• Informativa antimafia: legittime le interdittive "a cascata" in presenza di sodalizi criminosi fra imprese
  • Qualora un'impresa destinataria di un provvedimento interdittivo antimafia costituisca una nuova società con altra impresa, il giudizio di pericolo di inquinamento mafioso può essere legittimamente esteso sia alla nuova società sia alla seconda impresa, con conseguente adozione del medesimo provvedimento anche nei loro confronti.
  • Bilancio e contabilità pubblica: la legge statale può modificare la destinazione delle risorse del Fondo di rotazione per le politiche comunitarie non ancora impegnate
  • Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalle Regioni Campania, Puglia e Sicilia in riferimento a vari parametri - dell'art. 1, commi 122, 123 e 124, della l. 23 dicembre 2014, n. 190 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2015»), nella parte in cui prevede una riprogrammazione delle risorse del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie già destinate agli interventi del Piano di azione coesione (PAC), che risultano non ancora impegnate alla data del 30 settembre 2014.
  • Energia: soltanto la legge statale può disciplinare le procedure di codecisione
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. - la l.r. Basilicata n. 4/2015, nella parte in cui disciplina unilateralmente le forme e le modalità di codecisione all'interno del territorio regionale per raggiungere o negare l'intesa con lo Stato in materia di «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia» (la medesima legge è stata altresì dichiarata incostituzionale là dove stabilisce che il Piano regionale di gestione dei rifiuti dovrà prevedere, fra gli obiettivi prioritari, la progressiva eliminazione degli inceneritori presenti sul territorio della Regione).
  • Processo amministrativo: il giudice dell'ottemperanza può annullare l'atto violativo o elusivo del giudicato anche se il ricorrente non l'ha impugnato
  • Affinché il giudice dell'ottemperanza possa dichiarare ex officio la nullità di un atto amministrativo emanato in violazione o in elusione del giudicato, ai sensi degli artt. 21-septies della l. 241/1990 e 114, comma 4, lett. b), c.p.a., non è necessaria la formale impugnazione di tale atto da parte del ricorrente (nella specie, quest'ultimo aveva dedotto l'elusione del giudicato con una memoria difensiva).
  • Processo civile: non è incostituzionale l'art. 96, comma 3, c.p.c.
  • Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Firenze in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost. - dell'art. 96, comma 3, c.p.c., nella parte in cui dispone che il giudice, quando pronuncia sulle spese ex art. 91 c.p.c., può condannare, anche d'ufficio, la parte soccombente al pagamento di una somma, equitativamente determinata, a favore della controparte vittoriosa, anziché a favore dell'Erario.
  • Bilancio e contabilità pubblica: legittima la riduzione dei trasferimenti erariali a favore dei Comuni
  • Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dalla Regione Veneto in riferimento agli artt. 117, terzo comma, 118, primo e secondo comma, e 119, primo, quarto e quinto comma, Cost. - dell'art. 1, comma 435, della l. 23 dicembre 2014, n. 190 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2015»), il quale stabilisce (nel testo originario) che la dotazione del Fondo di solidarietà comunale sia ridotta di 1.200 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015.
  • Famiglia: la Cassazione dice sì all'adozione coparentale (stepchild adoption) da parte di una coppia omosessuale
  • All'istituto dell'adozione in casi particolari, prevista dall'art. 44, comma 1, lett. d), della l. 4 maggio 1983, n. 184 («Diritto del minore ad una famiglia»), e cioè «quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo», possono accedere sia le persone singole sia le coppie di fatto, anche del medesimo sesso, ove nel caso concreto tale adozione risponda al preminente interesse del minore.
  • Finanza di progetto: la dichiarazione di pubblico interesse non impone alla P.A. di indire la gara per la concessione
  • In materia di finanza di progetto (project financing), l'Amministrazione, anche dopo aver dichiarato di pubblico interesse una proposta di realizzazione di lavori pubblici e aver quindi individuato il promotore privato, non è tenuta ad indire la procedura di gara per l'affidamento della relativa concessione, costituendo tale scelta una tipica manifestazione di discrezionalità amministrativa; né, in caso di revoca della dichiarazione di pubblico interesse, al privato spetta l'indennizzo di cui all'art. 21-quinquies della l. 241/1990.
