Indice

 

2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010

 

 

 

 

 

Corte costituzionale

 

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 dicembre 2005, n. 471 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 204-bis del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), «in relazione al precedente art. 126-bis, comma 2», del medesimo codice della strada, disposizioni rispettivamente introdotte dall'art. 4, comma 1-septies, del d.l. 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella l. 1° agosto 2003, n. 214, e dall'art. 7, comma 1, del d.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all'esito della modifica apportata dall'art. 7, comma 3, del già citato d.l. n. 151 del 2003, convertito, con modificazioni, nella l. n. 214 del 2003, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dal Giudice di pace di Varazze.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 dicembre 2005, n. 466 - Illegittimità costituzionale dell'art. 13, comma 13-bis, secondo periodo, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), risultante dalle modifiche introdotte nel testo dall'art. 12 della l. 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo).

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 dicembre 2005, n. 460 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 51, primo comma, n. 4, c.p.c., sollevata, in riferimento agli artt. 24 e 111 Cost., dal Tribunale ordinario di Grosseto.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 dicembre 2005, n. 458 - Illegittimità costituzionale dell'art. 9, terzo comma, del d.l.C.p.S. 4 aprile 1947, n. 207 (Trattamento giuridico ed economico del personale civile non di ruolo in servizio nelle Amministrazioni dello Stato) nella parte in cui non prevede che l'indennità di fine rapporto spettante al dipendente non di ruolo defunto, in mancanza dei soggetti ivi indicati, si devolva secondo le norme che disciplinano la successione mortis causa.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 dicembre 2005, n. 457 - Illegittimità costituzionale dell'art. 20, comma 7, della l. 23 febbraio 1999, n. 44 (Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura), limitatamente alla parola «favorevole».

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 dicembre 2005, n. 451 - Giudizi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sorti a seguito di due ordinanze del 5 giugno 2000 e del 1° ottobre 2001, nonché della sentenza del 22 novembre 2003, n. 11069, emesse dal Tribunale di Milano, prima sezione penale, e di tre ordinanze del 14 luglio 2000, del 9 ottobre 2000, del 21 novembre 2001, nonché della sentenza del 29 aprile 2003, n. 4688, emesse dal Tribunale di Milano, quarta sezione penale, promossi dalla Camera dei deputati - Non spettava all'autorità giudiziaria, e nella specie al Tribunale di Milano, nell'apprezzare la prova e i caratteri dell'impedimento dell'imputato parlamentare a comparire alle udienze tenute dal Giudice dell'udienza preliminare di quel Tribunale nei giorni 17, 20 e 22 settembre, 5 e 6 ottobre 1999, per la concomitanza con lavori della Camera di appartenenza, affermare: a) che il Giudice dell'udienza preliminare non aveva alcun obbligo di attivarsi per acquisire la prova dell'impedimento e che era a tal fine irrilevante la lettera di convocazione del capo del gruppo parlamentare; b) che sussiste impedimento soltanto quando in Parlamento siano previste votazioni e sia provata l'effettiva presenza dell'imputato ai lavori parlamentari - Annullamento dell'ordinanza del Tribunale di Milano in data 5 giugno 2000 (prima sezione penale) e - nei limiti di cui in motivazione - le ordinanze del medesimo Tribunale nelle date del 1° ottobre 2001 (prima sezione penale), nonché del 14 luglio, del 9 ottobre 2000 e del 21 novembre 2001 (quarta sezione penale).

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 dicembre 2005, n. 445 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, della l.r. Liguria 24 dicembre 2004, n. 31 (Norme procedurali per lo svolgimento del referendum previsto dall'art. 123, comma 3, della Costituzione), limitatamente alle parole «e le parti dichiarate incostituzionali coincidano con l'oggetto della richiesta referendaria».

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 dicembre 2005, n. 444 - Illegittimità costituzionale dell'art. 12 del r.d.l. 27 maggio 1923, n. 1324 (Modificazioni al regio decreto-legge 9 novembre 1919, n. 2239), convertito, con modificazioni, dalla l. 17 aprile 1925, n. 473 (Conversione in legge, con approvazione complessiva, di decreti luogotenenziali e regi aventi per oggetto argomenti diversi), nella parte in cui esclude la pignorabilità per ogni credito dell'intero ammontare della pensione erogata dalla Cassa nazionale del notariato, anziché prevedere l'impignorabilità, con le eccezioni previste dalla legge per crediti qualificati, della sola parte della pensione necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita e la pignorabilità nei limiti del quinto della residua parte.

 

» Corte costituzionale, sentenza 9 dicembre 2005, n. 438 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4 della l. 8 giugno 1966, n. 424 (Abrogazione delle norme che prevedono la perdita, la riduzione o la sospensione delle pensioni a carico dello Stato o di altro ente pubblico), nella parte in cui prevede, per i dipendenti degli enti pubblici diversi dallo Stato, la sequestrabilità e la pignorabilità delle indennità di fine rapporto di lavoro, per crediti da danno erariale, senza osservare i limiti stabiliti dall'art. 545 c.p.c.

 

» Corte costituzionale, sentenza 9 dicembre 2005, n. 437 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1 della l.r. Liguria 24 marzo 2000, n. 26 (Estinzione delle gestioni liquidatorie in campo sanitario costituite ai sensi dell'art. 2, comma 14, della legge 28 dicembre 1995, n. 549) - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, della medesima legge, nella parte in cui prevede che tutti i rapporti giuridici già facenti capo alle unità sanitarie locali operanti nella Regione Liguria, ancorché oggetto di giudizi in qualsiasi sede e grado, si intendono di diritto trasferiti alle aziende unità sanitarie locali, alle quali restano attribuite la titolarità e la legittimazione, sostanziale e processuale, attiva e passiva, e il relativo esercizio da parte dei rispettivi legali rappresentanti.

 

» Corte costituzionale, sentenza 2 dicembre 2005, n. 433 - Illegittimità costituzionale degli artt. 30 e 31 della l. 6 luglio 1939, n. 1035 (Approvazione dell'ordinamento della Cassa di previdenza per le pensioni dei sanitari), nella parte in cui, ai fini del trattamento pensionistico di riversibilità, non equiparano ai minorenni gli orfani maggiorenni iscritti ad università o ad istituti superiori pareggiati per tutta la durata del corso legale e, comunque, non oltre il ventiseiesimo anno di età.

 

» Corte costituzionale, sentenza 2 dicembre 2005, n. 432 - Illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, della l.r. Lombardia 12 gennaio 2002, n. 1 (Interventi per lo sviluppo del trasporto pubblico regionale e locale), come modificato dall'art. 5, comma 7, della l.r. Lombardia 9 dicembre 2003, n. 25 (Interventi in materia di trasporto pubblico locale e di viabilità), nella parte in cui non include gli stranieri residenti nella Regione Lombardia fra gli aventi il diritto alla circolazione gratuita sui servizi di trasporto pubblico di linea riconosciuto alle persone totalmente invalide per cause civili.

 

» Corte costituzionale, sentenza 2 dicembre 2005, n. 431 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, lettera a), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 19 ottobre 2004, n. 7 (Disposizioni per la valorizzazione del servizio civile volontario in Provincia autonoma di Bolzano), limitatamente alle parole «per un periodo variabile da 6 a 12 mesi»; dell'art. 14, comma 1, lettera a), della predetta legge della Provincia autonoma di Bolzano 19 ottobre 2004, n. 7, nella parte in cui demanda ad un regolamento di esecuzione la disciplina, tra i benefici previsti a favore dei volontari del servizio civile nazionale, anche dei crediti formativi per la formazione universitaria e professionale; e dell'art. 14, comma 1, lettera b), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 19 ottobre 2004, n. 7, limitatamente alle parole «e i requisiti», nella parte in cui si riferiscono al servizio civile nazionale - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 6, comma 7, 7, comma 1, lett. b), d) e f), 11 e 14, comma 1, lett. d), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 19 ottobre 2004, n. 7, sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettere d) ed e), terzo e quarto comma, e 119, sesto comma, Cost., e agli artt. 8, 9 e 80 dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige (approvato con il d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670), dal Presidente del Consiglio dei ministri - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, lett. a) ed e), 4, commi 1 e 2, lett. i), 5, comma 2, 6, comma 2, 7, commi 1, 4, 5, 6 e 7, 10, comma 1, lett. f), 12 e 13 della l.r. Marche 23 febbraio 2005, n. 15 (Istituzione del sistema regionale del servizio civile), sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera d), e 120, secondo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 novembre 2005, n. 417 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, commi 9, 10, 11, del d.l. 12 luglio 2004, n. 168 (Interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica), convertito, con modificazioni, dalla l. 30 luglio 2004, n. 191, nella parte in cui si riferisce alle Regioni e agli enti locali - Non fondatezza o inammissibilità di questioni di legittimità costituzionale concernenti altre disposizioni contenute nel medesimo decreto-legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 3 novembre 2005, n. 410 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 637 c.p.c. sollevata, in riferimento agli artt. 24 e 111, secondo comma, Cost., dal Tribunale di Genova.

 

» Corte costituzionale, sentenza 3 novembre 2005, n. 408 - Illegittimità costituzionale dell'art. 297, comma 3, c.p.p., nella parte in cui non si applica anche a fatti diversi non connessi, quando risulti che gli elementi per emettere la nuova ordinanza erano già desumibili dagli atti al momento della emissione della precedente ordinanza.

 

» Corte costituzionale, sentenza 3 novembre 2005, n. 405 - Illegittimità costituzionale degli artt. 2, 3 e 4 della l.r. Toscana 28 settembre 2004, n. 50 (Disposizioni regionali in materia di libere professioni intellettuali) - Illegittimità costituzionale consequenziale delle restanti disposizioni della medesima legge.

 

» Corte costituzionale, ordinanza 25 ottobre 2005, n. 404 - Inammissibilità, per intervenuta cessazione della materia del contendere, del conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato sollevato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri e del Governo a seguito dell'apposizione del segreto di Stato sull'area che ospita la residenza privata di Silvio Berlusconi in Sardegna.

