Ordinamento penitenziario: non è incostituzionale l'art. 58-quater, commi 1, 2 e 3, l. 354/1975, là dove prevede che il condannato cui sia stata revocata una misura alternativa non può beneficiare per tre anni dell'affidamento in prova al servizio sociale

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Magistrato di sorveglianza di Spoleto in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost. - dell'art. 58-quater, commi 1, 2 e 3, della l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»), là dove stabilisce che al condannato nei cui confronti sia stata disposta la revoca di una misura alternativa alla detenzione carceraria non può essere concesso, per un periodo di tre anni, l'affidamento in prova al servizio sociale [«Resta, peraltro, affidata alla discrezionalità del legislatore» - si legge nella sentenza - «la valutazione se e in che misura il rigore della disciplina censurata possa essere attenuato, anche in relazione al rischio che la preclusione triennale da essa stabilita conduca, nella pratica, a rendere improbabile non solo un secondo accesso alle misure alternative, ma anche il godimento dei più limitati benefici del permesso premio e del lavoro all'esterno del carcere durante la successiva esecuzione della pena. In effetti, tenuto conto degli stringenti limiti di pena inflitta o residua che condizionano oggi l'accesso alle singole misure (quattro anni, nelle ipotesi ordinarie di detenzione domiciliare e di affidamento in prova al servizio sociale), oltre che dei tempi tecnici necessari per l'esame delle istanze del condannato da parte del giudice di sorveglianza, la preclusione triennale successiva alla revoca, pur potenzialmente temperata dagli effetti della liberazione anticipata, finisce per coprire, in un elevato numero di casi, la totalità o quasi della pena residua» (§ 3.5 in diritto)].

Corte costituzionale, 23 luglio 2021, n. 173

Ordinamento giudiziario: non è incostituzionale la normativa sull'indennità spettante ai GOT

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Genova in riferimento agli artt. 3 e 97, secondo comma, Cost. - dell'art. 3-bis, comma 1, lett. a), del d.l. 2 ottobre 2008, n. 151 («Misure urgenti in materia di prevenzione e accertamento di reati, di contrasto alla criminalità organizzata e all'immigrazione clandestina»), convertito, con modificazioni, in l. 28 novembre 2008, n. 186, nella parte in cui sostituisce il comma 1 e aggiunge il comma 1-bis all'art. 4 del d.lgs. 28 luglio 1989, n. 273 («Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 449, recante norme per l'adeguamento dell'ordinamento giudiziario al nuovo processo penale ed a quello a carico degli imputati minorenni»), in tema di indennità spettante ai giudici onorari di tribunale (GOT).

Corte costituzionale, 23 luglio 2021, n. 172

Pubblico impiego: non è incostituzionale la normativa del Veneto sulla spesa per il personale del Consiglio regionale e della Giunta regionale

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost. («coordinamento della finanza pubblica») - della normativa della Regione Veneto (l. 29/2020) in materia di spesa per il personale del Consiglio regionale e della Giunta regionale.

Corte costituzionale, 23 luglio 2021, n. 171

Responsabilità civile dei magistrati: non è incostituzionale l'art. 9, comma 1, l. 117/1988 (esercizio dell'azione disciplinare nei confronti del magistrato per i fatti che hanno dato luogo all'azione risarcitoria)

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Giudice istruttore del Tribunale di Salerno in riferimento agli artt. 3, 101, secondo comma, 104, primo comma, e 108 Cost. - dell'art. 9, comma 1, della l. 13 aprile 1988, n. 117 («Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati»), come modificato dall'art. 6, comma 1, della l. 27 febbraio 2015, n. 18 («Disciplina della responsabilità civile dei magistrati»), là dove si prevede che «[i]l procuratore generale presso la Corte di cassazione per i magistrati ordinari o il titolare dell'azione disciplinare negli altri casi devono esercitare l'azione disciplinare nei confronti del magistrato per i fatti che hanno dato causa all'azione di risarcimento, salvo che non sia stata già proposta».

Corte costituzionale, 23 luglio 2021, n. 169

Sanità: la Consulta boccia il commissariamento statale della sanità della Calabria

Sono incostituzionali - per violazione di varî parametri - l'art. 1, comma 2, del d.l. 10 novembre 2020, n. 150 («Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario»), convertito, con modificazioni, nella l. 30 dicembre 2020, n. 181, là dove (a) non prevede che al prevalente fabbisogno della struttura commissariale provveda direttamente lo Stato con personale esterno, e (b) nell'imporre alla Regione di mettere a disposizione del commissario ad acta un contingente di venticinque unità di personale, stabilisce che tale entità costituisce un «minimo» anziché un «massimo»; e l'art. 6, comma 2, del medesimo d.l., come convertito, là dove, ai fini dell'assegnazione del contributo triennale di solidarietà di 60 milioni di euro, non prevede, in alternativa al piano di rientro presentato dal Commissario per il periodo 2022-2023, l'approvazione di un nuovo piano di rientro presentato dalla Regione (v., in particolare, il § 10.3.6 in diritto della sentenza).

