelto e la compiutezza del relativo approdo finale.
  • Fisco: anche le scuole religiose devono pagare l'ICI
  • L'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili (ICI), prevista dall'art. 7, comma 1, lett. i), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 («Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421»), è subordinata alla compresenza: a) di un requisito oggettivo, rappresentato dallo svolgimento esclusivo nell'immobile di attività assistenziali o di altre attività equiparate; b) di un requisito soggettivo, costituito dal diretto svolgimento di tali attività da parte di un ente pubblico o privato che non abbia come oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali. Grava sul contribuente che invoca la predetta esenzione l'onere di provare la sussistenza del requisito oggettivo, la quale non può essere desunta esclusivamente sulla base di documenti che attestino a priori il tipo di attività cui l'immobile è destinato, occorrendo invece verificare che tale attività, pur rientrante fra quelle esenti, non sia svolta, in concreto, con le modalità di un'attività commerciale (fattispecie relativa ad una scuola paritaria gestita da un ente religioso).
  • Demanio e patrimonio pubblico: lo Stato non può appropriarsi delle risorse derivanti dalla dismissione di beni degli enti territoriali
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost. - la legge statale che impone agli enti territoriali di destinare una quota dei proventi ricavati dalla dismissione di loro beni alla riduzione del debito pubblico dello Stato.
  • Regioni: la Regione non può ridurre drasticamente gli stanziamenti destinati alle Province per lo svolgimento delle funzioni amministrative loro trasferite o delegate
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 97 e 119 Cost. - la legge regionale che riduce, in modo irragionevole e sproporzionato, le risorse finanziarie destinate alle Province per l'esercizio delle funzioni amministrative trasferite o delegate, in tal modo pregiudicandone lo svolgimento (fattispecie relativa a due leggi della Regione Piemonte).
  • Immigrazione: la tardività dell'istanza non preclude di per sé il rinnovo del permesso di soggiorno
  • È illegittimo il provvedimento che nega allo straniero extracomunitario il rinnovo del permesso di soggiorno (nel caso di specie, per motivi di lavoro stagionale), in ragione del fatto che la relativa istanza è stata presentata oltre il termine di sessanta giorni previsto dall'art. 5, comma 4, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), atteso che tale termine ha natura non già perentoria, bensì meramente ordinatoria ed acceleratoria, essendo preordinato a consentire il tempestivo disbrigo della relativa procedura e ad evitare che lo straniero possa trovarsi in una situazione di irregolarità rispetto alla normativa che ne consente il soggiorno in Italia. Nondimeno, poiché la previsione del predetto termine trova la sua ragion d'essere anche nell'esigenza di tutelare la sicurezza pubblica e l'ordine pubblico, l'Amministrazione può negare il rinnovo del permesso qualora accerti che la tardività dell'istanza non è dovuta a cause di forza maggiore.
  • Società partecipate: l'attività imprenditoriale esclude la giurisdizione della Corte dei conti
  • La Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti degli amministratori o dei dipendenti di una società a partecipazione pubblica (totale o maggioritaria) la quale svolga un'attività di carattere imprenditoriale (fattispecie relativa a Cinecittà Holding s.p.a.).
  • Diritto penale: è incostituzionale la recidiva obbligatoria prevista dall'art. 99, comma 5, c.p.
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 27 Cost. - l'art. 99, comma 5, c.p., come sostituito dall'art. 4 della l. 5 dicembre 2005, n. 251 («Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione»), là dove prevede l'obbligatorietà della recidiva nei casi di cui all'art. 407, comma 2, lett. a), c.p.p.
  • Legge Pinto: nel calcolo della durata del processo penale devono essere computate anche le indagini preliminari
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 6 Cedu - l'art. 2, comma 2-bis, della l. 24 marzo 2001, n. 89 («Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile»), nella parte in cui prevede che il processo penale si considera iniziato con l'assunzione della qualità di imputato, ovvero quando l'indagato ha avuto legale conoscenza della chiusura delle indagini preliminari, anziché quando l'indagato, in seguito a un atto dell'autorità giudiziaria, ha avuto conoscenza del procedimento penale a suo carico.
  • Pubblico impiego: è incostituzionale - ma soltanto pro futuro - il blocco della contrattazione collettiva
  • È incostituzionale - in quanto viola la libertà sindacale (art. 39, primo comma, Cost.) - il blocco della contrattazione collettiva nel settore del pubblico impiego. Tuttavia, trattandosi di illegittimità costituzionale sopravvenuta, gli effetti della sentenza decorrono dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
  • Immigrazione: la regolarizzazione del lavoratore extracomunitario non è preclusa dall'espulsione disposta dal giudice ex art. 16, comma 1, d.lgs. 286/1998
  • L'espulsione dello straniero a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione, disposta dal giudice ai sensi dell'art. 16, comma 1, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), non giustifica, di per sé, il rigetto dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare di cui all'art. 5 del d.lgs. 16 luglio 2012, n. 109 («Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare»).
  • Diffamazione tramite internet: la competenza territoriale dipende dal luogo in cui è avvenuto l'upload
  • Nei reati di diffamazione commessi a mezzo della rete internet, ove sia impossibile individuare il luogo di consumazione del reato e sia invece possibile individuare il luogo in remoto in cui il contenuto diffamatorio è stato caricato, tale criterio di collegamento, in quanto prioritario rispetto a quello di cui all'art. 9, comma 2, c.p.p., deve prevalere su quest'ultimo, cosicché la competenza risulta individuabile con riferimento al luogo fisico ove viene effettuato l'accesso alla rete per il caricamento dei dati sul server.
  • Legge Pinto: la durata del processo va calcolata dal momento in cui l'imputato ha conoscenza diretta dell'esistenza di un procedimento penale nei suoi confronti
  • Ai fini dell'equa riparazione di cui alla l. 89/2001 (c.d. "legge Pinto"), la durata del processo penale dev'essere calcolata a partire dal momento in cui l'imputato ha conoscenza diretta dell'esistenza di un procedimento penale nei suoi confronti e fino al momento in cui la sentenza diviene definitiva.
  • Contratti pubblici: un'importante pronuncia dell'Adunanza plenaria in tema di attestazioni SOA
  • L'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che: 1) nel regime transitorio previsto dal comma 12, prima parte, dell'art. 375 del d.P.R. n. 207/2010 per le categorie non modificate dal nuovo regolamento, di validità delle attestazioni rilasciate nella vigenza del d.P.R. n. 34/2000 "fino alla naturale scadenza prevista per ciascuna di esse", è applicabile l'onere di verifica triennale imposto prima dall'art. 15-bis del d.P.R. n. 34/2000 e poi dall'art. 77 del d.P.R. n. 207/2010; 2) nel regime transitorio dettato dall'art. 375, commi 13, 16 e 17, del d.P.R. n. 207/2010 e ss.mm.ii. per le categorie "variate" non sussiste, durante il regime di proroga, l'obbligo di verifica triennale, di cui agli artt. 15-bis del d.P.R. n. 34/2000 e 77 del d.P.R. n. 207/2010; 3) nelle gare di appalto per l'aggiudicazione di contratti pubblici, i requisiti generali e speciali devono essere posseduti dai candidati non solo alla data di scadenza del termine per la presentazione della richiesta di partecipazione alla procedura di affidamento, ma anche per tutta la durata della procedura stessa fino all'aggiudicazione definitiva ed alla stipula del contratto, nonché per tutto il periodo dell'esecuzione dello stesso, senza soluzione di continuità.
