Procedura penale: no all'estradizione se non c'è un trattato con lo Stato richiedente e il fatto è punibile con la morte, salvo che una sentenza irrevocabile abbia applicato, direttamente o per commutazione, una pena diversa da quella capitale

In tema di estradizione, in assenza di trattato con lo Stato richiedente, la regola prevista dall'art. 698, comma 2, c.p.p. non consente l'estradizione processuale in favore dello Stato estero allorquando il fatto per cui questa è domandata sia punito con la pena di morte e manchi una sentenza irrevocabile che abbia applicato, direttamente o per commutazione, una pena diversa da quella capitale.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 11 aprile 2024, n. 17316 (dep. 24 aprile 2024)

Responsabilità della P.A.: «in inevitabile dissenso» con la Plenaria, la Cassazione ribadisce che spetta al giudice ordinario decidere sui danni da lesione dell'affidamento del privato nella legittimità di un provvedimento favorevole, poi annullato

Spetta al giudice ordinario conoscere dell'azione promossa dal privato contro l'Amministrazione per il risarcimento dei danni derivati dalla lesione dell'incolpevole affidamento riposto nella legittimità di un provvedimento favorevole, successivamente annullato in autotutela o ope iudicis. ► V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ordd. nn. 1778/2022, 25481/2021 e 8236/2020, e sent. n. 615/2021; TAR Abruzzo, Pescara, sent. n. 216/2022; TAR Campania, sez. V, sent. n. 3528/2024; nonché, contra, CdS, ad. plen., sentt. nn. 19, 20 e 21/2021 (secondo cui l'azione de qua appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo).

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 14 maggio 2024, n. 13191

Procedura civile: alle cause di revisione delle condizioni di separazione o divorzio in cui si discuta del contributo di mantenimento o dell'assegno divorzile si applica la sospensione feriale dei termini processuali

Ai giudizi o procedimenti di revisione delle condizioni di separazione o divorzio, nei quali si discuta del contributo di mantenimento o dell'assegno divorzile (nelle varie forme), resta applicabile la disciplina sulla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, salvo che ricorra il decreto di riconoscimento dell'urgenza della controversia [art. 92 del r.d. 30 gennaio 1941, n. 12 («Ordinamento giudiziario»)] nel presupposto che la sua ritardata trattazione possa provocare grave pregiudizio alle parti.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 13 maggio 2024, n. 12946

Appalti pubblici: nelle gare suddivise in lotti, l'impresa che ha presentato la seconda offerta economicamente più vantaggiosa può aggiudicarsi un lotto alle condizioni dell'offerta economicamente più vantaggiosa

L'art. 18, § 1, della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, dev'essere interpretato nel senso che i principi di parità di trattamento e di trasparenza enunciati in tale disposizione non ostano a che, nell'ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico suddiviso in lotti, all'offerente che abbia presentato la seconda offerta economicamente più vantaggiosa, conformemente alle modalità definite nei documenti di gara, sia aggiudicato un lotto a condizione che accetti di consegnare le forniture e di prestare i servizi relativi a tale lotto allo stesso prezzo proposto dall'offerente che ha presentato l'offerta economicamente più vantaggiosa e al quale, di conseguenza, è stato aggiudicato un altro lotto, più consistente, di tale appalto.

Corte di giustizia UE, quarta sezione, 13 giugno 2024

Procedura penale: è incostituzionale l'art. 104-bis, comma 1-bis.1, quinto periodo, norme att. c.p.p., concernente la prosecuzione dell'attività di impianti di interesse strategico nazionale sequestrati dall'autorità giudiziaria

È incostituzionale - per violazione degli artt. 9, 32 e 41, secondo comma, Cost. - l'art. 104-bis, comma 1-bis.1, quinto periodo, del d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271 («Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale»), introdotto dall'art. 6 del d.l. 5 gennaio 2023, n. 2 («Misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale»), convertito, con modificazioni, nella l. 3 marzo 2023, n. 17, là dove non prevede che le misure ivi indicate (concernenti la prosecuzione dell'attività di impianti di interesse strategico nazionale sottoposti a sequestro dall'autorità giudiziaria) si applichino per un periodo di tempo non superiore a trentasei mesi.

Corte costituzionale, 13 giugno 2024, n. 105

Procedimento amministrativo: è illegittimo il parere negativo espresso dall'Amministrazione al di fuori della conferenza di servizi ex art. 27-bis d.lgs. 152/2006 (provvedimento autorizzatorio unico regionale)

Nel procedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) delineato dall'art. 27-bis del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 («Norme in materia ambientale»), tutte le Amministrazioni interessate dal progetto, e dunque con competenza propria in materia, sono tenute a partecipare alla conferenza di servizi e ad esprimere in tale sede anche i pareri di cui sono investite per legge; donde l'illegittimità, per carenza di potere, del parere negativo espresso al di fuori della stessa conferenza (fattispecie riguardante un diniego di autorizzazione paesaggistica relativo a un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica).

