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Giurisprudenza costituzionale
» Corte costituzionale, sentenza 28 dicembre 2001, n. 447 - Illegittimità costituzionale dell'art. 21, terzo comma, l. 23 novembre 1971, n. 1100 (Istituzione di un Ente di previdenza ed assistenza a favore dei consulenti del lavoro), nella parte in cui dispone che la pensione di reversibilità non spetta nel caso in cui il matrimonio sia avvenuto posteriormente alla data di inizio del pensionamento per vecchiaia dell'iscritto.
» Corte costituzionale, sentenza 14 dicembre 2001, n. 405 - Illegittimità costituzionale dell'art. 17, primo comma, l. 30 dicembre 1971, n. 1204 (Tutela delle lavoratrici madri), nella parte in cui esclude la corresponsione dell'indennità di maternità nell'ipotesi prevista dall'art. 2, lettera a), della medesima legge - Illegittimità costituzionale dell'art. 24, comma 1, d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui esclude la corresponsione dell'indennità di maternità nell'ipotesi prevista dall'art. 54, comma 3, lettera a), del medesimo decreto legislativo.
» Corte costituzionale, ordinanza 6 dicembre 2001, n. 384 - Manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, del d.l. 2 marzo 1987, n. 57 (Disposizioni urgenti per i ricercatori universitari e per l'attuazione del disposto di cui all'art. 29, comma 2, della legge 29 gennaio 1986, n. 23, nonché in materia di conferimento di supplenze al personale non docente della scuola), convertito, con modificazioni, nella l. 22 aprile 1987, n. 158, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., dal Tribunale amministrativo regionale della Puglia - sezione staccata di Lecce.
» Corte costituzionale, sentenza 6 dicembre 2001, n. 381 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, del d.l. 7 gennaio 2000, n. 2 (Disposizioni urgenti per l'attuazione dell'articolo 2 della legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2, in materia di giusto processo), convertito, con modificazioni, nella l. 25 febbraio 2000, n. 35, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 25 e 111 Cost., dalla Corte di appello di L'Aquila - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1 e 2, del menzionato d.l. n. 2 del 2000, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 Cost., dalla Corte di appello di Catania - Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1 e 2, del menzionato d.l. n. 2 del 2000, sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale di Firenze.
» Corte costituzionale, sentenza 28 novembre 2001, n. 376 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 2, d.l. 11 giugno 1998, n. 180 (Misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite dai disastri franosi nella regione Campania), convertito, con modificazioni, in l. 3 agosto 1998, n. 267, e 8, comma 1, lettera d), d.lgs. 20 settembre 1999, n. 354 (Disposizioni per la definitiva chiusura del programma di ricostruzione di cui al titolo VIII della L. 14 maggio 1981, n. 219, e successive modificazioni, a norma dell'art. 42, comma 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 76, 77 e 97 Cost., dal Collegio arbitrale di Napoli.
» Corte costituzionale, sentenza 5 ottobre 2001, n. 333 - Illegittimità costituzionale dell'art. 7 l. 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo) - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 l. 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dal Tribunale di Nocera Inferiore.
» Corte costituzionale, sentenza 23 luglio 2001, n. 275 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18 d.lgs. 29 ottobre 1998, n. 387 (Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80), sollevata, in riferimento agli artt. 76 e 77 Cost., dal Tribunale di Genova.
» Corte costituzionale, sentenza 17 luglio 2001, n. 251 - Illegittimità costituzionale dell'art. 120, comma 1, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), in relazione all'art. 130, comma 1, lettera b), del medesimo codice, nella parte in cui prevede la revoca della patente nei confronti di coloro che sono stati sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla l. 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituita dalla l. 3 agosto 1988, n. 327, nonché dalla l. 31 maggio 1965, n. 575, così come successivamente modificata e integrata - Manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 120, comma 1, del d.lgs. n. 285 del 1992, in relazione all'art. 130, comma 1, lettera b), del medesimo codice, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 4, 35 e 76 Cost., dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia - sezione staccata di Brescia.
» Corte costituzionale, sentenza 12 luglio 2001, n. 244 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito del decreto 23 giugno 1998 della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica - emesso di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, relativo al trasferimento di dipendenti dell'Ente Poste italiane nei ruoli del personale dell'Ente Parco delle Madonie, promosso con ricorso della Regione Siciliana - Non spetta allo Stato disporre il trasferimento di dipendenti dell'Ente Poste nei ruoli di ente strumentale della Regione Siciliana senza l'assenso della Regione stessa, espresso in conformità dell'ordinamento regionale - Annullamento del decreto impugnato con il ricorso.
» Corte costituzionale, sentenza 12 luglio 2001, n. 243 - Illegittimità costituzionale dell'art. 271 c.p. (associazioni antinazionali).
» Corte costituzionale, sentenza 6 luglio 2001, n. 225 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito delle ordinanze emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano il 17 e 20 settembre 1999, in due procedimenti penali a carico dell'on. Cesare Previti, e delle successive ordinanze (in particolare di quelle adottate nelle udienze del 22 settembre 1999, 5 ottobre 1999 e 6 ottobre 1999), in quanto non considerano assoluto impedimento il diritto-dovere del deputato di assolvere il mandato parlamentare attraverso la partecipazione a votazioni in assemblea, promosso con ricorso della Camera dei deputati - Non spettava al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in funzione di giudice dell'udienza preliminare, nell'apprezzare i caratteri e la rilevanza degli impedimenti addotti dalla difesa dell'imputato per chiedere il rinvio dell'udienza, affermare che l'interesse della Camera dei deputati allo svolgimento delle attività parlamentari, e quindi all'esercizio dei diritti-doveri inerenti alla funzione parlamentare, dovesse essere sacrificato all'interesse relativo alla speditezza del procedimento giudiziario - Annullamento delle impugnate ordinanze in data 17 settembre, 20 settembre, 22 settembre, 5 ottobre e 6 ottobre 1999 del predetto Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano.
