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Corte costituzionale

 

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 dicembre 2004, n. 426 - Illegittimità costituzionale dell'art. 171-octies della l. 22 aprile 1941, n. 633 (Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio), introdotto dalla l. 18 agosto 2000, n. 248, nella parte in cui, limitatamente ai fatti commessi dall'entrata in vigore di detto art. 171-octies fino all'entrata in vigore della l. 7 febbraio 2003, n. 22 (Modifica al decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373, in tema di tutela del diritto d'autore), punisce con sanzione penale, anziché con la sanzione amministrativa prevista dall'art. 6 del d.lgs. 15 novembre 2000, n. 373 (Attuazione della direttiva 98/84/CE sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato), l'utilizzazione per uso privato di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale.

 

» Corte costituzionale, sentenza 17 dicembre 2004, n. 390 - Illegittimità costituzionale dell'art. 34, comma 11, della l. 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2003), limitatamente alla parte in cui dispone che le assunzioni a tempo indeterminato «devono, comunque, essere contenute (...) entro percentuali non superiori al 50 per cento delle cessazioni dal servizio verificatesi nel corso dell'anno 2002» - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 60, della l. 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004), limitatamente alla parte in cui dispone che le assunzioni a tempo indeterminato «devono, comunque, essere contenute (...) entro percentuali non superiori al 50 per cento delle cessazioni dal servizio verificatesi nel corso dell'anno 2003» - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale proposte, in riferimento agli articoli 3, 5, 97, 114, 117, 118, 119 e 120 Cost., nei confronti dell'art. 34, commi 1, 2, 3, 4, 10, 13 e 22 della predetta legge n. 289 del 2002 - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale proposte, in riferimento agli articoli 117, 118 e 119 Cost., nei confronti dell'art. 3, commi 53, 54, 55, 58, 61 e 65, della suddetta legge n. 350 del 2003.

 

» Corte costituzionale, ordinanza 15 dicembre 2004, n. 389 - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 159 e 190 del d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), come specificati, rispettivamente, dall'art. 119 (e allegata tabella C) del r.d. 26 aprile 1928, n. 1297 (Approvazione del regolamento generale sui servizi dell'istruzione elementare), e dall'art. 118 del r.d. 30 aprile 1924, n. 965 (Ordinamento interno delle Giunte e dei Regi istituti di istruzione media), e dell'art. 676 del predetto d.lgs. n. 297 del 1994, sollevata, in riferimento al principio di laicità dello Stato e, comunque, agli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Cost., dal Tribunale amministrativo regionale per il Veneto.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 dicembre 2004, n. 379 - Illegittimità costituzionale dell'art. 45, comma 2, terzo periodo, della delibera statutaria della Regione Emilia-Romagna, approvata in prima deliberazione il giorno 1° luglio 2004, ed in seconda deliberazione il giorno 14 settembre 2004 - Inammissibilità e non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale relative alla medesima delibera statutaria.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 dicembre 2004, n. 378 - Illegittimità costituzionale dell'art. 66, commi 1 e 2, della delibera statutaria della Regione Umbria approvata dal Consiglio regionale in prima deliberazione il 2 aprile del 2004 ed in seconda deliberazione il 29 luglio 2004 - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 66, comma 3, della predetta delibera statutaria della Regione Umbria - Inammissibilità e non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale relative alla medesima delibera statutaria.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 dicembre 2004, n. 376 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale del disegno di legge n. 702, dal titolo «Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19», approvato dall'Assemblea regionale siciliana il 13 novembre 2003, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 51 e 97 Cost., dal Commissario dello Stato presso la Regione siciliana.

 

» Corte costituzionale, sentenza 2 dicembre 2004, n. 372 - Inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 6, dello statuto della Regione Toscana, approvato in prima deliberazione il 6 maggio 2004 e, in seconda deliberazione, il 19 luglio 2004, in riferimento agli artt. 48, 117, secondo comma, lett. f) e p), 121, secondo comma, e 138 Cost.; dell'art. 4, comma 1, lett. h), del predetto statuto, in riferimento agli artt. 2, 3, 5, 29, 117, secondo comma, lett. i) e l), 123, primo comma, Cost.; dell'art. 4, comma 1, lett. l), del predetto statuto, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost.; dell'art. 4, comma 1, lett. m), del predetto statuto, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lett. s), e 118, terzo comma, Cost.; dell'art. 4, comma 1, lett. n), o) e p), del predetto statuto, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. e) e l), Cost., sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 32, comma 2, del predetto statuto, in riferimento agli artt. 3 e 122, quinto comma, Cost.; dell'art. 54, commi 1 e 3, del predetto statuto, in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 113 Cost.; dell'art. 63, comma 2, del predetto statuto, in riferimento agli artt. 114, 117, sesto comma, e 118 Cost.; dell'art. 64, comma 2, del predetto statuto, in riferimento all'art. 119 Cost.; dell'art. 70, comma 1, del predetto statuto, in riferimento all'art. 117, quinto comma, Cost.; dell'art. 75, comma 4, del predetto statuto, in riferimento agli artt. 3 e 75 Cost., sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 novembre 2004, n. 367 - Illegittimità costituzionale dell'art. 206 c.p. (Applicazione provvisoria delle misure di sicurezza), nella parte in cui non consente al giudice di disporre, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una misura di sicurezza non detentiva, prevista dalla legge, idonea ad assicurare alla persona inferma di mente cure adeguate e a contenere la sua pericolosità sociale.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 novembre 2004, n. 348 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica del 31 maggio 2000 relativa alla insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost., delle opinioni espresse dal senatore Marcello Pera nei confronti del dott. Giancarlo Caselli, promosso con ricorso del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma - Non spetta al Senato della Repubblica deliberare che i fatti per i quali era in corso il procedimento penale nei confronti del senatore Marcello Pera, di cui al ricorso in epigrafe, riguardano opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari ai sensi del primo comma dell'art. 68 Cost. - Conseguente annullamento della deliberazione di insindacabilità adottata dal Senato della Repubblica nella seduta del 31 maggio 2000 (documento IV-quater, n. 56).

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 novembre 2004, n. 347 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica del 31 maggio 2000 relativa alla insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost., delle opinioni espresse dal senatore Marcello Pera nei confronti del dott. Giancarlo Caselli ed altri, promosso con ricorso del Tribunale di Roma, IV sezione penale - Non spetta al Senato della Repubblica deliberare che i fatti per i quali era in corso il procedimento penale nei confronti del senatore Marcello Pera, di cui al ricorso in epigrafe, riguardano opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari ai sensi del primo comma dell'art. 68 Cost. - Conseguente annullamento della deliberazione di insindacabilità adottata dal Senato della Repubblica nella seduta del 31 maggio 2000 (documento IV-quater, n. 48).

 

» Corte costituzionale, sentenza 10 novembre 2004, n. 335 - Illegittimità costituzionale dell'art. 287 c.p.c. limitatamente alle parole «contro le quali non sia stato proposto appello».

 

» Corte costituzionale, sentenza 10 novembre 2004, n. 334 - Illegittimità costituzionale dell'art. 42, secondo comma, della l. 25 maggio 1970, n. 352 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo), nella parte in cui prescrive che la richiesta di referendum per il distacco di una Provincia o di un Comune da una Regione e l'aggregazione ad altra Regione deve essere corredata - oltre che delle deliberazioni, identiche nell'oggetto, rispettivamente dei consigli provinciali e dei consigli comunali delle Province e dei Comuni di cui si propone il distacco - anche delle deliberazioni, identiche nell'oggetto, «di tanti consigli provinciali o di tanti consigli comunali che rappresentino almeno un terzo della restante popolazione della regione dalla quale è proposto il distacco delle province o dei comuni predetti» e «di tanti consigli provinciali o di tanti consigli comunali che rappresentino almeno un terzo della popolazione della regione alla quale si propone che le province o i comuni siano aggregati».

 

» Corte costituzionale, sentenza 5 novembre 2004, n. 321 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, undicesimo comma, della l. 27 dicembre 1956, n. 1423, recante "Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza [e per la pubblica moralità]", sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dalla Corte di cassazione.

 

» Corte costituzionale, sentenza 5 novembre 2004, n. 320 - Illegittimità costituzionale dell'art. 91, commi 1, 2, 3, 4 e 5, della l. n. 289 del 2002 - Non fondatezza: della questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, comma 1, della l. n. 289 del 2002, sollevata dalle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna, per violazione degli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost.; della questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, comma 2, della l. n. 289 del 2002, sollevata dalla Regione Emilia-Romagna, per violazione degli artt. 117 e 119 Cost.; della questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, comma 15, della l. n. 289 del 2002, sollevata dalla Regione Emilia-Romagna, per violazione dell'art. 117 Cost.

