• Giudizio di cassazione: il ricorso ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. può riguardare soltanto questioni di fatto
  • L'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., nel prevedere che una sentenza può essere impugnata per cassazione «per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti», configura un vizio che può riguardare solamente una questione di fatto, ossia un preciso accadimento o una precisa circostanza in senso storico-naturalistico, e non anche, invece, una questione giuridica (fattispecie relativa alla controversa natura - privatistica o pubblicistica - di un fosso e delle acque in esso confluenti).
  • Legge Delrio: la Corte costituzionale respinge le impugnative di Lombardia, Veneto, Campania e Puglia
  • Il testo integrale della sentenza della Corte costituzionale che rigetta le questioni di legittimità promosse dalle regioni Lombardia, Veneto, Campania e Puglia nei confronti di svariate disposizioni della l. 56/2014, in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni (c.d. "legge Delrio").
  • Processo penale: è incostituzionale la presunzione assoluta di adeguatezza della sola custodia cautelare in carcere per il concorrente esterno nell'associazione mafiosa
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 13 e 27 Cost. - l'art. 275, comma 3, secondo periodo, c.p.p., nella parte in cui - nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all'art. 416-bis c.p. (associazioni di tipo mafioso anche straniere), è applicata custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari - non fa salva, altresì, rispetto al concorrente esterno nel suddetto delitto, l'ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
  • Regioni: è incostituzionale l'imposizione, per l'impianto di reti o per l'esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, di oneri o canoni non previsti dalla legge statale
  • Le Regioni non possono imporre il pagamento di spese - non previste dalla legge statale - per le attività istruttorie finalizzate al rilascio delle autorizzazioni all'installazione e alla modifica di impianti fissi di telecomunicazione e radiodiffusione (fattispecie relativa ad una legge della Regione Piemonte).
  • Appalti pubblici: un'importante pronuncia della Corte di giustizia UE in materia di conflitti d'interesse e di termine per proporre impugnazione
  • In materia di appalti pubblici, la Corte di giustizia dell'Unione Europea ha affermato che: 1) l'illegittimità della valutazione delle offerte può derivare dalla sola circostanza che l'aggiudicatario dell'appalto ha avuto legami significativi con i soggetti incaricati dall'amministrazione aggiudicatrice di valutare le offerte stesse; 2) un diritto di ricorso relativo alla legittimità della gara deve poter essere azionato, dopo la scadenza del termine previsto dal diritto nazionale, da un offerente ragionevolmente informato e normalmente diligente che è stato in grado di comprendere le condizioni della gara unicamente nel momento in cui l'amministrazione aggiudicatrice, dopo aver valutato le offerte, ha fornito informazioni esaustive sulle motivazioni della sua decisione (un siffatto diritto di ricorso può essere esercitato fino al momento della scadenza del termine di ricorso avverso la decisione di aggiudicazione dell'appalto).
  • Concessione della cittadinanza: la scarsa conoscenza della lingua italiana giustifica il diniego
  • È legittimo il provvedimento amministrativo che nega ad un soggetto straniero la concessione della cittadinanza italiana in ragione del fatto che questi possiede una scarsa conoscenza della lingua del nostro Paese.
  • Diritto penale: è incostituzionale l'art. 159, comma 1, c.p.
  • È incostituzionale l'art. 159, comma 1, c.p., nella parte in cui, ove lo stato mentale dell'imputato sia tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento e questo venga sospeso, non esclude la sospensione della prescrizione quando è accertato che tale stato è irreversibile.
  • Regioni: è incostituzionale la legge regionale approvata dal Consiglio eccedendo i limiti derivanti dalla condizione di organo in regime di "prorogatio"
  • È incostituzionale la legge approvata dal Consiglio regionale in regime di "prorogatio" e non rientrante fra gli atti necessari e urgenti, dovuti o costituzionalmente indifferibili (fattispecie relativa ad una legge della Regione Abruzzo in materia di aree agricole).
  • Servizio postale universale: è illegittima la chiusura di un ufficio postale soltanto perché antieconomico
  • È illegittimo il provvedimento di chiusura di un ufficio postale sito in una zona rurale e montana, motivato con esclusivo riferimento all'asserita antieconomicità della relativa gestione, senza tener conto dell'utilità sociale della presenza del medesimo ufficio.
