Appalti pubblici: nelle gare telematiche le imprese possono produrre anche documenti sottoscritti con firma non digitale, salvo diversa disposizione della lex specialis

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, lo svolgimento della gara in forma telematica non esclude di per sé la possibilità, per le imprese concorrenti, di produrre documenti sottoscritti con firma tradizionale unitamente alla copia del documento d'identità, giusta l'art. 65, comma 1, lett. c), del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 («Codice dell'amministrazione digitale»), anziché sottoscritti con firma digitale, salvo che la lex specialis disponga altrimenti (riforma TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 1414/2020).

Consiglio di Stato, sezione V, 19 febbraio 2021, n. 1497

Concessioni demaniali marittime: il rilascio deve passare attraverso una gara pubblica

Il rilascio di concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative deve avvenire attraverso procedure di selezione aperta, pubblica e trasparente fra gli operatori economici interessati (conferma TAR Puglia, Lecce, sez. I, sent. n. 1176/2018) (v. anche CdS, sez. V, sent. n. 4658/2019, in questa Rivista).

Consiglio di Stato, sezione IV, 16 febbraio 2021, n. 1416

Procedimento amministrativo: l'omissione del preavviso di rigetto non comporta ex se l'illegittimità del provvedimento finale

La mancata comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), non comporta ex se l'illegittimità del provvedimento finale, dovendo detta previsione essere interpretata alla luce del successivo art. 21-octies, comma 2, il quale, nell'imporre al giudice di valutare il contenuto del provvedimento e di non annullare l'atto nel caso in cui le violazioni formali non abbiano inciso sulla relativa legittimità sostanziale, rende irrilevante la violazione delle disposizioni sul procedimento o sulla forma dell'atto quando il contenuto dispositivo non sarebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato (conferma TAR Emilia-Romagna, Parma, sent. n. 301/2014).

Consiglio di Stato, sezione VI, 15 febbraio 2021, n. 1386

Procedura penale: la lesione del diritto di difesa derivante dal rifiuto o dall'ingiustificato ritardo del PM nel rilasciare copie degli atti al difensore dà luogo a una nullità di ordine generale a regime intermedio

L'illegittima compressione del diritto di difesa derivante dal rifiuto o dall'ingiustificato ritardo del pubblico ministero nel rilasciare copie degli atti al difensore dà luogo, ai sensi dell'art. 178, comma 1, lett. c), c.p.p., a una nullità di ordine generale a regime intermedio.

Corte di cassazione, sezione II penale, 19 gennaio 2021, n. 4922 (dep. 8 febbraio 2021)

Reati edilizi: in caso di lottizzazione abusiva meramente negoziale, il giudice deve valutare la proporzionalità della confisca

In caso di lottizzazione abusiva di carattere meramente negoziale, ai fini della valutazione della conformità della confisca dei terreni al principio di protezione della proprietà di cui all'art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU, come interpretato dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, grande camera, 28 giugno 2018, G.I.E.M. s.r.l. c. Italia, il giudice deve valutare la proporzionalità di detta misura ablatoria, accertando se essa costituisca, anche alla luce degli interventi eventualmente eseguiti dall'imputato, l'unica misura adeguata a ripristinare la conformità urbanistica dell'area interessata (v. anche Cass. pen., sez. un., sent. n. 13539/2020, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione III penale, 20 novembre 2020, n. 3727 (dep. 1° febbraio 2021)

Arbitrato rituale: affinché possa ritenersi tempestiva, l'eccezione di incompetenza degli arbitri va specificamente motivata

In tema di arbitrato rituale, affinché l'eccezione di incompetenza degli arbitri (per inesistenza, invalidità o inefficacia della convenzione arbitrale) possa ritenersi tempestivamente sollevata nella prima difesa utile successiva all'accettazione dell'incarico da parte degli stessi arbitri, come richiesto dall'art. 817, comma 2, c.p.c., non è sufficiente invocare una qualunque ragione di invalidità della convenzione arbitrale, ossia svolta indipendentemente dal profilo giuridico in base al quale la contestazione viene formulata, atteso che è proprio l'illustrazione delle ragioni poste a fondamento della dedotta invalidità a qualificare la questione fatta valere e a distinguerla da eventuali altre che possono risultare inammissibili o infondate.