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 ottobre 2004, n. 308 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 101, della l. 24 dicembre 2003, n. 350 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 103, della stessa legge, nella parte in cui non prevede che l'abrogazione delle norme ivi indicate decorra dalla data di entrata in vigore della disciplina attuativa del prestito fiduciario - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 4, commi 99, 100 e 102, della stessa legge, sollevate, in riferimento agli artt. 117 e 119 Cost., dalla Regione Toscana e, in riferimento anche agli artt. 3, 97 e 118 Cost. e dei principi costituzionali di legalità sostanziale, uguaglianza, ragionevolezza e leale collaborazione, dalla Regione Emilia-Romagna.

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 settembre 2004, n. 298 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione della Camera dei deputati del 7 marzo 2000 relativa alla insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, comma 1, Cost., delle opinioni espresse dagli onorevoli Filippo Mancuso e Tiziana Maiolo nei confronti del dott. Gian Carlo Caselli, promosso con ricorso del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma - Spetta alla Camera dei deputati affermare che le dichiarazioni rese dai deputati Filippo Mancuso e Tiziana Maiolo, oggetto del procedimento penale pendente davanti al Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma, concernono opinioni espresse da membri del Parlamento nell'esercizio delle loro funzioni, ai sensi dell'art. 68, comma 1, Cost.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 luglio 2004, n. 282 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4 della l.r. Emilia-Romagna 23 aprile 1987, n. 16 (Disposizioni integrative della legge regionale 2 agosto 1984, n. 42 "Nuove norme in materia di enti di bonifica - Delega di funzioni amministrative").

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 luglio 2004, n. 281 - Illegittimità costituzionale dell'art. 34, commi 1 e 2, del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80 (Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione dell'art. 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59), nella parte in cui istituisce una giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di edilizia e urbanistica, anziché limitarsi ad estendere in tale materia la giurisdizione del giudice amministrativo alle controversie aventi ad oggetto diritti patrimoniali consequenziali, ivi comprese quelle relative al risarcimento del danno - Inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 34, commi 1 e 2, e 35, comma 1, del medesimo d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, sollevate, in riferimento agli artt. 76 e 77 Cost., dalla Corte di cassazione a sezioni unite civili, dal Tribunale di Bologna e dal Tribunale di Forlì.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 luglio 2004, n. 280 - Illegittimità costituzionale dei commi 5 e 6 dell'art. 1 della l. 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3) - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale del comma 4 del medesimo art. 1 della citata l. n. 131 del 2003, sollevata, in riferimento al combinato disposto dell'art. 117, comma terzo, Cost. e dell'art. 10 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3, nonché dell'art. 9 dello statuto speciale per il Trentino Alto-Adige e relative norme di attuazione, dell'art. 4 dello statuto speciale per la Regione autonoma della Sardegna e dei principi dello statuto della Regione autonoma Valle d'Aosta, ed anche in riferimento all'art. 76 Cost. ed all'art. 11, comma 2, della citata l. cost. n. 3 del 2001, dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Regione autonoma della Sardegna e dalla Regione autonoma Valle d'Aosta con i ricorsi indicati in epigrafe.

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 luglio 2004, n. 272 - Illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, lett. e), e comma 2, del d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, nella l. 24 novembre 2003, n. 326 - Illegittimità costituzionale consequenziale: dell'art. 113, comma 7, limitatamente al secondo ed al terzo periodo, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), nel testo sostituito dall'art. 35, comma 1, della l. 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002); dell'art. 113-bis dello stesso d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, nel testo introdotto dal comma 15 dell'art. 35 della citata l. n. 448 del 2001 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1 - ad eccezione della lett. e) già dichiarata costituzionalmente illegittima - del medesimo d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella citata l. 24 novembre 2003, n. 326, sollevata, in riferimento agli artt. 117 e 118 Cost., dalla Regione Toscana.

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 luglio 2004, n. 254 - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, della l. 29 gennaio 1994, n. 87 (Norme relative al computo dell'indennità integrativa speciale nella determinazione della buonuscita dei pubblici dipendenti), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 Cost., dal Consiglio di Stato.

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 luglio 2004, n. 253 - Illegittimità costituzionale dell'art. 722 c.p.p., nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all'estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, commi 1, 2 e 3, dello stesso codice.

 

» Corte costituzionale, sentenza 20 luglio 2004, n. 245 - Illegittimità costituzionale dell'art. 291 c.c., nella parte in cui non prevede che l'adozione di maggiorenni non possa essere pronunciata in presenza di figli naturali, riconosciuti dall'adottante, minorenni o, se maggiorenni, non conzienti.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 luglio 2004, n. 237 - Illegittimità costituzionale dell'articolo unico della l.r. della Campania 7 luglio 2003, n. 14 (Cambio di denominazione del "Comune di Ascea" in "Comune di Ascea-Velia").

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 luglio 2004, n. 224 - Illegittimità costituzionale dell'art. 144, quarto comma, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui prevede che il termine per la proposizione del reclamo avverso la sentenza che provvede sull'istanza di riabilitazione decorre dalla affissione della sentenza stessa anziché dalla sua comunicazione.

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 luglio 2004, n. 223 - Illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5-quinquies, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), inserito dal comma 1 dell'art. 13 della l. 30 luglio 2002, n. 189, nella parte in cui stabilisce che per il reato previsto dal comma 5-ter del medesimo art. 14 è obbligatorio l'arresto dell'autore del fatto - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 558 c.p.p., nonché degli artt. 13, commi 3, 3-bis, 3-quater, e 14, comma 5-quinquies, del predetto d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, come modificati dalla l. 30 luglio 2002, n. 189, sollevata, in riferimento agli artt. 24, 101, secondo comma, e 111 Cost., dal Tribunale di Firenze.

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 luglio 2004, n. 222 - Illegittimità costituzionale dell'art. 13, comma 5-bis, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), introdotto dall'art. 2 del d.l. 4 aprile 2002, n. 51 (Disposizioni urgenti recanti misure di contrasto all'immigrazione clandestina e garanzie per soggetti colpiti da provvedimenti di accompagnamento alla frontiera), convertito, con modificazioni, nella l. 7 giugno 2002, n. 106, nella parte in cui non prevede che il giudizio di convalida debba svolgersi in contraddittorio prima dell'esecuzione del provvedimento di accompagnamento alla frontiera, con le garanzie della difesa - Manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 13, commi 4 e 5, del citato d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 e dell'art. 13, comma 4, dello stesso d.lgs. n. 286 del 1998, come sostituito dall'art. 12, comma 1, lett. c), della l. 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), sollevate, in riferimento agli artt. 13, 24 e 111 Cost., dal Tribunale di Roma.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 luglio 2004, n. 206 - Illegittimità costituzionale dell'art. 113, secondo comma, c.p.c., nella parte in cui non prevede che il giudice di pace debba osservare i principi informatori della materia - Parziale infondatezza ed inammissibilità, nei termini di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale della medesima norma sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Giudice di pace di Trento.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 luglio 2004, n. 205 - Illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della l.r. Valle d'Aosta 14 novembre 2002, n. 23 (Disposizioni in materia di personale del Dipartimento delle politiche del lavoro dell'Amministrazione regionale).

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 luglio 2004, n. 204 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 33, comma 1, del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80 (Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione dell'articolo 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59), come sostituito dall'art. 7, lett. a, della l. 21 luglio 2000, n. 205 (Disposizioni in materia di giustizia amministrativa), nella parte in cui prevede che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo «tutte le controversie in materia di pubblici servizi, ivi compresi quelli» anziché «le controversie in materia di pubblici servizi relative a concessioni di pubblici servizi, escluse quelle concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi, ovvero relative a provvedimenti adottati dalla pubblica amministrazione o dal gestore di un pubblico servizio in un procedimento amministrativo disciplinato dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero ancora relative all'affidamento di un pubblico servizio, ed alla vigilanza e controllo nei confronti del gestore, nonché»; dell'art. 33, comma 2, del medesimo d.lgs., come sostituito dall'art. 7, lett. a, della l. 21 luglio 2000, n. 205; dell'art. 34, comma 1, del medesimo d.lgs., come sostituito dall'art. 7, lett. b, della l. 21 luglio 2000, n. 205, nella parte in cui prevede che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto «gli atti, i provvedimenti e i comportamenti» anziché «gli atti e i provvedimenti» delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti alle stesse equiparati, in materia urbanistica ed edilizia.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 giugno 2004, n. 199 - Giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito della delibera della Giunta della Regione Campania n. 2827 del 30 settembre 2003 (Integrazione alle linee guida per la Pianificazione Territoriale Regionale in Campania, di cui alla delibera di Giunta Regionale n. 4459 del 30.09.2002, in materia di sanatoria degli abusi edilizi), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri - Non spetta alla Regione Campania, e per essa alla Giunta regionale adottare un atto con il quale si nega efficacia, all'interno del proprio territorio, ad un atto legislativo dello Stato - Annullamento della predetta deliberazione della Giunta della Regione Campania 30 settembre 2003, n. 2827.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 giugno 2004, n. 198 - Illegittimità costituzionale della l.r. Toscana 4 dicembre 2003, n. 55 (Accertamento di conformità delle opere edilizie eseguite in assenza di titoli abilitativi, in totale o parziale difformità o con variazioni essenziali, nel territorio della Regione Toscana) - Illegittimità costituzionale della l.r. Friuli-Venezia Giulia 11 dicembre 2003, n. 22 (Divieto di sanatoria eccezionale delle opere abusive) - Illegittimità costituzionale dell'art. 4 della l.r. Marche 23 dicembre 2003, n. 29 (Norme concernenti la vigilanza sull'attività edilizia nel territorio regionale) - Illegittimità costituzionale della l.r. Emilia-Romagna 16 gennaio 2004, n. 1 (Misure urgenti per la salvaguardia del territorio dall'abusivismo urbanistico ed edilizio).