  • Concorrenza e mercato: parzialmente illegittimo il regolamento della Regione Lazio sulle strutture ricettive extralberghiere
  • È illegittimo il regolamento della Regione Lazio 7 agosto 2015, n. 8, recante «Nuova disciplina delle strutture ricettive extralberghiere», nella parte in cui contiene disposizioni restrittive della concorrenza (ricorso proposto dall'Agcm ex art. 21-bis della l. 287/1990).
  • Lavoro: spetta al datore di lavoro provare le dimissioni del dipendente
  • Qualora il lavoratore deduca di essere stato licenziato oralmente e faccia valere in giudizio l'inefficacia o l'invalidità di tale licenziamento, mentre il datore di lavoro deduca la sussistenza di dimissioni del lavoratore, il materiale probatorio dev'essere raccolto dal giudice di merito tenendo conto che, nel quadro della normativa limitativa dei licenziamenti, la prova gravante sul lavoratore è limitata alla sua estromissione dal rapporto, mentre la controdeduzione del datore di lavoro assume la valenza di un'eccezione in senso stretto, il cui onere probatorio ricade sull'eccipiente ex art. 2697, comma 2, c.c.
  • Processo amministrativo: il cointeressato non può chiedere la trasposizione in sede giurisdizionale del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
  • Ai sensi dell'art. 10 del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199 («Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi»), la trasposizione in sede giurisdizionale del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica può essere richiesta solamente dal controinteressato in senso proprio, e non anche dai cointeressati all'annullamento del provvedimento impugnato dal ricorrente.
  • Università: è illegittima la procedura di chiamata di professori universitari indetta per un'intera area CUN
  • È illegittimo il decreto rettorale che indice una procedura selettiva per la copertura, mediante chiamata, di posti di professore universitario (nella specie, di seconda fascia) per un'intera area CUN, anziché per singoli settori scientifico-disciplinari (ovvero per gruppi di settori scientifico-disciplinari omogenei).
  • Giustizia amministrativa: niente spoils system per i membri laici del CGARS
  • È illegittimo il provvedimento del Presidente della Regione Sicilia che dispone la revoca dell'atto di designazione di un componente laico del Consiglio di giustizia amministrativa per la medesima Regione, adducendo in motivazione la natura fiduciaria di tale atto e la cessazione del mandato del soggetto designante.
  • Manifestazioni sportive: sulla richiesta di revoca o modifica dell'obbligo di firma unito al Daspo decide il Gip
  • Sulla richiesta di revoca o di modifica del provvedimento questorile che, unitamente al divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, impone l'obbligo di presentarsi personalmente all'autorità di polizia - a norma dell'art. 6, commi 1 e 2, della l. 13 dicembre 1989, n. 401 («Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive») - provvede il Giudice per le indagini preliminari già investito della convalida del provvedimento stesso.
  • Sanzioni amministrative: gli interessi moratori infrasemestrali sono dovuti ex lege
  • In caso di ritardo nel pagamento di una sanzione amministrativa (nella specie, irrogata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato), sul relativo importo sono dovuti ex lege gli interessi moratori fino alla data dell'adempimento, ove questo avvenga prima del termine semestrale dal quale si applica la maggiorazione di cui all'art. 27, comma 6, della l. 24 novembre 1981, n. 689 («Modifiche al sistema penale»).
  • Titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati: il credito si considera non contestato anche se il debitore è stato condannato in contumacia
  • Le condizioni in presenza delle quali, in caso di sentenza contumaciale, un credito si considera «non contestato», ai sensi dell'art. 3, § 1, secondo comma, lett. b), del regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, devono essere determinate in modo autonomo, sulla base di questo solo regolamento (ossia indipendentemente dalla lex fori: nel caso di specie, quella italiana). Di conseguenza, un credito può essere considerato «non contestato», ai sensi della predetta disposizione, se il debitore non agisce in alcun modo per opporvisi, non osservando l'invito di un giudice a notificare per iscritto l'intenzione di difendere la propria causa o non comparendo in udienza.
