Concorrenza e mercato: sono nulle, perché frutto di un'intesa vietata dalla normativa antitrust, le fideiussioni predisposte sulla base dello schema ABI

In tema di accertamento dell'esistenza di intese restrittive della concorrenza vietate dall'art. 2 della l. 10 ottobre 1990, n. 287 («Norme per la tutela della concorrenza e del mercato»), con particolare riguardo a clausole relative a contratti di fideiussione da parte delle banche, il provvedimento adottato dalla Banca d'Italia prima della modifica di cui all'art. 19, comma 11, della l. 28 dicembre 2005, n. 262 («Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari»), possiede, al pari di quelli emessi dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, un'elevata attitudine a provare la condotta anticoncorrenziale, indipendentemente dalle misure sanzionatorie che siano pronunciate; sicché il giudice del merito è tenuto, per un verso, ad apprezzarne il contenuto complessivo, senza poter limitare il suo esame a parti isolate di esso, e, per altro verso, a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidano con le condizioni oggetto dell'intesa restrittiva, non potendo attribuire rilievo decisivo all'attuazione, o non attuazione, della prescrizione contenuta nel provvedimento amministrativo con cui è stato imposto all'Associazione bancaria italiana (ABI) di estromettere le clausole vietate dallo schema contrattuale diffuso presso il sistema bancario (cfr. Cass. civ., sez. I, ord. n. 29810/2017, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione I civile, 22 maggio 2019, n. 13846

Processo civile: niente sospensione ex art. 75, comma 3, c.p.p. se il danneggiato agisce contro il danneggiante e l'assicurazione dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale in cui il danneggiante è imputato

In tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previsti dall'art. 75, comma 3, c.p.p. - i quali rispondono a finalità diverse da quella di preservare l'uniformità dei giudicati e richiedono che la sentenza che definisce il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente stabilito dagli artt. 651, 651-bis, 652 e 654 c.p.p. - vanno interpretati in senso restrittivo, di modo che la sospensione non si applica qualora il danneggiato proponga azione di danno nei confronti del danneggiante e dell'impresa assicuratrice della responsabilità civile dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 21 maggio 2019, n. 13661

Responsabilità civile della P.A.: l'Amministrazione risponde del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche se questi ha agito per fini personali o egoistici, purché sussista l'"occasionalità necessaria"

Lo Stato o l'ente pubblico risponde in sede civile del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni e agito per finalità esclusivamente personali o egoistiche ed estranee a quelle dell'amministrazione di appartenenza, purché la sua condotta sia legata da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni o i poteri che il dipendente esercita o di cui è titolare, nel senso che la condotta illecita dannosa - e, quale sua conseguenza, il danno ingiusto a terzi - non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata e in base a un giudizio controfattuale riferito al tempo della condotta, senza l'esercizio di quelle funzioni o di quei poteri che, per quanto deviato o abusivo o illecito, non ne integri uno sviluppo oggettivamente anomalo (fattispecie riguardante un cancelliere condannato per peculato, poiché appropriatosi delle somme giacenti su libretto di deposito giudiziario affidato alla sua custodia).

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 16 maggio 2019, n. 13246

Procedimento per decreto penale di condanna: non è incostituzionale il criterio di ragguaglio della pena pecuniaria sostitutiva previsto dall'art. 459, comma 1-bis, c.p.p.

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate, in riferimento agli artt. 3, 27 e 111 Cost., dal GIP del Tribunale di Termini Imerese e dal GIP del Tribunale di Macerata - dell'art. 459, comma 1-bis, c.p.p., introdotto dall'art. 1, comma 53, della l. 23 giugno 2017, n. 103 («Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario»), là dove prevede che il giudice, nel determinare l'ammontare della pena pecuniaria da irrogare in sostituzione di una pena detentiva, debba tener conto della condizione economica complessiva dell'imputato e del suo nucleo familiare, e che il valore giornaliero di ragguaglio sia non inferiore ad euro 75,00 e non superiore ad euro 225,00 per ogni giorno di pena detentiva.

Corte costituzionale, 21 giugno 2019, n. 155

Pubblico impiego: è incostituzionale la legge della Sardegna sul trattamento economico del personale non dirigente preposto al coordinamento delle «Unità di progetto»

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la legge della Regione autonoma Sardegna (n. 21/2018) che disciplina il trattamento economico del personale non dirigente preposto al coordinamento delle «Unità di progetto».