» Corte costituzionale, sentenza 22 giugno 2001, n. 205 - Illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 3, l. Regione Puglia 4 agosto 1999, n. 24 (Principi e direttive per l'esercizio delle competenze regionali in materia di commercio).
» Corte costituzionale, sentenza 11 giugno 2001, n. 189 - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 56 e 56-bis, l. 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 4, 24, 97 e 98 Cost., dal Consiglio nazionale forense.
» Corte costituzionale, sentenza 31 maggio 2001, n. 169 - Illegittimità costituzionale dell'art. 101, comma 2, d.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'art. 1 l. 25 giugno 1999, n. 205) - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 100 d.lgs. n. 507 del 1999, sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale di Firenze, sezione distaccata di Empoli - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art 101, comma 2, d.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Magistrato di sorveglianza di Macerata - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del medesimo art. 101, comma 2, d.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 13 Cost., dal Magistrato di sorveglianza di Avellino.
» Corte costituzionale, sentenza 22 maggio 2001, n. 158 - Illegittimità costituzionale dell'art. 20, sedicesimo comma, l. 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui non riconosce il diritto al riposo annuale retribuito al detenuto che presti la propria attività lavorativa alle dipendenze dell'amministrazione carceraria.
» Corte costituzionale, ordinanza 21 maggio 2001, n. 157 - Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 17, commi 132 e 133, l. 15 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo), come interpretato dall'art. 68, comma 1, l. 23 dicembre 1999, n. 488 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 98 Cost., dal Giudice istruttore del Tribunale di Pavia.
» Corte costituzionale, sentenza 21 maggio 2001, n. 156 - Inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), sollevate dalla Commissione tributaria provinciale di Torino, in riferimento agli artt. 3, 23, 53 e 76 Cost.; dalla Commissione tributaria provinciale di Como, in riferimento agli artt. 3, 32, 53 e 76 Cost.; dalla Commissione tributaria provinciale di Lecco, in riferimento agli artt. 3, 53 e 76 Cost., e dalla Commissione tributaria provinciale di Piacenza, in riferimento all'art. 76 Cost. - Inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1 d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, sollevate dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost.; dalla Commissione tributaria provinciale di Parma, in riferimento all'art. 53 Cost.; dalla Commissione tributaria di primo grado di Bolzano, in riferimento all'art. 53 Cost.; dalla Commissione tributaria provinciale di Genova, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost.; dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, in riferimento all'art. 53 Cost., e dalla Commissione tributaria provinciale di Piacenza, in riferimento all'art. 3 Cost. - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 45, comma 3, d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, sollevata, in riferimento all'art. 23 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Como; dalla Commissione tributaria di primo grado di Bolzano; dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia e dalla Commissione tributaria provinciale di Piacenza - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale: dell'art. 3, comma 1, lettera c), d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 35 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Como; degli artt. 3, comma 1, lettera c), e 4 del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Torino; degli artt. 2, 3, 4, 8 e 11 del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Milano; degli artt. 2, 3, 4, 8 e 11 del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Parma; degli artt. 3, comma 1, lettera c), 4 e 8 del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3, 53 e 76 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Como; degli artt. 2, 3, comma 1, lettera c), e 8 del medesimo decreto legislativo sollevata dalla Commissione tributaria provinciale di Trapani, in riferimento agli artt. 3, 35 e 53 Cost.; degli artt. 2, 3, 4, 8 e 11 del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3, 53 e 76 Cost., dalla Commissione tributaria di primo grado di Bolzano; degli artt. 8 e 11, comma 1, lettera c), numeri 1), 2), 3) e 4), del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Genova; degli artt. 2, 3, comma 1, lettera c), 4, 8 e 11 del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3, 35 e 53 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia; degli artt. 2, 3, 4 e 36 del medesimo decreto legislativo sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Piacenza.
» Corte costituzionale, sentenza 17 maggio 2001, n. 137 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito delle delibere della Camera dei deputati del 16 marzo 1999 relative alla insindacabilità dei fatti per i quali è in corso procedimento penale n. 4771/98 nei confronti dei deputati Roberto Maroni ed altri, promosso dalla Corte di appello di Milano - Non spetta alla Camera dei deputati deliberare che i fatti per i quali è in corso avanti alla Corte di appello di Milano procedimento penale nei confronti dei deputati Roberto Maroni, Umberto Bossi, Davide Carlo Caparini, Piergiorgio Martinelli e Roberto Calderoli per i reati di oltraggio e di resistenza a pubblico ufficiale, e del deputato Mario Borghezio per il reato di oltraggio, concernono opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni a norma dell'art. 68, primo comma, Cost. - Annullamento delle deliberazioni di insindacabilità adottate dalla Camera dei deputati nella seduta del 16 marzo 1999.
» Corte costituzionale, sentenza 17 maggio 2001, n. 136 - Illegittimità costituzionale dell'art. 26, comma 4, l. 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo) - Illegittimità costituzionale dell'art. 26, comma 5, l. 23 dicembre 1998, n. 448, nella parte relativa alle somme corrisposte al personale del comparto ministeri - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 26, comma 5, l. 23 dicembre 1998, n. 448, nella parte relativa alle somme liquidate in esecuzione della sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 1991.
» Corte costituzionale, sentenza 11 maggio 2001, n. 120 - Illegittimità costituzionale dell'art. 299, secondo comma, c.c., nella parte in cui non prevede che, qualora sia figlio naturale non riconosciuto dai propri genitori, l'adottato possa aggiungere al cognome dell'adottante anche quello originariamente attribuitogli - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 299, primo comma, c.c., in riferimento agli artt. 2, 3 e 30 Cost.
» Corte costituzionale, ordinanza 5 aprile 2001, n. 102 - Giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito della delibera del Consiglio regionale della Lombardia n. VII/25 del 15 settembre 2000, recante «Proposta di indizione di referendum consultivo per il trasferimento delle funzioni statali in materia di sanità, istruzione, anche professionale, nonché di polizia locale, alla Regione», promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri - Rigetto dell'istanza di sospensione della delibera del Consiglio regionale della Lombardia n. VII/25 del 15 settembre 2000, presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri.
