Referendum elettorali: ecco perché sono inammissibili

Il testo della sentenza con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'inammissibilità delle due richieste di referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale di Camera e Senato.

» Corte costituzionale, 24 gennaio 2012, n. 13


Processo amministrativo: il giudice dell'ottemperanza ha il potere di dichiarare l'inefficacia del contratto di appalto conseguente all'annullamento dell'aggiudicazione disposto nella precedente fase di cognizione

In sede di ottemperanza, il giudice amministrativo ha il potere di dichiarare l'inefficacia del contratto di appalto conseguente all'annullamento dell'aggiudicazione disposto nella precedente fase di cognizione, costituendo tale declaratoria condizione logica necessaria ed imprescindibile dell'accoglimento della domanda di aggiudicazione dell'appalto a titolo di risarcimento in forma specifica.

» Consiglio di Stato, sezione III, 19 dicembre 2011, n. 6638


Famiglia: il coniuge che non versa l'assegno di mantenimento entro i termini di scadenza deve corrispondere gli interessi sugli interessi

L'assegno di mantenimento in favore del coniuge integra un credito pecuniario, come tale produttivo, a norma dell'art. 1282 c.c., di interessi corrispettivi "ope legis", salvo diversa previsione del titolo, dalla data in cui diventa liquido ed esigibile. Una volta determinato, esso è soggetto alle regole ordinarie in tema di "mora debendi", ivi compresa quella della produzione di interessi legali sugli interessi scaduti dal giorno della domanda giudiziale: ed invero, la liquidazione giudiziale di un'obbligazione di valore, da effettuarsi in valori monetari correnti, determina la conversione del debito di valore in debito di valuta, con il riconoscimento, da tale data, degli interessi corrispettivi.

» Corte di cassazione, sezione I civile, 2 dicembre 2011, n. 25861


Responsabilità civile della P.A.: nel determinare il risarcimento dei danni, il giudice amministrativo deve tener conto anche della circostanza che il privato abbia invitato l'amministrazione ad esercitare il potere di autotutela

Ai sensi dell'art. 30, comma 3, c.p.a., il giudice amministrativo, nel determinare il risarcimento del danno, deve tener conto non soltanto della mancata impugnazione del provvedimento dannoso, ma anche dell'omessa attivazione di altri rimedi potenzialmente idonei ad evitare il danno, quali la via dei ricorsi amministrativi e l'assunzione di atti di iniziativa finalizzati alla stimolazione dell'autotutela amministrativa (c.d. invito all'autotutela). In tale prospettiva, è sufficiente che l'amministrazione sia stata messa in condizione, tramite un apposito "avviso di danno" consistente nell'invito all'autotutela, di ritornare sul proprio atto, esercitando il potere di annullamento d'ufficio ex art. 21-nonies l. 241/1990, al fine di evitare di incorrere nella condanna al risarcimento del danno anche per le spese ulteriori sostenute dal privato.

» Consiglio di Stato, sezione V, 29 novembre 2011, n. 6296


Responsabilità civile: il genitore che non dimostra di aver impartito un'adeguata educazione al figlio minore risponde dei danni provocati da quest'ultimo

I criteri in base ai quali, ai sensi dell'art. 2048 c.c., va imputata ai genitori la responsabilità per gli atti illeciti compiuti dai figli minori consistono sia nel potere-dovere di esercitare la vigilanza sul comportamento dei figli stessi, sia anche, e soprattutto, nell'obbligo di svolgere adeguata attività formativa, impartendo ai figli l'educazione al rispetto delle regole della civile coesistenza, nei rapporti con il prossimo e nello svolgimento delle attività extrafamiliari. Al fine di superare la presunzione di colpa stabilita dalla predetta disposizione, è necessario che i genitori offrano, non già la prova legislativamente predeterminata di non aver potuto impedire il fatto (e ciò perché si tratta di prova negativa), bensì quella positiva di aver impartito al figlio una buona educazione e di aver esercitato su di lui una vigilanza adeguata, il tutto in conformità alle condizioni sociali, familiari, all'età, al carattere ed all'indole del minore. Inoltre, l'inadeguatezza dell'educazione impartita e della vigilanza esercitata su di un minore può essere ritenuta, in mancanza di prova contraria, dalle modalità dello stesso fatto illecito, che ben possono rivelare il grado di maturità e di educazione del minore, conseguenti al mancato adempimento dei doveri incombenti sui genitori, ai sensi dell'art. 147 c.c.

