Circolazione stradale: sulle sanzioni amministrative per violazione del codice della strada decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario - con conseguente inammissibilità del ricorso ex artt. 31, commi 1, 2 e 3, e 117 c.p.a. - le controversie riguardanti l'irrogazione di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada (nella specie, ritiro della patente di guida e decurtazione del relativo punteggio).

TAR Basilicata, 3 ottobre 2019, n. 737

Appalti pubblici: l'ANAC deve motivare l'utilità delle singole notizie annotate nel casellario informatico

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'annotazione nel casellario informatico delle notizie riguardanti le imprese, ad opera dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), deve essere motivata riguardo sia alla intrinseca utilità sia alla coerenza con le finalità di tenuta del casellario, quali stabilite dalla legge (cfr. TAR Lazio, sez. I, sent. n. 8744/2019, in questa Rivista).

TAR Lazio, sezione I, 2 ottobre 2019, n. 11470

Accesso civico generalizzato: il Consiglio di Stato "bacchetta" il Ministero della salute e ribadisce il diritto della Coldiretti di conoscere i dati relativi all'importazione dall'estero di latte e di prodotti lattiero-caseari

È nullo, in quanto violativo del giudicato, il provvedimento del Ministero della salute (nota 15 aprile 2019, prot. n. 10549) inteso a dare esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato, sezione III, 6 marzo 2019, n. 1546 (in questa Rivista), concernente l'istanza di accesso civico generalizzato con cui la Confederazione Nazionale Coldiretti aveva richiesto l'ostensione dei dati relativi all'importazione dall'estero di latte e di prodotti lattiero-caseari.

Consiglio di Stato, sezione III, 9 ottobre 2019, n. 6897

Processo amministrativo: l'ordinanza emessa dal giudice dell'esecuzione civile ex art. 530 c.p.c. nell'ambito del procedimento disciplinato dalla "legge Pinto" costituisce titolo per l'azione di ottemperanza

Ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., l'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione civile ex art. 530 c.p.c., nell'ambito del procedimento di cui all'art. 5-quinquies della l. 24 marzo 2001, n. 89 («Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile»), ha valore di cosa giudicata ai fini della proposizione dell'azione di ottemperanza (riforma TAR Lazio, sez. I, sent. n. 11100/2017).

Consiglio di Stato, sezione IV, 9 ottobre 2019, n. 6889

Appalti pubblici: il Consiglio di Stato chiarisce la differenza tra soluzioni migliorative e varianti

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, allorquando si applichi il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, occorre distinguere fra soluzioni migliorative e varianti: le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara e oggetto di valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall'Amministrazione; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante la preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l'individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l'opera proposta dal concorrente costituisce un aliud - purtuttavia consentito - rispetto a quella prefigurata dall'Amministrazione (riforma in parte TAR Molise, sent. n. 93/2019).

Consiglio di Stato, sezione V, 8 ottobre 2019, n. 6793

Appalti pubblici: l'Amministrazione può valutare l'affidabilità dell'impresa anche alla luce di una precedente risoluzione contrattuale su cui pende ricorso

La circostanza che la decisione dell'Amministrazione di risolvere un contratto di appalto pubblico, a causa di significative carenze verificatesi nella sua esecuzione, sia stata contestata in giudizio dall'operatore economico interessato non preclude all'Amministrazione che indice una nuova gara di valutare l'affidabilità di tale operatore ai sensi dell'art. 80, comma 5, lett. c), del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici») (riforma TAR Lazio, Latina, sent. n. 136/2019) (cfr. CGUE, sez. IV, sent. 19 giugno 2019, in questa Rivista).

Consiglio di Stato, sezione VI, 7 ottobre 2019, n. 6763

Reati fallimentari: risponde di bancarotta fraudolenta per dissipazione il liquidatore che "svende" i beni della società

Risponde del reato di bancarotta fraudolenta per dissipazione il liquidatore della società (poi fallita) che ne venda i beni in maniera tale da porre in essere un'operazione priva ex ante di qualsivoglia grado di ragionevolezza rispetto al raggiungimento dello scopo liquidatorio, avendo la consapevolezza di diminuire il patrimonio sociale per fini estranei al proprio incarico.

Corte di cassazione, sezione V penale, 20 maggio 2019, n. 34812

Processo penale: ai fini del perfezionamento della notifica tramite PEC, il numero di copie dell'atto inviate al difensore è irrilevante

Il numero di copie di un atto inviate mediante posta elettronica certificata al difensore non è rilevante ai fini del perfezionamento della relativa notifica; e l'invio di un'unica copia non dà luogo ad alcuna irregolarità, ove risulti che l'atto è indirizzato al difensore sia in proprio sia nella qualità di domiciliatario.