  • Ordinamento giudiziario: non può essere sanzionato il GIP che omette di dichiarare d'ufficio l'estinzione della custodia cautelare per decorrenza dei termini
  • Il ruolo del Giudice per le indagini preliminari nella fase pre-processuale è subordinato al duplice limite dei "casi previsti dalla legge" e della "richiesta di parte", non essendo egli nelle condizioni, anche quando ha emesso la misura cautelare della custodia in carcere, di poter individuare, successivamente all'esecuzione della misura e all'espletamento dell'interrogatorio di garanzia, il relativo termine di scadenza, atteso che egli non ha l'esatta cognizione dello sviluppo del procedimento. Poiché tale Giudice - organo di garanzia "ad acta", destinato ad intervenire solo incidentalmente - non ha il potere di disporre l'acquisizione del fascicolo del procedimento nella fase delle indagini preliminari (richiedendolo all'ufficio del Pubblico Ministero), deve ritenersi che non si possa attribuirgli un ruolo generale e permanente di "giudice della libertà personale" degli indagati, a prescindere dalla disponibilità giuridica del procedimento; che tale disponibilità degli atti non possa che essere l'effetto di una richiesta o istanza delle parti per uno specifico "thema decidendi"; e che, di conseguenza, non sia ipotizzabile un suo intervento di declaratoria di estinzione automatica della custodia cautelare per decorrenza dei termini senza l'attivazione di un procedimento su istanza di una delle parti.
  • Sicurezza alimentare: è legittimo il divieto temporaneo di coltivazione di mais OGM disposto dal Friuli-Venezia Giulia
  • È legittimo il provvedimento con il quale la Regione Friuli-Venezia Giulia ha vietato - fino all'approvazione definitiva delle misure di coesistenza e, in ogni caso, per non più di un anno - la coltivazione di mais OGM su tutto il territorio regionale.
  • Diritto penale: risponde del reato di rapina chi s'impossessa del telefono cellulare altrui per leggerne gli sms
  • Nel delitto di rapina (art. 628 c.p.), il profitto può concretarsi in qualsiasi utilità, anche solo morale, in qualsiasi soddisfazione o godimento che l'agente si riprometta di ritrarre, anche non immediatamente, dalla propria azione, purché questa sia attuata impossessandosi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene. Sussiste, pertanto, l'ingiustizia del profitto nella condotta di colui che s'impossessa di un telefono cellulare allo scopo di prendere cognizione dei messaggi ricevuti dalla persona offesa (nel caso di specie, l'ex fidanzata), trattandosi di finalità antigiuridica in quanto, violando il diritto alla riservatezza, incide sul bene primario dell'autodeterminazione della persona nella sfera delle relazioni umane, tutelato dall'art. 2 Cost.
  • Contratti pubblici: l'offerta economica deve indicare, a pena di esclusione (anche se non prevista dal bando), i costi per la sicurezza del lavoro
  • Nelle procedure di gara per l'affidamento di contratti pubblici di lavori, i partecipanti devono indicare nell'offerta economica i costi interni per la sicurezza del lavoro, a pena di esclusione dell'offerta stessa, anche se tale sanzione non è prevista dalla lex specialis.
  • Processo civile: nel rito camerale, il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza alla controparte non è perentorio
  • Nei procedimenti civili che si tengono in camera di consiglio (fra i quali rientrano quelli concernenti le domande di equa riparazione per irragionevole durata del processo), il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza alla controparte non è perentorio, non essendo previsto espressamente dalla legge; con la conseguenza che, nell'ipotesi di omessa o inesistente notifica di essi, il giudice può, in difetto di spontanea costituzione del resistente, concedere al ricorrente un nuovo termine, avente carattere perentorio, entro il quale rinnovare tale notifica.