  • Procedure concorsuali: legittimo il procedimento notificatorio semplificato ex art. 15, comma 3, l. fall., come modificato nel 2012
  • Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Corte d'appello di Catanzaro in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - dell'art. 15, comma 3, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 («Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa»), come sostituito dall'art. 17, comma 1, lett. a), del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 («Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese»), convertito, con modificazioni, dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221, il quale prevede un meccanismo notificatorio semplificato nell'ambito della procedura fallimentare.
  • Bilancio e contabilità pubblica: non sono incostituzionali i criteri fissati dalla legge statale per la razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie delle Regioni e di altri enti pubblici
  • Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalla Regione Veneto in riferimento agli artt. 3, 97, 117, commi terzo e quarto, 118, 119 e 120 Cost. - dell'art. 1, commi 611 e 612, della l. 23 dicembre 2014, n. 190 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2015»), il quale stabilisce criteri, modalità e tempi del processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute dalle Regioni e da altri enti pubblici.
  • Bilancio e contabilità pubblica: non sono incostituzionali i divieti di spesa imposti dalla legge statale alle Province delle Regioni ordinarie
  • Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalla Regione Puglia in riferimento a vari parametri - dell'art. 1, comma 420, della l. 23 dicembre 2014, n. 190 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2015»), il quale prevede una serie di specifici divieti di spesa per le Province delle Regioni a statuto ordinario.
  • Processo penale: l'avviso ex art. 408, comma 3-bis, c.p.p. va notificato alla persona offesa anche nel caso di richiesta di archiviazione per infondatezza della notitia criminis
  • Il Pubblico Ministero è tenuto a notificare alla persona offesa l'avviso della richiesta di archiviazione, previsto dall'art. 408, comma 3-bis, c.p.p. per i delitti commessi con violenza alla persona, anche nel caso in cui ritenga infondata la notizia di reato, trattandosi di un obbligo formale che prescinde da valutazioni di merito.
  • Intermediazione finanziaria: se il cliente lamenta di non essere stato ben informato sui rischi dell'operazione, spetta alla banca dimostrare il contrario
  • In materia di intermediazione finanziaria, la sottoscrizione, da parte del cliente, della clausola, apposta in calce al modulo d'ordine di acquisto dei titoli, che lo avverte dell'inadeguatezza dell'operazione è idonea a far presumere assolto l'obbligo previsto in capo all'intermediario dall'art. 29, comma 3, della delibera Consob 1° luglio 1998, n. 11522 («Regolamento di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli intermediari»). Tuttavia, a fronte della contestazione del cliente, il quale alleghi le specifiche informazioni omesse, grava sulla banca l'onere di provare, con qualsiasi mezzo, che invece quelle informazioni essa aveva effettivamente fornito.
  • Accesso ai documenti amministrativi: è illegittimo il diniego di accesso ai verbali degli ispettori del lavoro se non c'è prova di un possibile danno per i lavoratori o terzi
  • È illegittimo il diniego di accesso ai documenti contenenti notizie acquisite nel corso delle attività ispettive svolte dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, allorché manchi la prova concreta che «dalla loro divulgazione possano derivare azioni discriminatorie o indebite pressioni o pregiudizi a carico di lavoratori o di terzi» [art. 2, comma 1, lett. c), del d.m. 4 novembre 1994, n. 757 («Regolamento concernente le categorie di documenti formati o stabilmente detenuti dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sottratti al diritto d'accesso, ai sensi dell'art. 24, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241»)], tanto più nel caso in cui sia cessato il rapporto contrattuale con i dipendenti che hanno reso dichiarazioni agli ispettori (fattispecie relativa ad un'istanza di accesso formulata da un lavoratore assunto "in nero").