Corte di cassazione, sezione V penale, 18 giugno 2019, n. 33508

Delitti contro l'eguaglianza: commette reato il parlamentare che durante un'intervista radiofonica proferisce frasi offensive nei confronti dei Rom

Non è incompatibile con l'art. 10 CEDU l'applicazione dell'aggravante ex art. 3, comma 1, della l. 25 giugno 1993, n. 205 («Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, recante misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa»), ora art. 604-ter c.p., in relazione al reato di cui all'art. 3, comma 1, lett. a), della l. 13 ottobre 1975, n. 654 («Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966»), ora art. 604-bis c.p. («Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa»), commesso da un parlamentare che, nel corso di un'intervista radiofonica, abbia utilizzato espressioni volgari e irridenti nei confronti di esponenti dell'etnia Rom, ripetutamente associati a una condizione di illegalità condivisa, per via genetica, dall'intero popolo, configurandosi nella specie una manifestazione d'odio funzionale alla compressione dei principi di eguaglianza e libertà rientrante fra quelle "ipotesi eccezionali" che, secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, giustificano l'ingerenza statuale punitiva nell'ambito della libertà di espressione.

Corte di cassazione, sezione V penale, 7 maggio 2019, n. 32862

Processo civile: la comunicazione tramite PEC del testo dell'ordinanza che dichiara inammissibile l'appello ex art. 348-bis c.p.c. fa decorrere il termine "breve" per il ricorso in Cassazione

La comunicazione mediante posta elettronica certificata, da parte della cancelleria, del testo dell'ordinanza dichiarativa dell'inammissibilità dell'appello ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c. è idonea a far decorrere il termine (c.d. breve) di sessanta giorni per la proposizione del ricorso per cassazione ex art. 348-ter, comma 3, c.p.c.

Corte di cassazione, sezione II civile, 4 ottobre 2019, n. 24853

Giurisdizione: è inammissibile il ricorso per cassazione ex art. 111, ultimo comma, Cost. avverso la sentenza del Consiglio di Stato che declina la giurisdizione sulla domanda di annullamento di una sanzione disciplinare sportiva

In tema di giurisdizione: 1) è inammissibile il ricorso per cassazione ex art. 111, ultimo comma, Cost. avverso la sentenza del Consiglio di Stato che affermi la giustiziabilità di una sanzione disciplinare sportiva dinanzi al giudice sportivo anziché a quello amministrativo, atteso che la giustiziabilità della pretesa dinanzi agli organi della giurisdizione statale costituisce una questione di merito e non di giurisdizione; 2) l'art. 1, comma 2, del d.l. 19 agosto 2003, n. 220 («Disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva»), convertito, con modificazioni, nella l. 17 ottobre 2003, n. 280, là dove esclude la tutela giurisdizionale di annullamento avverso le sanzioni disciplinari sportive, non si pone in contrasto né con la Costituzione né con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo né col diritto dell'Unione europea (cfr. Corte cost., sent. n. 160/2019, e Cass. civ., sez. un., sent. n. 28652/2018, entrambe in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 2 ottobre 2019, n. 24610

Giurisdizione: sulle sanzioni della Banca d'Italia per violazione delle norme che disciplinano l'esercizio dell'attività bancaria e creditizia decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le sanzioni amministrative irrogate dalla Banca d'Italia ai sensi dell'art. 145 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 («Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia»). Tale giurisdizione non è limitata al provvedimento amministrativo sanzionatorio, ma si estende ai relativi atti amministrativi e regolamentari presupposti.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 2 ottobre 2019, n. 24609

Fisco: è legittimo l'atto di accertamento basato soltanto sugli studi di settore, se il contribuente non fornisce elementi contrari né in sede precontenziosa né in sede contenziosa

In materia di accertamento del reddito d'impresa, qualora il contribuente, regolarmente invitato a prendere parte al contraddittorio precontenzioso, scelga di non avvalersi di tale facoltà, l'Amministrazione finanziaria può fondare il proprio accertamento anche esclusivamente sulle risultanze del confronto tra il reddito dichiarato e quello invece calcolato facendo applicazione degli studi di settore, salvo il diritto del medesimo contribuente di allegare e provare in sede contenziosa, anche per la prima volta, elementi idonei a vincere le presunzioni su cui l'accertamento tributario è fondato.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 30 settembre 2019, n. 24330

Mandato d'arresto europeo: se la procura dello Stato UE non è indipendente dal potere esecutivo, il MAE può essere trasmesso solo dopo la convalida di un giudice

La nozione di «mandato d'arresto europeo», di cui all'art. 1, § 1, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, deve essere interpretata nel senso che rientrano in tale nozione i mandati d'arresto europei emessi dalle procure di uno Stato membro, sebbene tali procure siano esposte al rischio di essere sottoposte, direttamente o indirettamente, a ordini o a istruzioni individuali da parte del potere esecutivo, come un Ministro della giustizia, nell'ambito dell'emissione di tali mandati d'arresto, purché detti mandati d'arresto siano obbligatoriamente oggetto, per poter essere trasmessi da dette procure, di una convalida da parte di un tribunale che controlli in modo indipendente e obiettivo, avendo accesso all'intero fascicolo penale in cui sono inseriti eventuali ordini o istruzioni individuali del potere esecutivo, le condizioni di emissione nonché la proporzionalità di tali mandati d'arresto, adottando così una decisione autonoma che conferisce loro forma definitiva (v. anche CGUE, grande sezione, sent. 27 maggio 2019, cause riunite C-508/18 e C-82/19 PPU, in questa Rivista).

