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Corte costituzionale

 

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 ottobre 2009, n. 274 - Illegittimità costituzionale art. 443, comma 1, c.p., come modificato dall'art. 2 della l. 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento), nella parte in cui esclude che l'imputato possa proporre appello contro le sentenze di assoluzione per difetto di imputabilità, derivante da vizio totale di mente.

 

» Corte costituzionale, sentenza 29 ottobre 2009, n. 273 - Illegittimità costituzionale dell'art. 227 c.p.m.p., nella parte in cui non prevede l'applicabilità anche al delitto di diffamazione militare dell'art. 596, terzo comma, numero 1), e quarto comma, c.p. - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 227 c.p.m.p., nella parte in cui non prevede l'applicabilità anche al delitto di diffamazione militare dell'art. 596, terzo comma, numero 2), e quarto comma, c.p.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 ottobre 2009, n. 262 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1 della l. 23 luglio 2008, n. 124 (Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato).

 

» Corte costituzionale, sentenza 30 luglio 2009, n. 252 - Illegittimità costituzionale degli artt. 4, comma 1, e 5, comma 2, della l.r. Marche 29 aprile 2008, n. 7 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 "Finanziamento delle attività dei gruppi consiliari"), nella parte in cui consentono il conferimento di incarichi a personale esterno all'amministrazione regionale e l'instaurazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, indipendentemente dal possesso dei requisiti fissati dall'art. 7, comma 6, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, della l.r. Marche 15 luglio 2008, n. 22 (Modifica all'art. 6, comma 4, della legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 "Finanziamento dell'attività dei gruppi consiliari") e dell'art. 7, comma 4, lettera b), della l.r. Marche 4 agosto del 2008, n. 27 (Modifiche alla legge regionale 15 ottobre 2001, n. 20 "Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione", alla legge regionale 30 giugno 2003, n. 14 "Riorganizzazione della struttura amministrativa del consiglio regionale" e alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 "Finanziamento delle attività dei gruppi consiliari"), nelle parti in cui dette norme consentono il conferimento di incarichi a personale esterno all'amministrazione regionale e l'instaurazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, indipendentemente dal possesso dei requisiti fissati dall'art. 7, comma 6, del d.lgs. n. 165 del 2001.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 luglio 2009, n. 236 - Illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 434, della l. 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), nella parte in cui si applica ai professori universitari per i quali sia stato disposto il collocamento fuori ruolo con formale provvedimento amministrativo e che hanno iniziato il corso del relativo periodo.

 

» Corte costituzionale, sentenza 14 luglio 2009, n. 214 - Illegittimità costituzionale dell'art. 4-bis del d.lgs. 6 settembre 2001, n. 368 (Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall'UNICE, dal CEEP e dal CES), introdotto dall'art. 21, comma 1-bis, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla l. 6 agosto 2008, n. 133 - Inammissibilità o non fondatezza di altre questioni di legittimità costituzionale relative al medesimo d.lgs. n. 368 del 2001.

 

» Corte costituzionale, sentenza 9 luglio 2009, n. 207 - Illegittimità costituzionale dell'art. 391-bis, primo comma, c.p.c., come modificato dall'art. 16 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 (Modifiche al codice di procedura civile in materia di processo di cassazione in funzione nomofilattica e di arbitrato, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 maggio 2005, n. 80), nella parte in cui non prevede la esperibilità del rimedio della revocazione per errore di fatto, ai sensi dell'art. 395, primo comma, n. 4), c.p.c., per le ordinanze pronunciate dalla Corte di cassazione a norma dell'art. 375, primo comma, n. 1), dello stesso codice.

 

» Corte costituzionale, sentenza 19 giugno 2009, n. 180 - Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 149 d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 76 e 111 Cost., dal Giudice di pace di Palermo.

 

» Corte costituzionale, sentenza 12 giugno 2009, n. 177 - Illegittimità costituzionale dell'art. 240, commi 4 e 5, c.p.p., nella parte in cui non prevede, per la disciplina del contraddittorio, l'applicazione dell'art. 401, commi 1 e 2, dello stesso codice - Illegittimità costituzionale dell'art. 240, comma 6, c.p.p., nella parte in cui non esclude dal divieto di fare riferimento al contenuto dei documenti, supporti e atti, nella redazione del verbale previsto dalla stessa norma, le circostanze inerenti l'attività di formazione, acquisizione e raccolta degli stessi documenti, supporti e atti - Inammissibilità di altre questioni di legittimità costituzionale riguardanti la medesima disposizione di legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 11 giugno 2009, n. 173 - Illegittimità costituzionale dell'art. 47-ter, commi 1, lett. a), seconda parte, e 8, della l. 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui non limita la punibilità ai sensi dell'art. 385 c.p. al solo allontanamento che si protragga per più di dodici ore, come stabilito dall'art. 47-sexies, comma 2, della suddetta l. n. 354 del 1975, sul presupposto, di cui all'art. 47-quinquies, comma 1, della medesima legge, che non sussista un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti.

 

» Corte costituzionale, sentenza 22 maggio 2009, n. 160 - Illegittimità costituzionale degli artt. 27, comma 1, lett. l), p), t), punti 1 e 5, della l.r. Campania 30 gennaio 2008, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - legge finanziaria 2008) - Illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 20, comma 2, della l.r. Campania 27 febbraio 2007, n. 3 (Disciplina dei lavori pubblici, dei servizi e delle forniture in Campania) - Inammissibilità di altre questioni di legittimità costituzionale riguardanti la medesima l.r. n. 3/2007.

 

» Corte costituzionale, sentenza 8 maggio 2009, n. 151 - Illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 2, della l. 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), limitatamente alle parole «ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre» - Illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 3, della medesima legge, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, come stabilisce tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna - Manifesta inammissibilità di altre questioni di legittimità costituzionale riguardanti la medesima legge.