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 ottobre 2005, n. 394 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale degli artt. 261, 147 e 148, 2643, numero 8, 2652, 2653 e 2657 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 30 Cost., dal Tribunale di Genova.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 ottobre 2005, n. 385 - Illegittimità costituzionale degli artt. 70 e 72 del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevedono il principio che al padre spetti di percepire in alternativa alla madre l'indennità di maternità, attribuita solo a quest'ultima.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 ottobre 2005, n. 384 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 124 del 2004, limitatamente alle parole: «dal Coordinatore nazionale delle aziende sanitarie locali»; dell'art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 124 del 2004, limitatamente alle parole: «dal Coordinatore regionale delle aziende sanitarie locali»; dell'art. 8, comma 3, del decreto legislativo n. 124 del 2004, nella parte in cui non prevede che il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che definisce lo schema di convenzione sia adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano; dell'art. 10, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo n. 124 del 2004, nella parte in cui non prevede che il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali concernente le modalità di attuazione e funzionamento della banca dati sia adottato previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano - Inammissibilità o non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 ottobre 2005, n. 383 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 1-ter, comma 2, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239 (Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica), quale convertito, con modificazioni, nella legge 27 ottobre 2003, n. 290, nella parte in cui non dispone che il potere del Ministro delle attività produttive di emanare «gli indirizzi per lo sviluppo delle reti nazionali di trasporto di energia elettrica e di gas naturale» sia esercitato d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali); dell'art. 1, comma 4, lettera f), della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia), limitatamente alle parole «con esclusione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili»; dell'art. 1, comma 7, lettera g), della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui non prevede che «l'identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale con riferimento all'articolazione territoriale delle reti infrastrutturali energetiche dichiarate di interesse nazionale ai sensi delle leggi vigenti» da parte dello Stato avvenga d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del d.lgs. 28 agosto 1997, n. 281; dell'art. 1, comma 7, lettera h), della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui non prevede che «la programmazione di grandi reti infrastrutturali energetiche dichiarate di interesse nazionale ai sensi delle leggi vigenti» da parte dello Stato avvenga d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del d.lgs. 28 agosto 1997, n. 281; dell'art. 1, comma 7, lettera i), della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui non prevede che «l'individuazione delle infrastrutture e degli insediamenti strategici» da parte dello Stato avvenga d'intesa con le Regioni e le Province autonome interessate; dell'art. 1, comma 8, lettera a), punto 3, della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui non prevede che «l'approvazione degli indirizzi di sviluppo della rete di trasmissione nazionale» da parte dello Stato avvenga d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del d.lgs. 28 agosto 1997, n. 281; dell'art. 1, comma 8, lettera a), punto 7, della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui prevede che «la definizione dei criteri generali per le nuove concessioni di distribuzione dell'energia elettrica e per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli impianti di generazione di energia elettrica di potenza termica superiore ai 300 MW» da parte dello Stato debba avvenire «sentita la Conferenza unificata», anziché «previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del d.lgs. 28 agosto 1997, n. 281»; dell'art. 1, comma 8, lettera b), punto 3, della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui non prevede che «le determinazioni inerenti lo stoccaggio di gas naturale in giacimento» siano assunte dallo Stato d'intesa con le Regioni e le Province autonome direttamente interessate; dell'art. 1, comma 24, lettera a), della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui, sostituendo il comma 2 dell'art. 1-ter del decreto-legge n. 239 del 2003, convertito, con modificazioni, nella legge n. 290 del 2003, non dispone che il potere del Ministro delle attività produttive di emanare «gli indirizzi per lo sviluppo delle reti nazionali di trasporto di energia elettrica e di gas naturale» sia esercitato d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del d.lgs. 28 agosto 1997, n. 281; dell'art. 1, comma 26, della legge n. 239 del 2004, nella parte in cui introduce il comma 4-bis nell'art. 1-sexies, del decreto-legge n. 239 del 2003, convertito, con modificazioni, nella legge n. 290 del 2003; dell'art. 1, comma 84, della legge n. 239 del 2004, limitatamente alle parole «la mancata sottoscrizione degli accordi non costituisce motivo per la sospensione dei lavori necessari per la messa in produzione dei giacimenti di idrocarburi o per il rinvio dell'inizio della coltivazione» - Inammissibilità o non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale.

 

» Corte costituzionale, sentenza 7 ottobre 2005, n. 379 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 567, commi 2 e 4, c.p.c., sollevata, in riferimento agli artt 3 e 111 Cost., dal Tribunale di Caltanissetta.

 

» Corte costituzionale, sentenza 30 settembre 2005, n. 355 - Illegittimità costituzionale degli artt. 2, commi 2 e 3, e 3 della l.r. Abruzzo 19 novembre 2003, n. 17 (Istituzione del registro regionale degli amministratori di condominio) - Illegittimità costituzionale consequenziale delle restanti disposizioni della medesima legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 22 luglio 2005, n. 299 - Illegittimità costituzionale dell'art. 303, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non consente di computare ai fini dei termini massimi di fase determinati dall'art. 304, comma 6, dello stesso codice, i periodi di custodia cautelare sofferti in fasi o in gradi diversi dalla fase o dal grado in cui il procedimento è regredito.

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 luglio 2005, n. 284 - Dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Consiglio superiore della magistratura nei confronti della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica e del Governo.

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 luglio 2005, n. 280 - Illegittimità costituzionale dell'art. 25 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dal d.lgs. 27 aprile 2001, n. 193 (Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 26 febbraio 1999, n. 46, e 13 aprile 1999, n. 112, in materia di riordino della disciplina relativa alla riscossione), nella parte in cui non prevede un termine, fissato a pena di decadenza, entro il quale il concessionario deve notificare al contribuente la cartella di pagamento delle imposte liquidate ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi).

 

» Corte costituzionale, sentenza 15 luglio 2005, n. 278 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, lett. d), della l. 1° agosto 2003, n. 207 (Sospensione condizionata dell'esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni).

 

» Corte costituzionale, sentenza 12 luglio 2005, n. 274 - Illegittimità costituzionale dell'art. 46, comma 3, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), nella parte in cui si riferisce alle ipotesi di cessazione della materia del contendere diverse dai casi di definizione delle pendenze tributarie previsti dalla legge.

 

» Corte costituzionale, ordinanza 1° luglio 2005, n. 252 - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 300, secondo comma, e 305 c.p.c., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 giugno 2005, n. 244 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 17 della l.r. Molise 8 luglio 2002, n. 12 (Riordino e ridefinizione delle comunità montane) sollevata, in relazione agli artt. 3, 5, 97, 114, 117, secondo comma, lett. p), e 123 Cost., dal TAR Molise.

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 giugno 2005, n. 233 - Illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazione di gravità a fruire del congedo ivi indicato, nell'ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a provvedere all'assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili.

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 giugno 2005, n. 232 - Illegittimità costituzionale dell'art. 50, comma 8, lett. c), della l.r. Veneto 23 aprile 2004, n. 11 (Norme per il governo del territorio) - Non fondateZZa della questione di legittimità costituzionale dell'art. 40 della l.r. Veneto n. 11 del 2004, sollevata, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lett. s), e 118, terzo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, ordinanza 8 giugno 2005, n. 228 - Manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2 del d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'art. 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 76 e 77, primo comma, Cost., dal Giudice di pace di Pavia, dal Giudice di pace di Vittorio Veneto e dal Giudice di pace di Conegliano - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 44 del d.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio), e degli artt. 1 e 7, comma 1, lett. c), della l. 25 giugno 1999, n. 205 (Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e modifiche del sistema penale e tributario), in relazione all'art. 726 c.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost., dal Giudice di pace di Conegliano.

 

» Corte costituzionale, sentenza 8 giugno 2005, n. 221 - Illegittimità costituzionale dell'art. 13 del r.d.l. 28 agosto 1930, n. 1345 (Norme per la costruzione e l'esercizio dell'acquedotto del Monferrato), convertito nella l. 6 gennaio 1931, n. 80.

 

» Corte costituzionale, sentenza 8 giugno 2005, n. 220 - Illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, della l. 22 luglio 1997, n. 276 (Disposizioni per la definizione del contenzioso civile pendente: nomina di giudici onorari aggregati e istituzione delle sezioni stralcio nei tribunali ordinari).

 

» Corte costituzionale, sentenza 26 maggio 2005, n. 199 - Illegittimità costituzionale dell'art. 423, comma 1, del codice della navigazione (r.d. 30 marzo 1942, n. 327), nella parte in cui non esclude il limite del risarcimento dovuto dal vettore marittimo in caso di responsabilità determinata da dolo o colpa grave sua o dei suoi dipendenti o preposti.

 

» Corte costituzionale, sentenza 10 maggio 2005, n. 191 - Illegittimità costituzionale dell'art. 9, commi 5, 6 e 7, del d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144) - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, commi 1, secondo periodo, e 3 dello stesso d.lgs., sollevata, in riferimento agli artt. 38 e 97 Cost., dal Giudice unico del lavoro del Tribunale di Treviso.

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 aprile 2005, n. 168 - Illegittimità costituzionale dell'art. 403, primo e secondo comma, c.p., nella parte in cui prevede, per le offese alla religione cattolica mediante vilipendio di chi la professa o di un ministro del culto, la pena della reclusione rispettivamente fino a due anni e da uno a tre anni, anziché la pena diminuita stabilita dall'art. 406 dello stesso codice.

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 aprile 2005, n. 167 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1 della l.r. Abruzzo 23 gennaio 2004, n. 4 (Controllo sostitutivo sugli atti degli enti locali e degli enti dipendenti dalla Regione).

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 aprile 2005, n. 161 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1 della l.r. Basilicata 31 agosto 1995, n. 59 (Normativa sullo smaltimento dei rifiuti), come modificata dall'art. 46 della l.r. 2 febbraio 2001, n. 6 (Disciplina delle attività di gestione dei rifiuti ed approvazione del relativo piano), nella parte in cui fa divieto a chiunque conduca nel territorio della Regione Basilicata impianti di smaltimento e/o stoccaggio di rifiuti, anche in via provvisoria, di accogliere negli impianti medesimi rifiuti, diversi da quelli urbani non pericolosi, provenienti da altre regioni o nazioni.

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 aprile 2005, n. 160 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 38, della l. 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004).

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 aprile 2005, n. 159 - Illegittimità costituzionale della l.r. Calabria 5 dicembre 2003, n. 28 (Inquadramento degli ispettori fitosanitari).

