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Corte costituzionale

 

 

» Corte costituzionale, ordinanza 28 dicembre 2007, n. 456 - Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 197-bis, comma 4, c.p.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, secondo comma, Cost., dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Imperia.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 dicembre 2007, n. 431 - Illegittimità costituzionale degli artt. 27, comma 3, 35, 36, 37, 38, 39, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57 e 58 del titolo III della l.r. Campania 20 giugno 2006, n. 12 - Illegittimità costituzionale dell'art. 12 della l.r. Abruzzo 20 dicembre 2000, n. 115 (Nuove norme per l'edilizia scolastica), come sostituito dall'art. 2, comma 2, della l.r. Abruzzo 8 novembre 2006, n. 33 (Modifiche e integrazioni di leggi regionali concernenti i lavori pubblici e l'edilizia residenziale pubblica) e dell'art. 7, comma 1, della l.r. n. 33 del 2006.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 dicembre 2007, n. 430 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del d.l. 4 luglio 2006, n. 223, nel testo modificato dalla legge di conversione 4 agosto 2006, n. 248, promossa, in riferimento agli artt. 117 e 118 Cost., dalla Regione Veneto - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma 2, del d.l. 4 luglio 2006, n. 223, nel testo modificato dalla legge di conversione 4 agosto 2006, n. 248, promosse in riferimento agli artt. 117 e 118, terzo e quarto comma, Cost., nonché agli artt. 117, terzo comma, Cost., 14, lett. d), e 17, lett. b) e c), dello statuto della Regione Siciliana, dalla Regione Veneto e dalla Regione Siciliana.

 

» Corte costituzionale, sentenza 30 novembre 2007, n. 403 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 11, della l. 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), sollevata, in riferimento all'art. 24, primo comma, Cost., dal Tribunale di Pisa.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 novembre 2007, n. 401 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 5, comma 2, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), limitatamente alle parole «province autonome»; dell'art. 84, commi 2, 3, 8 e 9, del d.lgs. n. 163 del 2006, anche nel testo modificato dal d.lgs. 31 luglio 2007, n. 113 (Ulteriori disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62), nella parte in cui, per i contratti inerenti a settori di competenza regionale, non prevede che le norme in esso contenute abbiano carattere suppletivo e cedevole; dell'art. 98, comma 2, del d.lgs. n. 163 del 2006 - Inammissibilità o infondatezza di ulteriori questioni di legittimità costituzionale relative ad altre disposizioni del medesimo decreto legislativo.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 novembre 2007, n. 390 - Illegittimità costituzionale dell'art. 6, commi 2, 5 e 6, della l. 20 giugno 2003, n. 140 (Disposizioni per l'attuazione dell'art. 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato), nella parte in cui stabilisce che la disciplina ivi prevista si applichi anche nei casi in cui le intercettazioni debbano essere utilizzate nei confronti di soggetti diversi dal membro del Parlamento, le cui conversazioni o comunicazioni sono state intercettate.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 novembre 2007, n. 387 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 4-quinquiesdecies del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272 (Misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonché la funzionalità dell'Amministrazione dell'interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309), nel testo integrato dalla relativa legge di conversione 21 febbraio 2006, n. 49, nella parte in cui definisce la rubrica dell'art. 116 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), utilizzando la formula «Livelli essenziali relativi alla libertà di scelta dell'utente e ai requisiti per l'autorizzazione delle strutture private», anziché «Libertà di scelta dell'utente e requisiti per l'autorizzazione delle strutture private»; dell'art. 4-quinquiesdecies del d.l. n. 272 del 2005, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione n. 49 del 2006, nella parte in cui modifica il comma 1 dell'art. 116 del d.P.R. n. 309 del 1990, limitatamente alle parole «quale livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione»; dell'art. 4-quinquiesdecies del d.l. n. 272 del 2005, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione n. 49 del 2006, nella parte in cui modifica il comma 2 dell'art. 116 del d.P.R. n. 309 del 1990, limitatamente alle parole «che rappresentano livelli essenziali ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione»; dell'art. 4-quinquiesdecies del d.l. n. 272 del 2005, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione n. 49 del 2006, nella parte in cui, modificando il comma 9 dell'art. 116 del d.P.R. n. 309 del 1990, stabilisce che «Le Regioni e le Province autonome ripartiscono le somme percepite tra gli enti di cui all'art. 115, secondo i programmi da questi presentati ed i criteri predeterminati dalle rispettive assemblee» - Inammissibilità o infondatezza di ulteriori questioni di legittimità costituzionale relative ad altre disposizioni del medesimo decreto-legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 novembre 2007, n. 379 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale degli artt. 703 e 669-octies c.p.c., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dal Tribunale di Firenze, sezione distaccata di Empoli.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 novembre 2007, n. 378 - Illegittimità costituzionale degli artt. 8, comma 14, e 9, commi 2, 3 e 11, della l. Provincia autonoma di Trento 15 dicembre 2004, n. 10 (Disposizioni in materia di urbanistica, tutela dell'ambiente, acque pubbliche, trasporti, servizi antincendi, lavori pubblici e caccia) - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 15, della l. Provincia autonoma di Trento n. 10 del 2004, promossa, in riferimento agli artt. 8, n. 5, e 9, n. 10, del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), in relazione agli artt. 11, 12 e 15 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione della direttiva 91/156/CEE sui rifiuti, della direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio), nonché in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 10 della l. Provincia autonoma di Trento n. 10 del 2004, promossa, in riferimento all'art. 8, nn. 15 e 16, del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), nonché in riferimento all'art. 117, primo e secondo comma, lett. a) e s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, sentenza 7 novembre 2007, n. 366 - Illegittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 58, primo comma e secondo periodo del secondo comma, e 60, primo comma, lett. c), e) ed f), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), e dell'art. 26, ultimo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui prevede, nel caso di notificazione a cittadino italiano avente all'estero una residenza conoscibile dall'amministrazione finanziaria in base all'iscrizione nell'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE), che le disposizioni contenute nell'articolo 142 del codice di procedura civile non si applicano - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 58, primo e secondo comma, e 60, primo comma, lett. c), e) ed f), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, sollevata, in riferimento agli artt. 1, 3, 24 e 42 Cost., dal Tribunale di Genova.

 

» Corte costituzionale, sentenza 7 novembre 2007, n. 365 - Illegittimità costituzionale della rubrica della l.r. Sardegna 23 maggio 2006, n. 7 (Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta per il nuovo statuto di autonomia e sovranità del popolo sardo), limitatamente alle parole «e sovranità», nonché delle seguenti disposizioni della medesima legge regionale: art. 1, comma 1, limitatamente alle parole «e di sovranità»; art. 2, comma 2, lett. a), limitatamente alle parole «e sovranità», e comma 3, limitatamente alle parole «e elementi di sovranità» - Inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, e 2, comma 2, lett. a), e comma 3, nonché della stessa rubrica della l.r. n. 7 del 2006, sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 3, 16, 101, 117, comma primo e secondo, lett. a), d), h) e l), 120, 132, 133, e 138, Cost. e degli artt. 3, 4, 50 e 54 dello statuto speciale della Regione Sardegna.

 

» Corte costituzionale, sentenza 7 novembre 2007, n. 364 - Illegittimità costituzionale dell'art. 7-quater del d.l. 31 gennaio 2005, n. 7 (Disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, e per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione, nonché altre misure urgenti), inserito dalla legge di conversione 31 marzo 2005, n. 43.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 ottobre 2007, n. 349 - Illegittimità costituzionale dell'art. 5-bis, comma 7-bis, del d.l. 11 luglio 1992, n. 333 (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1992, n. 359, introdotto dall'art. 3, comma 65, della l. 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica).

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 ottobre 2007, n. 348 - Illegittimità costituzionale dell'art. 5-bis, commi 1 e 2, del d.l. 11 luglio 1992, n. 333 (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1992, n. 359 - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 37, commi 1 e 2, del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità).

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 ottobre 2007, n. 345 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall'art. 5-bis, comma 1, lettera c, numero 2, del d.l. 30 giugno 2005, n. 115, recante «Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione», nel testo risultante dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168), del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dai Giudici di pace di Aosta, Urbino, Trento, Padova e Belluno.

 

» Corte costituzionale, sentenza 12 ottobre 2007, n. 340 - Illegittimità costituzionale dell'art. 13, comma 2, del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), nella parte in cui stabilisce: «in quest'ultimo caso i fatti affermati dall'attore, anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di costituzione, si intendono non contestati e il tribunale decide sulla domanda in base alla concludenza di questa».

 

» Corte costituzionale, sentenza 12 ottobre 2007, n. 339 - Illegittimità costituzionale dei seguenti articoli della l. 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo): art. 4, commi 3 e 4, lett. a), b), c), e) ed f); art. 5, commi 4 e 5; art. 6, commi 2 e 3; art. 13, comma 2, nella parte in cui, nell'istituire l'Osservatorio nazionale dell'agriturismo, non prevede alcun coinvolgimento delle Regioni; art. 14, comma 2, nella parte in cui si riferisce alle predette disposizioni - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2, dell'art. 5, commi 1, 2, 3, e 6, dell'art. 7, dell'art. 9, comma 2, dell'art. 11, dell'art. 12 e dell'art. 13, commi 1 e 3, della l. n. 96 del 2006, sollevate, in riferimento agli artt. 117 e 118 Cost., dalla Regione Toscana e dalla Regione Lazio.

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 luglio 2007, n. 329 - Illegittimità costituzionale dell'art. 128, secondo comma, del d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato), nella parte in cui non prevede l'obbligo dell'amministrazione di valutare il provvedimento di decadenza dall'impiego, emesso ai sensi dell'art. 127, primo comma, lett. d), dello stesso decreto, al fine della ponderazione della proporzione tra gravità del comportamento e divieto di concorrere ad altro impiego nell'amministrazione dello Stato.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 luglio 2007, n. 321 - Illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, lett. a), del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'art. 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), nella parte in cui non prevede anche l'ipotesi che il convenuto abbia svolto difese dalle quali sorga l'esigenza dell'esercizio del diritto di replica dell'attore - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, lett. c), dello stesso d.lgs. n. 5 del 2003, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 e 111 Cost., dal Presidente del Tribunale di Verbania e dal Tribunale di Avellino, in composizione collegiale - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, lett. c), del medesimo d.lgs. n. 5 del 2003, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 76 Cost., dal giudice relatore del Tribunale di Alba.