  • Pensioni: in caso di malattia contratta per causa di servizio, il termine di decadenza per l'inoltro della domanda di pensione privilegiata decorre dalla manifestazione della malattia stessa
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 38 Cost. - l'art. 14, comma 1, della l. 8 agosto 1991, n. 274 («Acceleramento delle procedure di liquidazione delle pensioni e delle ricongiunzioni, modifiche ed integrazioni degli ordinamenti delle Casse pensioni degli istituti di previdenza, riordinamento strutturale e funzionale della Direzione generale degli istituti stessi»), nella parte in cui non prevede che, allorquando la malattia, contratta per causa di servizio, insorga dopo i cinque anni dalla cessazione dal servizio, il termine quinquennale di decadenza per l'inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte, ai fini dell'ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato, decorra dalla manifestazione della malattia stessa.
  • Contratti della P.A.: la forma scritta è sempre richiesta ad substantiam (e non bastano le fatture prodotte in giudizio)
  • Ai sensi dell'art. 17 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440 («Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato»), i contratti della Pubblica Amministrazione richiedono la forma scritta ad substantiam e l'unicità del testo documentale, salvo che nel caso di contratti conclusi per corrispondenza con imprese commerciali, in cui la volontà negoziale può risultare da distinti atti scritti. Pertanto, anche quando sia ammessa la stipulazione per atti non contestuali, i contratti della Pubblica Amministrazione esigono la forma scritta quale diretta modalità di esternazione della volontà di contrarre (proposta e accettazione), non essendo sufficiente che da atti scritti risultino comportamenti attuativi di un accordo solo verbale. Ne consegue che le fatture prodotte in giudizio dall'Amministrazione convenuta non possono rappresentare la forma scritta dell'accordo e non sono suscettibili, dunque, di rappresentare neppure un comportamento processuale implicitamente ammissivo del diritto sorto dall'atto negoziale non esibito, essendo impossibile una contrattazione per facta concludentia.
  • Processo penale: non è abnorme l'ordinanza del GUP che nega al PM la possibilità di contestare nuovi fatti di reato legati dal vincolo della continuazione a quelli già contestati
  • Non è impugnabile per cassazione, in quanto non è abnorme, l'ordinanza con la quale il giudice dell'udienza preliminare nega al pubblico ministero, nel corso della stessa udienza, la possibilità di contestare - a norma degli artt. 423, comma 1, e 12, comma 1, lett. b), c.p.p. - nuovi fatti di reato legati col vincolo della continuazione a quelli già contestati, in quanto tale provvedimento - per quanto possa essere errato in ordine alla qualificazione giuridica della nuova contestazione - non priva il pubblico ministero della possibilità di esercitare separatamente l'azione penale e rientra nell'ambito delle prerogative del giudice dell'udienza preliminare, che ha il dovere di controllare se la contestazione del pubblico ministero non riguardi un "fatto nuovo" e non sia impedita dalla negazione del consenso da parte dell'imputato.
  • Pubblico impiego: è incostituzionale l'affidamento a funzionari, tramite contratti di lavoro a tempo determinato, di incarichi dirigenziali nelle more dell'espletamento delle relative procedure concorsuali
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 51 e 97 Cost. - il d.l. 16/2012, convertito con modificazioni dalla l. 44/2012, nella parte in cui prevede che, nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali per il conferimento di incarichi dirigenziali, l'Agenzia delle dogane, l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia del territorio, salvi gli incarichi già affidati, possano attribuire incarichi dirigenziali ai propri funzionari con la stipula di contratto di lavoro a tempo determinato, la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura tramite concorso del posto vacante.
  • Concessioni amministrative: le controversie concernenti indennità, canoni e altri corrispettivi non appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice ordinario
  • In materia di concessioni amministrative, l'art. 133, comma 1, lett. b), c.p.a. (e, in precedenza, l'art. 5 della l. 205/2000), nel devolvere alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo «le controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici, ad eccezione delle controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi», non attribuisce queste ultime alla giurisdizione esclusiva del giudice ordinario. In base ai criteri generali di riparto della giurisdizione, infatti, spettano al giudice ordinario solo quelle controversie sui profili in esame che abbiano contenuto meramente patrimoniale (senza che assuma rilievo un potere di intervento della P.A. a tutela di interessi generali), mentre restano nella giurisdizione amministrativa quelle che coinvolgano l'esercizio di poteri discrezionali inerenti alla determinazione del canone, dell'indennità o di altri corrispettivi.