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 giugno 2004, n. 196 - Illegittimità costituzionale: del comma 25 dell'art. 32 del d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui non prevede che la legge regionale di cui al comma 26 possa determinare limiti volumetrici inferiori a quelli ivi indicati; del comma 26 dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui non prevede che la legge regionale possa determinare la possibilità, le condizioni e le modalità per l'ammissibilità a sanatoria di tutte le tipologie di abuso edilizio di cui all'Allegato 1; del comma 14 dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui non prevede il rispetto della legge regionale di cui al comma 26; del comma 33 dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui prevede le parole "entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto" anziché le parole "tramite la legge di cui al comma 26"; del comma 37 dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui non prevede che la legge regionale di cui al comma 26 possa disciplinare diversamente gli effetti del prolungato silenzio del Comune; del comma 38 dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui prevede che sia l'Allegato 1 dello stesso d.l. n. 269 del 2003, anziché la legge regionale di cui al comma 26, a determinare la misura dell'anticipazione degli oneri concessori, nonché le relative modalità di versamento; dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui non prevede che la legge regionale di cui al comma 26 debba essere emanata entro un congruo termine da stabilirsi dalla legge statale; del comma 49-ter dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, introdotto dalla legge di conversione n. 326 del 2003; dell'Allegato 1 del d.l. n. 269 del 2003, nel testo originario e in quello risultante dalla legge di conversione n. 326 del 2003, nella parte in cui determina la misura dell'anticipazione degli oneri concessori e le relative modalità di versamento - Inammissibilità ed infondatezza di altre questioni.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 giugno 2004, n. 186 - Illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma 3, della l. 27 marzo 2001, n. 97 (Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche), nella parte in cui prevede, per i fatti commessi anteriormente alla data di entrata in vigore di detta legge, l'instaurazione dei procedimenti disciplinari entro centoventi giorni dalla conclusione del procedimento penale con sentenza irrevocabile di condanna, anziché entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione della sentenza all'amministrazione o all'ente competente per il procedimento disciplinare.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 giugno 2004, n. 185 - Illegittimità costituzionale della l.r. Friuli-Venezia Giulia 17 luglio 2002, n. 17 (Istituzione di case da gioco nel Friuli-Venezia Giulia).

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 giugno 2004, n. 173 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, della l.r. Toscana 27 settembre 2002, n. 35, recante «Modificazioni alla legge regionale 2 gennaio 2002, n. 2 (Soppressione del Comitato regionale di controllo e disposizioni in materia di cessazione dei controlli preventivi di legittimità sugli atti degli enti locali e di esercizio dei poteri sostitutivi del Difensore civico regionale)», nella parte in cui sostituisce l'art. 3, comma 1, della l.r. n. 2 del 2002; e dell'art. 1, comma 3, della medesima l.r. n. 35 del 2002, che sostituisce l'art. 5, comma 5, della l.r. n. 2 del 2002.

 

» Corte costituzionale, sentenza 11 giugno 2004, n. 166 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2 della l.r. Emilia-Romagna 1° agosto 2002, n. 20 (Norme contro la vivisezione) - Illegittimità costituzionale consequenziale degli artt. 3 e 4 della medesima l.r.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 maggio 2004, n. 155 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, del d.l. 20 giugno 2002, n. 122 (Disposizioni concernenti proroghe in materia di sfratti, di edilizia e di espropriazione), convertito, con modificazioni, nella l. 1° agosto 2002, n. 185, sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, primo comma, 42, secondo comma, e 111, secondo comma, Cost., dal Tribunale di Firenze.

 

» Corte costituzionale, sentenza 26 maggio 2004, n. 154 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito delle sentenze emesse dalla Corte di cassazione, sez. III civile, n. 8733 e n. 8734 del 27 giugno 2000, di annullamento con rinvio di due decisioni della Corte d'appello di Roma, in data 21 aprile 1997 e 16 marzo 1998, concernenti la irresponsabilità dell'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga relativamente alle opinioni espresse nei confronti dei parlamentari Sergio Flamigni e Pierluigi Onorato, promosso con ricorso del senatore a vita Francesco Cossiga, nella qualità di ex Presidente della Repubblica - Spetta all'autorità giudiziaria, investita di controversie sulla responsabilità del Presidente della Repubblica in relazione a dichiarazioni da lui rese durante il mandato, accertare se le dichiarazioni medesime costituiscano esercizio delle funzioni, o siano strumentali ed accessorie ad una funzione presidenziale, e solo in caso di accertamento positivo ritenerle coperte dalla immunità del Presidente della Repubblica, di cui all'art. 90 Cost.

 

» Corte costituzionale, sentenza 25 maggio 2004, n. 147 - Illegittimità costituzionale dell'art. 30-bis, primo comma, c.p.c., ad eccezione della parte relativa alle azioni civili concernenti le restituzioni e il risarcimento del danno da reato, di cui sia parte un magistrato, nei termini di cui all'art. 11 c.p.p.

 

» Corte costituzionale, sentenza 7 maggio 2004, n. 135 - Illegittimità costituzionale degli artt. 6, comma 1, lett. d), 8 e 27, comma 2, lett. d), della l.r. Liguria 3 marzo 1994, n. 10 (Norme per l'edilizia residenziale pubblica), limitatamente alle parti in cui individuano il reddito immobiliare, rilevante ai fini rispettivamente dell'assegnazione dell'alloggio e della dichiarazione di decadenza, commisurandolo al valore locativo complessivo determinato ai sensi della l. 27 luglio 1978, n. 392.

 

» Corte costituzionale, sentenza 7 maggio 2004, n. 134 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, lett. d), e), f), g), della l.r. Marche 24 luglio 2002, n. 11 (Sistema integrato per le politiche di sicurezza e di educazione alla legalità) - Inammissibilità delle altre questioni di legittimità costituzionale della predetta l.r. Marche 24 luglio 2002, n. 11, sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lett. f), g), h), l), 81 e 119, quarto comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 aprile 2004, n. 120 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, l. 20 giugno 2003, n. 140 (Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 68, primo comma, e 117 Cost., rispettivamente dal Tribunale di Roma, IV sezione penale, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano e dal Tribunale di Bologna, I sezione penale - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 3, 4, 5 e 7, della predetta l. 20 giugno 2003, n. 140, sollevata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano.

 

» Corte costituzionale, sentenza 8 aprile 2004, n. 114 - Illegittimità costituzionale dell'art. 204-bis, comma 3, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 4, comma 1-septies, d.l. 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), aggiunto dalla legge di conversione 1° agosto 2003, n. 214 - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del predetto art. 204-bis, comma 3, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dal Giudice di pace di Mestre.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 aprile 2004, n. 113 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2751-bis, n. 1, c.c., nella parte in cui non munisce del privilegio generale sui mobili il credito del lavoratore subordinato per danni da demansionamento subiti a causa dell'illegittimo comportamento del datore di lavoro.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 aprile 2004, n. 112 - Illegittimità costituzionale dell'art. 10 l.r. Marche 24 luglio 2002, n. 10 (Misure urgenti in materia di risparmio energetico e contenimento dell'inquinamento luminoso).

 

» Corte costituzionale, sentenza 18 marzo 2004, n. 98 - Illegittimità costituzionale dell'art. 22 l. 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), nella parte in cui non consente l'utilizzo del servizio postale per la proposizione dell'opposizione.

 

» Corte costituzionale, sentenza 2 marzo 2004, n. 69 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, l.r. Puglia 31 gennaio 2003, n. 2 (Disciplina degli interventi di sviluppo economico, attività produttive, aree industriali e aree ecologicamente attrezzate).

 

» Corte costituzionale, sentenza 26 gennaio 2004, n. 35 - Illegittimità costituzionale dell'art. 6, comma 2, l. 13 maggio 1997, n. 132 (Nuove norme in materia di revisori contabili) nella parte in cui non prevede che siano esonerati dall'esame per la iscrizione nel registro dei revisori contabili anche coloro che fossero iscritti o acquisissero il diritto ad essere iscritti nell'albo professionale dei dottori commercialisti o nell'albo professionale dei ragionieri e periti commerciali in base ad una sessione d'esame in corso alla data di entrata in vigore della medesima legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 26 gennaio 2004, n. 34 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2 l.r. Calabria 8 gennaio 2002, n. 4 (Definizione del rapporto precario del personale operante presso il Centro «Ricerca applicata in Oncologia e Farmacia Tossicologica dell'Azienda Ospedaliera "Ciaccio Pugliese" di Catanzaro»).