» Corte costituzionale, sentenza 22 marzo 2001, n. 73 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 l. 25 luglio 1988, n. 334 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, adottata a Strasburgo il 21 marzo 1983), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, primo comma, 25, secondo comma, 27, terzo comma, e 32, primo comma, Cost., dal Tribunale di sorveglianza di Roma.
» Corte costituzionale, sentenza 16 marzo 2001, n. 71 - Illegittimità costituzionale dell'art. 15-nonies, comma 2, d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 l. 23 ottobre 1992, n. 421), aggiunto dall'art. 13 d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229, nella parte in cui dispone la cessazione del personale medico universitario di cui all'art. 102 d.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, dallo svolgimento delle ordinarie attività assistenziali, nonché dalla direzione delle strutture assistenziali, al raggiungimento dei limiti massimi di età ivi indicati, in assenza della stipula dei protocolli d'intesa tra università e regioni previsti dalla stessa norma ai fini della disciplina delle modalità e dei limiti per l'utilizzazione del suddetto personale universitario per specifiche attività assistenziali strettamente connesse all'attività didattica e di ricerca.
Giurisprudenza ordinaria
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 14 dicembre 2001, n. 15810 - Lavoro dipendente - Violazione, da parte del datore di lavoro, di un obbligo strumentale di comportamento secondo correttezza e buona fede - Risarcibilità del danno a favore del lavoratore - Dirigenti - Selezione - Violazione, da parte del datore di lavoro, di norme di comportamento previste dal c.c.n.l. - Risarcimento del danno (per «perdita di chance»)- Liquidazione - Possibilità di avvalersi del criterio equitativo - Necessità di valutare il grado di probabilità che il dipendente aveva di essere promosso.
» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 20 ottobre 2001, n. 12862 - Elezioni - Ineleggibilità ed incompatibilità - Azione popolare volta a far dichiarare la decadenza del sindaco - Ammissibilità - Elezione del sindaco - Causa di incompatibilità prevista dall'art. 8, n. 2, l. 154/1981 (essere dipendente della U.S.L.) - Pretesa abrogazione implicita in virtù della riforma del servizio sanitario nazionale introdotta dal d.lgs. 502/1992 - Negazione - Cause di incompatibilità - Devono essere accertate con riferimento al momento in cui è stata proposta l'azione - Irrilevanza del successivo venir meno.
» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 19 ottobre 2001, n. 39452 - Reati contro la Pubblica Amministrazione - Concussione e corruzione - Distinzione - Concussione "ambientale" - Nozione.
» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 12 ottobre 2001, n. 12471 - Titoli di credito - Assegno bancario - Falsità della firma di traenza - Azione risarcitoria nei confronti della banca che abbia pagato l'assegno senza riscontrare difformità o anomalie della firma - Assoggettamento alle generali regole probatorie - L'azione risarcitoria promossa nei confronti della banca per i danni derivanti dal pagamento di un assegno con una firma di traenza che risulti palesemente difforme da quella depositata dal correntista resta regolata dalle norme generali in tema di onere della prova, incombendo all'attore la prova della falsità della firma di traenza, qualora la falsità sia contestata dalla convenuta, e alla banca quella dell'efficacia liberatoria del pagamento per non essere la falsità rilevabile con l'ordinaria diligenza richiesta nell'esercizio dell'attività bancaria.
» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 27 settembre 2001, n. 12093 - Contratto - Effetti - Esecuzione di buona fede - Contenuto - Diritto alla documentazione relativa al rapporto obbligatorio e al suo svolgimento - Sussistenza - Contratti bancari - Diritto alla documentazione di tutte le operazioni registrate sull'estratto conto - Sussistenza - Fondamento.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 24 settembre 2001, n. 11985 - Ingiuria - Offese reciproche - Liquidazione equitativa del danno - Non necessità, per il giudice di merito, di fornire una dimostrazione minuziosa e particolare degli eventi considerati nel formulare il giudizio complessivo sull'entità del danno risarcibile, essendo sufficiente che egli dia congrua ragione del processo logico attraverso il quale pervenire alla liquidazione del quantum debeatur, indicando i criteri assunti a base del procedimento valutativo.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 6 settembre 2001, n. 11445 - Lavoro - Licenziamento per giusta causa fondato su dati forniti da un sistema computerizzato di rilevazione e documentazione - Legittimità - Condizioni.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 7 agosto 2001, n. 10898 - Procedimento amministrativo - Comunicazione di avvio - Provvedimento vincolato - Necessità, salvo che sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità - Professioni - Geometra - Cancellazione dall'albo professionale per l'esistenza di un rapporto di impiego con una Pubblica Amministrazione - Omessa comunicazione di avvio del procedimento - Insussistenza di ragioni di urgenza - Illegittimità.
» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 20 luglio 2001, n. 9909 - Circolazione stradale - Verbale di accertamento di violazione del codice della strada - Querela di falso - Non necessità, ove risulti probabile che il verbale sia frutto di un errore nella percezione dei fatti.
» Tribunale di Como, sezione distaccata di Cantù, sentenza 22 giugno 2001 - Immunità parlamentare (art. 68 Cost.) - Non necessità, al fine di procedere nei confronti di un parlamentare, di sospendere il procedimento giurisdizionale per acquisire l'autorizzazione da parte della Camera di appartenenza - Vilipendio alla bandiera o ad altro emblema dello Stato (art. 292 c.p.) - Elementi costitutivi - Sufficienza del dolo generico - Insindacabilità - Necessità della sussistenza di un «nesso funzionale» - Sindacabilità di tutte quelle dichiarazioni che fuoriescono dal campo applicativo del «diritto parlamentare» e che non siano immediatamente collegabili con specifiche forme di esercizio di funzioni parlamentari, anche se siano caratterizzate da un asserito «contesto politico» per il contenuto delle espressioni o per il destinatario o la sede in cui sono state rese, sussistendo il nesso funzionale e la relativa insindacabilità solo qualora l'attività di divulgazione sia correlata ad atti tipici.
» Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 8 giugno 2001, n. 23356 - Stampa - Pubblicazione di immagini a contenuto impressionante o raccapricciante (art. 15 l. 47/1948) - Preteso difetto di determinatezza della fattispecie incriminatrice - Insussistenza - Individuazione del bene protetto nel comune sentimento della morale e nella dignità umana (art. 2 Cost.) - Elemento soggettivo del reato - Non necessità del dolo specifico - Sufficienza della consapevolezza e volontarietà della condotta - Diritto di cronaca - Limiti.
» Corte d'appello di Roma, sezione I civile, sentenza 4 giugno 2001 - Diritto all'immagine - Risarcimento del danno in favore dei soggetti lesi dalla divulgazione non autorizzata dell'immagine - Necessità di apposita prova, tranne che la pubblicazione abusiva, costituendo anche un illecito sotto il profilo del pregiudizio al decoro e alla reputazione dell'interessato, integri estremi di reato e sia idoneo a produrre un danno cosiddetto morale.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 28 maggio 2001, n. 227 - Magistrati - Illecito disciplinare - Elementi costitutivi - Elemento della fattispecie dell'illecito disciplinare non è solo una condotta contraria a norme e regole di comportamento che il magistrato è tenuto ad osservare, ma anche il discredito che ne derivi a lui od all'ordine giudiziario - Anche l'illecito disciplinare è fattispecie nella quale confluiscono un momento oggettivo ed uno soggettivo. Ne deriva che, mentre è necessario che vi sia una condotta e che questa contrasti con una regola che la deontologia obbliga ad osservare, ciò non è sufficiente, perché al contrasto oggettivo della condotta con la regola deve corrispondere non solo la consapevolezza della condotta, ma anche quella del contrasto tra condotta tenuta e regola da osservare.
» Corte di cassazione, ufficio elettorale centrale nazionale, decisione 26 maggio 2001 - Elezioni politiche - Camera dei deputati - Ripartizione dei seggi in sede proporzionale.
» Tribunale civile di Monza, sentenza 24 maggio 2001, n. 1356 - Pubblica Amministrazione - Comune - Responsabilità civile ex art. 2051 c.c., a causa delle cattive condizioni del manto stradale - Sussistenza - Irrilevanza del fatto che i lavori di ripristino della sede stradale siano stati effettuati da una ditta appaltatrice.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 14 maggio 2001, n. 200 - Giurisdizione - Corte dei conti - Giurisdizione nei confronti dei membri del Consiglio di Presidenza dell'Assemblea Regionale Siciliana - Sussistenza - Tutela privilegiata ex art. 122, comma 4, Cost. a favore dei consiglieri regionali - Portata e limiti.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 24 aprile 2001, n. 6026 - Procedimento civile - Chiamata del terzo - Mentre nei confronti del terzo che sia stato chiamato in causa dal convenuto nella qualità di soggetto effettivamente e direttamente obbligato alla prestazione pretesa dall'attore, la domanda attrice si estende automaticamente, senza necessità di espressa istanza, analoga estensione, viceversa, non si verifica nel caso di chiamata del terzo in garanzia, stante l'autonomia sostanziale dei due rapporti, ancorché confluiti in un unico processo - Circolazione stradale - Contratto di assicurazione obbligatoria per r.c. auto - Azione diretta ex art. 18 l. 990/1969 ed azione ex art. 2054 c.c. contro il conducente o il proprietario del veicolo - Cumulatività - Il danneggiato, anche nel caso in cui proponga esclusivamente l'azione di responsabilità aquiliana, è tenuto, a pena di improponibilità dell'azione stessa, ad avanzare la richiesta di risarcimento all'assicuratore ex articolo 22 l. 990/1969 - Sinistro avvenuto nel periodo indicato dal contrassegno assicurativo o nel periodo di tolleranza ex art. 1901 c.c. - Obbligo dell'assicuratore di risarcire il danno - Irrilevanza di eventuali cause di invalidità del rapporto assicurativo.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 aprile 2001, n. 5947 - Lavoro - Procedimento disciplinare - Principio della necessità della immediata contestazione degli addebiti - Limiti.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 6 aprile 2001, n. 5146 - Responsabilità civile - Diffamazione - Necessità di valutare non soltanto il significato oggettivo delle parole impiegate, ma anche il contesto in cui queste sono state pronunciate - Deposizione resa in inchieste politiche o amministrative - Adempimento di un dovere - Limiti - Concetto di «fatto notorio» - Dichiarazioni diffamatorie pronunciate in presenza dei soli componenti la commissione d'inchiesta e non destinate ad essere divulgate all'esterno - Irrilevanza ai fini della sussistenza dell'illecito.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 5 aprile 2001, n. 5072 - Amministrazione Pubblica - Trasferimento delle funzioni dallo Stato alle Regioni - Debiti anteriormente contratti dallo Stato - Trasferimento alle Regioni - A seguito del trasferimento delle funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni (d.P.R. 616/1977), si è avuta una successione a titolo particolare della Regione allo Stato nel debito precedentemente contratto da quest'ultimo, con conseguente sostituzione del nuovo debitore (Regione) al precedente (Amministrazione statale), che non è rimasto obbligato, indipendentemente dal consenso del creditore - Nel caso di successione tra enti pubblici, il principio civilistico secondo cui, nella successione del debito, il debitore originario non può essere liberato senza il consenso del creditore, onde, in assenza di tale consenso, detta successione è sempre cumulativa e non sostitutiva, trova applicazione soltanto in assenza di contrarie disposizioni relative alla singola vicenda successoria - L'azione di arricchimento senza causa ha carattere sussidiario (art. 2041 c.c.), in quanto presuppone che il danneggiato non abbia altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito. Pertanto, essa non è ammissibile quando chi la esercita disponeva di un'azione che si è prescritta o è decaduta.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 aprile 2001, n. 5023 - Lavoro dipendente - Assenza per malattia - Sussistenza dell'onere, a carico del lavoratore, nell'inviare all'INPS e al datore di lavoro il relativo certificato medico, di verificare che sia stato in esso indicato e, in difetto, di indicarvi egli stesso, il luogo del proprio domicilio durante la malattia - Sussistenza dell'obbligo, a carico del lavoratore, di reperibilità alle visite di controllo disposte dall'INPS, pena la decadenza dal diritto a qualsiasi trattamento economico, per l'intero periodo di malattia sino a dieci giorni e nella misura della metà per l'ulteriore periodo - Una volta adempiuto a tali oneri, il lavoratore è libero di soggiornare in qualsiasi parte del territorio nazionale, non contravvenendo ai generali principi di correttezza e buona fede e, in particolare, al principio di collaborazione dell'assicurato con l'Istituto di assicurazione sociale, il comportamento del lavoratore che preferisca trascorrere il periodo di malattia in località isolata di montagna, seppure raggiungibile con un'ora e mezzo di cammino, dovendosi presumere che l'amministrazione pubblica sia in grado di espletare i propri compiti di istituto, specialmente in materia sanitaria e sociale, in qualunque luogo del territorio nazionale si trovi una casa di abitazione - In assenza di visita di controllo, non possono essere disattese, né dall'INPS né dalla datrice di lavoro, le certificazioni di malattia del sanitario autorizzato a rilasciarle - Insussistenza, a carico del lavoratore, di un onere di prova ulteriore rispetto alle pacifiche risultanze delle certificazioni mediche da lui ritualmente inviate al fine di ottenere l'indennità di malattia e di giustificare l'assenza.