Corte costituzionale, 23 luglio 2021, n. 168

Regioni: è incostituzionale la normativa del Friuli-Venezia Giulia sui segretari comunali

È incostituzionale - per violazione dell'art. 4, n. 1-bis), della l. cost. 31 gennaio 1963, n. 1 («Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia») - la normativa della Regione Friuli-Venezia Giulia (l. 9/2020) in materia di segretari comunali.

Corte costituzionale, 23 luglio 2021, n. 167

Regioni: è incostituzionale la normativa della Puglia sulla costruzione di nuovi cimiteri e sui filtri per il trattamento dei gas derivanti dalla decomposizione

È incostituzionale la normativa della Regione Puglia (l. 16/2020) in materia di: a) costruzione di nuovi cimiteri [per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («tutela della salute»)]; b) filtri per il trattamento dei gas derivanti dalla decomposizione [per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. g), Cost.].

Corte costituzionale, 23 luglio 2021, n. 166

Paesaggio: lo Stato può imporre un vincolo paesaggistico anche contro la volontà della Regione interessata

Nel respingere un ricorso per conflitto di attribuzione tra enti promosso dalla Regione Veneto, la Consulta ha dichiarato che spettava allo Stato, e per esso al Direttore generale della direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, adottare il decreto 5 dicembre 2019, n. 1676, recante «Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area alpina compresa tra il Comelico e la Val d'Ansiei, Comuni di Auronzo di Cadore, Danta di Cadore, Santo Stefano di Cadore, San Pietro di Cadore, San Nicolò di Comelico e Comelico Superiore» [nella sentenza si afferma che «il conferimento allo Stato della competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.), e con esso della potestà di individuare il livello di governo più idoneo ad esercitare le relative funzioni amministrative, rende del tutto coerente con il disegno costituzionale la previsione, oggi codificata dall'art. 138, comma 3, cod. beni culturali, secondo cui l'autorità statale possa autonomamente rinvenire in un bene le caratteristiche che lo rendono meritevole di tutela, anche se la Regione nel cui territorio il bene si trova dovesse essere di contrario avviso» (§ 9.2 in diritto)].

Corte costituzionale, 22 luglio 2021, n. 164

Regioni: non è incostituzionale la normativa della Lombardia sulle agenzie per il trasporto pubblico locale

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. p), Cost. - della normativa della Regione Lombardia (l. 21/2019) in materia di agenzie per il trasporto pubblico locale.

Corte costituzionale, 22 luglio 2021, n. 163

Giustizia costituzionale: inammissibile la quaestio legitimitatis sollevata dal TAR dopo il rigetto dell'istanza cautelare

Sono inammissibili, poiché successive al rigetto dell'istanza cautelare avanzata nel giudizio a quo, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Friuli-Venezia Giulia in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 Cost. - dell'art. 6-ter, comma 3, del d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335 («Ordinamento del personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia»), là dove, per gli allievi agenti e gli agenti in prova, prevede l'espulsione dal corso a seguito del mero riscontro di mancanze punibili con sanzioni disciplinari più gravi della deplorazione.

Corte costituzionale, 22 luglio 2021, n. 162

Pubblica sicurezza: non è incostituzionale la normativa della Lombardia sulla sicurezza del personale sanitario e sociosanitario

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. g) e h), Cost. - della normativa della Regione Lombardia (l. 15/2020) in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario, là dove prevede che «[l]a Regione promuove protocolli d'intesa con gli Uffici territoriali del Governo finalizzati a potenziare la presenza e la collaborazione con le Forze di polizia nei pronto soccorso e nelle strutture ritenute a più elevato rischio di violenza e assicurare un rapido intervento in loco».

Corte costituzionale, 22 luglio 2021, n. 161

Paesaggio: è incostituzionale la normativa della Sicilia che prevede un'ipotesi di silenzio-assenso sulla domanda di autorizzazione paesaggistica

È incostituzionale - per violazione dell'art. 14, lett. n), del r.d.lgs. 15 maggio 1946, n. 455 («Statuto della Regione Siciliana»), convertito in l. cost. 26 febbraio 1948, n. 2 - la normativa della Regione Siciliana (l. 5/2019) che prevede un'ipotesi di silenzio-assenso sulla domanda di autorizzazione paesaggistica.