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 gennaio 2004, n. 28 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 139 e 148 c.p.c., sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 Cost., dal Tribunale di Milano, sezione distaccata di Rho.

 

» Corte costituzionale, sentenza 20 gennaio 2004, n. 24 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, l. 20 giugno 2003, n. 140 (Disposizioni per l'attuazione dell'art. 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato) - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 1, commi 1 e 3, della medesima legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 gennaio 2004, n. 2 - Illegittimità costituzionale dell'art. 33, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 7, dello statuto della Regione Calabria, approvato in prima deliberazione il 13 maggio 2003 e, in seconda deliberazione, il 31 luglio 2003 - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 15, dell'art. 16, comma 2, lett. a) e b), e dell'art. 38, comma 1, lett. c), del predetto statuto della Regione Calabria - Illegittimità costituzionale dell'art. 38, comma 1, lett. a) ed e), del predetto statuto della Regione Calabria - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 34, comma 1, lett. i), e 43, comma 2, del citato statuto della Regione Calabria, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 121 Cost. - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 50, comma 5, del predetto statuto della Regione Calabria, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 51 del citato statuto della Regione Calabria, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 123 Cost. - Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 126, terzo comma, Cost., in riferimento agli artt. 3, 97, 123, 92 e 94 Cost. e, in particolare, al principio del parlamentarismo che ne sarebbe deducibile, che la Regione Calabria ha chiesto a questa Corte di sollevare dinnanzi a sé con la memoria di costituzione in giudizio.

 

 

 

Corte di cassazione

 

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 1° dicembre 2004, n. 22592 - In caso di danno subito dall'utente a causa dell'omessa o insufficiente manutenzione di una strada pubblica, la responsabilità dell'Amministrazione è regolata dall'art. 2043 c.c., mentre la presunzione di responsabilità per danni cagionati dalle cose in custodia, di cui all'art. 2051 c.c., trova applicazione nei confronti della P.A., con riguardo ai beni demaniali, esclusivamente quando tali beni non siano oggetto di un uso generale e diretto da parte dei terzi, ma vengano utilizzati dall'Amministrazione medesima in situazione tale da rendere possibile un concreto controllo ed una vigilanza idonea ad impedire l'insorgenza di cause di pericolo, ovvero quando si tratti di beni demaniali o patrimoniali che, per la loro limitata estensione territoriale, consentano una adeguata attività di vigilanza sugli stessi.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 1° dicembre 2004, n. 22500 - L'obbligo di mantenere il figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età, od oltre un dato limite dalla stessa, ma si protrae fino al momento in cui il figlio abbia raggiunto una propria indipendenza economica ovvero versi in colpa per non essersi messo in condizione di conseguire un titolo di studio e/o di procurarsi un reddito mediante l'esercizio di una idonea attività lavorativa o per averla ingiustificatamente rifiutata.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 24 novembre 2004, n. 45484 - Risponde del reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (art. 659 c.p.) il gestore di un pub il quale omette di impedire, mediante il ricorso all'autorità, che gli avventori si producano in schiamazzi e rumori fuori dal locale, a nulla rilevando che si tratti dell'esercizio di un'attività rumorosa debitamente autorizzato.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 24 novembre 2004, n. 22129 - In materia di locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello abitativo, la previsione di un termine di durata del contratto superiore a quello minimo legale non esclude l'applicabilità della disciplina del rinnovo alla prima scadenza; e ciò, anche quando la durata del contratto inizialmente pattuita sia uguale o superiore a quella di dodici anni risultante dalla somma della durata minima legale iniziale e di quella minima di rinnovo.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 23 novembre 2004, n. 22346 - In sede di giudizio di divorzio, grava sul convenuto l'onere di provare l'avvenuta ricostituzione dell'affectio coniugalis, intesa come integrale ricomposizione dei rapporti caratterizzanti il vincolo matrimoniale, non essendo sufficiente una mera temporaneità ed occasionalità della ripresa della convivenza.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 novembre 2004, n. 22065 - L'assenza alla visita di controllo del lavoratore in malattia può essere giustificata, oltre che dal caso di forza maggiore, da ogni situazione che, pur non essendo insuperabile e nemmeno tale da determinare, ove non osservata, la lesione di beni primari, abbia reso indifferibile altrove la presenza personale dell'assicurato, come la concomitanza di visite mediche, prestazioni sanitarie o accertamenti specialistici, purché il lavoratore dimostri l'impossibilità di effettuare tali visite in orario diverso da quello corrispondente alle fasce orarie di reperibilità.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 12 novembre 2004, n. 44273 - In sede di convalida del provvedimento del questore che ordina, alla persona cui sia stato vietato l'accesso agli stadi, di presentarsi personalmente nell'ufficio o comando di polizia in concomitanza con le competizioni per le quali opera il predetto divieto, il giudice per le indagini preliminari non può limitarsi ad un controllo meramente formale, ma è tenuto a verificare in concreto la sussistenza di tutti i presupposti richiesti dalla legge per l'adozione della misura.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 9 novembre 2004, n. 21360 - Ai fini dell'applicazione di sanzioni amministrative per eccesso di velocità, è legittima la misurazione effettuata mediante apparecchio telelaser omologato, ancorché privo di dispositivi che forniscano una documentazione fotografica dell'accertamento dell'infrazione.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 5 novembre 2004, n. 21203 - Non è tenuto al pagamento dell'Irap il libero professionista che, nello svolgimento della propria attività, non si avvale di una struttura organizzativa stabile, con lavoratori subordinati o con collaboratori parasubordinati e con l'impiego di capitali provenienti da mutui esterni.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 4 novembre 2004, n. 21095 - Anche se stipulate anteriormente alle pronunce della Corte di cassazione del 1999 (nn. 2374 e 3096), le clausole che prevedono la capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti alle banche sono da ritenersi nulle.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 4 novembre 2004, n. 21094 - Non è impugnabile davanti al giudice amministrativo l'atto col quale il Pubblico ministero iscrive il nome dell'indagato nel registro delle notizie di reato.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 29 ottobre 2004, n. 20957 - Non è ricorribile per cassazione il decreto della Corte d'appello che decide, in sede di reclamo, sulla revoca dell'amministratore di condominio.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 25 ottobre 2004, n. 20644 - In tema di successione ereditaria, il termine decennale di prescrizione dell'azione di riduzione decorre dalla data di accettazione dell'eredità da parte del chiamato in base a disposizioni testamentarie lesive della legittima.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 24 ottobre 2004, n. 40386 - L'obbligo del giudice di rinvio di uniformarsi alle pronunce della Corte di cassazione, per ciò che concerne ogni questione di diritto con esse deciso, è assoluto e inderogabile; con la conseguenza che, poiché la Corte risolve una questione di diritto anche quando giudica sull'adempimento del dovere di motivazione, il giudice di rinvio, pur conservando la libertà di decisione mediante un'autonoma valutazione delle risultanze probatorie relative al punto annullato, è tenuto a giustificare il proprio convincimento secondo lo schema implicitamente o esplicitamente enunciato nella sentenza di annullamento, restando in tal modo vincolato ad una determinata valutazione delle risultanze processuali, ovvero al compimento di una particolare indagine, in precedenza omessa, di determinante rilevanza ai fini delle decisione.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 12 ottobre 2004, n. 20133 - Il magistrato che nel deposito dei provvedimenti incorra in ritardi tali, per consistenza e numero, da superare i limiti della ragionevolezza e della giustificabilità lede, per ciò solo, il prestigio dell'Ordine giudiziario ed è quindi assoggettabile a sanzione disciplinare, senza che occorra accertare il concreto verificarsi della perdita di credibilità della funzione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 7 ottobre 2004, n. 19995 - Se non c'è il divieto di sosta, l'automobilista che si ferma lungo la strada per contrattare con una prostituta non può essere multato.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 5 ottobre 2004, n. 19854 - Il ricorso del contribuente contro il Fisco sana la nullità della notificazione dell'avviso di accertamento.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 30 settembre 2004, n. 38660 - E' illegittimo, per incompetenza, il divieto di accesso agli stadi disposto dal questore del luogo di residenza o di stabile dimora dell'interessato, anziché dal questore del luogo in cui si sono verificati i fatti posti a base del provvedimento.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 28 settembre 2004, n. 19387 - Nel giudizio civile per il risarcimento del danno, il fatto accertato dal giudice penale con sentenza irrevocabile di condanna ha efficacia vincolante nei confronti dell'imputato-danneggiante per quanto attiene alla sua realtà fenomenica, onde la ricostruzione della dinamica di un incidente, in relazione alle modalità obbiettive della condotta (commissiva od omissiva) del medesimo, nonché alle circostanze di tempo e luogo accertate dal giudice penale, non può esser diversamente ricostruita, ma soltanto valutata.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 24 settembre 2004, n. 19200 - Il diritto al risarcimento del danno ingiusto è indipendente ed autonomo dalla situazione soggettiva lesa ed ha natura di diritto soggettivo, anche quando la lesione sia collegata ad una precedente posizione di interesse legittimo.