Corte di cassazione, sezione I civile, 15 febbraio 2021, n. 3840

Pubblico impiego: la P.A. che abusa dei contratti a termine deve risarcire il danno

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, nell'ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, l'Amministrazione è tenuta a risarcire il danno, non essendo consentita la conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato (v. anche CGUE, sez. I, sent. 7 marzo 2018, causa C-494/16, e Cass. civ., sez. un., sent. n. 19165/2017, entrambe in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione lavoro, 8 febbraio 2021, n. 2980

Fisco: il commissario liquidatore di una società in l.c.a. può, durante la procedura concorsuale, cedere il credito IRES da eccedenza d'imposta versata a titolo di ritenuta d'acconto

In tema di circolazione dei crediti delle procedure concorsuali, posto che il credito IRES da eccedenza d'imposta versata a titolo di ritenuta d'acconto nasce in esito e per l'effetto del compimento delle attività di liquidazione, di modo che la dichiarazione concernente il maxiperiodo concorsuale comporta soltanto la rilevazione di un credito già sorto, valida ed efficace tra cedente e cessionario è la cessione di quel credito operata dal commissario liquidatore di una società sottoposta a liquidazione coatta amministrativa antecedentemente alla cessazione della procedura, benché non rispondente ai requisiti formali stabiliti dal regolamento sulla contabilità generale dello Stato; laddove il contratto stipulato dopo la cessazione della procedura, che risponda a quei requisiti, si traduce in una riproduzione contrattuale, la quale costituisce un adempimento dovuto, funzionale a consentire al cessionario di far valere nei confronti del fisco il credito che gli è stato ceduto.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 4 febbraio 2021, n. 2608

Responsabilità amministrativa: fra il giudizio penale e quello contabile non sussiste un rapporto di pregiudizialità necessaria

Fra il giudizio penale e il giudizio di responsabilità amministrativa per danno all'erario, vertenti sui medesimi fatti, non sussiste un rapporto di pregiudizialità in senso tecnico-giuridico, che imponga, a norma dell'art. 106, comma 1, c.g.c., la sospensione del secondo giudizio fino alla definizione del primo con autorità di giudicato.

Corte dei conti, s.g. Lazio, 23 febbraio 2021, n. 126

Fisco: nel caso di esportazione irregolare all'interno dell'UE di un prodotto soggetto ad accisa (come l'alcool), non può aversi un doppio recupero dei relativi tributi

L'art. 12, § 3, della direttiva 76/308/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1976, sull'assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da taluni contributi, dazi, imposte ed altre misure, come modificata dalla direttiva 2001/44/CE del Consiglio, del 15 giugno 2001, in combinato disposto con l'art. 20 della direttiva 92/12/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa, come modificata dalla direttiva 92/108/CEE del Consiglio, del 14 dicembre 1992, dev'essere interpretato nel senso che, nell'ambito di un'azione di contestazione riguardante i provvedimenti esecutivi adottati nello Stato membro in cui ha sede l'autorità adita, l'organo competente di tale Stato membro può rifiutare di accogliere la domanda di recupero dei diritti di accisa, presentata dalle autorità competenti di un altro Stato membro, per quanto riguarda prodotti irregolarmente svincolati da un regime sospensivo, ai sensi dell'art. 6, § 1, della direttiva 92/12, come modificata dalla direttiva 92/108, qualora tale domanda sia fondata sui fatti riguardanti le medesime operazioni di esportazione che siano già oggetto di un recupero dei diritti di accisa nello Stato membro in cui ha sede l'autorità adita (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di cassazione).

Corte di giustizia UE, quinta sezione, 24 febbraio 2021

Appalti pubblici: la presentazione della domanda di concordato preventivo "in bianco" non costituisce ex se causa di esclusione dalla gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la presentazione, da parte di un operatore economico, della domanda di concordato preventivo "in bianco", cui abbia fatto seguito, prima dell'aggiudicazione, l'ammissione al concordato con continuità aziendale, non costituisce causa di esclusione dalla gara ai sensi dell'art. 80, comma 5, lett. b), del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici») (cfr. TAR Veneto, sez. I, sent. n. 668/2020, in questa Rivista).