  • Manifestazioni sportive: l'imposizione dell'obbligo di firma insieme col Daspo dev'essere specificamente motivata
  • Nell'ambito dell'art. 6 della l. 13 dicembre 1989, n. 401 («Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive»), occorre distinguere fra la misura prevista dal primo comma e quella prevista dal secondo comma: la prima (c.d. Daspo) costituisce una misura interdittiva atipica (di competenza dell'autorità di Pubblica Sicurezza), incidente sulla libertà di circolazione; la seconda (obbligo di presentarsi personalmente presso un ufficio o comando di polizia) costituisce invece una misura di carattere accessorio e strumentale (essendo finalizzata ad assicurare l'effettiva osservanza del provvedimento del Questore), incidente sulla libertà personale e, perciò, soggetta a convalida da parte dell'autorità giudiziaria. Ne consegue che la contestuale o pregressa adozione del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive costituisce condizione necessaria, ma non sufficiente, per l'applicazione dell'ulteriore misura di prevenzione dell'ordine di comparizione nel competente ufficio di polizia, poiché per giustificare tale ulteriore misura - per la quale è richiesto un quid pluris di pericolosità sociale - occorre che nella motivazione del provvedimento questorile siano esplicitate le specifiche ragioni che inducono a ritenere insufficiente il solo divieto di accesso ai predetti luoghi.
  • Salute: in Italia il sangue umano non può mai costituire fonte di profitto
  • Il principio sancito dall'art. 4, comma 1, della l. 21 ottobre 2005, n. 219 («Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati»), secondo cui «[i]l sangue umano non è fonte di profitto», vale per l'intero processo di lavorazione degli emoderivati, e quindi non soltanto per le donazioni (che devono essere gratuite), ma anche per il frazionamento del plasma, a tutela della salute pubblica.
  • Processo amministrativo: le sentenze della Corte di giustizia UE incidono sull'esecuzione del giudicato
  • In tema di esecuzione del giudicato amministrativo, la sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia dell'Unione Europea a seguito di rinvio pregiudiziale è equiparabile ad una sopravvenienza normativa, della quale il giudice dell'ottemperanza non può non tener conto al fine di evitare il consolidamento di una violazione del diritto eurounitario.
  • Pubblico impiego: per i licenziamenti illegittimi vale ancora l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori nel testo anteriore alla "legge Fornero"
  • Ai rapporti di pubblico impiego contrattualizzato (art. 2 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165) non si applicano le modifiche apportate dalla l. 28 giugno 2012, n. 92 («Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita»), all'art. 18 dello Statuto dei lavoratori (l. 20 maggio 1970, n. 300): pertanto, in caso di licenziamento illegittimo intimato in data successiva all'entrata in vigore di tali modifiche, la tutela del dipendente pubblico resta quella stabilita dal predetto art. 18 nel testo anteriore alla riforma.
  • Pubblico impiego: legittima l'abolizione del trattenimento in servizio
  • Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Consiglio di Stato e da diversi TAR - dell'art. 1 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90 («Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari»), convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 114, nella parte in cui abolisce l'istituto del trattenimento in servizio dei dipendenti pubblici oltre il limite d'età per il collocamento in quiescenza.
  • Pubblico impiego: non è incostituzionale la legge d'interpretazione autentica che esclude la retribuzione del lavoro straordinario festivo per le ore rientranti nell'ordinario turno di servizio giornaliero
  • Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Consiglio di Stato in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6 Cedu - dell'art. 1, comma 476, della l. 27 dicembre 2013, n. 147 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2014»), nella parte in cui stabilisce, con disposizione di interpretazione autentica, che la prestazione lavorativa resa nei giorni destinati al riposo settimanale o nei giorni festivi infrasettimanali non dà diritto a retribuzione a titolo di lavoro straordinario se non per le ore eccedenti l'ordinario turno di servizio giornaliero, fatti salvi gli effetti delle sentenze passate in giudicato alla data di entrata in vigore della medesima legge.