 

» Corte costituzionale, sentenza 30 aprile 2009, n. 123 - Illegittimità costituzionale dell'art. 245, comma 3, del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), nella parte in cui stabilisce che sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate le procedure di reclamo iniziate dopo l'entrata in vigore del codice, anche se riguardano misure cautelari concesse secondo le norme precedentemente in vigore.

 

» Corte costituzionale, sentenza 24 aprile 2009, n. 121 - Illegittimità costituzionale dell'art. 405, comma 1-bis, c.p.p., aggiunto dall'art. 3 della l. 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento).

 

» Corte costituzionale, sentenza 3 aprile 2009, n. 106 - Giudizi per conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato insorti tra il Presidente del Consiglio dei ministri, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, l'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del medesimo Tribunale, anche in funzione di Giudice dell'udienza preliminare, ed il Tribunale di Milano, Giudice monocratico della IV sezione penale, in relazione: ad atti compiuti nel corso delle indagini preliminari dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano sulla base di fonti di prova e in relazione a circostanze coperte dal segreto di Stato, concernenti il sequestro di persona in danno di Nasr Osama Mustafa Hassan, alias Abu Omar; alla richiesta di rinvio a giudizio emessa dalla medesima Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano in data 5 dicembre 2006; al conseguente decreto che dispone il giudizio adottato dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Milano in data 16 febbraio 2007; alle note del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 novembre 2005 n. USG/2.SP/1318/50/347, del 26 luglio 2006 n. USG/2.SP/813/50/347 e del 5 giugno 2007 ed alla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 luglio 1985 n. 2001.5/707; alle ordinanze del Tribunale di Milano, Giudice monocratico della IV sezione penale, emesse in data 19 marzo 2008 e 14 maggio 2008; alle note del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 novembre 2008 n. USG/2.SP/556/50/347 e n. USG/2.SP/557/50/347 e del 6 ottobre 2008 n. 6000.1/42025/GAB, giudizi promossi con ricorsi del Presidente del Consiglio dei ministri (ricorsi nn. 2 e 3 del 2007), della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano (ricorso n. 6 del 2007), del Presidente del Consiglio dei ministri (ricorso n. 14 del 2008) e del Tribunale di Milano, Giudice monocratico della IV sezione penale (ricorso n. 20 del 2008) - Accoglie parzialmente i ricorsi n. 2 e n. 3 del 2007 proposti dal Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano e del Giudice per le indagini preliminari del medesimo Tribunale, anche in funzione di Giudice dell'udienza preliminare, e, per l'effetto, dichiara che non spettava alle predette Autorità giudiziarie porre a fondamento, rispettivamente, della richiesta di rinvio a giudizio e del decreto che dispone il giudizio, emessi nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili del sequestro di persona ai danni di Nasr Osama Mustafa Hassan, alias Abu Omar, i documenti acquisiti all'esito della perquisizione eseguita il 5 luglio 2006 e successivamente trasmessi all'Autorità giudiziaria, con parziali omissioni relative a dati coperti da segreto di Stato, nonché la richiesta di svolgimento dell'incidente probatorio, e con essa sia l'ordinanza che lo ha disposto sia il relativo verbale di acquisizione della prova del 30 settembre 2006, annullando, per l'effetto, tali atti processuali nelle corrispondenti parti - Accoglie parzialmente il ricorso n. 14 del 2008 proposto dal Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti del Giudice monocratico della IV sezione penale del Tribunale di Milano, limitatamente all'ordinanza del 14 maggio 2008, dichiarando che non spettava al Giudice predetto ammettere le prove ivi indicate - Respinge il ricorso n. 20 del 2008 proposto dal Giudice monocratico della IV sezione penale del Tribunale di Milano nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, dichiarando che spettava a quest'ultimo emettere sia la nota 6 ottobre 2008 (n. 6000.1/42025/GAB) sia le due note 15 novembre 2008 (n. USG/2.SP/556/50/347 e n. USG/2.SP/557/50/347) - Dichiara inammissibili gli altri ricorsi.

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 marzo 2009, n. 87 - Illegittimità costituzionale degli artt. 34, secondo comma, della l. 27 aprile 1982, n. 186 (Ordinamento della giurisdizione amministrativa e del personale di segreteria ed ausiliario del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali) e 10, comma 9, della l. 13 aprile 1988, n. 117 (Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati), nella parte in cui escludono che il magistrato amministrativo o contabile, sottoposto a procedimento disciplinare, possa farsi assistere da un avvocato.

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 marzo 2009, n. 86 - Illegittimità costituzionale dell'art. 85, primo comma, n. 2, del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella parte in cui, nel disporre che, nel caso di infortunio mortale dell'assicurato, agli orfani di entrambi i genitori spetta il quaranta per cento della rendita, esclude che essa spetti nella stessa misura anche all'orfano di un solo genitore naturale - Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 85, primo comma, n. 1, del citato d.P.R. n. 1124 del 1965, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 10, 11, 30, 31, 38 e 117 Cost. e degli artt. 12 e 13 del Trattato CE, dal Tribunale di Milano.

 

» Corte costituzionale, sentenza 20 marzo 2009, n. 75 - Illegittimità costituzionale dell'art. 384, secondo comma, c.p., nella parte in cui non prevede l'esclusione della punibilità per false o reticenti informazioni assunte dalla polizia giudiziaria, fornite da chi non avrebbe potuto essere obbligato a renderle o comunque a rispondere in quanto persona indagata per reato probatoriamente collegato - a norma dell'art. 371, comma 2, lett. b), c.p.p. - a quello, commesso da altri, cui le dichiarazioni stesse si riferiscono.

 

» Corte costituzionale, sentenza 13 marzo 2009, n. 69 - Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della proposta di revoca del Consigliere di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., Prof. Angelo Maria Petroni, presentata dal Ministro dell'economia e delle finanze, anche d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri, in data 11 maggio 2007, e di tutti gli atti ad essa connessi e conseguenti, promosso dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Non spetta al Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri, richiedere e votare nell'Assemblea degli azionisti della RAI - Radio Televisione Italiana S.p.a., la revoca di un consigliere di amministrazione in assenza di previa deliberazione adottata dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Annullamento di vari atti.