  • Referendum: le decisioni dell'Ufficio centrale della Cassazione non sono impugnabili
  • Sussiste difetto assoluto di giurisdizione nei confronti degli atti dell'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione, atteso che: a) tali atti, in quanto adottati da un organo giurisdizionale nell'esercizio di mere funzioni di controllo esterno, non sono né soggettivamente né oggettivamente amministrativi; b) non esiste nell'ordinamento un altro organo titolare di poteri giurisdizionali in materia.
  • Scuola: è legittima l'istituzione in via sperimentale del "liceo breve"
  • Sono legittimi i decreti del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 5 novembre 2013, nn. 902 e 904, che autorizzano, in via sperimentale, l'abbreviazione da cinque a quattro anni del percorso di studi del ciclo secondario di secondo grado (c.d. "liceo breve").
  • Potestà legislativa: la disciplina della tracciabilità dei flussi finanziari spetta allo Stato
  • La disciplina della tracciabilità dei flussi finanziari rientra nella materia «ordine pubblico e sicurezza» [art. 117, secondo comma, lett. h), Cost.] ed appartiene, perciò, alla competenza esclusiva del legislatore statale (nel caso di specie, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 2, commi 1, 2 e 3, della legge della Regione siciliana 20 novembre 2008, n. 15, recante «Misure di contrasto alla criminalità organizzata»).
  • Pubblici uffici: è legittima la nomina di un cittadino greco a presidente di un'Autorità portuale italiana
  • L'art. 51 Cost., letto alla luce del principio della libera circolazione delle persone di cui all'art. 45 T.F.U.E., non preclude, in via generale, l'accesso dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea agli uffici pubblici e alle cariche pubbliche nazionali (fermi restando gli eventuali limiti espressi o legittimamente ricavabili dal sistema, con riguardo alla concreta partecipazione all'esercizio di pubblici poteri ovvero alle circostanze evidenziate dalla Corte di giustizia nella sentenza del 10 settembre 2014, in causa C-270/13).
  • Mercati finanziari: per prevenire qualunque abuso di informazioni privilegiate, un'informazione deve essere comunicata al pubblico anche se il suo detentore non sa quale influenza precisa essa avrà sui prezzi degli strumenti finanziari
  • L'articolo 1, punto 1, della direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato), e l'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 2003/124/CE della Commissione, del 22 dicembre 2003, recante modalità di esecuzione della direttiva 2003/6 per quanto riguarda la definizione e la comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate e la definizione di manipolazione del mercato, devono essere interpretati nel senso che non esigono, affinché determinate informazioni possano essere considerate come informazioni aventi carattere preciso ai sensi delle citate disposizioni, che sia possibile dedurre, con un grado di probabilità sufficiente, che l'influenza potenziale di tali informazioni sui prezzi degli strumenti finanziari in questione si eserciterà in un senso determinato, una volta che esse saranno rese pubbliche.
  • Matrimoni omosessuali celebrati all'estero: soltanto l'Autorità giudiziaria può annullare la trascrizione
  • Allo stato dell'attuale normativa e fatto salvo un intervento legislativo al riguardo, che ponga la legislazione del nostro Paese in linea con quella di altri Stati (europei e non), le coppie omosessuali non vantano in Italia né un diritto a contrarre matrimonio, né la pretesa alla trascrizione di unioni celebrate all'estero, anche se le unioni tra persone dello stesso sesso non possono essere considerate contrarie all'ordine pubblico. In tale contesto, la circolare del 7 ottobre 2014 del Ministro dell'interno non risulta illegittima, nella parte in cui si afferma l'intrascrivibilità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso derivante "dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell'ordinamento italiano", in considerazione del difetto di un requisito sostanziale richiesto dalla normativa vigente in materia di stato e capacità delle persone (la diversità di sesso dei nubendi), che non può essere superato dalla mera circostanza dell'esistenza di una celebrazione valida secondo la lex loci. La medesima circolare è invece illegittima, nella parte in cui attribuisce all'Amministrazione centrale (in particolare, ai Prefetti) un potere di intervento diretto sui registri dello stato civile, dovendosi ritenere che tale potere spetti soltanto all'Autorità giudiziaria.