  • Processo penale: in sede di opposizione a decreto penale di condanna, la domanda di oblazione può essere subordinata a quella di proscioglimento
  • È ammissibile la domanda di oblazione formulata in sede di opposizione a decreto penale di condanna subordinatamente alla richiesta di applicazione dell'art. 129 c.p.p.
  • Agricoltura: legittima la decisione della Commissione europea d'imporre l'eradicazione delle piante vicine a quelle malate di Xylella fastidiosa
  • È legittima - in quanto adeguatamente motivata e conforme ai principi di precauzione e di proporzionalità - la decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione, del 18 maggio 2015, che impone agli Stati membri di eradicare tutte le piante situate nel raggio di cento metri attorno a quelle infettate dal batterio Xylella fastidiosa.
  • Espropriazione per p.u.: il decreto di esproprio è condizione dell'azione per la determinazione dell'indennità
  • Anche dopo l'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 («Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità»), la pronuncia del decreto ablativo è condizione necessaria dell'azione per la determinazione dell'indennità di espropriazione; onde è necessario che tale decreto sia emanato prima della decisione della causa, in ogni stato e grado del giudizio, anche in quello di legittimità fino al termine della discussione orale.
  • Lavoro: il giudice deve sempre valutare la proporzionalità del licenziamento disciplinare
  • Il giudice di merito investito della domanda con cui si chieda l'invalidazione di un licenziamento disciplinare, accertatane in primo luogo la sussistenza in punto di fatto, deve verificare che l'infrazione contestata sia astrattamente sussumibile sotto la specie della giusta causa o del giustificato motivo di recesso e, in caso di esito positivo di tale delibazione, deve poi, anche ex officio, apprezzare in concreto (e non semplicemente in astratto) la gravità dell'addebito, essendo pur sempre necessario che questo rivesta il carattere di grave negazione dell'elemento essenziale della fiducia e che la condotta del dipendente sia idonea a ledere irrimediabilmente la fiducia circa la futura correttezza dell'adempimento della prestazione dedotta in contratto, in quanto sintomatica di un certo atteggiarsi del lavoratore dipendente rispetto all'adempimento dei suoi obblighi.
  • Pubblica sicurezza: niente armi per chi guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti
  • È legittimo il provvedimento prefettizio che, ai sensi dell'art. 39 del r.d. 18 giugno 1931, n. 773 («Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza»), dispone il divieto di detenzione di armi e munizioni (con conseguente revoca della licenza già rilasciata) nei confronti di un soggetto risultato, durante un controllo di polizia, alla guida in stato di alterazione psico-fisica da sostanze stupefacenti (art. 187 c.d.s.), non rilevando l'intervenuta archiviazione del procedimento penale relativo a tale reato.
  • Immigrazione: lo straniero in attesa di rimpatrio non può essere recluso solo perché entrato irregolarmente nel territorio di uno Stato UE attraverso una frontiera interna dello spazio Schengen
  • La Corte di giustizia dell'Unione Europea ha affermato che: 1) gli artt. 2, § 1, e 3, punto 2, della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, devono essere interpretati nel senso che un cittadino di un paese terzo soggiorna in modo irregolare nel territorio di uno Stato membro - ricadendo, pertanto, nell'ambito di applicazione di tale direttiva - quando, senza soddisfare le condizioni d'ingresso, di soggiorno o di residenza, transita in tale Stato membro in quanto passeggero di un autobus, proveniente da un altro Stato membro, appartenente allo spazio Schengen, e diretto in un terzo Stato membro al di fuori di detto spazio; 2) la direttiva 2008/115 dev'essere interpretata nel senso che osta alla normativa di uno Stato membro che consenta, in conseguenza del mero irregolare ingresso attraverso una frontiera interna, il quale determina il soggiorno irregolare, la reclusione di un cittadino di un paese terzo, nei confronti del quale non sia stata ancora conclusa la procedura di rimpatrio prevista dalla direttiva stessa. Tale interpretazione vale anche nel caso in cui il cittadino in questione possa essere ripreso da un altro Stato membro, in applicazione di un accordo o di un'intesa ai sensi dell'art. 6, § 3, della direttiva medesima.