 

» Corte costituzionale, sentenza 17 luglio 2007, n. 287 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, della l. 24 marzo 2001, n. 89 (Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile), sollevata, in riferimento agli artt. 97, primo comma, e 108, primo e secondo comma, Cost., dalla Corte d'appello di Genova.

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 luglio 2007, n. 270 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 44, della l. 23 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004), nella parte in cui non consente l'applicazione dell'art. 9 della l. 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2003), anche ai periodi di imposta non coincidenti con l'anno solare, chiusi anteriormente al 31 dicembre 2002, ai quali non é applicabile la suddetta disposizione della l. n. 289 del 2002 e per i quali, entro il 31 ottobre 2003, sono state presentate dichiarazioni dei redditi tempestive, ai sensi dell'art. 2 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 (Regolamento recante modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all'imposta regionale sulle attività produttive e all'imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell'articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662), nel testo all'epoca vigente - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 2, comma 44, della l. n. 350 del 2003, nella parte in cui non consente l'applicazione degli artt. 7 e 8 della l. n. 289 del 2002, anche ai periodi di imposta non coincidenti con l'anno solare, chiusi anteriormente al 31 dicembre 2002, ai quali non sono applicabili le suddette disposizioni della l. n. 289 del 2002 e per i quali, entro il 31 ottobre 2003, sono state presentate dichiarazioni dei redditi tempestive, ai sensi dell'art. 2 del d.P.R. n. 322 del 1998, nel testo all'epoca vigente.

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 luglio 2007, n. 268 - Illegittimità costituzionale della l.r. Puglia 9 febbraio 2006, n. 4 (Conservazione dello stato di disoccupazione e dei relativi diritti).

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 luglio 2007, n. 254 - Illegittimità costituzionale dell'art. 102 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), nella parte in cui non prevede la possibilità, per lo straniero ammesso al patrocinio a spese dello Stato che non conosce la lingua italiana, di nominare un proprio interprete.

 

» Corte costituzionale, sentenza 3 luglio 2007, n. 245 - Illegittimità costituzionale degli artt. 2, comma 45, della l. 25 luglio 2005, n. 150 (Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, per il decentramento del Ministero della giustizia, per la modifica della disciplina concernente il Consiglio di presidenza della Corte dei conti e il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, nonché per l'emanazione di un testo unico) e 3 del d.lgs. 16 gennaio 2006, n. 20 (Disciplina transitoria del conferimento degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di legittimità, nonché di primo e secondo grado, a norma dell'articolo 2, comma 10, della legge 25 luglio 2005, n. 150), nella parte in cui non prevedono che alle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi direttivi di uffici giudiziari di primo e di secondo grado possano partecipare i magistrati che, per avere esercitato il diritto al prolungamento del servizio oltre la data di ordinario collocamento a riposo, previsto dalle norme vigenti, assicurino comunque la permanenza nell'incarico per almeno quattro anni - Illegittimità costituzionale consequenziale degli artt. 2, comma 45, della l. n. 150 del 2005 e 2 del d.lgs. n. 20 del 2006, nella parte in cui non prevedono che alle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi direttivi di uffici giudiziari di legittimità possano partecipare i magistrati che, per avere esercitato il diritto al prolungamento del servizio oltre la data di ordinario collocamento a riposo, previsto dalle norme vigenti, assicurino comunque la permanenza nell'incarico per almeno due anni - Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 10, lett. a), della l. n. 150 del 2005, sollevata, con riferimento agli artt. 3, 97 e 105 Cost., dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 giugno 2007, n. 220 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5, del d.lgs. 17 ottobre 2005, n. 226 (Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell'articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 33, quarto comma, 41, 76 e 118 Cost., dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 giugno 2007, n. 195 - Conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito della sentenza del Tribunale di Venezia - III Sezione civile 30 aprile-8 agosto 2005, n. 1715, di condanna al risarcimento del danno del Presidente-consigliere della Regione Veneto Giancarlo Galan, in relazione alle dichiarazioni da questo rese nei confronti dei giornalisti Giuseppe Casagrande e Roberto Reale, promosso con ricorso della Regione Veneto - Spetta allo Stato e, per esso, al Tribunale di Venezia, Sezione III civile, nel giudizio promosso da Roberto Reale e Giuseppe Casagrande nei confronti del Presidente della Regione Veneto, emettere la sentenza 30 aprile-8 agosto 2005, n. 1715, in relazione alla quale è stato sollevato il conflitto.

 

» Corte costituzionale, sentenza 7 giugno 2007, n. 179 - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi da 166 a 169, della l. 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2006), sollevate, in riferimento all'art. 60 della l.c. 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia), dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 maggio 2007, n. 171 - Illegittimità costituzionale dell'art. 7, comma 1, lett. a), del d.l. 29 marzo 2004, n. 80 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali), convertito, con modificazioni, dalla l. 28 maggio 2004, n. 140.

 

» Corte costituzionale, sentenza 17 maggio 2007, n. 170 - Illegittimità costituzionale dell'art. 134, comma 1, del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), nella parte in cui stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale, la cui cognizione è delle sezioni specializzate, quivi comprese quelle che presentano ragioni di connessione anche impropria, si applicano le norme dei capi I e IV del titolo II e quelle del titolo III del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366) - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 134, comma 1, del d.lgs. n. 30 del 2005, nella parte in cui stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di illeciti afferenti all'esercizio di diritti di proprietà industriale ai sensi della l. 10 ottobre 1990, n. 287, e degli articoli 81 e 82 del Trattato UE, la cui cognizione è del giudice ordinario, ed in generale in materie di competenza delle sezioni specializzate, quivi comprese quelle che presentano ragioni di connessione anche impropria, si applicano le norme dei capi I e IV del titolo II e quelle del titolo III del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5.

 

» Corte costituzionale, sentenza 17 maggio 2007, n. 169 - Illegittimità costituzionale del comma 202 dell'art. 1 della l. 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2006) - Non fondatezza e inammissibilità di altre questioni di legittimità costituzionale relative alla medesima legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 8 maggio 2007, n. 158 - Illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede, in via prioritaria rispetto agli altri congiunti indicati dalla norma, anche per il coniuge convivente con «soggetto con handicap in situazione di gravità», il diritto a fruire del congedo ivi indicato.

 

» Corte costituzionale, sentenza 8 maggio 2007, n. 157 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 54, della l. 23 dicembre 2005, n. 266 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)»], nella parte in cui si riferisce ai titolari degli organi politici regionali.

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 marzo 2007, n. 109 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7, comma 1, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Novara.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 marzo 2007, n. 104 - Illegittimità costituzionale del «combinato disposto» dell'art. 71, commi 1, 3 e 4, lett. a), della l.r. Lazio 17 febbraio 2005, n. 9 (Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2005), e dell'art. 55, comma 4, della l.r. Lazio 11 novembre 2004, n. 1 (Nuovo Statuto della Regione Lazio), nella parte in cui prevede che i direttori generali delle Asl decadono dalla carica il novantesimo giorno successivo alla prima seduta del Consiglio regionale, salvo conferma con le stesse modalità previste per la nomina; che tale decadenza opera a decorrere dal primo rinnovo, successivo alla data di entrata in vigore dello Statuto; che la durata dei contratti dei direttori generali delle Asl viene adeguata di diritto al termine di decadenza dall'incarico - Illegittimità costituzionale dell'art. 96 della l.r. Siciliana 26 marzo 2002, n. 2 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002), nella parte in cui prevede che gli incarichi di cui ai commi 5 e 6 già conferiti con contratto possono essere revocati entro novanta giorni dall'insediamento del dirigente generale nella struttura cui lo stesso è preposto - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 43, commi 1 e 2, della l.r. Lazio 28 aprile 2006, n. 4, recante «Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2006 (art. 11, legge regionale 20 novembre 2001, n. 25)», sollevata, con riferimento agli artt. 3, primo comma, e 97 Cost., dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 marzo 2007, n. 103 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 7, della l. 15 luglio 2002, n. 145 (Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato), nella parte in cui dispone che «i predetti incarichi cessano il sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge, esercitando i titolari degli stessi in tale periodo esclusivamente le attività di ordinaria amministrazione».

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 marzo 2007, n. 79 - Illegittimità costituzionale dei commi 1 e 7-bis dell'art. 58-quater della l. 26 luglio 1975, n. 375 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure preventive e limitative della libertà), introdotti dall'art. 7, commi 6 e 7, della l. 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui non prevedono che i benefici in essi indicati possano essere concessi, sulla base della normativa previgente, nei confronti dei condannati che, prima della entrata in vigore della citata l. n. 251 del 2005, abbiano raggiunto un grado di rieducazione adeguato ai benefici richiesti.

 

» Corte costituzionale, sentenza 16 marzo 2007, n. 78 - Illegittimità costituzionale degli artt. 47, 48 e 50 della l. 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), ove interpretati nel senso che allo straniero extracomunitario, entrato illegalmente nel territorio dello Stato o privo del permesso di soggiorno, sia in ogni caso precluso l'accesso alle misure alternative da essi previste.

 

» Corte costituzionale, sentenza 12 marzo 2007, n. 77 - Illegittimità costituzionale dell'art. 30 della l. 6 dicembre 1971, n. 1034 (Istituzione dei tribunali amministrativi regionali), nella parte in cui non prevede che gli effetti, sostanziali e processuali, prodotti dalla domanda proposta a giudice privo di giurisdizione si conservino, a seguito di declinatoria di giurisdizione, nel processo proseguito davanti al giudice munito di giurisdizione.