» Corte di cassazione, sezione III civile, 6 dicembre 2011, n. 26200


Concorsi pubblici: i limiti d'età previsti dal bando decorrono dal giorno successivo a quello del compleanno

Quando la legge ricollega il verificarsi di determinati effetti (quale la perdita di un requisito di ammissione al concorso stesso) al compimento di una data età, essi decorrono dal giorno successivo a quello del genetliaco, sicché il limite d'età fissato dalla norma deve intendersi superato quando ha inizio, dal giorno successivo al compimento, il relativo anno.

» Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, 2 dicembre 2011, n. 21


Giurisdizione amministrativa: il giudice dell'ottemperanza non può ignorare gli elementi di fatto e di diritto sopravvenuti al giudicato di cui ordina l'attuazione

La sentenza con cui il Consiglio di Stato, pronunciando su un ricorso per l'ottemperanza ad un giudicato avente ad oggetto l'annullamento del conferimento di pubbliche funzioni a seguito di una procedura concorsuale non più ormai ripetibile, ordina alla competente amministrazione di provvedere ugualmente a rinnovare il procedimento ("ora per allora"), al solo fine di determinare le condizioni per l'eventuale accertamento di diritti azionabili dal ricorrente in altra sede e nei confronti di altra amministrazione, eccede i limiti entro i quali è consentito al giudice amministrativo l'esercizio della speciale giurisdizione di ottemperanza ed è soggetto, pertanto, al sindacato della Corte di Cassazione in punto di giurisdizione.

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, 9 novembre 2011, n. 23302


Diritto amministrativo: è nullo il provvedimento privo di sottoscrizione

E' affetto da nullità, in quanto privo di un elemento essenziale ai sensi dell'art. 21-septies della l. 241/1990, il provvedimento amministrativo privo della sottoscrizione.

» TAR Sicilia, Catania, sezione I, 2 dicembre 2011, n. 2883


Avvocati: il giudice che riduce la parcella deve indicare il criterio di liquidazione adottato

In materia di liquidazione delle spese processuali, il giudice che riduce l'ammontare complessivo di diritti ed onorari indicati nella nota prodotta dai difensori delle parti ha l'obbligo di chiarire il criterio di liquidazione adottato, in modo da consentire il controllo di legittimità sulle variazioni effettuate, attesa l'inderogabilità dei compensi per le prestazioni di avvocato e procuratore sancita dall'art. 24 della l. 794/1942.

» Corte di cassazione, sezione II civile, 29 novembre 2011, n. 25351


Diritto penale: il direttore di una rivista on-line non è penalmente responsabile dei commenti postati dai lettori

Le pubblicazioni su internet non sono riconducibili al concetto di "stampa", con la conseguenza che ad esse non trova applicazione l'art. 57 c.p.

» Corte di cassazione, sezione V penale, 28 ottobre 2011, n. 44126


Processo amministrativo: l'inadempimento istruttorio dell'Amministrazione non comporta necessariamente che il giudice debba dare per provati i fatti affermati dal ricorrente

In presenza di un'istruttoria disposta e non adempiuta dall'Amministrazione, il giudice amministrativo, facendo applicazione della regola di giudizio di cui all'art. 116 c.p.c., può dare per provati i fatti affermati dal ricorrente, ma solo se tale conclusione non si ponga in contrasto con altri fatti ricavabili dagli atti di causa. E' vero, infatti, che la Pubblica Amministrazione ha un preciso obbligo di adempiere agli incombenti istruttori disposti dal giudice amministrativo e che il comportamento processuale dell'Amministrazione che si sottragga all'onere di cooperazione così impostole, omettendo ingiustificatamente di depositare gli atti richiesti, è valutabile ai sensi dell'art. 116 c.p.c.; ma è altrettanto vero che la valutabilità del comportamento processuale delle parti costituisce un elemento della formazione del libero convincimento del giudice, il quale può giungere anche a ritenere ammessi i fatti dedotti dalla controparte a sostegno del ricorso, senza tuttavia che ciò costituisca un effetto automatico e necessitato del non corretto e sleale comportamento delle parti (pena la negazione dello stesso principio del libero convincimento del giudice), tanto più allorquando dagli atti emergano elementi contrastanti.

» Consiglio di Stato, sezione V, 24 novembre 2011, n. 6237


Processo civile: è valida la notifica effettuata nella sede effettiva (anziché in quella legale) della società

E' valida la notificazione eseguita nella sede effettiva, anziché in quella legale, di una società avente personalità giuridica, operando, anche ai fini della disciplina delle notificazioni contenuta nell'art. 145 c.p.c., la disposizione di cui all'art. 46, comma 2, c.c., secondo il quale, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della stessa anche quest'ultima, vale a dire il luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell'ente e dove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti, ossia il luogo deputato e stabilmente utilizzato per l'accentramento dei rapporti interni e con i terzi in vista del compimento degli affari dell'ente medesimo.

