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Corte costituzionale

 

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 dicembre 2006, n. 411 - Illegittimità costituzionale dell'art. 18, comma 13, secondo periodo, della l.r. Lombardia 13 febbraio 2003, n. 1 (Riordino della disciplina delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza operanti in Lombardia) - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18, comma 13, secondo periodo, della medesima legge, sollevata, in riferimento agli artt. 18, 39 e 117, comma secondo, lett. l), Cost., dal Tribunale di Lecco.

 

» Corte costituzionale, sentenza 1° dicembre 2006, n. 396 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3 della l.r. Sardegna 7 ottobre 2005, n. 13, recante «Scioglimento degli organi degli enti locali e nomina dei commissari. Modifica alla legge regionale 2 agosto 2005, n. 12 (Norme per le unioni di comuni e comunità montane)», nella parte in cui non esclude i gravi motivi di ordine pubblico dai casi nei quali gli organi regionali possono disporre la rimozione o la sospensione degli amministratori locali - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della medesima l.r. n. 13 del 2005, nella parte in cui non esclude la violazione della Costituzione dall'ambito di applicazione della disposizione oggetto di censura, sollevata dal Presidente Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 novembre 2006, n. 394 - Illegittimità costituzionale dell'art. 100, terzo comma, del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati), come sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. a), della l. 2 marzo 2004, n. 61 (Norme in materia di reati elettorali) - Illegittimità costituzionale dell'art. 90, terzo comma, del d.P.R. 16 maggio 1960, n. 570 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali), come sostituito dall'art. 1, comma 2, lett. a), n. 1), della citata l. n. 61 del 2004 - Manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 90 del citato d.P.R. n. 570 del 1960 e dell'art. 1, comma 2, lett. a), n. 1), secondo capoverso, della medesima l. n. 61 del 2004, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost., dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Pescara e dal Tribunale di Roma.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 novembre 2006, n. 393 - Illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma 3, della l. 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), limitatamente alle parole «dei processi già pendenti in primo grado ove vi sia stata la dichiarazione di apertura del dibattimento, nonché».

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 novembre 2006, n. 390 - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della l. 25 novembre 2003, n. 339 (Norme in materia di incompatibilità dell'esercizio della professione di avvocato), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 4 Cost., dal Tribunale di Napoli - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 della medesima legge sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4, 35 e 41 Cost., dal Tribunale di Cuneo.

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 novembre 2006, n. 384 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 423, comma 1, c.p.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, secondo comma, Cost., dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano.

 

» Corte costituzionale, sentenza 21 novembre 2006, n. 381 - Illegittimità costituzionale dell'art. 197-bis, commi 3 e 6, c.p.p., nella parte in cui prevedono, rispettivamente, l'assistenza di un difensore e l'applicazione della disposizione di cui all'art. 192, comma 3, del medesimo codice di rito anche per le dichiarazioni rese dalle persone, indicate al comma 1 del medesimo art. 197-bis c.p.p., nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di assoluzione "per non aver commesso il fatto" divenuta irrevocabile.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 novembre 2006, n. 372 - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 132 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), sollevata dal Giudice delle indagini preliminari nel Tribunale di Roma in riferimento agli artt. 2, 13, 14, 32, 42, 101, 104 e 112 Cost. - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale sollevata dallo stesso Giudice, in relazione alla medesima norma, con riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 novembre 2006, n. 370 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale della l.p.a. di Trento 15 giugno 2005, n. 7 (Istituzione e disciplina del Consiglio delle autonomie locali), proposta, in riferimento all'art. 123, ultimo comma, Cost. e all'art. 10 della l.cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), dal Presidente del Consiglio dei ministri - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, della predetta l.p. n. 7 del 2005, proposta, in riferimento agli artt. 8, 9, 26, 47 e 60 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), e all'art. 123, ultimo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, sentenza 9 novembre 2006, n. 363 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, della l.p.a. di Bolzano 20 giugno 2005, n. 3 (Modifiche di leggi provinciali in vari settori e altre disposizioni).

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 ottobre 2006, n. 343 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1-bis, del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669 (Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997), convertito, con modificazioni, dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30, e successive modificazioni apportate dall'art. 44, comma 3, lettera b), del d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla l. 24 novembre 2003, n. 326, sollevata, in riferimento agli artt. 3, comma primo, 24, commi primo e secondo, e 97, comma primo, Cost., dal Tribunale di Roma.

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 ottobre 2006, n. 341 - Illegittimità costituzionale dell'art. 69, sesto comma, lettera a), della l. 26 luglio 1975, n. 374 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà).

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 ottobre 2006, n. 329 - Conflitto di attribuzione sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica del 31 gennaio 2001, relativa all'insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost., delle opinioni espresse dal senatore Marco Boato nei confronti del dott. Guido Salvini, promosso con ricorso della Corte d'appello di Milano, seconda sezione civile - Non spettava al Senato della Repubblica affermare che i fatti oggetto del processo civile, proposto dal dott. Guido Salvini contro il senatore Marco Boato e pendente davanti alla Corte d'appello di Milano, sezione seconda civile, concernono opinioni espresse da quest'ultimo nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost. - Annullamento della delibera di insindacabilità adottata dal Senato della Repubblica nella seduta del 31 gennaio 2001.

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 ottobre 2006, n. 328 - Conflitto di attribuzione sorto a seguito del decreto del Ministro della salute 31 maggio 2004 avente ad oggetto "Requisiti che devono possedere le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie", promosso con ricorso della Provincia autonoma di Trento - Non spettava allo Stato, e per esso al Ministero della salute, stabilire, con norme regolamentari, i requisiti che devono possedere le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie che intendano svolgere le attività formative e di collaborazione con le istituzioni pubbliche competenti in materia di sanità ed attribuire i relativi poteri amministrativi di verifica dei predetti requisiti, di riconoscimento e di revoca ad un organo statale - Annullamento del decreto del Ministro della salute 31 maggio 2004, recante "Requisiti che devono possedere le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie".

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 ottobre 2006, n. 322 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, lett. h), l.r. Basilicata 22 febbraio 2005, n. 13 (Norme per la protezione dei boschi dagli incendi), limitatamente alle parole «unitamente alle Forze dell'Ordine e di Pubblica Sicurezza» - Illegittimità costituzionale dell'art. 13 della medesima legge regionale, limitatamente alle parole «al Corpo Forestale dello Stato» e «a tutte le Forze dell'Ordine e di Pubblica Sicurezza».

 

» Corte costituzionale, sentenza 20 luglio 2006, n. 308 - Illegittimità costituzionale dell'art. 39, comma 9, della l.r. Sicilia 15 maggio 2000, n. 10 (Norme sulla dirigenza e sui rapporti di impiego e di lavoro alle dipendenze della Regione siciliana. Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali. Istituzione dello Sportello unico per le attività produttive. Disposizioni in materia di protezione civile. Norme in materia di pensionamento).

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 luglio 2006, n. 266 - Illegittimità costituzionale dell'art. 235, primo comma, n. 3, c.c., nella parte in cui, ai fini dell'azione di disconoscimento della paternità, subordina l'esame delle prove tecniche, da cui risulta «che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre», alla previa dimostrazione dell'adulterio della moglie - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 235 c.c., sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., dalla Corte d'appello di Venezia.

 

» Corte costituzionale, sentenza 4 luglio 2006, n. 257 - Illegittimità costituzionale dell'art. 30-quater della l. 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), introdotto dall'art. 7 della l. 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui non prevede che il beneficio del permesso premio possa essere concesso sulla base della normativa previgente nei confronti dei condannati che, prima della entrata in vigore della citata l. n. 251 del 2005, abbiano raggiunto un grado di rieducazione adeguato al beneficio richiesto.

 

» Corte costituzionale, sentenza 4 luglio 2006, n. 255 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, della l. 1° agosto 2003, n. 207 (Sospensione condizionata dell'esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni), nella parte in cui non prevede che il giudice di sorveglianza possa negare la sospensione condizionata dell'esecuzione della pena detentiva al condannato quando ritiene il beneficio non adeguato alle finalità previste dall'art. 27, terzo comma, Cost.

