Processo amministrativo: non è incostituzionale l'omessa previsione della revocabilità delle sentenze che violano la Cedu

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Consiglio di Stato (Adunanza plenaria) in riferimento all'art. 117, primo comma, Cost. - degli artt. 106 c.p.a. e 395 e 396 c.p.c., nella parte in cui non prevedono la revocabilità della sentenza che non risulti conforme ad una decisione definitiva della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Corte costituzionale, 26 maggio 2017, n. 123

Ordinamento penitenziario: il 41-bis ("carcere duro") non è incostituzionale

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Magistrato di sorveglianza di Spoleto in riferimento agli artt. 15, 21, 33, 34 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione agli artt. 3 e 8 Cedu - dell'art. 41-bis, comma 2-quater, lett. a) e c), della l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»), nella parte in cui - secondo il "diritto vivente" - consente all'amministrazione penitenziaria di adottare, tra le misure di elevata sicurezza interna ed esterna volte a prevenire contatti del detenuto in regime differenziato con l'organizzazione criminale di appartenenza o di attuale riferimento, il divieto di ricevere dall'esterno e di spedire all'esterno libri e riviste a stampa.

Corte costituzionale, 26 maggio 2017, n. 122

Lavoro: la Regione Puglia non può disciplinare l'orario di lavoro dei medici incaricati definitivi degli istituti penitenziari

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la legge della Regione Puglia (n. 4/2010) che fissa in quarantotto ore settimanali il tetto massimo dell'orario di lavoro dei medici incaricati definitivi degli istituti penitenziari.

Corte costituzionale, 26 maggio 2017, n. 121

Processo penale: sulla richiesta di messa alla prova avanzata in sede di opposizione a decreto penale di condanna decide il GIP

Spetta al giudice per le indagini preliminari - e non al giudice del dibattimento - la competenza a conoscere della richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova ex art. 464-bis c.p.p., avanzata in sede di opposizione a decreto penale di condanna (contra, Cass. pen., sez. I, sent. n. 25867/2016, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione I penale, 2 febbraio 2017, n. 21324

Fisco: è illegittimo l'avviso di accertamento emesso prima di sessanta giorni dal rilascio al contribuente di copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di controllo

L'art. 12, comma 7, della l. 27 luglio 2000, n. 212 («Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente»), dev'essere interpretato nel senso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento - termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sé, salvo casi di particolare e motivata urgenza, l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, poiché detto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi costituzionali di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 11 maggio 2017, n. 11613

Lavoro: il trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale non è assistito dalle garanzie previste per le sanzioni disciplinari

Il trasferimento del dipendente (nella specie, pubblico) per incompatibilità ambientale non riveste carattere disciplinare o sanzionatorio, trovando la sua giustificazione nelle esigenze tecniche, organizzative e produttive di cui all'art. 2103 c.c., onde non richiede l'osservanza delle garanzie sostanziali e procedimentali previste per le sanzioni disciplinari.

Corte di cassazione, sezione lavoro, 11 maggio 2017, n. 11568

Appalti pubblici: la commissione di gara dev'essere composta da un numero dispari di membri e costituisce un collegio perfetto

In materia di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la commissione giudicatrice: a) dev'essere composta da un numero dispari di membri, non superiore a cinque [art. 77, comma 2, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»)]; b) costituisce un collegio perfetto, che deve operare con il plenum e non con la semplice maggioranza dei suoi componenti, onde le operazioni di gara propriamente valutative, quali la fissazione dei criteri di massima e la valutazione delle offerte, non possono essere delegate a singoli membri oppure a sottocommissioni, tanto più quando di queste facciano parte soggetti estranei alla commissione stessa.

TAR Veneto, sezione I, 15 maggio 2017, n. 471

Pubblicità di medicinali: tutti i farmaci non soggetti a prescrizione medica possono essere reclamizzati

Ai sensi del d.lgs. 24 aprile 2006, n. 219 [«Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE»], deve ritenersi consentita la pubblicità non soltanto dei farmaci da banco o di automedicazione, ma anche di tutti gli altri farmaci non soggetti a prescrizione medica (conferma TAR Lazio, sez. III-quater, sent. n. 7539/2016).