» Corte di cassazione, sezione VI civile, 24 novembre 2011, n. 24842


Concorsi pubblici: la produzione dei titoli non può avvenire dopo l'espletamento e la valutazione delle prove scritte ed orali

In materia di concorsi pubblici per titoli ed esami, è illegittima la clausola del bando nella quale si prevede che la produzione dei titoli abbia luogo dopo l'espletamento e la valutazione delle prove scritte ed orali.

» TAR Calabria, sezione II, 25 novembre 2011, n. 1469


Accesso ai documenti amministrativi: l'Amministrazione non può sindacare il valore o l'incidenza dei documenti rispetto alle finalità difensive invocate dal richiedente

La situazione giuridicamente rilevante disciplinata dall'art. 22 della l. 241/1990, per la cui tutela è attribuito il diritto di accesso, è nozione che non presuppone necessariamente una posizione soggettiva qualificabile in termini di diritto soggettivo o di interesse legittimo, con la conseguenza che la legittimazione all'accesso va riconosciuta a chiunque possa dimostrare che gli atti procedimentali oggetto dell'accesso abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica, stante l'autonomia del diritto di accesso, inteso come interesse ad un bene della vita distinto rispetto alla situazione legittimante all'impugnativa dell'atto. È inoltre irrilevante che la documentazione richiesta non sia utile rispetto ai fini difensivi invocati dal richiedente, non costituendo il diritto di accesso una pretesa meramente strumentale alla difesa in giudizio, ed essendo quindi come tale indipendente dalla pendenza o meno di un processo e anche dall'eventuale infondatezza e inammissibilità di eventuali domande giudiziali che il richiedente, una volta conosciuti gli atti, potrebbe proporre; né l'amministrazione ha il potere di sindacare il valore o l'incidenza dei documenti richiesti rispetto a quei fini, essendo tale valutazione rimessa in prospettiva agli istanti nelle eventuali sedi di tutela.

» TAR Lazio, sezione II, 18 novembre 2011, n. 9000


Processo amministrativo: le sezioni unite della Cassazione chiariscono le condizioni per il passaggio in giudicato della decisione implicita sulla giurisdizione in caso di rigetto del ricorso da parte del TAR

Nel processo davanti al giudice amministrativo, la decisione sulla questione di giurisdizione, implicita nella pronuncia di rigetto del ricorso rivolto al tribunale amministrativo regionale, passa in giudicato se, impugnata dal ricorrente la decisione sul merito, questa non è a sua volta impugnata dagli interessati con appello incidentale condizionato.

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, 9 novembre 2011, n. 23306


Stato di emergenza: è illegittimo il c.d. "piano nomadi" adottato nel 2008 dal Governo Berlusconi

E' illegittimo, per difetto dei presupposti, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008, con il quale, ai sensi dell'art. 5 della l. 24 febbraio 1992, n. 225, è stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio delle Regioni Lombardia, Lazio e Campania in relazione all'esistenza di comunità nomadi nei rispettivi territori; e sono altresì illegittime, in via derivata, le tre ordinanze presidenziali adottate in data 30 maggio 2008 (nn. 3676, 3677 e 3678) recanti disposizioni urgenti per fronteggiare la predetta emergenza, con contestuale nomina di altrettanti Commissari Straordinari all'uopo delegati.

» Consiglio di Stato, sezione IV, 16 novembre 2011, n. 6050


Università: è illegittimo l'aumento delle tasse studentesche in misura superiore al 20% dell'importo del finanziamento ordinario dello Stato

Ai sensi dell'art. 5 del d.P.R. 306/1997, la misura della contribuzione studentesca fissata da ciascun ateneo non può eccedere, a pena di illegittimità, il 20% dell'importo del finanziamento ordinario dello Stato, a valere sul fondo di cui all'art. 5, comma 1, lett. a), e comma 3 della l. 537/1993.

» TAR Lombardia, sezione I, 16 novembre 2011, n. 2761


Tutela del diritto d'autore: dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea un secco "no" all'introduzione di filtri su Internet

Il diritto comunitario non consente di ingiungere ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre un sistema di filtraggio di tutte le comunicazioni elettroniche che transitano per i suoi servizi, in particolare mediante programmi «peer-to-peer», che si applica indistintamente a tutta la sua clientela, a titolo preventivo, a sue spese esclusive e senza limiti nel tempo, idoneo ad identificare nella rete di tale fornitore la circolazione di file contenenti un'opera musicale, cinematografica o audiovisiva rispetto alla quale il richiedente affermi di vantare diritti di proprietà intellettuale, onde bloccare il trasferimento di file il cui scambio pregiudichi il diritto d'autore.