 

» Corte costituzionale, sentenza 5 marzo 2009, n. 62 - Illegittimità costituzionale dell'art. 75 della l. 31 luglio 1954, n. 599 (Stato dei sottufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica), limitatamente alle parole «e, soltanto in casi di particolare gravità, anche a sfavore».

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 febbraio 2009, n. 56 - Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 1 del d.l. 21 giugno 1961, n. 498 (Norme per la sistemazione di talune situazioni dipendenti da mancato o irregolare funzionamento degli Uffici finanziari), convertito, con modificazioni, dalla l. 28 luglio 1961, n. 770, quale sostituito dall'art. 1 della l. 25 ottobre 1985, n. 592 (Modifiche alle norme sulla proroga dei termini di prescrizione e di decadenza per il mancato o irregolare funzionamento degli uffici finanziari), e dell'art. 3 del medesimo d.l. n. 498 del 1961, quale sostituito dall'art. 33 della l. 18 febbraio 1999, n. 28 (Disposizioni in materia tributaria, di funzionamento dell'Amministrazione finanziaria e di revisione generale del catasto), sollevate, in riferimento agli artt. 24 e 111, secondo comma, Cost., dalla Corte di cassazione.

 

» Corte costituzionale, sentenza 27 febbraio 2009, n. 55 - Illegittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1076, della l. 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007) e 1, comma 9-bis, del d.l. 18 maggio 2006, n. 181 (Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri), convertito con modificazioni dalla l. 17 luglio 2006, n. 233, nella parte in cui dispongono la sostituzione automatica di tutti i «commissari monocratici» dei consorzi agrari in stato di liquidazione, in carica alla data di entrata in vigore della l. n. 233 del 2006, con altri «commissari monocratici».

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 febbraio 2009, n. 28 - Illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, della l. 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni), nella parte in cui non prevede che i benefici riconosciuti dalla legge citata spettino anche ai soggetti che presentino danni irreversibili derivanti da epatite contratta a seguito di somministrazione di derivati del sangue.

 

» Corte costituzionale, sentenza 6 febbraio 2009, n. 27 - Illegittimità costituzionale dell'art. 60, comma 1, numero 9), del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), nella parte in cui prevede l'ineleggibilità dei direttori sanitari delle strutture convenzionate per i consigli del comune il cui territorio coincide con il territorio dell'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate o lo ricomprende, ovvero dei comuni che concorrono a costituire l'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate.

 

» Corte costituzionale, sentenza 30 gennaio 2009, n. 24 - Illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del d.l. 28 dicembre 2006, n. 300 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni diverse), convertito, con modificazioni, dalla l. 26 febbraio 2007, n. 17.

 

» Corte costituzionale, sentenza 30 gennaio 2009, n. 19 - Illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.

 

» Corte costituzionale, sentenza 23 gennaio 2009, n. 11 - Illegittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della l. 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001), e dell'art. 9, comma 1, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) - come modificato dall'art. 9, comma 1, della l. 30 luglio 2002, n. 189, e poi sostituito dall'art. 1, comma 1, del d.lgs. 8 gennaio 2007, n. 3 (Attuazione della direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo) - nella parte in cui escludono che la pensione di inabilità, di cui all'art. 12 della l. 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del d.l. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili), possa essere attribuita agli stranieri extracomunitari soltanto perché essi non risultano in possesso dei requisiti di reddito già stabiliti per la carta di soggiorno ed ora previsti, per effetto del d.lgs. n. 3 del 2007, per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo - Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della l. n. 388 del 2000 e dell'art. 9, comma 1, del d.lgs. n. 286 del 1998 - come modificato dall'art. 9, comma 1, della l. n. 189 del 2002 e poi sostituito dall'art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 3 del 2007 - sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 117, primo comma, Cost. e in relazione alla l. 11 febbraio 1980, n. 18 (Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili), dal Tribunale di Prato.

 

 

Corte di cassazione

 

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 19 dicembre 2009, n. 26806 - Gli amministratori di una società per azioni in mano pubblica possono essere chiamati a rispondere davanti alla Corte dei conti solamente dei danni arrecati in via diretta al socio pubblico (ad es., il danno all'immagine), non anche, invece, dei danni arrecati al patrimonio della società, per i quali ultimi gli unici rimedi esperibili sono quelli previsti dalle disposizioni del codice civile (azione sociale di responsabilità o azione dei creditori sociali).

