Procedura penale: è inammissibile il ricorso per cassazione contro la sentenza ex art. 599-bis c.p.p. col quale si deduca il difetto di motivazione sul mancato proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

In tema di concordato in appello, è inammissibile il ricorso per cassazione contro la sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. col quale si deduca il difetto di motivazione circa il mancato proscioglimento dell'imputato per una delle cause previste dall'art. 129 c.p.p. ► V. anche Cass. pen., sez. III, sent. n. 24670/2021, e sez. II, ord. n. 30990/2018, entrambe in questa Rivista.

Corte di cassazione, sezione VII penale, 6 aprile 2022, n. 16788 (dep. 29 aprile 2022)

Immigrazione: sul diniego di visto d'ingresso turistico decide il giudice amministrativo (anche se lo straniero è ospitato dal coniuge residente in Italia)

In tema di immigrazione, appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo la controversia riguardante il provvedimento di diniego di visto d'ingresso turistico, pur qualora lo straniero si giovi dell'ospitalità del coniuge residente in Italia.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 12 maggio 2022, n. 15089

Previdenza: al personale di volo della Ryanair non coperto da certificati E101 che in un giorno lavora per 45 minuti nella crew room presso l'aeroporto di Bergamo e per il tempo restante sugli aeromobili si applica la legislazione previdenziale italiana

L'art. 14, punto 2, lett. a), i), del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità, nella sua versione modificata e aggiornata dal regolamento (CE) n. 118/97 del Consiglio, del 2 dicembre 1996, come modificato dal regolamento (CE) n. 631/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, gli artt. 13, § 1, lett. a), e 87, § 8, del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, quale modificato dal regolamento (CE) n. 988/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, e successivamente dal regolamento (UE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, nonché l'art. 11, § 5, del regolamento n. 883/2004, come modificato dal regolamento n. 465/2012, devono essere interpretati nel senso che la normativa previdenziale applicabile al personale di volo di una compagnia aerea, stabilita in uno Stato membro, che non è coperto da certificati E101 e che lavora per un periodo di 45 minuti al giorno in un locale destinato ad accogliere l'equipaggio, denominato «crew room», di cui tale compagnia aerea dispone nel territorio di un altro Stato membro nel quale detto personale di volo risiede, e che, per il tempo lavorativo restante, si trova a bordo degli aeromobili di detta compagnia aerea, è la legislazione di quest'ultimo Stato membro (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di cassazione).

Corte di giustizia UE, settima sezione, 19 maggio 2022

Lavoro: è incostituzionale l'art. 18, comma 7, secondo periodo, l. 300/1970, là dove prevede che, ai fini della reintegrazione, l'insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo debba essere «manifesta»

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 18, comma 7, secondo periodo, della l. 20 maggio 1970, n. 300 («Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento»), come modificato dall'art. 1, comma 42, lett. b), della l. 28 giugno 2012, n. 92 («Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita»), limitatamente alla parola «manifesta».

Corte costituzionale, 19 maggio 2022, n. 125

Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale la normativa della Calabria sul compenso spettante ai commissari straordinari degli enti regionali

È incostituzionale - per violazione dell'art. 81 Cost. - la normativa della Regione Calabria (l. 17/2021) in materia di compenso spettante ai commissari straordinari degli enti regionali.

Corte costituzionale, 19 maggio 2022, n. 124

Edilizia e urbanistica: l'annullamento giurisdizionale del permesso di costruire rende abusivo l'intervento realizzato, imponendo al Comune l'adozione dei provvedimenti consequenziali

In tema di edilizia e urbanistica, l'annullamento giurisdizionale del permesso di costruire (anche in sanatoria) rende abusivo l'intervento realizzato, con conseguente obbligo per il Comune di adottare i provvedimenti di cui all'art. 31 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»] (accoglie il ricorso per l'ottemperanza di un decreto del Presidente della Repubblica reso in sede di ricorso straordinario).

Consiglio di Stato, sezione VI, 13 maggio 2022, n. 3783

Appalti pubblici: il divieto di commistione tra offerta tecnica e offerta economica opera solo quando la conoscenza anticipata di un elemento della seconda può compromettere l'imparzialità valutativa della commissione giudicatrice

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il divieto di commistione tra offerta tecnica e offerta economica va inteso in senso non già assoluto, bensì relativo, dovendosi verificare se, nel caso concreto, la conoscenza anticipata di un elemento della seconda sia idonea, anche solo potenzialmente, a compromettere l'imparzialità valutativa della commissione giudicatrice; onde l'offerta tecnica ben può contenere quegli elementi di natura economica che si rendano necessari allo scopo di rappresentare le soluzioni realizzative dell'opera o del servizio oggetto dell'appalto, purché essi non facciano parte dell'offerta economica (come i prezzi a base di gara, i prezzi di listini ufficiali, i costi o i prezzi di mercato), oppure siano elementi isolati e del tutto marginali dell'offerta economica che non consentono in alcun modo di ricostruirla nel suo complesso, oppure ancora consistano nell'assunzione di costi di prestazioni diverse da quelle apprezzate nell'offerta economica, anche se comunque da rendere a terzi in base al capitolato e remunerate dalla stazione appaltante (conferma TAR Lazio, sez. II, sent. n. 3062/2021). ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 1785/2022, 6308/2020 e 2732/2020; TAR Toscana, sez. I, sent. n. 612/2022; TAR Lombardia, sez. I, sent. n. 752/2022.

