Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
Brescia, Sezione I
Sentenza 2 maggio 2022, n. 426

Presidente ed Estensore: Limongelli

FATTO E DIRITTO

1. La dottoressa Giuseppina B. ha partecipato alla procedura comparativa indetta dall'ASST Bergamo Ovest, con avviso pubblicato sul BURL in data 8 settembre 2021 e in G.U. il 12 ottobre 2021, per il conferimento dell'incarico quinquennale di direttore della struttura complessa "Cardiologia".

2. Il bando, dopo aver fissato i requisiti di partecipazione, ha previsto lo svolgimento della procedura in due fasi:

(i) una prima fase finalizzata all'individuazione di una terna di candidati idonei da parte di una commissione nominata dal Direttore generale e composta dal Direttore sanitario e da tre direttori di struttura complessa nella disciplina dell'incarico da conferire; selezione da operare sulla base del curriculum dei candidati (max 40 punti) e di un colloquio (max 60 punti) e da concludersi con l'individuazione dei tre candidati con i punteggi più alti;

(ii) una seconda fase affidata invece al Direttore generale e finalizzata alla scelta, nell'ambito della terna di cui sopra, del candidato da nominare; scelta da motivare analiticamente soltanto nel caso in cui fosse caduta su uno dei due candidati che non avessero conseguito il miglior punteggio.

3. All'esito della valutazione dei curricula e dell'espletamento dei colloqui, la Commissione esaminatrice ha composto la terna degli idonei nelle persone dei dottori Filippo O., Luigi F. e Mauro R.

3.1. Quindi, con deliberazione del Direttore generale n. 108 del 24 gennaio 2022, è stato individuato e dichiarato vincitore il dott. Filippo O., che è stato pertanto nominato Direttore della struttura complessa di Cardiologia.

4. Con ricorso notificato il 17 marzo 2022 e ritualmente depositato, la dottoressa B. ha impugnato gli atti della procedura comparativa - dall'avviso pubblico al provvedimento di nomina del vincitore - e ne ha chiesto l'annullamento sulla base dei seguenti motivi:

4.1. "Violazione di legge in relazione sia al bando di gara, sia alla normativa applicabile in materia e in particolare del d.P.R. n. 487 del 1994 - Eccesso di potere per sviamento e straripamento - Violazione dei principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento, in relazione alle modalità di effettuazione della prova orale - Illegittimità nella determinazione dei criteri di svolgimento della prova orale".

4.2. "Eccesso di potere per omessa concreta attuazione delle norme e dei protocolli per il contrasto della pandemia da Covid-19 - Nullità derivata di tutti gli atti della procedura concorsuale".

4.3. "Violazione di legge in relazione in particolare all'art. 12 del d.P.R. n. 487 del 1994 - Difetto di istruttoria - Eccesso di potere per sviamento e straripamento stante l'arbitraria e incongrua determinazione, da parte della Commissione, dei criteri e delle modalità di valutazione dei titoli dei ricorrenti".

Sulla base dei predetti motivi, la ricorrente ha chiesto l'annullamento dell'intera procedura di gara ovvero, in subordine, la riformulazione dei punteggi assegnati dalla commissione ai fini dell'inclusione della ricorrente nella terna dei candidati idonei alla nomina.

5. Per resistere al ricorso si sono costituiti, con atti separati, l'ASST Bergamo Ovest e la parte controinteressata dott. Filippo O., eccependo preliminarmente il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario e in subordine, nel merito, contestando la fondatezza e chiedendone il rigetto.

6. All'udienza camerale del 27 aprile 2022, dopo la discussione orale dei difensori delle parti, il Collegio ha trattenuto la causa in decisione riservandosi di definirla con sentenza in forma semplificata, sussistendone i presupposti di legge e datone avviso alle parti presenti.

7. È fondata l'eccezione di difetto di giurisdizione formulata dalle parti resistenti.

7.1. Secondo consolidati principi giurisprudenziali, "La selezione per l'affidamento dell'incarico di direttore di struttura sanitaria complessa non integra un concorso in senso tecnico, anche perché si articola secondo uno schema che non prevede lo svolgimento di prove selettive con formazione di graduatoria finale ed individuazione del candidato vincitore, ma soltanto la scelta di carattere essenzialmente fiduciario operata dal direttore generale della Azienda, nell'ambito di un elenco di soggetti ritenuti idonei da un'apposita Commissione sulla base di requisiti di professionalità e capacità manageriali; ne consegue che rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la procedura di selezione per l'affidamento dell'incarico di direttore di struttura complessa nonché la revoca dell'incarico (tra le tante, cfr. di recente C.d.S., Sez. III, 28 maggio 2021, n. 4107, e 18 aprile 2019, n. 2531; T.A.R. Cagliari, Sez. I, 11 ottobre 2021, n. 695; T.A.R. Potenza, Sez. I, 14 febbraio 2020, n. 146; T.A.R. Torino, Sez. I, 17 gennaio 2020, n. 43).

7.2. Sulla base di tale principi deve essere affermata la giurisdizione del giudice ordinario, non potendo essere condivisa la tesi sostenuta in udienza dalla difesa di parte ricorrente tesa a suddividere artificialmente l'unitaria procedura comparativa tra una prima fase (quella deputata alla selezione della terna dei candidati idonei) di natura prettamente concorsuale soggetta in quanto tale alla giurisdizione del giudice amministrativo, e una seconda fase (quella finalizzata alla scelta del candidato vincitore) di natura essenzialmente fiduciaria soggetta alla giurisdizione del giudice ordinario, venendo invece in considerazione una procedura di carattere unitario destinata a sfociare in una determinazione conclusiva di carattere prettamente fiduciario sottratta all'applicazione di principi rigidamente concorsuali basati sullo svolgimento di prove selettive e sulla formazione di una graduatoria conclusiva secondo criteri predeterminati.

7.3. Alla luce di tali considerazioni, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sussistendo sulla controversia in esame la giurisdizione del giudice ordinario, dinanzi al quale il processo potrà essere riproposto nelle forme e nei termini di rito.

7.4. Le spese di lite possono essere interamente compensate tra le parti, attesa la natura meramente processuale della presente decisione.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, nei sensi e per gli effetti precisati in motivazione.

Spese di lite compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

M. Bertolino (cur.)

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