Corte di giustizia UE, seconda sezione, 9 ottobre 2019

Responsabilità amministrativa: il danno erariale deve essere effettivo e attuale

Il danno erariale costituisce, nel contempo, elemento costitutivo dell'illecito contabile e presupposto della giurisdizione della Corte dei conti, alla quale non spetta alcuna funzione preventiva o deterrente. Tale danno, quindi, non può configurarsi come meramente ipotetico, eventuale o futuro, ma deve essere effettivo e attuale.

Corte dei conti, s.g. Umbria, 25 settembre 2019, n. 67

Diritto amministrativo: il provvedimento implicito ricorre solo quando la P.A., pur non adottando formalmente un provvedimento, ne determina i contenuti sostanziali attraverso una condotta univoca

Il provvedimento amministrativo implicito è configurabile solo quando l'Amministrazione, pur non adottando formalmente un provvedimento, ne determina in modo univoco i contenuti sostanziali attraverso un comportamento conseguente ovvero determinandosi in una direzione, anche con riferimento a fasi istruttorie coerentemente svolte, cui non può essere ricondotto altro volere che quello equivalente al contenuto del corrispondente provvedimento formale. Pertanto, affinché possa ravvisarsi un provvedimento implicito, è necessario che emerga senza alcun dubbio un collegamento biunivoco fra l'atto adottato o la condotta tenuta e la determinazione che da essi si pretende di ricavare, dimodoché quest'ultima sia l'unica conseguenza possibile della presupposta manifestazione di volontà.

TAR Piemonte, sezione II, 1° ottobre 2019, n. 1026

Pubblica Amministrazione: è legittimo l'avviso pubblico del MEF per il conferimento di incarichi di consulenza professionale a titolo gratuito

È legittimo l'avviso pubblico del Ministero dell'economia e delle finanze, in data 27 febbraio 2019, di manifestazione di interesse per il conferimento di incarichi di consulenza a titolo gratuito sul diritto - nazionale ed europeo - societario, bancario, dei mercati e intermediari finanziari.

TAR Lazio, sezione II, 30 settembre 2019, n. 11410

Diritto amministrativo: se il provvedimento è fondato su più ragioni autonome, la legittimità di una sola di esse è sufficiente a sorreggerlo

Quando un provvedimento amministrativo è fondato su una pluralità di ragioni autonome, la legittimità di una sola di esse è sufficiente a sorreggerlo, ancorché le altre siano in tutto o in parte illegittime (riforma TAR Toscana, sez. I, sent. n. 441/2013).

Consiglio di Stato, sezione III, 4 ottobre 2019, n. 6722

Concorrenza e mercato: non costituisce una pratica commerciale scorretta il sistema sanzionatorio previsto da Trenitalia s.p.a. per i viaggiatori in possesso di un biglietto irregolare sui convogli di media e lunga percorrenza

È illegittimo il provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (12 novembre 2014, n. 25175) che irroga a Trenitalia s.p.a. una sanzione amministrativa pecuniaria per pratiche commerciali scorrette, in relazione al sistema sanzionatorio previsto da detta società nei confronti dei viaggiatori i quali siano in possesso di un biglietto irregolare a bordo dei convogli di media e lunga percorrenza (riforma TAR Lazio, sez. I, sent. n. 12179/2015).

Consiglio di Stato, sezione VI, 3 ottobre 2019, n. 6643

Edilizia e urbanistica: la legittimazione ad agire del terzo contro l'abuso edilizio si fonda sul requisito della vicinitas

In ambito edilizio e urbanistico, la legittimazione ad agire del terzo, non direttamente destinatario del provvedimento amministrativo, si fonda sul requisito della vicinitas, ossia sull'esistenza di uno stabile collegamento materiale tra l'immobile del ricorrente e quello interessato dai lavori che si assumono contra legem. Nel caso di abuso edilizio, il danno è da ritenersi in re ipsa, poiché ogni edificazione abusiva incide, se non sulla visuale, quanto meno sull'equilibrio urbanistico del contesto e sull'armonico e ordinato sviluppo del territorio, a cui fanno necessario riferimento i titolari di diritti su immobili adiacenti o prossimi a quelli interessati dall'abuso (conferma TAR Campania, sez. II, sent. n. 1865/2008).

Consiglio di Stato, sezione II, 30 settembre 2019, n. 6517
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