  • Par condicio: legittima la sanzione irrogata dall'Agcom all'Amministrazione che svolge attività di propaganda politica sotto forma di "comunicazione istituzionale"
  • L'art. 9, comma 1, della l. 22 febbraio 2000, n. 28 («Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica») - nello stabilire che «[d]alla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni» - mira a tutelare sia il "diritto" degli elettori a una corretta informazione, in modo da evitare che le scelte di voto possano essere influenzate dai titolari delle cariche politiche attraverso la diffusione di contenuti non neutrali (tali, cioè, da fornire una rappresentazione suggestiva, a scopi elettorali, dell'amministrazione e dei suoi organi di vertice), sia il principio di "parità delle armi" tra le forze politiche in campo, sul presupposto della riconducibilità delle attività di comunicazione istituzionale - disciplinate dalla l. 7 giugno 2000, n. 150 («Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni») - ai titolari pro tempore delle attribuzioni di indirizzo politico-amministrativo.
  • Diffamazione a mezzo stampa: il giornale on line non può essere sottoposto a sequestro preventivo
  • Ove ricorrano i presupposti del fumus commissi delicti e del periculum in mora, è ammissibile, nel rispetto del principio di proporzionalità, il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. di un sito web o di una singola pagina telematica, anche imponendo al fornitore dei relativi servizi di attivarsi per rendere inaccessibile il sito o la specifica risorsa telematica incriminata. La testata giornalistica telematica, in quanto assimilabile funzionalmente a quella tradizionale, rientra nel concetto ampio di "stampa" e soggiace alla normativa, di rango costituzione e di livello ordinario, che disciplina l'attività d'informazione professionale diretta al pubblico. Il giornale on line, al pari di quello cartaceo, non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa.
  • Contratti pubblici: il contratto di avvalimento non può essere sottoposto a condizione
  • In materia di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, dev'essere disposta l'esclusione dalla gara dell'impresa che abbia allegato alla propria domanda di partecipazione un contratto di avvalimento contenente una condizione meramente potestativa, essendo quest'ultima nulla ai sensi dell'art. 1355 c.c.
  • Ordinamento giudiziario: commette illecito disciplinare il PM che non richiede tempestivamente la liberazione dell'indagato in vinculis per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare
  • Costituisce gravissima negligenza del magistrato ogni violazione del diritto di libertà non dovuta a cause eccezionali, ovvero già determinate per legge, poiché, per i rilevanti poteri che devono essere esercitati sulla libertà degli indagati, egli è tenuto ad una particolare attenzione, la cui violazione, se non necessitata da circostanze di fatto che impediscano in modo assoluto la scarcerazione, incide su un diritto fondamentale direttamente tutelato dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il magistrato ha l'obbligo di diuturnamente vigilare circa la persistenza delle condizioni, anche temporali, cui la legge subordina la privazione della libertà personale di chi è sottoposto ad indagini, cosicché, in caso di notevole ritardo rispetto al momento in cui erano decorsi i termini di custodia cautelare, non può assumere rilevanza il fatto che il magistrato sia stato sottoposto, in quello stesso periodo, ad un gravoso carico di lavoro e vi abbia fatto fronte, dimostrando notevole produttività, nonostante la sussistenza di difficoltà familiari e personali.
  • Regioni e immigrazione. Note introduttive
  • All'inizio degli anni '70 del secolo scorso, quando nacquero - con l'elezione dei rispettivi Consigli - le Regioni ordinarie, il fenomeno dell'immigrazione straniera era pressoché ignoto al nostro Paese (che invece conosceva, da lunga data, l'opposto fenomeno dell'emigrazione esterna). Le statistiche di quel tempo fotografano una realtà marginale: nel 1971, su una popolazione totale di 54.137.000 persone, gli stranieri residenti erano appena 121.715 (lo 0,22%). Le cifre attuali, invece, danno l'idea di un mutamento strutturale: nel 2013, su una popolazione totale di 60.782.668 persone, gli stranieri residenti erano 4.922.085 (l'8,1%)...
  • Sostanze stupefacenti e psicotrope: le Sezioni Unite della Cassazione tornano a pronunciarsi sugli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014
  • A seguito della dichiarazione d'incostituzionalità degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. n. 272/2005, come modificato dalla l. n. 49/2006, pronunciata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 32/2014, deve escludersi la rilevanza penale delle condotte che, poste in essere a partire dall'entrata in vigore di detta legge e fino all'entrata in vigore del d.l. n. 36/2014, abbiano avuto ad oggetto sostanze stupefacenti incluse nelle tabelle solo successivamente all'entrata in vigore del d.P.R. n. 309/1990 nel testo novellato dalla richiamata l. n. 49/2006.
  • Piemonte: la prova di resistenza "salva" le elezioni regionali del 2014
  • Il testo della sentenza (parziale e non definitiva) del TAR Piemonte relativa alle elezioni amministrative regionali del 2014.
  • Ordinanze contingibili e urgenti: è illegittima l'ordinanza "sanitaria" del Comune di Padova
  • È illegittima - non sussistendo alcuna emergenza sanitaria di carattere locale che la giustifichi - l'ordinanza con la quale il Comune di Padova ha disposto, fino all'adozione da parte del Ministero della salute di specifici provvedimenti, il divieto di dimora, anche occasionale, presso qualsiasi struttura di accoglienza per le persone prive di regolare documento di identità e di regolare certificato medico rilasciato dalla competente unità locale sociosanitaria attestante le condizioni sanitarie e l'idoneità a soggiornare, nonché l'obbligo, per i soggetti privi di regolare permesso di soggiorno ovvero di tessera sanitaria e individuati nel corso di accertamenti della polizia locale, di sottoporsi entro tre giorni a visite mediche presso la competente unità locale sociosanitaria, al fine di verificare le condizioni sanitarie, soprattutto in relazione all'eventuale presenza di malattie infettive (quali tubercolosi, ebola, scabbia, epatite o altre).
  • Regioni: è incostituzionale la legge statale che non prevede il coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali direttamente interessati dall'esercizio del potere sostitutivo ex art. 120 Cost.