 

» Corte costituzionale, sentenza 2 marzo 2007, n. 57 - Illegittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, e 3, commi 1 e 3, della l.r. Marche 9 dicembre 2005, n. 28 (Istituzione del registro degli amministratori di condominio e di immobili), e, per conseguenza, della restante parte dell'intera legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 20 febbraio 2007, n. 39 - Conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito della sentenza del Commissario regionale per il riordino degli usi civici in Abruzzo del 21 ottobre 2005 n. cron. 571 - rep. n. 25, promosso con ricorso della Regione Abruzzo - Non spetta allo Stato, e per esso al Commissario regionale per il riordino degli usi civici in Abruzzo, dichiarare la legittimazione delle occupazioni abusive dei terreni gravati da usi civici, né determinare la somma di danaro che, ex art. 10 della l. n. 1766 del 1927, l'occupante abusivo doveva versare per potersi giovare della legittimazione - Annullamento in parte qua della sentenza n. 25 emessa dal Commissario regionale per il riordino degli usi civici in Abruzzo in data 21 ottobre 2005.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 febbraio 2007, n. 26 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1 della l. 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento), nella parte in cui, sostituendo l'art. 593 c.p.p., esclude che il pubblico ministero possa appellare contro le sentenze di proscioglimento, fatta eccezione per le ipotesi previste dall'art. 603, comma 2, del medesimo codice, se la nuova prova è decisiva - Illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma 2, della citata l. 20 febbraio 2006, n. 46, nella parte in cui prevede che l'appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dal pubblico ministero prima della data di entrata in vigore della medesima legge è dichiarato inammissibile.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 febbraio 2007, n. 25 - Illegittimità costituzionale dell'art. 11, comma 3-bis, della l.r. Puglia 9 dicembre 2002, n. 20 (Assestamento e variazione al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2002), introdotto dall'art. 43, comma 2, della legge della medesima Regione 7 marzo 2003, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2003 e bilancio pluriennale 2003-2005 della Regione Puglia), come modificato dall'art. 32, comma 1, della legge della medesima Regione 7 gennaio 2004, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2004 e bilancio pluriennale 2004-2006 della Regione Puglia) - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 11 della l.r. n. 20 del 2002, commi 3-ter e 3-quater, introdotti dall'art. 43, comma 2, della l.r. n. 4 del 2003, come modificato dall'art. 32, comma 1, della l.r. n. 1 del 2004; dell'art. 11 della l.r. n. 20 del 2002, commi 3-ter 1 e 3-ter 2, introdotti dall'art. 20, comma 1, della l.r. 4 agosto 2004, n. 14 (Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2004); dell'art. 43 della l.r. n. 4 del 2003, comma 3, lett. a) e b), nonché lett. c), d) (come modificate dall'art. 32, comma 2, della l.r. n. 1 del 2004) ed e-bis) (introdotta - quest'ultima - dall'art. 32, comma 2, della l.r. n. 1 del 2004); dell'art. 6, comma 2-bis, della l.r. Puglia 14 gennaio 1998, n. 1 (Esercizio provvisorio del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1998), introdotto dall'art. 31 della l.r. n. 1 del 2004.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 febbraio 2007, n. 24 - Illegittimità costituzionale degli artt. 2, comma 2, e 3, comma 7, della l.r. Puglia 22 novembre 2005 n. 13 (Disciplina in materia di apprendistato professionalizzante) - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 4, della medesima l.r. n. 13 del 2005, sollevata, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l), e terzo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

» Corte costituzionale, sentenza 26 gennaio 2007, n. 12 - Illegittimità costituzionale dell'art. 6, comma 19, della l.r. Sardegna 24 aprile 2001, n. 6 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - legge finanziaria 2001), nella parte in cui, nel fare «divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire, nel territorio della Sardegna, rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale», non esclude dall'applicabilità del divieto i rifiuti di provenienza extraregionale diversi da quelli urbani non pericolosi.

 

» Corte costituzionale, sentenza 26 gennaio 2007, n. 11 - Illegittimità costituzionale del par. B.3), lett. h), della tabella prevista dall'art. 1, comma 1, del d.l. 7 aprile 2004, n. 97 e allegata al medesimo decreto (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), convertito, con modificazioni, dalla l. 4 giugno 2004, n. 143, nella parte in cui, con riferimento ai comuni di montagna, non limita l'attribuzione del doppio punteggio alle scuole pluriclasse - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale del par. B.3), lett. h), della medesima tabella, sollevata, in riferimento agli artt. 24, 28, 97 e 113 Cost., dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sede di Catania - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8-nonies del d.l. 28 maggio 2004, n. 136 (Disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubblica amministrazione), convertito con modificazioni, dalla l. 27 luglio 2004, n. 186, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sede di Catania, e dal Tribunale amministrativo regionale del Molise.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 gennaio 2007, n. 2 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito della sentenza della Corte di cassazione, I sezione civile, del 24 luglio 2006, n. 16889, mediante la quale veniva dichiarata la decadenza di Andrea Mario Biancareddu dalla carica di consigliere della Regione Sardegna - Inammissibilità.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 gennaio 2007, n. 1 - Illegittimità costituzionale degli artt. 52, 53 e 54 del regolamento di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti, approvato con il r.d. 13 agosto 1933, n. 1038, nella parte in cui non prevedono che il ricorso dell'esattore sia notificato all'amministrazione finanziaria e che anche ad essa siano dati gli ulteriori avvisi.

 

 

Corte di cassazione

 