TAR Lazio, sezione I, 22 febbraio 2021, n. 2150

Appalti pubblici: fra il certificato CCIAA dell'impresa e l'oggetto del contratto d'appalto deve sussistere un nesso di coerenza e congruenza contenutistica

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ai sensi dell'art. 83, commi 1, lett. a), e 3, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), l'iscrizione nel registro della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) costituisce requisito di idoneità professionale. È necessario, pertanto, che sussista un nesso di coerenza e congruenza contenutistica fra le risultanze descrittive della professionalità dell'impresa concorrente, come riportate nel certificato camerale, e l'oggetto del contratto d'appalto (nel caso di specie, il TAR ha ritenuto illegittimo l'affidamento in concessione della gestione di parcheggi a una società iscritta alla CCIAA per l'esercizio di trasporti a fune) (v. anche CdS, sez. V, sent. n. 6431/2019, e TRGA Trentino-Alto Adige, Trento, sent. n. 96/2019, entrambe in questa Rivista).

TAR Liguria, sezione I, 20 febbraio 2021, n. 134

Misure di prevenzione: in presenza di una condotta di gruppo, occorrono elementi di prova diretti o presuntivi che consentano di affermare il coinvolgimento del singolo soggetto destinatario del DASPO

Il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (DASPO) riveste natura preventiva, e non già sanzionatoria, onde la sua adozione non richiede la certezza dei fatti oltre ogni ragionevole dubbio, essendo sufficiente che le condotte previste dalla legge siano ascrivibili ai singoli destinatari della misura questorile sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, secondo la logica del "più probabile che non". Anche in presenza di una condotta di gruppo, sono necessari elementi di prova diretti o presuntivi che consentano di affermare la inequivoca e consapevole partecipazione a quella condotta del singolo soggetto destinatario della misura (cfr. CdS, sez. III, sent. n. 866/2019, in questa Rivista).

TAR Toscana, sezione II, 19 febbraio 2021, n. 264

Appalti pubblici: l'ANAC deve motivare la concreta utilità delle notizie annotate nel casellario informatico

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'annotazione nel casellario informatico delle notizie riguardanti le imprese, ad opera dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), dev'essere adeguatamente motivata sotto il profilo della sua concreta utilità, anche alla luce delle deduzioni difensive dell'operatore economico interessato (cfr. CdS, sez. V, sent. n. 1318/2020, in questa Rivista).

TAR Lazio, sezione I, 17 febbraio 2021, n. 1997

Tutela del paesaggio: i chiarimenti del CGARS sulla decorrenza del termine di prescrizione dell'«indennità pecuniaria» ex art. 167 d.lgs. 42/2004

Il termine di prescrizione dell'«indennità pecuniaria» prevista dall'art. 167 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 («Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»), quale che ne sia la natura giuridica (sanzionatoria oppure risarcitorio-ripristinatoria), decorre: a) dalla data del provvedimento di condono adottato dall'Amministrazione comunale, se la richiesta di nulla-osta rivolta all'autorità preposta al vincolo paesaggistico s'inserisce in una vicenda condonistica; b) dalla data del nulla-osta di detta autorità, se questo sopravviene al provvedimento di concessione in sanatoria (riforma TAR Sicilia, Catania, sez. I, sent. n. 1269/2017) (v. anche CGARS, sent. n. 853/2020, in questa Rivista).

CGA Regione Siciliana, 9 febbraio 2021, n. 95

Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale la legge della Sicilia sul ripianamento del deficit degli IACP

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («coordinamento della finanza pubblica») - la legge della Regione Siciliana (n. 17/2019) che proroga al 31 dicembre 2019 la possibilità per gli Istituti autonomi case popolari (IACP) di ripianare il deficit finanziario con le risorse derivanti dalle alienazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Corte costituzionale, 22 febbraio 2021, n. 25

Processo amministrativo: la sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione della causa è diversa dalla cessazione della materia del contendere

Nel processo amministrativo, occorre distinguere fra sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione della causa (art. 84, comma 4, c.p.a.) e cessazione della materia del contendere (art. 34, comma 5, c.p.a.), sebbene entrambe comportino l'improcedibilità del ricorso: la prima, anche quando consegue a un nuovo provvedimento, necessariamente non del tutto satisfattivo, è frutto di una valutazione soggettiva della parte, in rapporto al nuovo assetto di interessi determinatosi con l'Amministrazione; la seconda, invece, ha luogo allorché l'esito pienamente satisfattivo deriva da fattori esterni oppure è determinato da un ulteriore provvedimento che interviene nel rapporto in contestazione (dichiara improcedibile, per cessata materia del contendere, l'appello avverso TAR Veneto, sez. II, sent. n. 931/2016).