Corte costituzionale, 21 giugno 2019, n. 154

Acque pubbliche: è incostituzionale la normativa del Friuli-Venezia Giulia in materia di concessioni di derivazione d'acqua

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (n. 12/2018) la quale prevede che talune limitazioni alle nuove concessioni di derivazione d'acqua, contenute nelle norme di attuazione del piano regionale di tutela delle acque, non si applicano alle istanze di concessione presentate prima della data di approvazione di detto piano.

Corte costituzionale, 21 giugno 2019, n. 153

Assicurazione RC auto: la nozione di «circolazione dei veicoli» comprende il caso in cui un veicolo stazionato nel garage privato di un immobile abbia preso fuoco danneggiando tale immobile

L'art. 3, primo comma, della direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità, deve essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli», contemplata da tale disposizione, una situazione nella quale un veicolo parcheggiato in un garage privato di un immobile, utilizzato in conformità della sua funzione di mezzo di trasporto, abbia preso fuoco, provocando un incendio avente origine nel circuito elettrico del veicolo stesso, e abbia causato dei danni a tale immobile, malgrado il fatto che detto veicolo non fosse stato spostato da più di 24 ore prima del verificarsi dell'incendio.

Corte di giustizia UE, seconda sezione, 20 giugno 2019

Accesso ai documenti amministrativi: il creditore ha diritto di accedere ai dati personali (residenza e codice fiscale) dei consiglieri comunali che hanno approvato una data delibera e di coloro che hanno reso i relativi pareri

Il privato che ne faccia richiesta al dichiarato fine di tutelare i propri interessi in sede giurisdizionale ha diritto di accedere ai documenti contenenti i dati personali (residenza e codice fiscale) dei consiglieri comunali che hanno approvato una data delibera e dei soggetti che hanno reso i pareri ad essa relativi [nel caso di specie, la società ricorrente aveva formulato istanza di accesso a quei dati per far valere in un giudizio civile la responsabilità ex art. 191, comma 4, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»)].

TAR Liguria, sezione I, 7 giugno 2019, n. 511

Pubblica sicurezza: illegittime le "zone rosse" nella città di Firenze

È illegittimo il provvedimento del Prefetto di Firenze (9 aprile 2019) che vieta lo stazionamento in alcune zone della medesima città (cc.dd. "zone rosse") alle persone cui sia stata contestata la violazione della normativa sul commercio in area pubblica ovvero che siano state denunciate per i reati di percosse, lesioni personali, rissa, danneggiamento o spaccio di sostanze stupefacenti.

TAR Toscana, sezione II, 4 giugno 2019, n. 823

Giustizia costituzionale: sono inammissibili le impugnative incidentali basate su una incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento

Sono inammissibili, poiché basate su una incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Liguria in riferimento agli artt. 3 e 97, primo comma, Cost. - dell'art. 17 del d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271 («Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale»), in tema di rapporto tra processo penale e procedimento disciplinare nei confronti degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria.

Corte costituzionale, 19 giugno 2019, n. 150

Cittadinanza: al titolare di permesso di soggiorno per attesa cittadinanza ex lege 379/2000 non è precluso lo svolgimento di un'attività lavorativa

Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TRGA Trentino Alto-Adige, Trento, in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 1 della l. 14 dicembre 2000, n. 379 («Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all'Impero austro-ungarico e ai loro discendenti»), e dell'art. 6 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), poiché il giudice a quo ha omesso di saggiare la via dell'interpretazione conforme.

Corte costituzionale, 19 giugno 2019, n. 149

Acque pubbliche: è incostituzionale la legge del Friuli-Venezia Giulia che non consente la costruzione, all'interno della struttura degli argini dei corsi d'acqua, di manufatti per l'esercizio di concessioni di derivazione idroelettrica

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia») - la legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (n. 11/2015) che non consente la costruzione, all'interno della struttura degli argini dei corsi d'acqua, di manufatti per la realizzazione di impianti di produzione di energia idroelettrica compatibili con le esigenze di prevenzione dei rischi idrogeologici.

Corte costituzionale, 19 giugno 2019, n. 148

Ambiente: è incostituzionale la normativa della Valle d'Aosta in materia di VIA

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la normativa della Regione autonoma Valle d'Aosta (l. n. 3/2018) in materia di valutazione d'impatto ambientale (VIA).

Corte costituzionale, 19 giugno 2019, n. 147

Pubblico impiego: è incostituzionale la normativa della Campania sul trattamento economico accessorio del personale regionale

È incostituzionale - per violazione degli artt. 81, 97, primo comma, e 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la normativa della Regione Campania (ll. nn. 20/2002 e 25/2003) in materia di trattamento economico accessorio del personale regionale (questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Corte dei conti in sede di parificazione).