 

» Corte costituzionale, sentenza 4 luglio 2006, n. 254 - Illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma primo, delle disposizioni preliminari al codice civile.

 

» Corte costituzionale, sentenza 4 luglio 2006, n. 253 - Illegittimità costituzionale degli artt. 7, commi 1 e 5, 8, e 16, commi 1 e 4, della l.r. Toscana 15 novembre 2004, n. 63 (Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere) - Illegittimità costituzionale consequenziale degli artt. 7, commi 2, 3 e 4, 16, commi 2 e 3, della medesima legge regionale - Inammissibilità o non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale concernenti la medesima legge regionale.

 

» Corte costituzionale, sentenza 28 giugno 2006, n. 249 - Conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della delibera della Camera dei deputati del 23 gennaio 2002, relativa alla insindacabilità delle opinioni espresse dall'on. Umberto Bossi, promosso dalla Corte d'appello di Milano, seconda sezione penale - Non spettava alla Camera dei deputati affermare che le dichiarazioni rese dal deputato Umberto Bossi, oggetto del procedimento penale pendente davanti alla Corte d'appello di Milano, seconda sezione penale, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost. - Annullamento della delibera di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati nella seduta del 23 gennaio 2002.

 

» Corte costituzionale, sentenza 1° giugno 2006, n. 214 - Illegittimità costituzionale dell'art. 5, comma 5, del d.l. 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale), convertito, con modificazioni, dalla l. 14 maggio 2005, n. 80, nella parte in cui non prevede che le opere in esso previste debbano essere individuate seguendo il procedimento stabilito dall'art. 1 della l. 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive) - Illegittimità costituzionale dell'art. 12, comma 1, del medesimo decreto-legge - Inammissibilità o non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale concernenti il medesimo decreto-legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 1° giugno 2006, n. 211 - Illegittimità costituzionale degli artt. 3, 4, 5 e 7 della l. della Provincia autonoma di Trento 15 marzo 2005, n. 4 (Azioni ed interventi di solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento).

 

» Corte costituzionale, sentenza 18 maggio 2006, n. 200 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sorto a seguito della nota del 24 novembre 2004 con la quale il Ministro della giustizia ha dichiarato di non dare corso alla determinazione del Presidente della Repubblica relativa alla concessione della grazia ad Ovidio Bompressi, promosso con ricorso del Presidente della Repubblica nei confronti del Ministro della giustizia - Non spettava al Ministro della giustizia di impedire la prosecuzione del procedimento volto alla adozione della determinazione del Presidente della Repubblica relativa alla concessione della grazia ad Ovidio Bompressi - Annullamento della impugnata nota ministeriale del 24 novembre 2004.

 

» Corte costituzionale, sentenza 11 maggio 2006, n. 191 - Illegittimità costituzionale dell'art. 53, comma 1, del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 325 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di espropriazione per pubblica utilità - Testo B), trasfuso nell'art. 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità - Testo A), nella parte in cui, devolvendo alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative a «i comportamenti delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti ad esse equiparati», non esclude i comportamenti non riconducibili, nemmeno mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere.

 

» Corte costituzionale, sentenza 11 maggio 2006, n. 190 - Illegittimità costituzionale dell'art. 8-bis del d.l. 28 maggio 2004, n. 136 (Disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, dalla l. 27 luglio 2004, n. 186.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 aprile 2006, n. 154 - Illegittimità costituzionale dell'art. 213, comma secondo, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui fa decorrere, nei confronti dei «creditori ammessi», il termine perentorio di venti giorni per proporre contestazioni avverso il piano di riparto, totale o parziale, dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della notizia dell'avvenuto deposito del medesimo in cancelleria, anziché dalla comunicazione dell'avvenuto deposito effettuata a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento ovvero con altra modalità prevista dalla legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 17 marzo 2006, n. 116 - Illegittimità costituzionale degli artt. 3, 4, 5, commi 3 e 4, 6, commi 1 e 2, 7 e 8 del d.l. 22 novembre 2004, n. 279 (Disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica), convertito, con modificazioni, dalla l. 28 gennaio 2005, n. 5 - Inammissibilità o non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale concernenti il medesimo decreto-legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 17 marzo 2006, n. 104 - Illegittimità costituzionale degli artt. 41, primo comma, e 22, ultimo comma, della l. 24 gennaio 1979, n. 18 (Elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia), come modificata dalla l. 27 marzo 2004, n. 78 (Disposizioni concernenti i membri del Parlamento europeo eletti in Italia, in attuazione della decisione 2002/772/CE, del Consiglio), nella parte in cui non prevedono che il termine per l'esercizio del diritto di opzione del candidato proclamato eletto in più circoscrizioni decorra dalla data della comunicazione dell'ultima proclamazione, quale risulta dal relativo attestato.

 

» Corte costituzionale, sentenza 17 marzo 2006, n. 102 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, lett. b), della l.r. Campania 20 dicembre 2004, n. 13 (Promozione e valorizzazione delle università della Campania), nella parte in cui prevede l'istituzione di scuole di eccellenza e di master - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 2, lett. d), e 3, comma 4, della stessa legge, sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri, in relazione agli artt. 117, comma sesto, 33, comma sesto, e 117, comma secondo, lett. n), Cost.

 

» Corte costituzionale, sentenza 3 marzo 2006, n. 81 - Illegittimità costituzionale degli artt. 35 e 39 della l.r. Abruzzo 8 febbraio 2005, n. 6 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2005 e pluriennale 2005-2007 - legge finanziaria regionale 2005).

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 febbraio 2006, n. 61 - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 143-bis, 236, 237, secondo comma, 262, 299, terzo comma, c.c., e degli artt. 33 e 34 del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile, a norma dell'articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29, secondo comma, Cost., dalla Corte di cassazione, I Sez. civile.

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 febbraio 2006, n. 60 - Illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 1, lettera c-bis), della l. 21 novembre 1991, n. 374 (Istituzione del giudice di pace), nel testo introdotto dall'art. 6 della l. 24 novembre 1999, n. 468 (Modifiche alla legge 21 novembre 1991, n. 374, recante istituzione del giudice di pace. Delega al Governo in materia di competenza penale del giudice di pace e modifica dell'articolo 593 del codice di procedura penale), nella parte in cui stabilisce l'incompatibilità all'esercizio delle funzioni di giudice di pace - per il caso in cui «il coniuge, convivente, parenti fino al secondo grado o affini entro il primo grado» dell'interessato svolgano abitualmente attività professionale per imprese di assicurazione - con riguardo all'intero territorio nazionale, anziché limitarla al circondario del tribunale nel quale è esercitata detta attività professionale.

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 febbraio 2006, n. 58 - Illegittimità costituzionale dell'art. 117, comma 1, lett. c), della l. 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2001).

 

» Corte costituzionale, sentenza 10 febbraio 2006, n. 50 - Illegittimità costituzionale dell'art. 274 c.c.

 

» Corte costituzionale, sentenza 8 febbraio 2006, n. 41 - Illegittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 38 e 102 c.p.c., nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti.

 

» Corte costituzionale, sentenza 1° febbraio 2006, n. 30 - Illegittimità costituzionale dell'art. 20, comma 2, lett. g) e j), della l.r. Abruzzo 13 dicembre 2004, n. 46 (Interventi a sostegno degli stranieri immigrati).

 

» Corte costituzionale, sentenza 20 gennaio 2006, n. 12 - Illegittimità costituzionale degli artt. 45, comma 3, 46, comma 2, 47, comma 2, e 86, comma 3, in relazione ai commi 1, 2 e 4, dello statuto della Regione Abruzzo, approvato in prima deliberazione il 20 luglio 2004 ed in seconda deliberazione il 21 settembre 2004, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 101 dell'8 ottobre 2004 - Illegittimità costituzionale consequenziale dei commi 1, 2 e 4 dell'art. 86 del citato statuto - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 3, del citato statuto, in riferimento all'art. 117, quinto comma, Cost. - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 79, comma 2 in relazione al comma 1, lettera c), in riferimento agli artt. 121, secondo e quarto comma, e 134 Cost.