 

» Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 23 settembre 2004, n. 37664 - Il mero stato di tossicodipendenza non costituisce, di per sé, colpa grave ai fini dell'esclusione del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, a meno che l'interessato non abbia tenuto una condotta idonea a far ragionevolmente ritenere che l'acquisto o la detenzione illecita di sostanze stupefacenti fosse finalizzato allo spaccio.

 

» Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 23 settembre 2004, n. 37395 - La pacca sul sedere costituisce violenza sessuale, ma non anche atto osceno.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 22 settembre 2004, n. 37137 - La mancata corresponsione degli alimenti o dell'assegno di mantenimento non integra necessariamente il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.).

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 settembre 2004, n. 18930 - Nel rito del lavoro, non si ha nullità dell'atto introduttivo per mancata determinazione dell'oggetto della domanda (petitum) o per omessa esposizione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto (causa petendi) sui quali la domanda si fonda, allorché sia comunque possibile l'individuazione di tali elementi attraverso l'esame complessivo dell'atto ed i riferimenti anche documentali dell'istanza, attesa la sua natura di componente della domanda dell'unitario processo di cognizione.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 20 settembre 2004, n. 18850 - Nell'ipotesi di inadempimento del contratto, la risoluzione non può essere cumulata con il recesso.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 27 agosto 2004, n. 17139 - La disciplina dell'equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo (c.d. "legge Pinto") non si applica ai giudizi tributari.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 19 agosto 2004, n. 16251 - Anche i soggetti affetti da una grave forma di obesità hanno diritto all'assegno di invalidità.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 18 agosto 2004, n. 16073 - In materia di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, il rispetto del termine concesso all'ufficio cui appartiene l'organo accertatore (30 giorni) ed al Prefetto per l'eventuale istruzione integrativa e l'emissione del provvedimento (180 giorni) costituisce requisito di legittimità del provvedimento medesimo, sia esso un'ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa od un'archiviazione, onde la sua inosservanza configura una violazione di legge; con la conseguenza che condizione di validità dell'ordinanza-ingiunzione è il rispetto del termine di 210 giorni (30+180) complessivamente previsto dagli artt. 203 e 204 c.d.s. per l'emissione (coincidente con l'adozione, e non già con la notificazione) del provvedimento prefettizio.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 6 agosto 2004, n. 15241 - L'adesione del coniuge ad una confessione religiosa, con conseguente allontanamento dalla casa familiare, può costituire causa di addebito della separazione personale.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 21 luglio 2004, n. 13603 - In caso di divorzio o separazione, il coniuge affidatario di figli minorenni o convivente con figli maggiorenni non autosufficienti senza loro colpa ha diritto di continuare a godere dell'immobile precedentemente concesso in comodato da un terzo affinché fosse destinato alla casa familiare.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 luglio 2004, n. 13505 - E' illegittima, per violazione di legge, l'ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa emessa dal Prefetto senza la previa audizione dell'interessato che ne abbia fatto richiesta.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 19 luglio 2004, n. 31523 - Conferma le condanne di Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro per l'omicidio della studentessa universitaria Marta Russo.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 6 luglio 2004, n. 29232 - E' legittimo criticare con toni aspri il comportamento deontologicamente scorretto di un magistrato.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 2 luglio 2004, n. 12121 - Anche il coniuge separato che non si attiva per trovare lavoro ha diritto all'assegno di mantenimento.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 24 giugno 2004, n. 11750 - Non può essere iscritto all'albo degli avvocati il praticante che abbia superato le prove orali del relativo esame di abilitazione alle quali era stato ammesso per effetto di un provvedimento cautelare del Giudice amministrativo.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 17 giugno 2004, n. 11353 - Il giudice del lavoro può disporre d'ufficio, in qualunque momento, l'ammissione di ogni mezzo di prova, anche al di fuori dei limiti stabiliti dal codice civile, nonché quando si siano verificate decadenze o preclusioni e non vi sia un'esplicita richiesta delle parti.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 9 giugno 2004, n. 26077 - Ai fini della sussistenza del reato di interruzione di pubblico servizio (art. 340 c.p.), è sufficiente che l'entità del turbamento della regolarità dell'ufficio o l'interruzione del medesimo, pur senza aver cagionato in concreto l'effetto di una cessazione reale dell'attività o uno scompiglio durevole del funzionamento, siano stati idonei ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio, anche in termini di limitata durata temporale e di coinvolgimento di uno solo settore.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 3 giugno 2004, n. 10559 - In sede di convalida del provvedimento col quale il questore ordina il trattenimento dello straniero presso un centro di permanenza temporanea, il giudice è tenuto ad operare, anche d'ufficio, un rigoroso controllo del titolo di privazione della libertà personale e, quindi, del presupposto logico-giuridico di esso, costituito dal provvedimento di espulsione adottato dal prefetto, senza che al riguardo possa ritenersi sufficiente la mera enunciazione dell'esistenza di quest'ultimo da parte dell'Amministrazione procedente.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 28 maggio 2004, n. 10313 - In caso di contestazione della bolletta telefonica da parte dell'utente, grava sul gestore del servizio l'onere di provare la corrispondenza delle registrazioni in essa riportate a quelle del contatore centrale, senza che al riguardo assuma rilievo il fatto che l'utente stesso abbia utilizzato un apparecchio "cordless" non omologato.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 26 maggio 2004, n. 10273 - In materia di separazione personale dei coniugi, la sola relazione adulterina, la quale sia nota all'altro coniuge e da quest'ultimo sopportata, non costituisce necessariamente causa di addebito della separazione, allorché essa, una volta cessata, sia stata superata dalle parti.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 17 maggio 2004, n. 23016 - Le decisioni interpretative di rigetto della Corte costituzionale non hanno efficacia erga omnes, a differenza di quelle dichiarative dell'illegittimità costituzionale di norme, e pertanto determinano solo un vincolo negativo per il giudice del procedimento in cui è stata sollevata la relativa questione, mentre in tutti gli altri casi il giudice conserva il potere-dovere di interpretare in piena autonomia le disposizioni di legge a norma dell'art. 101, comma 2, Cost., purché ne dia una lettura costituzionalmente orientata, ancorché differente da quella indicata nella decisione interpretativa di rigetto.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 13 maggio 2004, n. 9151 - Anche l'obbligo di reperibilità telefonica del lavoratore costituisce indice della natura subordinata del rapporto di lavoro.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 4 maggio 2004, n. 8433 - La pensione di invalidità può essere convertita in quella di vecchiaia.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 4 maggio 2004, n. 8429 - Il requisito della "condotta specchiatissima ed illibata", richiesto dalla legge ai fini dell'iscrizione nell'albo degli avvocati, può essere autonomamente accertato e valutato dal Consiglio Nazionale Forense, anche in base ad elementi diversi da quelli posti dal Consiglio dell'Ordine a fondamento della decisione impugnata, con utilizzazione altresì di fonti di prova sorte anche dopo quest'ultima, atteso che il Consiglio Nazionale è giudice, oltre che di legittimità, anche di merito.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 3 maggio 2004, n. 8320 - E' da ritenersi valida la procura speciale "ad litem" rilasciata da un Comune a margine di un ricorso per cassazione, ove difetti l'indicazione del nome del sindaco che l'ha conferita e la firma risulti illeggibile, atteso che il nome della persona fisica che riveste pro tempore la qualità di sindaco del Comune costituisce un dato di pubblico dominio, accertabile senza alcuna difficoltà presso lo stesso ente, e ciò comporta l'onere, per la parte interessata, di contestare che la firma in calce alla procura provenga dalla persona del sindaco in carica.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 29 aprile 2004, n. 8205 - Non può essere delibata nell'ordinamento italiano, per contrasto con l'ordine pubblico interno, la sentenza ecclesiastica che dichiara la nullità del matrimonio per esclusione di uno dei bona matrimoni da parte di uno dei nubendi, quando tale riserva non sia conosciuta, ovvero non sia conoscibile mediante la normale diligenza, dall'altro, in ispregio del principio - essenziale ed inderogabile nell'ordinamento italiano - di buona fede e di affidamento incolpevole nella validità del negozio.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 27 aprile 2004, n. 7980 - La negazione o l'impedimento allo svolgimento delle mansioni comporta, al pari del demansionamento, una lesione del diritto fondamentale del lavoratore alla libera esplicazione della propria personalità anche nel luogo di lavoro, determinando un pregiudizio che incide sulla vita professionale e di relazione dell'interessato e che deve essere risarcito anche quando abbia natura non patrimoniale.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 24 aprile 2004, n. 7859 - L'estratto contributivo fornito dall'Inps ha valore certificativo della situazione in esso descritta ed il suo contenuto deve risultare comprensibile con la normale diligenza da persona che abbia il livello culturale minimo compatibile con lo svolgimento di un'attività lavorativa.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 23 aprile 2004, n. 19289 - Durante la fase delle indagini preliminari, competente a decidere sull'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato è il Giudice per le indagini preliminari (e non il Pubblico ministero).