» Corte di giustizia dell'Unione Europea, Terza Sezione, 24 novembre 2011


Confessioni religiose diverse dalla cattolica: il rifiuto del Governo di avviare trattative per la stipulazione di un'intesa è sindacabile dal giudice amministrativo

Non costituisce "atto politico", ed è perciò sindacabile dal giudice amministrativo, il diniego opposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, previa delibera del Consiglio dei Ministri, alla richiesta di una confessione religiosa di avviare trattative ai fini della stipulazione di un'intesa ai sensi dell'art. 8, comma 3, Cost.

» Consiglio di Stato, sezione IV, 18 novembre 2011, n. 6083


Processo amministrativo: illegittima la sentenza in forma semplificata adottata in sede cautelare senza preavviso alle parti

E' illegittima, per violazione del contraddittorio, la sentenza in forma semplificata pronunciata in sede cautelare, ove dal verbale d'udienza non risulti che il giudice ne abbia dato preventivo avviso alle parti.

» Consiglio di Stato, sezione V, 21 novembre 2011, n. 6137


Contratti pubblici: i procuratori speciali che comunque gestiscono affari sociali sono tenuti a rendere le dichiarazioni ex art. 38 d.lgs. 163/2006

La dichiarazione della insussistenza delle cause di esclusione di cui all'art. 38 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici) dev'essere resa non soltanto, secondo la lettera della disposizione, dai soggetti che risultino formalmente "amministratori muniti di poteri di rappresentanza", ma anche dai procuratori speciali, al di là della loro qualifica formale, in ragione dei poteri che siano ad essi in sostanza conferiti, se in realtà gestiscono affari sociali.

» Consiglio di Stato, sezione VI, 15 giugno 2011, n. 3655


Fisco: il contribuente che dichiara meno degli studi di settore deve sempre essere ammesso al contraddittorio con l'Ufficio

La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è "ex lege" determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli "standards" in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente. In tale sede quest'ultimo ha l'onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli "standards" o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell'applicabilità in concreto dello "standards" prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente.

» Corte di cassazione, sezione tributaria, 16 maggio 2011, n. 10778


Tutela del consumatore: se il prodotto è difettoso, il venditore è tenuto a rimuoverlo e ad installare quello sostitutivo

Quando un bene di consumo non conforme, che prima della comparsa del difetto sia stato installato in buona fede dal consumatore tenendo conto della sua natura e dell'uso previsto, sia reso conforme mediante sostituzione, il venditore è tenuto a procedere egli stesso alla rimozione di tale bene dal luogo in cui è stato installato e ad installarvi il bene sostitutivo, ovvero a sostenere le spese necessarie per tale rimozione e per l'installazione del bene sostitutivo; e ciò, a prescindere dal fatto che egli fosse tenuto o meno, in base al contratto di vendita, ad installare il bene di consumo inizialmente acquistato.

» Corte di giustizia dell'Unione Europea, Prima Sezione, 16 giugno 2011


Espropriazione per pubblica utilità: la Cassazione riesuma l'occupazione acquisitiva

Nell'ipotesi di occupazione illegittima di un fondo da parte della Pubblica Amministrazione con irreversibile trasformazione dello stesso, la domanda di risarcimento in forma specifica avanzata dal proprietario ex art. 2058, comma 1, c.c. è ordinariamente destinata ad un esito negativo, dovendo trovare prioritario soddisfacimento l'interesse posto a base della realizzazione dell'opera pubblica, a meno che le condizioni di fatto riscontrate non depongano nel senso di un sopraggiunto difetto di interesse della medesima Amministrazione a perseguire l'obiettivo originariamente considerato meritevole di soddisfacimento.

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, 31 maggio 2011, n. 11963


Processo civile: nel giudizio d'appello, l'assunzione dei mezzi di prova può essere svolta anche da un solo giudice su delega del collegio

L'attività istruttoria svolta dal giudice monocratico, su delega del collegio, in violazione della regola della trattazione collegiale del procedimento che si svolge davanti alla corte d'appello, non si traduce necessariamente in un vizio di costituzione del giudice ex art. 158 c.p.c., con conseguente nullità assoluta della relativa pronuncia, occorrendo, a tal fine, la specifica deduzione e il positivo riscontro che l'attività stessa abbia, in concreto, comportato l'esplicazione di funzioni, se non decisorie, certamente valutative, riservate dalla legge al collegio.