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 10 dicembre 2009, n. 25824 - E' legittimo il provvedimento del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati che nega ad un proprio iscritto, sottoposto a procedimento disciplinare, il trasferimento ad altro Ordine.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 5 novembre 2009, n. 23477 - Al di fuori dell'ipotesi di connessione per pregiudizialità, disciplinata dall'art. 24 della l. n. 689 del 1981, qualora gli elementi di prova di un illecito amministrativo emergano dagli atti relativi alle indagini penali, il termine stabilito dall'art. 14 della citata legge per la notificazione della contestazione decorre dalla ricezione degli atti trasmessi dall'autorità giudiziaria all'autorità amministrativa.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 27 ottobre 2009, n. 22676 - Allorché l'ausiliario del traffico sia un dipendente comunale, il suo potere di prevenire ed accertare le infrazioni al codice della strada in materia di sosta, nell'ambito del territorio del Comune, non incontra il limite della soggezione delle aree a concessione di parcheggio, che invece caratterizza il corrispondente potere dei dipendenti della società o delle società concessionarie.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 12 ottobre 2009, n. 21589 - Nel caso in cui la parte abbia nominato un altro difensore in sostituzione di quello precedente presso il quale essa aveva eletto il proprio domicilio, quest'ultimo è tenuto a comunicare al nuovo difensore gli atti in relazione ai quali il domicilio era stato eletto, rientrando l'obbligo di informazione nel più generale dovere di diligenza professionale cui l'avvocato è tenuto verso il proprio cliente, anche in caso di rinuncia o revoca del mandato.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 28 agosto 2009, n. 18804 - In caso di reato commesso da un soggetto minore d'età, i genitori sono tenuti al risarcimento del relativo danno, allorché risulti che essi siano responsabili di gravi carenze educative, tenuto conto anche dei loro comportamenti personali e della loro presenza affettiva accanto al figlio, a fronte di circostanze che quest'ultimo può non essere in grado di capire e di affrontare in maniera equilibrata.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 20 luglio 2009, n. 16855 - In tema di IRAP, l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diversa dall'impresa commerciale costituisce, secondo l'interpretazione costituzionalmente orientata fornita dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 156 del 2001, presupposto dell'imposta soltanto qualora si tratti di attività autonomamente organizzata, e cioè quando il contribuente che eserciti attività di lavoro autonomo: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti le quantità che, secondo l'"id quod plerumque accidit", costituiscono nell'attualità il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività anche in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 22 giugno 2009, n. 14586 - In caso di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra fatto addebitato e recesso, viene in considerazione ogni comportamento che, per la sua gravità, sia suscettibile di scuotere la fiducia del datore di lavoro e di far ritenere che la continuazione del rapporto si risolva in un pregiudizio per gli scopi aziendali, essendo determinante, ai fini del giudizio di proporzionalità, l'influenza che sul rapporto di lavoro sia in grado di esercitare il comportamento del lavoratore che, per le sue concrete modalità e per il contesto di riferimento, appaia suscettibile di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento e denoti una scarsa inclinazione ad attuare diligentemente gli obblighi assunti, conformando il proprio comportamento ai canoni di buona fede e correttezza. Spetta al giudice di merito valutare la congruità della sanzione espulsiva non sulla base di una valutazione astratta del fatto addebitato, ma tenendo conto di ogni aspetto concreto della vicenda processuale che, alla luce di un apprezzamento unitario e sistematico, risulti sintomatico della sua gravità rispetto ad un'utile prosecuzione del rapporto di lavoro, assegnandosi a tal fine preminente rilievo alla configurazione che delle mancanze addebitate faccia la contrattazione collettiva, ma pure all'intensità dell'elemento intenzionale, al grado di affidamento richiesto dalle mansioni svolte dal dipendente, alle precedenti modalità di attuazione del rapporto (ed in specie alla sua durata e all'assenza di precedenti sanzioni), alla sua particolare natura e tipologia.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 giugno 2009, n. 14066 - Per stabilire in concreto l'esistenza di una giusta causa di licenziamento, che deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro ed in particolare di quello fiduciario, occorre valutare da un lato la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi ed all'intensità dell'elemento intenzionale, dall'altro la proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta, stabilendo se la lesione dell'elemento fiduciario su cui si basa la collaborazione del prestatore di lavoro sia in concreto tale da giustificare o meno la massima sanzione disciplinare; la valutazione della gravità dell'infrazione e della sua idoneità ad integrare giusta causa di licenziamento si risolve in un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito ed incensurabile in sede di legittimità, se congruamente motivato.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 11 giugno 2009, n. 13528 - E' nulla, per violazione del principio del contraddittorio e delle garanzie difensive (artt. 24 e 111 Cost.), la sentenza pronunciata all'esito di un giudizio nel quale il convenuto non abbia avuto la possibilità di costituirsi, a causa di un grave vizio della nota di iscrizione della causa a ruolo (nella specie: un errore materiale nell'indicazione del nome dell'attore, tale da non consentire al convenuto di rintracciare la causa, neppure attraverso un esame diligente dei registri di cancelleria).

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 11 giugno 2009, n. 13510 - E' nulla la notifica dell'avviso di accertamento effettuata presso l'indirizzo della casa coniugale del destinatario e ricevuta da persona qualificatasi come moglie convivente, ove risulti che nel frattempo era intervenuta la separazione personale dei coniugi e che il contribuente si era già trasferito altrove.

 

» Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 giugno 2009, n. 12814 - Nel caso di omessa o tardiva attuazione di una direttiva comunitaria, il diritto degli interessati al risarcimento del danno riveste natura extracontrattuale e si prescrive, pertanto, nel termine di cinque anni, i quali decorrono dal momento in cui è entrata in vigore la normativa di attuazione interna della direttiva stessa.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 11 maggio 2009, n. 10672 - Il preavviso di fermo amministrativo previsto dall'art. 86 del d.P.R. n. 602 del 1973, che riguardi una pretesa creditoria dell'ente pubblico di natura tributaria, è impugnabile innanzi al giudice tributario, in quanto atto funzionale, in una prospettiva di tutela del diritto di difesa del contribuente e del principio di buon andamento della pubblica amministrazione, a portare a conoscenza del medesimo contribuente, destinatario del provvedimento di fermo, una determinata pretesa tributaria rispetto alla quale sorge ex art. 100 c.p.c. l'interesse del contribuente alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 7 maggio 2009, n. 10493 - Nel caso di deterioramento, distruzione o sottrazione di cose portate in albergo, la colpa dell'albergatore - che ne giustifica l'obbligo risarcitorio pieno ex art. 1785-bis c.c. - dev'essere individuata tenendo conto che, in relazione alle attività di impresa, costituiscono colpa anche le carenze di carattere organizzativo che abbiano esposto i beni dei clienti a rischi ai quali non sarebbero stati esposti, ove l'imprenditore avesse affrontato i costi necessari a fornire uno standard di sicurezza più elevato, in relazione ai rischi ordinariamente prevedibili ed evitabili e tenuto conto della natura e del valore della prestazione alberghiera.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 17 aprile 2009, n. 9147 - Nel caso di omessa o tardiva attuazione di una direttiva comunitaria, il diritto degli interessati al risarcimento dei danni: a) riveste natura non già extracontrattuale, ma indennitaria per attività non antigiuridica dello Stato, derivando da una obbligazione "ex lege" di quest'ultimo; b) prescinde dalla sussistenza del dolo o della colpa; c) deve essere determinato in modo tale da assicurare un'idonea compensazione della perdita subita; d) è soggetto all'ordinario termine decennale di prescrizione.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 26 marzo 2009, n. 7419 - In materia di circolazione stradale, è nulla la sanzione amministrativa per violazione dei limiti di velocità, ove questa sia stata accertata mediante apparecchiature di controllo del traffico (autovelox) la cui presenza lungo la strada non era stata segnalata agli automobilisti (art. 4 d.l. 121/2002, conv. in l. 168/2002).