» Corte di cassazione, ufficio centrale per il referendum, ordinanza 22 marzo 2001 - Ammissibilità delle richieste di referendum sul testo di legge costituzionale recante «Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione», approvato dal Parlamento a maggioranza assoluta dei componenti.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 21 marzo 2001, n. 120 - Giurisdizione - Contratto di somministrazione di pubblici servizi - Irrilevanza della insufficiente o contraddittoria motivazione addotta dal giudice di merito, nonché delle eccezioni, circostanze o difese che siano state avanti ad esso prospettate dalle parti - Contestazione del diritto del concessionario o gestore del servizio di pretendere una prestazione pecuniaria di un determinato ammontare - Cognizione spettante al giudice ordinario.
» Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 19 marzo 2001, n. 10873 - Reati tributari - Distruzione o occultamento di documenti contabili - Successione di leggi nel tempo - Individuazione della legge penale più favorevole al reo.
» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 12 marzo 2001, n. 10095 - Intercettazioni telefoniche e ambientali - Distinzione - Intercettazioni effettuate nell'abitacolo di un'autovettura - Non equiparabilità alle intercettazioni effettuate in un luogo di privata dimora.
» Tribunale di Roma, sezione II civile, sentenza 8 marzo 2001, n. 9158 - Pubblica amministrazione - Ordini e collegi professionali - Assoggettamento al controllo di gestione da parte della Corte dei conti - Affermazione.
» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 febbraio 2001, n. 2494 - Verbale di accertamento - Impugnazione - Applicabilità dell'art. 205 c.d.s., nella parte in cui richiama e rende operanti gli artt. 22 e 23 della l. 689/1981 per l'opposizione contro i provvedimenti irrogativi delle sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada - Infrazioni - Contestazione immediata - Mancanza - Necessità di indicare nel verbale notificato le ragioni per le quali tale contestazione non sia stata possibile; ragioni sulla cui esistenza è possibile il sindacato giurisdizionale, con salvezza del limite della insindacabilità delle modalità di organizzazione dei servizi di vigilanza da parte dell'Autorità amministrativa - L'art. 384 c.d.s., nel prevedere tra le ipotesi di impossibilità di contestazione immediata, in relazione all'uso di apparecchiature «autovelox», la «impossibilità di fermare il veicolo in tempo utile o nei modi regolamentari», tenendo conto delle particolari caratteristiche di tale sistema di accertamento, ha inteso ricomprendere tra i casi di impossibilità di contestazione immediata, in relazione all'uso di apparecchiature «autovelox», tutti quelli in cui in concreto il servizio sia stato organizzato in modo che il fermo del veicolo in tempo utile e nei modi regolamentari non sia possibile, ovvero scevro da pericolo - Nessuna norma impone all'Amministrazione l'obbligatorio impiego, per la immediata contestazione delle violazioni del codice della strada, e in particolare di quelle sui limiti di velocità, del dispiegamento di una pluralità di pattuglie, rendendo particolarmente oneroso e spesso impraticabile o rischioso per la pubblica utilità il valido accertamento di violazioni che pongono in essere situazioni di pericolo per la vita delle persone, legittimamente accertabili con il corretto uso della moderna tecnologia.
» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 15 gennaio 2001, n. 35 - Reati tributari - Omessa presentazione della dichiarazione annuale in materia di imposte dirette o di imposta sul valore aggiunto - Abolitio criminis.
Giurisprudenza amministrativa
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 27 dicembre 2001, n. 6414 - Accesso ai documenti amministrativi - Natura dell'interesse a garanzia del quale il diritto d'accesso è riconosciuto dalla legge - Ricorso ex art. 25 l. 241/1990 - Ratio - Provvedimento istruttorio pronunciato dal giudice in un determinato processo - Irrilevanza rispetto a diversa domanda dedotta in altro giudizio, ancorché vertente tra le stesse parti, volto all'annullamento ex art. 25 l. 241/1990 del silenzio serbato dall'amministrazione in ordine ad un'istanza d'accesso agli atti amministrativi - Soggetti che hanno richiesto all'Amministrazione l'annullamento di concessioni edilizie - Diritto di prendere visione e di ottenere copia degli atti del procedimento - Sussistenza.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 21 dicembre 2001, n. 6333 - Giustizia amministrativa - Litispendenza - Si determina col deposito (e non già con la notifica) del ricorso.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 20 dicembre 2001, n. 6309 - [Massima non disponibile].