Corte costituzionale, 22 luglio 2021, n. 160

Appalti pubblici: la FIGC non è un organismo di diritto pubblico

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) non riveste natura di organismo di diritto pubblico ai sensi e per gli effetti dell'art. 3, comma 1, lett. d), del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), e dell'art. 2, § 1, n. 4), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (riforma TAR Lazio, sez. I-ter, sentt. nn. 4100/2018, in questa Rivista, e 4101/2018) (v. anche CGUE, sez. IV, sent. 3 febbraio 2021, cause riunite C-155/19 e C-156/19, in questa Rivista).

Consiglio di Stato, sezione V, 15 luglio 2021, n. 5348

Accesso ai documenti amministrativi: i soggetti di diritto privato che esercitano l'attività bancaria non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accesso ex lege 241/1990

La disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi ex artt. 22 e ss. della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), non si applica ai soggetti di diritto privato che esercitano l'attività bancaria (conferma TAR Lombardia, sez. III, sent. n. 2270/2020).

Consiglio di Stato, sezione VI, 13 luglio 2021, n. 5307

Edilizia e urbanistica: l'Amministrazione è tenuta ad esercitare i poteri di controllo tardivo sulla SCIA sollecitati dal terzo

In tema di edilizia e urbanistica, la Pubblica Amministrazione, ove sollecitata dal terzo interessato, è tenuta ad esercitare i poteri di controllo tardivo sulla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) previsti dall'art. 19, comma 4, della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), ferma restando la discrezionalità nel quomodo (conferma TAR Lazio, sez. II-quater, sent. n. 10702/2020) (v. anche Corte cost., sent. n. 45/2019, in questa Rivista).

Consiglio di Stato, sezione VI, 8 luglio 2021, n. 5208

Processo amministrativo: quando una sentenza è impugnata sia con ricorso in appello sia con opposizione di terzo, quest'ultima deve confluire nel giudizio d'appello mediante atto d'intervento dell'opponente

In tema di processo amministrativo, a mente dell'art. 109, comma 2, c.p.a., qualora contro una sentenza siano proposti ricorso in appello e - precedentemente o successivamente - opposizione di terzo, quest'ultima deve confluire nel giudizio d'appello mediante atto d'intervento dell'opponente (fattispecie relativa alla professione di consulente chimico di porto) (conferma TAR Sicilia, Catania, sez. III, sent. n. 2207/2020).

CGA Regione Siciliana, 2 luglio 2021, n. 639

Ambiente: non è incostituzionale la normativa della Regione Toscana sulla fauna selvatica

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - della normativa della Regione Toscana (l. 61/2020) in materia di fauna selvatica.

Corte costituzionale, 20 luglio 2021, n. 158

Patrocinio a spese dello Stato: è incostituzionale l'art. 79, comma 2, d.P.R. 115/2002, là dove non consente al cittadino non-UE di presentare, per i redditi prodotti all'estero, una dichiarazione sostitutiva della certificazione dell'autorità consolare

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 24 e 113 Cost. - l'art. 79, comma 2, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)»], là dove non prevede che, ai fini dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, il cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea, qualora non sia in grado di presentare, per i redditi prodotti all'estero, la certificazione dell'autorità consolare competente, possa corredare l'istanza con una dichiarazione sostitutiva di detta certificazione.

Corte costituzionale, 20 luglio 2021, n. 157

Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale la normativa della Sicilia sugli interventi finanziari a favore delle Città metropolitane e dei liberi Consorzi comunali e sulla dismissione dei beni immobili delle aziende sanitarie

È incostituzionale la normativa della Regione Siciliana (ll. 13/2019 e 23/2020) in materia di: a) interventi finanziari a favore delle Città metropolitane e dei liberi Consorzi comunali (per violazione dell'art. 81, terzo comma, Cost.); b) dismissione dei beni immobili delle aziende sanitarie [per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («coordinamento della finanza pubblica»)].

Corte costituzionale, 20 luglio 2021, n. 156

Appalti pubblici: illegittima l'esclusione ex art. 80, comma 5, lett. c-ter), d.lgs. 50/2016 (precedente risoluzione contrattuale per inadempimento) disposta senza contraddittorio con l'impresa interessata

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittima l'esclusione dalla gara ex art. 80, comma 5, lett. c-ter), del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), ove disposta dalla stazione appaltante senza la previa instaurazione del contraddittorio con l'operatore economico interessato (cfr. CdS, sez. V, sent. n. 5732/2020, in questa Rivista).

TAR Emilia-Romagna, Parma, 14 luglio 2021, n. 197

G. Caneschi

L'imputato

Giuffrè, 2021

F. Del Giudice, F. Izzo

Manuale di diritto del lavoro

Simone, 2021

G. Alpa

Il diritto di essere se stessi

La nave di Teseo, 2021