 

 

Corte di cassazione

 

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 4 dicembre 2006, n. 25703 - Il mancato accatastamento, l'assenza di concessione edilizia e la mancanza della licenza di abitabilità costituiscono fatti impeditivi alla stipula del contratto di compravendita del bene immobile.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 4 dicembre 2006, n. 25668 - In tema di equa riparazione per durata irragionevole del processo amministrativo, tale durata deve computarsi dalla data del deposito del ricorso dinanzi agli organi di giustizia amministrativa fino a quella della decisione o della domanda di indennizzo in caso di processo ancora pendente, dovendosi negare che essa abbia inizio dalla presentazione della cosiddetta istanza di prelievo di una delle parti.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 24 novembre 2006, n. 25033 - La contrattazione collettiva - se da una parte deve muoversi all'interno, e quindi nel rispetto, della prescrizione posta dal primo comma dell'art. 2103 c.c., che fa divieto di un'indiscriminata fungibilità di mansioni che esprimano in concreto una diversa professionalità, pur confluendo nella medesima declaratoria contrattuale e quindi pur essendo riconducibili alla matrice comune che connota la qualifica secondo la declaratoria contrattuale - è però autorizzata a porre meccanismi convenzionali di mobilità orizzontale prevedendo, con apposita clausola, la fungibilità funzionale tra esse per sopperire a contingenti esigenze aziendali ovvero per consentire la valorizzazione della professionalità potenziale di tutti i lavoratori inquadrati in quella qualifica, senza per questo incorrere nella sanzione di nullità del secondo comma della medesima disposizione.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 23 novembre 2006, n. 24862 - Le controversie in materia di accertamento della possibilità di inserimento del disabile in un determinato contesto lavorativo, ai sensi dell'art. 10, comma 3, l. 68/1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), promosse sia dal lavoratore sia dal datore di lavoro, investendo un atto di certazione della commissione medica di cui all'art. 1, commi 1 e 8, l. 295/1990, con riflessi sul diritto soggettivo alla stabilità del collocamento obbligatorio, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 16 novembre 2006, n. 24404 - Il dipendente che si assenti dal lavoro, a causa di una malattia addebitabile al comportamento negligente del datore di lavoro in termini di doveri di protezione, ha diritto alla restituzione della quota di retribuzione da quest'ultimo indebitamente trattenuta per le assenze.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 13 novembre 2006, n. 24170 - Il requisito del possesso della cittadinanza italiana, richiesto per accedere al lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni dall'art. 2 d.P.R. 487/1994 - norma "legificata" dall'art. 70, comma 13, d.lgs. 165/2001 - e dal quale si prescinde, in parte, solo per gli stranieri comunitari, nonché per casi particolari (art. 38 d.lgs. 165/2001; art. 22 d.lgs. 286/1998), si inserisce nel complesso delle disposizioni che regolano la materia particolare dell'impiego pubblico, materia fatta salva dal d.lgs. 286/1998, che, in attuazione della convenzione Oil n. 175/1975, resa esecutiva con l. 158/1981, sancisce, in generale, parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti per i lavoratori extracomunitari rispetto ai lavoratori italiani; né l'esclusione dello straniero non comunitario dall'accesso al lavoro pubblico (al di fuori delle eccezioni espressamente previste dalla legge) è sospettabile di illegittimità costituzionale, atteso che si esula dall'area dei diritti fondamentali e che la scelta del legislatore è giustificata dalle stesse norme costituzionali (art. 51, 97 e 98 Cost.).

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 9 novembre 2006, n. 23917 - Ai fini della determinazione del danno patrimoniale da diminuita capacità lavorativa subito dal lavoratore autonomo a seguito di incidente stradale, per reddito netto da attività professionale, dichiarato dal danneggiato ai fini dell'Irpef, deve intendersi quello risultante dalla differenza tra il totale dei compensi conseguiti (al lordo delle ritenute d'acconto) ed il totale dei costi inerenti all'esercizio professionale, senza detrarre né le ritenute di imposta né gli oneri deducibili dal reddito complessivo.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 7 novembre 2006, n. 23726 - E' legittimo il licenziamento del dipendente che abbia pubblicamente denigrato il proprio datore di lavoro.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 27 ottobre 2006, n. 36009 - Non risponde del reato previsto dall'art. 337 c.p. il soggetto che opponga resistenza ad un pubblico ufficiale, allorché quest'ultimo, nell'esercizio delle sue funzioni, abbia tenuto una condotta sconveniente e prepotente.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 25 ottobre 2006, n. 35763 - Non risponde del reato previsto dall'art. 612 c.p. il soggetto che auguri "sfortuna" all'indirizzo di qualcuno, non dipendendo il male prospettato dalla volontà dell'agente.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 24 ottobre 2006, n. 22840 - Anche una persona giuridica può essere nominata amministratore del condominio negli edifici, posto che il rapporto di mandato istituito nei confronti di essa, quanto all'adempimento delle obbligazioni ed alla relativa imputazione della responsabilità, può essere caratterizzato dagli stessi indici di affidabilità che contrassegnano il mandato conferito ad una persona fisica.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 16 ottobre 2006, n. 22219 - E' devoluta al giudice amministrativo la domanda di risarcimento dei danni subiti dal candidato ad un pubblico concorso a causa della decisione della commissione esaminatrice di non dar corso alla prova d'esame per motivi di ordine pubblico.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 16 ottobre 2006, n. 22216 - Sono impugnabili con ricorso straordinario per cassazione i provvedimenti adottati dal giudice minorile in materia di autorizzazione all'ingresso e alla permanenza in Italia del familiare di un minore straniero per gravi motivi connessi con lo sviluppo psico-fisico di quest'ultimo (art. 31, comma 3, d.lgs. 286/1998).

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 11 ottobre 2006, n. 34011 - Risponde di truffa aggravata il pubblico dipendente che abbandona il posto di lavoro clandestinamente, per compiere un'attività incompatibile, nell'orario impegnato, con le incombenze sue proprie, inducendo in tal modo la Pubblica Amministrazione a ritenere erroneamente che le relative mansioni fossero da lui regolarmente espletate e che, quindi, egli avesse titolo alla retribuzione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 11 ottobre 2006, n. 21805 - Ai fini della determinazione dell'importo dell'assegno divorzile, non può costituire parametro di riferimento il rapporto sussistente tra i patrimoni delle famiglie di appartenenza degli ex coniugi.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 10 ottobre 2006, n. 33980 - Non può essere accolta la domanda di estradizione avanzata da uno Stato che fornisca assicurazioni prive di ogni carattere di certezza in ordine alla non applicazione della pena di morte nei confronti dell'estradando.

 

» Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 6 ottobre 2006, n. 33577 - Risponde penalmente il soggetto che, nel corso di un incontro amichevole di calcio, omettendo di osservare particolare cautela e prudenza per evitare l'altrui pregiudizio fisico, e quindi un maggiore controllo dell'ardore agonistico, cagioni lesioni gravi ad un avversario.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 5 ottobre 2006, n. 21432 - E' illegittima, in quanto viziata da eccesso di potere, l'ordinanza sindacale che fa divieto di contrattare prestazioni sessuali a pagamento a bordo di veicoli circolanti sulla pubblica via.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 3 ottobre 2006, n. 32678 - Nel pronunciare su una richiesta di restituzione nel termine per appellare, proposta da un condannato dopo che il suo ricorso è stato accolto dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, il giudice è tenuto a conformarsi alla decisione di detta Corte, con cui è stato riconosciuto che il processo celebrato "in absentia" è stato non equo: di talché il diritto al nuovo processo non può essere negato escludendo la violazione dell'art. 6 della Convenzione europea, ratificata con l. 4 agosto 1955, n. 848, né invocando l'autorità del pregresso giudicato formatosi in ordine alla ritualità del giudizio contumaciale in base alla normativa del codice di procedura penale.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 settembre 2006, n. 20440 - E' affetta dal vizio dell'inesistenza la notifica del verbale di accertamento di violazione al codice della strada effettuata da un'agenzia di recapiti privata.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 19 settembre 2006, n. 30824 - Ai fini della sussistenza della fattispecie delittuosa di cui all'art. 270-bis c.p. (Associazioni con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico), pur costruita come reato di pericolo, non è sufficiente l'adesione ad un'astratta ideologia (per quanto odiosa e brutalmente manifestata), ma occorre la predisposizione di un concreto progetto di azioni eversive, ancorché non realizzate; né il giudizio sulle caratteristiche e finalità dell'organizzazione può essere affidato ad elenchi di formazioni ritenute terroristiche ed elaborati, per l'applicazione di misure di prevenzione, da governi di singoli stati o da organismi internazionali, atteso che ciò introdurrebbe nel sistema una sorta di anomala "prova legale" e trasformerebbe l'art. 270-bis c.p. in una norma penale in bianco, con evidente violazione dei principi di legalità e di separazione dei poteri.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 13 settembre 2006, n. 19554 - E' legittimo il licenziamento del dipendente che rivela ad altri la propria password di accesso alla rete aziendale.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, settembre 12 settembre 2006, n. 29935 - A seguito dell'abrogazione dell'art. 577 c.p.p., ad opera della l. 46/2006, da applicarsi anche ai procedimenti in corso (art. 10, comma 1, l. cit.), la parte civile non è più legittimata ad impugnare, agli effetti penali, la sentenza di assoluzione dal reato di diffamazione.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 6 settembre 2006, n. 29769 - Non risponde di favoreggiamento (art. 378 c.p.) il genitore che rende false dichiarazioni all'autorità di polizia allo scopo di evitare al proprio figlio le gravi e inevitabili conseguenze sulla libertà e sull'onore che gli sarebbero derivate dall'accertamento della sua responsabilità per la commissione di un reato.

 

» Corte di cassazione, sezione feriale penale, sentenza 30 agosto 2006, n. 29453 - Esula dalla scriminante del diritto di critica, politica o giornalistica, l'accusa di asservimento della funzione giudiziaria ad interessi personali, partitici, politici, ideologici, ovvero l'accusa di strumentalizzazione di quella funzione per il conseguimento di finalità divergenti da quelle che debbono guidare l'operato del Pubblico ministero, stanti le attribuzioni ed i doveri istituzionali che caratterizzano la posizione ordinamentale di tale organo.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 1° agosto 2006, n. 17461 - In relazione al bene-salute è individuabile un "nucleo essenziale", che configura un diritto soggettivo assoluto e primario, volto a garantire le condizioni di integrità psico-fisica delle persone bisognose di cura allorquando ricorrano condizioni di indispensabilità, di gravità e di urgenza non altrimenti sopperibili, a fronte delle quali è configurabile soltanto un potere accertativo della pubblica amministrazione in punto di apprezzamento della sola ricorrenza di dette condizioni; in assenza, però, di dette condizioni e allorquando non vengano denunziati pregiudizi alla salute - anche in termini di aggravamenti o di non adeguata guarigione - la domanda volta a ottenere le dovute prestazioni con modalità di più comoda ed agevole praticabilità per il paziente di quelle apprestate dalla pubblica amministrazione, ha come presupposto una situazione soggettiva di interesse legittimo stante la discrezionalità riconosciuta alla autorità amministrativa di soddisfare tempestivamente le esigenze del richiedente scegliendo tra le possibili opzioni praticabili - anche attraverso una opportuna integrazione tra le potenzialità delle strutture pubbliche con quelle private convenzionate - la soluzione reputata più adeguata alla finalità di piena efficienza del servizio sanitario.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 14 luglio 2006, n. 16093 - Nell'attuale quadro normativo, l'esistenza di una norma di sistema che prevede l'attribuzione automatica del cognome paterno al figlio legittimo costituisce retaggio di una concezione patriarcale della famiglia e non appare in sintonia con le fonti sovranazionali che impongono agli Stati membri l'adozione di misure adeguate ad eliminare le discriminazioni di trattamento nei confronti della donna.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 10 luglio 2006, n. 15614 - Le controversie relative alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 5 luglio 2006, n. 23130 - Ai fini della sussistenza della contravvenzione prevista dall'art. 659, comma 1, c.p. è sufficiente la dimostrazione che la condotta posta in essere dall'agente sia tale da poter disturbare il riposo e le occupazioni di un numero indeterminato di persone, anche se una sola di esse si sia in concreto lamentata; e la valutazione circa la sussistenza del concreto pericolo di disturbo deve essere effettuata con criteri oggettivi riferibili alla media sensibilità delle persone che vivono nell'ambiente ove i rumori vengono percepiti, di guisa che non vi è alcuna necessità di disporre una perizia fonometrica per accertare l'intensità dei rumori, allorché il giudice, basandosi su altri elementi probatori acquisiti agli atti, si sia formato il convincimento che, per le modalità di uso e di propagazione, la fonte sonora emetta rumori fastidiosi di intensità tale da superare i limiti di normale tollerabilità, arrecando in tal modo disturbo alle occupazioni ed al riposo di un numero indeterminato di persone, ancorché tali rumori non oltrepassino i limiti previsti dall'art. 4 del d.P.C.M. 14 novembre 1997.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 28 giugno 2006, n. 15017 - Ai fini della determinazione del Tribunale competente per territorio sulla domanda di separazione personale dei coniugi, occorre aver riguardo al luogo di residenza del coniuge convenuto al momento della proposizione della domanda (coincidente con il deposito del ricorso), il quale deve essere identificato, in via presuntiva, nella casa coniugale; ma tale presunzione può essere vinta dal convenuto mediante la prova, a suo carico, dell'avvenuto trasferimento in altro luogo della residenza effettiva e della conoscibilità legale di tale trasferimento dalla parte attrice in forza delle risultanze anagrafiche, ovvero della sua conoscenza di fatto.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 28 giugno 2006, n. 14977 - Il protesto cambiario, conferendo pubblicità ipso facto all'insolvenza del debitore, non è destinato ad assumere rilevanza soltanto in un'ottica commerciale-imprenditoriale, ma si risolve in una più complessa vicenda, di indubitabile discredito, tanto personale quanto patrimoniale, così che, ove illegittimamente sollevato ed ove privo di una conseguente, efficace rettifica, esso deve ritenersi del tutto idoneo a provocare un danno patrimoniale anche sotto il profilo della lesione dell'onore e della reputazione del protestato come persona, al di là ed a prescindere dai suoi eventuali interessi commerciali; onde, qualora l'illegittimo protesto venga riconosciuto lesivo di diritti della persona, il danno, da ritenersi in re ipsa, andrà senz'altro risarcito, non incombendo sul danneggiato l'onere di fornire la prova della sua esistenza ed essendo quindi il medesimo danneggiato legittimato ad invocare in proprio favore l'uso, da parte del giudice, del relativo potere di liquidazione equitativa.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 28 giugno 2006, n. 14955 - In materia di condono fiscale, la dichiarazione integrativa che presenti errori materiali riconoscibili, tali per cui sia possibile ricostruirne con sicurezza l'effettivo contenuto, solo apparentemente difforme nel testo redatto, è da considerarsi valida e produttiva di effetti in conformità a tale suo effettivo contenuto, che deve essere dunque vagliato e valutato dal giudice; con la conseguenza che, qualora il contribuente abbia compilato per errore una colonna diversa da quella occorrente per la definizione automatica dell'imposta, ciò non impedisce il prodursi della definizione stessa, nel senso richiesto dal contribuente, ogniqualvolta quell'errore appaia manifesto e riconoscibile.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 26 giugno 2006, n. 14735 - L'amministratore di condominio può irrogare sanzioni pecuniarie nei confronti dei condomini che si rendano responsabili di violazioni al regolamento condominiale, ove quest'ultimo gliene attribuisca il potere.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 14 giugno 2006, n. 13762 - Le spese di custodia e di rimozione di un autoveicolo incidentato o abbandonato sull'autostrada sono a carico dell'ente concessionario del tratto sul quale il veicolo stesso si trova, salvo il diritto di rivalsa nei confronti del proprietario.

