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Corte costituzionale
» Corte costituzionale, sentenza 5 dicembre 2008, n. 400 - Illegittimità costituzionale dell'art. 34, comma 2, c.p.p., nella parte in cui non prevede l'incompatibilità alla trattazione dell'udienza preliminare del giudice che abbia ordinato, all'esito di precedente dibattimento, riguardante il medesimo fatto storico a carico del medesimo imputato, la trasmissione degli atti al pubblico ministero, a norma dell'art. 521, comma 2, c.p.p.
» Corte costituzionale, sentenza 5 dicembre 2008, n. 399 - Illegittimità costituzionale dell'art. 86, comma 1, del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30).
» Corte costituzionale, sentenza 28 novembre 2008, n. 391 - Illegittimità costituzionale dell'art. 47, comma 2, della l.r. Puglia 20 febbraio 1995, n. 3 (Procedure per l'attuazione del Programma operativo plurifondo 1994-1999) - soppresso dall'art. 56 della l.r. Puglia 6 maggio 1998, n. 14 (Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1998 e bilancio pluriennale 1998-2000) - nella parte in cui richiede, per l'accesso agli incentivi agli investimenti nel settore turistico previsti dal Programma operativo plurifondo 1994-1999, che il richiedente abbia, oltre alla sede operativa, anche quelle legale ed amministrativa sul territorio regionale.
» Corte costituzionale, sentenza 14 novembre 2008, n. 371 - Illegittimità costituzionale delle seguenti disposizioni della l. 3 agosto 2007, n. 120 (Disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria): art. 1, comma 4, limitatamente alla parola «vincolante»; art. 1, comma 6; art. 1, comma 7, limitatamente alle parole «In caso di mancato adempimento degli obblighi a carico delle regioni e delle province autonome di cui al presente comma, è precluso l'accesso ai finanziamenti a carico dello Stato integrativi rispetto ai livelli di cui all'accordo sancito l'8 agosto 2001 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre 2001. Il Governo esercita i poteri sostitutivi in caso di inadempimento da parte delle regioni o delle province autonome, ai sensi e secondo la procedura di cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, anche con riferimento alla destituzione di cui al primo periodo del presente comma»; art. 1, comma 10, limitatamente alle parole «e comunque non oltre il termine di cui al comma 2, primo periodo»; art. 1, comma 11 - Inammissibilità o non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale concernenti la medesima legge.
» Corte costituzionale, sentenza 14 novembre 2008, n. 370 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, della l.r. Molise 5 maggio 2006, n. 5 (Disciplina delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone di mare territoriale), e dell'art. 12, comma 6, della l.r. Molise 27 settembre 2006, n. 28 (Norme in materia di opere relative a linee ed impianti elettrici fino a 150.000 volt).
» Corte costituzionale, sentenza 24 ottobre 2008, n. 352 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito del d.P.C.M. 29 gennaio 2008, con il quale a decorrere dal 18 gennaio 2008 è stata accertata la sospensione del sig. Salvatore Cuffaro dalla carica di deputato dell'Assemblea regionale siciliana e di Presidente della Regione siciliana, ai sensi dell'art. 15, comma 4-bis, della l. 19 marzo 1990, n. 55, promosso dalla Regione siciliana - Dichiara che spettava allo Stato e, per esso, al Presidente del Consiglio dei ministri, adottare il predetto decreto.
» Corte costituzionale, sentenza 24 ottobre 2008, n. 351 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1 e 2, della l.r. Lazio 13 giugno 2007, n. 8 (Disposizioni concernenti cariche di organi di amministrazione di enti pubblici dipendenti decaduti ai sensi di norme legislative regionali dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale).
» Corte costituzionale, sentenza 10 ottobre 2008, n. 336 - Illegittimità costituzionale dell'art. 268 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che, dopo la notificazione o l'esecuzione dell'ordinanza che dispone una misura cautelare personale, il difensore possa ottenere la trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate, utilizzate ai fini dell'adozione del provvedimento cautelare, anche se non depositate.
» Corte costituzionale, sentenza 10 ottobre 2008, n. 335 - Illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, l. 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall'art. 28 della l. 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi» - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 155, comma 1, primo periodo, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».
» Corte costituzionale, ordinanza 8 ottobre 2008, n. 334 - Giudizi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorti a seguito della sentenza della Corte di cassazione, n. 21748 del 16 ottobre 2007 e del decreto della Corte di appello di Milano del 25 giugno 2008 (riguardanti la vicenda di Eluana Englaro), promossi con ricorsi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica - Inammissibilità.
» Corte costituzionale, sentenza 1° agosto 2008, n. 323 - Illegittimità costituzionale dell'art. 169 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), nella parte in cui non prevede che, allorché la malattia insorga dopo i cinque anni dalla cessazione dal servizio, il termine quinquennale di decadenza per l'inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte, ai fini dell'ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato, decorra dalla manifestazione della malattia stessa.
» Corte costituzionale, sentenza 30 luglio 2008, n. 308 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 155-quater, primo comma, c.c., introdotto dall'art. 1, comma 2, della l. 8 febbraio 2006, n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli), anche in combinato disposto con l'art. 4 della stessa legge, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 29 e 30 Cost., dalla Corte d'appello di Bologna, dal Tribunale di Firenze e dal Tribunale di Ragusa.
» Corte costituzionale, sentenza 30 luglio 2008, n. 305 - Illegittimità costituzionale dell'art. 195, comma 4, c.p.p., ove interpretato nel senso che gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria non possono essere chiamati a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese dai testimoni soltanto se acquisite con le modalità di cui agli artt. 351 e 357, comma 2, lettere a) e b), c.p.p., e non anche nel caso in cui, pur ricorrendone le condizioni, tali modalità non siano state osservate - Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 627, comma 3, c.p.p., in connessione con l'art. 628, comma 2, c.p.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost.
» Corte costituzionale, sentenza 25 luglio 2008, n. 297 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 327, primo comma, c.p.c., sollevata, in riferimento all'art. 24 Cost., dalla Corte d'appello di Venezia.
» Corte costituzionale, sentenza 25 luglio 2008, n. 296 - Illegittimità costituzionale dell'art. 15, primo comma, dell'allegato al r.d.l. 11 ottobre 1934, n. 1948 (Nuovo testo delle condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle ferrovie dello Stato), convertito in legge 4 aprile 1935, n. 911 (Conversione in legge del r.d.l. 11 ottobre 1934, n. 1948, concernente l'approvazione di nuove «Condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle Ferrovie dello Stato»).
» Corte costituzionale, sentenza 18 luglio 2008, n. 286 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 3 della l. 9 dicembre 1941, n. 1383, nella parte in cui si riferisce al militare della Guardia di finanza che abbia agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa e, dopo l'uso momentaneo, l'abbia immediatamente restituita; dell'art. 215 c.p.m.p., nella parte in cui si riferisce anche al militare che abbia agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa e, dopo l'uso momentaneo, l'abbia immediatamente restituita.
» Corte costituzionale, sentenza 16 luglio 2008, n. 278 - Illegittimità costituzionale dell'art. 13, comma 8, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), nel testo dapprima sostituito dall'art. 12, comma 1, della l. 30 luglio 2002, n. 189, e poi così modificato dall'art. 1, comma 2, del d.l. 14 settembre 2004, n. 241 (Disposizioni urgenti in materia di immigrazione), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 12 novembre 2004, n. 271, nella parte in cui non consente l'utilizzo del servizio postale per la proposizione diretta, da parte dello straniero, del ricorso avverso il decreto prefettizio di espulsione, quando sia stata accertata l'identità del ricorrente in applicazione della normativa vigente.
» Corte costituzionale, sentenza 4 luglio 2008, n. 250 - Illegittimità costituzionale degli artt. 2 e 3 della l.r. Lombardia 5 febbraio 2007, n. 2 (Legge quadro sul prelievo in deroga).
» Corte costituzionale, sentenza 20 giugno 2008, n. 225 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 707 c.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3, 13, 24, 25 e 27, primo e terzo comma, Cost., dalla Corte d'appello di Genova.
» Corte costituzionale, sentenza 20 giugno 2008, n. 219 - Illegittimità costituzionale dell'art. 314 c.p.p., nella parte in cui, nell'ipotesi di detenzione cautelare sofferta, condiziona in ogni caso il diritto all'equa riparazione al proscioglimento nel merito dalle imputazioni, secondo quanto precisato in motivazione.
» Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2008, n. 201 - Illegittimità costituzionale della l.r. Molise 23 febbraio 2007, n. 4 (Istituzione del Sottosegretario alla Presidenza della Regione).
» Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2008, n. 200 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 3, comma 1, della l.r. Calabria 5 gennaio 2007, n. 2 (Istituzione e disciplina della Consulta Statutaria); dell'art. 7, comma 3, della l.r. Calabria n. 2 del 2007, limitatamente alle parole «Ad eccezione del caso di conflitti fra organi della Regione o fra Regione ed Enti locali originati da una legge o da un regolamento, nel quale i soggetti legittimati devono ricorrere alla Consulta entro 30 giorni dalla promulgazione della legge,»; dell'art. 8, comma 4, della l.r. Calabria n. 2 del 2007 - Non fondatezza o inammissibilità di altre questioni di legittimità costituzionale relative alla medesima l.r.