  • Diritto processuale: il giudice privato della giurisdizione per effetto di una pronuncia d'incostituzionalità non può conoscere della causa nel merito
  • Il principio sancito dall'art. 5 c.p.c. - secondo cui i mutamenti di legge intervenuti nel corso del giudizio non assumono rilevanza ai fini della giurisdizione, la quale si determina con riguardo alla legge vigente al momento della proposizione della domanda - si riferisce soltanto all'effetto abrogativo determinato dal sopravvenire di una nuova legge, e non anche all'effetto di annullamento dipendente dalle pronunce di incostituzionalità, le quali impediscono al giudice di tener conto della norma dichiarata illegittima ai fini della decisione sulla giurisdizione. Tale efficacia retroattiva si arresta esclusivamente di fronte al giudicato ovvero al decorso - accertato in via definitiva al momento della pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale - dei termini di prescrizione o decadenza stabiliti per l'esercizio di determinati diritti (fattispecie in materia di cosap).
  • Bilancio e contabilità pubblica: illegittimi gli interventi statali di riduzione della spesa adottati senza il coinvolgimento degli enti territoriali interessati
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 97 e 119 Cost. - l'art. 16, comma 6, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95 («Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario»), convertito, con modificazioni, dalla l. 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui non prevede, nel procedimento di determinazione delle riduzioni del Fondo sperimentale di riequilibrio da applicare a ciascun Comune nell'anno 2013, alcuna forma di coinvolgimento degli enti interessati, né l'indicazione di un termine per l'adozione del decreto di natura non regolamentare del Ministero dell'interno.
  • Pubblica Amministrazione: i teatri stabili ad iniziativa pubblica sono soggetti alle regole del patto di stabilità
  • È legittimo l'elenco redatto dall'Istat ai sensi dell'art. 1 della l. 31 dicembre 2009, n. 196 («Legge di contabilità e finanza pubblica»), nella parte in cui annovera i "teatri stabili ad iniziativa pubblica" fra le amministrazioni pubbliche soggette alle disposizioni finanziarie concernenti il patto di stabilità.
  • Privacy: per le telefonate pubblicitarie preregistrate è sempre necessario il consenso del destinatario
  • Ai sensi degli artt. 129 e 130 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 («Codice in materia di protezione dei dati personali»), le telefonate di carattere commerciale effettuate con sistemi automatici richiedono sempre il previo consenso informato e specifico del destinatario, non trovando applicazione a tale tipologia di chiamate il meccanismo c.d. di opt-out.
  • False comunicazioni sociali: con la riforma del 2015 il falso valutativo non ha perduto rilevanza penale
  • Sussiste il delitto di false comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 c.c.), con riguardo alla esposizione o alla omissione di fatti oggetto di "valutazione", se, in presenza di criteri di valutazione normativamente fissati o di criteri tecnici generalmente accettati, l'agente da tali criteri si discosti consapevolmente e senza darne adeguata informazione giustificativa, in modo concretamente idoneo ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni.
  • Danno ambientale: legittima la disposizione che attribuisce solamente allo Stato il potere di agire in via risarcitoria
  • Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Lanusei in riferimento agli artt. 2, 3, 9, 24 e 32 Cost., nonché al principio di ragionevolezza - dell'art. 311, comma 1, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 («Norme in materia ambientale»), nella parte in cui attribuisce allo Stato (in particolare, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare) la legittimazione all'esercizio dell'azione per il risarcimento del danno ambientale, escludendo la legittimazione concorrente o sostitutiva della Regione e degli enti locali sul cui territorio si è verificato il danno.
  • Processo penale: è incostituzionale il divieto di sospensione dell'esecuzione della pena per lo scippo
  • È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 656, comma 9, lett. a), c.p.p., come modificato dall'art. 2, comma 1, lett. m), del d.l. 23 maggio 2008, n. 92 («Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica»), convertito, con modificazioni, dalla l. 24 luglio 2008, n. 125, nella parte in cui stabilisce che non può essere disposta la sospensione dell'esecuzione nei confronti delle persone condannate per il delitto di furto con strappo (art. 624-bis, comma 2, c.p.).