Consiglio di Stato, sezione IV, 29 maggio 2024, n. 4818

Processo amministrativo: appello inammissibile se l'originario ricorrente che impugna una sentenza pronunciatasi soltanto in rito non ripropone i motivi di merito non esaminati dal giudice di prime cure

In tema di processo amministrativo, ai sensi dell'art. 101, comma 2, c.p.a., l'originario ricorrente che impugni una sentenza pronunciatasi soltanto in rito ha l'onere di riproporre i motivi di merito non esaminati dal giudice di primo grado, pena l'inammissibilità dell'appello per carenza d'interesse. ► V. anche CdS, sez. VI, sent. n. 23/2020, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione V, 28 maggio 2024, n. 4754

Appalti pubblici: è illegittima la lex specialis che si limita a un generico richiamo delle disposizioni sui criteri ambientali minimi

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittima la lex specialis di gara che si limiti a un generico richiamo delle vigenti disposizioni in materia di criteri ambientali minimi (CAM), non essendo esso sufficiente al fine dell'osservanza dell'art. 34 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), e ora dell'art. 57, comma 2, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»).

Consiglio di Stato, sezione III, 27 maggio 2024, n. 4701

Appalti pubblici: le regole contenute nella lex specialis di gara vincolano anche l'Amministrazione che le ha poste

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, in virtù del principio dell'autovincolo, riconducibile ai principi fondamentali di buona fede e di tutela dell'affidamento sanciti dall'art. 5 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), le regole contenute nella lex specialis di gara s'impongono alla stessa Amministrazione che le ha stabilite, onde questa non può disapplicarle né modificarle, pena l'illegittimità delle relative determinazioni. ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 4793/2022 e 7257/2020; TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 2205/2021.

Consiglio di Stato, sezione V, 24 maggio 2024, n. 4659

Processo amministrativo: l'omesso deposito di copia della sentenza impugnata non comporta l'inammissibilità dell'appello

In tema di processo amministrativo, l'art. 94 c.p.a. dev'essere interpretato nel senso che l'omesso deposito, nel termine di trenta giorni dall'ultima notificazione del ricorso in appello, di una copia della sentenza impugnata non comporta l'inammissibilità del gravame, ma ne determina soltanto l'improcedibilità (ossia l'impossibilità di essere deciso nel merito) fino a quando una delle parti non abbia adempiuto al predetto incombente. ► Contra, in questa Rivista: CdS, sez. VI, sentt. nn. 10185 e 4520/2022; CGARS, sentt. nn. 554 e 86/2023.

Consiglio di Stato, sezione VI, 22 maggio 2024, n. 4542

Protezione internazionale: lo status di rifugiato può essere riconosciuto anche alle donne che condividono come caratteristica comune l'effettiva identificazione nel valore fondamentale della parità tra donne e uomini

La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 10, §§ 1, lett. d), e 2, della direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta, dev'essere interpretato nel senso che, a seconda delle condizioni esistenti nel paese d'origine, possono essere considerate appartenenti a «un determinato gruppo sociale», in quanto «motivo di persecuzione» idoneo a condurre al riconoscimento dello status di rifugiato, le donne cittadine di tale paese, ivi comprese le minori, che condividono come caratteristica comune l'effettiva identificazione nel valore fondamentale della parità tra donne e uomini, maturata nel corso del loro soggiorno in uno Stato membro; 2) l'art. 24, § 2, CDFUE dev'essere interpretato nel senso che osta a che l'autorità nazionale competente statuisca su una domanda di protezione internazionale presentata da un minore senza aver determinato in concreto l'interesse superiore di tale minore, nell'ambito di una valutazione individuale. ► V. anche CGUE, grande sezione, sent. 16 gennaio 2024, causa C-621/21, in questa Rivista.

Corte di giustizia UE, grande sezione, 11 giugno 2024

Insindacabilità parlamentare: la prerogativa ex art. 68, primo comma, Cost. copre anche dichiarazioni extra moenia che, pur non connesse ad atti parlamentari, risultino legate da un evidente e qualificato nesso all'esercizio della funzione parlamentare

Nel respingere un ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Tribunale di Milano nei confronti della Camera dei deputati, la Corte costituzionale ha dichiarato che spettava ad essa Camera affermare che le dichiarazioni rese in un video pubblicato su Facebook il 2 dicembre 2018 dal deputato Carlo Fidanza, per cui questi è imputato del delitto di diffamazione aggravata ex art. 595, comma 3, c.p., costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost.

Corte costituzionale, 10 giugno 2024, n. 104

Appalti pubblici: inammissibile il ricorso dell'impresa classificatasi al terzo posto, se essa non dimostra l'illegittimità del posizionamento dei primi due concorrenti, salvo che miri alla riedizione della gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è inammissibile, per carenza d'interesse, il ricorso proposto dall'operatore economico classificatosi al terzo posto della graduatoria finale, ove esso non dimostri l'illegittimità del posizionamento dei primi due concorrenti (c.d. prova di resistenza), salvo che deduca censure volte a ottenere la riedizione dell'intera gara. ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. IV, sent. n. 1179/2022; TAR Campania, sez. II, sent. n. 3643/2023; TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 2528/2021.

