Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana
Sentenza 15 ottobre 2021, n. 856

Presidente: De Nictolis - Estensore: Caponigro

Visto che questo Consiglio di Giustizia Amministrativa, con l'ordinanza n. 798 del 24 settembre 2020, ha così statuito:

«Rilevato che dalla produzione documentale della parte appellante effettuata il 1° settembre 2020 si evince che il Tribunale di Caltanissetta - Sezione Fallimentare, pronunciando con il proprio decreto del precedente 4 agosto sul ricorso ex art. 161, comma 6, l.f. depositato il 28 luglio 2020 dall'appellante medesima, ha disposto la sua ammissione alla procedura di concordato preventivo di cui alla norma citata, assegnando alla stessa ricorrente il termine di giorni centoventi, a decorrere dalla data del 1° settembre 2020, per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione di cui ai commi secondo e terzo dell'art. 161 l.f., ovvero della domanda ai sensi dell'art. 182-bis l.f., e nominandole il Commissario giudiziale;

Osservato che l'art. 168 della stessa fonte normativa ("Effetti della presentazione del ricorso") stabilisce che "Dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore [al decreto] non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore";

Considerato che, per quanto non sia stata tempestivamente documentata per tabulas dall'appellante anche la circostanza dell'avvenuta pubblicazione del suo ricorso per il concordato preventivo, i fatti che il relativo onere gravi sul cancelliere (chiamato ad adempiervi dall'art. 161, ultimo comma, entro il giorno successivo al deposito in cancelleria della domanda di concordato), e che il ricorso sia stato accolto, possono ben far presumere che la citata formalità sia stata regolarmente adempiuta dalla cancelleria;

Ritenuto, pertanto, che deve ritenersi allo stato operante il divieto imposto ai creditori dall'art. 168 cit. di "iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore", con la conseguente temporanea inibitoria anche dell'ulteriore corso dell'azione di ottemperanza proposta dall'attuale appellata, e pertanto, di riflesso, dell'operatività del commissario ad acta nominato a suo tempo in tale ambito;

Rilevato peraltro che, poiché il Tribunale di Caltanissetta - Sezione Fallimentare, con il proprio decreto, nel disporre l'ammissione dell'appellante alla procedura di concordato preventivo le ha assegnato il termine di giorni centoventi per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione indicatevi, il presente giudizio deve essere rinviato al fine di verificare, attraverso la collaborazione istruttoria della parte più diligente, che l'appellante si renda effettivamente ottemperante all'onere impostole dalla Sezione Fallimentare del Tribunale, e pertanto possa essere confermata anche nel prosieguo l'operatività del divieto imposto ai creditori dall'art. 168 cit.»;

Visto che, con la detta ordinanza, questo Consiglio - rilevata la pendenza a carico dell'appellante di una procedura di concordato preventivo, con il conseguente divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - ha posto a carico delle parti l'onere istruttorio indicato in motivazione, il quale non risulta adempiuto;

Rilevato che, con nota del 23 marzo 2021, il difensore della Oikos s.p.a. ha dichiarato che "il credito oggetto della presente procedura è stato corrisposto dalla debitrice, motivo per cui si chiede dichiararsi l'improcedibilità del giudizio per la cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese tra le parti";

Rilevato, che, con l'ordinanza n. 334 del 19 aprile 2021, questo Consiglio di Giustizia Amministrativa - considerato "che nulla in proposito è stato dichiarato dalla appellante e che nessuna documentazione è stata allegata dalla appellata alla propria dichiarazione" - ha ritenuto necessario "al fine di accertare l'eventuale improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorso proposto in primo grado dalla Oikos s.p.a., che determinerebbe l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, che le parti attestino e documentino tale circostanza";

Rilevato che, in data 19 aprile 2021, la parte appellante ha depositato documentazione - vale a dire un contratto di transazione condizionato, sebbene privo delle firme delle parti, e la contabile di bonifico per euro 2.776.499,84 - da cui è possibile evincere la sopravvenuta carenza di interesse della Oikos al ricorso presentato in primo grado;

Considerato, infatti, che, nel giudizio amministrativo, il rapporto processuale rimane unitario nel corso dei due gradi di giudizio, per cui la sopravvenuta carenza o l'estinzione dell'interesse al ricorso di primo grado rilevano anche se si producono in grado di appello (cfr. C.G.A.R.S., 29 settembre 2021, n. 814; C.d.S., IV, 28 dicembre 2020, n. 8408; C.d.S., IV, 15 ottobre 2020, n. 6259; C.d.S., IV, 28 gennaio 2020, n. 698; C.d.S., IV, 17 giugno 2019, n. 4069; C.d.S., IV, 28 febbraio 2018, n. 1242; C.d.S., V, 11 ottobre 2017, n. 4699);

Ritenuto, di conseguenza, che, a seguito delle dette sopravvenienze di fatto e di diritto, il ricorso di primo grado proposto da Oikos deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con annullamento senza rinvio della sentenza di primo grado, come già prospettato nell'ordinanza di questo Consiglio n. 334 del 19 aprile 2021;

Ritenuto equo disporre la compensazione delle spese del doppio grado di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, definitivamente pronunciando sull'appello in epigrafe (R.G. n. 493 del 2020), dichiara improcedibile il ricorso di primo grado e, per l'effetto, annulla senza rinvio la sentenza impugnata.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

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