 

» Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 13 giugno 2006, n. 20227 - Non può essere ritenuto responsabile del reato di cui all'art. 712 c.p. (c.d. "incauto acquisto") colui che acquista biglietti da un "bagarino", ove non sia provata la provenienza illecita di tali biglietti.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 13 giugno 2006, n. 13659 - Ogniqualvolta ci si trovi in presenza di un atto riferibile ad una pubblica amministrazione, ovvero a soggetti ad essa equiparati ai fini della tutela giudiziaria del destinatario del provvedimento, e l'atto sia capace di esplicare i propri effetti perché il potere non incontra ostacolo in diritti incomprimibili della persona, la giurisdizione delle relative controversie appartiene al giudice amministrativo, al quale potrà essere richiesta sia la tutela demolitoria sia - insieme o successivamente - la tutela risarcitoria completiva, ovvero anche la sola tutela risarcitoria, senza dover osservare, in quest'ultimo caso, il termine di decadenza pertinente all'azione di annullamento.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 7 giugno 2006, n. 19509 - Quando si svolge in ambito politico, dove risulta preminente l'interesse generale al libero svolgimento della vita democratica, il diritto di critica riveste necessariamente connotazioni soggettive ed opinabili e può manifestarsi anche in maniera estemporanea; con la conseguenza che, una volta riconosciuto il ricorrere della polemica politica ed esclusa la sussistenza di ostilità e malanimo personale, è necessario valutare la condotta del soggetto imputato del reato di ingiuria alla luce della scriminante di cui all'art. 51 c.p.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 7 giugno 2006, n. 13321 - Le decadenze stabilite dalle leggi fiscali sono rilevabili d'ufficio dal giudice soltanto quando siano previste a favore dell'Amministrazione, poiché attengono a diritti non disponibili dall'Amministrazione medesima.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 1° giugno 2006, n. 13130 - In materia di responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli, l'art. 2054 c.c. esprime, in ciascuno dei commi che lo compongono, principi di carattere generale, applicabili a tutti i soggetti che da tale circolazione comunque ricevano danni, e quindi anche ai trasportati, quale che sia il titolo del trasporto, di cortesia ovvero contrattuale (oneroso o gratuito); con la conseguenza che il trasportato, indipendentemente dal titolo del trasporto, può invocare i primi due commi della disposizione citata per far valere la responsabilità extracontrattuale del conducente, ed il comma 3 per far valere quella solidale del proprietario, che può liberarsi solo provando che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà ovvero che il conducente aveva fatto tutto il possibile per evitare il danno.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 1° giugno 2006, n. 13025 - Il premio supplementare previsto dall'art. 153 del t.u. 1124/1965 in favore dei lavoratori esposti al rischio ambientale della silicosi e dell'asbestosi va calcolato sull'intera retribuzione, comprensiva anche dei periodi non lavorati, quali ferie, congedi e malattie.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 26 maggio 2006, n. 12641 - Nell'ipotesi in cui la filiazione nei confronti del padre sia stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, il giudice, nell'applicare l'art. 262 c.c., deve prescindere da qualsiasi meccanismo di automatica attribuzione del cognome, ma deve aver riguardo all'identità personale posseduta dal minore nell'ambiente in cui questi è cresciuto fino al momento del riconoscimento da parte del padre, non autorizzando l'assunzione del patronimico non soltanto ove ne possa derivare danno per il minore, ma anche allorquando il cognome materno si sia radicato nel contesto sociale in cui il minore si trova a vivere, giacché precludergli il diritto di mantenerlo si risolverebbe in un'ingiusta privazione di un elemento della sua personalità, tradizionalmente definito come il diritto "a essere se stessi".

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 24 maggio 2006, n. 12372 - Nel rapporto di conto corrente bancario, il termine di decadenza di sei mesi per l'impugnazione dell'estratto conto trasmesso al cliente, fissato dall'art. 1832, comma 2, c.c., opera anche per la banca, relativamente all'omessa registrazione di partite a credito dell'istituto, con la conseguenza che, decorso inutilmente detto termine, la banca decade dal diritto di far valere crediti che non risultano nell'estratto conto approvato, specie nell'eventualità che si tratti di operazioni non annotate.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 23 maggio 2006, n. 12147 - Ha diritto al risarcimento dei danni il candidato ad un pubblico concorso che, ai fini della partecipazione alle relative prove, abbia soggiornato in una città diversa da quella di residenza e sia stato costretto a trattenersi per un tempo considerevole nell'aula degli esami con la privazione della propria libertà di movimento, per poi sentirsi comunicare il rinvio a data da destinarsi delle prove da espletare senza alcuna valida giustificazione circa la inevitabilità dell'accaduto.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 20 maggio 2006, n. 11895 - Il Prefetto è legittimato ad agire davanti al giudice ordinario al fine di ottenere la dichiarazione di decadenza dalla carica di sindaco del soggetto che abbia già espletato il relativo mandato per due volte consecutive.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 18 maggio 2006, n. 11623 - Anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione (l. cost. 3/2001), gli atti amministrativi del Consiglio regionale sono assoggettati al sindacato del giudice ordinario ed amministrativo.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 16 maggio 2006, n. 16571 - Risponde del reato di violenza privata (art. 610 c.p.) il soggetto che, rifiutandosi di spostare il proprio autoveicolo dal luogo in cui è parcheggiato, impedisce l'altrui passaggio.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 11 maggio 2006, n. 16215 - L'invio reiterato di sms indesiderati può integrare il reato di molestia (art. 660 c.p.).

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 10 maggio 2006, n. 15983 - I cartellini marcatempo ed i fogli di presenza dei pubblici dipendenti non sono atti pubblici, essendo essi destinati ad attestare da parte del pubblico dipendente solo una circostanza materiale che afferisce al rapporto di lavoro (oggi soggetto a disciplina privatistica) tra lui e la Pubblica Amministrazione, ed in ciò esauriscono in via immediata i loro effetti, non involgendo affatto manifestazioni dichiarative, attestative o di volontà riferibili alla Pubblica Amministrazione.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 8 maggio 2006, n. 10506 - Anche a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 477 del 2002, la notifica degli atti giudiziari a mezzo del servizio postale non si esaurisce con la spedizione dell'atto, ma si perfeziona soltanto con la consegna del relativo plico al destinatario, e l'avviso di ricevimento prescritto dall'art. 149 c.p.c. e dalle disposizioni della l. 890/1982 è il solo documento idoneo a dimostrare sia l'intervenuta consegna, sia la data di essa, sia l'identità e idoneità della persona a mani della quale è stata eseguita; con la conseguenza che, ove per la notifica del ricorso in appello sia stato impiegato tale mezzo, la mancata produzione dell'avviso di ricevimento comporta non già la mera nullità, bensì l'inesistenza della notificazione (della quale, quindi, non può essere ordinata la rinnovazione ai sensi dell'art. 291 c.p.c.) e l'inammissibilità del ricorso medesimo, non potendosi accertare l'effettiva e valida costituzione del contraddittorio, anche se risulta provata la tempestività della proposizione dell'impugnazione.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 27 aprile 2006, n. 9591 - Il termine stabilito dall'art. 2, comma 3, della l. 7 agosto 1990, n. 241, per la conclusione del procedimento amministrativo (90 giorni) non è applicabile ai procedimenti di irrogazione di sanzioni amministrative.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 19 aprile 2006, n. 9127 - L'art. 52, comma 5, del d.P.R. 633/1972 (richiamato dall'art. 33 del d.P.R. 600/1973), secondo cui «non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell'accertamento in sede amministrativa o contenziosa» i documenti (libri, scritture, registri, ecc.) che non siano stati acquisiti durante gli accessi perché il contribuente ha rifiutato di esibirli (o perché ha dichiarato di non possederli o perché, comunque, li ha sottratti al controllo), trova applicazione soltanto quando si sia in presenza di una specifica richiesta o ricerca da parte della Amministrazione e di un rifiuto, o di un occultamento, da parte del contribuente; e a tal fine non è sufficiente che il contribuente non abbia esibito ai verbalizzanti i documenti in epoca successiva depositati in sede giudiziaria.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 13 aprile 2006, n. 8716 - In materia di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo, è da escludere la sussistenza del danno non patrimoniale allorché il protrarsi del giudizio appaia rispondente ad uno specifico interesse della parte o sia comunque destinato a produrre conseguenze che la parte stessa percepisce come a sé favorevoli.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 6 aprile 2006, n. 8118 - Ai sensi dell'art. 66 Cost., spetta esclusivamente alle Camere - con conseguente esclusione sia della giurisdizione ordinaria sia di quella amministrativa - il potere di giudicare sulla validità delle proprie elezioni, e quindi anche sulla validità delle operazioni elettorali che le hanno precedute, con un giudizio definitivo sui reclami avverso la ricusazione delle liste e sugli effetti di questi provvedimenti in ordine alla convalida delle elezioni stesse.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 4 aprile 2006, n. 7815 - E' nulla la notifica del verbale di accertamento di violazione al codice della strada effettuata mediante deposito del relativo plico presso l'ufficio postale senza che ne sia data notizia al destinatario tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