» Corte costituzionale, sentenza 6 giugno 2008, n. 191 - Illegittimità costituzionale dell'art. 103, terzo comma, del d.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica), modificato dall'art. 23 della l. 23 dicembre 1999, n. 488, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2000)», nella parte in cui non riconosce ai ricercatori universitari, all'atto della loro immissione nella fascia dei ricercatori confermati, per intero ai fini del trattamento di quiescenza e previdenza e per i due terzi ai fini della carriera, l'attività effettivamente prestata nelle università in qualità di tecnici laureati con almeno tre anni di attività di ricerca.
» Corte costituzionale, sentenza 23 maggio 2008, n. 169 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, della l. 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo sostituito dall'art. 2, comma 3-bis, del d.l. 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale) comma inserito dalla relativa legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali), limitatamente alle parole «del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza,».
» Corte costituzionale, sentenza 23 maggio 2008, n. 167 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 7-bis, del d.l. 7 aprile 2004 n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 4 giugno 2004, n. 143, nella parte in cui non prevede l'applicazione del beneficio dell'ulteriore proroga del termine per la maturazione del requisito sulla durata del servizio prestato anche a coloro i quali siano stati ammessi con riserva, superandone l'esame finale, ai concorsi banditi con le oo.mm. 15 giugno 1999, n. 153, e 7 febbraio 2000, n. 33, emanate in attuazione della l. 3 maggio 1999, n. 124.
» Corte costituzionale, sentenza 20 maggio 2008, n. 161 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 161, del d.l. 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 24 novembre 2006, n. 286, nella parte in cui dispone che gli incarichi conferiti al personale non appartenente ai ruoli di cui all'art. 23 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), «conferiti prima del 17 maggio 2006, cessano ove non confermati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto»;
» Corte costituzionale, sentenza 20 maggio 2008, n. 160 - Illegittimità costituzionale degli artt. 5 e 6 della l. 18 dicembre 1970, n. 1138 (Nuove norme in materia di enfiteusi), nella parte in cui, per le enfiteusi urbane costituite anteriormente al 28 ottobre 1941, non prevedono che il valore di riferimento per la determinazione del capitale per l'affrancazione delle stesse sia periodicamente aggiornato mediante l'applicazione di coefficienti di maggiorazione idonei a mantenerne adeguata, con una ragionevole approssimazione, la corrispondenza con la effettiva realtà economica.
» Corte costituzionale, sentenza 16 maggio 2008, n. 144 - Illegittimità costituzionale degli artt. 669-quaterdecies e 695 c.p.c., nella parte in cui non prevedono la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell'istanza per l'assunzione preventiva dei mezzi di prova di cui agli artt. 692 e 696 dello stesso codice.
» Corte costituzionale, sentenza 16 maggio 2008, n. 143 - Illegittimità costituzionale dell'art. 33 della l. 22 aprile 2005, n. 69 (Disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri), nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all'estero, in esecuzione del mandato d'arresto europeo, sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, commi 1, 2 e 3, c.p.p.
» Corte costituzionale, sentenza 14 maggio 2008, n. 130 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), nella parte in cui attribuisce alla giurisdizione tributaria le controversie relative alle sanzioni comunque irrogate da uffici finanziari, anche laddove esse conseguano alla violazione di disposizioni non aventi natura tributaria.
» Corte costituzionale, sentenza 30 aprile 2008, n. 129 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 630, comma 1, lett. a), c.p.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3, 10 e 27 Cost., dalla Corte di appello di Bologna.
» Corte costituzionale, sentenza 30 aprile 2008, n. 128 - Illegittimità costituzionale dell'art. 18, commi 2 e 3, del d.l. 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria) e dell'art. 2, commi 105 e 106, dello stesso d.l., nel testo sostituito, in sede di conversione, dalla l. 24 novembre 2006, n. 286 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, recante disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria).
» Corte costituzionale, sentenza 24 aprile 2008, n. 112 - Illegittimità costituzionale dell'art. 245, comma 2, del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), nella parte in cui stabilisce che sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate le controversie in grado d'appello iniziate dopo l'entrata in vigore del codice, anche se il giudizio di primo grado è iniziato e si è svolto secondo le norme precedentemente in vigore.
» Corte costituzionale, ordinanza 15 aprile 2008, n. 103 - Rimette alla Corte di giustizia delle Comunità europee alcune questioni pregiudiziali concernenti la compatibilità col Trattato Ce dell'imposta, istituita dalla Regione Sardegna, sullo scalo turistico degli aeromobili e delle unità da diporto, nell'ipotesi di scalo effettuato da unità da diporto esercite a fini di lucro e nell'ipotesi di scalo effettuato da aeromobili che svolgono operazioni di "aviazione generale di affari" (e cioè operazioni di trasporto di persone, compiute senza remunerazione per motivi attinenti all'attività di impresa).
» Corte costituzionale, sentenza 15 aprile 2008, n. 102 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 2 della l.r. Sardegna 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo), nel testo originario e in quello sostituito dall'art. 3, comma 1, della l.r. Sardegna 29 maggio 2007, n. 2 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - Legge finanziaria 2007); dell'art. 3 della l.r. Sardegna n. 4 del 2006, nel testo originario e in quello sostituito dall'art. 3, comma 2, della l.r. Sardegna n. 2 del 2007 - Infondatezza e inammissibilità di altre questioni di legittimità costituzionale.
» Corte costituzionale, sentenza 4 aprile 2008, n. 86 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 15-quinquies, comma 5, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e dell'art. 59, comma 1, della l.r. Toscana 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale), «come interpretato autenticamente» dall'art. 6 della legge regionale 14 dicembre 2005, n. 67, recante «Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale). Interpretazione autentica dell'articolo 59 della L.R. n. 40/2005», sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale ordinario di Grosseto, in funzione di giudice del lavoro.
» Corte costituzionale, sentenza 4 aprile 2008, n. 85 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1 della l. 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento), nella parte in cui, sostituendo l'art. 593 c.p.p., esclude che l'imputato possa appellare contro le sentenze di proscioglimento relative a reati diversi dalle contravvenzioni punite con la sola ammenda o con pena alternativa, fatta eccezione per le ipotesi previste dall'art. 603, comma 2, del medesimo codice, se la nuova prova è decisiva - Illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma 2, della citata l. 46/2006, nella parte in cui prevede che l'appello proposto prima dell'entrata in vigore della medesima legge dall'imputato, a norma dell'art. 593 c.p.p., contro una sentenza di proscioglimento, relativa a reato diverso dalle contravvenzioni punite con la sola ammenda o con pena alternativa, sia dichiarato inammissibile.
» Corte costituzionale, sentenza 28 marzo 2008, n. 71 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), limitatamente alle parole: «incluse quelle connesse a norma degli articoli 31, 32, 33, 34, 35 e 36 del codice di procedura civile».
» Corte costituzionale, sentenza 28 marzo 2008, n. 70 - Illegittimità costituzionale dell'art. 32, comma 36, del d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, nella l. 24 novembre 2003, n. 326, nella parte in cui non prevede che gli effetti di cui all'art. 38, comma 2, della l. 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), si producono anche allorché, anteriormente al decorso dei 36 mesi dal pagamento dell'oblazione, sia intervenuta l'attestazione di congruità da parte dell'autorità comunale dell'oblazione corrisposta.
» Corte costituzionale, sentenza 14 marzo 2008, n. 64 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, secondo periodo, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413) - come modificato dall'art. 3-bis, comma 1, lett. b), del d.l. 30 settembre 2005, n. 203 (Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della l. 2 dicembre 2005, n. 248 -, nella parte in cui stabilisce che «Appartengono alla giurisdizione tributaria anche le controversie relative alla debenza del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche previsto dall'articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni».
» Corte costituzionale, ordinanza 25 febbraio 2008, n. 38 - Inammissibilità del ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri del 5 febbraio 2008 che ha fissato al 18 maggio 2008 la data di svolgimento dei referendum dichiarati ammissibili con sentenze della Corte costituzionale nn. 15, 16 e 17 del 2008, di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente e della automatica sospensione - determinata dall'art. 34, secondo comma, della l. 25 maggio 1970, n. 352 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo) - dei medesimi referendum.
» Corte costituzionale, sentenza 13 febbraio 2008, n. 25 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, lett. e), della l.r. Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 7 agosto 2007, n. 20 (Disciplina delle cause di ineleggibilità e di incompatibilità con la carica di consigliere regionale, ai sensi dell'articolo 15, comma secondo, dello Statuto speciale) - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, lett. s), della suddetta l.r. n. 20 del 2007, promossa, in riferimento agli artt. 2, 3 e 51 Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri.
» Corte costituzionale, sentenza 30 gennaio 2008, n. 17 - Ammissibilità della richiesta di referendum popolare - dichiarata legittima con ordinanza del 28 novembre 2007 dall'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione - per l'abrogazione delle seguenti disposizioni del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati), nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive: «articolo 19, limitatamente alle parole "nella stessa"; articolo 85».
» Corte costituzionale, sentenza 30 gennaio 2008, n. 16 - Ammissibilità della richiesta di referendum popolare per l'abrogazione parziale degli artt. 1, comma 2, 9, comma 3, 11, commi 1 e 3, 16, comma 1, 17, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 8, 17-bis e 19, comma 2, del d.lgs. 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica), richiesta dichiarata legittima con ordinanza del 28 novembre 2007 dall'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione.