  • Concorrenza e mercato: è scorretta la condotta dell'operatore di telefonia che preattiva sulla SIM servizi accessori a pagamento
  • Costituisce pratica commerciale scorretta - ai sensi del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo) - la condotta dell'operatore di telefonia consistente nel preattivare, sulle schede SIM da esso commercializzate, servizi accessori di navigazione in internet e di segreteria telefonica, addebitandone i costi all'utente fino a che quest'ultimo non richieda espressamente la disattivazione (la sentenza contiene, fra l'altro, importanti affermazioni circa la competenza dell'Antitrust in materia di tutela del consumatore).
  • Diritto di accesso: anche un'e-mail privata può costituire documento accessibile ex lege 241/1990
  • Costituisce documento amministrativo accessibile - ai sensi dell'art. 22, lett. d), della l. 241/1990 - il contenuto di una e-mail privata, allorché il destinatario di essa abbia provveduto a renderne edotti gli uffici dell'amministrazione di appartenenza, attribuendo così egli stesso rilevanza pubblica a tale documento (nel caso di specie, l'e-mail era stata inviata dai dipendenti di un ente di diritto pubblico al presidente di quest'ultimo e segnalava l'esistenza di problemi gestionali e di una situazione di conflittualità tra i dipendenti stessi e il responsabile amministrativo, autore dell'istanza di accesso).
  • Processo civile: un'importante pronuncia della Cassazione sulla competenza in materia di provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale (artt. 330 e 333 c.c.)
  • Ai sensi dell'art. 38 disp. att. c.c. (come modificato dalla l. 10 dicembre 2012, n. 219), la competenza in materia di azioni dirette ad ottenere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale (artt. 330 e 333 c.c.) appartiene, in via generale, al Tribunale per i minorenni. Tuttavia, allorquando sia in corso un giudizio di separazione o divorzio oppure un giudizio ex art. 316 c.c. (anche in pendenza dei termini per le impugnazioni e nelle altre fasi di quiescenza, fino al passaggio in giudicato), e le predette azioni siano proposte successivamente e richieste con un unico atto introduttivo dalle parti (così determinandosi un'ipotesi di connessione oggettiva e soggettiva), tale competenza spetta al giudice del conflitto familiare (Tribunale e Corte d'appello).
  • Diritto amministrativo: è illegittimo il provvedimento basato su una applicazione formalistica e meccanica delle norme
  • Nell'esercizio del proprio potere, l'amministrazione non può applicare meccanicamente le norme, ma deve sempre eseguirle in coerenza con i parametri della logicità, proporzionalità e adeguatezza. In particolare, allorquando ricorrano vizi meramente formali o procedimentali, il criterio di ragionevolezza impone di far prevalere la sostanza sulla forma, salvaguardando quelle posizioni che abbiano assunto una consistenza tale da ingenerare un legittimo affidamento circa la loro regolarità (fattispecie relativa ad una procedura concorsuale).
  • Ambiente: la normativa italiana, nella parte in cui non impone misure di prevenzione e di riparazione a carico dei proprietari non responsabili dell'inquinamento dei loro terreni, è compatibile col diritto dell'Unione
  • La direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, deve essere interpretata nel senso che non osta a una normativa nazionale - come quella italiana (d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152) - la quale, nell'ipotesi in cui sia impossibile individuare il responsabile della contaminazione di un sito o ottenere da quest'ultimo le misure di riparazione, non consente all'autorità competente di imporre l'esecuzione delle misure di prevenzione e di riparazione al proprietario di tale sito, non responsabile della contaminazione, il quale è tenuto soltanto al rimborso delle spese relative agli interventi effettuati dall'autorità competente nel limite del valore di mercato del sito, determinato dopo l'esecuzione di tali interventi.
  • Giustizia costituzionale: l'aberratio ictus normativa rende inammissibile la questione
  • Nei giudizi di legittimità costituzionale in via incidentale, l'inesatta identificazione, da parte del giudice, della norma oggetto di censura comporta l'inammissibilità della questione.
  • Processo penale: il querelante non può opporsi all'emissione del decreto penale di condanna
  • È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 111 Cost. - l'art. 459, comma 1, c.p.p., nella parte in cui prevede la facoltà del querelante di opporsi, in caso di reati perseguibili a querela, alla definizione del procedimento con l'emissione di decreto penale di condanna.