TAR Veneto, sezione III, 4 giugno 2024, n. 1305

Responsabilità della P.A.: sul risarcimento dei danni da lesione dell'incolpevole affidamento del privato nella legittimità di un provvedimento favorevole, poi annullato, decide il giudice ordinario

Spetta al giudice ordinario conoscere dell'azione promossa dal privato contro l'Amministrazione per il risarcimento dei danni derivati dalla lesione dell'incolpevole affidamento riposto nella legittimità di un provvedimento favorevole, successivamente annullato in autotutela o ope iudicis. ► V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ordd. nn. 1778/2022, 25481/2021 e 8236/2020, e sent. n. 615/2021; TAR Abruzzo, Pescara, sent. n. 216/2022; nonché, contra, CdS, ad. plen., sentt. nn. 19, 20 e 21/2021 (secondo cui l'azione de qua appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo).

TAR Campania, sezione V, 3 giugno 2024, n. 3528

Processo amministrativo: irricevibile il ricorso in riassunzione se il giudice ordinario, dichiaratosi privo di giurisdizione, era stato adito dopo la scadenza del termine d'impugnazione ex art. 29 c.p.a.

È irricevibile per tardività il ricorso in riassunzione dinanzi al giudice amministrativo a seguito della declaratoria di difetto di giurisdizione da parte del giudice ordinario, ove l'azione dinanzi a quest'ultimo sia stata promossa dopo lo spirare del termine decadenziale d'impugnazione ex art. 29 c.p.a.; e ciò, al fine di evitare l'elusione delle preclusioni e decadenze di cui al precedente art. 11, comma 2. ► V. anche, in questa Rivista: TAR Calabria, sez. I, sent. n. 1565/2018; TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 780/2023; TAR Campania, sez. V, sent. n. 4655/2022; TAR Sicilia, Catania, sez. IV, sent. n. 68/2024.

TAR Sardegna, sezione II, 31 maggio 2024, n. 426

Regioni: non è incostituzionale la normativa della Sardegna sul mutamento di destinazione delle zone gravate da usi civici nelle quali siano installati impianti di produzione di energie rinnovabili

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento a varî parametri - della normativa della Regione Sardegna (l. 9/2023) in tema di: a) mutamento di destinazione delle zone gravate da usi civici nelle quali siano installati impianti di produzione di energie rinnovabili; b) istituzione e composizione di un «tavolo tecnico interassessoriale» per la riforma organica della materia degli usi civici; c) autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio degli sbarramenti idrici di competenza regionale.

Corte costituzionale, 7 giugno 2024, n. 103

Procedura civile: se il titolo esecutivo giudiziale condanna genericamente al pagamento degli "interessi legali", si applica il saggio ex art. 1284, comma 1, c.c., salvo che dal titolo stesso risultino dovuti i "super interessi" ex art. 1284, comma 4, c.c.

Ove il giudice disponga il pagamento degli "interessi legali" senza alcuna specificazione, deve intendersi che la misura degli interessi, decorrenti dopo la proposizione della domanda giudiziale, corrisponde al saggio previsto dall'art. 1284, comma 1, c.c. se manca nel titolo esecutivo giudiziale, anche sulla base di quanto risulta dalla sola motivazione, lo specifico accertamento della spettanza degli interessi, per il periodo successivo alla proposizione della domanda, secondo il saggio previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (art. 1284, comma 4, c.c.).

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 7 maggio 2024, n. 12449

Fisco: il locatore può optare per la cedolare secca anche se il conduttore stipula il contratto di locazione ad uso abitativo nell'esercizio della propria attività professionale

In tema di redditi da locazione, il locatore può optare per la cedolare secca anche qualora il conduttore stipuli il contratto di locazione ad uso abitativo nell'esercizio della propria attività professionale, atteso che l'esclusione di cui all'art. 3, comma 6, del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 («Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale»), si riferisce esclusivamente alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate dal locatore nell'esercizio di un'attività d'impresa ovvero di arti e professioni.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 7 maggio 2024, n. 12395

Appalti pubblici: l'offerente illegittimamente escluso dalla gara può chiedere il risarcimento del danno per perdita di opportunità

L'art. 2, § 1, lett. c), della direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, come modificata dalla direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, dev'essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa o a una prassi nazionali che non ammettono per principio la possibilità, per un offerente escluso da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico in ragione di una decisione illegittima dell'amministrazione aggiudicatrice, di essere indennizzato per il danno subito a causa della perdita dell'opportunità di partecipare a tale procedura ai fini dell'aggiudicazione dell'appalto.

Corte di giustizia UE, quinta sezione, 6 giugno 2024

Enti locali: spetta alla Giunta (e non al Consiglio) comunale la determinazione dei canoni per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP)

Ai sensi dell'art. 42, comma 2, lett. f), del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»), rientra nella competenza della Giunta (e non del Consiglio) comunale la determinazione dei canoni per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP).

TAR Veneto, sezione II, 29 maggio 2024, n. 1223