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 28 dicembre 2007, n. 27184 - Spetta al Giudice amministrativo decidere sull'impugnazione della delibera con la quale il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati nega il rilascio del certificato di compiuta pratica, non sussistendo in tale materia la giurisdizione speciale del Consiglio Nazionale Forense.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 10 dicembre 2007, n. 25742 - Costituisce infortunio "in itinere", ed è perciò indennizzabile, l'incidente occorso al lavoratore che nella pausa pranzo si reca dal luogo di lavoro, sprovvisto di mensa aziendale, alla propria abitazione con un mezzo di trasporto privato, quando la relativa distanza non sia coperta da un regolare servizio di mezzi pubblici che assicurino il trasporto in tempi ragionevoli.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 dicembre 2007, n. 25262 - La dichiarazione del lavoratore, espressa in presenza del datore di lavoro, di voler "andare via" costituisce manifestazione della volontà di dimettersi.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 dicembre 2007, n. 25187 - Alla risarcibilità del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c. non ostano né la mancanza di un accertamento in concreto della colpa dell'autore del danno, tutte le volte in cui essa venga ritenuta sussistente in base ad una presunzione di legge, quale, tra le altre, quella di cui all'art. 2050 c.c., né l'impossibilità di qualificare il fatto dannoso in termini di reato.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 30 novembre 2007, n. 25050 - Non può essere accolta la domanda giudiziale volta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere un contratto (ex art. 2932 c.c.), ove questo abbia per oggetto un bene immobile che presenta difformità e variazioni rispetto al progetto assentito dalla concessione edilizia.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 28 novembre 2007, n. 24670 - In materia tributaria, non può farsi luogo all'irrogazione di sanzioni, allorché la violazione dipenda da una situazione di oggettiva incertezza normativa, e cioè dal risultato equivoco dell'interpretazione delle norme tributarie accertato dal giudice, anche di legittimità.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 12 novembre 2007, n. 23506 - E' nullo il verbale di accertamento di violazione al codice della strada che non contenga l'indicazione dell'importo della sanzione pecuniaria in misura ridotta, nonché delle modalità e dei termini nei quali deve essere effettuato il pagamento.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 8 novembre 2007, n. 23315 - Il contraente che abbia manifestato la sua volontà di sciogliersi dall'impegno contrattuale diffidando la controparte ad adempiere conserva la facoltà di rinunciare all'effetto risolutorio in tal modo prodottosi, avvalendosi degli altri mezzi di tutela predisposti dall'ordinamento.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 2 novembre 2007, n. 23031 - La circolare con la quale l'Agenzia delle Entrate interpreti una norma tributaria, anche qualora contenga una direttiva agli uffici gerarchicamente subordinati perché vi si uniformino, esprime esclusivamente un parere dell'amministrazione non vincolante per il contribuente, con la conseguenza che essa non è impugnabile né innanzi al giudice amministrativo, non essendo un atto generale di imposizione, né innanzi al giudice tributario, non essendo un atto di esercizio di potestà impositiva.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 22 ottobre 2007, n. 22088 - In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, l'art. 385 del d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada) prevede che, in caso di contestazione non immediata dell'infrazione, il verbale redatto dall'organo accertatore rimanga agli atti dell'ufficio o comando, mentre ai soggetti ai quali devono essere notificati gli estremi venga inviato uno degli originali o copia autenticata a cura del responsabile dello stesso ufficio o comando, e che, allorquando il verbale sia stato redatto con sistema meccanizzato o di elaborazione dati, esso venga notificato con il modulo prestampato recante l'intestazione dell'ufficio o comando predetti (comma 3); con la conseguenza che il modulo prestampato notificato al trasgressore, pur recando unicamente l'intestazione dell'ufficio o comando cui appartiene il verbalizzante, è parificato per legge in tutto e per tutto al secondo originale o alla copia autenticata del verbale ed è, al pari di questi, assistito da fede privilegiata, onde le sue risultanze possono essere contestate solo mediante la proposizione della querela di falso.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 16 ottobre 2007, n. 21748 - Ove il malato giaccia da moltissimi anni (nella specie, oltre quindici) in stato vegetativo permanente, con conseguente radicale incapacità di rapportarsi al mondo esterno, e sia tenuto artificialmente in vita mediante un sondino nasogastrico che provvede alla sua nutrizione ed idratazione, su richiesta del tutore che lo rappresenta, e nel contraddittorio con il curatore speciale, il giudice può autorizzare la disattivazione di tale presidio sanitario (fatta salva l'applicazione delle misure suggerite dalla scienza e dalla pratica medica nell'interesse del paziente), unicamente in presenza dei seguenti presupposti: (a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno; e (b) sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l'idea stessa di dignità della persona. Ove l'uno o l'altro presupposto non sussista, il giudice deve negare l'autorizzazione, dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute, di autonomia e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 11 ottobre 2007, n. 21421 - L'esistenza di una autonoma organizzazione, costituente il presupposto per l'assoggettamento ad imposizione dei soggetti esercenti arti o professioni (Irap), indicati nell'art. 49, comma primo, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, esclusi i casi di soggetti inseriti in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse, non deve essere intesa in senso soggettivo, ma oggettivo, e cioè nel senso di esigere un apparato esterno alla persona del professionista e distinto da lui, risultante dall'aggregazione di beni strumentali e/o di lavoro altrui.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 8 ottobre 2007, n. 21059 - Nel processo tributario, l'avviso di trattazione della causa in pubblica udienza (art. 31 d.lgs. 546/1992) dev'essere inviato anche alla parte resistente che si sia costituita in giudizio fuori termine, salvo che la costituzione sia avvenuta in un momento successivo a quello nel quale il predetto avviso sia già stato inoltrato; e ciò, a pena di nullità del procedimento e della sentenza che sia stata eventualmente pronunciata, per violazione del diritto fondamentale alla difesa e dell'inderogabile principio del contraddittorio.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 26 settembre 2007, n. 19955 - Il provvedimento prefettizio che dispone la sospensione della patente di guida, ai sensi dell'art. 223, secondo comma, c.d.s., rivestendo natura cautelare, dev'essere adottato entro un lasso di tempo ragionevole, dovendosi considerare tale il termine di novanta giorni dalla ricezione degli atti.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 25 settembre 2007, n. 19920 - E' nulla la sentenza pronunciata nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione di pagamento di sanzione amministrativa, allorché il giudice abbia omesso di dare immediata lettura del dispositivo nell'udienza di discussione della causa.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 24 settembre 2007, n. 35488 - Il delitto di falsa attestazione del privato (art. 483 c.p.) può concorrere - quando la falsa dichiarazione del mentitore sia prevista di per sé come reato - con quello della falsità per induzione in errore del pubblico ufficiale nella redazione dell'atto al quale l'attestazione inerisca (artt. 48 e 479 c.p.), sempreché la dichiarazione non veridica del privato concerna fatti dei quali l'atto del pubblico ufficiale è destinato a provare la verità.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 24 settembre 2007, n. 19683 - E' legittima la sanzione amministrativa per violazione del divieto di sosta, allorché il relativo cartello sia stato collocato a distanza di nove metri dal punto interessato dalla prescrizione, dovendosi ritenere che in tal caso sussista il requisito della prossimità richiesto dall'art. 81 del regolamento di esecuzione del codice della strada.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 21 settembre 2007, n. 19536 - Quando al giudice di pace sono proposte nello stesso giudizio una domanda a decisione secondo equità e una domanda a decisione secondo diritto, anche la domanda principale deve essere decisa secondo diritto, tutte le volte che tra le due domande vi sia una connessione caratterizzata dalla circostanza che la decisione richiede l'accertamento di almeno un fatto costitutivo, impeditivo, modificativo od estintivo comune ad entrambe, così che l'accoglimento dell'una implichi il rigetto o l'accoglimento dell'altra.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 13 settembre 2007, n. 19162 - In materia di rappresentanza processuale delle persone giuridiche, la persona fisica che, quale organo della persona giuridica, ha conferito il mandato al difensore, non ha l'onere di dimostrare tale sua qualità, spettando invece alla parte che ne contesta la sussistenza l'onere di formulare tempestiva contestazione e fornire la relativa prova negativa, e ciò anche nel caso in cui la persona giuridica si sia costituita in giudizio per mezzo di persona diversa dal legale rappresentante, quando l'organo che abbia conferito il potere di rappresentanza processuale derivi tale potestà dall'atto costitutivo o dallo statuto; qualora tale qualità di rappresentante non venga tempestivamente contestata, il difetto di rappresentanza non è più contestabile nel successivo grado di merito né in sede di legittimità.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 11 settembre 2007, n. 19014 - Ai fini del rimborso delle spese di lite a carico della parte soccombente, il valore della controversia dev'essere stabilito sulla base del criterio del disputatum (ossia di quanto richiesto dalla parte attrice nell'atto introduttivo del giudizio), tenendo però conto che, in caso di accoglimento solo parziale della domanda, il giudice deve considerare il contenuto effettivo della sua decisione (criterio del decisum), salvo che la riduzione della somma o del bene attribuito non consegua ad un adempimento intervenuto, nel corso del processo, ad opera della parte debitrice, convenuta in giudizio, nel qual caso il giudice, richiestone dalla parte interessata, terrà conto non di meno del disputatum, ove riconosca la fondatezza dell'intera domanda; analogamente, nel caso in cui, ove una parte impugni la decisione resa dal giudice soltanto in parte, il valore della controversia nel suo successivo sviluppo nel grado di impugnazione è limitato a quanto richiesto dalla parte impugnante secondo il criterio del disputatum, integrato dal criterio del decisum in caso di accoglimento parziale dell'impugnazione; ove, poi, il giudizio prosegua in un grado di impugnazione soltanto per la determinazione del rimborso delle spese di lite a carico della parte soccombente, il differenziale tra la somma attribuita dalla sentenza impugnata e quella ritenuta corretta secondo l'atto di impugnazione costituisce il disputatum della controversia nel grado, e sulla base di tale criterio, integrato parimenti dal criterio del decisum, vanno determinate le ulteriori spese di lite riferite all'attività difensiva svolta nel grado.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 24 agosto 2007, n. 17952 - Nell'azione ex art. 2932 c.c. (Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto) promossa dal promissario acquirente, per l'adempimento in forma specifica o per i danni da inadempimento precontrattuale, nei confronti del promittente venditore che, coniugato in regime di comunione dei beni, abbia stipulato senza il consenso dell'altro coniuge, quest'ultimo è litisconsorte necessario, con la conseguenza che, ove esso non sia stato convenuto in giudizio unitamente al coniuge stipulante e nei suoi confronti non sia stato integrato il contraddittorio, il giudizio svoltosi deve ritenersi nullo.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 14 agosto 2007, n. 17694 - Rivestono natura contrattuale, e perciò non possono essere modificate che con l'unanimità dei consensi dei condomini, soltanto le clausole del regolamento condominiale che contengano limitazioni dei diritti dei condomini sulle loro proprietà esclusive e quelle che attribuiscono ad alcuni condomini maggiori diritti rispetto ad altri.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 6 agosto 2007, n. 17172 - La libertà di critica ha valore scriminante solo quando rispetti la verità dei fatti dai quali trae occasione e forza per manifestarsi, con la conseguenza che, allorquando la critica si fonda su episodi non veri o rievocati attraverso l'arbitrario inserimento di circostanze qualificanti non vere, essa diviene un mero pretesto per offendere l'altrui reputazione (fattispecie relativa ad alcuni articoli riguardanti l'attentato di via Rasella, pubblicati su "Il Giornale" e ritenuti diffamatori).

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 luglio 2007, n. 15973 - Ai fini dell'indennizzabilità dell'infortunio "in itinere", la sosta voluttuaria al bar va inquadrata nel rischio elettivo nell'ambito del percorso che costituisce l'occasione di lavoro, in quanto dovuta a libera scelta del lavoratore, e comporta la permanenza o meno della copertura assicurativa a seconda della sua durata e della sua idoneità a determinare un aggravamento del rischio.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 2 luglio 2007, n. 14972 - Posto che l'arbitrato irrituale rappresenta un istituto atipico, derogatorio dell'istituto tipico regolato dalla legge e sfornito delle garanzie all'uopo previste dal legislatore, deve ritenersi che, allorché manchi una volontà derogatoria chiaramente desumibile dal compromesso o dalla clausola compromissoria, il riferimento delle parti alla soluzione di determinate controversie all'arbitrato costituisca espressione della volontà di fare riferimento all'istituto tipico dell'arbitrato rituale.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 20 giugno 2007, n. 14294 - In tema di notificazioni, la prova della tempestiva consegna all'ufficiale giudiziario dell'atto da notificare, ove non venga esibita la ricevuta di cui all'art. 109 del d.P.R. 15 dicembre 1959, n. 1229, può essere ricavata dal timbro, apposto su tale atto, recante il numero cronologico e la data.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 13 giugno 2007, n. 13847 - La procedura camerale prevista dagli artt. 29 e 30 della l. 13 giugno 1942, n. 794, per la liquidazione degli onorari e dei diritti di avvocato e procuratore, è dettata solo per le prestazioni giudiziali civili, salvo essere ammessa anche per le prestazioni stragiudiziali allorché esse siano strettamente dipendenti dal mandato relativo alla difesa sì da potersi considerare attività strumentale o complementare di quella propriamente processuale.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 13 giugno 2007, n. 13845 - In sede di giudizio di cassazione, la parte che addebita alla consulenza tecnica d'ufficio lacune di accertamento o errori di valutazione oppure si duole di erronei apprezzamenti contenuti in essa (e nella sentenza che l'ha recepita) ha, innanzitutto, l'onere di trascrivere integralmente nel ricorso almeno i passaggi salienti e non condivisi e di riportare, poi, il contenuto specifico delle critiche ad essi sollevate, al fine di evidenziare gli errori commessi dal giudice del merito nel limitarsi a recepirla e nel trascurare completamente le critiche formulate in ordine agli accertamenti ed alle conclusioni del consulente di ufficio, in maniera tale da consentire alla Corte di legittimità di apprezzarne la decisività direttamente in base al ricorso.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 6 giugno 2007, n. 13226 - In caso di incidente stradale con lesioni colpose, il provvedimento del prefetto che dispone la sospensione della patente di guida, ai sensi dell'art. 223, secondo comma, c.d.s., non può essere adottato a tale distanza dal fatto da essere venute meno le esigenze cautelari alla cui salvaguardia esso è preordinato.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 5 giugno 2007, n. 13069 - Il processo esecutivo promosso sulla base di pignoramento presso terzi non si svolge nei confronti del terzo, il quale, pertanto, non è litisconsorte necessario nel relativo giudizio di opposizione.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 31 maggio 2007, n. 12833 - E' nullo, per violazione di legge, il verbale di accertamento di violazione al codice della strada per eccesso di velocità, allorché non sia stato dato avviso agli automobilisti della presenza, lungo la strada, di dispositivi di rilevamento elettronico della velocità (autovelox).