» Corte di cassazione, sezione III civile, 14 giugno 2011, n. 12957


Danno biologico: le tabelle milanesi vanno applicate in tutta Italia (e il mancato rispetto è censurabile in Cassazione)

In virtù del principio di eguaglianza, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell'integrità psico-fisica presuppone l'adozione, da parte di tutti i giudici di merito, di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l'art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto.

» Corte di cassazione, sezione III civile, 7 giugno 2011, n. 12408


Edilizia scolastica: il Consiglio di Stato dà torto al Ministero dell'istruzione

Il testo integrale della sentenza con cui il Consiglio di Stato, confermando la pronuncia n. 552/2011 del TAR Lazio, ordina al Ministero dell'istruzione l'adozione del piano di riqualificazione dell'edilizia scolastica di cui all'art. 3, comma 2, del d.P.R. 20 marzo 2009, n. 81.

» Consiglio di Stato, sezione VI, 9 giugno 2011, n. 3512


Avvocati: se il cliente che non paga è un "consumatore", l'avvocato non può avvalersi del foro speciale ex art. 637, comma 3, c.p.c.

Per effetto dell'art. 33, comma 2, lett. u), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229), il foro alternativo speciale di cui all'art. 637, comma 3, c.p.c. opera soltanto nell'ipotesi in cui il cliente, tenuto alla prestazione del corrispettivo all'avvocato, sia: a) una persona giuridica; oppure b) una persona fisica che non rivesta la qualità di consumatore e, quindi, che abbia richiesto la prestazione professionale all'avvocato per uno scopo estraneo alla sua attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta, dovendo intendersi per quest'ultima solo l'attività consistente nella prestazione autonoma d'opera professionale intellettuale, con esclusione, pertanto, dell'attività di lavoro dipendente (sia pubblico sia privato).

» Corte di cassazione, sezione III civile, 9 giugno 2011, n. 12685


Diritto penale: per le attenuanti generiche vale anche la condotta tenuta dal colpevole dopo la commissione del reato

E' incostituzionale l'art. 62-bis, comma 2, c.p., come sostituito dall'art. 1, comma 1, della l. 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui stabilisce che il giudice, nel concedere le circostanze attenuanti generiche, non possa tener conto della condotta del reo susseguente al reato.

» Corte costituzionale, 10 giugno 2011, n. 183


Espropriazione di aree agricole: l'indennità non può essere commisurata al valore agricolo medio

E' incostituzionale la legge che, per l'espropriazione di aree agricole esterne ed interne ai centri edificati, prevede la corresponsione di un'indennità commisurata, rispettivamente, al valore agricolo medio e al valore agricolo medio della coltura più redditizia.

» Corte costituzionale, 10 giugno 2011, n. 181


Esame da avvocato: per la valutazione degli scritti basta il punteggio numerico

Nell'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, l'attribuzione di un punteggio numerico è idonea a costituire motivazione del giudizio valutativo espresso dalla commissione esaminatrice.

» Corte costituzionale, 8 giugno 2011, n. 175


Avvocati: il TAR Lazio dichiara nullo il regolamento del Consiglio nazionale forense che istituisce la figura dell'"avvocato specialista"

E' nullo, per assoluta carenza di attribuzione, il regolamento del Consiglio nazionale forense che istituisce la figura dell'"avvocato specialista".

» TAR Lazio, sezione I, 9 giugno 2011, n. 5151


Fisco: niente ravvedimento operoso se il contribuente paga la sanzione ridotta in misura inferiore a quella dovuta

In materia fiscale, il pagamento della sanzione ridotta in misura inferiore a quella dovuta non integra la fattispecie del ravvedimento ex art. 13 d.lgs. 472/1997, con la conseguenza che il contribuente sarà tenuto a corrispondere l'intera sanzione originaria.

» Corte di cassazione, sezione tributaria, 9 giugno 2011, n. 12661


Processo civile: quando ci sono più convenuti, il termine di costituzione dell'attore decorre dalla prima notifica

In materia di processo civile, allorché l'atto di citazione sia notificato ad una pluralità di parti, il termine di dieci giorni, entro il quale l'attore o l'appellante deve costituirsi in giudizio, decorre dalla prima notificazione.

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, 18 maggio 2011, n. 10864


Referendum sul nucleare: l'ordinanza della Cassazione

Il testo integrale dell'ordinanza con cui l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione ha stabilito che la consultazione referendaria si svolga sulle nuove disposizioni in tema di produzione di energia nucleare approvate dal Parlamento.

» Corte di cassazione, Ufficio centrale per il referendum, 3 giugno 2011

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