  • Nel prevedere l'esercizio di poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni e degli enti locali, il legislatore statale è tenuto a rispettare i principi desumibili dall'art. 120, secondo comma, Cost., pur rimanendo libero di articolarli in forme diverse. In particolare, i poteri sostitutivi devono: a) essere previsti e disciplinati dalla legge, che deve definirne i presupposti sostanziali e procedurali, in ossequio al principio di legalità; b) essere attivati solo in caso di accertata inerzia della Regione o dell'ente locale sostituito; c) riguardare solamente atti o attività privi di discrezionalità nell'an; d) essere affidati ad organi di Governo; e) rispettare il principio di leale collaborazione all'interno di un procedimento nel quale l'ente sostituito possa far valere le proprie ragioni; f) conformarsi al principio di sussidiarietà. È quindi incostituzionale l'art. 30-ter, comma 1, lett. b), del d.l. 24 giugno 2014, n. 91 («Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea»), convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 116, nella parte in cui non prevede la necessaria partecipazione al procedimento della Regione interessata dall'esercizio del potere sostitutivo.
  • Ordinamento giudiziario: è incostituzionale il trasferimento obbligatorio del magistrato che commette una delle violazioni previste dall'art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs. 109/2006
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 13, comma 1, secondo periodo, del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 («Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilità, nonché modifica della disciplina in tema di incompatibilità, dispensa dal servizio e trasferimento di ufficio dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera f), della legge 25 luglio 2005, n. 150»), là dove stabilisce l'obbligatorietà del trasferimento del magistrato ad altra sede o ad altro ufficio quando ricorre una delle violazioni previste dall'art. 2, comma 1, lett. a), del medesimo decreto [ossia l'aver tenuto un comportamento che, violando i doveri di cui all'art. 1 («Il magistrato esercita le funzioni attribuitegli con imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo e equilibrio e rispetta la dignità della persona nell'esercizio delle funzioni»), arreca ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle parti].
  • Locazione di immobili: è incostituzionale la proroga dell'efficacia e della validità dei contratti registrati sulla base delle disposizioni dichiarate illegittime nel 2014
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 136 Cost. - l'art. 5, comma 1-ter, del d.l. 28 marzo 2014, n. 47 («Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015»), convertito, con modificazioni, dalla l. 23 maggio 2014, n. 80, il quale ha prorogato, fino al 31 dicembre 2015, l'efficacia e la validità dei contratti di locazione registrati sulla base delle disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale con la sent. 50/2014.
  • Concorrenza: anche un'azione inibitoria può costituire, a certe condizioni, abuso di posizione dominante
  • L'art. 102 TFUE dev'essere interpretato nel senso che il titolare di un brevetto essenziale ai fini dell'applicazione di una norma tecnica stabilita da un organismo di normalizzazione, che si sia irrevocabilmente impegnato nei confronti di tale organismo a concedere a terzi una licenza a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, dette «FRAND» («fair, reasonable and non-discriminatory»), non abusa della sua posizione dominante ai sensi di tale articolo quando esperisce un'azione per contraffazione volta alla cessazione del pregiudizio arrecato al suo brevetto o al richiamo dei prodotti per la fabbricazione dei quali sia stato utilizzato tale brevetto, laddove: 1) prima di esperire la suddetta azione, da un lato, abbia avvertito il presunto contraffattore della contraffazione addebitatagli, indicando il suddetto brevetto e specificando il modo in cui esso è stato contraffatto, e, dall'altro, dopo che il presunto contraffattore ha confermato la sua volontà di stipulare un contratto di licenza a condizioni FRAND, abbia trasmesso a tale contraffattore una proposta di licenza concreta e scritta alle suddette condizioni, specificando, in particolare, il corrispettivo e le sue modalità di calcolo; e 2) il suddetto contraffattore, continuando a sfruttare il brevetto di cui trattasi, non dia seguito a tale proposta con diligenza, conformemente agli usi commerciali riconosciuti in materia e in buona fede, circostanza che deve essere determinata sulla base di elementi obiettivi ed implica in particolare l'assenza di ogni tattica dilatoria.
  • Ambiente: la Corte di giustizia condanna l'Italia per la gestione dei rifiuti in Campania
  • Non avendo adempiuto agli obblighi imposti dalla Direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti, nella Regione Campania, l'Italia è condannata a pagare una somma forfettaria di 20 milioni di Euro e una penalità di 120.000 Euro per ciascun giorno di ritardo.
  • Libertà di circolazione: il divieto di espatrio per condanna penale non contrasta col diritto dell'Unione Europea
  • La Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, non impedisce a questi ultimi di porre limitazioni alla libertà di circolazione dei propri cittadini per adeguate ragioni di ordine pubblico e di pubblica sicurezza. Fra tali limitazioni, deve ritenersi compreso il divieto di espatrio previsto dall'art. 3, lett. d), della l. 21 novembre 1967, n. 1185 («Norme sui passaporti»), il quale è preordinato a garantire che coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale oppure soddisfare una multa o ammenda non sfuggano all'esecuzione della condanna passata in giudicato recandosi in luoghi sottratti alla sovranità dello Stato italiano.
  • Pubblico impiego: spetta al giudice ordinario decidere sulla caducazione del rapporto di lavoro conseguente all'annullamento del concorso
  • In tema di pubblico impiego privatizzato, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie concernenti gli atti posti in essere dalla Pubblica Amministrazione successivamente all'approvazione della graduatoria di un concorso, ivi compresi quelli che dispongono l'annullamento della procedura concorsuale e la conseguente caducazione del rapporto di lavoro già instaurato.
  • Responsabilità amministrativa: la Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti dei rappresentanti sindacali che hanno concluso accordi collettivi nel pubblico impiego
  • La Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali che hanno concluso accordi collettivi di lavoro nel settore del pubblico impiego c.d. "privatizzato".
  • Professioni: è incostituzionale la disposizione di legge che amplia le competenze degli agrotecnici in materia catastale ed estimativa
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost. - l'art. 26, comma 7-ter, del d.l. 31 dicembre 2007, n. 248 («Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria»), convertito, con modificazioni, dalla l. 28 febbraio 2008, n. 31, il quale estende agli agrotecnici talune competenze in materia di atti catastali e in materia estimativa nel settore immobiliare, prima riservate ai geometri, ai geometri laureati e ai periti agrari.
  • Pubblico impiego: spetta al giudice ordinario decidere sulla riammissione in servizio del dipendente dimissionario
  • A seguito della c.d. "privatizzazione" del rapporto di pubblico impiego, il potere dell'Amministrazione di disporre la riammissione in servizio del dipendente dimissionario si è trasformato, da potere amministrativo autoritativo, in potere privato, il quale si realizza mediante atti di natura negoziale, onde le relative controversie rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.