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 25 maggio 2007, n. 12314 - In materia di separazione e divorzio, il ripristino della coabitazione, pur non integrando di per sé la vera e propria convivenza coniugale (potendo il vivere sotto lo stesso tetto non essere accompagnato da comportamenti volti ad una totale condivisione della vita familiare), assume tuttavia, anche in relazione alla sua durata, un forte valore presuntivo, per la sua idoneità a dimostrare la volontà dei coniugi di superare il precedente stato di separazione, ed è quindi potenzialmente idoneo a fondare il positivo convincimento del giudice quanto all'avvenuta riconciliazione; con la conseguenza che spetterà al coniuge interessato a negarla dimostrare che il nuovo assetto posto in essere, per accordi intercorsi tra le parti o per le modalità di svolgimento della vita familiare sotto lo stesso tetto, era tale da non integrare una ripresa della convivenza, e quindi da non configurarsi come evento riconciliativo.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 24 maggio 2007, n. 12150 - In virtù di un'interpretazione logica dell'art. 45, comma 9-bis, del d.lgs. n. 285 del 1992, sono da ritenersi vietati i dispositivi che, pur senza segnalarlo al conducente, consentono di localizzare le apparecchiature di rilevamento della velocità (c.d. "autovelox"); né occorre che la localizzazione si traduca in coordinate geografiche o in indicazioni topografiche, essendo sufficiente la semplice ed automatica restituzione del segnale, la quale presuppone necessariamente l'individuazione della fonte.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 22 maggio 2007, n. 11879 - Ai fini dell'applicazione della scriminante prevista dall'art. 53 c.p., l'uso delle armi può ritenersi legittimo unicamente in presenza della necessità di respingere una violenza o di superare una resistenza attiva, le quali richiedono l'impiego della forza fisica o morale e non sono perciò configurabili nel caso di fuga, realizzando questa, ove non attuata con modalità che mettano a repentaglio l'incolumità del terzo, soltanto una resistenza passiva.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 maggio 2007, n. 11783 - Ai fini dell'osservanza del termine di costituzione in giudizio da parte dell'appellante, per "giorno della notificazione", ai sensi degli artt. 165 e 347 c.p.c., deve intendersi quello in cui si realizza non già l'effetto, anticipato e provvisorio, a vantaggio del notificante, bensì il perfezionamento del procedimento notificatorio nei confronti del destinatario, il quale resta ancorato al momento in cui l'atto è ricevuto dal destinatario medesimo o perviene altrimenti nella sua sfera di conoscibilità.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 14 maggio 2007, n. 11034 - Quando il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisce in modo esclusivo ad un'unità produttiva o ad uno specifico settore dell'azienda, la comparazione dei lavoratori, al fine di individuare quelli da avviare alla mobilità, non deve necessariamente interessare l'intera azienda, ma può avvenire, secondo una legittima scelta dell'imprenditore ispirata al criterio legale delle esigenze tecnico-produttive, nell'ambito della singola unità produttiva ovvero del settore interessato alla ristrutturazione, in quanto ciò non è il frutto di una determinazione unilaterale del datore di lavoro, ma è obiettivamente giustificato dalle esigenze organizzative che hanno dato luogo alla riduzione di personale; tuttavia, ove il datore di lavoro intenda sopprimere - in applicazione del criterio tecnico-produttivo cui fa riferimento l'art. 5 della l. n. 223 del 1991 - un reparto della sua impresa, la scelta dei lavoratori da porre in mobilità non può essere limitata ai soli dipendenti addetti a tale reparto, se risulta che tali lavoratori siano idonei ad occupare le posizioni lavorative dei colleghi addetti ai reparti non soppressi.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 14 maggio 2007, n. 10964 - L'utilizzazione da parte dell'Amministrazione finanziaria, a fini di accertamento fiscale, dei movimenti dei conti correnti bancari in disponibilità del contribuente è legittima anche in mancanza della preventiva convocazione dell'interessato.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 9 maggio 2007, n. 10572 - L'art. 95 c.p.c., il quale contiene la disciplina delle spese del processo esecutivo, va interpretato nel senso che, per porre le spese del creditore procedente a carico del debitore esecutato, è necessario che il processo si concluda, mentre, se si arresta per rinuncia o inattività, le spese, in mancanza di diverso accordo delle parti, gravano rispettivamente sul rinunciante o su chi le ha anticipate.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 7 maggio 2007, n. 10291 - Il termine semestrale per la riassunzione di una causa interrotta riveste carattere perentorio soltanto per il deposito del ricorso, e non anche per la sua notificazione.

 

» Corte di cassazione, sezione III, sentenza 3 maggio 2007, n. 10142 - Non contrasta con i principi che informano la materia dell'assicurazione obbligatoria la regola di equità secondo cui la compagnia assicuratrice che, in presenza di un mutato indice di sinistrosità, rifiuta di rinnovare la polizza di assicurazione per la responsabilità da circolazione stradale è tenuta ad informare l'assicurato del diverso premio richiesto per la rinnovazione del contratto.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 18 aprile 2007, n. 9238 - L'affermazione di responsabilità professionale di un avvocato implica l'indagine sul sicuro fondamento dell'azione che avrebbe dovuto essere proposta o diligentemente coltivata e perciò la "certezza morale" che gli effetti di una diversa attività del professionista sarebbero stati vantaggiosi per il cliente.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 5 aprile 2007, n. 8604 - Il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale (inteso come danno morale soggettivo correlato a turbamenti di carattere psicologico) conseguente alla irragionevole durata del processo spetta anche alle persone giuridiche.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 aprile 2007, n. 8295 - Il giudice, nel procedere alla liquidazione delle spese processuali sostenute dalla parte vittoriosa, dei diritti di procuratore e degli onorari di avvocato indicati nella relativa nota specifica, deve fornire adeguata motivazione dell'eliminazione o della riduzione di voci da lui effettuata.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 26 marzo 2007, n. 7246 - La simulazione del prezzo di vendita di un bene immobile non può essere provata per testimoni.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 23 marzo 2007, n. 7103 - E' legittima la sanzione disciplinare irrogata nei confronti di un avvocato che abbia consegnato una somma di danaro ad un pubblico ufficiale al fine di evitare una verifica fiscale nel proprio studio professionale, a prescindere dal fatto che tale condotta integri gli estremi del reato di corruzione ovvero di concussione, nonché dal fatto che in sede penale il reato stesso sia stato dichiarato estinto per prescrizione.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 13 marzo 2007, n. 5837 - In materia di contratto di parcheggio, la clausola contrattuale che esclude la responsabilità del gestore nel caso di furto del veicolo ha carattere vessatorio e, pertanto, è inefficace qualora non sia stata specificamente approvata per iscritto.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 9 marzo 2007, n. 5447 - E' legittimo il verbale di contestazione di violazione al codice della strada che non sia stato preceduto dall'apposizione sul veicolo del relativo preavviso, non essendo tale adempimento imposto da alcuna norma.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 9 marzo 2007, n. 5395 - Il termine di novanta giorni, entro il quale la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) è tenuta a contestare le violazioni amministrative delle norme in materia di intermediazione finanziaria, decorre dal giorno in cui la Commissione in composizione collegiale, dopo l'esaurimento dell'attività ispettiva e di quella istruttoria eventualmente necessaria, è in grado di adottare le decisioni di sua competenza, senza che si possa tener conto di ingiustificati ritardi derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati agli organi interni della Commissione medesima.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 7 marzo 2007, n. 5284 - L'erronea identificazione dell'organo della Pubblica Amministrazione al quale deve essere notificato l'atto introduttivo del giudizio non comporta la mancata costituzione del rapporto processuale, ma integra una mera irregolarità, la quale può essere sanata attraverso la rinnovazione del medesimo atto nei confronti dell'organo legittimato.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 27 febbraio 2007, n. 4421 - In sede di opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto per la riscossione dei contributi condominiali sulla base dello stato di ripartizione approvato dall'assemblea, il giudice non può sospendere il giudizio in attesa che venga definito quello di impugnazione, ai sensi dell'art. 1137 c.c., della deliberazione posta a fondamento del provvedimento monitorio opposto.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 febbraio 2007, n. 4102 - L'obbligo dei genitori di concorrere tra loro al mantenimento dei figli, secondo le regole dell'art. 148 c.c., non cessa "ipso facto" con il raggiungimento della maggiore età da parte di questi ultimi, ma perdura, immutato, finché il genitore interessato alla declaratoria della cessazione dell'obbligo stesso non dia la prova che il figlio ha raggiunto l'indipendenza economica, ovvero che il mancato svolgimento di un'attività economica dipende da un atteggiamento di inerzia ovvero di rifiuto ingiustificato dello stesso, il cui accertamento non può che ispirarsi a criteri di relatività, in quanto necessariamente ancorato alle aspirazioni, al percorso scolastico, universitario e post-universitario del soggetto ed alla situazione attuale del mercato del lavoro, con specifico riguardo al settore nel quale il soggetto abbia indirizzato la propria formazione e la propria specializzazione.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 20 febbraio 2007, n. 3949 - Il danno patrimoniale da lucro cessante, per un soggetto privo di reddito ed al quale siano residuati postumi permanenti in conseguenza di un fatto illecito altrui, configura un danno futuro, da valutare con criteri probabilistici, in via presuntiva e con equo apprezzamento del caso concreto; in particolare, se occorre valutare il lucro cessante di un minore menomato permanentemente, la liquidazione del risarcimento del danno va svolta sulla previsione della sua futura attività lavorativa, in base agli studi compiuti o alle sue inclinazioni, rapportati alla posizione economico-sociale della famiglia, oppure (nel caso in cui quella previsione non possa essere formulata) adottando come parametro di riferimento quello dei genitori, presumendo che il figlio eserciterà la medesima professione di uno di essi, e tenendo altresì conto dell'eventuale ritardo nel conseguimento del titolo di studio, nella misura in cui esso comporti un allungamento dei tempi per svolgere la probabile attività lavorativa (produttiva di reddito) per il cui esercizio il titolo stesso è necessario.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 16 febbraio 2007, n. 3680 - L'esercizio di lavoro autonomo è soggetto all'applicazione dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) solamente nel caso in cui si tratti di attività "autonomamente organizzata", e cioè quando il contribuente: a) sia, sotto qualunque forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 15 febbraio 2007, n. 3453 - L'art. 201, comma 3, c.d.s. non può essere interpretato nel senso che le notificazioni siano validamente eseguite quando vengano effettuate alla residenza, al domicilio o alla sede del soggetto risultante dall'archivio nazionale dei veicoli istituito presso la direzione generale della M.C.T.C. o dal P.R.A., anche se il destinatario non viene rinvenuto in tali luoghi per aver trasferito altrove la propria residenza, ma deve essere interpretato nel senso che la validità della notificazione non è fondata sul semplice tentativo della stessa presso uno dei predetti luoghi, bensì sul necessario espletamento delle formalità previste per l'ipotesi di irreperibilità del destinatario, sia per la notificazione ordinaria sia per quella postale.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 13 febbraio 2007, n. 3081 - In materia di esecuzione forzata per espropriazione, l'opposizione a precetto deve essere notificata dal debitore nel domicilio eletto dal creditore (e non già presso la cancelleria del giudice del luogo di notifica del precetto, adito da esso debitore).