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 26 marzo 2009, n. 7388 - E' illegittima la sanzione amministrativa irrogata al conducente di un veicolo per l'attraversamento di un incrocio con semaforo rosso, allorché tale infrazione sia stata rilevata automaticamente tramite un'apparecchiatura "Photored", senza che sul posto fosse presente un agente di polizia municipale (fattispecie anteriore all'entrata in vigore della l. 214/2003).

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 13 marzo 2009, n. 6205 - Nel processo d'appello dinanzi al Tribunale in composizione monocratica, non può procedersi alla discussione orale della causa e alla successiva lettura del dispositivo della sentenza ex art. 281-sexies c.p.c., qualora una delle parti, all'udienza di discussione, richieda di disporre lo scambio delle comparse conclusionali ex art. 190 c.p.c., essendo in tal caso il giudice tenuto - in forza dell'art. 352, ultimo comma, c.p.c. - ad accogliere tale richiesta e a fissare una nuova udienza di discussione nel termine previsto dalla predetta norma; e ciò, a pena di nullità della sentenza per violazione del diritto di difesa.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 9 marzo 2009, n. 5621 - Le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità di tali aree, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell'area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu).

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 27 febbraio 2009, n. 4773 - L'ufficio dell'amministrazione finanziaria cui venga presentata una domanda di rimborso rispetto alla quale esso sia incompetente è tenuto a trasmettere la stessa a quello competente, in conformità alle regole di collaborazione tra organi della stessa amministrazione, configurandosi, in difetto, un silenzio-rifiuto del rimborso medesimo, impugnabile dinanzi alle commissioni tributarie.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 25 febbraio 2009, n. 4464 - Per effetto dell'art. 2 della l. 235/2000, il soggetto che ha provveduto al pagamento della cambiale o del vaglia cambiario protestati è titolare di un diritto soggettivo pieno ed incondizionato - azionabile dinanzi al giudice ordinario - ad ottenere la cancellazione del proprio nome dal registro informatico dei protesti.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 20 febbraio 2009, n. 4245 - La circostanza che il condominio sia un ente di gestione, sprovvisto di personalità giuridica, non comporta che, nel caso di polizza stipulata dal condominio in persona dell'amministratore, ciascun condomino possa sostituirsi all'amministratore stesso ed agire, nel proprio interesse, nei riguardi dell'assicuratore; la rappresentanza spetta, infatti, comunque all'amministratore ed il singolo condomino non può considerarsi singolarmente legittimato a rappresentare l'ente di gestione, contraente della polizza nell'interesse di tutti i partecipanti al condominio.

 

» Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 12 febbraio 2009, n. 3456 - In materia di contenzioso tributario, grava sull'Amministrazione finanziaria, e non già sul contribuente, l'onere di produrre in giudizio il processo verbale di constatazione richiamato nella motivazione dell'atto impositivo impugnato.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 11 febbraio 2009, n. 3340 - Quando un articolo di giornale relativo a cronaca giudiziaria è strutturato in termini tali da ingenerare l'impressione che un soggetto sia stato rinviato a giudizio per un reato, mentre questi è stato rinviato a giudizio per un altro reato, il solo fatto che il reato di cui si è ingenerata l'attribuzione sia punito con pena edittale meno grave di quello per cui sia avvenuto il rinvio a giudizio non basta ad escludere la configurabilità della diffamazione, quando l'articolo sia destinato - come nel caso di quotidiano - ad un pubblico di lettori generalista, che, dunque, non abbia necessariamente esperienza giuridica; ed invero, ad escludere eventualmente il carattere diffamatorio dell'articolo non può essere sufficiente il fatto che il delitto attribuito è meno grave di quello oggetto del rinvio, posto che la percezione di tale minore gravità, secondo il criterio della pena edittale, è possibile solo da parte degli addetti ai lavori, ma occorre che l'attribuzione sia percepita come meno grave dal comune lettore, che non conosce nemmeno che cosa si intenda per pena edittale e non necessariamente percepisce il disvalore di un fatto di reato piuttosto che di un altro sulla base della pena con cui è punito.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 27 gennaio 2009, n. 1957 - Il parcheggio di un'auto in un piazzale gestito da una ditta privata dà luogo ad un contratto atipico cui trovano applicazione le norme sul contratto di deposito, con conseguente responsabilità del gestore nel caso di furto del veicolo, la quale non è esclusa dall'esposizione di un cartello affisso all'ingresso del parcheggio, con cui la ditta rappresenta di non rispondere del furto totale o parziale delle auto, trattandosi di clausola di esclusione della responsabilità di carattere vessatorio, la quale è inefficace ove non sia stata approvata specificamente per iscritto.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 23 gennaio 2009, n. 1732 - Ai fini della domanda di equa riparazione per irragionevole durata del processo (artt. 2 e 4 l. 89/2001 e art. 6 C.e.d.u.), il giudizio di cognizione davanti al giudice amministrativo e quello conseguente di ottemperanza si configurano non già come fasi distinte di un unico iter procedimentale, senza soluzione di continuità, bensì come due procedimenti autonomi; con la conseguenza che il relativo termine decadenziale di sei mesi decorre dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato.