  • Enti locali: il Comune non può revocare in autotutela la propria adesione ad una Unione di Comuni
  • È illegittimo il provvedimento col quale un Comune dispone la revoca in autotutela - ai sensi dell'art. 21-quinquies della l. 241/1990 - delle delibere di adesione e di conferimento di funzioni ad una Unione di Comuni, atteso che il recesso da quest'ultima è consentito solamente nei tempi e nei modi stabiliti dal relativo statuto.
  • Processo civile: l'omesso esame di elementi istruttori non integra di per sé il vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. se il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice
  • La riformulazione dell'art. 360, n. 5, c.p.c. - ad opera del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - deve essere interpretata come riduzione al minimo costituzionale del sindacato sulla motivazione in sede di giudizio di legittimità: essa, cioè, ha introdotto nell'ordinamento un vizio specifico che concerne l'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo. L'omesso esame di elementi istruttori non integra di per sé il vizio di omesso esame di un fatto decisivo, se il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, benché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie.
  • Contratti pubblici: l'esclusione dalla gara delle offerte riconducibili ad un unico centro decisionale dev'essere preceduta dal contraddittorio con le imprese interessate
  • In materia di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittimo il provvedimento col quale la stazione appaltante dispone l'esclusione dalla gara di alcune imprese ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. m-quater), del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 («Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE»), senza aver previamente accertato, nel contraddittorio con le imprese interessate, l'effettiva imputabilità delle relative offerte ad un unico centro decisionale.
  • Pubblico impiego: legittima l'esclusione retroattiva di un compenso aggiuntivo in caso di coincidenza delle festività con la domenica
  • Non è incostituzionale la disposizione legislativa che, a seguito della stipulazione dei contratti collettivi del quadriennio 1994/1997, esclude retroattivamente, per i pubblici dipendenti, il diritto ad un compenso aggiuntivo in caso di coincidenza delle festività con la domenica, trattandosi di una previsione coerente con la "contrattualizzazione" del rapporto di lavoro pubblico.
  • Ambiente: è incostituzionale la legge regionale che posticipa l'obbligo di collocare in discarica esclusivamente rifiuti trattati
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la legge regionale che consente, per un periodo di tempo superiore a quello stabilito dalla legge statale, una modalità di smaltimento dei rifiuti deteriore per l'ambiente e l'ecosistema (fattispecie relativa ad una legge della Regione Liguria).
  • Processo civile: la preclusione ex art. 345, comma 3, c.p.c. non vale per i documenti prodotti in precedenti fasi del processo
  • L'art. 345, comma 3, c.p.c. (nel testo introdotto dall'art. 52 della l. 26 novembre 1990, n. 353, con decorrenza dal 30 aprile 1995), deve essere interpretato nel senso che i documenti allegati alla richiesta di decreto ingiuntivo, anche qualora non siano stati nuovamente prodotti nella fase di opposizione, non possono essere considerati nuovi e pertanto, se allegati all'atto di appello contro la sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, devono essere ritenuti ammissibili.
  • Responsabilità civile: anche il danno non patrimoniale dev'essere provato da chi ne chiede il risarcimento
  • Anche il danno non patrimoniale, configurabile quale danno-conseguenza derivante dall'effettiva lesione di specifici beni o valori oggetto di tutela (e non già quale mero danno-evento), deve essere puntualmente allegato e dimostrato nella sua consistenza da chi ne chiede il risarcimento. Tale prova può essere data con ogni mezzo, ivi comprese le presunzioni.
  • Concorrenza e mercato: non sono ingannevoli le recensioni pubblicate da Tripadvisor
  • Non costituisce pratica commerciale scorretta o ingannevole la pubblicazione, da parte del sito Tripadvisor, delle recensioni degli utenti registrati sulle strutture turistiche ed alberghiere (ad avviso del TAR Lazio, «Tripadvisor non ha mai comunicato o asserito che tutte le recensioni sono vere e autentiche, richiamando anzi l'impossibilità di controllo capillare e invitando a considerare le "tendenze" delle recensioni e non i singoli apporti, per un uso efficace dello strumento offerto. // Dall'esame della complessa struttura del messaggio proposto da Tripadvisor, quindi, non si rileva che esso verta essenzialmente e principalmente sulla veridicità delle recensioni, con toni enfatici, ma piuttosto che esso veicoli verso un corretto utilizzo del sito, precisando con pari grado di chiarezza, che i fatti di cui alle recensioni non sono verificabili e che l'uso più efficace del servizio è quello orientato a verificare un alto numero di recensioni per la stessa struttura di riferimento, come d'altronde dovrebbe fare un utente medio di "internet" dalla ormai ventennale diffusione di tale "rete" informatica, il quale dovrebbe diligentemente conoscere i meccanismi che operano ai fini dell'accesso alla rete stessa e le insidie insite nella particolare struttura che i c.d. "siti aperti" possono contenere sull'attendibilità dei singoli apporti, relativi alle opinioni personali espresse da utenti di ogni tipo»).
  • Città metropolitane e province: legittimo il sistema di voto introdotto dalla "legge Delrio"
  • Non è illegittimo il meccanismo dell'elezione indiretta con voto ponderato, previsto dalla l. 7 aprile 2014, n. 56 («Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni») per gli organi elettivi delle città metropolitane e delle province.
  • Ordinamento giudiziario: l'assoluzione in sede penale non esclude di per sé la responsabilità disciplinare del magistrato
  • Nel procedimento disciplinare a carico dei magistrati, il giudicato penale fa stato quanto all'accertamento della sussistenza dei fatti nella loro materialità, ma non preclude una rinnovata valutazione dei fatti stessi nella diversa ottica della responsabilità disciplinare (caso riguardante un uso improprio del cellulare di servizio).
  • Diritto amministrativo: quando la P.A. agisce iure privatorum la giurisdizione spetta al giudice ordinario
  • La pubblica amministrazione (nella specie, una ASL) che procede alla locazione di immobili da adibire alla propria attività istituzionale agisce secondo le regole del diritto privato, anche nel caso in cui facoltativamente indìca una gara per individuare gli immobili stessi; con la conseguenza che ogni controversia attinente al contratto di locazione stipulato e/o alla fase precontrattuale concerne diritti soggettivi e, per questo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.