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 2 febbraio 2007, n. 2311 - La perdita o la compromissione, anche soltanto psichica, della sessualità costituisce di per sé un danno esistenziale, la cui rilevanza dev'essere dal giudice autonomamente apprezzata e valutata equitativamente in termini non patrimoniali e con una congrua stima dell'equivalente economico del debito di valore.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 2 febbraio 2007, n. 2308 - La disciplina di cui all'art. 2051 c.c. (Danno cagionato da cosa in custodia) si applica anche in tema di danni sofferti dagli utenti per la cattiva od omessa manutenzione dell'autostrada da parte del concessionario, in ragione del particolare rapporto con la cosa che ad esso deriva dai poteri effettivi di disponibilità e controllo sulla medesima, salvo che dalla responsabilità presunta a suo carico il concessionario si liberi dando la prova del fortuito, consistente non già nella dimostrazione dell'interruzione del nesso di causalità determinato da elementi esterni o dal fatto estraneo alla sfera di custodia (ivi compreso il fatto del danneggiato o del terzo), bensì anche nella dimostrazione - in applicazione del principio di c.d. vicinanza alla prova - di avere espletato, con la diligenza adeguata alla natura e alla funzione della cosa, in considerazione delle circostanze del caso concreto, tutte le attività di controllo, vigilanza e manutenzione su di esso gravanti in base a specifiche disposizioni normative e già del principio generale del neminem laedere, di modo che, pertanto, il sinistro appaia verificato per un fatto non ascrivibile a sua colpa.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 26 gennaio 2007, n. 1752 - Il contratto con il quale l'amministrazione pubblica conferisce un incarico professionale dev'essere redatto, a pena di nullità, in forma scritta, a nulla rilevando l'esistenza di una deliberazione dell'organo collegiale dell'ente pubblico che abbia autorizzato il conferimento dell'incarico medesimo, ove tale deliberazione non si sia tradotta in un unico atto contrattuale coevamente sottoscritto dal rappresentante esterno dell'ente e dal professionista, da cui possa desumersi la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alla prestazione da svolgersi e al compenso da corrispondersi.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 gennaio 2007, n. 995 - In materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l'indennizzabilità dell'infortunio "in itinere", nel caso in cui il lavoratore abbia utilizzato un mezzo di trasporto privato, è condizionata alla necessità del ricorso a tale mezzo per mancanza di soluzioni alternative, atteso che il mezzo di trasporto pubblico rappresenta lo strumento normale per la mobilità delle persone e comporta il grado minimo di esposizione al rischio della strada.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 17 gennaio 2007, n. 875 - Le controversie relative alla legittimità del fermo amministrativo di beni mobili registrati appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 15 gennaio 2007, n. 652 - Il recente d.l. 4 luglio 2006, n. 223 (c.d. "decreto Bersani-Visco"), convertito con modificazioni dalla l. 4 agosto 2006, n. 248, ha abrogato (art. 2) le disposizioni legislative e regolamentari che, con riferimento alle attività libero-professionali ed intellettuali, prevedono il divieto di svolgere pubblicità informativa e, di conseguenza, anche le norme che limitano il diritto del professionista di apporre targhe aventi scopo pubblicitario.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 11 gennaio 2007, n. 394 - La liquidazione del danno biologico può essere effettuata dal giudice, con ricorso al metodo equitativo, anche attraverso l'applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, quali le cosiddette "tabelle" (elaborate da alcuni uffici giudiziari), ancorché non rientrino nelle nozioni di fatto di comune esperienza, né risultano recepite in norme di diritto, come tali appartenenti alla scienza ufficiale del giudice; inoltre la liquidazione equitativa del danno morale può essere legittimamente effettuata dal giudice sulla base delle stesse "tabelle" utilizzate per la liquidazione del danno biologico, portando, in questo caso, alla quantificazione del danno morale - in misura pari ad una frazione di quanto dovuto dal danneggiante a titolo di danno biologico - purché il risultato, in tal modo raggiunto, venga poi "personalizzato" tenendo conto della particolarità del caso concreto e della reale entità del danno, con la conseguenza che non può giungersi a liquidazioni puramente simboliche o irrisorie.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 9 gennaio 2007, n. 116 - In ipotesi di irrogazione di sanzione pecuniaria per la sosta di autoveicolo senza l'osservanza delle fasce orarie, fissate nella relativa zona da ordinanza del sindaco, il controllo del giudice ordinario nel giudizio di opposizione avverso l'ordinanza-ingiunzione irrogativa della sanzione, se resta escluso con riguardo alle valutazioni di merito attinenti all'esercizio del potere discrezionale dell'amministrazione, deve invece ritenersi consentito con riguardo agli eventuali vizi di legittimità del provvedimento medesimo (sia pure al limitato fine della sua disapplicazione), come quello consistente nella violazione dell'obbligo, previsto dall'art. 8 c.d.s., di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui sia vietata la sosta o sia previsto il parcheggio solo a pagamento.

 

 

Altri giudici ordinari

 

 

» Tribunale di Cagliari, sentenza 22 settembre 2007 - Afferma la liceità dell'analisi preimpianto.

 

 

Consiglio di Stato

 

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 26 novembre 2007, n. 6038 - Il consigliere comunale non è legittimato ad impugnare le deliberazioni adottate dal consiglio comunale convocato in via d'urgenza dal prefetto.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 5 novembre 2007, n. 5716 - In mancanza di una normativa che, in pendenza dell'adozione del Piano di Utilizzazione degli Arenili, disponga una misura di salvaguardia, il provvedimento di diniego di concessione demaniale marittima deve necessariamente fondarsi su una valutazione di contrarietà all'interesse pubblico espressa in concreto, in relazione a peculiari esigenze di destinazione pubblicistica del bene demaniale.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 2 novembre 2007, n. 5694 - Le controversie in materia di iscrizione ad albi o ruoli professionali riguardano posizioni di diritto soggettivo e, come tali, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, qualora la pretesa al conseguimento ed al mantenimento dell'iscrizione non implichi alcuna valutazione discrezionale da parte dell'Amministrazione, ma soltanto il riscontro formale dei presupposti determinati dalla legge.

 

» Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 22 ottobre 2007, n. 12 - Appartengono alla cognizione del giudice amministrativo le controversie in tema di c.d. accessione invertita, allorché la formale espropriazione intervenga dopo la sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità per decorso del suo termine finale.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 28 settembre 2007, n. 5005 - E' legittimo il provvedimento di esclusione di una costituenda ATI da una gara per l'affidamento di un pubblico servizio, allorché nella relativa offerta non sia stato espressamente indicato l'apporto di ciascuna impresa associata allo svolgimento del servizio.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 25 settembre 2007, n. 4925 - In materia di pubblici concorsi, la regola dell'anonimato non opera nel caso in cui il bando preveda un'unica prova pratica strutturata in due momenti perfettamente complementari e coerenti, quali una relazione scritta e l'esame clinico diretto di un soggetto.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 17 settembre 2007, n. 4847 - Anche nel giudizio di primo grado, la notificazione della sentenza alla parte che non abbia eletto domicilio nel Comune ove ha sede il TAR va effettuata presso la segreteria di quest'ultimo.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 11 settembre 2007, n. 4789 - La produzione in giudizio di documenti da parte della Pubblica Amministrazione è ammissibile anche dopo la scadenza del termine di venti giorni stabilito dall'art. 23, comma 4, della l. 1034/1971, purché si tratti di documenti direttamente connessi con l'oggetto della domanda.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 28 giugno 2007, n. 3797 - La registrazione fonografica di un colloquio svoltosi tra presenti ad opera di un soggetto che ne sia partecipe, quantunque eseguita clandestinamente, costituisce una forma di memorizzazione di un fatto storico del quale l'autore può disporre legittimamente, anche ai fini di prova nel processo ai sensi dell'art. 234 c.p.p.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 4 giugno 2007, n. 2951 - Qualora il bando di una gara d'appalto preveda l'utilizzo del fax quale strumento per l'invio delle comunicazioni inerenti alla procedura, la conoscenza dell'atto di aggiudicazione acquisita tramite fax è idonea a far decorrere il termine per l'impugnazione di tale provvedimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 31 maggio 2007, n. 2822 - L'azione di risarcimento dei danni da lesione di interessi legittimi può essere proposta dinanzi al Giudice amministrativo anche a prescindere dalla preventiva o contestuale azione di annullamento dell'atto amministrativo illegittimo.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 24 maggio 2007, n. 2648 - La retribuibilità del lavoro straordinario è condizionata, in via di principio, ad una previa autorizzazione formale, salvo che si tratti di esigenze indifferibili ed urgenti, alle quali non è possibile fare fronte, almeno nell'immediatezza, con una nuova o diversa organizzazione del servizio e delle singole modalità lavorative (fattispecie relativa a militari).