 

» Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 20 gennaio 2009, n. 1346 - Il termine biennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno prodotto da circolazione di veicoli, previsto dall'art. 2947, commi 2 e 3, c.c., non si applica quando, in relazione al fatto illecito costituente reato, da cui tale danno deriva, sia stato pronunciato decreto di archiviazione.

 

» Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 15 gennaio 2009, n. 814 - Non contrasta con l'ordine pubblico italiano, e perciò può essere dichiarata efficace nell'ordinamento della Repubblica, la sentenza ecclesiastica che dichiara la nullità di un matrimonio concordatario per esclusione del "bonum prolis", nell'ipotesi in cui tale intenzione sia stata manifestata da un coniuge ed accettata dall'altro.

 

» Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 14 gennaio 2009, n. 553 - Una volta che sia stata proposta domanda di risoluzione del contratto con risarcimento integrale del danno, non può ritenersi consentita la sua trasformazione in domanda di recesso con ritenzione della caparra, ponendosi le due azioni in un rapporto di incompatibilità strutturale e funzionale; e ciò perché altrimenti si vanificherebbe la funzione della caparra di consentire una liquidazione anticipata e convenzionale del danno, volta ad evitare l'instaurazione di un giudizio contenzioso, e si consentirebbe alla parte non inadempiente di "scommettere" puramente e semplicemente sul processo senza rischi di sorta.

 

» Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 13 gennaio 2009, n. 551 - Gli ausiliari del traffico in tanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada, in quanto dette violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa - di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico delle persone - dalla quale dipendono, ove l'ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano od in qualsiasi modo ostacolino o limitino; laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse - quale, nella specie, il posteggio su di un marciapiedi non funzionale al posteggio od alla manovra in un'area in concessione e neppure alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici - l'accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti di cui all'art. 12 c.d.s. e non anche dagli ausiliari del traffico.

 

 

Consiglio di Stato

 

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 19 ottobre 2009, n. 6394 - E' illegittima la delibera del consiglio comunale che nomina il difensore civico, la quale non sia stata preceduta dalla valutazione dei curricula di ciascuno dei candidati, così come previsto dalla normativa di riferimento.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 10 settembre 2009, n. 5447 - In materia di concorsi pubblici, è illegittima, perché inidonea ad esternare le ragioni che ne stanno alla base, la valutazione dei titoli del candidato espressa esclusivamente in forma numerica, ove l'amministrazione abbia stabilito criteri di massima estremamente generici, nei quali non siano individuabili precisi parametri di riferimento cui raccordare il punteggio assegnato.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 16 giugno 2009, n. 3897 - In tema di procedure di gara per l'affidamento di contratti pubblici, anche soggetti economici senza scopo di lucro, quali le fondazioni, possono soddisfare i necessari requisiti ed essere qualificati come "imprenditori", "fornitori" o "prestatori di servizi" ai sensi delle disposizioni vigenti in materia, attese la personalità giuridica che le fondazioni vantano e la loro capacità di esercitare anche attività di impresa, qualora funzionali ai loro scopi e sempre che quest'ultima possibilità trovi riscontro nella disciplina statutaria del singolo soggetto giuridico.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 giugno 2009, n. 3685 - In materia di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittimo il bando di gara che non riporta il relativo codice di identificazione (CIG), avendo la stazione appaltante omesso di richiedere l'accreditamento al sistema informativo dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

 

» Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 3 giugno 2009, n. 3404 - Nelle procedure di gara per l'affidamento di contratti pubblici, allorché l'aggiudicazione abbia luogo secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione di anomalia non può essere incorporata, attraverso l'adozione di formule matematiche, nell'operazione di attribuzione del punteggio alle singole offerte, ma deve essere sempre successiva a quest'ultima.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 7 aprile 2009, n. 2174 - Allorché sia prevista dalla legge, la partecipazione procedimentale di un ente esponenziale (nella specie: l'A.N.C.I.) è decisiva per ritenere che, in sede processuale, esso sia legittimato ad impugnare il provvedimento che si discosti dal contenuto dell'atto endoprocedimentale cui abbia dato il proprio consenso, ovvero assuma la qualità di controinteressato, se - al contrario - l'atto normativo finale abbia un contenuto conforme al condiviso atto endoprocedimentale e ne sia chiesto l'annullamento in sede giurisdizionale; nel qual caso, all'ente esponenziale va notificato il ricorso, quale titolare di un interesse opposto e speculare a quello fatto valere dal ricorrente.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 1° aprile 2009, n. 2077 - In materia di pubblico impiego, è illegittimo il bando di concorso che sia stato pubblicato unicamente sul bollettino ufficiale della Regione che lo bandisce, e non anche (sia pure soltanto nella forma dell'avviso) sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

 

» Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 31 marzo 2009, n. 1917 - La domanda di risarcimento del danno derivante da provvedimento non impugnato o tardivamente impugnato, pur essendo ammissibile, deve ritenersi infondata nel merito, in quanto la mancata impugnazione dell'atto fonte del danno consente a tale atto di operare in modo precettivo dettando la regola del caso concreto, autorizzando la produzione dei relativi effetti ed imponendone l'osservanza ai consociati ed impedisce così che il danno possa essere considerato ingiusto o illecita la condotta tenuta dall'Amministrazione in esecuzione dell'atto inoppugnato.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 marzo 2009, n. 1471 - E' legittima la sentenza che dispone la compensazione delle spese processuali per "giusti motivi", allorché questi, pur non essendo stati espressamente enunciati (così come dispone l'art. 92, comma 2, c.p.c., come sostituito dall'art. 2 della l. 28 dicembre 2005, n. 263), siano comunque desumibili dalla motivazione della pronuncia.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 9 marzo 2009, n. 1361 - Ai sensi del combinato disposto degli artt. 35, comma 1, del r.d. n. 1054/1924, dell'art. 6, n. 4, e dell'art. 17 del r.d. n. 642/1907, è inammissibile - in quanto nullo - il ricorso proposto al Consiglio di Stato dall'avvocato che non sia ammesso al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori; né tale inammissibilità può ritenersi sanata dalla costituzione in giudizio della parte resistente.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 3 febbraio 2009, n. 596 - E' legittimo il provvedimento col quale il Comune affida ad una sola società, appositamente costituita, il compito di gestire la raccolta e la successiva distribuzione delle merci all'interno del centro abitato (fattispecie relativa al Comune di Vicenza).