 

» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 29 marzo 2006, n. 10951 - In sede di giudizio per cassazione, il ricorrente che intenda far valere il vizio logico-giuridico di cui all'art. 606, lett. e), c.p.p. (nel testo modificato dalla l. 46/2006) non può limitarsi ad addurre l'esistenza di "atti del processo" non esplicitamente presi in considerazione nella motivazione o di "atti" processuali che non sarebbero stati correttamente o adeguatamente interpretati dal giudicante, ma deve: a) identificare l'atto processuale cui fa riferimento; b) individuare l'elemento fattuale o il dato probatorio che da tale atto emerge e che risulta incompatibile con la ricostruzione adottata dalla sentenza impugnata; c) dare la prova della verità dell'elemento fattuale o del dato probatorio invocato nonché della effettiva esistenza dell'atto processuale su cui tale prova si fonda; d) indicare le ragioni per cui l'atto inficia e compromette, in modo decisivo, la tenuta logica e l'interna coerenza della motivazione, introducendo profili di radicale "incompatibilità" all'interno dell'impianto argomentativo del provvedimento impugnato.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 18 marzo 2006, n. 6078 - L'adozione internazionale di minori, al pari di quella nazionale legittimante, è consentita - salvo caso particolari - soltanto alle coppie di coniugi, e non anche ai singoli.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 15 marzo 2006, n. 5789 - In sede di opposizione avverso una sanzione amministrativa per violazione al codice della strada, l'avvenuta notifica del verbale di accertamento non può essere desunta dall'annotazione in un registro tenuto dalla Pubblica Amministrazione, ma deve essere provata da quest'ultima mediante la produzione in giudizio di copia del verbale notificato al ricorrente.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 9 marzo 2006, n. 8324 - Anche a seguito della modifica dell'art. 148 c.p.p., apportata dall'art. 17 del d.l. 144/2005 (convertito nella l. 155/2005), la polizia giudiziaria rimane organo di notificazione, in alternativa all'ufficiale giudiziario, anche se la sua sfera di competenza risulta limitata all'ipotesi prevista dall'art. 151 c.p.p.; con la conseguenza che la notificazione effettuata dalla polizia giudiziaria al di fuori della sua sfera di competenza non è affetta né da inesistenza (come avverrebbe qualora venisse effettuata da un organo del tutto privo del potere di notificazione e del relativo potere di certificazione) né da nullità (non essendo tale sanzione espressamente prevista dalla legge e non essendo il vizio in questione riconducibile alle nullità di ordine generale, posto che comunque una notifica vi è stata, ad opera di un organo dotato di tale potere, e che essa ha prodotto il suo effetto di conoscenza, senza incidere negativamente sull'intervento e sull'assistenza dell'indagato), ma è da ritenersi meramente irregolare.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 8 marzo 2006, n. 4893 - L'art. 653 c.p.p., nel testo modificato dalla l. 97/2001 (applicabile anche ai procedimenti in corso all'atto della sua entrata in vigore), estende l'efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare della sentenza penale di assoluzione, oltre alle ipotesi di assoluzione "perché il fatto non sussiste" o "perché l'imputato non l'ha commesso", a quella "perché il fatto non costituisce reato"; con la conseguenza che, qualora l'addebito disciplinare abbia ad oggetto i medesimi fatti contestati in sede penale, s'impone, ai sensi dell'art. 295 c.p.c., la sospensione del giudizio disciplinare in pendenza di quello penale, atteso che dalla definizione di quest'ultimo può dipendere la decisione del primo.

 

» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 2 marzo 2006, n. 7628 - L'abolizione del servizio militare obbligatorio, disposta con la l. 331/2000, comporta l'abrogazione del delitto di rifiuto di prestare detto servizio da parte dei cittadini ad esso tenuti per chiamata di leva e determina - in forza dell'art. 2, comma 2, c.p. - la non punibilità della condotta di chi in precedenza, allorché detto servizio era obbligatorio, ha rifiutato di prestarlo ovvero la cessazione dell'esecuzione e degli effetti penali della condanna eventualmente intervenuta.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 2 marzo 2006, n. 4582 - Risponde di danno erariale, conseguente alla perdita di prestigio ed al grave detrimento dell'immagine e della personalità pubblica dello Stato, il parlamentare che, nell'esercizio delle sue funzioni, percepisce contributi illeciti da parte di un'impresa aggiudicataria di lavori pubblici.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 1° marzo 2006, n. 4510 - Il decreto ingiuntivo non opposto acquista autorità ed efficacia di cosa giudicata soltanto in relazione al diritto in esso consacrato, e non anche con riguardo alle domande o ai capi di domanda che non siano stati accolti.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 24 febbraio 2006, n. 4254 - Il Ministero dell'interno non è legittimato ad impugnare le deliberazioni dei Consigli comunali o provinciali in materia di decadenza dalle cariche elettive delle rispettive amministrazioni.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 24 febbraio 2006, n. 4235 - Il contribuente che sia stato dichiarato fallito non perde la sua qualità di soggetto passivo del rapporto tributario e, quindi, la legittimazione ad impugnare, nell'inerzia degli organi fallimentari, gli atti impositivi a lui direttamente notificati.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 23 febbraio 2006, n. 4003 - In caso di sinistro stradale, è tutelabile in sede risarcitoria la posizione di chi eserciti nei confronti dell'autovettura danneggiata una situazione di possesso giuridicamente qualificabile come tale ai sensi dell'art. 1140 c.c.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 13 gennaio 2006, n. 486 - Risponde di illecito disciplinare l'avvocato che utilizza il titolo di "giudice onorario" sulla carta intestata.

 

» Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 17 febbraio 2006, n. 6329 - Sull'applicazione dell'attenuante della minore gravità del fatto prevista dall'art. 609-quater, comma 3, c.p. per il reato di atti sessuali con minorenne.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 3 febbraio 2006, n. 2417 - Ai fini della concessione del permesso di soggiorno, la valutazione del possesso da parte dello straniero di adeguati mezzi di sussistenza dev'essere riferita non tanto al momento in cui viene presentata la domanda di rilascio o di rinnovo del permesso, ma al momento in cui l'autorità amministrativa è chiamata a pronunciarsi su di essa.