 

» Corte costituzionale, sentenza 12 aprile 2005, n. 144 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del d.l. 22 febbraio 2002, n. 12 (Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all'estero e di lavoro irregolare), convertito in legge dall'art. 1 della l. 23 aprile 2002, n. 73, nella parte in cui non ammette la possibilità di provare che il rapporto di lavoro irregolare ha avuto inizio successivamente al primo gennaio dell'anno in cui è stata constatata la violazione.

 

» Corte costituzionale, sentenza 18 marzo 2005, n. 108 - Illegittimità costituzionale dell'art. 5, commi 2, 3 e 5, della l.r. Umbria 3 gennaio 2000, n. 2 (Norme per la disciplina dell'attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni), come sostituito dall'art. 5 della l.r. Umbria 29 dicembre 2003, n. 26 (Ulteriori modificazioni, nonché integrazioni della legge regionale 3 gennaio 2000 n. 2. Norme per la disciplina dell'attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni), nella parte in cui disciplina l'attività di cava all'interno dei parchi nazionali - Non fondatezza, per il resto, della questione di legittimità costituzionale dello stesso art. 5, commi 2, 3 e 5, della l.r. Umbria n. 2 del 2000, sollevata, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, ordinanza 2 marzo 2005, n. 85 - Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 15 del d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, e 111, terzo comma, Cost., dal Giudice di pace di Bari.

 

» Corte costituzionale, sentenza 18 febbraio 2005, n. 78 - Illegittimità costituzionale dell'art. 33, comma 7, lettera c), della l. 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), e dell'art. 1, comma 8, lettera c), del d.l. 9 settembre 2002, n. 195 (Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari), convertito, con modificazioni, nella l. 9 ottobre 2002, n. 222, nella parte in cui fanno derivare automaticamente il rigetto della istanza di regolarizzazione del lavoratore extracomunitario dalla presentazione di una denuncia per uno dei reati per i quali gli artt. 380 e 381 c.p.p. prevedono l'arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza.

 

» Corte costituzionale, sentenza 18 febbraio 2005, n. 77 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4, commi 209, 210 e 211, della l. 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2004).

 

» Corte costituzionale, sentenza 11 febbraio 2005, n. 70 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 125, della l. 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004), sollevata dalla Regione Marche in relazione all'art. 117, terzo e quarto comma, Cost.

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 gennaio 2005, n. 63 - Illegittimità costituzionale dell'art. 398, comma 5-bis, c.p.p., nella parte in cui non prevede che il giudice possa provvedere nei modi ivi previsti all'assunzione della prova ove fra le persone interessate ad essa vi sia un maggiorenne infermo di mente, quando le esigenze di questi lo rendano necessario od opportuno - Illegittimità costituzionale dell'art. 498, comma 4-ter, c.p.p., nella parte in cui non prevede che l'esame del maggiorenne infermo di mente vittima del reato sia effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l'uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 498, comma 4-bis, c.p.p., sollevata, in riferimento all'art. 2 Cost., dal Tribunale di Biella.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 gennaio 2005, n. 45 - Inammissibilità della richiesta di referendum popolare per l'abrogazione della l. 19 febbraio 2004, n. 40, recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", richiesta dichiarata legittima con ordinanza del 10 dicembre 2004 dall'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione.

 

» Corte costituzionale, ordinanza 27 gennaio 2005, n. 39 - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 61, comma 1, lett. a), del d.lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), come modificato dall'art. 43 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 51 Cost., dal Consiglio di Stato.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 gennaio 2005, n. 27 - Illegittimità costituzionale dell'art. 126-bis, comma 2, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7 del d.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all'esito della modifica apportata dall'art. 7, comma 3, lett. b), del d.l. 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella l. 1° agosto 2003, n. 214, nella parte in cui dispone che: «nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione», anziché «nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, entro trenta giorni dalla richiesta, deve fornire, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione» - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 204-bis, comma 3, del predetto d.lgs. n. 285 del 1992, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, primo comma, e 113, secondo comma, Cost., dal Giudice di pace di Genova, sezione distaccata di Voltri - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale del medesimo art. 126-bis del predetto d.lgs. n. 285 del 1992, sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Giudice di pace di Mestre.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 gennaio 2005, n. 21 - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 6 e 7 del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali) sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 53, primo comma, Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Milano - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 45, comma 2, del predetto d.lgs. n. 446 del 1997, quale modificato dall'art. 6, comma 17, lett. b), della l. 23 dicembre 1999, n. 488 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2000), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3 e 53, primo comma, Cost., dalle Commissioni tributarie provinciali di Milano, Bergamo, Cuneo e Genova.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 gennaio 2005, n. 7 - Illegittimità costituzionale dell'art. 26, ultimo comma, della l. 6 giugno 1974, n. 298 (Istituzione dell'albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, disciplina degli autotrasportatori di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada), come modificato dall'art. 1 del d.l. 29 marzo 1993, n. 82 (Misure urgenti per il settore dell'autotrasporto di cose per conto di terzi), convertito, con modificazioni, dalla l. 27 maggio 1993, n. 162, in combinato disposto con l'art. 3 del d.l. 3 luglio 2001, n. 256 (Interventi urgenti nel settore dei trasporti), convertito, con modificazioni, dalla l. 20 agosto 2001, n. 334, nella parte in cui prevede, ove le parti abbiano scelto per la stipula la forma scritta, la nullità del contratto di autotrasporto per la mancata annotazione sulla copia del contratto dei dati relativi agli estremi dell'iscrizione all'albo e dell'autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi possedute dal vettore.

 

 

 

Corte di cassazione

 

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 23 dicembre 2005, n. 28507 - Gli eredi di colui che ha instaurato un processo prima dell'entrata in vigore della l. 24 marzo 2001, n. 89 (c.d. "legge Pinto") sono legittimati a proporre la domanda di equo indennizzo per violazione del termine di durata ragionevole del processo medesimo, salvo che tale domanda non sia stata già proposta alla Corte di Strasburgo e che questa si sia già pronunciata sulla sua ricevibilità; e ciò, anche ove si tratti di processo instaurato dinanzi al giudice amministrativo, con riferimento al periodo di tempo decorso dalla sua instaurazione, senza che su di esso possa incidere la mancata o ritardata presentazione dell'istanza di prelievo.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 21 dicembre 2005, n. 28269 - Risponde di comportamento antisindacale (art. 28 dello Statuto dei lavoratori) il datore di lavoro che rifiuta di versare al sindacato le quote di retribuzione a questo cedute dai lavoratori.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 21 dicembre 2005, n. 28261 - Nell'ipotesi in cui il lavoratore faccia valere periodi di contribuzione presso le diverse gestioni dei lavoratori dipendenti e di quelli autonomi, ai fini della individuazione delle regole che disciplinano la maturazione del diritto e la decorrenza della pensione di anzianità deve farsi riferimento a quelle vigenti nella gestione previdenziale che eroga la prestazione; la regola del cumulo, anche automatico, dei contributi accreditati in più gestioni concerne esclusivamente il caso della liquidazione della pensione in una delle gestioni dei lavoratori autonomi, mentre ai fini della liquidazione di una pensione nella gestione dei lavoratori dipendenti è necessario che il requisito contributivo sussista con riferimento all'iscrizione presso detta gestione ed in relazione ai contributi alla stessa versati.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 30 novembre 2005, n. 26104 - I nuovi termini decadenziali per la notifica delle cartelle esattoriali, stabiliti dal legislatore a seguito della sentenza additiva di principio della Corte costituzionale n. 280/2005, si applicano anche ai rapporti ancora pendenti, come se l'azione amministrativa tributaria fosse stata regolata dagli stessi fin dall'inizio.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 28 novembre 2005, n. 25032 - L'art. 83, comma 3, c.p.c., che, per la procura speciale alla lite conferita in calce od a margine di determinati atti, richiede la certificazione da parte del difensore dell'autografia della sottoscrizione del conferente, è osservato sia quando la firma del difensore si trovi subito dopo detta sottoscrizione, con o senza apposite diciture (come "per autentica" o "vera"), sia quando tale firma del difensore sia apposta in chiusura del testo del documento nel quale il mandato si inserisce.

 