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 22 aprile 2004, n. 18941 - La disciplina della responsabilità amministrativa da reato, di cui al d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, non si applica alle imprese individuali.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 20 aprile 2004, n. 18399 - Nel procedimento d'appello contro le ordinanze in materia di misure cautelari personali, deve ritenersi consentita l'acquisizione e l'utilizzazione di elementi probatori sopravvenuti all'adozione del provvedimento impugnato e addotti dalle parti.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 14 aprile 2004, n. 7080 - Quando una normativa fiscale si presta ad una duplice interpretazione, deve essere preferita quella che ne esclude la retroattività a sfavore del contribuente.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 13 aprile 2004, n. 7043 - Il direttore generale della Asl, il cui contratto di lavoro sia stato illegittimamente risolto dalla Regione, ha diritto al risarcimento del danno all'immagine.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 8 aprile 2004, n. 6931 - Anche gli arbitri possono liquidare il danno in via equitativa.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 1° aprile 2004, n. 15503 - Risponde di ingiuria il militare che utilizza espressioni volgari per richiamare un sottoposto, anche se quest'ultimo non si ritenga offeso.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 1° aprile 2004, n. 6370 - Fra il giudizio amministrativo sulla revoca del permesso di soggiorno e il giudizio civile sul decreto di espulsione dello straniero non sussiste un rapporto di pregiudizialità.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 1° aprile 2004, n. 6362 - A seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 267 del 2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), la competenza ad irrogare sanzioni amministrative, anche in materia di commercio, spetta ai dirigenti degli enti locali.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 24 marzo 2004, n. 5877 - Non può invocare lo stato di necessità il genitore che rifiuta di sottoporre il figlio minore ad una vaccinazione obbligatoria, adducendo l'esistenza di un caso di encefalopatia precedentemente verificatosi in famiglia a causa della vaccinazione stessa.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 11 marzo 2004, n. 4993 - In caso di incidente stradale, il conducente del mezzo risponde dei danni riportati dal passeggero che non abbia indossato le cinture di sicurezza.

 

» Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 4 marzo 2004, n. 10430 - Risponde di omicidio colposo il medico che affida un malato gravemente depresso alla custodia di un soggetto privo di specializzazione e di conoscenza medico-infermieristica, senza fornirgli alcuna informazione sullo stato mentale del paziente e sui precedenti tentativi di suicidio da questo compiuti.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 marzo 2004, n. 4462 - Il datore di lavoro privato che indice un concorso interno ha l'obbligo di procedere alla selezione nel rispetto dei principi di imparzialità e trasparenza.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 26 febbraio 2004, n. 8678 - Nell'ambito delle competizioni politiche o sindacali, il diritto di cronaca e di critica (art. 21 Cost.) consente toni aspri e di disapprovazione, a condizione che la critica non trasmodi in attacco personale, portato direttamente alla sfera privata dell'offeso, e non sconfini nella contumelia e nella lesione della reputazione dell'avversario.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 25 febbraio 2004, n. 3735 - Il pagamento della sanzione amministrativa irrogata con ordinanza-ingiunzione non comporta di per sé acquiescenza né incide sull'interesse a proporre opposizione, potendo ricollegarsi alla volontà dell'intimato di sottrarsi all'esecuzione forzata, di evitare la confisca del bene sequestrato o di ottenerne la restituzione.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 23 febbraio 2004, n. 3549 - In caso di morte conseguente ad incidente stradale, il diritto al risarcimento del danno biologico si trasmette agli eredi solamente allorquando la vittima sia sopravvissuta all'evento lesivo per un apprezzabile lasso di tempo.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 20 febbraio 2004, n. 3383 - La regola della specificità della formulazione dei motivi di censura, prescritta per il ricorso per cassazione, vale anche per il giudizio d'impugnazione per nullità del lodo arbitrale ex art. 829 c.p.c.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 13 febbraio 2004, n. 5876 - Nel caso di radicale mancanza di motivazione sia del decreto di sequestro probatorio di cose qualificate come "corpo del reato" che dell'ordinanza confermativa del riesame, in ordine alla necessaria sussistenza della concreta finalità probatoria perseguita in funzione dell'accertamento dei fatti, la Corte di cassazione deve pronunziare sentenza di annullamento senza rinvio sia dell'ordinanza di riesame che del decreto di sequestro.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 12 febbraio 2004, n. 2698 - Se la multa è illegittima, l'automobilista ha diritto al risarcimento dei danni.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 11 febbraio 2004, n. 5466 - Nel procedimento che si svolge dinanzi alla Corte di cassazione in camera di consiglio nelle forme previste dagli artt. 610 e 611 c.p.p., l'imputato, il cui ricorso sia dichiarato inammissibile, va condannato al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, ove la domanda, avanzata da questa, di restituzione o di risarcimento del danno sia stata accolta in sede di merito ovvero non sia stata presa in considerazione dal giudice per fatto alla parte non addebitabile (art. 444 c.p.p.), purché la stessa abbia effettivamente esplicato, nei modi e nei limiti consentiti (artt. 74 ss. c.p.p.), un'attività diretta alla tutela dei propri interessi.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 9 febbraio 2004, n. 13912 - Risponde di calunnia chi denuncia falsamente lo smarrimento di un assegno dato in pagamento.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 9 febbraio 2004, n. 2424 - La Pubblica Amministrazione che per errore inescusabile fornisce al privato informazioni inesatte è tenuta a risarcire i danni.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 28 gennaio 2004, n. 1543 - In caso di inadempimento della concessionaria di automobili, anche la casa costruttrice può essere chiamata a rispondere in solido.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 19 gennaio 2004, n. 930 - Ai fini della sussistenza del tentativo di concussione, non occorre che il pubblico ufficiale faccia esplicita richiesta di danaro, essendo sufficiente che lo stesso tenga una condotta che riveste carattere intimidatorio.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 15 gennaio 2004, n. 515 - Sono viziate, e perciò annullabili, le dimissioni rassegnate dal lavoratore dipendente affetto da grave perturbamento psichico.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 13 gennaio 2004, n. 271 - L'azione con cui il committente fa valere i difetti dell'opera (art. 1667 c.c.) si prescrive nel termine di due anni dal giorno del collaudo, e non già della consegna anticipata dell'opera stessa.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 12 gennaio 2004, n. 556 - Anche un mero comportamento, ossia un atteggiamento non accompagnato da alcuna espressione verbale, può integrare gli estremi della minaccia, tutte le volte che, in rapporto alle modalità ed alle circostanza spazio-temporali in cui sia posto in essere, assuma un inequivoco significato, rappresentativo di un danno ingiusto.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 10 gennaio 2004, n. 215 - E' illegittimo il licenziamento dell'insegnante che, nel corso di un colloquio confidenziale, chieda ad un alunno se abbia conosciuto i suoi genitori naturali e se abbia curiosità di conoscerli.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 7 gennaio 2004, n. 10 - In materia di riscossione delle imposte dirette, il termine ex art. 25 del d.P.R. 602/1973 per la notifica al contribuente della cartella di pagamento è perentorio.

 

 

 

Altri giudici ordinari

 

 

» Giudice di pace di Torino, sezione VI civile, ordinanza 21 dicembre 2004 - Non può essere espulso dall'Italia l'immigrato extracomunitario che nel paese di origine rischia di essere perseguito a causa della propria omosessualità.

 

» Tribunale di Roma, sezione III civile, sentenza 7 giugno 2004, n. 17791 - La formazione delle liste dei candidati ad opera dei partiti rientra nei poteri decisionali dell'associazione, onde deve escludersi ex ante la titolarità di un diritto alla candidatura in capo all'associato, la cui posizione giuridica è riconducibile alla mera aspettativa di fatto, priva di rilevanza giuridica; tuttavia, quando la candidatura sia stata promessa da un organo dell'associazione, che, in una situazione di indizi univoci e concordanti, agisca per conto di quella, in tal modo suscitando nell'associato il legittimo affidamento, protrattosi nel tempo, circa la presentazione della sua candidatura, allora è configurabile il diritto al risarcimento del danno per la lesione dell'aspettativa, essendo ormai l'associato in una posizione giuridica tale da presumere fondatamente di essere candidato.

 

» Giudice di pace di Melfi, sentenza 16 aprile 2004, n. 47 - Ha diritto al risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, il cittadino che abbia dovuto affrontare spese legali ed abbia subito disagi a causa del comportamento dilatorio della Pubblica Amministrazione.