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 11 dicembre 2001, n. 6194 - Giustizia amministrativa - Regolamento di competenza - Controversie concernenti atti del C.S.M. riguardanti lo stato giuridico dei magistrati destinati a prestare servizio presso gli uffici giudiziari di Bolzano, ivi comprese quelle afferenti le procedure per il concorso di uditore giudiziario - Competenza del T.A.R. Lazio.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 20 novembre 2001, n. 5873 - Accesso ai documenti amministrativi - Situazione giuridicamente rilevante, di cui all'art. 22 l. 241/1990, per la cui tutela è attribuito il diritto di accesso - Nozione - E' diversa e più ampia rispetto all'interesse all'impugnativa, in quanto non presuppone la titolarità di una posizione soggettiva qualificabile in termini di diritto soggettivo o di interesse legittimo - La legittimazione all'accesso va riconosciuta a chiunque possa dimostrare che il procedimento o gli atti endoprocedimentali abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica, stante l'autonomo atteggiarsi del diritto di accesso inteso come interesse ad un bene della vita distinto rispetto alla situazione legittimante l'impugnativa - Azionabilità del diritto di accesso anche nei confronti di concessionari di pubblici servizi (fattispecie relativa a soggetto operante nel settore dell'energia elettrica).
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 20 novembre 2001, n. 5869 - Concorsi pubblici - Università - Concorso di ricercatore - Valutazione dei titoli effettuata tra la prima e la seconda prova scritta - Non comporta lesione della par condicio tra i candidati e dei principi di trasparenza, costituendo al più una mera irregolarità che non produce alcun effetto invalidante sugli atti della procedura concorsuale - Conseguente difetto di interesse a contestare i criteri di valutazione dei titoli in capo al concorrente che non abbia superato le prove scritte - Dovere di astesione del componente della commissione giudicatrice il quale abbia pubblicato lavori in collaborazione con il candidato risultato vincitore - Non sussiste.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 15 novembre 2001, n. 5832 - Pubblico impiego - Sospensione cautelare dal servizio - Motivazione - Sufficienza del riferimento al titolo dei reati contestati al pubblico dipendente, quando questi si riferiscono a fatti specificamente attinenti alla sfera dell'amministrazione e traggono origine proprio dalle funzioni da esso esercitate - Sospensione adottata a seguito di «patteggiamento» della condanna (art. 444 c.p.p.) - Legittimità - Procedimento disciplinare - Effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 197/1993 - Termini - Natura non perentoria del termine ex art. 111, commi 3 e 6, del d.P.R. n. 3/1957.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, sezione II, sentenza 24 ottobre 2001, n. 1488 - Atto amministrativo - Provvedimento sanzionatorio - Rapporto di proporzionalità fra le contestazioni mosse e la sanzione applicata, secondo il principio del «minimo mezzo» - Necessità.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 settembre 2001, n. 4776 - Pubblica amministrazione - Attività contrattuale - Trattativa privata - Ingiustificata rottura delle trattative con un'impresa precedentemente invitata a sottoporre il contratto da sottoscrivere - Responsabilità precontrattuale - Sussistenza.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 25 luglio 2001, n. 4064 - Accesso ai documenti amministrativi - Registro delle annotazioni dell'operatore di giornata della Polizia stradale (c.d. brogliaccio di servizio) - Diniego di accesso - Legittimità.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 20 luglio 2001, n. 4053 - Concorrenza e mercato - Accordi interprofessionali finalizzati al controllo sul prezzo finale del carburante - Illegittimità delle sanzioni pecuniarie irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato alle Compagnie petrolifere responsabili dell'infrazione, per l'intervenuta preclusione di cui all'art. 13 della l. 287/1990.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 3 luglio 2001, n. 3668 - Concorsi pubblici - Domanda di partecipazione inviata per posta - Mancato recapito per fatto dell'amministrazione postale - Esclusione dal concorso - Illegittimità, ove il bando imponga come modalità esclusiva di presentazione delle domande di partecipazione quella della raccomandata mediante il servizio postale.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 26 giugno 2001, n. 3463 - Giustizia amministrativa - Definizione del merito in sede di decisione della domanda cautelare - Presupposti - Autorizzazione e concessione amministrativa - Acquisizione di «TeleMontecarlo» da parte di «Seat-Pagine Gialle» - Diniego di autorizzazione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - Illegittimità.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 26 giugno 2001, n. 3452 - Pubblico impiego - Università - Tecnici laureati - Inquadramento nei ruoli dei ricercatori - Esclusione.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 giugno 2001, n. 3076 - Atto amministrativo - Omessa indicazione del termine per ricorrere e dell'autorità alla quale è possibile ricorrere - Illegittimità del provvedimento impugnato - Esclusione - Pubblico impiego - Provvedimento disciplinare - Valutazione del comportamento del dipendente, autonoma da quella già compiuta in sede penale con sentenza pronunciata a seguito di «patteggiamento» - Legittimità - Sanzione - Sindacabilità giurisdizionale soltanto per travisamento dei fatti e manifesta illogicità.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 22 maggio 2001, n. 2823 - Procedimento amministrativo - Partecipazione degli interessati - Principio generale dell'ordinamento giuridico - Eccezioni - Necessità di interpretare ed applicare le regole della partecipazione procedimentale non in modo formalistico ed acritico, ma alla luce dei criteri generali che governano lo svolgimento dell'attività amministrativa ed individuano i contenuti fondamentali del rapporto tra esercizio della potestà pubblica e tutela delle posizioni delle parti interessate (ragionevolezza, proporzionalità, logicità ed adeguatezza) - La pretesa partecipativa dei soggetti interessati va razionalmente correlata all'interesse strumentale del destinatario dell'atto ed alla peculiarità della vicenda procedimentale in cui essa si colloca - Inapplicabilità dell'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento - Casistica.