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 3 febbraio 2009, n. 591 - L'affidamento diretto di un servizio da parte di un ente pubblico ad una società da esso partecipata in tanto può ritenersi legittimo in quanto la proprietà pubblica dell'intero capitale sociale sussista nel momento genetico del rapporto, permanga per tutta la durata del rapporto stesso e sia garantita dalla previsione di appositi e stabili strumenti giuridici, come il divieto di cessione delle azioni a soggetti privati.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 28 gennaio 2009, n. 466 - Nelle procedure di gara per l'aggiudicazione di contratti pubblici, ai fini della valutazione della congruità (e, quindi, dell'attendibilità) dell'offerta, è necessario che quest'ultima venga apprezzata non soltanto nei suoi singoli elementi, ma anche globalmente, non essendo determinante la tenuità dell'utile che il concorrente si prefigge di conseguire (sempreché un utile vi sia), dal momento che elementi rilevanti sono sia la certezza che l'offerta risulti seria, nel senso che il concorrente non abbia intenzione di trarre lucro dal futuro inadempimento delle obbligazioni contrattuali, sia i vantaggi indiretti che l'appalto può procurare in termini di prestigio, di entità del fatturato e di prequalificazione per i successivi appalti; con la conseguenza che la marginalità dell'utile, pur risultando da meri calcoli matematici, dev'essere sempre esplicitamente contestata all'impresa concorrente, allo scopo di consentire alla stessa di fornire giustificazioni che potrebbero dimostrare il bilanciamento tra l'utile esiguo e i vantaggi derivanti dall'aggiudicazione e dallo svolgimento del servizio.

 

» Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 21 gennaio 2009, n. 280 - In considerazione della specifica disciplina normativa vigente in materia, il provvedimento col quale il Sindaco dispone la revoca dell'incarico di assessore comunale non è subordinato alla previa comunicazione dell'avvio del procedimento, atteso che le prerogative della partecipazione possono essere invocate quando l'ordinamento prende in qualche modo in considerazione gli interessi privati in quanto ritenuti idonei ad incidere sull'esito finale per il migliore perseguimento dell'interesse pubblico, mentre tale partecipazione diventa indifferente in un contesto normativo nel quale la valutazione degli interessi coinvolti è rimessa in modo esclusivo al Sindaco, cui compete in via autonoma la scelta e la responsabilità della compagine di cui avvalersi per l'amministrazione del Comune nell'interesse della comunità locale, con sottoposizione del merito del relativo operato unicamente alla valutazione del consiglio comunale (fattispecie relativa alla revoca di Vittorio Sgarbi dalla carica di assessore del Comune di Milano).

 

 

Tribunali Amministrativi Regionali

 

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Reggio Calabria, sentenza 7 ottobre 2009, n. 629 - In presenza anche di un singolo episodio di goliardia o comunque di esuberanza tra compagni di scuola, è legittima una valutazione di sufficienza in condotta da parte dell'Autorità scolastica relativamente al suo autore, laddove l'episodio in questione possa ritenersi espressivo di un generale e più radicato atteggiamento vessatorio, che sia tale da costituire un ambiente sfavorevole per qualcuno dei compagni di classe, secondo il prudente apprezzamento dell'Autorità scolastica medesima, che è responsabile sia della valutazione educativa e pedagogica della rilevanza dei fatti, sia della conseguente e doverosa azione educativa cui è chiamata per correggere gli squilibri che l'hanno prodotta.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 15 settembre 2009, n. 8743 - E' illegittimo il provvedimento con cui l'Amministrazione bandisce un nuovo concorso, senza tener conto di una precedente graduatoria (relativa ad omologa selezione) ancora valida.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 12 settembre 2009, n. 8650 - I pazienti che versano in stato vegetativo permanente hanno il diritto di non essere sottoposti a determinate cure mediche, ove la loro volontà sia stata ricostruita in tal senso.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione IV quater, sentenza 17 luglio 2009, n. 7081 - E' legittimo il regolamento per la formazione continua degli avvocati adottato dal Consiglio nazionale forense.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II ter, sentenza 17 giugno 2009, n. 5748 - E' illegittima la clausola del bando di concorso la quale stabilisce l'esclusione del concorrente che abbia omesso di apporre la specifica dicitura ivi prevista sulla busta contenente la sua domanda di partecipazione.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, sezione II, sentenza 15 maggio 2009, n. 1420 - E' legittima l'ordinanza sindacale che impone al gestore di un pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande di adottare una serie di misure positive a tutela della pubblica incolumità e dell'ordine pubblico nell'area circostante l'esercizio medesimo (nella specie: dotare l'esercizio di "personale esterno, visibile ed identificabile come appartenente al locale, incaricato di invitare gli avventori a cessare condotte contrarie alla civile convivenza e ad allontanarsi dal locale avvertendo che, in caso contrario, sarà richiesto l'intervento delle Forze dell'ordine"; "utilizzare esclusivamente contenitori in plastica per le bevande, sia per la vendita da asporto che per la somministrazione ai tavoli, evitando assolutamente di consegnare al cliente bottiglie o bicchieri di vetro, lattine chiuse, bottiglie in plastica munite di tappo"; "garantire per tutto l'orario di apertura dell'esercizio la piena funzionalità e fruibilità dei servizi igienici a tutti coloro che ne avessero necessità"; "posizionare all'esterno dell'esercizio contenitori per i rifiuti in numero e capacità sufficienti, garantendo in ogni caso il mantenimento della pulizia e del decoro dell'area circostante l'esercizio medesimo").