» Corte di cassazione, sezione III penale, ordinanza 18 novembre 2005, n. 41571 - L'esposizione del crocifisso nell'aula di udienza, pur essendo circostanza extraprocessuale astrattamente sussumibile nella fattispecie di cui all'art. 45 c.p.p., non può costituire causa di rimessione del processo, difettando l'imprescindibile requisito del carattere locale (cioè localmente circoscritto) della situazione idonea a turbare l'imparzialità e serenità del giudizio, atteso che il crocifisso è presente nelle aule giudiziarie di tutto il territorio nazionale.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 17 novembre 2005, n. 23251 - In materia di prescrizione del diritto a riscuotere i proventi delle sanzioni amministrative, soltanto agli atti procedimentali che hanno la funzione di far valere il diritto dell'amministrazione alla riscossione della pena pecuniaria (e costituiscono, quindi, con le prestabilite caratteristiche di contenuto e di forma, esercizio della pretesa sanzionatoria) può essere attribuita efficacia interruttiva della prescrizione ai sensi del secondo comma dell'art. 28 della l. 689/1981, con conseguente irrilevanza degli atti - fra i quali rientrano la formazione e la consegna dei ruoli da parte dell'amministrazione - che atipicamente manifestino analoga intenzione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 16 novembre 2005, n. 23071 - La circostanza che uno dei coniugi esca da solo la sera e trascorra da solo le vacanze estive non può costituire, di per sé, causa di addebito della separazione personale.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 16 novembre 2005, n. 23070 - Il tentativo di conciliazione, pur configurando un atto necessario per l'indagine sull'irreversibilità della frattura spirituale e materiale del rapporto tra i coniugi, non costituisce tuttavia un presupposto indefettibile del giudizio di divorzio; con la conseguenza che, nel caso di mancata comparizione di uno dei coniugi alla relativa udienza presidenziale, spetta alla discrezionalità del giudice, non sindacabile in sede di legittimità, valutare l'opportunità di provvedere alla fissazione di una nuova udienza per tale tentativo, tenendo conto delle ragioni della mancata presentazione della parte e della sua volontà di aderire o meno alla ricostituzione del consorzio familiare.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 15 novembre 2005, n. 41263 - Costituisce indebita manifestazione del proprio convincimento da parte del giudice, prevista come causa di ricusazione dall'art. 37, comma 1, lett. b) c.p.p., l'anticipazione di valutazioni sul merito della "res iudicanda", ovvero sulla colpevolezza od innocenza dell'imputato in ordine ai fatti oggetto del processo, compiuta sia all'interno del medesimo procedimento sia in un procedimento diverso senza che tali valutazioni siano imposte o giustificate dalle sequenze procedimentali previste dalla legge od allorché esse invadano senza necessità e senza nesso funzionale con l'atto da compiere l'ambito della decisione finale di merito, anticipandone in tutto od in parte gli esiti.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 7 novembre 2005, n. 21564 - In materia di accertamenti fiscali, ove sussista un provvedimento di autorizzazione all'accesso domiciliare emesso dall'Autorità giudiziaria al fine di consentire l'acquisizione, in tale domicilio, di documentazione fiscale relativa ad un determinato soggetto, deve ritenersi consentito all'Autorità procedente di acquisire anche documenti ulteriori, di pertinenza di soggetti diversi, ancorché non menzionati nel predetto provvedimento autorizzativo.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 7 novembre 2005, n. 21479 - E' illegittimo il licenziamento del dipendente che si astiene dal lavoro a seguito della mancata adozione, da parte del datore di lavoro, delle misure di sicurezza necessarie a tutelare l'integrità fisica e psichica del lavoratore.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 28 ottobre 2005, n. 20994 - Nel caso di impianto radiotelevisivo che trasmette a livelli di potenza superiori a quelli consentiti dalla legge, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario l'opposizione contro la sanzione amministrativa irrogata per l'inquinamento elettromagnetico provocato, mentre appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo il giudizio di annullamento dell'ordinanza sindacale contingibile e urgente con la quale sia stata ordinata la riduzione della potenza di emissione dell'impianto.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 20 ottobre 2005, n. 20324 - In caso di incidente stradale, il soggetto che svolge attività domestica (attività tradizionalmente attribuita alla "casalinga") ha diritto al risarcimento del danno patrimoniale correlato alla diminuzione della relativa capacità lavorativa.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 20 ottobre 2005, n. 20323 - Nella liquidazione del danno biologico, il giudice non è vincolato alla tabella adottata presso il proprio ufficio giudiziario, ben potendo assumere a parametro di riferimento le tabelle in uso presso altri uffici, purché fornisca congrua motivazione delle ragioni della propria scelta.

 

» Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 13 ottobre 2005, n. 37123 - E' illegittimo il provvedimento questorile che non consente di individuare in modo certo, sulla base degli elementi contenuti nel provvedimento stesso ovvero di elementi di fatto ad esso esterni ma generalmente noti (quali, ad esempio, i calendari ufficiali dei campionati e dei tornei), le manifestazioni sportive in coincidenza delle quali il destinatario è tenuto a presentarsi all'autorità di polizia.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 6 ottobre 2005, n. 19512 - Il banchiere giratario per l'incasso che paga un assegno circolare non trasferibile a persona diversa dal beneficiario indicato dal titolo incorre in una responsabilità, nei confronti del beneficiario, che non riveste natura né contrattuale (non essendovi rapporto negoziale di sorta tra banca e beneficiario medesimo) né extracontrattuale (che riguarda il comportamento illecito per la violazione dell'obbligo generico del neminem laedere), bensì quasi contrattuale ai sensi dell'ultima parte dell'art. 1173 c.c. (derivando l'obbligazione direttamente dalla legge, ovverosia dalla norma di cui all'art. 43 legge sull'assegno, la quale prevede l'obbligo, a carico del banchiere giratario per l'incasso, di pagare solo ed esclusivamente al soggetto ordinatario ed il correlativo diritto, a favore di tale soggetto, di chiedere il risarcimento del pregiudizio patrimoniale patito); con la conseguenza che il termine di prescrizione per l'azione di responsabilità nei confronti della banca negoziatrice è quello ordinario decennale, e non già quello quinquennale previsto dall'art. 2947, comma 1, c.c. per la domanda risarcitoria da fatto illecito.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 6 ottobre 2005, n. 19497 - Il ripristino della convivenza a scopo sperimentale non è sufficiente a provare l'intervenuta riconciliazione tra i coniugi separati, con gli effetti che ne derivano, essendo invece necessaria la completa ripresa dei rapporti caratteristici della vita coniugale.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 6 ottobre 2005, n. 19414 - E' illegittimo il licenziamento del lavoratore che, durante il periodo di malattia, si sia sottoposto a notevoli sforzi fisici, quando questi non siano stati tali da pregiudicarne la guarigione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 4 ottobre 2005, n. 19354 - Il danno esistenziale va risarcito anche nel caso di irragionevole durata del processo.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 29 settembre 2005, n. 19040 - Nel procedimento di irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla l. 15 dicembre 1990, n. 386 (Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari), l'autorità amministrativa non è tenuta alla previa audizione del trasgressore.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 19 settembre 2005, n. 18450 - E' valida la clausola con cui, in una convenzione tra un ente pubblico territoriale e un ingegnere al quale il primo abbia affidato la progettazione di un'opera pubblica, il pagamento del compenso per la prestazione resa è condizionato alla concessione di un finanziamento per la realizzazione dell'opera.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 15 settembre 2005, n. 18266 - Anche l'eccessiva lunghezza delle indagini preliminari può dare diritto ad un'equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 13 settembre 2005, n. 18128 - Il potere di diminuire equamente la penale, attribuito al giudice dall'art. 1384 c.c., può essere esercitato anche d'ufficio.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 12 settembre 2005, n. 18109 - In materia di assicurazione obbligatoria r.c. auto, l'esposizione di un contrassegno illeggibile sull'autoveicolo equivale alla sua mancata esposizione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 2 settembre 2005, n. 17710 - Poiché l'art. 144 c.c. impone ai coniugi di concordare tra di loro l'indirizzo della vita familiare, sì che le scelte educative e gli interventi diretti a risolvere i problemi dei figli non possono che essere adottati d'intesa tra i coniugi, un atteggiamento unilaterale, sordo alle valutazioni ad alle richieste dell'altro coniuge, a tratti violento ed eccessivamente rigido, può tradursi, oltre che in una violazione degli obblighi del genitore nei confronti dei figli (art. 147 c.c.), anche nella violazione dell'obbligo nei confronti dell'altro coniuge di concordare l'indirizzo della vita familiare e, in quanto fonte di angoscia e dolore per l'altro coniuge, nella violazione del dovere di assistenza morale e materiale sancito dall'art. 143 c.c.; con la conseguenza che, ove tale condotta si protragga e persista nel tempo, aprendo una frattura tra un coniuge e i figli ed obbligando l'altro coniuge a schierarsi a difesa di costoro, essa può divenire fonte d'intollerabilità della convivenza e rappresentare, in quanto contraria ai doveri che derivano dal matrimonio sia nei confronti del coniuge che dei figli in quanto tali, causa di addebito della separazione coniugale ai sensi dell'art. 151, comma 2, c.c.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 28 luglio 2005, n. 15783 - Non è valida l'impugnazione della sentenza nei confronti di soggetto minore divenuto maggiorenne nelle more del giudizio, notificata non già a lui personalmente, ma ai suoi genitori nella qualità di esercenti la potestà, ancorché il predetto evento non sia stato dichiarato né notificato.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 luglio 2005, n. 15324 - L'efficacia di piena prova, fino a querela di falso, del verbale di accertamento di una violazione del codice della strada, in quanto atto pubblico (art. 2700 c.c.), non sussiste né con riferimento ai giudizi valutativi che esprima il pubblico ufficiale, né con riferimento alla menzione di quelle circostanze relative a fatti che, in ragione delle loro modalità di accadimento, non si siano potuti verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obbiettivo e, pertanto, abbiano potuto dare luogo ad una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento, come nell'ipotesi che quanto attestato dal pubblico ufficiale inerisca non alla percezione di una realtà statica (ad es., la descrizione dello stato dei luoghi, senza oggetti in movimento), bensì all'indicazione di un corpo o di un oggetto in movimento, con riguardo allo spazio che cade sotto la percezione visiva del verbalizzante.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 19 luglio 2005, n. 15224 - La violazione delle norme che disciplinano la segnalazione di ostacoli sulla strada pubblica non costituisce, di per sé, fonte di responsabilità civile per colpa della Pubblica Amministrazione, occorrendo invece che l'omissione abbia determinato, nelle circostanze di tempo e di luogo in cui si è verificato il sinistro, una situazione di non visibilità oggettiva dell'ostacolo, e cioè una situazione di pericolo avente i caratteri propri dell'insidia.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 14 luglio 2005, n. 14792 - E' valida la notificazione al procuratore domiciliatario della parte effettuata mediante consegna di copia dell'atto nelle mani del collega di studio.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 24 giugno 2005, n. 13548 - E' devoluta alla cognizione del giudice ordinario l'azione con la quale un paziente richiede in via d'urgenza il rimborso, da parte del servizio sanitario nazionale, delle spese sostenute per sottoporsi ad una terapia farmacologica (nella specie, il c.d. "protocollo Di Bella"), trattandosi in tal caso di diritto alla salute, il quale si configura come diritto soggettivo perfetto.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 23 giugno 2005, n. 13446 - Le controversie in materia di lavoro alle dipendenze dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 21 giugno 2005, n. 13289 - Ai fini dell'accoglimento della domanda di pensione di vecchiaia presentata dall'avvocato, la sussistenza del requisito della continuità dell'esercizio della professione non può essere contestata dalla Cassa forense per i periodi anteriori al quinquennio precedente la suddetta domanda, quando non sia stata esercitata la facoltà di revisione prevista dal vigente testo dell'art. 3 della l. 319/1975 e l'interessato abbia adempiuto agli obblighi di comunicazione di cui agli artt. 17 e 23 della l. 576/1980.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 16 giugno 2005, n. 12868 - E' legittimo lo Statuto comunale che attribuisce la rappresentanza processuale dell'ente ai dirigenti, nell'ambito dei rispettivi settori di competenza, ovvero ad esponenti apicali della struttura burocratico-amministrativa del Comune, anziché al sindaco.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 10 giugno 2005, n. 12195 - La delibera con la quale i competenti organi comunali o provinciali affidano ad un professionista privato l'incarico per la progettazione di un'opera pubblica è valida e vincolante nei confronti dell'ente soltanto se contenga la previsione dell'ammontare del compenso dovuto al professionista e dei mezzi per farvi fronte; in mancanza, la delibera è nulla, e tale nullità si estende al contratto di prestazione d'opera professionale poi stipulato con il professionista, escludendone l'idoneità a costituire titolo per il compenso.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 giugno 2005, n. 12136 - In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, costituito dalla cessazione di un appalto, l'onere dell'imprenditore di dimostrare l'impossibilità di un'altra utilizzazione nella propria organizzazione dei lavoratori licenziati non è escluso dall'applicabilità di norme collettive tese a garantire la rioccupazione del lavoratore presso l'impresa subentrante nell'appalto, atteso il carattere inderogabile della disciplina legislativa in tema di licenziamenti individuali, la quale, considerando giustificato il licenziamento solo se questo costituisca una extrema ratio, impone all'imprenditore l'obbligo primario di ricercare ogni possibilità di riutilizzazione dei dipendenti i cui posti di lavoro siano venuti meno.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 23 maggio 2005, n. 19473 - In caso di lesioni personali cagionate nel corso di una competizione agonistica, la condotta assume rilievo penale allorché la violazione delle regole specifiche che devono essere osservate nella pratica dello sport avvenga con volontaria accettazione del rischio di pregiudicare l'altrui integrità fisica, ricorrendo l'ipotesi dolosa quando la circostanza di gioco è solo l'occasione dell'azione volta a cagionare la lesione, e quella colposa quando la violazione avviene nel corso di un'ordinaria situazione di gioco, essendo la condotta finalizzata non ad arrecare pregiudizi fisici all'avversario, ma al conseguimento - in forma illecita e dunque antisportiva - di un determinato obiettivo agonistico.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 20 maggio 2005, n. 10605 - Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative a concorsi per soli interni, che comportino il passaggio da una qualifica ad un'altra nell'ambito della medesima area funzionale.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 20 maggio 2005, n. 10603 - In materia di agevolazioni concesse per la promozione e lo sviluppo dell'imprenditorialità giovanile, la revoca dei benefici, prevista per il venir meno dei requisiti soggettivi ed oggettivi in base ai quali le agevolazioni erano state concesse, rientra nella sfera dei poteri autoritativi di controllo riservati alla Pubblica Amministrazione, di fronte ai quali la posizione del privato non può che assumere la consistenza di interesse legittimo, con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 17 maggio 2005, n. 10344 - In sede di giudizio di separazione personale dei coniugi, il giudice non può rigettare le domande delle parti relative al riconoscimento e alla determinazione dell'assegno di mantenimento limitandosi a rilevare la mancata dimostrazione degli assunti sui quali esse si fondano, essendo invece tenuto a disporre d'ufficio le opportune indagini sui redditi e patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita, se del caso avvalendosi anche della polizia tributaria.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 14 maggio 2005, n. 10126 - L'accertamento dello stato di abbandono del minore non può essere rimesso ad una valutazione astratta, compiuta ex ante - alla stregua di un giudizio prognostico, fondato su indizi privi di valenza assoluta, ed in assenza di qualsivoglia riscontro obiettivo - circa la scarsa idoneità della famiglia di origine a fornire in futuro al minore le cure necessarie per il suo sano sviluppo; dovendo, invece, tale valutazione necessariamente basarsi su una reale, obiettiva situazione esistente in atto, nella quale soltanto vanno individuate, e rigorosamente accertate e provate, le gravi ragioni che, impedendo al nucleo familiare di origine di garantire una normale crescita, ed adeguati riferimenti educativi, al minore, ne giustifichino la sottrazione allo stesso nucleo.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 12 maggio 2005, n. 10021 - La sola ricezione della busta raccomandata da parte del destinatario non costituisce prova del contenuto di essa.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 10 maggio 2005, n. 9801 - Risponde dei danni patrimoniali e non patrimoniali, per lesione del diritto alla sessualità, l'uomo che omette di informare la propria futura moglie di essere affetto da impotenza.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 6 maggio 2005, n. 9441 - Il decreto ministeriale che dispone la proroga dei termini di prescrizione o decadenza per mancato o irregolare funzionamento degli uffici finanziari, come ogni altro provvedimento amministrativo, può essere disapplicato dal giudice ordinario per qualsiasi vizio, compreso quello di eccesso di potere, ma il sindacato consentito a tale giudice non può riguardare le valutazioni di merito su cui il decreto stesso si fonda, non potendo l'Autorità giudiziaria ordinaria sostituirsi all'amministrazione negli accertamenti e negli apprezzamenti di merito di esclusiva competenza di quest'ultima.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 6 maggio 2005, n. 9407 - In materia di rimborso delle imposte sui redditi (art. 38 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602), la presentazione della relativa istanza ad organo incompetente - funzionalmente o territorialmente - a provvedere, pur ostando alla formazione di un provvedimento di diniego, anche nella forma dei silenzio-rifiuto, con conseguente inammissibilità dei ricorso al giudice tributario per difetto di provvedimento impugnabile, tuttavia, alla luce dei principi di cooperazione, collaborazione e buona fede che, ai sensi della l. 27 luglio 2000, n. 212 (c.d. "Statuto dei diritti del contribuente"), devono improntare i rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuente, costituisce (purché l'istanza sia comunque rivolta ad un ufficio dell'amministrazione finanziaria) atto idoneo ad impedire la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso, anche anteriormente alla data di entrata in vigore di detta legge.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 maggio 2005, n. 9118 - Anche quando è previsto dalla contrattazione collettiva, il contratto di lavoro a tempo determinato al quale sia stato apposto un termine nullo si converte in un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 28 aprile 2005, n. 8837 - In materia di violazioni al codice della strada, è nullo il verbale di accertamento che non indica le ragioni per cui non è stato possibile, nel caso concreto, fermare il veicolo per procedere alla contestazione immediata dell'infrazione.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 22 aprile 2005, n. 8454 - E' meramente irregolare, e perciò sanabile, la notifica di un atto impositivo effettuata presso la sede della società destinataria mediante consegna a mani del consulente fiscale di quest'ultima, non espressamente incaricato della ricezione di tali atti.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 22 aprile 2005, n. 8540 - Il giudice può disporre la compensazione delle spese processuali senza fornire alcuna motivazione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza 20 aprile 2005, n. 8291 - Il tutore non è legittimato a richiedere l'interruzione delle cure che mantengono in vita l'interdetto che versa in stato vegetativo.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 13 aprile 2005, n. 7679 - Chi, nel prendere possesso di un appartamento, quale acquirente o conduttore, omette di controllare che il precedente possessore non abbia manomesso il contatore della luce risponde dei danni ai sensi dell'art. 2043 c.c.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 7 aprile 2005, n. 7336 - I poteri di accertamento attribuiti dalla legge agli ausiliari del traffico sono limitati alle violazioni relative alla sosta o alla fermata commesse nelle aree comunali, urbane o extraurbane, destinate al parcheggio o alla sosta a pagamento, nonché nelle aree immediatamente limitrofe costituenti lo spazio minimo indispensabile e necessario per compiere le manovre che consentano in concreto l'utilizzo del parcheggio da parte degli utenti della strada.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 30 marzo 2005, n. 6732 - L'imprenditore che abbia illegittimamente subito il protesto di un assegno bancario ha diritto al risarcimento, da parte della banca, dei danni non patrimoniali conseguenti alla lesione della sua reputazione professionale, a prescindere dall'accertamento di un fatto reato, costituendo la dignità sociale e professionale dell'imprenditore un bene costituzionalmente tutelato.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 23 marzo 2005, n. 6276 - Il volontario rifiuto, protratto nel tempo, di intrattenere normali rapporti affettivi e sessuali con il coniuge può costituire motivo di addebito della separazione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 7 marzo 2005, n. 4924 - In caso di trasformazione di illeciti penali in illeciti amministrativi, i fatti commessi nel vigore della precedente disciplina non restano, anche in difetto di apposite norme transitorie, sottratti a qualsiasi sanzione, ma - in considerazione della ratio legis, che è quella di attenuare, non già di eliminare, la sanzione per un fatto che rimane illecito - trova comunque applicazione quella amministrativa.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 7 marzo 2005, n. 4810 - L'illeggibilità della firma del conferente la procura alla lite, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante, non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o della certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese; in assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 c.p.c., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 7 marzo 2005, n. 4808 - In materia di previdenza e assistenza, la fattispecie dell'omissione contributiva deve ritenersi limitata all'ipotesi del solo mancato pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro, in presenza di tutte le denunce e registrazioni prescritte dalla legge, mentre la mancanza di uno solo degli altri, necessari adempimenti, in quanto strettamente funzionali al regolare svolgimento dei compiti di istituto dell'ente previdenziale ed alla tempestiva soddisfazione dei diritti pensionistici dei lavoratori assicurati, è sufficiente ad integrare gli estremi della evasione contributiva.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 7 marzo 2005, n. 4806 - La mancata comunicazione ad uno dei condomini dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale comporta l'annullabilità, e non già la nullità, della relativa delibera, la quale, se non viene impugnata entro trenta giorni (decorrenti per i condomini assenti dalla comunicazione e per i condomini dissenzienti dalla sua approvazione), è valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 25 febbraio 2005, n. 4095 - Sono nulle le clausole dei contratti bancari che rinviano alle condizioni usualmente praticate dalle aziende di credito sulla piazza.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 23 febbraio 2005, n. 3745 - La presunzione di responsabilità prevista dall'art. 2051 c.c. non è applicabile nei confronti della Pubblica Amministrazione, allorché si tratti di beni che sono oggetto di utilizzo generale e diretto da parte di terzi, atteso che in questi casi non è possibile un efficace controllo ed una continua vigilanza da parte dell'Amministrazione stessa, tale da impedire l'insorgenza di cause di pericolo per i cittadini.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 22 febbraio 2005, n. 3508 - Il rapporto che intercorre fra il lavoratore socialmente utile e la Pubblica Amministrazione presso la quale egli svolge la propria attività non è un rapporto di lavoro subordinato, bensì un rapporto giuridico previdenziale.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 15 febbraio 2005, n. 3038 - In materia di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, il Comune non è legittimato a proporre opposizione contro l'ordinanza di archiviazione adottata dal Prefetto su ricorso del presunto trasgressore.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 14 febbraio 2005, n. 2913 - La malattia professionale della silicosi non è soggetta ad un termine massimo di indennizzabilità.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 4 febbraio 2005, n. 2207 - L'automobilista che, in sede di stipulazione della polizza di assicurazione r.c. auto, abbia ingiustamente pagato un sovrapprezzo per effetto di un'intesa restrittiva della concorrenza fra le compagnie assicuratrici, è legittimato ad esperire davanti alla Corte d'appello l'azione di nullità e di risarcimento del danno prevista dall'art. 33 della l. 287/1990.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 4 febbraio 2005, n. 2203 - Spetta al giudice ordinario decidere sulla domanda con la quale il laureato in medicina ammesso ad una scuola di specializzazione chiede il riconoscimento di una borsa di studio per la frequenza della medesima scuola.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 2 febbraio 2005, n. 2042 - La responsabilità civile degli enti ospedalieri per danni cagionati ai degenti riveste natura contrattuale, atteso che l'accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto, e può conseguire sia all'inadempimento delle obbligazioni che sono direttamente a carico dell'ente debitore (art. 1218 c.c.), sia all'inadempimento della prestazione medico-professionale svolta direttamente dal sanitario (art. 1228 c.c.), il quale assume la veste di ausiliario necessario del debitore.