 

 

 

Consiglio di Stato

 

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 18 novembre 2004, n. 7558 - La ratio che sorregge la l. 241/1990 richiede un'osservanza sostanziale dell'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento, in modo che sia consentita la partecipazione effettiva del privato alla formazione della volontà dell'Autorità amministrativa; con la conseguenza che tale ratio risulta elusa, e quindi violata, se la condotta dell'Amministrazione si risolve in un ossequio meramente formale al precetto, in una fase della procedura nella quale le scelte sostanziali sono state già compiute.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 22 ottobre 2004, n. 6959 - La funzione della partecipazione del cittadino al procedimento amministrativo, attraverso la presentazione di osservazioni e controdeduzioni, è quella di far emergere gli interessi, anche spiccatamente privati, che sottostanno all'azione amministrativa discrezionale, in modo da orientare correttamente ed esaustivamente la stessa scelta della Pubblica Amministrazione attraverso una ponderata valutazione di tutti gli interessi (pubblici e privati) in gioco per il raggiungimento della miglior soddisfazione possibile dell'interesse pubblico; ma ciò non comporta che l'Amministrazione sia tenuta ad accogliere necessariamente le osservazioni svolte e neppure sussiste un obbligo giuridico di confutarle espressamente, così che un rilievo invalidante del provvedimento amministrativo può riconoscersi solo quando sia provato che l'Amministrazione non abbia neppure esaminato le osservazioni e le controdeduzioni formulate dall'interessato a seguito della rituale comunicazione dell'avviso di avvio del procedimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 20 ottobre 2004, n. 6879 - L'art. 10, comma 1, del d.lgs. 267/2000, nel sancire il principio della generale pubblicità degli atti delle amministrazioni locali, non implica una configurazione del diritto di accesso in termini differenti da quelli ricavabili dall'art. 25 della l. 241/1990, né regola secondo modalità diversificate l'esercizio di tale diritto.

 

» Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 18 ottobre 2004, n. 10 - Nel sistema introdotto dalla l. 205/2000, competente a conoscere del risarcimento del danno per equivalente è lo stesso giudice dinanzi al quale è stato impugnato il provvedimento lesivo; e ciò, sia che si tratti di ipotesi nelle quali la pretesa risarcitoria consequenziale concerna diritti soggettivi lesi da atti degradatori (diritti soggettivi restituiti alla loro originaria dimensione dopo l'annullamento del provvedimento), sia che si tratti di interessi pretensivi, che, per la rottura dell'anello che lega insieme interesse individuale e interesse pubblico, non possono che ottenere riparazione per equivalente.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 ottobre 2004, n. 6575 - Il principio della necessaria predeterminazione dei criteri di valutazione vale anche per i concorsi indetti dagli enti locali.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 ottobre 2004, n. 6557 - In materia di procedimenti sanzionatori, l'accertamento del fatto illecito in contraddittorio con il responsabile, di cui fa fede il verbale di contestazione, esime l'Amministrazione dall'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 ottobre 2004, n. 6556 - Nei pubblici concorsi, il principio della segretezza della prova scritta si giustifica con la necessità che la correzione dell'elaborato avvenga ignorando la paternità del compito, quale garanzia di imparzialità del giudizio, onde esso non trova applicazione quando l'anonimato sia privo di utilità pratica.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 5 ottobre 2004, n. 6462 - E' legittima la destinazione del pubblico dipendente riammesso in servizio, a seguito di sospensione cautelare, allo svolgimento di mansioni che non comportino contatti con l'utenza; e tale determinazione non dev'essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 1° ottobre 2004, n. 6368 - Il privato cittadino non può accedere alle informazioni conservate negli archivi magnetici del centro elaborazione dati del Ministero dell'interno.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 16 settembre 2004, n. 5995 - In materia di risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi, il termine di prescrizione della relativa azione comincia a decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza di annullamento dell'atto amministrativo illegittimo ovvero, allorquando tale annullamento non sia necessario (ad es., in caso di "danno da ritardo"), dal verificarsi del fatto illecito produttivo di danno.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 7 settembre 2004, n. 5873 - Il diritto alla tutela giurisdizionale prevale sull'esigenza di riservatezza dei dati sensibili.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 19 luglio 2004, n. 5175 - Anche dopo l'entrata in vigore della l. 241/1990, l'onere di motivazione dei giudizi concernenti prove scritte ed orali di un concorso pubblico o di un esame è sufficientemente adempiuto con l'attribuzione di un punteggio alfanumerico, configurandosi quest'ultimo come formula sintetica, ma eloquente, che esterna la valutazione tecnica compiuta dalla commissione.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 6 luglio 2004, n. 5019 - La sospensione cautelare facoltativa dal servizio del pubblico dipendente, dopo che si è esaurita quella obbligatoria, è vicenda rimessa alla discrezionalità dell'Amministrazione, la quale, proprio per questo, è tenuta ad indicare quali ragioni ostino al reinserimento del soggetto nella struttura pubblica; ragioni che devono, in genere, riguardare fatti e circostanze che determinano un discredito dell'Amministrazione (in relazione alla gravità degli addebiti e all'ufficio ricoperto dal soggetto) e un disagio nell'ambito dell'ambiente di lavoro, dove la presenza di un soggetto indagato per illeciti penali può indubbiamente creare un clima di non buona operatività.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 6 luglio 2004, n. 5017 - In sede di esame di abilitazione alla professione forense, la semplice scollatura della busta piccola, contenente le generalità del candidato, non comporta l'annullamento della prova scritta, non costituendo essa un segno di riconoscimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 22 giugno 2004, n. 4345 - Nei pubblici concorsi, le attestazioni di status o di qualità che siano prive delle prescritte formalità devono ritenersi regolarizzabili ogniqualvolta, in assenza di specifiche previsioni normative, sussista l'esigenza di accordare prevalenza all'accertamento dell'effettivo possesso di un titolo tempestivamente prodotto.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 28 maggio 2004, n. 3464 - Le controversie insorte fra il privato utente ed il servizio sanitario nazionale, ovvero un'impresa con esso accreditata, appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 14 maggio 2004, n. 2102 - La natura sindacale di un'organizzazione non può essere valutata alla stregua di parametri predefiniti, essendo sufficiente, per una conclusione affermativa, la circostanza che, per statuto, essa si proponga la tutela di un interesse collettivo di una categoria professionale.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 11 maggio 2004, n. 2953 - L'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento vale non soltanto per i procedimenti complessi che si articolano in più fasi (preparatoria, costitutiva ed integrativa dell'efficacia), ma anche per i procedimenti semplici che si esauriscono direttamente con l'adozione dell'atto finale, i quali comunque comportano una fase istruttoria da parte della stessa autorità emanante.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 4 maggio 2004, n. 2716 - I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato, senza alcuna limitazione, con la conseguenza che la richiesta di accesso avanzata da uno di tali soggetti a motivo dell'espletamento del proprio mandato, pur senza alcuna ulteriore precisazione circa le specifiche ragioni della richiesta stessa, risulta congruamente motivata e non può essere disattesa dall'Amministrazione, neanche quando ricorra l'esigenza di salvaguardare la riservatezza di terzi.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 22 aprile 2004, n. 2364 - Ai fini della valutazione in sede di concorso universitario, per «pubblicazione scientifica» deve intendersi non già una qualsiasi riproduzione a stampa dei lavori del candidato, bensì l'opera pubblicata da un editore.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 15 aprile 2004, n. 2151 - Non è tenuta al risarcimento dei danni l'Amministrazione che abbia adottato un provvedimento illegittimo a causa di un'oggettiva difficoltà di interpretazione della norma da applicare.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 9 aprile 2004, n. 1991 - E' legittimo il diniego di trasferimento opposto ad un agente di pubblica sicurezza, giustificato con l'esistenza di un rapporto di affinità tra la sorella di questi ed un noto pregiudicato affiliato ad un pericoloso clan camorristico operante nella zona in cui l'agente chiedeva di essere trasferito.

 

» Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 24 marzo 2004, n. 7 - Nei giudizi amministrativi d'appello non può farsi luogo all'integrazione del contraddittorio nei confronti dei controinteressati.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 18 marzo 2004, n. 1425 - Ai fini dello scioglimento dei Consigli comunali per infiltrazioni della criminalità organizzata, l'Amministrazione dispone di un'ampia potestà di apprezzamento delle circostanze concrete, la quale è sindacabile in sede di legittimità soltanto in presenza di vizi che denotino, con sufficiente concludenza, la deviazione del procedimento dal suo fine istituzionale.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 18 marzo 2004, n. 1417 - Basta l'esistenza di un ragionevole dubbio sull'ostensibilità del documento amministrativo per opporre diniego ad una richiesta di accesso informale.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 12 marzo 2004, n. 1261 - L'Amministrazione che lede colposamente un interesse legittimo oppositivo è tenuta a risarcire il danno "da disturbo".