Consiglio di Stato, sezione V, 11 maggio 2022, n. 3725

Processo amministrativo: la cessazione della materia del contendere preclude al giudice di pronunciarsi sulla giurisdizione

Nel processo amministrativo, il verificarsi di un evento che determina la cessazione della materia del contendere (art. 34, comma 5, c.p.a.) preclude al giudice di pronunciarsi sulla giurisdizione (annulla senza rinvio TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 690/2017, e dichiara la cessazione della materia del contendere).

Consiglio di Stato, sezione VII, 10 maggio 2022, n. 3671

Immigrazione: il procedimento di emersione dal lavoro irregolare deve concludersi entro 180 giorni

Al procedimento di emersione dal lavoro irregolare, di cui all'art. 103, comma 1, del d.l. 19 maggio 2020, n. 34 («Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19»), convertito, con modificazioni, nella l. 17 luglio 2020, n. 77, si applica il termine di durata massima di centottanta giorni (conferma, con diversa motivazione, TAR Lombardia, sez. III, sent. n. 2497/2021). ► V. anche TAR Lombardia, Brescia, sez. II, sent. n. 225/2022, e Milano, sez. III, sent. n. 2145/2021, entrambe in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione III, 9 maggio 2022, n. 3578

Tutela dei consumatori: la normativa italiana che preclude al giudice dell'esecuzione il controllo sul carattere abusivo delle clausole contenute in un contratto alla base di un decreto ingiuntivo inopposto viola il diritto UE

Gli artt. 6, § 1, e 7, § 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale (come quella italiana) la quale prevede che, qualora un decreto ingiuntivo emesso da un giudice su domanda di un creditore non sia stato oggetto di opposizione proposta dal debitore, il giudice dell'esecuzione non possa - per il motivo che l'autorità di cosa giudicata di tale decreto ingiuntivo copre implicitamente la validità delle clausole del contratto che ne è alla base, escludendo qualsiasi esame della loro validità - successivamente controllare l'eventuale carattere abusivo di tali clausole. La circostanza che, alla data in cui il decreto ingiuntivo è divenuto definitivo, il debitore ignorava di poter essere qualificato come «consumatore» ai sensi di tale direttiva è irrilevante a tale riguardo (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Tribunale di Milano).

Corte di giustizia UE, grande sezione, 17 maggio 2022

Bilancio e contabilità pubblica: sono incostituzionali i commi 562 e 606 dell'art. 1 della l. 178/2020, là dove non prevedono alcun coinvolgimento delle Regioni in sede di riparto delle risorse finanziarie a favore di sport e turismo (commi 561 e 605)

Sono incostituzionali - per violazione degli artt. 117, commi terzo e quarto, 118, 119 e 120 Cost. - i commi 562 e 606 dell'art. 1 della l. 30 dicembre 2020, n. 178 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023»), là dove, rispettivamente, non prevedono che: a) il decreto dell'autorità di governo competente in materia di sport, che individua i criteri di gestione delle risorse del fondo istituito «[a]l fine di potenziare l'attività sportiva di base nei territori per tutte le fasce della popolazione e di ottimizzare gli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria attraverso l'esercizio fisico» (comma 561), sia adottato previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni; b) il Ministro per le politiche giovanili e lo sport definisca, con proprio decreto, le modalità di riparto delle risorse del fondo istituito «[a]l fine di valorizzare e promuovere il territorio italiano», attraverso «l'organizzazione di gare sportive atletiche, ciclistiche e automobilistiche di rilievo internazionale che si svolgano nel territorio di almeno due regioni» (comma 605), previa intesa con le Regioni e le Province autonome interessate.

Corte costituzionale, 17 maggio 2022, n. 123

Giurisdizione: sulla gestione dei fondi pubblici erogati ai gruppi partitici dei Consigli regionali decide la Corte dei conti

Ai sensi dell'art. 11, comma 6, lett. d), c.g.c., appartengono alla giurisdizione esclusiva delle Sezioni riunite della Corte dei conti, in speciale composizione e in unico grado, le controversie in materia di rendiconti dei gruppi partitici dei Consigli regionali. ► V. anche, in questa Rivista: Corte cost., sentt. nn. 104/2016 e 235/2015; Cass. civ., sez. un., ordd. nn. 10768/2019, 1034/2019 e 23257/2014; Corte conti, s.g. appello Sicilia, sent. n. 199/2017.