  • Immigrazione: illegittima la tassa sul permesso di soggiorno
  • È illegittima - per contrasto col diritto dell'Unione Europea - la normativa italiana che impone allo straniero il pagamento di un contributo, d'importo variabile fra gli 80 e i 200 Euro, per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno.
  • Processo penale: la non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere dichiarata anche in sede di udienza preliminare
  • La sussistenza della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) può essere dichiarata anche con sentenza di non luogo a procedere ex art. 425 c.p.p.
  • Processo tributario: non è incostituzionale l'obbligo di depositare presso la segreteria della CTP una copia dell'appello notificato senza il tramite dell'ufficiale giudiziario
  • Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla CTR del Lazio in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, secondo comma, Cost. - dell'art. 53, comma 2, secondo periodo, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 («Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413») [come modificato dall'art. 3-bis, comma 7, del d.l. 30 settembre 2005, n. 203 («Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria»), convertito, con modificazioni, dalla l. 2 dicembre 2005, n. 248], il quale prevede, quando la notifica non avvenga tramite ufficiale giudiziario, l'inammissibilità dell'appello nel caso di omesso deposito di copia dell'atto d'impugnazione presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale che ha pronunciato la sentenza impugnata.
  • Spese di giustizia: no al raddoppio del contributo unificato nel caso di improcedibilità dell'appello per mancata comparizione dell'appellante
  • Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Corte d'appello di Firenze in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 («Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A»), nella parte in cui non prevede il raddoppio del contributo unificato anche nel caso di improcedibilità dell'appello ex art. 348, comma 2, c.p.c.
  • Appalti: un'importante pronuncia della Plenaria in tema di DURC
  • In materia di procedure di gara per l'affidamento di contratti pubblici, l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che: 1) rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, adito per la definizione di una controversia avente ad oggetto l'affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, l'accertamento inerente alla regolarità del documento unico di regolarità contributiva (DURC), quale atto interno della fase procedimentale di verifica dei requisiti di ammissione dichiarati dal partecipante ad una gara. Tale accertamento viene effettuato, nei limiti del giudizio relativo all'affidamento del contratto pubblico, in via incidentale, cioè con accertamento privo di efficacia di giudicato nel rapporto previdenziale; 2) anche dopo l'entrata in vigore dell'art. 31, comma 8, del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 («Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia»), convertito con modificazioni dalla l. 9 agosto 2013, n. 98, non sono consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale, dovendo l'impresa essere in regola con l'assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali fin dalla presentazione dell'offerta e conservare tale stato per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante, restando dunque irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell'obbligazione contributiva. L'istituto dell'invito alla regolarizzazione (c.d. preavviso di DURC negativo) - già previsto dall'art. 7, comma 3, del d.m. 24 ottobre 2007 e ora recepito a livello legislativo dall'art. 31, comma 8, del d.l. 69/2013 - può operare solo nei rapporti tra impresa ed ente previdenziale, ossia con riferimento al DURC chiesto dall'impresa e non anche al DURC richiesto dalla stazione appaltante per la verifica della veridicità dell'autodichiarazione resa ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. i), del codice degli appalti ai fini della partecipazione alla gara.
  • Aree protette: il nulla-osta dell'ente parco non riguarda gli strumenti di programmazione e pianificazione urbanistica
  • L'art. 13 della l. 6 dicembre 1991, n. 394 («Legge quadro sulle aree protette») - il quale subordina al preventivo nulla-osta dell'ente parco il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti e opere all'interno del parco stesso - non è applicabile agli atti di programmazione e pianificazione urbanistica (nel caso di specie, il programma integrato di intervento), quand'anche connotati da contenuti fortemente specifici e puntuali quanto a prefigurazione delle future trasformazioni del territorio.

C. De Robbio
Le misure cautelari personali
Giuffrè, 2016

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