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 14 maggio 2001, n. 2661 - Procedimento amministrativo - Comunicazione di avvio - Urgenza sancita da espressa dichiarazione normativa - Non necessità - Espropriazione per pubblica utilità - Elettrodotti - Valutazione di impatto ambientale - Necessità soltanto per gli elettrodotti con tensione normale di esercizio superiore a 150 kV e con tracciato di lunghezza superiore a 15 km. - Scelta del tracciato - Sindacabilità solo per manifesta illogicità o irrazionalità.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 aprile 2001, n. 2297 - Elezioni - Presentazione delle liste oltre l'orario prescritto, dovuta ad un ritardo nel rilascio delle necessarie certificazioni - Esclusione della lista - Illegittimità - Mancato deposito dei certificati elettorali dei sottoscrittori - Non comporta ex se l'esclusione della lista, potendo tali certificati essere acquisiti dal segretario comunale anche oltre le ore 12 del ventinovesimo giorno antecedente la data delle votazioni e fino al momento in cui egli abbia rimesso la documentazione alla commissione elettorale circondariale, ovvero essere consegnati direttamente alla medesima commissione o esserne disposta l'acquisizione dalla commissione stessa, fissando a tal fine un termine per l'adempimento - Mancanza dei certificati elettorali - Non comporta l'esclusione della lista, allorché sia giustificata da cause di forza maggiore o da fatto di terzi.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 aprile 2001, n. 2291 - Elezioni - Giudizio elettorale - Ricorso per motivi aggiunti proposto a seguito di verificazione, in relazione a vizi emersi da quest'ultima - Inammissibilità - Nel giudizio elettorale sono inammissibili i motivi aggiunti che non siano svolgimento delle censure tempestivamente proposte, ma concretino nuovi motivi, di contenuto diverso rispetto a quelli in precedenza dedotti, e riguardanti asseriti vizi emersi a seguito di istruttoria disposta dal giudice in relazione alle censure originarie - Modalità di espressione del voto - Sussistenza del principio generale del «favor voti», in virtù del quale il voto, ancorché non espresso nelle forme previste dal legislatore (voto sul contrassegno), può ritenersi valido tutte le volte in cui, da un lato, risulti manifesta la volontà dell'elettore (univocità del voto) e, dall'altro, per le modalità di espressione (non conformi al modello legislativo) esso non sia riconoscibile (non riconoscibilità del voto) - Aggiunta di una data di nascita accanto al nome del candidato - Presenza di candidati omonimi - Ammissibilità - Irrilevanza della erroneità della data - Aggiunta dell'espressione «candidato alla carica di consigliere comunale» accanto al nome del candidato stesso - Riconoscibilità del voto - Annullamento della scheda - Indicazione del nominativo di un soggetto non candidato - Riconoscibilità del voto - Annullamento della scheda - Indicazione nella scheda della sola preferenza per il candidato di una lista - Attribuzione del voto alla lista alla quale appartiene il candidato preferito - Indicazione della preferenza con grafia incerta - Validità del voto.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 12 aprile 2001, n. 2246 - Militari - Carabinieri - Adesione ad associazioni sindacali e svolgimento di attività sindacale - Illecito disciplinare.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 11 aprile 2001, n. 2161 - Giustizia amministrativa - Modificazioni dell'ordinamento didattico universitario - Ricorso giurisdizionale proposto da organizzazione sindacale del personale dipendente dell'Università - Difetto di legittimazione sostanziale e processuale.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 4 aprile 2001, n. 2853 - Processo amministrativo - Ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione - Natura giuridica - Azione di accertamento volta a far dichiarare dal giudice amministrativo l'esistenza per la P.A. di un obbligo di provvedere, che essa ha violato e che è tenuta, sia pure tardivamente, ad adempiere - Limiti - Il giudice amministrativo, adìto in sede di impugnazione del silenzio serbato dalla P.A., deve limitarsi ad accertare l'illegittimità dell'omissione di pronuncia, senza poter esaminare nel merito l'istanza sulla quale l'amministrazione non si è pronunciata, a meno che il provvedimento da emanare abbia natura vincolata e la palese fondatezza dell'istanza risulti ictu oculi dagli atti di causa.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III-ter, sentenza 3 aprile 2001, n. 2799 - Pubblico impiego - Insegnanti - Graduatorie permanenti (l. 124/1099) - Articolazione della graduatoria in sub-graduatorie - Sovvertimento dei principi che regolano la selezione del personale per l'accesso a uffici della P.A., privilegiando il fattore temporale (aver conseguito i titoli per l'ammissione in data precedente) rispetto al fattore merito (essere in possesso di maggiori e più rilevanti titoli) - Illegittimità - Attribuzione di un punteggio dimezzato per il servizio reso presso scuole private rispetto a quello prestato nelle scuole statali - Legittimità.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 2 aprile 2001, n. 1897 - Processo amministrativo - Appello - Notifica - L'onere della notificazione dell'appello deve ritenersi correttamente adempiuto quando la notificazione si sia tempestivamente perfezionata nei confronti di una sola delle parti principali del giudizio di primo grado, non avendo la notificazione del gravame la funzione di instaurare un nuovo contraddittorio, bensì quella di riprendere la controversia già instaurata nella fase precedente - Elezioni - Modalità di espressione del voto - Sussistenza del principio generale del «favor voti», in virtù del quale la validità del voto va sempre affermata quando sia possibile desumere dalla scheda la volontà dell'elettore - La norma che sancisce la nullità del voto per la presenza di segni di riconoscimento dev'essere qualificata di stretta interpretazione, nel senso che il voto può essere dichiarato nullo, non in ogni caso d'inosservanza delle regole sulla votazione, sibbene quando la scheda rechi segni, scritte od espressioni che inoppugnabilmente ed inequivocabilmente siano idonei a palesare la volontà dell'elettore di far riconoscere la propria identità e tali possono considerarsi quei segni che, estranei alle esigenze di espressione del voto, non trovino altra ragionevole spiegazione - Il voto espresso in modo irregolare dev'essere salvato tutte le volte che l'irregolarità nella sua espressione risulti logicamente spiegabile, come nel caso che sia dovuta ad errore scusabile dell'elettore, e non sussistano elementi dimostrativi della volontà di infrangere la regola della segretezza.