 

» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 1° febbraio 2006, n. 4033 - Risponde del reato di minaccia l'automobilista che, durante la guida, compie con le mani gesti minacciosi nei confronti di un altro automobilista.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 25 gennaio 2006, n. 1378 - In sede di giudizio di responsabilità amministrativa, la regola della insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali della pubblica amministrazione (c.d. "riserva di amministrazione") non preclude alla Corte dei conti di sindacare l'adeguatezza dei mezzi prescelti nell'ipotesi di assoluta ed incontrovertibile estraneità di essi rispetto ai fini perseguiti.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 gennaio 2006, n. 852 - In caso di danno da mancata promozione, il lavoratore che agisca per il risarcimento deve provare sia l'illegittimità della procedura concorsuale sia che, in caso di legittimo espletamento, sarebbe stato certamente incluso nell'elenco dei promossi, mentre nel danno da perdita di chance il lavoratore, sul presupposto della irrimediabile perdita di chance in ragione dell'irripetibilità della procedura con le stesse modalità e gli stessi partecipanti di quella ritenuta illegittima, fa valere il danno associato alla perdita di una probabilità non trascurabile di conseguire il risultato utile; con la conseguenza che, mentre il danno da mancata promozione può trovare un ristoro corrispondente in pieno con la perdita dei vantaggi connessi alla superiore qualifica (non solo di natura economica, ma anche normativa), il danno da perdita di chance può solo commisurarsi, ma non identificarsi, nella perdita di quei vantaggi, in ragione del grado di probabilità - esistente al momento della legittima esclusione - di conseguire la promozione.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 10 gennaio 2006, n. 141 - In caso di licenziamento illegittimo, grava sul datore di lavoro l'onere di provare l'inesistenza del requisito dimensionale previsto dall'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, e quindi l'impossibilità di reintegrare nel suo posto il lavoratore licenziato.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 10 gennaio 2006, n. 134 - L'avvocato che abbia assistito entrambi i coniugi in un giudizio di separazione consensuale non conclusosi con l'omologazione non può assistere uno di essi nel successivo giudizio di separazione giudiziale.

 

 

Altri giudici ordinari

 

 

» Tribunale di Roma, sezione I civile, ordinanza 16 dicembre 2006 - E' inammissibile il ricorso col quale il soggetto che sia affetto da un gravissimo stato morboso degenerativo richieda l'interruzione della respirazione assistita ed il distacco del respiratore artificiale.

 

» Corte d'appello di Roma, decreto 13 luglio 2006 - Non è trascrivibile nei registri dello stato civile il matrimonio validamente contratto all'estero da un cittadino italiano con persona del medesimo sesso, in quanto per il nostro ordinamento la "disparitas sexus" costituisce requisito di esistenza di tale atto.

 

» Tribunale di Monza, sezione I civile, sentenza 26 gennaio 2006, n. 388 - La decisione della donna di interrompere volontariamente lo stato di gravidanza, senza rendere partecipe il marito-padre della relativa procedura e della decisione finale, non può costituire causa di addebito della separazione coniugale.

 

 

Consiglio di Stato

 

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 14 novembre 2006, n. 6681 - Deve essere accolta l'istanza finalizzata a prendere visione ed estrarre copia della cartella clinica intestata al coniuge del soggetto richiedente, allorché essa venga avanzata allo scopo di intraprendere un'azione giurisdizionale davanti al tribunale ecclesiastico per conseguire la declaratoria di nullità del matrimonio concordatario.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 7 novembre 2006, n. 6558 - Ai fini dell'esclusione da un pubblico concorso del candidato che abbia copiato, in tutto o in parte, lo svolgimento del tema assegnato (art. 13, comma 4, d.P.R. 487/1994), è necessario che dalla prova scritta emerga, sulla base di chiari ed univoci elementi rivelatori, una riproduzione fedele del testo non ammesso a consultazione, nonché un'impostazione del tema, o di parte di esso, che costituisca un'imitazione, con carattere pedissequo e fraudolento, del testo assunto a parametro confronto.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 16 ottobre 2006, n. 6126 - Ai fini della prosecuzione o dell'avvio del procedimento disciplinare nei confronti dei pubblici dipendenti condannati in sede penale a titolo definitivo, il termine di 90 giorni (di cui all'art. 5, comma 4, della l. 27 marzo 2001, n. 97) trova applicazione soltanto per le condanne relative ai reati previsti dagli artt. 314, primo comma, 317, 318, 319, 319-ter e 320 c.p. e dall'art. 3 della l. 9 dicembre 1941, n. 1383; mentre nei casi di condanna per altre fattispecie di reato trova applicazione l'art. 9, comma 2, della l. 7 febbraio 1990, n. 19, che prevede, per la prosecuzione del procedimento disciplinare sospeso o per la sua promozione, il diverso termine di 180 giorni, decorrenti dalla data in cui l'Amministrazione ha avuto notizia della sentenza irrevocabile di condanna.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 9 ottobre 2006, n. 6006 - Ai fini dello scioglimento del consiglio comunale per dimissioni di oltre la metà dei consiglieri (art. 141, comma 1, lett. b), n. 3, d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267), è necessario che le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, ove non vengano presentate personalmente, siano corredate dall'autenticazione delle firme.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 25 settembre 2006, n. 5636 - E' inammissibile la domanda di accesso ai documenti amministrativi che postuli un'attività valutativa ed elaborativa dei dati in possesso dell'amministrazione, atteso che essa rivela un fine di generale controllo sull'attività amministrativa che non risponde alla finalità per la quale lo specifico strumento in parola può venire azionato, che è solo quella della tutela di un interesse sostanziale collegato ad una specifica situazione soggettiva giuridicamente rilevante.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 19 settembre 2006, n. 5476 - E' illegittima la risoluzione del contratto di lavoro del direttore generale dell'AUSL per mancato raggiungimento degli obiettivi, allorché quest'ultimi non siano stati adeguatamente predeterminati dall'Amministrazione.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 12 settembre 2006, n. 5320 - Il c.d. scorrimento della graduatoria di un concorso (al fine di procedere all'assunzione degli idonei) costituisce frutto di un ampio potere discrezionale dell'Amministrazione che, impingendo nel merito dell'azione di questa, si sottrae al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salva la sussistenza di macroscopici vizi di eccesso di potere per arbitrarietà, irrazionalità, irragionevolezza e travisamento dei fatti.

 

» Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 27 giugno 2006, n. 9 - Il controinteressato al quale non sia stato notificato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è legittimato ad impugnare in sede giurisdizionale il decreto di decisione del ricorso stesso.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 21 giugno 2006, n. 3690 - E' inammissibile la domanda di risarcimento del danno proposta per la prima volta nel ricorso rivolto a conseguire l'ottemperanza alla sentenza di annullamento del provvedimento lesivo.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 20 giugno 2006, n. 3668 - E' viziato da eccesso di potere per difetto di istruttoria l'operato della commissione esaminatrice di un concorso pubblico la quale abbia dedicato alla correzione degli elaborati scritti un lasso temporale assolutamente non congruo per la corretta percezione del contenuto degli stessi e per la conseguente formulazione del giudizio di merito.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 10 maggio 2006, n. 2572 - Poiché la sentenza di irrogazione della pena patteggiata non fa stato sull'accertamento dei fatti posti a fondamento dell'imputazione, per la considerazione in sede disciplinare dei medesimi fatti occorre uno specifico accertamento, da parte dell'amministrazione, sulla loro effettiva esistenza e portata ed un autonomo apprezzamento della loro significanza in sede disciplinare.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 4 maggio 2006, n. 2479 - Non può essere sanata la dichiarazione sostitutiva alla quale non sia stata allegata copia del documento d'identità del suo sottoscrittore.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 20 marzo 2006, n. 1437 - L'illegittima ammissione di liste alla competizione elettorale non comporta l'invalidità dell'intera consultazione, allorché i voti da esse ottenuti non siano tali da alterare in modo rilevante, per la loro consistenza numerica, la posizione conseguita dalle liste legittimamente ammesse.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 13 febbraio 2006, n. 556 - Afferma che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche non contrasta col principio di laicità dello Stato, in quanto tale simbolo esprime "l'origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell'autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana".

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 3 febbraio 2006, n. 421 - Le controversie relative alla legittimità del fermo amministrativo di beni mobili registrati appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 18 gennaio 2006, n. 114 - E' legittima la revoca dalla carica del presidente del consiglio comunale che, all'interno di questo o in altre sedi, abbia posto in essere una serie di condotte politiche incompatibili col ruolo istituzionale super partes che gli compete, con ciò violando le regole comportamentali connaturate al suo ruolo di garante della corretta dinamica politico-amministrativa del Comune.