Consiglio di Stato, sezione III, 12 maggio 2017, n. 2217

Giudizio di cassazione: le Sezioni unite non possono disporre il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea che sia stato omesso dal Consiglio di Stato

In materia di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato, il controllo del rispetto del limite esterno della giurisdizione - che l'art. 111, ultimo comma, Cost. affida alla Corte di cassazione - non include anche una funzione di verifica finale della conformità di quelle decisioni al diritto dell'Unione europea, neppure sotto il profilo dell'osservanza dell'obbligo di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia ex art. 267, terzo comma, TFUE.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 11 maggio 2017, n. 11520

Assegno divorzile: ciò che conta non è più la conservazione del tenore di vita, ma l'indipendenza o autosufficienza economica del richiedente

Nel pronunciarsi sulla domanda di riconoscimento del diritto all'assegno divorzile, il giudice deve: a) accertare che l'istante sia privo di indipendenza o autosufficienza economica (requisito, questo, desumibile dal possesso di redditi di qualsiasi specie e/o di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari, dalle capacità e possibilità effettive di lavoro personale, dalla stabile disponibilità di una casa di abitazione, nonché da altri indici rilevanti nelle singole fattispecie); b) soltanto ove ricorra la predetta condizione, procedere alla quantificazione dell'assegno, sulla base dei criteri stabiliti dalla legge (condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, reddito di entrambi, durata del matrimonio).

Corte di cassazione, sezione I civile, 10 maggio 2017, n. 11504

Tributi: spetta alla Provincia autonoma di Trento disciplinare la tassa automobilistica provinciale, costituendo questa un tributo proprio in senso stretto

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 117, commi secondo, lett. e), e terzo, e 119, secondo comma, Cost., e all'art. 73 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 («Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige») - dell'art. 4 della legge della Provincia autonoma di Trento 3 giugno 2015, n. 9 [«Disposizioni per l'assestamento del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015-2017 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria provinciale di assestamento 2015)»], in materia di tassa automobilistica provinciale.

Corte costituzionale, 22 maggio 2017, n. 118

Enti locali: niente spoils system per l'incarico tecnico-professionale affidato dal Sindaco ad un soggetto esterno al Comune

Il meccanismo dello spoils system non è applicabile agli incarichi di tipo tecnico-professionale che comportano lo svolgimento di mere funzioni gestionali e di esecuzione rispetto agli indirizzi deliberati dagli organi di governo dell'ente locale affidatario (nel caso di specie, un'Amministrazione comunale aveva disposto la cessazione anticipata di un incarico dirigenziale esterno a seguito del decesso del Sindaco che l'aveva conferito).

Corte di cassazione, sezione lavoro, 5 maggio 2017, n. 11015

Responsabilità civile: niente risarcimento del danno per la paternità indesiderata

Non ha diritto al risarcimento dei danni asseritamente derivati dalla nascita indesiderata di un figlio l'uomo che lamenti di essere stato ingannato dalla propria partner, la quale, al momento di compiere con lui un atto sessuale completo, gli aveva comunicato di essere infertile.

Corte di cassazione, sezione III civile, 5 maggio 2017, n. 10906

Attività minerarie: sono inammissibili o infondate le questioni di costituzionalità promosse dalle Regioni Puglia e Veneto sulle norme della legge di stabilità 2016

Sono in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalle Regioni Puglia e Veneto in riferimento a vari parametri - dell'art. 1, commi 239, 240, lett. b) e c), e 241, della l. 28 dicembre 2015, n. 208 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)»], in materia di attività minerarie.

Corte costituzionale, 19 maggio 2017, n. 114

Pubblico impiego: la regola del concorso vale anche per il passaggio dal privato al pubblico

È incostituzionale - per violazione dell'art. 97, quarto comma, Cost. - la legge della Regione Sicilia (n. 8/2016) che consente il conferimento di incarichi dirigenziali agli ex dipendenti di due società partecipate dalla stessa Regione (ITALTER e SIPAR) - poste in liquidazione - senza alcuna forma di selezione concorsuale.

Corte costituzionale, 19 maggio 2017, n. 113

Elezioni amministrative: per l'attribuzione del "premio di maggioranza" contano anche i voti riportati dal sindaco eletto al ballottaggio

Il "premio di maggioranza" del 60%, previsto dall'art. 73, comma 10, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»), costituisce il limite minimo (e non già quello massimo) dei seggi da assegnare alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato eletto alla carica di sindaco, sicché l'eventuale quoziente frazionario dev'essere arrotondato all'unità superiore, fino a raggiungere il predetto limite. Ai fini dell'attribuzione del premio, devono essere computati anche i voti validi riportati dal sindaco eletto al ballottaggio, e non solo quelli ottenuti dalle liste a lui collegate al primo turno (conferma TAR Marche, sent. n. 593/2016).