 

» Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 28 gennaio 2005, n. 2695 - Non commette reato di ingiuria chi invita qualcuno a farsi i... suoi.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 25 gennaio 2005, n. 1508 - Nel caso di notifica a mezzo posta fatta a persona di famiglia convivente con il destinatario, allorché quest'ultimo sia assente, la convivenza si presume dal fatto che il familiare si sia trovato nell'abitazione del destinatario al momento della notifica ed abbia preso in consegna l'atto, salvo che l'interessato fornisca prova dell'assenza di qualsiasi convivenza, sia pure solo temporanea.

 

» Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 21 gennaio 2005, n. 1716 - Non commette reato di favoreggiamento della prostituzione il cliente che, dopo la consumazione del rapporto, riaccompagna la prostituta sul luogo di adescamento.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 gennaio 2005, n. 1268 - L'indennità di accompagnamento, quale misura assistenziale diretta anche a sostenere il nucleo familiare, va riconosciuta a coloro che, pur essendo capaci di compiere materialmente gli atti elementari della vita quotidiana (quali il mangiare, il vestirsi, il pulirsi, ecc.), necessitano di un accompagnatore per il fatto di versare - in ragione di gravi disturbi della sfera intellettiva e cognitiva addebitabili a forme avanzate di gravi stati patologici - nell'incapacità di rendersi conto della portata dei singoli atti che compiono e dei modi e tempi in cui gli stessi debbano essere compiuti, di comprendere la rilevanza di condotte volte a migliorare - o, quanto meno, a stabilizzare o non aggravare - il proprio stato patologico (condotte volte ad osservare un giornaliero trattamento farmacologico), e di valutare la pericolosità di comportamenti suscettibili di arrecare danni a sé o ad altri.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 gennaio 2005, n. 775 - Affinché le critiche mosse al datore di lavoro possano costituire una giusta causa di licenziamento del dipendente, occorre che esse travalichino i limiti della correttezza e che il comportamento di quest'ultimo si traduca in un atto illecito, quale l'ingiuria o la diffamazione, o comunque in una condotta manifestamente riprovevole, così potendo riscontrarsi, sotto il profilo sia soggettivo che oggettivo, quella gravità necessaria e sufficiente a compromettere in modo irreparabile il vincolo fiduciario, e tale da non consentire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 14 gennaio 2005, n. 653 - E' inammissibile l'impugnazione dell'avviso di pagamento, non essendo questo un atto impositivo.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 13 gennaio 2005, n. 559 - L'attribuzione di un reato ad un soggetto costituisce legittimo esercizio del diritto di informazione e di critica, allorquando essa non si traduca in una enunciazione immotivata, ma possa ricavarsi, con l'ordinario raziocinio dell'uomo medio e con minore o maggiore fondamento, dalla concatenazione di un certo numero di fatti veri, obiettivamente e correttamente riferiti, che rivestano interesse per una collettività più o meno vasta di soggetti.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 13 gennaio 2005, n. 519 - L'ordinanza-ingiunzione con la quale il Prefetto respinge l'opposizione avverso una sanzione amministrativa per violazione del codice della strada deve, a pena di illegittimità, essere motivata, ancorché succintamente, sia in relazione alla sussistenza della violazione, sia in relazione alla infondatezza dei motivi allegati con il ricorso.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 13 gennaio 2005, n. 292 - L'art. 11 c.p.p. - il quale prevede lo spostamento della competenza territoriale per i processi penali in cui un magistrato assuma la qualità di indagato, imputato o persona offesa dal reato - si applica anche ai magistrati onorari.

 

 

 

Altri giudici ordinari

 

 

» Tribunale di Latina, decreto 10 giugno 2005, n. 3 - E' intrascrivibile, per contrarietà con l'ordine pubblico, l'atto di matrimonio celebrato all'estero fra persone del medesimo sesso.

 

» Tribunale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Castellammare Di Stabia, sentenza 2 maggio 2005, n. 121 - E' ammissibile il decreto ingiuntivo volto ad ottenere la consegna di copia della polizza assicurativa da parte della compagnia assicuratrice.

 

» Giudice di pace di Torre Annunziata, sentenza 12 aprile 2005, n. 1252 - Risponde dei danni, per violazione di interessi legittimi, l'Amministrazione comunale che abbia colposamente adibito alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada un apparecchio autovelox sprovvisto della necessaria omologazione.

 

» Tribunale di Roma, sezione XIII civile, sentenza 4 aprile 2005 - L'Ente Tabacchi Italiani (già Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) non può essere chiamato a rispondere dei danni cagionati dal fumo delle sigarette.

 

» Corte d'appello di Roma, sezione lavoro, sentenza 22 marzo 2005, n. 639 - Spetta al giudice amministrativo, e non a quello ordinario, la giurisdizione sulle procedure di riqualificazione a cui siano ammessi dipendenti fuori ruolo e comandati, da equipararsi ai concorrenti esterni all'amministrazione che ha bandito il concorso.

 

» Corte d'appello di Roma, sezione I civile, sentenza 7 marzo 2005, n. 1015 - Condanna l'Ente Tabacchi Italiani (già Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) a risarcire i danni cagionati dal fumo delle sigarette.

 

» Tribunale di Milano, Giudice per le indagini preliminari, sentenza-ordinanza 24 gennaio 2005 - Le attività violente o di guerriglia poste in essere nell'ambito di contesti bellici, anche se compiute da forze armate diverse da quelle istituzionali, possono essere penalmente perseguite soltanto quando venga violato il diritto internazionale umanitario, e cioè quando esse siano dirette a seminare terrore indiscriminato verso la popolazione civile in nome di un credo ideologico e/o religioso, configurandosi dunque come delitti contro l'umanità.

 

 

 

Consiglio di Stato

 

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 7 dicembre 2005, n. 6991 - E' illegittimo il provvedimento di esclusione dal concorso del candidato che abbia allegato alla relativa domanda di partecipazione la fotocopia della patente di guida anziché, come richiesto dal bando, della carta d'identità.

 

» Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 16 novembre 2005, n. 9 - In materia di espropriazione per pubblica utilità, le controversie relative al risarcimento dei danni appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo, anche nel caso in cui il provvedimento espropriativo sia stato annullato.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 27 ottobre 2005, n. 6053 - In materia di pubblico impiego, la risoluzione del rapporto di lavoro per mancato superamento del periodo di prova non necessita di essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 11 ottobre 2005, n. 5622 - E' legittimo il provvedimento che sanziona con la perdita del grado il militare che, fuori dal servizio, abbia fatto consumo occasionale di droghe leggere.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 5 ottobre 2005, n. 5353 - Ai fini dell'ammissione all'esame di abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, il praticante che abbia conseguito il diploma presso la scuola di specializzazione per le professioni legali è esonerato da un anno di pratica forense.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 3 ottobre 2005, n. 5244 - Il provvedimento che assegna ad altro ufficio il pubblico dipendente sottoposto a procedimento penale dev'essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 3 ottobre 2005, n. 5243 - La sola pendenza delle indagini preliminari non determina l'obbligo di sospensione del procedimento disciplinare avviato nei confronti del pubblico dipendente, essendo necessario che quest'ultimo sia stato sottoposto, per gli stessi fatti, ad azione penale, la quale ha propriamente inizio con la richiesta di rinvio a giudizio ovvero con la formulazione dell'imputazione nei casi previsti dagli artt. 444 ss. c.p.p.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 20 settembre 2005, n. 4836 - L'adozione di atti vincolati, ovvero di provvedimenti che producano comunque effetti pregiudizievoli nella sfera giuridica dell'interessato, dev'essere sempre preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento amministrativo.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 13 settembre 2005, n. 4689 - Le controversie relative al fermo amministrativo di beni mobili registrati, disposto da una concessionaria della riscossione di entrate tributarie, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 2 settembre 2005, n. 4471 - I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di accedere a tutti gli atti delle rispettive amministrazioni, ancorché relativi a procedimenti ormai conclusi o risalenti ad epoche remote, semplicemente allegando la propria qualità, senza che gli uffici a cui le richieste d'informazione sono rivolte possano sindacarne le ragioni, a condizione che le relative istanze siano formulate in maniera specifica e dettagliata (recando l'esatta indicazione degli estremi identificativi degli atti e dei documenti o, qualora siano ignoti tali estremi, almeno degli elementi che consentano l'individuazione dell'oggetto dell'accesso), non perseguano finalità meramente emulative e non aggravino eccessivamente, con richieste non contenute entro gli immanenti limiti della proporzionalità e della ragionevolezza, la corretta funzionalità amministrativa dell'ente.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, ordinanza 19 luglio 2005, n. 3846 - Rimette alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee svariate questioni pregiudiziali concernenti l'attuale assetto del sistema radiotelevisivo italiano.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 luglio 2005, n. 3692 - E' illegittimo il provvedimento adottato dal sindaco in materia riservata alla competenza dirigenziale, ancorché esso rechi la sigla del dirigente preposto all'ufficio competente.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 21 giugno 2005, n. 3245 - E' illegittimo il provvedimento del questore che dispone il divieto di accesso ad impianti sportivi nei confronti di un soggetto che non sia stato né condannato né denunciato per aver preso parte attiva ad operazioni di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 25 maggio 2005, n. 2705 - E' legittima la destituzione dal servizio dell'agente di polizia che faccia uso di sostanze stupefacenti.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 25 maggio 2005, n. 2670 - Per le sentenze con le quali il giudice ordinario condanna la Pubblica Amministrazione al pagamento di somme di danaro, l'interessato può scegliere tra l'esecuzione forzata secondo le norme del codice di procedura civile ed il giudizio di ottemperanza dinanzi al giudice amministrativo.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 3 maggio 2005, n. 2112 - E' legittima la destituzione del pubblico dipendente che rifiuta ripetutamente di sottoporsi agli accertamenti sanitari disposti dall'Amministrazione di appartenenza.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 25 marzo 2005, n. 1275 - Nel caso di procedimento disciplinare instaurato nei confronti del pubblico dipendente a seguito di patteggiamento della pena, non opera il termine di decadenza di novanta giorni stabilito dall'art. 9 della l. 19/1990, atteso che la relativa sentenza non presuppone quella completezza nella raccolta degli elementi di prova che è invece tipica del rito ordinario, sicché non può escludersi la necessità di nuovi accertamenti da parte dell'amministrazione.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, ordinanza 22 marzo 2005, n. 1419 - Accoglie l'appello contro l'ordinanza del TAR Lazio n. 1541/2005, che aveva rigettato il ricorso in sede cautelare avverso il provvedimento con il quale l'Ufficio centrale regionale ha escluso la lista "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini" dalla partecipazione alle elezioni regionali relative alla Regione Lazio del 3-4 aprile 2005.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 8 marzo 2005, n. 944 - Il provvedimento con il quale il sindaco o il presidente della provincia dispone la revoca di un assessore, pur dovendo essere motivato, può basarsi sulle più ampie valutazioni di opportunità politico-amministrative, rimesse in via esclusiva al sindaco o al presidente della provincia, tenendo conto sia di esigenze di carattere generale, quali ad es. rapporti con l'opposizione o rapporti interni alla maggioranza consiliare, sia di particolari esigenze di maggiore operosità ed efficienza di specifici settori dell'amministrazione locale o per l'affievolirsi del rapporto fiduciario tra il capo dell'amministrazione e singolo assessore.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 3 marzo 2005, n. 833 - La presenza di un fac-simile fra le schede inserite nell'urna non comporta l'invalidità delle operazioni elettorali.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 1° marzo 2005, n. 820 - Il procedimento previsto dagli artt. 28 e 29 della l. 794/1942, per la liquidazione degli onorari e delle spese spettanti all'avvocato, è esperibile anche dinanzi al giudice amministrativo.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 10 gennaio 2005, n. 32 - Ai fini del risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi, il giudice deve valutare la "colpevolezza" dell'Amministrazione, affermandola quando la violazione risulta grave e commessa in un contesto di circostanze di fatto e in un quadro di riferimenti normativi e giuridici tale da palesare la negligenza e l'imperizia dell'organo nell'assunzione del provvedimento viziato e, viceversa, negandola quando l'indagine presupposta conduce al riconoscimento di un errore scusabile (per la sussistenza di contrasti giurisprudenziali, per l'incertezza del quadro normativo di riferimento o per la complessità della situazione di fatto).

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 10 gennaio 2005, n. 29 - Ai fini dello scioglimento del Consiglio comunale per dimissioni di oltre la metà dei componenti (art. 141 d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267), queste devono essere rassegnate con un unico atto (ipotesi nella quale la contestualità temporale è data dall'unicità del documento), ovvero anche con più atti presentati tutti insieme ("contemporaneamente", cioè in fascio) al protocollo comunale, sussistendo solo in tali casi la prova, sorretta da presunzione legale, della volontà concordata ed irrevocabile della maggioranza indicata dalla legge di provocare lo scioglimento del Consiglio.

 

 

 

Tribunali amministrativi regionali

 

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 6 dicembre 2005, n. 13160 - Le associazioni dei consumatori e degli utenti non sono legittimate ad impugnare i provvedimenti di nomina dei componenti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II ter, sentenza 28 novembre 2005, n. 12441 - E' illegittimo il provvedimento di diniego dell'autorizzazione all'esercizio di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, motivato con un generico riferimento ai parametri ottimali stabiliti dal Comune e al numero degli analoghi esercizi esistenti nella circoscrizione comunale, essendo sempre necessario che l'Amministrazione effettui un'apposita istruttoria volta ad accertare se, pur nel rispetto dei predetti parametri, sussista in concreto la possibilità (ad es., per rinunce, decadenze o revoche di autorizzazioni già concesse) di rilasciare ulteriori autorizzazioni.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I ter, sentenza 4 novembre 2005, n. 10409 - E' illegittimo il giudizio di non idoneità al servizio espresso, in sede di concorso per agente di Polizia, nei confronti di un allievo che in passato abbia fatto uso occasionale di sostanze psicoattive.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, sezione I, sentenza 12 ottobre 2005, n. 2904 - E' illegittimo il provvedimento di non ammissione alle prove orali dell'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, allorché la relativa commissione abbia valutato le prove scritte di un numero di candidati superiore al contingente massimo (trecento unità) stabilito dalla legge.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 8 ottobre 2005, n. 8113 - Costituisce pubblicità occulta l'articolo giornalistico che, nel presentare un prodotto, utilizza toni enfaticamente ed eccessivamente entusiastici ed espressioni comparative volte ad evidenziarne solamente i pregi, risultando così privo dei toni distaccati e dei contenuti imparziali ed obiettivi che contraddistinguono (e devono contraddistinguere) le informazioni di carattere scientifico o i messaggi a scopo puramente informativo.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II bis, sentenza 23 settembre 2005, n. 7362 - E' illegittimo il provvedimento che subordina la concessione al dipendente pubblico di permessi straordinari retribuiti per motivi di studio al superamento degli esami sostenuti.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II bis, sentenza 14 settembre 2005, n. 7029 - Il concorrente classificato al primo posto della graduatoria concorsuale non vanta una posizione di diritto soggettivo alla nomina, bensì solo un'aspettativa ad essa, avendo la P.A. il potere di non procedere alla nomina (o all'assunzione in servizio) tutte le volte che sia venuta meno la necessità o la convenienza della copertura del posto messo a concorso, o l'assunzione stessa sia inibita da una norma sopravvenuta o in generale da un "factum principis", con il solo limite della presenza di valide e motivate ragioni di pubblico interesse.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 8 settembre 2005, n. 6634 - Gli atti della Commissione paritetica prevista dall'art. 49 della l. 20 maggio 1985, n. 222, sono sottratti all'accesso in quanto non rivestono natura amministrativa sotto il profilo oggettivo e funzionale, costituendo piuttosto essi espressione di un'attività essenzialmente propositiva, i cui destinatari non possono che essere il Governo o il Parlamento, quali titolari rispettivamente della funzione di indirizzo politico e di quella legislativa, in ragione sia della incidenza degli apprezzamenti di detta Commissione sulle concrete modalità di funzionamento del meccanismo previsto da una legge statale, per giunta costituente sviluppo di un accordo con la Chiesa cattolica stipulato ai sensi dell'art. 7 Cost., sia della mancata attribuzione a tale Commissione di una funzione amministrativa in senso stretto (non risultando dalla legge che ad essa sia demandata la cura di un interesse pubblico specifico mediante un procedimento destinato a sfociare in un qualche tipo di atto provvedimentale).