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 19 aprile 2007, n. 1812 - L'istituto del c.d. "voto assistito", il quale consente alle persone fisicamente inabili di esprimere la propria preferenza attraverso l'ausilio di un accompagnatore, è soltanto quello che riguarda l'uso delle mani o della vista e deve risultare dal verbale o dal certificato medico eventualmente esibito al seggio, e non può trasformarsi in una deplorevole umiliazione delle persone anziane, prese a pretesto per votare due volte.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 18 aprile 2007, n. 1763 - Il segretario comunale è tenuto, come gli altri dipendenti, all'osservanza dell'obbligo dell'orario di ufficio e alla conseguente timbratura del cartellino marcatempo.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 11 aprile 2007, n. 1681 - Il diritto del pubblico dipendente al rimborso delle spese legali sostenute a causa di un giudizio di responsabilità civile, penale o amministrativa occorsogli per ragioni di servizio esisteva, come principio generale dell'ordinamento, già prima dell'entrata in vigore dell'art. 18 del d.l. 25 marzo 1997, n. 67, anche in ossequio alla regola di cui all'art. 1720, comma 2, c.c., in forza della quale il mandatario ha diritto di esigere dal mandante il risarcimento dei danni subiti a causa dell'incarico conferitogli.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 6 aprile 2007, n. 1563 - E' legittimo il provvedimento questorile che sospende la licenza di un pubblico esercizio a seguito del verificarsi di una rissa, ancorché questa abbia avuto luogo all'esterno del locale e a distanza di tempo dall'uscita dei soggetti in essa coinvolti.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 5 aprile 2007, n. 1539 - E' illegittimo il provvedimento che dispone il trasferimento per incompatibilità ambientale di un agente della Polizia di Stato, senza tenere nel dovuto conto le esigenze personali e familiari da lui rappresentate.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 4 aprile 2007, n. 1520 - La semplice presenza di tatuaggi su zone scoperte del corpo non può costituire causa di esclusione dall'arruolamento nella Polizia di Stato, salvo che essi - per forma, posizione e dimensioni - non deturpino la figura dell'aspirante ovvero siano indice di una sua personalità abnorme.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 20 marzo 2007, n. 1309 - Non può essere riconosciuta la dipendenza da causa di servizio delle lesioni riportate dal pubblico dipendente che, nel recarsi al luogo di lavoro con la propria autovettura, sia rimasto coinvolto in un incidente stradale, allorché risulti che quest'ultimo sia stato causato da un errore di guida inescusabile del dipendente stesso (nel caso di specie, l'interessato si era immesso su una strada senza fermarsi allo "stop").

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 13 marzo 2007, n. 1232 - E' illegittimo il provvedimento disciplinare adottato nei confronti di un appartenente alla Polizia di Stato senza il rispetto del termine dilatorio di dieci giorni fra l'acquisita conoscenza da parte dell'inquisito della sua convocazione davanti al Consiglio di disciplina e la data fissata per quest'ultima.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 27 febbraio 2007, n. 999 - Dal principio di alternatività tra il ricorso straordinario al Capo dello Stato e il ricorso in sede giurisdizionale discende che i provvedimenti decisori di ricorsi straordinari non possono essere impugnati in sede giurisdizionale, salvo che per vizi di forma o di procedimento propri dei provvedimenti medesimi, con esclusione quindi di ogni possibilità di sindacato in ordine a quanto già valutato dal Consiglio di Stato in sede di emissione del parere.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 12 febbraio 2007, n. 537 - La norma contenuta nell'art. 9 della l. 7 febbraio 1990, n. 19 - la quale fissa il termine perentorio di centottanta giorni dalla data in cui l'Amministrazione ha avuto notizia della sentenza irrevocabile di condanna penale per l'avvio del procedimento disciplinare a carico dei pubblici dipendenti nonché il successivo termine di novanta giorni per la sua conclusione - ha portata estensiva in tutto il settore del pubblico impiego, ed è quindi applicabile anche al personale della Polizia di Stato (in luogo della normativa speciale contenuta nel d.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737); ed il termine di conclusione del procedimento disciplinare ha natura perentoria, tranne che nel caso in cui detto procedimento consegua ad una sentenza penale di condanna pronunciata su accordo delle parti (c.d. patteggiamento).

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 30 gennaio 2007, n. 341 - Conferma la legittimità della sanzione pecuniaria irrogata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni alla RAI per la nomina di Alfredo Meocci, già componente della medesima Autorità, alla carica di direttore generale della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 23 gennaio 2007, n. 209 - Il provvedimento con il quale il sindaco o il presidente della provincia dispone la revoca dell'incarico di assessore comunale o provinciale non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento amministrativo e può basarsi sulle più ampie valutazioni di opportunità politico-amministrativa, rimesse in via esclusiva al sindaco o al presidente della provincia, tenendo conto sia di esigenze di carattere generale, quali ad es. rapporti con l'opposizione o rapporti interni alla maggioranza consiliare, sia di particolari esigenze di maggiore operosità ed efficienza di specifici settori dell'amministrazione locale o per l'affievolirsi del rapporto fiduciario tra il capo dell'amministrazione e singolo assessore; tenendo presente che trattasi non di un tipico procedimento sanzionatorio ma di una revoca di un incarico fiduciario difficilmente sindacabile in sede di legittimità se non sotto i profili formali e l'aspetto dell'evidente arbitrarietà, in relazione all'ampia discrezionalità spettante al capo dell'amministrazione locale.

 

» Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 11 gennaio 2007, n. 1 - E' inammissibile l'appello proposto dall'associazione di consumatori la quale non sia stata parte, né abbia in alcun modo partecipato, pur avendone titolo, al giudizio di primo grado.

 

 

Tribunali Amministrativi Regionali

 

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 15 dicembre 2007, n. 13361 - Annulla, per sviamento di potere e violazione delle garanzie procedimentali, il decreto di rimozione di Roberto Speciale dalla carica di Comandante generale della Guardia di Finanza.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 16 novembre 2007, n. 11271 - Afferma che la revoca del prof. Angelo Maria Petroni dal Consiglio di amministrazione della RAI, disposta dal Ministro dell'economia e delle finanze Padoa-Schioppa, era viziata da carenza dei presupposti e sviamento di potere, in quanto "lo stato di stallo, in cui versava il Consiglio [...], costituisce un pretesto addotto dal Ministro per capovolgere l'attuale rapporto fra maggioranza e minoranza all'interno dell'organo collegiale ed assicurare la maggioranza alla componente che, pur essendo minoritaria, è rappresentativa delle forze politiche che sostengono l'attuale compagine governativa".

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 12 novembre 2007, n. 11124 - E' legittima la condotta dell'Amministrazione che rifiuti la stipulazione del contratto di lavoro con il vincitore di un pubblico concorso (nella specie, insegnante di scuola elementare), allorché questi abbia dapprima rinunciato per iscritto alla sottoscrizione del contratto stesso, ed in seguito abbia inoltrato all'Amministrazione la revoca della propria rinuncia.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione III, sentenza 31 ottobre 2007, n. 10329 - In tema di procedimento amministrativo, l'Amministrazione non può addurre a giustificazione dell'inadempimento dell'obbligo di provvedere, sancito dall'art. 2 della l. 241/1990, un fatto interno alla sua organizzazione, al punto da farlo assurgere addirittura a causa di forza maggiore, ossia una "vis cui resisti non potest" in grado di far venir meno il suo dovere istituzionale di provvedere.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, sezione III, sentenza 22 ottobre 2007, n. 2250 - E' legittima l'esclusione di un'impresa da una gara d'appalto per l'affidamento di lavori pubblici, allorché essa non abbia allegato all'offerta, così come richiesto dal disciplinare di gara, la ricevuta in originale comprovante l'avvenuto versamento del contributo dovuto all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (art. 1, commi 65 e 66, l. 266/2005).

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III, sentenza 10 settembre 2007, n. 8761 - E' configurabile la responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione, allorché questa, violando i doveri di cui agli artt. 1337 e 1338 c.c., dopo aver bandito una gara d'appalto e dopo la sua aggiudicazione provvisoria, ne ritiri d'ufficio gli atti con inescusabile ritardo sulla base della loro manifesta non conformità alla legge e ai principi della logica e della buona amministrazione, con ciò evidenziando superficialità e negligenza della condotta.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Reggio Calabria, sentenza 4 settembre 2007, n. 883 - In materia di appalti pubblici, deve ritenersi in ogni caso inibita alle commissioni aggiudicatrici la possibilità di enucleare subvoci per l'attribuzione di punteggi indicati dal bando di gara o dalla lettera invito solo con riguardo a macrovoci generiche.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, sezione I, sentenza 27 agosto 2007, n. 2786 - E' legittimo il provvedimento del Comune che istituisce un'anagrafe delle unioni di fatto, a condizione che la relativa modulistica non determini confusione fra le stesse e le famiglie composte da persone unite in matrimonio con effetti civili riconosciuti (c.d. "famiglie nucleari").