» Corte costituzionale, sentenza 30 gennaio 2008, n. 15 - Ammissibilità della richiesta di referendum popolare per l'abrogazione parziale degli artt. 14-bis, commi 1, 2, 3, 4 e 5, 18-bis, comma 2, 24, numero 2), 31, comma 2, 83, commi 1, 2, 3, 4 e 5, 84, commi 3 e 4, 86, comma 2, del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati), richiesta dichiarata legittima con ordinanza del 28 novembre 2007 dall'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione.
» Corte costituzionale, sentenza 25 gennaio 2008, n. 9 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 88, della l. 23 dicembre 2005, n. 266.
» Corte costituzionale, sentenza 18 gennaio 2008, n. 2 - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 157, primo e quinto commi, c.p., come sostituito dall'art. 6 della l. 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), sollevate, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale di Reggio Emilia, dal Tribunale di Grosseto, dalla Corte di cassazione e dal Tribunale di Perugia.
» Corte costituzionale, sentenza 18 gennaio 2008, n. 1 - Illegittimità costituzionale: dell'art. 1, comma 483, della l. 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2006), nella parte in cui non prevede un adeguato coinvolgimento delle Regioni nel procedimento finalizzato all'adozione del provvedimento del Ministero delle attività produttive, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, sentito il gestore della rete di trasmissione nazionale, che determina i requisiti organizzativi e finanziari minimi, i parametri di aumento dell'energia prodotta e della potenza installata concernenti la procedura di gara; dell'art. 1, commi 485, 486, 487 e 488 della l. n. 266 del 2005; e dell'art. 1, comma 492, della l. n. 266 del 2005, nella parte in cui esso si riferisce ai precedenti commi 485, 486, 487 e 488 del medesimo articolo - Inammissibilità di altre questioni di legittimità costituzionale.
Corte di cassazione
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 23 dicembre 2008, n. 30254 - E' viziata da violazione di norme sulla giurisdizione - ed è perciò ricorribile per cassazione - la decisione del giudice amministrativo che nega la tutela risarcitoria autonoma degli interessi legittimi, sul presupposto che l'illegittimità dell'atto debba essere stata precedentemente richiesta e dichiarata in sede di annullamento.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 26 novembre 2008, n. 28170 - Trattandosi di preclusioni volte a garantire l'autonomo ed indipendente svolgimento del mandato professionale, le incompatibilità di cui all'art. 3 del r.d.l. n. 1578/1933 non si applicano ai praticanti non ammessi al patrocinio, i quali possono perciò essere iscritti nell'apposito registro speciale anche se legati da un rapporto di lavoro con soggetti pubblici o privati.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 25 novembre 2008, n. 28049 - L'iscrizione nell'elenco speciale, annesso all'albo degli avvocati, di cui all'art. 3, ultimo comma, lett. b), del r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578, essendo prevista per gli avvocati degli uffici legali degli enti indicati nel precedente comma 2, richiede il concorso di due presupposti: a) deve esistere, nell'ambito dell'ente pubblico, un ufficio legale che costituisca un'unità organica autonoma; b) colui che chiede l'iscrizione - dipendente dell'ente ed in possesso del titolo di avvocato - deve far parte, in maniera stabile, dell'ufficio legale e dev'essere incaricato di svolgervi tale attività professionale, limitatamente alle cause ed agli affari propri dell'ente.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 13 novembre 2008, n. 27145 - Nel processo civile, il potere di impugnazione del Pubblico Ministero presso il giudice di merito, avverso le pronunce di quest'ultimo, è limitato alle sole ipotesi previste dalla legge, e ciò anche quando si tratti di cause nelle quali il soggetto pubblico agisce in qualità di interventore necessario.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 11 novembre 2008, n. 26972 - Il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettiva di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate; in particolare, non può farsi riferimento ad una generica sottocategoria denominata "danno esistenziale", perché attraverso questa si finisce per portare anche il danno non patrimoniale nell'atipicità, sia pure attraverso l'individuazione della apparente tipica figura categoriale del danno esistenziale, in cui tuttavia confluiscono fattispecie non necessariamente previste dalla norma ai fini della risarcibilità di tale tipo di danno, mentre tale situazione non è voluta dal legislatore ordinario né è necessitata dall'interpretazione costituzionale dell'art. 2059 c.c., che rimane soddisfatta dalla tutela risarcitoria di specifici valori della persona presidiati da diritti inviolabili secondo Costituzione.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 30 ottobre 2008, n. 26052 - Il pagamento effettuato nelle mani del creditore apparente ha efficacia liberatoria nei confronti del debitore, a condizione che l'apparenza risulti giustificata da circostanze univoche e concludenti, ovvero da atti giuridici compiuti dall'accipiens, e ripetutamente consentiti (nel caso di persona giuridica, dagli organi sociali), sì da far sorgere nel debitore un ragionevole affidamento, esente da colpa (il quale si presume, spettando al creditore dimostrare che il debitore non ignorava la situazione reale o che il suo affidamento era determinato da colpa), sulla realtà della facoltà apparente dell'accipiens di ricevere i pagamenti.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 30 ottobre 2008, n. 26019 - E' inammissibile l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata per la prima volta in sede di ricorso per cassazione dalla parte che, soccombente nel merito in primo grado, aveva appellato la sentenza del giudice ordinario senza formulare alcuna eccezione sulla giurisdizione.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 14 ottobre 2008, n. 25117 - E' inadeguato - ed è perciò causa di inammissibilità della doglianza - il quesito di diritto che, formulato in relazione al motivo di ricorso col quale si deduce l'omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione rispetto all'elemento soggettivo della colpa, non indichi gli specifici elementi di fatto concretamente rilevanti ai fini del giudizio sulla colpa medesima.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 6 ottobre 2008, n. 24652 - Ai fini del diritto al rimborso delle spese legali, è necessario che sussista un rapporto diretto fra atti commessi dal dipendente e funzioni a lui attribuite, occorrendo che i primi siano stati posti in essere per il perseguimento delle finalità istituzionali dell'ente di appartenenza, e non già per finalità private ed egoistiche.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 settembre 2008, n. 23741 - In materia di pubblico impiego contrattualizzato, l'impiegato al quale sono state assegnate, al di fuori dei casi consentiti, mansioni superiori ha diritto ad una retribuzione proporzionata e sufficiente ai sensi dell'art. 36 Cost.; e ciò vale anche - senza limitazioni temporali di alcun genere - per il pubblico impiego privatizzato, sempre che le mansioni superiori assegnate siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 15 settembre 2008, n. 23676 - Nell'ipotesi di pericolo grave ed immediato per la vita del paziente, il diritto costituzionale di non sottoporsi a cure mediche - il quale ricomprende anche la facoltà di rifiutare trasfusioni di sangue - deve costituire oggetto di manifestazione espressa, inequivoca, attuale, informata, e cioè deve fondarsi su una volontà non astrattamente ipotetica ma concretamente accertata; su un'intenzione non meramente programmatica ma affatto specifica; su una cognizione dei fatti non soltanto «ideologica», ma frutto di informazioni specifiche in ordine alla propria situazione sanitaria; su un giudizio e non una «precomprensione»: in definitiva, su un dissenso che segua e non preceda l'informazione avente ad oggetto la rappresentazione di un pericolo di vita imminente e non altrimenti evitabile, un dissenso che suoni attuale e non preventivo, un rifiuto "ex post" e non "ex ante", in mancanza di qualsivoglia consapevolezza della gravità attuale delle proprie condizioni di salute.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 12 settembre 2008, n. 23569 - Quando un lavoratore autonomo muoia senza aver versato i contributi previdenziali, i superstiti hanno in ogni caso diritto alla relativa rendita "iure proprio", mentre sono tenuti a pagare i contributi solamente nel caso in cui siano anche eredi.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 11 settembre 2008, n. 23384 - Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario l'azione proposta da una Pubblica Amministrazione nei confronti di una compagnia di assicurazione e diretta ad ottenere la restituzione del premio pagato in esecuzione di un contratto di assicurazione divenuto nullo a seguito dell'annullamento d'ufficio dell'aggiudicazione, atteso che tale azione non è altro che l'ordinaria azione di ripetizione d'indebito conseguente all'accertamento della nullità, dell'annullamento o dell'inefficacia di un contratto che rientra per l'appunto nella cognizione del giudice ordinario.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 settembre 2008, n. 22858 - E' tenuto al risarcimento dei danni, ai sensi dell'art. 2049 c.c., il datore di lavoro che, in presenza di una condotta mobbizzante attuata da un suo dipendente nei confronti di un altro suo dipendente, ometta colpevolmente di adottare le misure necessarie a rimuovere tale fatto lesivo.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 9 settembre 2008, n. 22652 - Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti relativamente ai danni arrecati ad un'azienda sanitaria locale da parte di un medico convenzionato, che sia risultato sprovvisto di un valido titolo di studio ovvero della necessaria abilitazione professionale.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 18 luglio 2008, n. 19809 - Non ogni vizio del consenso accertato nelle sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio consente di riconoscerne la efficacia nell'ordinamento interno, dandosi rilievo nel diritto canonico come incidenti sull'iter formativo del volere anche a motivi e al foro interno non significativo in rapporto al nostro ordine pubblico, per il quale solo cause esterne e oggettive possono incidere sulla formazione e manifestazione della volontà dei nubendi, viziandola o facendola mancare. L'errore, se indotto da dolo, che rileva nell'ordinamento canonico ma non in quello italiano, se accertato come causa di invalidità in una sentenza ecclesiastica, potrà dar luogo al riconoscimento di questa in Italia, solo se sia consistito in una falsa rappresentazione della realtà, che abbia avuto ad oggetto circostanze oggettive, incidenti su connotati stabili e permanenti, qualificanti la persona dell'altro nubendo.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 16 giugno 2008, n. 16207 - L'art. 32, comma 1, lett. b), del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, nel prevedere - in attuazione della legge-delega 8 marzo 2000, n. 53 - che il lavoratore possa astenersi dal lavoro nei primi otto anni di vita del figlio, percependo dall'ente previdenziale un'indennità commisurata ad una parte della retribuzione, configura un diritto potestativo che il padre-lavoratore può esercitare nei confronti del datore di lavoro, nonché dell'ente tenuto all'erogazione dell'indennità, onde garantire con la propria presenza il soddisfacimento dei bisogni affettivi del bambino e della sua esigenza di un pieno inserimento nella famiglia; pertanto, ove si accerti che il periodo di congedo viene invece utilizzato dal padre per svolgere una diversa attività lavorativa, si configura un abuso per sviamento dalla funzione propria del diritto, idoneo ad essere valutato dal giudice ai fini della sussistenza di una giusta causa di licenziamento, non assumendo rilievo che lo svolgimento di tale attività (nella specie, presso una pizzeria di proprietà della moglie) contribuisca ad una migliore organizzazione della famiglia.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 13 giugno 2008, n. 15916 - Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario l'azione con la quale un avvocato richiede, ai sensi degli artt. 28 e 29 della l. 794/1942, la liquidazione dei compensi dovuti per l'attività professionale svolta per un ricorso dinanzi al giudice amministrativo.
» Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 12 giugno 2008, n. 38217 - Integra gli estremi del reato di violenza privata, aggravato dalla circostanza di cui all'art. 3 della l. 205/1993 (fatti commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l'attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità) la condotta del soggetto che, urlando la frase «schiaccio il negro», lancia a notevole velocità la propria autovettura contro una persona di colore, costringendola a mettersi in salvo saltando sul marciapiede.
» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 9 giugno 2008, n. 15194 - Il giudice non può decidere la lite in base ad una questione rilevata d'ufficio, senza averla previamente sottoposta alle parti al fine di provocare sulla stessa il contraddittorio e consentire lo svolgimento delle rispettive difese in relazione al mutato quadro della materia del contendere, bensì deve procedere alla segnalazione di tale questione e riaprire su di essa il dibattito, dando così spazio alle conseguenziali attività delle parti.
» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 6 giugno 2008, n. 15087 - Il figlio maggiorenne, la cui filiazione nei confronti del padre sia stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, può - a sua scelta - valutando direttamente il proprio interesse al riguardo, assumere o meno il cognome del padre, aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre, senza che nessuno dei due genitori possa opporsi alla sua scelta; ove, invece, il figlio sia minore di età, detta scelta va compiuta dal giudice, che dovrà valutare l'interesse del minore in relazione ad esso, tenendo conto dell'esigenza di tutela del diritto alla già acquisita identità personale in relazione al cognome in precedenza attribuitogli, nell'ambito dell'ambiente sociale in cui vive, con una valutazione contrassegnata da un ampio margine di discrezionalità, frutto di un ponderato apprezzamento dell'interesse del minore, all'uopo tenendo conto di ogni specifico elemento della fattispecie concreta.
» Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 21 maggio 2008, n. 31456 - Con riferimento alla nota vicenda del "delitto di Cogne", afferma che, una volta dimostrate l'assoluta implausibilità dell'ingresso di un estraneo nell'abitazione e la materiale impossibilità che costui possa aver agito, con le modalità in cui è avvenuto il delitto, nel ristrettissimo spazio di tempo a sua disposizione, ed una volta esclusa ogni responsabilità da parte del marito dell'imputata e del figlio Davide, unica realistica e necessitata alternativa residuale è quella della responsabilità della sola persona presente in casa nelle fasi antecedenti la chiamata dei soccorsi, e cioè la madre del piccolo Samuele.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 maggio 2008, n. 12964 - L'assunzione alle dipendenze della Pubblica Amministrazione può avvenire solamente in una delle tre forme tipizzate dalla legge (concorso pubblico; avviamento degli iscritti agli uffici di collocamento; chiamata numerica degli iscritti nelle categorie protette), con conseguente nullità dei rapporti di lavoro diversamente costituiti, anche se dissimulati sotto l'aspetto formale di contratti d'opera.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 maggio 2008, n. 12962 - Anche nei rapporti di lavoro a tempo pieno, il datore di lavoro è tenuto a rendere noti ai dipendenti i turni di servizio con adeguato anticipo rispetto al giorno di svolgimento della prestazione lavorativa.
» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 21 maggio 2008, n. 12865 - L'individuazione, contenuta nell'art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada, delle ipotesi in cui è consentita la mancata contestazione immediata della infrazione (contestazione che costituisce requisito di legittimità dei successivi atti del procedimento sanzionatorio) non ha carattere tassativo, ma soltanto esemplificativo, con la conseguenza che ben possono ricorrere casi ulteriori in cui una tale impossibilità sia ugualmente ravvisabile, purché la circostanza impeditiva addotta risulti dal verbale di accertamento ed abbia una sua intrinseca logica.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 16 aprile 2008, n. 9993 - La proroga del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato è legittima solamente quando l'attività lavorativa che ne costituisce oggetto sia identica a quella per la quale il contratto è stato stipulato e ricorrano esigenze contingenti ed imprevedibili, comunque diverse da quelle che costituivano la ragione dell'iniziale contratto.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 14 aprile 2008, n. 9812 - L'attività svolta dagli operatori dei call-center, in virtù delle modalità e delle condizioni in cui viene resa (sottoposizione alle direttive dell'azienda in relazione ad ogni singola telefonata, orario di lavoro preciso, utilizzazione di attrezzature e materiali di proprietà della società, obbligo di giustificare le assenze), dev'essere qualificata come lavoro subordinato, e non già come lavoro autonomo.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 9 aprile 2008, n. 9166 - La sanzione della sospensione dall'esercizio professionale irrogata per fatti commessi dal praticante ed in costanza di praticantato non è diversa da quella prevista per gli avvocati e può essere scontata anche dopo l'iscrizione del professionista all'albo di questi ultimi, attesa l'unitarietà dell'ordinamento disciplinare della professione forense.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 8 aprile 2008, n. 9151 - In materia di elezioni politiche, spetta esclusivamente alle Camere - in forza del principio di autodichia, desumibile dall'art. 66 Cost. - la cognizione delle controversie relative alle operazioni elettorali, ivi comprese quelle riguardanti l'ammissione delle liste, con conseguente difetto assoluto di giurisdizione sia del giudice ordinario sia del giudice amministrativo.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 8 aprile 2008, n. 9148 - La responsabilità dei singoli condomini per le obbligazioni assunte dal condominio verso terzi non riveste carattere solidale, ma è governata dal principio della parziarietà, con la conseguenza che le predette obbligazioni si ripartiscono fra i condomini in proporzione alle rispettive quote.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 7 aprile 2008, n. 8953 - La Regione, in quanto tenuta per legge ad adottare tutte le misure idonee ad evitare che la fauna selvatica arrechi danni a terzi, è responsabile ex art. 2043 c.c. dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose, il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme.
» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 1° aprile 2008, n. 8449 - E' valido l'avviso di convocazione di assemblea condominiale che, destinato ad uno dei condomini non abitanti nell'edificio condominiale, sia stato consegnato ad altro condomino suo congiunto, ove all'interno del condominio si sia consolidata una prassi in tal senso e sempre che il regolamento condominiale non imponga un particolare obbligo di forma della convocazione.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 1° aprile 2008, n. 8409 - Nel caso in cui una banca sia stata delegata alla riscossione delle imposte (nella specie, la tassa di concessione governativa sulla partita IVA), sussiste la giurisdizione della Corte dei conti sul danno erariale che si assuma subito dallo Stato a seguito della mancata osservanza, da parte della banca stessa, dei termini previsti dalle disposizioni ministeriali per inviare al centro informativo del Dipartimento delle Entrate del Ministero i supporti informatici contenenti la registrazione dei dati relativi ai versamenti effettuati dai contribuenti, essendo tale adempimento regolato in modo tassativo anche al fine di consentire alla p.a. l'espletamento dell'attività di accertamento e repressione delle violazioni delle leggi tributarie ed essendo dunque configurabile un rapporto di servizio tra amministrazione e banca delegata, che risulta così funzionalmente inserita in un procedimento amministrativo con effetti di perseguire finalità pubbliche.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 marzo 2008, n. 7650 - E' legittimo il licenziamento disciplinare del dipendente che si appropria di denaro del datore di lavoro, in quanto tale condotta, ancorché determinata da una patologica propensione al gioco d'azzardo, comporta un'irreparabile incrinatura del rapporto fiduciario.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 12 marzo 2008, n. 6638 - L'art. 366-bis c.p.c. - il quale impone che il ricorso per cassazione contenga la formulazione di un quesito di diritto - si applica anche al ricorso per revocazione delle sentenze pronunciate dalla Corte di cassazione.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 12 marzo 2008, n. 6534 - Il parere di congruità sulla liquidazione degli onorari, rilasciato dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati (art. 14 r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578), costituisce un atto soggettivamente ed oggettivamente amministrativo di natura autoritativa - emesso nell'esercizio di un potere riconosciuto in via esclusiva dalla legge come espressione di potestà amministrativa per finalità di pubblico interesse - che modifica la situazione giuridica precedente avendo effetti costitutivi per il richiedente (consentendogli di promuovere la procedura monitoria ex artt. 633 e 636 c.p.c.), ed è quindi impugnabile davanti al giudice amministrativo.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 7 marzo 2008, n. 6173 - In materia di previdenza, con l'entrata in vigore dell'art. 3 della l. 335/1995 (il quale ha introdotto il nuovo regime per la prescrizione dei contributi relativi a periodi precedenti) opera - al di fuori dei casi di conservazione del precedente termine decennale - il nuovo termine di prescrizione più breve, che comincia a decorrere dalla data del 1° gennaio 1996; detto termine non può essere superiore a cinque anni, mentre può essere inferiore se tale è il residuo del più lungo termine determinato secondo il regime precedente.
» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 3 marzo 2008, n. 5771 - Gli agenti di polizia municipale possono legittimamente contestare le infrazioni al codice della strada soltanto nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza ed a condizione che siano effettivamente in servizio.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 27 febbraio 2008, n. 5083 - Appartiene alla giurisdizione della Corte dei conti il giudizio di responsabilità amministrativa instaurato nei confronti di un assessore regionale all'agricoltura, il quale, in qualità di rappresentante della Regione azionista di maggioranza della società del latte, abbia imposto a quest'ultima indirizzi incompatibili con il perseguimento di un risultato positivo di esercizio e non abbia adottato iniziative volte ad impedire le perdite, in violazioni di norme di legge (che tutelano i soci di minoranza) e di regolamenti comunitari (che negli stessi anni vietavano aiuti pubblici nel settore lattiero-caseario), così provocando perdite di esercizio della partecipata.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 febbraio 2008, n. 4000 - Il trasferimento del dipendente ad un diverso settore lavorativo non implica di per sé dequalificazione, allorché richieda un aggiornamento professionale e rappresenti un'occasione per un ampliamento del bagaglio professionale del lavoratore in un contesto in cui le mansioni sono alternative.
» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 18 febbraio 2008, n. 3948 - In materia di violazioni al codice della strada, il pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa pecuniaria da parte del proprietario del veicolo (coobbligato in solido) non preclude all'autore materiale della violazione di proporre opposizione avverso l'irrogazione nei suoi confronti delle sanzioni personali accessorie (decurtazione dei punti dalla patente di guida).
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 14 febbraio 2008, n. 3520 - Nel caso di danni derivanti dall'esercizio della professione medica, spetta al medico/debitore la prova della mancanza di colpa (sub specie della sopravvenienza, nella serie causale che dall'intervento ha condotto all'evento di danno, di un fatto inevitabile o imprevedibile), mentre il paziente/creditore è tenuto soltanto a provare il rapporto contrattuale con il professionista e la riferibilità a quest'ultimo dell'intervento, allegando il risultato peggiorativo conseguito.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 12 febbraio 2008, n. 3284 - Né la serenità né la sicurezza costituiscono, in se stesse considerate, diritti fondamentali di rango costituzionale inerenti alla persona, la cui lesione consente il ricorso alla tutela risarcitoria del danno non patrimoniale.
» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 31 gennaio 2008, n. 2304 - E' nulla la notificazione effettuata a mani del portiere dello stabile del destinatario, qualora l'ufficiale giudiziario si limiti a dare atto nella relata della precaria assenza del destinatario senza certificare l'avvenuta ricerca delle ulteriori persone abilitate a ricevere l'atto, salvo che le parole da lui impiegate lascino comunque intendere il mancato rinvenimento, nel luogo della notifica, di ogni altra persona abilitata a ricevere l'atto in vece del destinatario.
» Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 29 gennaio 2008, n. 17899 - La detenzione di sostanze stupefacenti in quantità superiore ai limiti massimi tabellari stabiliti con decreto ministeriale non esclude, di per sé, che esse siano destinate ad un uso esclusivamente personale e che quindi tale condotta sia penalmente irrilevante.
» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 28 gennaio 2008, n. 1809 - Nell'ipotesi in cui il lavoratore in stato di malattia deduca di essersi allontanato dalla propria abitazione durante le fasce di reperibilità allo scopo di effettuare una visita medica presso il proprio medico curante o per seguire un trattamento terapeutico, la sanzione della decadenza dal diritto all'indennità di malattia non può essere comminata solamente quando risultino rigorosamente accertate la indifferibilità della visita medica o del trattamento terapeutico allegato e la indispensabilità delle modalità prescelte per realizzare tale indifferibile esigenza, ovvero che quelle modalità fossero le sole ragionevolmente praticabili.
» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 21 gennaio 2008, n. 1246 - Nel giudizio di opposizione al pagamento di sanzione amministrativa pecuniaria, l'emanazione dell'ordinanza di convalida è subordinata a tre condizioni: 1) la mancata comparizione dell'opponente o del suo procuratore; 2) la non fondatezza dell'opposizione sulla base dei motivi di ricorso e dei documenti prodotti; 3) il deposito da parte dell'Amministrazione irrogante la sanzione di copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento, nonché alla contestazione e alla notificazione della violazione. Con la conseguenza che il giudice, ove ritenga di convalidare il provvedimento opposto, deve motivare in ordine a tutti e tre i presupposti anzidetti.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 14 gennaio 2008, n. 627 - La produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'intervenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio. L'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione di cui all'art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal comma 1, della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio di cui all'art. 380-bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell'art. 372 c.p.c., comma 2. In difetto di produzione dell'avviso di ricevimento ed in mancanza di esercizio di attività difensiva da parte dell'intimato il ricorso è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 c.p.c. Il difensore del ricorrente presente in udienza o all'adunanza della corte in camera di consiglio può tuttavia domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell'art. 180-bis c.p.c., per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto previsto dalla l. 20 novembre 1982, n. 890, art. 6, comma 11.
» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 11 gennaio 2008, n. 390 - Il soggetto che agisca per il risarcimento del danno derivante da insidia stradale ha l'onere di provare gli elementi costitutivi del fatto, il nesso di causalità, il danno ingiusto e l'imputabilità soggettiva; mentre l'ente pubblico sul quale incombe il dovere di vigilanza sul bene che ha cagionato il danno ha l'onere di dimostrare il concorso di colpa del danneggiato oppure la presenza di un caso fortuito che interrompe la causalità tra l'evento ed il comportamento colposamente omissivo dell'ente stesso.
» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 7 gennaio 2008, n. 35 - In tema di tutela giurisdizionale intesa a fare valere la responsabilità della Pubblica Amministrazione da attività provvedimentale illegittima, la giurisdizione sulla tutela dell'interesse legittimo spetta, in linea di principio, al giudice amministrativo sia quando il privato invochi la tutela di annullamento sia quando faccia valere la tutela risarcitoria; e poiché deve escludersi la necessaria dipendenza del risarcimento dal previo annullamento dell'atto illegittimo e dannoso, al giudice amministrativo può essere chiesta la tutela demolitoria e, insieme o successivamente, la tutela risarcitoria completiva, ma anche la sola tutela risarcitoria, senza che la parte debba in tal caso osservare il termine di decadenza pertinente all'azione di annullamento.
» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 3 gennaio 2008, n. 14 - Ai fini della determinazione dell'indennizzo per irragionevole durata del processo, occorre aver riguardo non già ad ogni anno di durata del processo presupposto, ma soltanto al periodo di tempo eccedente il termine ragionevole di durata.
Altri giudici ordinari
» Corte d'appello di Milano, sezione I civile, decreto 9 luglio 2008 - Autorizza l'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale di un paziente, realizzato mediante alimentazione e idratazione con sondino naso-gastrico.