Corte costituzionale, 19 giugno 2019, n. 146

Appalti pubblici: la normativa italiana che impedisce all'Amministrazione di valutare l'affidabilità dell'impresa alla luce di una precedente risoluzione contrattuale su cui pende ricorso viola il diritto UE

L'art. 57, § 4, lett. c) e g), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, dev'essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale - come quella italiana - in forza della quale la contestazione in giudizio della decisione di risolvere un contratto di appalto pubblico, assunta da un'amministrazione aggiudicatrice per via di significative carenze verificatesi nella sua esecuzione, impedisce all'amministrazione aggiudicatrice che indice una nuova gara d'appalto di effettuare una qualsiasi valutazione, nella fase della selezione degli offerenti, sull'affidabilità dell'operatore cui la suddetta risoluzione si riferisce (questione pregiudiziale sollevata dal TAR Campania).

Corte di giustizia UE, quarta sezione, 19 giugno 2019

Espropriazione per pubblica utilità: l'acquisizione sanante determina l'improcedibilità delle domande restitutorie e risarcitorie proposte dal privato, salvo il giudicato

In tema di espropriazione per pubblica utilità, l'emanazione di un provvedimento amministrativo di acquisizione sanante ex art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 («Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità»), determina l'improcedibilità, per sopravvenuta carenza d'interesse, delle domande restitutorie e risarcitorie proposte dal privato, salvo che sulle stesse si sia già formato il giudicato (annulla senza rinvio TAR Basilicata, sent. n. 594/2016).

Consiglio di Stato, sezione IV, 10 giugno 2019, n. 3871

Appalti pubblici: il principio di rotazione vale per tutte le procedure "sotto soglia" (anche se c'è stata un'indagine di mercato)

Il principio di rotazione si applica a tutte le procedure per l'affidamento di contratti pubblici d'importo inferiore alla soglia comunitaria, comprese quelle negoziate, ancorché precedute dall'espletamento di un'indagine di mercato (conferma TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 1430/2018) (v. anche, in questa Rivista: C.d.S., sez. V, sent. n. 5854/2017, e sez. VI, sent. n. 4125/2017; TAR Lazio, sez. I, sentt. nn. 10016/2018 e 9268/2018, e sez. II, sent. n. 7062/2019).

Consiglio di Stato, sezione V, 6 giugno 2019, n. 3831

Concorsi pubblici: il giudizio negativo della prova orale va impugnato immediatamente, senza attendere la graduatoria finale

In tema di concorsi pubblici, il termine per impugnare il giudizio negativo assegnato dalla commissione esaminatrice alla prova orale decorre dalla data in cui tale giudizio è stato reso pubblico (nella specie, mediante affissione), trattandosi di atto immediatamente lesivo, e non già dalla data di pubblicazione della graduatoria finale (conferma TAR Molise, sent. n. 116/2008).

Consiglio di Stato, sezione V, 6 giugno 2019, n. 3829

Legge Mancino: chi fa il "saluto romano" durante una riunione del Consiglio comunale commette reato (e non può invocare la non punibilità per particolare tenuità del fatto)

Il gesto del "saluto romano" o "saluto fascista" costituisce manifestazione esteriore propria o usuale delle organizzazioni o associazioni o dei movimenti o gruppi di cui all'art. 3 della l. 13 ottobre 1975, n. 654 («Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966»), e, pertanto, integra il reato - di pericolo astratto - previsto dall'art. 2, comma 1, del d.l. 26 aprile 1993, n. 122 («Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa»), convertito, con modificazioni, dalla l. 25 giugno 1993, n. 205.

Corte di cassazione, sezione I penale, 27 marzo 2019, n. 21409

Reati tributari: il commercialista che appone un mendace visto di conformità (anche se "leggero") sulla dichiarazione del contribuente risponde del delitto ex art. 3 d.lgs. 74/2000

Il professionista che apponga un mendace visto di conformità - "leggero" o "pesante" - sulla dichiarazione del contribuente risponde del delitto di cui all'art. 3 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 («Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205»), trattandosi di mezzo fraudolento idoneo a ostacolare l'accertamento e a indurre in errore l'Amministrazione finanziaria.

Corte di cassazione, sezione III penale, 13 marzo 2019, n. 19672
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Pareri e atti svolti di diritto civile

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Il dibattimento penale

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