  • Insindacabilità parlamentare: la mancanza del "nesso funzionale" esclude la prerogativa
  • Ai fini della sussistenza di un nesso funzionale tra le dichiarazioni rese extra moenia da un parlamentare e l'espletamento delle sue funzioni di membro del Parlamento - al quale è subordinata la prerogativa dell'insindacabilità di cui all'art. 68, primo comma, Cost. - è necessario che tali dichiarazioni siano identificabili come espressione dell'esercizio di attività parlamentare. Più in particolare, per la configurabilità del nesso funzionale è necessario il concorso di due requisiti: a) un legame di ordine temporale fra l'attività parlamentare e l'attività esterna, tale che questa venga ad assumere una finalità divulgativa della prima; b) una sostanziale corrispondenza di significato tra le opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni e gli atti esterni, al di là delle formule letterali usate, non essendo sufficiente né un semplice collegamento tematico o una corrispondenza contenutistica parziale, né un mero «contesto politico» entro cui le dichiarazioni extra moenia possano collocarsi, né, infine, il riferimento alla generica attività parlamentare o l'inerenza a temi di rilievo generale, seppur dibattuti in Parlamento. Quanto ai parametri di tale indagine, il «contesto politico» o comunque l'inerenza a temi di rilievo generale, anche dibattuti in Parlamento, entro cui le dichiarazioni esterne si possano collocare, non vale in sé a connotarle come espressive della funzione, ove esse, non costituendo la sostanziale riproduzione delle specifiche opinioni manifestate dal parlamentare nell'esercizio delle proprie attribuzioni, siano non già il riflesso del particolare contributo che ciascun deputato e ciascun senatore apporta alla vita parlamentare mediante le proprie opinioni e i propri voti (come tale coperto dall'insindacabilità, a garanzia delle prerogative della Camera, e non di un privilegio personale conseguente alla mera qualità di parlamentare), bensì una ulteriore e diversa articolazione di siffatto contributo, elaborata ed offerta alla pubblica opinione nell'esercizio della libera manifestazione del pensiero assicurata a tutti dall'art. 21 Cost. (fattispecie relativa a talune dichiarazioni, in assunto diffamatorie, rilasciate dal senatore Maurizio Gasparri sul conto del giornalista Marco Travaglio).
  • Regioni: è illegittimo il controllo esercitato dalla Corte dei conti sui rendiconti dei gruppi consiliari in relazione all'esercizio finanziario 2012
  • È illegittimo il controllo esercitato dalla Corte dei conti sui rendiconti dei gruppi consiliari regionali prima dell'entrata in vigore del d.P.C.M. 21 dicembre 2012, che ha recepito le relative linee-guida deliberate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
  • Regioni: è legittimo il taglio dei trasferimenti erariali nei confronti delle Regioni a statuto speciale che non si adeguano ai vincoli di spesa previsti dalla legge statale
  • Non è incostituzionale la legge statale che, nel dettare specifiche disposizioni limitative della spesa regionale, prevede conseguenze negative (il taglio dei trasferimenti erariali) nei confronti delle Regioni a statuto speciale che non le attuano.
  • Beni culturali: sono incostituzionali le modifiche apportate nel 2013 e nel 2014 all'art. 52 del Codice (d.lgs. 42/2004)
  • Sono incostituzionali gli artt. 2-bis e 4-bis del d.l. 91/2013, introdotti dalla legge di conversione n. 112/2013, e l'art. 4, comma 1, del d.l. 83/2014, come convertito dalla l. 106/2014, che rispettivamente aggiungono e successivamente modificano i commi 1-bis e 1-ter dell'art. 52 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 («Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»), nella parte in cui non prevedono lo strumento dell'intesa a garanzia della leale collaborazione fra Stato e Regioni.
  • Processo penale: è incostituzionale l'art. 517 c.p.p., nella parte in cui non consente il giudizio abbreviato dopo la contestazione suppletiva "tardiva" di un'aggravante
  • È incostituzionale l'art. 517 c.p.p., nella parte in cui, nel caso di contestazione di una circostanza aggravante che già risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale, non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato oggetto della nuova contestazione.
  • Cittadini extracomunitari: il ricongiungimento familiare può essere subordinato al previo superamento di un esame di integrazione civica
  • L'art. 7, § 2, primo comma, della direttiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativa al diritto al ricongiungimento familiare, dev'essere interpretato nel senso che gli Stati membri, prima di autorizzare l'ingresso e il soggiorno di cittadini di Paesi terzi sul proprio territorio ai fini del ricongiungimento familiare, possono esigere il superamento di un esame di integrazione civica, che comprende la valutazione della conoscenza elementare sia della lingua sia della società dello Stato membro interessato e che comporta il pagamento di diverse spese, sempreché le condizioni di applicazione di un tale obbligo non rendano impossibile o eccessivamente difficile l'esercizio del diritto al ricongiungimento familiare.
  • Legge Pinto: anche la parte contumace ha diritto all'equa riparazione per irragionevole durata del processo, sia questo civile o penale
  • L'equa riparazione per irragionevole durata del processo spetta a ciascuna delle parti che ne sono coinvolte, ivi compresa la parte rimasta contumace, nei cui confronti - non assumendo rilievo né l'esito della causa, né le ragioni della scelta di non costituirsi - la decisione è comunque destinata ad esplicare i suoi effetti e a cagionare, nel caso di ritardo eccessivo nella definizione del giudizio, un disagio psicologico, fermo restando che la contumacia costituisce comportamento idoneo ad influire - implicando od escludendo specifiche attività processuali - sui tempi del procedimento e, pertanto, è valutabile agli effetti dell'art. 2, comma 2, della l. 24 marzo 2001, n. 89. Tale principio vale non soltanto per il processo civile, ma anche per quello penale, dove la contumacia - lungi dall'esprimere necessariamente insensibilità al disagio derivante dalla pendenza processuale o disinteresse per il relativo esito - ben può essere dettata da una precisa (e legittima) scelta difensiva, la quale, come non aggrava, così neppure esclude il normale patema d'animo per l'attesa della decisione. In altri termini, nel procedimento penale l'imputato - sia che scelga di difendersi sia che opti per la contumacia - è comunque soggetto alla potestà punitiva dello Stato e tale condizione è da ritenere di per sé fonte di patema d'animo.
  • Lavori pubblici: spetta al giudice ordinario la controversia sul pagamento del costo delle opere eseguite dall'impresa in attuazione della convenzione con l'ente pubblico
  • Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia concernente il pagamento del costo delle opere eseguite da un'impresa in attuazione di una convenzione di concessione di lavori pubblici.
  • Pubblico impiego: spetta soltanto all'Avvocatura dello Stato valutare la congruità del rimborso delle spese legali sostenute dal dipendente
  • L'art. 18, comma 1, del d.l. 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla l. 23 maggio 1997, n. 135 - il quale stabilisce che «[l]e spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti ed atti connessi con l'espletamento del servizio o con l'assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall'Avvocatura dello Stato» - mira, per un verso, a tenere indenni i funzionari pubblici che abbiano agito in nome, per conto e nell'interesse dell'amministrazione, sollevandoli dal timore di eventuali conseguenze giudiziarie connesse all'espletamento delle loro attività istituzionali; per un altro verso, a contenere gli oneri a carico delle casse pubbliche nei limiti di quanto è necessario a soddisfare la predetta finalità. Ne deriva che, in sede di liquidazione del rimborso dovuto, non può assumere alcun rilievo il parere di congruità rilasciato dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati.