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 1° agosto 2005, n. 6068 - In mancanza di una legge che lo preveda, la circolare ministeriale non può imporre ai gestori dei locali privati l'obbligo di vigilare sul rispetto del divieto di fumo all'interno del locale, di richiamare i trasgressori all'osservanza del divieto attraverso interventi attivi e formali di dissuasione e di ammonizione, nonché di curare che le eventuali infrazioni siano immediatamente segnalate agli agenti o ai funzionari di polizia, ovvero ai soggetti pubblici incaricati di accertare e di contestare la violazione di legge, oltre che di applicare la relativa sanzione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II ter, sentenza 20 luglio 2005, n. 5762 - Il provvedimento di fermo amministrativo ha natura meramente provvisoria e cautelare, con la conseguenza che esso non può essere disposto a tempo illimitato, trasformando così il blocco delle somme spettanti ad un determinato soggetto, previsto come misura a carattere solo interinale, in un'anomala misura di autotutela operante il congelamento a tempo indefinito dell'erogazione delle stesse somme.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sentenza 27 giugno 2005, n. 8730 - E' illegittima l'esclusione dal concorso del candidato che, nella domanda di partecipazione, abbia omesso di rendere la dichiarazione relativa ai procedimenti penali pendenti.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione I, sentenza 27 giugno 2005, n. 3103 - In linea di principio, nei concorsi universitari lo scopo dell'esame delle pubblicazioni scientifiche non costituisce un fine a sé, come avviene negli ordinari concorsi per titoli, ma è un elemento che, in correlazione con gli altri, serve a ricostruire la complessiva personalità scientifica del partecipante al concorso, di modo che è sufficiente una valutazione complessiva ed unitaria di dette pubblicazioni senza che ciò implichi un'analitica disamina di tutte quelle presentate; inoltre, quando risulti dai verbali che la Commissione esaminatrice abbia esaminato tutti i titoli dei candidati esprimendo un giudizio finale rispetto al quale i punteggi appaiono congrui, non può essere attribuita un'importanza decisiva al numero delle pubblicazioni prese in considerazione, ricadendo la valutazione delle stesse nella discrezionalità tecnica, il cui sindacato è limitato a macroscopici vizi di logicità.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, sentenza 27 giugno 2005, n. 988 - Ha diritto al risarcimento del danno il docente di ruolo in soprannumero che sia stato illegittimamente pretermesso dall'Amministrazione scolastica nel conferimento di supplenze temporanee oltre l'orario d'obbligo.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione III, sentenza 6 giugno 2005, n. 1180 - Il provvedimento che dispone la revisione della patente di guida deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I bis, sentenza 26 maggio 2005, n. 4200 - La fissazione di limiti di età per l'accesso agli impieghi alle dipendenze della Pubblica Amministrazione è facoltà riservata alla discrezionalità legislativa, la quale non può dirsi irragionevolmente esercitata allorquando la determinazione di siffatto limite risponda a criteri di evidente correlazione tra la probabilità statistica di una duratura conservazione dei requisiti psico-fisici necessari allo svolgimento dell'attività relativa al posto messo a concorso e le capacità normalmente possedute dall'essere umano in corrispondenza del raggiungimento dell'età massima prevista.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 23 maggio 2005, n. 4047 - Sono legittime le linee-guida in materia di procreazione medicalmente assistita approvate dal ministero della salute nel 2004.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione II, sentenza 12 maggio 2005, n. 2137 - E' illegittima l'esclusione da un pubblico concorso motivata con la mancata dimostrazione, da parte del candidato, del possesso del requisito, prescritto dal bando, della previa esperienza alle dipendenze dell'Amministrazione, allorché quest'ultima sia già in possesso della relativa documentazione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata, sentenza 10 maggio 2005, n. 297 - Ai fini del risarcimento del danno da perdita di chance, è necessario che sussista una consistente probabilità di successo, la quale deve essere statisticamente apprezzabile con un giudizio sintetico che ammetta - con una valutazione ex ante secondo l'id quod plerumque accidit, sulla base di elementi di fatto forniti dal danneggiato - che il pericolo di non verificazione dell'evento favorevole, indipendentemente dalla condotta illecita, sarebbe stato inferiore al cinquanta per cento.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, sezione II, sentenza 9 maggio 2005, n. 779 - I segretari comunali possono presiedere le commissioni esaminatrici di concorsi pubblici.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III, sentenza 4 maggio 2005, n. 3312 - Il praticante avvocato che abbia conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali è esonerato da un anno di tirocinio tradizionale (mediante frequenza delle udienze e dello studio professionale); e tale effetto esonerativo non è subordinato né alla valutazione discrezionale del competente Consiglio dell'Ordine, né alla previa comunicazione a quest'ultimo di volersene avvalere, comunque implicita nell'istanza di rilascio del certificato di compiuta pratica.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 2 maggio 2005, n. 3225 - Il bando di concorso che prescrive il possesso di uno specifico titolo di studio, essendo direttamente lesivo dell'interesse degli aspiranti al concorso stesso, deve essere immediatamente ed autonomamente impugnato, con conseguente inammissibilità sia dell'impugnazione rivolta contro il solo provvedimento di esclusione dal concorso (costituente atto meramente esecutivo del bando), sia dell'impugnazione contestuale del bando e del provvedimento di esclusione, ove siano decorsi i termini per il ricorso contro il bando.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione I, sentenza 26 aprile 2005, n. 1872 - E' illegittimo il trasferimento per incompatibilità ambientale del segretario comunale, allorché l'avvio del relativo procedimento non sia stato comunicato all'interessato con congruo anticipo rispetto all'adozione del provvedimento finale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 18 aprile 2005, n. 2767 - I laureati in scienze politiche possono esercitare la professione di dottore commercialista.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II bis, sentenza 13 aprile 2005, n. 2695 - Non può essere riconosciuta la causa di servizio per l'infortunio che sia occorso al pubblico dipendente sulle scale condominiali o in altri luoghi di comune proprietà privata.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Salerno, sezione II, sentenza 1° aprile 2005, n. 378 - E' illegittima l'esclusione dal concorso del candidato che abbia contrassegnato con numerazione progressiva le pagine dell'elaborato scritto.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Umbria, sentenza 24 marzo 2005, n. 107 - E' illegittima la scelta dell'Amministrazione di far precedere le prove concorsuali da una prova preselettiva, pur in presenza di un numero limitato di candidati.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, sezione III, sentenza 22 marzo 2005, n. 1110 - E' legittima l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II bis, ordinanza 18 marzo 2005, n. 1541 - Rigetta il ricorso in sede cautelare avverso il provvedimento con il quale l'Ufficio centrale regionale ha escluso la lista "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini" dalla partecipazione alle elezioni regionali relative alla Regione Lazio del 3-4 aprile 2005.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata, sentenza 15 marzo 2005, n. 139 - E' illegittimo il provvedimento amministrativo che sia stato adottato dopo pochi giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento, senza attendere l'arrivo di eventuali memorie da parte dei destinatari del provvedimento stesso.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, sezione I, sentenza 7 marzo 2005, n. 824 - E' illegittimo il provvedimento con il quale il prefetto nega ad un Comune l'autorizzazione a denominare "viale Padania" una strada del centro abitato.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Emilia-Romagna, sezione II, sentenza 1° marzo 2005, n. 339 - E' legittima l'esclusione dall'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense del candidato che abbia omesso di sigillare la busta contenente i propri dati identificativi.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione I, sentenza 28 febbraio 2005, n. 955 - E' illegittima la delibera del Consiglio dell'Ordine che limita ad una sola udienza giornaliera la presenza del praticante avvocato.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione I, sentenza 23 febbraio 2005, n. 880 - E' illegittima la scelta della Commissione giudicatrice che, nel fissare i criteri per il conferimento di assegni di ricerca, attribuisca un peso preponderante al voto di laurea e alla media dei voti riportati nei singoli esami universitari.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, sezione II, sentenza 17 febbraio 2005, n. 590 - E' illegittima l'esclusione dal concorso del candidato che si sia presentato alla prova scritta con alcuni minuti di ritardo rispetto all'orario di convocazione, senza che ciò abbia arrecato turbativa al regolare andamento della prova stessa, né abbia violato la par condicio fra i partecipanti.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I ter, sentenza 7 febbraio 2005, n. 1051 - Il pubblico dipendente che sia stato autorizzato, sia pure implicitamente, a svolgere ore di lavoro straordinario ha diritto di percepire il relativo compenso anche in mancanza di idonea copertura di spesa nell'apposito capitolo di bilancio.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III bis, sentenza 27 gennaio 2005, n. 666 - E' legittima la previsione del bando di concorso che esclude la valutabilità dell'insegnamento della religione cattolica ai fini dell'ammissione alla sessione riservata di abilitazione nelle scuole materne e secondarie e di idoneità per gli insegnanti di scuole elementari.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III bis, sentenza 27 gennaio 2005, n. 663 - La cancellazione volontaria del difensore dall'albo professionale dà luogo all'interruzione del processo.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I bis, sentenza 18 gennaio 2005, n. 384 - Per impugnare davanti al giudice amministrativo il silenzio-inadempimento della Pubblica Amministrazione non occorre la previa notificazione di un atto di diffida e di messa in mora, atteso che, una volta decorso inutilmente il termine essenziale stabilito per l'espressa e motivata conclusione del procedimento amministrativo, l'inadempimento di tale obbligo da parte dell'Amministrazione procedente è in re ipsa, e quindi può essere immediatamente impugnato.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III, sentenza 11 gennaio 2005, n. 152 - Il comportamento della Pubblica Amministrazione che viola gli artt. 9 e 10 della l. n. 241/1990, precludendo agli interessati la partecipazione al procedimento amministrativo o (il che è lo stesso) omettendo di valutare le memorie e i documenti prodotti da coloro che sono intervenuti nel procedimento, può soltanto incidere negativamente sulla legittimità del provvedimento finale, ma non consente agli interessati di ottenere dal giudice un provvedimento che imponga all'Amministrazione di rendere possibile la partecipazione procedimentale.

 

 

 

Corte dei conti

 

 

» Corte dei conti, sezione III giurisdizionale centrale, sentenza 25 ottobre 2005, n. 625 - In materia di responsabilità amministrativa, se il procuratore contabile ha disposto l'archiviazione dell'indagine, il dipendente pubblico non ha diritto al rimborso delle spese legali sostenute.

 

» Corte dei conti, sezione III giurisdizionale centrale, sentenza 28 settembre 2005, n. 566 - Poiché il danno all'immagine della Pubblica Amministrazione si configura come danno-evento, e non già come danno-conseguenza, la risarcibilità di esso è ancorata al mero verificarsi del fatto intrinsecamente dannoso, a prescindere dalla concreta sussistenza di una diminuzione patrimoniale.

 

» Corte dei conti, sezione giurisdizionale dell'Umbria, sentenza 23 agosto 2005, n. 313 - Risponde del danno erariale il pubblico dipendente che, durante l'orario di servizio, si assenta dall'ufficio, senza autorizzazione e senza timbrare il cartellino, per andare a fare colazione al bar.

 

» Corte dei conti, sezione giurisdizionale dell'Abruzzo, sentenza 14 gennaio 2005, n. 67 - Anche gli amministratori e i dipendenti degli enti pubblici economici sono assoggettati alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di responsabilità amministrativa.

 

» Corte dei conti, sezione II giurisdizionale centrale, sentenza 10 gennaio 2005, n. 2 - In sede di giudizio di responsabilità, ai fini della determinazione del danno, la valutazione dei vantaggi, pur potendo questi completamente compensare il pregiudizio economico verificatosi, non può essere spinta al punto tale da pervenire comunque e sempre ad un computo matematico o compensativo, dal momento che, quando si tratta di una norma che protegge interessi primari finanziari, occorre tener conto dei vantaggi di carattere generale che il legislatore ha voluto tener presente a favore dell'ente o della comunità e che non trova il suo esatto contrapposto nei vantaggi di natura settoriale della P.A. o comunque della comunità amministrata.

 

» Corte dei conti, sezione I giurisdizionale centrale, sentenza 5 gennaio 2005, n. 1 - Il ministro che percepisce tangenti risponde per danno erariale anche se ignora quali siano i contratti pubblici cui esse si riferiscono.

 

 

 

Corte di giustizia delle Comunità Europee

 

 

» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Grande Sezione, sentenza 3 maggio 2005 - Una direttiva non può avere come effetto, di per sé e indipendentemente da una legge interna di uno Stato membro adottata per la sua attuazione, di determinare o aggravare la responsabilità penale degli imputati.

Cerca nel sito

Powered by Atomz

In libreria

Istituzioni di
diritto privato

Simone
2009

Acquistalo on line!

Aggiungi EIUS a: Internet Explorer 8 (Web Slice) | Bloglines | Excite Mix | iGoogle | Mio Yahoo! | Netvibes | Newsgator | Pageflakes | Wikio | Windows Live Alerts