Consiglio di Stato, sezione III, 10 maggio 2017, n. 2174

Appalti pubblici: il diniego di autorizzazione al subentro del contraente va impugnato nel termine breve di trenta giorni ex art. 120, comma 5, c.p.a.

L'art. 120, comma 5, c.p.a., il quale prevede la dimidiazione del termine d'impugnazione (trenta giorni, in luogo dei sessanta del rito "ordinario"), si applica a tutti gli atti concernenti le procedure di affidamento di contratti pubblici, ivi compresi gli atti che intervengono nell'eventuale fase di sostituzione del contraente, disciplinata dall'art. 116 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 («Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE») (conferma TAR Campania, sez. I, sent. n. 4480/2016).

Consiglio di Stato, sezione V, 9 maggio 2017, n. 2119

Diffamazione a mezzo stampa: no all'esimente del diritto di cronaca per il giornalista che non controlla bene le proprie fonti

Ai fini della configurabilità dell'esimente del diritto di cronaca, è necessario che il giornalista esamini e controlli attentamente la notizia, in modo da superare ogni dubbio al riguardo, non essendo sufficiente che egli faccia affidamento in buona fede sulla fonte informativa (soprattutto quando questa sia costituita da un'altra pubblicazione giornalistica, giacché in tal caso l'agente si limita a confidare sulla correttezza e professionalità dei colleghi, chiudendosi in un circuito autoreferenziale); onde non può invocare in proprio favore tale esimente colui che abbia attribuito ad una persona coinvolta in un procedimento penale una condotta sostanzialmente diversa da quella avente riscontro negli atti giudiziari.

Corte di cassazione, sezione V penale, 19 gennaio 2017, n. 22202

Appalti pubblici: un'importante pronuncia della Plenaria in tema di risarcimento del danno da mancata aggiudicazione

Nel caso di mancata aggiudicazione di un appalto pubblico: 1) il danno conseguente al lucro cessante si identifica con l'interesse c.d. positivo, che ricomprende sia il mancato profitto (che l'impresa avrebbe ricavato dall'esecuzione dell'appalto), sia il danno c.d. curricolare (ossia il pregiudizio subìto dall'impresa a causa del mancato arricchimento del curriculum e dell'immagine professionale per non poter indicare in esso l'avvenuta esecuzione dell'appalto). Spetta, in ogni caso, all'impresa danneggiata offrire, senza poter ricorrere a criteri forfettari, la prova rigorosa dell'utile che in concreto avrebbe conseguito, qualora fosse risultata aggiudicataria dell'appalto, poiché nell'azione di responsabilità per danni il principio dispositivo opera con pienezza e non è temperato dal metodo acquisitivo proprio dell'azione di annullamento (ex art. 64, commi 1 e 3, c.p.a.), e la valutazione equitativa, ai sensi dell'art. 1226 c.c., è ammessa soltanto in presenza di situazione di impossibilità - o di estrema difficoltà - di una precisa prova sull'ammontare del danno; 2) il mancato utile spetta nella misura integrale, in caso di annullamento dell'aggiudicazione impugnata e di certezza dell'aggiudicazione in favore del ricorrente, solo se questo dimostri di non aver utilizzato - o potuto altrimenti utilizzare - maestranze e mezzi, in quanto tenuti a disposizione in vista della commessa. In difetto di tale dimostrazione, può presumersi che l'impresa abbia riutilizzato - o potuto riutilizzare - mezzi e manodopera per altri lavori, a titolo di aliunde perceptum vel percipiendum.

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 12 maggio 2017, n. 2

Scuola: le ore di sostegno necessarie agli alunni disabili non possono essere ridotte per ragioni di contenimento della spesa pubblica

L'ufficio scolastico non ha il potere di ridurre, per ragioni di contenimento della spesa pubblica, le ore di sostegno a favore dei singoli alunni disabili ritenute necessarie dal "Gruppo di lavoro operativo handicap" (G.L.O.H.), le cui «proposte» sono da considerarsi vincolanti (conferma TAR Toscana, sez. III, sent. n. 1252/2015).

Consiglio di Stato, sezione VI, 3 maggio 2017, n. 2023

F. Auletta
I controlli nelle società pubbliche
D.lgs. 19 agosto 2016, n. 175

Zanichelli, 2017

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