  • Patto di stabilità interno: soltanto la legge statale può stabilire quali sono le spese delle Regioni che concorrono alla definizione del saldo
  • Spetta alla legge dello Stato individuare le spese delle Regioni che concorrono alla definizione del saldo rilevante ai fini del rispetto del patto di stabilità interno, in quanto esso coinvolge Regioni ed enti locali nella realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea e dai vincoli che ne conseguono. Le norme statali che disciplinano il patto, infatti, si riconnettono essenzialmente a tali vincoli e costituiscono espressione della competenza legislativa statale in materia di coordinamento della finanza pubblica (art. 117, terzo comma, Cost.).
  • Processo civile: sulla violazione di una norma processuale comportante invalidità la Cassazione giudica sempre in via diretta
  • Quando è controversa la violazione di una norma processuale che comporti invalidità, il giudizio della Corte di cassazione ha per oggetto sempre e direttamente l'esistenza dell'invalidità stessa, anche nel caso in cui la decisione del giudice di merito sia stata censurata perché non corrispondente ai fatti rilevanti ai fini dell'applicazione della norma processuale che si assume violata.
  • Processo amministrativo: il termine ex art. 30, comma 3, c.p.a. non vale per i fatti illeciti anteriori all'entrata in vigore del codice
  • Il termine decadenziale di centoventi giorni, previsto dall'art. 30, comma 3, c.p.a. per la domanda di risarcimento dei danni da lesione di interessi legittimi, non è applicabile ai fatti illeciti anteriori all'entrata in vigore del codice.
  • Diritto amministrativo: il terzo che si ritenga leso da una DIA o da una SCIA può sempre sollecitare le verifiche di competenza dell'Amministrazione ed eventualmente agire ex art. 31 c.p.a.
  • Ove si ritenga leso da una dichiarazione d'inizio attività (DIA) oppure da una segnalazione certificata d'inizio attività (SCIA), il terzo titolare di un interesse qualificato può sollecitare in qualunque momento le verifiche di competenza dell'Amministrazione e può agire, ai sensi dell'art. 31 c.p.a., contro l'eventuale silenzio da essa mantenuto su tali istanze sollecitatorie.
  • Immigrazione: spetta al giudice ordinario decidere sull'espulsione dello straniero, non per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, nelle more della procedura di emersione dal lavoro irregolare
  • Appartiene al giudice ordinario la giurisdizione sulle controversie concernenti il provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale adottato dall'amministrazione dell'interno - non per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato - nei confronti dello straniero extracomunitario - che abbia rinunciato alla protezione internazionale - in pendenza del procedimento di emersione dal lavoro irregolare di cui all'art. 5 del d.lgs. 16 luglio 2012, n. 109 («Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare») (la sentenza contiene, fra l'altro, importanti precisazioni in tema di conflitto di giurisdizione a seguito di translatio iudicii, ai sensi dell'art. 11, comma 3, c.p.a.).
  • Accesso ai documenti amministrativi: il datore di lavoro non può accedere alle dichiarazioni rese dai propri dipendenti agli ispettori dell'INPS
  • È legittimo il provvedimento che nega al datore di lavoro il diritto di accedere agli atti contenenti le dichiarazioni rese dai propri dipendenti agli ispettori dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; e ciò, anche dopo la cessazione del rapporto contrattuale con i dipendenti stessi.
  • Servizio sanitario nazionale: lo Stato non può imporre risparmi di spesa là dove questa è interamente sostenuta dall'ente territoriale
  • È incostituzionale la legge statale che impone alla Regione Valle d'Aosta e alle Province autonome di Trento e Bolzano risparmi di spesa nel settore della sanità, in vista del concorso di tali enti alla manovra di correzione dei conti pubblici, atteso che, per legge, sia la prima sia le seconde provvedono al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, nei rispettivi territori, senza alcun apporto a carico del bilancio dello Stato.
  • Accesso ai documenti amministrativi: è illegittimo il diniego motivato con il fatto che l'istante non ha utilizzato «l'apposita modulistica dedicata»
  • È illegittimo il diniego di accesso ai documenti amministrativi motivato con il fatto che l'istante non ha utilizzato l'apposita modulistica predisposta dall'Amministrazione.
  • Contratti pubblici: la crisi economica può giustificare la revoca del bando di gara
  • Le sopravvenute difficoltà finanziarie possono legittimamente fondare provvedimenti di ritiro in autotutela di procedure di gara per l'affidamento di contratti pubblici, anche dopo l'aggiudicazione definitiva, a condizione che il contratto non sia stato ancora stipulato.
  • Accesso ai documenti amministrativi: è inammissibile il ricorso notificato direttamente all'Amministrazione che ha emesso l'atto impugnato
  • In materia di accesso ai documenti amministrativi, è nulla la notifica del ricorso effettuata direttamente all'Amministrazione che ha emesso l'atto impugnato, anziché presso l'Avvocatura dello Stato territorialmente competente, con conseguente inammissibilità del ricorso stesso, a meno che la nullità della notifica non sia sanata dalla costituzione in giudizio dell'Amministrazione interessata.
  • Diritto civile: alle società non è opponibile la prescrizione presuntiva triennale ex art. 2956, n. 2, c.c.
  • La prescrizione presuntiva triennale del diritto "dei professionisti, per il compenso dell'opera prestata e per il rimborso delle spese correlative" (art. 2956, n. 2, c.c.), trova la sua giustificazione nella particolare natura del rapporto di prestazione d'opera intellettuale, dal quale, secondo la valutazione del legislatore del 1942, derivano obbligazioni il cui adempimento suole avvenire senza dilazione, o comunque in tempi brevi, e senza il rilascio di quietanza scritta. Ne consegue, in un regime nel quale il contratto d'opera professionale sia caratterizzato dalla personalità della prestazione, non solo che ad una società può essere conferito soltanto l'incarico di svolgere attività diverse da quelle riservate alle professioni c.d. protette, ma anche che deve necessariamente essere utilizzato uno strumento diverso dal contratto d'opera professionale e che perciò alla società non può essere opposta la prescrizione presuntiva triennale.
  • Misure di prevenzione: l'esibizione di uno striscione di protesta sul "Cupolone" non giustifica il foglio di via obbligatorio
  • È illegittimo il foglio di via obbligatorio adottato nei confronti di un soggetto incensurato che, eludendo la vigilanza della gendarmeria vaticana, aveva esibito uno striscione di protesta sulla balconata esterna della cupola della Basilica di San Pietro, atteso che tale azione non integra alcuna condotta penalmente rilevante, ma costituisce espressione del diritto, garantito dall'art. 21 Cost., di manifestare liberamente il proprio pensiero.
  • Pubblico impiego: è legittima la destituzione del poliziotto che ignora dolosamente il cittadino
  • È legittimo il provvedimento che infligge la sanzione disciplinare della destituzione dal servizio ad un assistente capo della Polizia dello Stato il quale, nell'esercizio delle sue funzioni all'interno di un commissariato, si era dolosamente disinteressato della presenza di un cittadino che attendeva di sporgere denuncia.
