Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania
Sezione V
Sentenza 4 giugno 2020, n. 2206

Presidente: Abbruzzese - Estensore: D'Alterio

FATTO E DIRITTO

1. Il Comune di Summonte, premesso di essere stato ammesso a diversi finanziamenti regionali nell'ambito del "POR Campania 2000-2006" e di aver ad oggi percepito solo parte degli importi riconosciuti, con il ricorso in esame lamenta l'illegittimità del silenzio serbato dalla Regione Campania in relazione alle plurime diffide stragiudiziali di pagamento notificate al riguardo.

1.1. Precisa l'ente ricorrente di aver da ultimo, in data 10 e 11 aprile 2019, sollecitato invano l'erogazione dei saldi non ancora corrisposti, segnatamente per i seguenti importi:

- euro 9.258,50 in relazione al finanziamento di euro 134.649,60 di cui alla "Misura 1.7 per la realizzazione di un'isola ecologica", giusta ordinanze del Commissario delegato emergenza rifiuti nn. 310/2006 e 116/2008;

- euro 19.849,63 per il finanziamento di euro 396.989,20 di cui alla "Misura 1.9 Parco del Partenio - Intervento I 019 SMM Ampliamento del Recupero dell'Area Castellare del Borgo Medioevale", come da decreto di finanziamento n. 19/2005.

1.2. Deducendo con un unico articolato motivo la violazione, tra l'altro, degli artt. 2, 2-bis e 3 della l. 7 agosto 1990, n. 241, per mancata tempestiva conclusione del procedimento e mancata adozione di provvedimento espresso e motivato, nonché l'eccesso di potere sotto plurimi profili, il Comune di Summonte ha chiesto all'intestato Tribunale:

- di accertare l'illegittimità del silenzio-inadempimento sulle suddette istanza/diffide;

- di ordinare all'Amministrazione di provvedere in merito e di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, fissando il relativo termine;

- di nominare, fin da ora, in caso di inosservanza, il Commissario che provveda in via sostitutiva e a spese dell'Amministrazione.

2. Si è costituita l'Amministrazione resistente, eccependo in rito la tardività e comunque l'inammissibilità dell'azione avverso il silenzio, sia per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo sulla sottesa pretesa azionata che, in subordine, per non aver il ricorrente proposto l'azione di condanna tipizzata dagli artt. 29 e 30 c.p.a., in considerazione della natura di diritto soggettivo della pretesa.

3. Alla Camera di Consiglio del 26 maggio 2020 fissata per la trattazione, la causa è stata trattenuta in decisione.

4. Il ricorso è inammissibile.

4.1. Il Collegio intende richiamare il pacifico orientamento secondo cui il ricorso avverso il silenzio serbato su un'istanza dell'interessato, proposto ai sensi dell'art. 31 c.p.a., presuppone che il rapporto sostanziale riguardi l'esercizio di una potestà amministrativa e che la posizione tutelata afferisca a posizioni di interesse legittimo, mentre è inammissibile quando il giudice amministrativo è privo di giurisdizione in ordine al rapporto giuridico sottostante ovvero si verta nell'ambito di posizioni di diritto soggettivo (cfr. in termini T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, nn. 4006/2016 e 3738/2015).

4.2. Il silenzio-rifiuto, infatti, può formarsi esclusivamente in ordine all'inerzia dell'Amministrazione su una domanda intesa ad ottenere l'adozione di un provvedimento ad emanazione vincolata ma di contenuto discrezionale e, quindi, necessariamente incidente su posizioni di interesse legittimo, e non già nell'ipotesi in cui viene chiesto il soddisfacimento di posizioni aventi natura sostanziale di diritti (cfr., tra le tante, T.A.R. Lazio, sez. II, 9 gennaio 2014, n. 245; C.d.S., sez. IV, 10 marzo 2014, n. 1087; sez. VI, 7 gennaio 2014, n. 9; sez. V, 26 settembre 2013, n. 4793).

4.3. Nel caso di specie, invece, l'istanza del Comune rivolta a conseguire il saldo dei pagamenti dovuti in relazione ai concessi finanziamenti regionali non è diretta a sollecitare l'esercizio di una potestà pubblicistica autoritativa ma, piuttosto, a conseguire l'erogazione di una somma di denaro, che, all'evidenza, non richiede alcun apprezzamento discrezionale da parte dell'amministrazione, oramai vincolatasi all'elargizione in questione.

4.3.a. Sul punto rileva infatti la pacifica giurisprudenza (cfr. in termini C.G.A. Sicilia, sez. giurisd., 17 maggio 2018, n. 290) per cui in tema di sovvenzioni di denaro pubblico sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, in forza del criterio di riparto scandito dalla posizione giuridica soggettiva azionata, qualora la controversia abbia natura meramente patrimoniale e, più in particolare, allorquando si verta - analogamente al caso all'esame - sul mancato pagamento di somme già riconosciute e determinate da parte dell'ente erogatore, contestandosi il mero inadempimento di quest'ultimo alle obbligazioni pecuniarie assunte.

4.3.b. In tal caso, infatti, da un lato, l'amministrazione non esercita alcuna discrezionalità, non essendo investita di alcun potere autoritativo e, dall'altro, il soggetto già ammesso al finanziamento risulta titolare di un diritto soggettivo perfetto a ricevere il pagamento delle somme, che, in base al generale criterio di riparto della giurisdizione fondato sulla natura della situazione giuridica soggettiva, è tutelabile innanzi all'a.g.o. (cfr., in termini, T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 9 dicembre 2014, n. 6445; T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. II, 22 febbraio 2014, n. 1327 e sez. III, 10 dicembre 2013, n. 2411; T.A.R. Lazio, Roma, sez. II, 18 ottobre 2010, n. 32853; C.d.S., sez. IV, 27 febbraio 2008, n. 741).

5. In conclusione, attenendo il pronunciamento dell'intimata Amministrazione ad una posizione di diritto soggettivo perfetto, per sua natura conoscibile dal giudice ordinario e rispetto alla quale, per quanto esposto, non è attivabile il rimedio ex art. 31 e 117 del c.p.a., va dichiarata l'inammissibilità del ricorso.

6. In relazione alla natura in rito della pronuncia, sussistono giuste ragioni per compensare le spese di giudizio tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sede di Napoli, Sez. V, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

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