Consiglio di Stato
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 29 dicembre 2008, n. 6591 - L'istituto del silenzio-assenso, previsto dall'art. 13 della l. n. 394/1991 per i nullaosta di competenza degli Enti Parco, non è stato implicitamente abrogato dalla l. n. 241/1990.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 5 dicembre 2008, n. 6045 - In materia di accertamento delle imposte sui redditi, il provvedimento del procuratore della Repubblica che autorizza la perquisizione del domicilio del contribuente (ex artt. 52, comma 2, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e 33, comma 1, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600) è un atto amministrativo attraverso il quale l'amministrazione finanziaria esercita il potere impositivo e partecipa direttamente della natura amministrativa del provvedimento considerato, condizionandone la legittimità, ed è pertanto sindacabile dal giudice tributario in base ai principi generali che regolano l'attività dello Stato.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 25 novembre 2008, n. 5808 - In materia di contratti della Pubblica Amministrazione, qualora il bando di gara, nell'individuare i criteri di valutazione dell'offerta tecnica, faccia riferimento al "fatturato raggiunto negli ultimi tre anni", questo dev'essere inteso nel senso non già degli ultimi tre anni solari, bensì degli ultimi tre esercizi finanziari.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 20 ottobre 2008, n. 5124 - Ai fini della sussistenza della responsabilità patrimoniale della pubblica amministrazione conseguente all'annullamento giurisdizionale di un provvedimento illegittimo, è necessario che ricorra una violazione grave commessa nell'ambito di circostanze di fatto e di riferimenti normativi e giuridici tali da rivelare negligenza ed imperizia nell'assunzione del provvedimento stesso, dovendosi per contro escludere tale responsabilità allorquando l'indagine presupposta riveli la sussistenza degli estremi dell'errore scusabile per la presenza di incertezza del dato normativo o di contrasti giurisprudenziali o di complessità della situazione di fatto.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 17 ottobre 2008, n. 5100 - In materia di contratti pubblici, la nomina, da parte dell'Amministrazione procedente, di una commissione di gara sostanzialmente priva di competenza tecnica dà luogo ad una ipotesi di illecito extracontrattuale, con conseguente obbligo di risarcimento dei danni, costituendo quell'atto una colpevole inosservanza dei doveri di prudenza e di diligenza che formano il tessuto insostituibile di una azione amministrativa responsabile e consapevole dell'adeguato perseguimento del pubblico interesse nella scelta del contraente.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 9 settembre 2008, n. 4293 - I periodi di riposo di cui all'art. 10 della l. 30 dicembre 1971, n. 1204 (e successive modificazioni), con i relativi trattamenti economici, spettano al padre lavoratore, che non sia affidatario esclusivo dei figli, anche nel caso in cui la madre svolga l'attività di casalinga.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 5 settembre 2008, n. 4231 - E' legittimo il provvedimento di trasferimento, per incompatibilità ambientale, del carabiniere il quale intrattenga nella sede di servizio una relazione sentimentale che - nota in pubblico - abbia provocato "in loco" sfavorevoli commenti e nocumento al prestigio dell'Arma.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 17 luglio 2008, n. 3613 - E' inammissibile il ricorso per regolamento di competenza che non sia stato notificato a tutti i controinteressati, ancorché non costituiti in giudizio.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 19 giugno 2008, n. 3053 - Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti sovvenzionati dallo Stato non è limitato alle sole risultanze del bilancio consuntivo, ma si estende fino ricomprendere i singoli fatti di gestione, fermo restando che non è ammessa l'estensione generalizzata e preventiva del controllo medesimo ad ampie categorie di atti di un determinato ente al di fuori della ricognizione di precise e concrete esigenze istruttorie; ma, una volta ravvisate tali esigenze, non sussiste alcun ostacolo per l'esercizio di siffatti poteri istruttori.
» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 18 giugno 2008, n. 3034 - E' legittimo il licenziamento del dipendente che ha patteggiato una condanna penale per il reato di corruzione.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 9 giugno 2008, n. 2767 - E' legittimo il provvedimento prefettizio che, a seguito di una sentenza civile - ancorché non definitiva - la quale dichiara l'ineleggibilità del soggetto che ricopre la carica di Sindaco per effetto della violazione del divieto di elezione per il terzo mandato consecutivo, dispone il commissariamento dell'ente e la successiva convocazione dei comizi elettorali.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 14 aprile 2008, n. 1575 - Il verbale dei lavori della commissione giudicatrice di una procedura di gara d'appalto non deve necessariamente contenere la descrizione minuta di ogni singola modalità di svolgimento dell'azione amministrativa (il che finirebbe per appesantire notevolmente la funzione verbalizzatrice senza una seria giustificazione), ma deve riportarne soltanto gli aspetti salienti e significativi, e cioè quelli necessari per consentire, di volta in volta, la verifica della correttezza delle operazioni eseguite dall'organo collegiale.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 19 marzo 2008, n. 1214 - In materia di concorsi pubblici, è illegittimo il provvedimento di esclusione del candidato che, nel corso dello svolgimento della prova scritta, sia stato trovato in possesso di un telefono cellulare, ove manchi la prova che questo sia stato utilizzato per comunicare con soggetti esterni all'ambito in cui si svolge l'esame.
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 4 marzo 2008, n. 890 - La nullità di un atto amministrativo ricorre, oltre che nell'ipotesi di carenza di potere in capo all'Amministrazione, ogniqualvolta sia riscontrabile la mancanza degli elementi essenziali, come nel caso in cui non sia possibile imputare l'atto all'Amministrazione per interruzione del rapporto organico (fattispecie relativa ad una concessione edilizia rilasciata dal sindaco "in ambiente collusivo penalmente rilevante").
» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 febbraio 2008, n. 490 - In materia di contratti della pubblica amministrazione, ciascuno dei componenti di una costituenda associazione temporanea di imprese è legittimato ad impugnare i provvedimenti riguardanti la gara cui tale associazione ha partecipato.
» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 7 gennaio 2008, n. 33 - Nel nuovo ordinamento delle autonomie locali delineato dalla l. n. 142/1990 e dal t.u. n. 267/2000, il Sindaco e il Presidente della Provincia hanno assunto (anche in relazione alla l. n. 81/1993, che ne ha previsto l'elezione diretta) un ruolo politico amministrativo centrale, in quanto titolari di funzioni di direzione e di coordinamento dell'esecutivo comunale e provinciale, onde l'autorizzazione del Consiglio prima e della Giunta poi, se trovava ragione in un assetto in cui essi erano eletti dal Consiglio e la Giunta costituiva espressione del Consiglio stesso, non ha più ragione di esistere in un assetto nel quale i medesimi traggono direttamente la propria investitura dal corpo elettorale e costituiscono loro stessi la fonte di legittimazione degli assessori che compongono la Giunta, cui il citato t.u. affida il compito di collaborare (con il Sindaco o con il Presidente della Provincia) e di compiere tutti gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo che non siano riservati dalla legge al Consiglio e che non ricadono nelle competenze, previste dalla legge o dallo statuto, del Sindaco o del Presidente della Provincia, ovvero degli organi di decentramento.
Tribunali Amministrativi Regionali
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 22 dicembre 2008, n. 12222 - Afferma che l'ordinanza "anti-prostituzione" adottata dal Sindaco di Roma costituisce legittimamente un "primo rimedio, peraltro ad tempus, dell'emergenza, non certo unica o del tutto nuova in Roma rispetto ad altri tempi o ad altri Comuni della Repubblica, della prostituzione su strada e degli effetti d'allarme e di disgregazione sociali che essa reca perché, finora, poco o punto controllata".
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 27 novembre 2008, n. 10810 - E' illegittimo il provvedimento revocatorio di un contributo finanziario, il quale sia stato adottato senza la previa comunicazione di avvio del procedimento.
» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, Pescara, sentenza 5 novembre 2008, n. 878 - E' affetto da nullità il contratto di locazione stipulato da un ente pubblico senza il previo esperimento di una procedura di gara.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 3 novembre 2008, n. 9549 - In sede di giudizio di ottemperanza non è ammissibile avanzare domanda di risarcimento del danno, risultando necessario a tal fine un apposito giudizio cognitorio preordinato ad accertare i presupposti del diritto al risarcimento stesso.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, Brescia, sentenza 29 ottobre 2008, n. 1469 - Nell'ordinamento delineato dalla l. 241/1990, ispirato ai principi della trasparenza, del diritto di difesa e della dialettica democratica, ogni soggetto deve poter conoscere con precisione i contenuti e gli autori di segnalazioni, esposti o denunce che - fondatamente o meno - possano costituire le basi per l'avvio di un procedimento ispettivo o sanzionatorio nei suoi confronti, non potendo l'Amministrazione procedente opporre all'interessato esigenze di riservatezza.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 22 ottobre 2008, n. 9057 - E' illegittimo il bando di gara, da aggiudicarsi secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, il quale preveda la valutazione non già di elementi rigorosamente oggettivi riferiti all'offerta, bensì di elementi soggettivi riferiti ai proponenti, operando in tal modo una inammissibile commistione tra la fase della selezione dei partecipanti alla gara e quella della valutazione delle offerte.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, Brescia, sentenza 16 ottobre 2008, n. 1329 - L'omessa comunicazione, ad uno o più concorrenti, della data di svolgimento delle operazioni di apertura dei plichi contenenti le offerte, integrando una violazione del principio di pubblicità, costituisce vizio insanabile della procedura, il quale si ripercuote sul provvedimento finale di aggiudicazione, invalidandolo, anche ove non sia comprovata l'effettiva lesione sofferta dai concorrenti, trattandosi di adempimento posto a tutela non solo della parità di trattamento tra gli stessi, ma anche dell'interesse pubblico alla trasparenza ed all'imparzialità dell'azione amministrativa, le cui conseguenze negative sono difficilmente apprezzabili "ex post".
» Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, sezione I, sentenza 29 settembre 2008, n. 2106 - Le Pubbliche Amministrazioni (ivi comprese le Università) possono legittimamente conferire incarichi di collaborazione a soggetti esterni solamente a seguito dello svolgimento di una procedura comparativa, previamente disciplinata secondo i rispettivi ordinamenti e adeguatamente pubblicizzata.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione I, sentenza 22 settembre 2008, n. 2064 - La presenza di rappresentanti delle ditte concorrenti alle sedute di gara non integra gli estremi della piena conoscenza degli atti adottati durante le sedute medesime ai fini della decorrenza del termine di decadenza stabilito dalla legge per l'impugnazione delle relative determinazioni assunte dall'organo di gara e dell'atto finale del sub procedimento di valutazione delle offerte dei concorrenti, tenuto anche conto che, in materia di aggiudicazione di un contratto della P.A., il termine per ricorrere non decorre dall'aggiudicazione provvisoria, ma da quella definitiva, dal momento che la prima comporta soltanto effetti prodromici, onde in occasione dell'impugnazione dell'aggiudicazione definitiva possono essere fatti valere anche vizi propri di quella provvisoria.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione III, sentenza 15 settembre 2008, n. 4073 - E' illegittimo, per contrasto con l'art. 3 della l. 241/1990 (il quale sancisce l'obbligo della motivazione), il provvedimento con cui l'Amministrazione bandisce un nuovo concorso senza tener conto del risultato di una precedente ed omologa selezione e senza una motivazione in ordine al mancato previo scorrimento della precedente graduatoria ancora valida ed efficace.
» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, sentenza 2 luglio 2008, n. 865 - La circostanza che lo statuto comunale non preveda espressamente l'ipotesi di cessazione anticipata dalla carica di presidente del Consiglio comunale non preclude l'adozione di un provvedimento di revoca di tale carica istituzionale, in caso di condotte poste in essere da colui il quale vi sia preposto che siano risultate incompatibili con il ruolo istituzionale di garanzia connesso alla relativa funzione.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 1° luglio 2008, n. 6339 - E' illegittimo il provvedimento col quale la commissione d'esame dispone l'esclusione di un candidato da un pubblico concorso in ragione soltanto della sua assenza all'ora fissata per l'inizio della prova orale, essendo a tal fine rilevante non già l'assenza all'ora fissata per l'inizio della prova medesima, quanto piuttosto l'assenza all'ora in cui il candidato avrebbe dovuto sostenere la sua prova secondo l'ordine prestabilito.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 30 giugno 2008, n. 6331 - Nell'ambito dei giudizi in materia di accesso ai documenti amministrativi, i soggetti titolari del diritto alla riservatezza assumono la posizione formale di controinteressati, con la conseguenza che il ricorso introduttivo del giudizio dev'essere notificato ad almeno uno di loro, a pena di inammissibilità, entro il termine perentorio di trenta giorni, decorrenti dalla conoscenza dalla determinazione negativa adottata dall'Amministrazione.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 18 giugno 2008, n. 5963 - In materia di contratti della P.A., qualora la normativa di gara prescriva che le offerte debbano "pervenire" all'ufficio destinatario entro un'ora determinata, entro tale termine le offerte debbono essere nella materiale disponibilità dell'ufficio e il rischio relativo alla tempestività dell'arrivo ricade sul mittente; né in tal caso può farsi riferimento al momento della spedizione del plico postale, atteso che le disposizioni in materia di trasmissione di atti a mezzo del servizio postale, ed in particolare la norma di cui all'art. 3 della l. 7 febbraio 1979, n. 59, secondo cui il deposito si ha per avvenuto alla data della spedizione, non sono estensibili agli altri strumenti di consegna.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 28 maggio 2008, n. 5218 - Annulla, per carenza istruttoria e difetto di motivazione, una delibera del Comune di Roma che prevedeva l'istituzione di nuove aree di parcheggio a pagamento.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III bis, sentenza 27 maggio 2008, n. 5113 - Nei rapporti tra privati e Pubblica Amministrazione, la comunicazione mediante telefax rappresenta strumento idoneo - in carenza di espresse previsioni che dispongano altrimenti - a determinare la piena conoscenza di un atto e/o documento e deve presumersi che esso sia giunto al destinatario quando il rapporto di trasmissione indica che questa è avvenuta regolarmente, senza che colui che ha inviato il messaggio debba fornire alcuna ulteriore prova; con la conseguenza che, una volta che il fax sia stato trasmesso, e ciò risulti debitamente documentato dal c.d. rapporto di trasmissione, si forma la presunzione della sua ricezione in capo al destinatario, il quale può vincerla solo opponendo la mancata funzionalità dell'apparecchio ricevente, del che dev'essere offerta prova rigorosa, non potendo darsi campo e giustificazione a circostanze impeditive opposte in modo generico e non seriamente documentate.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione II, sentenza 22 maggio 2008, n. 4855 - E' illegittimo l'affidamento, da parte del Comune, di un incarico di patrocinio e consulenza legale senza la predisposizione di un bando o avviso pubblico, la previa individuazione di criteri obiettivi per la valutazione delle istanze e lo svolgimento di una procedura di valutazione comparativa dei curricula presentati, nonché senza aver adempiuto all'obbligo di motivare congruamente la scelta.
» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, Pescara, sentenza 21 maggio 2008, n. 509 - In materia di pubblici concorsi, le norme contenute nel bando vincolano rigidamente l'operato dell'Amministrazione, la quale è tenuta alla loro applicazione senza alcun margine di discrezionalità, anche quando esse siano illegittime o comunque ritenute inopportune.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 15 maggio 2008, n. 4259 - Annulla il d.P.C.M. 14 giugno 2007 ed il protocollo d'intesa fra l'Agenzia del territorio e l'A.N.C.I. del 4 giugno 2007, in quanto tali atti determinano un improprio ed illegittimo trasferimento "a tutto campo" delle funzioni amministrative ai Comuni in materia di catasto, in aperto contrasto con l'intendimento legislativo volto a limitare il suddetto trasferimento ad alcune attività, sicuramente non decisorie e comunque circoscritte alla partecipazione al processo di determinazione degli estimi catastali.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Reggio Calabria, sentenza 12 maggio 2008, n. 248 - Dinanzi al giudice amministrativo, la tutela risarcitoria è ammissibile solamente quando sia stata esperita con successo quella demolitoria.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 5 maggio 2008, n. 3675 - Il ricorso alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, si configura come un ricorso gerarchico improprio, con la conseguenza che: a) il trasferimento in sede giurisdizionale di una controversia instaurata in sede gerarchica può avvenire solo quando il procedimento giustiziale sia stato correttamente instaurato (e ciò, al fine di evitare facili elusioni del termine decadenziale previsto per l'esercizio dell'azione innanzi al giudice); b) una volta verificata la rituale introduzione del rimedio amministrativo, il giudice, ove ne sia richiesto nel ricorso, potrà prendere cognizione diretta anche dell'originario provvedimento impeditivo dell'accesso.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione VI, sentenza 2 maggio 2008, n. 3070 - Allorquando abbia accertato l'illegittimità di una determinata situazione fattuale, l'Amministrazione, prima di procedere all'adozione dei conseguenziali provvedimenti sanzionatori (nella specie, un'ordinanza di demolizione di un manufatto), è tenuta a valutare previamente la fondatezza delle istanze dei privati finalizzate ad ottenere il rilascio di provvedimenti di sanatoria, adottando al riguardo un espresso e motivato provvedimento.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I bis, sentenza 22 aprile 2008, n. 3364 - E' illegittimo il bando di gara d'appalto il quale preveda che l'apertura delle buste contenenti le offerte economiche debba avvenire anteriormente all'apertura delle buste contenenti le offerte tecniche.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Latina, sentenza 12 aprile 2008, n. 378 - Nell'ipotesi di illegittimo ritardo nell'assunzione in servizio di un pubblico dipendente, il risarcimento del danno da quest'ultimo richiesto dev'essere commisurato alle retribuzioni che, sulla base della normativa all'epoca vigente, l'interessato avrebbe percepito ove fosse stato tempestivamente assunto in ruolo, con detrazione di quanto il medesimo abbia eventualmente percepito aliunde per altre attività lavorative e con una decurtazione in via equitativa del 50% (per non avere lo stesso, nel periodo in questione, concretamente impegnato le proprie energie lavorative a favore dell'Amministrazione), aggiungendo, nei limiti di legge, interessi e rivalutazione monetaria, calcolati dalle singole scadenze mensili delle retribuzioni (cui il quantum risarcitorio è parametrato) che sarebbero state corrisposte in caso di nomina tempestiva.
» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, sentenza 4 aprile 2008, n. 497 - Deve essere accolta l'istanza del datore di lavoro volta a prendere visione ed estrarre copia delle dichiarazioni rese dai suoi dipendenti all'Ispettorato del lavoro e da questo poste alla base della contestazione di un illecito amministrativo relativo a presunte irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, sezione II, sentenza 21 marzo 2008, n. 672 - Le nomine e le designazioni dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni, effettuate dal Sindaco ai sensi dell'art. 50, comma 8, del d.lgs. 8 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), rivestono carattere tipicamente fiduciario, nel senso che riflettono il giudizio di affidabilità espresso, attraverso la nomina, sulle qualità e le capacità del nominato di rappresentare gli indirizzi di chi l'ha designato, orientando l'azione dell'organismo nel quale si trova ad operare in senso quanto più possibile conforme agli interessi di chi gli ha conferito l'incarico; con la conseguenza che la cessazione del mandato del Sindaco e lo scioglimento del Consiglio comunale, quale che ne sia la causa, finiscono inevitabilmente con il travolgere tutte le nomine effettuate dal Sindaco durante il mandato elettivo, e ciò anche nel caso in cui l'incarico non sia ancora scaduto alla stregua delle norme che regolano il funzionamento amministrativo dell'Ente di destinazione.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, sezione I, sentenza 19 marzo 2008, n. 354 - Nel contenzioso elettorale amministrativo, la cognizione delle controversie concernenti l'ineleggibilità, le decadenze e le incompatibilità, attenendo queste al diritto soggettivo di elettorato passivo, spetta al giudice ordinario (e ciò, anche nel caso in cui la questione di eleggibilità venga introdotta mediante impugnazione del provvedimento di convalida degli eletti, di proclamazione o di decadenza, atteso che, in tutte queste ipotesi, la decisione verte non sull'annullamento dell'atto amministrativo, bensì sul diritto soggettivo perfetto inerente all'elettorato attivo o passivo); mentre la cognizione delle controversie concernenti le operazioni elettorali spetta al giudice amministrativo.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, sezione II, sentenza 6 marzo 2008, n. 269 - Non rientra tra le competenze attribuite ai comuni - ma spetta esclusivamente allo Stato, in quanto finalizzata alla tutela del diritto alla salute - la fissazione di limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II bis, sentenza 27 febbraio 2008, n. 1855 - Le controversie relative alle procedure elettorali esulano dalla cognizione sia del giudice ordinario sia del giudice amministrativo, spettando in via esclusiva alla giurisdizione domestica (autodichia) degli organi parlamentari, la quale si estende all'accertamento della legittimità di tutte le operazioni elettorali, ivi comprese quelle che precedono lo svolgimento della competizione elettorale vera e propria.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Latina, sentenza 27 febbraio 2008, n. 125 - È illegittimo l'operato della commissione di gara che ha aperto le buste contenenti le offerte economiche in seduta segreta, violando così il principio di pubblicità che presiede all'attività delle commissioni giudicatrici costituite per l'aggiudicazione dei pubblici appalti, eccezion fatta per le sedute dedicate all'esame nel merito delle proposte progettuali elaborate dalle ditte partecipanti.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Latina, sentenza 27 febbraio 2008, n. 122 - Il ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi su una sentenza di condanna pronunciata dal giudice ordinario nei confronti della Pubblica Amministrazione presuppone che la sentenza di cui si chiede l'esecuzione sia passata in giudicato; che essa sia stata successivamente notificata al debitore; che il creditore attenda, prima di intraprendere il giudizio, 120 giorni (art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30); e che il deposito del ricorso per l'esecuzione del giudicato sia stato preceduto dalla notifica dell'atto di diffida sottoscritto personalmente dalla parte o dal suo difensore munito di apposita procura (art. 90 del r.d. 17 agosto 1907, n. 642), il quale costituisce atto diverso e distinto dal precetto funzionale all'esecuzione forzata in sede civile.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione VIII, sentenza 20 febbraio 2008, n. 867 - In materia di esami e concorsi pubblici, spetta in via esclusiva alla commissione esaminatrice la competenza a valutare gli elaborati degli esaminandi e, a meno che non ricorra l'ipotesi residuale del macroscopico errore logico, non è consentito al giudice della legittimità sovrapporre alle determinazioni da essa adottate il parere reso da un soggetto terzo, quale che sia la sua qualifica professionale e il livello di conoscenze e di esperienze acquisite nella materia de qua; e ciò, anche nel caso in cui la ritenuta erroneità della valutazione del merito sia sostenuta da pareri "pro veritate" (di professori universitari o altri professionisti legali), in quanto essi non sono di per sé idonei a dare prova di quella evidenza richiesta per l'accesso diretto al fatto, salva l'espressa dimostrazione dei gravi elementi di illegittimità.
» Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo, Pescara, sentenza 20 febbraio 2008, n. 109 - Lo strumento dell'iscrizione a ruolo, ai fini della riscossione delle entrate, è riservato dalla legge agli agenti contabili che esercitano come concessionari funzioni dello Stato, mentre gli altri gestori possono avvalersi soltanto dell'ingiunzione fiscale.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 4 febbraio 2008, n. 905 - L'art. 84 del d.lgs. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici) non preclude che le commissioni giudicatrici delle procedure di gara abbiano una composizione "mista", e cioè siano costituite da funzionari della stazione appaltante e da soggetti esterni a quest'ultima.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 1° febbraio 2008, n. 900 - L'erronea indicazione, contenuta nell'atto amministrativo, del termine per impugnare e dell'organo dinanzi al quale l'impugnazione va proposta costituisce presupposto per il riconoscimento dell'errore scusabile in sede processuale.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 24 gennaio 2008, n. 531 - L'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997 (come modificato dall'art. 147 della l. 388/2000 e dall'art. 44 del d.l. 269/2003, convertito dalla l. 326/2003), il quale prevede che, in materia di pagamento di somme di danaro derivanti da provvedimenti giurisdizionali, il creditore dello Stato e degli enti pubblici non possa procedere "in executivis" se non dopo centoventi giorni dalla notificazione in forma esecutiva della decisione passata in giudicato, trova applicazione anche nel giudizio di ottemperanza davanti al giudice amministrativo.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III ter, sentenza 22 gennaio 2008, n. 607 - I componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non hanno diritto al trattamento di fine rapporto, essendo essi funzionari onorari, e non già dipendenti dello Stato.
» Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, sezione II, sentenza 14 gennaio 2008, n. 7 - E' illegittima la delibera di Giunta comunale la quale prevede che il servizio legale del Comune costituisca un'articolazione del settore "staff" e sia posto, quindi, alle dirette dipendenze del segretario generale, dirigente di quest'ultimo; e ciò perché l'istituzione di un ufficio legale nell'ambito di un ente pubblico determina l'insorgenza di una struttura che si differenzia da ogni altro centro operativo e che postula una diretta connessione unicamente con il vertice decisionale dell'ente stesso, senza alcuna forma di intermediazione.
» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II ter, sentenza 7 gennaio 2008, n. 71 - Il preavviso di rigetto (art. 10-bis l. 241/1990) non si applica ai procedimenti volti ad ottenere l'accesso ai documenti amministrativi.
Corte dei conti
» Corte dei conti, sezione giurisdizionale del Veneto, sentenza 2 ottobre 2008, n. 1046 - Rispondono del danno erariale gli amministratori di un Comune i quali conferiscono un incarico di consulenza giuridico-fiscale ad un professionista esterno, senza che la relativa decisione sia fornita di un'adeguata motivazione in ordine alla necessità dell'incarico stesso.
Corte di giustizia delle Comunità Europee
» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Quarta Sezione, sentenza 13 novembre 2008 - Mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi di cui all'art. 141 del Trattato CE.
» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Grande Sezione, sentenza 17 luglio 2008 - La Repubblica italiana, avendo previsto agli artt. 8 e 9 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003), una rinuncia generale e indiscriminata all'accertamento delle operazioni imponibili effettuate nel corso di una serie di periodi di imposta, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli artt. 2 e 22 della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, nonché dell'art. 10 CE.
» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Quarta Sezione, sentenza 15 maggio 2008 - Le norme fondamentali del Trattato CE relative alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi, nonché il principio generale di non discriminazione, ostano a una normativa nazionale che, per quanto concerne gli appalti di valore inferiore alla soglia stabilita dall'art. 6, n. 1, lett. a), della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 1997, 97/52/CE, e che presentano un interesse transfrontaliero certo, imponga tassativamente alle amministrazioni aggiudicatrici, qualora il numero delle offerte valide sia superiore a cinque, di procedere all'esclusione automatica delle offerte considerate anormalmente basse rispetto alla prestazione da fornire, in base all'applicazione di un criterio matematico previsto da tale normativa, precludendo alle suddette amministrazioni aggiudicatrici qualsiasi possibilità di verificare la composizione di tali offerte richiedendo agli offerenti interessati precisazioni in merito a queste ultime. Ciò non si verificherebbe nel caso in cui una normativa nazionale o locale, o ancora l'amministrazione aggiudicatrice interessata, a motivo del numero eccessivamente elevato di offerte che potrebbe obbligare l'amministrazione aggiudicatrice a procedere alla verifica in contraddittorio di un numero di offerte talmente alto da eccedere la sua capacità amministrativa o da poter compromettere la realizzazione del progetto a causa del ritardo che tale verifica potrebbe comportare, fissasse una soglia ragionevole al di sopra della quale si applicherebbe l'esclusione automatica delle offerte anormalmente basse.
» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Seconda Sezione, sentenza 10 aprile 2008 - Avendo adottato e mantenuto in vigore il d.lgs. 13 gennaio 2003, n. 36, così come modificato, che traspone nell'ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva del Consiglio 26 aprile 1999, 1999/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza degli artt. 2-14 della direttiva 1999/31: sia perché tale decreto legislativo non prevede l'applicazione degli artt. 2-13 della direttiva 1999/31 alle discariche autorizzate dopo la data di scadenza del termine di trasposizione di tale direttiva e prima di quella dell'entrata in vigore del detto decreto legislativo; sia perché esso non provvede alla trasposizione dell'art. 14, lett. d), i), della detta direttiva.
» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Seconda Sezione, sentenza 21 febbraio 2008 - Avendo adottato: 1) l'art. 2, comma 1, della l. 11 febbraio 1994, n. 109, legge quadro in materia di lavori pubblici, come modificata dalla l. 1º agosto 2002, n. 166, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/36/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, e della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 1997, 97/52/CE; 2) l'art. 2, comma 5, di detta legge, come modificata, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza della direttiva 93/37, come modificata; 3) gli artt. 27, comma 2, e 28, comma 4, della stessa legge, come modificata, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza della direttiva 92/50, e della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/CEE, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni.
» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Quarta Sezione, sentenza 31 gennaio 2008 - La normativa italiana, consentendo che un operatore titolare di una concessione (nella specie, l'emittente «Europa 7») si trovi nell'impossibilità di trasmettere in mancanza di frequenze di trasmissione assegnate sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati, viola il diritto comunitario.