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 2 aprile 2001, n. 1893 - Accesso ai documenti amministrativi - Titolarità - I consiglieri comunali e provinciali hanno il diritto di ottenere dagli enti d'appartenenza, dalle loro aziende e dagli enti dipendenti tutte le notizie e informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del loro mandato elettivo, senza necessità di specificare i motivi della richiesta, né l'interesse sotteso come ogni altro privato cittadino - Eccezioni - Sono sottratti all'accesso, anche da parte dei consiglieri comunali o provinciali: i documenti redatti dai legali e dai professionisti in relazione a specifici rapporti di consulenza con l'amministrazione, salvo che si tratti di pareri endoprocedimentali; il parere richiesto dall'amministrazione ad un legale per una procedura di natura contenziosa; gli atti segreti - Diniego di accesso - Illegittimità - Responsabilità amministrativa.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 22 marzo 2001, n. 1699 - Concorrenza e mercato - Intese - Pratica concordata - Nozione - Prova - Non necessità di una prova piena (c.d. «smoking gun»: testo dell'intesa; documentazione inequivoca della stessa; atteggiamento confessorio dei protagonisti), essendo sufficiente e necessaria la delineazione di indizi, purché gravi precisi e concordanti, circa l'intervento di illecite forme di concertazione e coordinamento - Incombenza dell'onere probatorio in capo all'Autorità garante - Deve escludersi che la semplice identità delle condizioni di offerta da parte degli imprenditori possa costituire da sola indizio idoneo a suffragare l'esistenza di un accordo o di una pratica concordata, salvo il caso eccezionale nel quale l'anomalia dell'appiattimento non sia spiegabile altrimenti che come frutto di un'intesa illecita sul versante concorrenziale - Gli scambi di informazioni tra imprese, specie se sistematici, assumono una particolare gravità in caso di mercato oligopolistico, in quanto, specie se riferiti ai cd. fattori sensibili (prezzi correnti, fattori di costo, piani e previsioni di prezzo per il futuro), eliminano l'unico fattore che può spingere le imprese soddisfatte della quota di mercato raggiunta ad un ribasso dei prezzi, ossia il timore di una manovra competitiva sui prezzi da parte dei concorrenti e la conseguente necessità di prevenirla o contrastarla efficacemente.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 20 marzo 2001, n. 1671 - Concorrenza e mercato - Intese - Mercato rilevante - Nozione - Per «mercato rilevante» si intende quella zona geograficamente circoscritta dove, dato un prodotto, o una gamma di prodotti considerati tra loro sostituibili, le imprese che forniscono quel prodotto si pongono fra loro in rapporto di concorrenza - I comportamenti abusivi da parte di un'impresa ben possono essere posti in essere su un mercato merceologicamente distinto rispetto a quello in cui la stessa normalmente agisce, ma connesso con quest'ultimo, ove l'impresa abbia la possibilità concreta di influire su detto mercato - Pratica concordata - Nozione - Prova - Riunioni e scambi di informazioni tra imprese concorrenti non sono, di per sé, suscettibili di danneggiare la concorrenza; tuttavia assumono una portata lesiva quando, per la natura delle informazioni scambiate, si determina il coordinamento del comportamento di mercato - In presenza di un sistematico scambio di informazioni tra imprese, in relazione alle quali vi sono ragionevoli indizi di una pratica concordata anticoncorrenziale, grava sulle imprese indagate l'onere probatorio di una diversa spiegazione.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, sezione II, sentenza 19 marzo 2001, n. 700 - Concorso pubblico - Requisiti di ammissione - Statura minima - Illegittimità.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 15 marzo 2001, n. 1521 - Elezioni - Ricorso - Termine di trenta giorni per l'impugnativa - Decorrenza dal giorno in cui la proclamazione degli eletti è stata definitivamente verbalizzata.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 12 marzo 2001, n. 1381 - Procedimento amministrativo - Comunicazione di avvio - Procedimento iniziato su istanza di parte - Non necessità - Procedimento volto all'adozione di atto vincolato - Non necessità - Stranieri - Espulsione dal territorio nazionale - Decreto prefettizio motivato con la mancanza di mezzi finanziari necessari per il sostentamento - Insussistenza di tale presupposto - Illegittimità.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 6 marzo 2001, n. 1254 - Pubblicità ingannevole - Provvedimenti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato - Il termine per la conclusione del procedimento (art. 6 d.P.R. 10 ottobre 1996, n. 627) va riferito all'esercizio del potere, e non già alla comunicazione del provvedimento - Prodotti alimentari - Etichetta recante indicazioni geografiche tali da ingannare il consumatore sulla provenienza del prodotto - Ordine di cessazione della pubblicità ingannevole - Spetta all'Autorità il potere di imporre una dichiarazione rettificativa, sotto forma di integrazione del messaggio, per considerare lecita la continuazione dell'uso del marchio, ritenuto ingannevole.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione I, sentenza 26 febbraio 2001, n. 343 - Procedimento amministrativo - Partecipazione - Presentazione di memorie ad opera degli intervenienti - Omessa valutazione da parte della P.A. procedente - Illegittimità del provvedimento.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, ordinanza 7 febbraio 2001, n. 943 - Solleva questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 5 e 7 l. 22 febbraio 2000, n. 28 («Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica»), per contrasto con i principi costituzionali desumibili dagli artt. 3, 21 e 42 Cost.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 18 gennaio 2001, n. 297 - Concorrenza e mercato - Accordi interprofessionali finalizzati al controllo sul prezzo finale del carburante - Natura anticoncorrenziale - Illiceità - Legittimità delle sanzioni pecuniarie irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato alle Compagnie petrolifere responsabili dell'infrazione.