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata, sentenza 12 luglio 2007, n. 498 - Il vigente ordinamento giuridico non prevede espressamente l'obbligo dell'Amministrazione finanziaria o dei concessionari della riscossione di emanare i provvedimenti di autotutela richiesti dal Garante del Contribuente o di adeguarsi alle decisioni da questo assunte, con la conseguenza che gli atti di tale organo non sono vincolanti e perciò non producono nemmeno effetti lesivi, ma costituiscono soltanto atti di sollecito, dai quali tutt'al più può derivare soltanto un obbligo di rispondere all'istanza di autotutela e/o di riesaminare la pratica, presentata dal contribuente.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I ter, sentenza 26 giugno 2007, n. 5802 - E' illegittimo il provvedimento prefettizio che, a seguito di una pronuncia giurisdizionale dichiarativa della ineleggibilità del soggetto che ricopre la carica di Sindaco, dispone il commissariamento dell'ente e la successiva convocazione dei comizi elettorali.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, Pescara, sentenza 21 giugno 2007, n. 665 - L'esclusione di una partecipante da una gara d'appalto per ragioni di carattere formale può essere disposta soltanto sulla base di inequivocabili precetti contenuti negli atti di gara (bando, lettera di invito), con la precisa indicazione dell'adempimento formale richiesto e con l'altrettanto precisa indicazione della sanzione comminata; con la conseguenza che, in mancanza di una sufficiente chiarezza nei dati formali in questione, appare illegittima l'esclusione di un'impresa disposta dall'Amministrazione appaltante, dovendo semmai questa disporre un'integrazione documentale al fine di verificare il possesso dei requisiti richiesti a pena di esclusione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 8 giugno 2007, n. 5280 - E' legittimo l'utilizzo di intercettazioni telefoniche, acquisite agli atti di un procedimento penale, ai fini dell'adozione di una decisione amministrativa, atteso che nel procedimento amministrativo vale, in linea generale, il principio della libera utilizzazione degli elementi di prova acquisiti in processi diversi.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I ter, sentenza 4 giugno 2007, n. 5147 - In tema di gara d'appalto per l'aggiudicazione dei contratti delle Pubbliche amministrazioni, è escluso che debbano essere immediatamente impugnate le clausole del bando o della lettera d'invito che non incidano direttamente ed immediatamente sull'interesse del soggetto a partecipare alla gara, e, dunque non determinino, per lo stesso, un immediato arresto procedimentale (quali, ad esempio, le clausole relative alle modalità di valutazione delle offerte ed attribuzione dei punteggi ed in generale alle modalità di svolgimento della gara nonché alla composizione della Commissione giudicatrice); ed invero, l'onere d'immediata impugnazione del bando sussiste solo per le clausole che comportano la sicura esclusione dalla gara, mentre tutte le altre vanno impugnate insieme con l'aggiudicazione, perché solo in caso d'aggiudicazione ad altri sorge l'interesse del concorrente a impugnare il bando come gli altri atti della procedura.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 24 maggio 2007, n. 4784 - Le controversie relative al rapporto di lavoro del personale delle Camere esulano dalla cognizione del giudice, sia ordinario sia amministrativo, spettando in via esclusiva alla giurisdizione domestica (autodichia) degli organi parlamentari, la quale non è limitata ai soli rapporti di lavoro già esistenti, ma ricomprende anche i rapporti in fieri, sia per l'evidente analogia delle due situazioni, sia perché anche nell'ipotesi di costituzione di un nuovo rapporto di lavoro va evitata ogni possibilità di interferenza da parte di altri poteri od organi pubblici.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 9 maggio 2007, n. 4185 - In materia di pubblicità occulta, il criterio dirimente per la dimostrazione del fine promozionale del messaggio, allorché manchi la prova storica del rapporto di committenza, è incentrato sulle modalità di raffigurazione del prodotto e, in particolare, sulla "innaturalità" della sua esibizione, da valutarsi in relazione all'insistenza sul marchio del prodotto, alla reiterazione delle citazioni o alla gestualità esasperata, forzata o comunque artificiosa dei personaggi, dovendosi quindi accertare se la citazione del marchio risulti del tutto estranea rispetto al contesto narrativo e assolutamente non giustificata da alcuna esigenza di caratterizzazione dei personaggi o della situazione ambientale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Reggio Calabria, sentenza 4 maggio 2007, n. 330 - Il provvedimento col quale il Comune affida ad un privato il servizio di consulenza legale dell'amministrazione, non essendo in alcun modo riconducibile alle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo, è riservato alla competenza esclusiva della dirigenza (sicché esso non può essere adottato dalla Giunta); esso, inoltre, deve essere sempre preceduto da un'adeguata pubblicità dell'avviso contenente i criteri di valutazione e deve scaturire da una valutazione comparativa dei curricula presentati dai candidati, il cui iter logico deve essere palesato per il tramite della motivazione del provvedimento stesso.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione I, sentenza 24 aprile 2007, n. 695 - Il provvedimento che dispone il passaggio di un dipendente della Polizia di Stato da un ufficio all'altro della medesima sede territoriale non costituisce trasferimento in senso tecnico, ma integra soltanto una modalità di estrinsecazione dei profili organizzativi del servizio stesso; con la conseguenza che esso è da ritenersi legittimo anche quando non contenga una specifica e puntuale motivazione circa le ragioni che ne hanno determinato l'adozione e non sia stato preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 21 marzo 2007, n. 2487 - E' illegittimo, e va perciò annullato, il decreto del Ministro della salute in data 4 agosto 2006, il quale modifica i limiti quantitativi massimi, riferibili ad uso esclusivamente personale, delle sostanze stupefacenti o psicotrope, in quanto la motivazione del provvedimento, peraltro esclusivamente orientata nell'ambito delle ragioni sanitarie, non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II quater, sentenza 14 marzo 2007, n. 2301 - Il film "Apocalypto" contiene numerose scene di violenza verso uomini e animali, le quali, in quanto rappresentate in forma particolarmente impressionante, accresciuta dal clima di tensione in cui sono ambientate, ancorché necessarie per la finalità documentaristica del film e giustificate dall'indiscusso valore artistico dell'opera, costituiscono idonei presupposti, ai sensi dell'art. 9 del d.P.R. n. 2029/1963, per limitare la visione ad un pubblico di età superiore ai 14 anni; e ciò perché la strumentalità delle scene rispetto alle finalità artistiche non è di per sé idonea a consentire la visione ad un pubblico minorile, dovendosi comunque valutare l'incidenza delle scene sulla sensibilità del minore nel contesto in cui esse sono inserite.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 12 marzo 2007, n. 2284 - Il dovere di astensione previsto dall'art. 78 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, sorge per il solo fatto che il consigliere comunale rivesta una posizione suscettibile di determinare, anche in astratto, un conflitto di interessi, a nulla rilevando che lo specifico fine privato sia stato o meno realizzato e che si sia prodotto o meno un concreto pregiudizio per la Pubblica Amministrazione, ferma restando la necessità di una correlazione immediata e diretta fra la posizione del consigliere e l'oggetto della deliberazione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, sezione II, sentenza 8 febbraio 2007, n. 98 - E' legittimo il provvedimento con il quale il Presidente di una Regione a statuto speciale (nel caso di specie, la Regione Sardegna) dispone lo scioglimento di un Consiglio comunale che abbia convalidato l'elezione a Sindaco di un soggetto che aveva già ricoperto tale carica per due mandati consecutivi.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, sezione I, sentenza 5 febbraio 2007, n. 337 - A seguito della l. 11 febbraio 2005, n. 15, recante modifiche ed integrazioni alla l. 7 agosto 1990, n. 241, deve ritenersi che il diritto di accesso ricomprenda in ogni caso sia la facoltà di prendere visione dei documenti amministrativi sia la facoltà di estrarne copia, e che quindi tale diritto non possa più essere limitato solamente alla prima.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III, sentenza 25 gennaio 2007, n. 563 - Anche quando la concessione assume strutturalmente la forma della concessione-contratto (e cioè di un "accordo amministrativo" ai sensi dell'art. 11 della l. 241/1990), l'Amministrazione pubblica rimane portatrice di una vera e propria posizione di potestà a tutela del pubblico interesse, e non già di autonomia privata, con la conseguenza che in capo ad essa permane un potere di controllo (il quale può esprimersi anche nella forma della autorizzazione) nei confronti del soggetto concessionario allorquando si verifichino vicende di trasformazione societaria che, quanto meno indirettamente, lo interessino, al fine di vigilare sul mantenimento delle condizioni di affidabilità nell'adempimento degli obblighi derivanti dalla concessione stessa.

 

 

Corte dei conti

 

 

» Corte dei conti, sezione giurisdizionale della Campania, sentenza 27 dicembre 2007, n. 4174 - Afferma la responsabilità amministrativa del Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, condannandolo al pagamento di 3.200.000 euro, per avere egli, in qualità di Commissario di Governo per l'Emergenza Rifiuti, Bonifiche e Tutela delle Acque, costituito una società mista (con l'impiego di lavoratori socialmente utili) per finalità di "informazione ambientale" nell'ambito del progetto denominato "Call Center Ambientale - S.O.S. Ambiente", travalicando in tal modo i suoi compiti istituzionali specificamente diretti al superamento della situazione emergenziale.

 

» Corte dei conti, sezioni riunite, sentenza 22 novembre 2007, n. 10 - Nei giudizi pensionistici, il giudice contabile ha la facoltà di disporre consulenze tecniche d'ufficio secondo le norme del codice di procedura civile, affidandole a professionisti privati.

 

» Corte dei conti, sezione I giurisdizionale centrale, sentenza 6 novembre 2007, n. 400 - E' inammissibile il reclamo avverso il decreto che respinge l'istanza di definizione del procedimento d'appello in materia di responsabilità amministrativa ex art. 1, commi 231, 232 e 233, della l. n. 266/2005 (c.d. "condono contabile").

 

 

Corte di giustizia delle Comunità Europee

 

 

» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Grande Sezione, sentenza 18 luglio 2007 - Il diritto comunitario osta all'applicazione di una disposizione del diritto nazionale, come l'art. 2909 del codice civile italiano, volta a sancire il principio dell'autorità di cosa giudicata, nei limiti in cui l'applicazione di tale disposizione impedisce il recupero di un aiuto di Stato erogato in contrasto con il diritto comunitario e la cui incompatibilità con il mercato comune è stata dichiarata con decisione della Commissione delle Comunità europee divenuta definitiva.

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