  • Servizi pubblici: è la modalità della remunerazione che fa la differenza tra concessione e appalto
  • La nozione di "servizio pubblico" si fonda su due elementi: a) la preordinazione dell'attività a soddisfare in modo diretto esigenze proprie di una platea indifferenziata di utenti; b) la sottoposizione del gestore ad una serie di obblighi, tra i quali quelli di esercizio e tariffari, volti a conformare l'espletamento dell'attività a regole di continuità, regolarità, capacità tecnico-professionale e qualità. Ciò posto, l'affidamento di un servizio pubblico va qualificato come: a) "concessione", quando l'operatore si assume in concreto i rischi economici della gestione del servizio, rifacendosi essenzialmente sull'utenza attraverso la riscossione di un qualsiasi tipo di canone o tariffa; b) "appalto", quando l'onere del servizio stesso grava sostanzialmente sull'Amministrazione.
  • Servizio civile nazionale: è incostituzionale l'esclusione dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 2 e 3 Cost. - l'art. 3, comma 1, del d.lgs. 5 aprile 2002, n. 77 («Disciplina del Servizio civile nazionale a norma dell'articolo 2 della L. 6 marzo 2001, n. 64»), nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana ai fini dell'ammissione allo svolgimento del servizio civile (da segnalare che nella sentenza viene riconosciuta, per la prima volta, la legittimazione della Corte di cassazione a sollevare questione di costituzionalità in sede di enunciazione del principio di diritto nell'interesse della legge ex art. 363, comma 3, c.p.c.).
  • Regioni: il Veneto non può indire un referendum consultivo sull'indipendenza della Regione
  • È incostituzionale la legge del Veneto che indice un «referendum consultivo sull'indipendenza» della Regione, in quanto «suggerisce sovvertimenti istituzionali radicalmente incompatibili con i fondamentali principi di unità e indivisibilità della Repubblica, di cui all'art. 5 Cost.».
  • Ordinamento giudiziario: spetta al CSM valutare l'opportunità di concedere al magistrato il collocamento in aspettativa senza assegni previsto dalle disposizioni sul pubblico impiego
  • L'art. 276, comma 3, del r.d. 30 gennaio 1941, n. 12 («Ordinamento giudiziario») - il quale stabilisce che «[a]i magistrati dell'ordine giudiziario sono applicabili le disposizioni generali relative agli impiegati civili dello Stato, solo in quanto non sono contrarie al presente ordinamento e ai relativi regolamenti» - costituisce una "norma di chiusura" del sistema, la quale conferma, anche sul piano positivo e sistematico, che i magistrati - pur con la peculiarità del loro status - rientrano nell'ampia categoria dei funzionari pubblici e, proprio perciò, consente l'applicazione nei loro confronti di tutte le disposizioni generali del pubblico impiego, ad eccezione di quelle che - secondo una valutazione rimessa al Consiglio Superiore della Magistratura - siano in contrasto oppure incompatibili con la peculiarità di tale status (fattispecie riguardante il rigetto di un'istanza di collocamento in aspettativa senza assegni, presentata da un magistrato - ai sensi dell'art. 23-bis del d.lgs. 165/2001 - al fine di assumere l'incarico di direttore amministrativo di una ASL).
  • Fisco: il giudice tributario non può rilevare d'ufficio l'errore sulla norma tributaria (art. 8 d.lgs. 546/1992)
  • In assenza di una specifica eccezione formulata dal contribuente, il giudice tributario non può rilevare d'ufficio l'errore sulla norma tributaria ai sensi dell'art. 8 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 («Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413»).
  • Diritto amministrativo: l'ordine di demolizione di opere edilizie abusive non dev'essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento
  • L'ordine di demolizione di opere edilizie abusive non dev'essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento amministrativo (art. 7 della l. 7 agosto 1990, n. 241), trattandosi di un atto dovuto e rigorosamente vincolato, rispetto al quale non sono richiesti apporti partecipativi del privato che ne è destinatario, fermo restando che a quest'ultimo dev'essere data la possibilità di partecipare alle attività di rilevamento fattuale che preludono all'adozione dell'ordine stesso.
  • L'irragionevolezza della legge sulla procreazione medicalmente assistita (marginalia)
  • A distanza di oltre undici anni dalla sua entrata in vigore, la legge 19 febbraio 2004, n. 40 («Norme in materia di procreazione medicalmente assistita») continua ad essere al centro di un acceso dibattito politico e giuridico, i cui toni polemici riecheggiano quelli che avevano già caratterizzato la lunga e travagliata discussione parlamentare. Si può dire che ci troviamo dinanzi ad una delle leggi più controverse e contestate della storia repubblicana, tanto da essere oggetto, subito dopo la sua approvazione, di numerose questioni di legittimità costituzionale in via incidentale (due delle quali, tuttora pendenti) e di ben cinque iniziative referendarie...
  • Imprese: la ricevuta della "comunicazione unica" non consente l'immediato inizio dell'attività imprenditoriale
  • La ricevuta rilasciata dall'ufficio del registro delle imprese a seguito della presentazione della "comunicazione unica per la nascita dell'impresa" (art. 9 del d.l. 7/2007, convertito, con modificazioni, dalla l. 40/2007) non equivale di per sé all'iscrizione nel registro stesso e non consente, perciò, l'immediato avvio dell'attività imprenditoriale, essendo previamente necessaria la verifica della sussistenza dei presupposti di legge.
  • Contratti della P.A.: senza la forma scritta e l'unicità del testo documentale l'accordo è nullo
  • Ai sensi dell'art. 17 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440 («Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato»), i contratti stipulati con la Pubblica Amministrazione devono essere redatti, a pena di nullità, in forma scritta, con la sottoscrizione di un unico documento, salvo che nel caso di contratti conclusi per corrispondenza con imprese commerciali, in cui la volontà negoziale può risultare da distinti atti scritti; e ciò, al fine di agevolare l'espletamento della funzione di controllo e di garantire la concreta osservanza dei principi di buon andamento e di imparzialità dell'Amministrazione, sanciti dall'art. 97 Cost.
  • Acquisizione sanante: sull'indennizzo decide il giudice ordinario
  • Spetta al giudice ordinario la giurisdizione sulle controversie concernenti l'indennizzo dovuto nel caso di acquisizione sanante (art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327).
  • Circolazione stradale: gli autovelox devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 45, comma 6, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.