  • Immigrazione: la concessione di provvidenze economiche in favore degli extracomunitari affetti da cecità non può essere subordinata alla titolarità della carta di soggiorno
  • È incostituzionale l'art. 80, comma 19, della l. 388/2000 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001), nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della pensione di cui all'art. 8 della l. 66/1962 (Nuove disposizioni relative all'Opera nazionale per i ciechi civili) e dell'indennità di cui all'art. 3, comma 1, della l. 508/1988 (Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti).
  • Patto di stabilità interno: Regioni e Province autonome devono concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per consentire allo Stato di rispettare gli impegni assunti in sede europea
  • Non contrasta con la Costituzione l'art. 32 della l. 183/2011 (Legge di stabilità 2012), nella parte in cui determina l'entità del contributo alla manovra finanziaria da parte delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano (comma 10) e delinea il procedimento per la stipulazione del relativo accordo (comma 11), nonché nella parte in cui prevede che il concorso di tali enti al riequilibrio della finanza pubblica avvenga anche mediante l'assunzione dell'esercizio di funzioni statali (comma 16).
  • Processo del lavoro: la fase dell'opposizione ex art. 1, comma 51, della l. 92/2012 non costituisce un grado diverso rispetto alla fase che ha preceduto l'ordinanza
  • Nel processo del lavoro, la fase dell'opposizione - ai sensi dell'art. 1, comma 51, della l. 28 giugno 2012, n. 92 - costituisce non già un grado diverso rispetto alla fase che ha preceduto l'ordinanza, ma soltanto una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente, sicché non può ritenersi viziata la sentenza pronunciata dallo stesso magistrato che aveva emesso quell'ordinanza.
  • Diritto amministrativo: è valida la notificazione di un atto amministrativo mediante posta elettronica certificata
  • È valida la notificazione di un atto amministrativo effettuata dall'Amministrazione tramite posta elettronica certificata (a nulla rilevando che il destinatario avesse attivato la propria casella da pochissimo tempo e non fosse ancora in grado di farne buon uso).
  • Giustizia amministrativa: è inammissibile il ricorso in ottemperanza nei confronti di un privato
  • Il rimedio del ricorso in ottemperanza, previsto dall'art. 112 c.p.a., è azionabile esclusivamente al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della Pubblica Amministrazione di conformarsi al giudicato. Esso, pertanto, non può essere esperito nei confronti di un soggetto privato.
  • Salute e ambiente: dal TAR Sicilia stop ai lavori per la realizzazione del MUOS
  • Il testo integrale della sentenza del TAR Sicilia che annulla il provvedimento col quale la medesima Regione aveva autorizzato i lavori per la realizzazione del sistema di comunicazione satellitare MUOS (Mobile User Objective System) nel Comune di Niscemi (CL).
  • Giustizia costituzionale: il ricorso della Regione contro lo Stato deve essere previamente autorizzato dalla Giunta regionale
  • È inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione proposto da una Regione nei confronti dello Stato senza la previa deliberazione della Giunta regionale.
  • Ragionevole durata del processo: quando è in gioco lo status della persona, il giudizio deve essere più veloce
  • Ai fini dell'equa riparazione per durata irragionevole del processo, il giudizio concernente lo status della persona (nel caso di specie, il riconoscimento della condizione di rifugiato politico), poiché incide sul diritto al rispetto della vita privata e familiare, deve avere - in conformità alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo - una durata massima di due anni e sette mesi, anziché di tre anni.
  • Famiglia: per la Cassazione, il divieto di matrimonio fra persone dello stesso sesso non è illegittimo
  • Nel nostro sistema giuridico di diritto positivo, il matrimonio tra persone dello stesso sesso è inidoneo a produrre effetti perché non previsto tra le ipotesi legislative di unione coniugale. Né la mancata estensione del regime matrimoniale alle unioni omoaffettive può ritenersi di per sé illegittima, come già affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 138/2010 (il cui approdo non risulta superato dalle successive decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo), ancorché il sicuro rilievo costituzionale di tali formazioni sociali (art. 2 Cost.) richieda la predisposizione di adeguate forme di riconoscimento e di garanzia, la cui determinazione è tuttavia rimessa alla discrezionalità del legislatore.
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