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione I, sentenza 29 aprile 2009, n. 4454 - E' illegittimo il provvedimento col quale la Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura ha disposto il trasferimento d'ufficio della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Milano, «per la situazione di incompatibilità determinatasi a seguito delle dichiarazioni rese dalla stessa in trasmissioni televisive o alla stampa in ordine all'esistenza di poteri forti che, anche per il tramite di soggetti istituzionali, avrebbero interferito sull'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali e dei rilievi mossi ai pubblici ministeri preposti alle indagini per la cosiddetta "scalata BNL", tesi a manifestare dapprima, allarme per un asserito "rallentamento delle indagini" e, poi, protesta per un supposto "insabbiamento in corso"».

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, sezione I, sentenza 10 aprile 2009, n. 1018 - La notifica di un atto processuale effettuata in proprio dall'avvocato (art. 3 l. 21 gennaio 1994, n. 53) si perfeziona, anche per il notificante, soltanto con la consegna del plico al destinatario da parte dell'agente postale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, sezione I, sentenza 9 aprile 2009, n. 986 - Il principio di pubblicità costituisce principio inderogabile in qualunque tipo di gara, ivi comprese quelle in economia, ed impone che il materiale documentario trovi correttamente ingresso con le garanzie della seduta pubblica; e ciò, anche in applicazione del più generale principio di imparzialità dell'azione amministrativa, rappresentando esso uno strumento di garanzia a tutela dei singoli partecipanti, affinché sia assicurato a tutti i concorrenti di assistere direttamente alla verifica di integrità dei documenti e all'identificazione del loro contenuto.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione III quater, sentenza 27 marzo 2009, n. 3232 - In materia di procedure di gara per l'affidamento di contratti pubblici, deve ritenersi inammissibile l'offerta economica che non sia stata sottoscritta in ogni suo foglio, ma soltanto sulla prima e sull'ultima pagina, essendo tale obbligo di sottoscrizione funzionale alla tutela della buona fede e dell'affidamento nella fase prenegoziale, in quanto costituisce l'indiretta dimostrazione della consapevolezza del concorrente sui singoli elementi che concorrono a formare la propria proposta contrattuale.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 3 febbraio 2009, n. 1021 - Va riconosciuto il diritto di accesso di un professionista alle dichiarazioni dei redditi presentate da un altro professionista, allorché tale documentazione sia necessaria (o comunque utile) al primo per calcolare con la maggior precisione possibile l'entità del suo credito nei confronti del secondo.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione III, sentenza 26 gennaio 2009, n. 214 - E' illegittimo il provvedimento col quale l'Amministrazione sanitaria rifiuta il ricovero, nelle proprie strutture, di un soggetto in stato vegetativo permanente, allorché tale ricovero sia preordinato alla successiva sospensione - autorizzata dal competente giudice su richiesta del tutore e del curatore speciale - del trattamento di sostegno vitale (idratazione ed alimentazione artificiale) cui il medesimo soggetto è sottoposto (fattispecie relativa alla vicenda di Eluana Englaro).

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, sezione I, sentenza 14 gennaio 2009, n. 82 - Il principio di pubblicità delle sedute di gara per la scelta del contraente è inderogabile per tutti i tipi di gara (ivi comprese quelle di carattere informale), almeno per quanto riguarda la fase di verifica dell'integrità dei plichi contenenti la documentazione amministrativa e l'offerta economica e di apertura dei plichi stessi, a pena di invalidità dell'intera procedura selettiva, compreso il provvedimento terminale di aggiudicazione, anche ove non sia comprovata l'effettiva lesione sofferta dai concorrenti, poiché il ridetto adempimento è predisposto a tutela non solo della "par condicio" ma anche dell'interesse pubblico alla trasparenza e all'imparzialità dell'azione amministrativa.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione II, sentenza 7 gennaio 2009, n. 22 - In base ad una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 24 della l. 241/1990 (come sostituito dall'art. 16, comma 1, della l. 11 febbraio 2005, n. 15), deve ritenersi che l'inaccessibilità agli atti del procedimento tributario, colà prevista, sia temporalmente limitata alla sola fase di pendenza del procedimento stesso, non rilevandosi esigenze di "segretezza" nella fase successiva, e cioè quella che concerne l'adozione dell'atto d'accertamento definitivo o di riscossione dei tributi da parte del Fisco.

 

» Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, Lecce, sezione II, sentenza 7 gennaio 2009, n. 10 - La pronuncia giurisdizionale che sospende in via cautelare un atto amministrativo di carattere negativo fa sorgere in capo alla Pubblica Amministrazione l'obbligo di riesaminare (c.d. "remand") la situazione controversa, regolandola nuovamente (sia pure a titolo provvisorio) in conformità al "dictum" del giudice, e cioè concedendo al ricorrente il richiesto provvedimento ampliativo, ovvero negandolo qualora sussistano altre legittime ragioni ostative non evidenziate in precedenza.

 

 

Corte di giustizia delle Comunità Europee

 

 

» Corte di giustizia delle Comunità Europee, Terza Sezione, sentenza 26 marzo 2009 - La Repubblica italiana, avendo adottato le disposizioni di cui all'art. 1, comma 2, del d.P.C.M. 10 giugno 2004, recante definizione dei criteri di esercizio dei poteri speciali, di cui all'art. 2 del d.l. 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modifiche, dalla l. 30 luglio 1994, n. 474, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza: a) degli artt. 43 CE e 56 CE, nella misura in cui dette disposizioni si applicano ai poteri speciali previsti dall'art. 2, comma 1, lett. a) e b), del predetto d.l., come modificato dalla l. 24 dicembre 2003, n. 350, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004); b) dell'art. 43 CE, nella misura in cui dette disposizioni si applicano al potere speciale previsto dal citato art. 2, comma 1, lett. c).

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