  • Ordinamento giudiziario: non compie illecito disciplinare il PM che richiede l'archiviazione per inerzia della polizia giudiziaria
  • Ai fini della sussistenza dell'illecito disciplinare previsto dall'art. 2, comma 1, lett. g), del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 («Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilità, nonché modifica della disciplina in tema di incompatibilità, dispensa dal servizio e trasferimento di ufficio dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera f), della legge 25 luglio 2005, n. 150»), è necessario che coesistano due specifici presupposti: a) la grave violazione di legge; b) l'inescusabile ignoranza o negligenza che abbia determinato la grave violazione di legge. Ove non ricorra il primo, è irrilevante che il comportamento del magistrato sia dovuto a ignoranza o negligenza inescusabile (fattispecie relativa ad un Pubblico Ministero che aveva richiesto l'archiviazione degli atti per inattività della polizia giudiziaria, senza aver formalizzato alcun sollecito né aver presentato istanza di proroga del termine di durata delle indagini preliminari).
  • Contratti pubblici: l'impresa che versa il contributo in favore dell'ANAC con il codice fiscale di un'altra società non può essere esclusa dalla gara
  • In forza del principio di tassatività delle cause di esclusione dalle procedure di affidamento, sancito dall'art. 46 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 («Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE»), deve ritenersi illegittimo l'annullamento di una gara motivato col fatto che sul bollettino attestante il versamento del contributo in favore dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), allegato all'offerta presentata dall'impresa aggiudicataria, era riportato il codice fiscale di un'altra società.
  • Diffamazione: c'è reato anche quando la notizia offensiva sia comunicata ad una sola persona affinché venga riferita ad altri
  • Ai fini della configurabilità del reato di diffamazione (art. 595 c.p.), la comunicazione con più persone si realizza anche quando la notizia offensiva venga comunicata ad una sola persona, perché sia comunicata anche ad altra. In particolare, la destinazione alla divulgazione può trovare il suo fondamento, oltre che nella esplicita volontà del mittente-autore, anche nella natura stessa della comunicazione, in quanto propulsiva di un determinato procedimento (giudiziario, amministrativo, disciplinare) che deve essere portato a conoscenza di altre persone, diverse dall'immediato destinatario, sempre che l'autore della missiva prevedesse o volesse la circostanza che il contenuto relativo sarebbe stato reso noto a terzi (fattispecie riguardante una relazione di servizio "riservata", trasmessa da un ufficiale dell'Aeronautica militare all'Avvocatura generale dello Stato).
  • Espropriazioni per pubblica utilità: l'avviso agli espropriandi deve indicare i nominativi e le particelle
  • In tema di espropriazione per pubblica utilità, l'avviso di cui all'art. 11 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 («Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità»), deve contenere, a pena d'illegittimità, l'indicazione delle particelle e dei nominativi, quali indefettibili elementi diretti ad individuare i soggetti espropriandi ed i beni oggetto del procedimento amministrativo; e ciò, sia che la comunicazione avvenga personalmente, sia che essa avvenga in forma collettiva mediante avviso pubblico. Le modalità di comunicazione, seppur semplificate nella forma e nel numero, devono infatti essere idonee a raggiungere lo scopo dell'effettiva conoscenza, di guisa che il proprietario inciso sia posto in grado di optare o non per la partecipazione procedimentale in chiave difensiva.
  • Libertà di stabilimento: la normativa italiana che obbliga gli organismi di attestazione (SOA) ad avere la sede legale in Italia è contraria al diritto dell'Unione
  • L'art. 51, primo comma, TFUE dev'essere interpretato nel senso che l'eccezione al diritto di stabilimento prevista da tale disposizione non si applica alle attività di attestazione esercitate dalle società aventi la qualità di organismi di attestazione. L'art. 14 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, dev'essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa di uno Stato membro in forza della quale è imposto alle società aventi la qualità di organismi di attestazione di avere la loro sede legale nel territorio nazionale.
  • Politica economica e monetaria: il programma di acquisto di titoli di Stato sui mercati secondari (Outright Monetary Transactions) della Banca Centrale Europea è compatibile col diritto dell'Unione
  • Gli artt. 119 TFUE, 123, § 1, TFUE e 127, §§ 1 e 2, TFUE, nonché gli artt. da 17 a 24 del Protocollo (n. 4) sullo Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, devono essere interpretati nel senso che autorizzano il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) ad adottare un programma di acquisto di titoli di Stato sui mercati secondari come quello annunciato nel comunicato stampa del quale viene fatta menzione nel verbale della riunione n. 340 del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) dei giorni 5 e 6 settembre 2012.
  • Legge Pinto: nessun automatismo risarcitorio per gli eredi
  • In tema di equa riparazione per durata irragionevole del processo, la continuità della posizione processuale degli eredi intervenuti rispetto a quella del dante causa, prevista dall'art. 110 c.p.c., non toglie che il sistema sanzionatorio delineato dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e tradotto in norme nazionali dalla l. 89/2001 (c.d. "Legge Pinto"), non si fonda sull'automatismo di una pena pecuniaria a carico dello Stato, bensì sulla somministrazione di sanzioni riparatorie a beneficio di chi dal ritardo abbia ricevuto danni patrimoniali o non patrimoniali, mediante indennizzi modulabili in relazione al concreto patema subito, il quale presuppone la conoscenza del processo e l'interesse alla sua rapida conclusione. Essendo, perciò, presupposto ineliminabile della legittimazione a far valere l'equa riparazione l'incidenza che la non congrua durata del giudizio abbia su chi di quel giudizio sia chiamato a far parte, non v'è luogo a discorrere di equa riparazione sin tanto che il chiamato all'eredità non sia, quanto meno, evocato in riassunzione, giacché fino a quel momento può mancare addirittura la prova dell'assunzione (per accettazione espressa o per facta concludentia) della stessa qualità di erede. Ciò vale anche nel caso in cui il procedimento presupposto sia una procedura fallimentare, atteso che, senza un'espressa manifestazione in tal senso da parte dell'erede, alcuna prova può essere data del patema d'animo sofferto in proprio dallo stesso a causa della lungaggine processuale.
  • Processo amministrativo: nel giudizio riassunto la possibilità di contestare la giurisdizione è limitata
  • Qualora, nel corso di un processo riassunto, il giudice amministrativo di prime cure abbia erroneamente ritenuto la propria giurisdizione, oppure alla prima udienza non abbia sollevato (d'ufficio o su istanza di parte) conflitto di giurisdizione ai sensi dell'art. 11, comma 3, c.p.a., deve ritenersi che la giurisdizione si sia definitivamente radicata, senza che essa possa costituire oggetto di ulteriori contestazioni.

Novità normative

Decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112 - Attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (Rifusione) (G.U. 24 luglio 2015, n. 170).

Decreto legislativo 2 luglio 2015, n. 111 - Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, recante attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (G.U. 22 luglio 2015, n. 168).

Decreto legislativo 13 luglio 2015, n. 107 - Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti (G.U. 15 luglio 2015, n. 162).

Decreto legislativo 18 maggio 2015, n. 102 - Attuazione della direttiva 2013/37/UE che modifica la direttiva 2003/98/CE, relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (G.U. 10 luglio 2015, n. 158).