 

 

Tribunali Amministrativi Regionali

 

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 16 novembre 2006, n. 12515 - L'operatore titolare di una posizione dominante, qualora voglia introdurre sul mercato un'offerta tecnicamente innovativa qual è l'ADSL di seconda generazione, è tenuto al rispetto delle norme sulla concorrenza e, quindi, ad immettere sul mercato un'offerta wholesale disaggregata, e non soltanto un'offerta di mera rivendita dello stesso servizio da lui predisposto.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia, sentenza 16 ottobre 2006, n. 645 - E' illegittima l'ordinanza sindacale che, nell'ordinare di adeguarsi alle vigenti norme che fanno divieto di comparire mascherati in luogo pubblico, includa tra i "mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona" anche "il velo che copre il volto".

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, sezione I, sentenza 4 agosto 2006, n. 2307 - Nell'esame di abilitazione alla professione forense, l'attribuzione agli elaborati scritti del solo punteggio numerico non è idonea a soddisfare l'obbligo di motivazione imposto dalla legge.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione VII, sentenza 3 agosto 2006, n. 7797 - Una volta concentrata presso il giudice amministrativo la tutela impugnatoria dell'atto illegittimo e quella risarcitoria conseguente, non è possibile l'accertamento incidentale da parte del giudice amministrativo della illegittimità dell'atto non impugnato nei termini decadenziali al solo fine di un giudizio risarcitorio, essendo l'azione di risarcimento ammissibile solamente a condizione che sia stato tempestivamente impugnato il provvedimento illegittimo e che sia stato coltivato con successo il relativo giudizio di annullamento, in quanto al giudice amministrativo non è dato di poter disapplicare atti amministrativi non regolamentari.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 21 luglio 2006, n. 6181 - Conferma la sanzione pecuniaria irrogata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni alla RAI per la nomina di Alfredo Meocci, già componente della medesima Autorità, alla carica di direttore generale della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Catania, sezione I, sentenza 10 luglio 2006, n. 1138 - L'Amministrazione comunale che riceva, da chiunque vi abbia interesse, un'istanza di demolizione di un manufatto ritenuto abusivo è tenuta ad effettuare le verifiche del caso e, all'esito di queste, a provvedere in senso positivo o negativo sulla istanza stessa.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 20 giugno 2006, n. 4849 - E' legittimo il licenziamento per giusta causa del dirigente di una AUSL il quale svolga contemporaneamente un'altra attività lavorativa in conflitto di interessi con l'ufficio pubblico ricoperto.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 1° giugno 2006, n. 4176 - Nel caso di violazione dei principi del pluralismo, della completezza e della obiettività dell'informazione, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha il potere di sanzionare la Rai anche in mancanza di un atto di indirizzo adottato dalla Commissione parlamentare di vigilanza.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, sezione III, sentenza 23 maggio 2006, n. 1437 - Il provvedimento del questore che impone il divieto di assistere ad eventi sportivi va riferito a manifestazioni e luoghi specificatamente determinati e deve essere adeguatamente motivato anche sotto il profilo della proporzionalità della misura adottata.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione III, sentenza 12 maggio 2006, n. 1188 - L'avvenuta proposizione del ricorso dinanzi al giudice di pace avverso il verbale di contestazione della violazione al codice della strada, o anche la sola pendenza dei termini per l'esperimento dei rimedi giurisdizionali o amministrativi, privando la contestazione stessa della necessaria definitività, costituiscono circostanze di per sé ostative al perfezionarsi della decurtazione del punteggio, e quindi anche all'eventuale revisione della patente.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, sentenza 7 aprile 2006, n. 240 - E' illegittima l'esclusione dalla gara di appalto dell'impresa che, nel rendere le dichiarazioni prescritte dal bando, sia incorsa in un mero errore materiale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, sezione II, sentenza 3 aprile 2006, n. 737 - L'avvocato che abbia presentato un esposto nei confronti di un collega ha diritto di accedere agli atti del relativo procedimento disciplinare, ove ne faccia richiesta per esigenze di tutela giurisdizionale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, Lecce, sezione II, sentenza 27 marzo 2006, n. 1781 - E' illegittima l'esclusione dalla gara di appalto dell'impresa che, nel rendere le prescritte dichiarazioni sostitutive, abbia omesso di fare riferimento alla responsabilità personale del dichiarante e alle conseguenze penali cui lo stesso andrebbe incontro in caso di dichiarazioni mendaci.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I quater, sentenza 10 marzo 2006, n. 1862 - Il pubblico dipendente ha diritto di accedere agli atti contenuti nel suo fascicolo personale anche dopo la cessazione del rapporto di impiego.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 1° marzo 2006, n. 1539 - E' legittima la sanzione disciplinare della revoca dell'incarico irrogata al Giudice di pace che abbia ricevuto in prestito somme di danaro, senza alcuna garanzia, da persona conosciuta per ragioni di servizio.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Salerno, sezione II, sentenza 27 febbraio 2006, n. 217 - La declaratoria della decadenza dalla carica di consigliere comunale per assenze ingiustificate deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione I, sentenza 6 febbraio 2006, n. 1622 - Ai fini dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, non è necessario che i fatti considerati assumano la consistenza di un comportamento illecito, penalmente rilevante, in quanto i "collegamenti indiretti" e le "forme di condizionamento" possono verificarsi anche quando il coinvolgimento degli amministratori negli affari della criminalità organizzata non concretizzi gli estremi, oggettivi e/o soggettivi, di una condotta delittuosa, né è richiesto che di tali fatti sia raggiunta la pienezza del riscontro probatorio, essendo sufficiente l'acquisizione di "elementi", e quindi di circostanze che hanno un grado di significatività inferiore rispetto alle prove che determinano l'applicazione di sanzioni penali o di misure di sicurezza personali, ovvero che gli addebiti coinvolgano tutti, o la gran parte, o la maggioranza dei singoli amministratori, poiché ciò che interessa è l'interferenza esercitata dalla criminalità organizzata sull'organo inteso nel suo complesso, nonostante la presenza di soggetti del tutto incolpevoli della situazione determinatasi.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Emilia-Romagna, Parma, sentenza 26 gennaio 2006, n. 28 - I consiglieri comunali hanno diritto di accedere a tutti gli atti del protocollo generale del Comune, a condizione che l'esercizio di tale diritto non sia d'intralcio all'attività degli uffici.

 

 

Corte dei conti

 

 

» Corte dei conti, sezione giurisdizionale del Lazio, sentenza 10 novembre 2006, n. 2282 - Condanna l'ex Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Pietro Lunardi, per danno erariale derivante dalla corresponsione di "buonuscite" milionarie all'Amministratore e ai quattro componenti del Consiglio di amministrazione dell'ANAS.

 

 

Corte di giustizia delle Comunità Europee

 

 

» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Grande Sezione, sentenza 5 dicembre 2006 - Gli artt. 10 CE, 81 CE e 82 CE non ostano all'adozione, da parte di uno Stato membro, di un provvedimento normativo che approvi, sulla base di un progetto elaborato da un ordine professionale forense quale il Consiglio nazionale forense, una tariffa che fissi un limite minimo per gli onorari degli avvocati e a cui, in linea di principio, non sia possibile derogare né per le prestazioni riservate agli avvocati né per quelle, come le prestazioni di servizi stragiudiziali, che possono essere svolte anche da qualsiasi altro operatore economico non vincolato da tale tariffa. Una normativa che vieti in maniera assoluta di derogare convenzionalmente agli onorari minimi determinati da una tariffa forense per prestazioni che sono al tempo stesso di natura giudiziale e riservate agli avvocati costituisce una restrizione della libera prestazione dei servizi prevista dall'art. 49 CE. Spetta al giudice nazionale verificare se tale normativa, alla luce delle sue concrete modalità di applicazione, risponda realmente agli obiettivi della tutela dei consumatori e della buona amministrazione della giustizia, che possono giustificarla, e se le restrizioni che essa impone non appaiano sproporzionate rispetto a tali obiettivi.

 

» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Grande Sezione, sentenza 3 ottobre 2006 - Un'imposta con le caratteristiche dell'IRAP si distingue dall'IVA in modo tale da non poter essere considerata un'imposta sulla cifra d'affari, ai sensi dell'art. 33, n. 1, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, come modificata dalla direttiva del Consiglio 16 dicembre 1991, 91/680/CEE.

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