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 3 marzo 2004, n. 1042 - E' legittima la revoca dalla carica del presidente del Consiglio comunale che abbia tenuto un comportamento incompatibile con il suo ruolo istituzionale di garante "super partes".

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 19 febbraio 2004, n. 670 - Anche nei giudizi elettorali vale il principio della specificità dei motivi di impugnazione.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 17 febbraio 2004, n. 619 - E' illegittima la delibera del Consiglio dell'ordine degli avvocati che, nell'istituire un registro delle presenze al fine di verificare l'effettività della pratica forense, assuma a parametro per escludere l'intervenuta pratica il criterio di un giorno di assenza in relazione ai giorni prestabiliti dal Consiglio medesimo per l'obbligo di firma.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 17 febbraio 2004, n. 616 - Nell'esame di avvocato, ai fini dell'annullamento degli elaborati presentati da due o più candidati è sufficiente il mero accertamento della loro conformità, senza obbligo di ulteriori indagini e motivazioni, non essendo necessaria l'individuazione del soggetto attivo della copiatura.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 10 febbraio 2004, n. 472 - La retribuibilità del lavoro straordinario prestato dai dipendenti pubblici è condizionata da una autorizzazione formale e preventiva che, in linea con il dettato di cui all'art. 97 Cost., consenta di verificare in concreto la sussistenza delle ragioni di pubblico interesse che rendono necessario il ricorso a prestazioni lavorative eccedenti l'orario normale di lavoro mentre, al riguardo, è ipotizzabile una ratifica delle attività comunque svolte solo se le prestazioni sono state espletate per improcrastinabili ed inderogabili esigenze di servizio che nell'atto di ratifica devono essere specificamente indicate.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 4 febbraio 2004, n. 388 - L'erronea interpretazione del giudicato, configurandosi come un errore di diritto, non può dar luogo alla revocazione della sentenza.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 29 gennaio 2004, n. 299 - I dipendenti degli enti locali non hanno diritto al rimborso delle spese sostenute per le cure termali.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 16 gennaio 2004, n. 127 - Il Codacons non è legittimato ad accedere ai documenti riguardanti la gara internazionale espletata dall'ATAC per la realizzazione di tessere elettroniche a microprocessore.

 

» Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 14 gennaio 2004, n. 1 - Il procedimento disciplinare deve concludersi entro duecentosettanta giorni da quando l'Amministrazione pubblica ha avuto notizia della condanna penale del dipendente.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 13 gennaio 2004, n. 40 - Il divieto di mutare la domanda e di ampliare l'oggetto del giudizio (artt. 183 e 184 c.p.c.) vale anche per il processo amministrativo.

 

 

 

Tribunali amministrativi regionali

 

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, Lecce, sezione I, sentenza 2 dicembre 2004, n. 8391 - Il praticante avvocato che abbia conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali è esonerato da un anno di tirocinio tradizionale (mediante frequenza delle udienze e dello studio professionale); e tale effetto esonerativo non è subordinato né alla valutazione discrezionale del competente Consiglio dell'Ordine, né alla previa comunicazione a quest'ultimo di volersene avvalere, comunque implicita nell'istanza di rilascio del certificato di compiuta pratica.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione I, sentenza 15 novembre 2004, n. 16778 - La sola presenza all'interno del consiglio comunale di taluni consiglieri di minoranza sospetti di vicinanza ad organizzazioni malavitose non è idonea a fondare la misura dello scioglimento del consiglio stesso.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione I, sentenza 8 novembre 2004, n. 5633 - In sede di valutazione della prova scritta di un concorso pubblico, l'attribuzione del solo punteggio numerico è inidonea ad assolvere l'obbligo di motivazione imposto dall'art. 3 della l. 241/1990, costituendo tale punteggio esternazione del risultato, e non già motivazione del giudizio valutativo, e non potendo dallo stesso evincersi il percorso logico che la Commissione d'esame ha seguito ai fini della valutazione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, Pescara, sentenza 4 novembre 2004, n. 877 - I consiglieri comunali non sono legittimati ad impugnare gli atti di altri organi del Comune, a tutela di prerogative, attribuzioni e competenze dell'intero organo collegiale cui essi appartengono, non potendosi per tale via risolversi conflitti interorganici, in quanto il processo amministrativo ha riguardo a controversie intersoggettive e non è di regola aperto al contenzioso tra organi o componenti di organi di uno stesso ente, salva l'ipotesi nella quale vengano in rilievo atti incidenti in via diretta sul diritto all'ufficio di questi ultimi, in quanto destinati ad interferire con le loro attribuzioni e prerogative.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I ter, sentenza 11 ottobre 2004, n. 10661 - Gli artt. 58 e 59 del d.lgs. 267/2000 configurano una vera e propria incapacità legale ad assumere (o a mantenere) l'ufficio di sindaco, la quale opera anche nel caso in cui l'interessato abbia beneficiato della sospensione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, e cessa soltanto in seguito a riabilitazione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 8 ottobre 2004, n. 10491 - Il termine dimidiato previsto dall'art. 23-bis, comma 2, della l. 1034/1971 (introdotto dall'art. 4 della l. 205/2000) vale anche per il deposito del ricorso.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 14 settembre 2004, n. 9100 - Ai fini del trasferimento d'ufficio del magistrato ex art. 2 della legge sulle Guarentigie, è sufficiente l'esistenza, fondata su elementi sufficientemente certi, obiettivi e precisamente individuati, di una situazione di incompatibilità ambientale o funzionale alla quale il magistrato abbia dato effettivamente causa con la propria condotta.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, sentenza 13 settembre 2004, n. 1321 - Ai fini del compimento del biennio di pratica forense, il servizio prestato in qualità di magistrato onorario può essere cumulato alla pratica legale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 3 settembre 2004, n. 8368 - Anche il consiglio nazionale di un ordine professionale è sottoposto al controllo dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, allorché esso ponga in essere atti che siano idonei ad orientare il comportamento economico dei professionisti di riferimento, a prescindere dal rilievo formale che questi non siano iscritti al consiglio nazionale, ma agli albi tenuti dai collegi provinciali.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II bis, sentenza 26 agosto 2004, n. 8097 - La Pubblica Amministrazione può coprire i posti vacanti attraverso una nuova procedura concorsuale, anziché attingere alla graduatoria ancora valida di una precedente selezione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, L'Aquila, sentenza 1° luglio 2004, n. 805 - Non necessita di motivazione il provvedimento con il quale il Sindaco dispone la revoca dei componenti della Giunta comunale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, 1° giugno 2004, n. 5141 - Risponde del danno "intrusivo", determinato dall'illegittima effusione della potestà concessoria e dalla conseguente alterazione dell'equilibrio concorrenziale, la Pubblica Amministrazione che abbia illegittimamente adottato, a favore di una società, un provvedimento modificativo dell'orario di una pubblica autolinea relativa ad una determinata tratta stradale (da diurna in notturna), determinando un'indebita sottrazione di traffico nei confronti di una società concorrente, già concessionaria esclusiva del servizio di trasporto sulla medesima tratta, in conseguenza della sovrapposizione del servizio medesimo.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III, sentenza 17 maggio 2004, n. 4564 - Al fine dell'osservanza del generalissimo principio di imparzialità e rispetto della par condicio tra i concorrenti, nonché nell'interesse pubblico alla miglior selezione possibile, nei pubblici concorsi è necessario che i criteri di massima siano stabiliti prima che venga compiuta qualsiasi attività valutativa, allo scopo di escludere anche soltanto il sospetto che i medesimi criteri siano condizionati dall'esito di dette valutazioni.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 3 marzo 2004, n. 2020 - E' ingannevole il messaggio pubblicitario che attribuisce ad un'acqua minerale proprietà "vitaminiche".

 

» Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, sentenza 23 febbraio 2004, n. 67 - In caso di lesione di interessi legittimi, l'azione di risarcimento del danno per equivalente non presuppone necessariamente l'annullamento dell'atto illegittimo.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Umbria, sentenza 12 febbraio 2004, n. 66 - Nell'esame di abilitazione alla professione forense, l'onere della motivazione è sufficientemente adempiuto con l'attribuzione agli elaborati di un punteggio numerico.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II bis, sentenza 9 gennaio 2004, n. 63 - E' inammissibile l'impugnazione del silenzio-rifiuto che non sia stata ritualmente preceduta dalla diffida e dalla messa in mora dell'Amministrazione.

 

 

 

Commissioni tributarie

 

 

» Commissione tributaria regionale di Bari, sentenza 19 novembre 2004, n. 98 - L'attività del professionista intellettuale non può mai essere considerata come "impresa" né trasformarsi in attività "autonomamente organizzata", con la conseguenza che essa non può costituire il presupposto impositivo dell'Irap, il quale sussiste solo quando l'attività faccia capo ad una struttura diversa di tipo imprenditoriale dove la creazione del reddito è data dal concorso del lavoratore autonomo con altri fattori produttivi.

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