TAR Lombardia, sezione I, 11 maggio 2022, n. 1088

Appalti pubblici: è legittima l'esclusione dalla gara dell'affittuario di ramo d'azienda per le irregolarità fiscali e contributive dell'affittante, se non c'è discontinuità fra le due gestioni

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è legittimo il provvedimento della stazione appaltante che esclude dalla gara l'affittuario di ramo d'azienda a motivo della situazione di irregolarità fiscale e contributiva in cui versa l'affittante, salvo che il primo fornisca prova di una completa cesura tra le due gestioni. ► V. anche CdS, sez. V, sent. n. 1973/2022, e sez. III, sent. n. 3331/2019, entrambe in questa Rivista.

TAR Lombardia, sezione IV, 9 maggio 2022, n. 1059

Appalti pubblici: il divieto di commistione tra offerta tecnica e offerta economica non va inteso in senso assoluto

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il divieto di commistione tra offerta tecnica e offerta economica va inteso non già in senso assoluto, al punto da impedire ogni possibile interferenza fra gli elementi dell'una e dell'altra (non essendo ciò previsto da alcuna disposizione di legge), bensì in senso relativo, alla luce del caso concreto; sicché esso, ove non sia stabilito in maniera espressa dalla disciplina di gara, opera solo quando esista l'effettivo pericolo di compromissione della garanzia di imparzialità della valutazione, il che accade unicamente nel caso in cui concorrano elementi di giudizio a carattere discrezionale (inerenti ai profili tecnici e qualitativi della proposta negoziale articolata dagli operatori economici in concorrenza) ed elementi di giudizio a rilevanza obiettiva e automatica (quali sono quelli della componente economica dell'offerta). ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 1785/2022, 6308/2020 e 2732/2020; TAR Lombardia, sez. I, sent. n. 752/2022.

TAR Toscana, sezione I, 5 maggio 2022, n. 612

Appalti pubblici: legittimo l'operato della commissione giudicatrice che dispone ex officio la rettifica dell'errore materiale contenuto nell'offerta economica, se questo è riconoscibile ictu oculi

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è legittimo l'operato della commissione giudicatrice che dispone ex officio la rettifica dell'errore materiale contenuto nell'offerta economica, ove questo emerga ictu oculi dalla lettura dello stesso atto e senza necessità di complesse indagini ricostruttive dell'effettiva volontà del concorrente. ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 3378/2022 e 5638/2021, e sez. III, sent. n. 1998/2020; TAR Lazio, sez. III, sent. n. 7416/2021.

TAR Valle d'Aosta, 3 maggio 2022, n. 25

Energia: è incostituzionale la normativa della Regione Basilicata in materia di autorizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia») - la normativa della Regione Basilicata (l. 30/2021) in materia di autorizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Corte costituzionale, 13 maggio 2022, n. 121

Espropriazione per pubblica utilità: è incostituzionale la normativa della Regione Puglia che, ai fini dell'indennizzo, considera edificabili tutti i terreni rientranti nel perimetro di determinate zone

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la normativa della Regione Puglia (l. 3/2005) in materia di espropriazione per pubblica utilità, là dove, ai soli fini dell'indennizzo, assegna indistintamente a tutti i terreni che rientrano nel perimetro di determinate zone il carattere dell'edificabilità legale, in contrasto con la legislazione urbanistica.

Corte costituzionale, 13 maggio 2022, n. 120

Giurisdizione: sul conferimento e sulla revoca dell'incarico di direttore di struttura sanitaria complessa decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il conferimento e la revoca dell'incarico di direttore di struttura sanitaria complessa, rivestendo tale incarico carattere essenzialmente fiduciario.

TAR Lombardia, Brescia, sezione I, 2 maggio 2022, n. 426

Accesso ai documenti amministrativi: la circostanza che sia in corso un'attività istruttoria non giustifica ex se il differimento dell'ostensione

In tema di accesso ai documenti amministrativi, la circostanza che sia in corso un'attività istruttoria non è di per sé idonea a giustificare il differimento dell'ostensione. ► V. anche TAR Lombardia, sez. II, sent. n. 1890/2021, in questa Rivista.

TAR Lazio, sezione II-bis, 28 aprile 2022, n. 5157

Appalti pubblici: se viene meno il requisito del controllo analogo, l'impresa che acquisisce un ente in house non può subentrare automaticamente a quest'ultimo nell'esecuzione del contratto di cui è affidatario

La direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE dev'essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa o a una prassi nazionale (come quella italiana) in forza della quale l'esecuzione di un appalto pubblico, aggiudicato inizialmente, senza gara, ad un ente in house, sul quale l'amministrazione aggiudicatrice esercitava, congiuntamente, un controllo analogo a quello che esercita sui propri servizi, sia proseguita automaticamente dall'operatore economico che ha acquisito detto ente, al termine di una procedura di gara, qualora detta amministrazione aggiudicatrice non disponga di un simile controllo su tale operatore e non detenga alcuna partecipazione nel suo capitale (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato).

Corte di giustizia UE, quarta sezione, 12 maggio 2022

F. Bartolini (cur.)

Codice amministrativo

La Tribuna, 2022

A. Turchi

Diritto tributario di famiglia

Giappichelli, 2022

A. Fiale

Manuale di diritto commerciale

Simone, 2022