Consiglio di Stato, sezione VI, 12 febbraio 2021, n. 1269

Finanziamenti pubblici: sulla revoca del contributo per inadempienze del percettore decide il giudice ordinario

In materia di controversie riguardanti la concessione o la revoca di finanziamenti pubblici: 1) sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, configurandosi una situazione di diritto soggettivo perfetto, quando (1a) il finanziamento è riconosciuto direttamente dalla legge, mentre alla Pubblica Amministrazione spetta solo di verificare l'effettiva esistenza dei relativi presupposti, senza alcun apprezzamento discrezionale circa l'an, il quid o il quomodo dell'erogazione; oppure (1b) dopo la concessione, il beneficio è stato (in tutto o in parte) revocato - quale che sia la terminologia usata nel provvedimento (revoca, decadenza, risoluzione ecc.) - a causa di inadempienze del beneficiario o dell'acclarato sviamento dei fondi acquisiti rispetto al programma finanziato; 2) sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, configurandosi una situazione di interesse legittimo, quando (2a) la controversia riguarda una fase procedimentale anteriore al provvedimento discrezionale attributivo del beneficio; oppure (2b) dopo la concessione del beneficio, il provvedimento è stato annullato per vizi di legittimità o revocato per contrasto iniziale col pubblico interesse (conferma TAR Calabria, sez. II, sent. n. 1769/2019) (v. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., sent. n. 25211/2015; CdS, sez. II, sent. n. 901/2021, e sez. VI, sent. n. 353/2021; TAR Marche, sent. n. 175/2020; TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 395/2018).

Consiglio di Stato, sezione III, 10 febbraio 2021, n. 1251

Procedura civile: ai fini delle notifiche e comunicazioni per via telematica degli atti giudiziari in materia civile, INI-PEC e Re.G.Ind.E. sono equipollenti

A seguito dell'istituzione del c.d. "domicilio digitale", le notificazioni e le comunicazioni degli atti giudiziari in materia civile sono ritualmente eseguite presso un indirizzo di posta elettronica certificata estratto dall'Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC) oppure dal Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (Re.G.Ind.E.), essendo l'uno e l'altro equipollenti.

Corte di cassazione, sezione I civile, 3 febbraio 2021, n. 2460

Responsabilità amministrativa: gli ex dirigenti del Ministero del tesoro rispondono innanzi alla Corte dei conti della gestione dei derivati di Stato

In tema di responsabilità amministrativa: 1) l'azione per danno erariale proposta nei confronti di una banca d'affari sulla base di un petitum sostanziale concernente l'inadempimento di obblighi contrattuali o ipotesi di responsabilità precontrattuale riconducibili al duplice ruolo di controparte in operazioni in strumenti finanziari derivati e di specialista del debito pubblico (art. 33 d.P.R. 398/2003 previgente; art. 23 d.m. Finanze 216/2009), da essa svolto nel rapporto col Ministero del tesoro (oggi Ministero dell'economia e delle finanze), esula dalla giurisdizione contabile qualora tale rapporto non si connoti, in concreto, come relazione di servizio comportante l'assunzione, da parte della stessa, di potestà pubblicistiche ed il suo inserimento, anche temporaneo, nell'organizzazione interna del Ministero quale agente di questo in ordine alle scelte di negoziazione in strumenti finanziari derivati e di gestione del debito pubblico sovrano; 2) ferma restando l'insindacabilità giurisdizionale delle scelte di gestione del debito pubblico, da parte degli organi governativi a ciò preposti, mediante ricorso a contratti in strumenti finanziari derivati, rientra invece nella giurisdizione contabile, in quanto attinente al vaglio dei parametri di legittimità e non di mera opportunità o convenienza dell'agire amministrativo, l'azione di responsabilità per danno erariale con la quale si faccia valere, quale petitum sostanziale, la mala gestio cui i dirigenti del Ministero del tesoro (oggi Ministero dell'economia e delle finanze) avrebbero dato corso, in concreto, nell'adozione di determinate modalità operative e nella pattuizione di specifiche condizioni negoziali relative a particolari contratti in tali strumenti.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 1° febbraio 2021, n. 2157

F. Sciarretta (cur.)

Il «nuovo» codice dei contratti pubblici

Il Mulino, 2021

F. Politi

Libertà costituzionali e diritti fondamentali

Giappichelli, 2021

A. Di Muro, L. Di Muro

Il diritto dell'immigrazione

Giappichelli, 2021