Ordinamento penitenziario: è incostituzionale il visto di censura sulla corrispondenza fra il detenuto sottoposto al 41-bis e il proprio difensore

È incostituzionale - per violazione dell'art. 24 Cost. - l'art. 41-bis, comma 2-quater, lett. e), della l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»), là dove non esclude dalla sottoposizione a visto di censura la corrispondenza intrattenuta con i difensori.

Corte costituzionale, 24 gennaio 2022, n. 18

Sanità: è incostituzionale, perché priva di copertura finanziaria, la legge della Regione Puglia che prevede l'istituzione della sesta centrale operativa del 118

È incostituzionale - per violazione dell'art. 81, terzo comma, Cost. - la legge della Regione Puglia (n. 35/2020) che prevede l'istituzione della sesta centrale operativa del 118.

Corte costituzionale, 24 gennaio 2022, n. 17

Concorrenza: i contratti di fideiussione a valle di intese dichiarate parzialmente nulle dall'AGCM sono affetti da nullità parziale, salvo diversa volontà delle parti

I contratti di fideiussione stipulati a valle di intese dichiarate parzialmente nulle dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) per violazione della normativa antitrust sono affetti da nullità limitatamente alle clausole che riflettono quelle dell'intesa vietata, salvo che sia desumibile dal contratto, o sia altrimenti comprovata, una diversa volontà delle parti (fattispecie riguardante le norme bancarie uniformi dell'ABI). ► V. anche Cass. civ., sez. I, sent. n. 13846/2019 e ord. n. 29810/2017, entrambe in questa Rivista.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 30 dicembre 2021, n. 41994

Responsabilità civile: in caso di danni subiti da terzi nel corso dell'esecuzione di un appalto, occorre distinguere fra danni derivanti dall'attività dell'appaltatore e danni derivanti dalla cosa oggetto dell'appalto

In caso di danni subiti da terzi nel corso dell'esecuzione di un appalto, occorre distinguere fra i danni derivanti dall'attività dell'appaltatore e i danni derivanti dalla cosa oggetto dell'appalto (anche se determinati dalle modifiche e dagli interventi su di essa posti in essere dall'appaltatore): dei primi risponde di regola, ai sensi dell'art. 2043 c.c., esclusivamente l'appaltatore (poiché la sua autonomia impedisce di applicare l'art. 2049 c.c. al committente), a meno che il danneggiato provi una concreta ingerenza del committente nell'attività stessa e/o la violazione di specifici obblighi di vigilanza e controllo; dei secondi risponde, ai sensi dell'art. 2051 c.c., (anche) il committente, giacché l'appalto e l'autonomia dell'appaltatore non escludono la permanenza della qualità di custode della cosa in capo al committente; in quest'ultima ipotesi, il committente, per essere esonerato dalla sua responsabilità nei confronti del terzo danneggiato, non può limitarsi a provare la stipulazione dell'appalto, ma deve fornire la prova liberatoria richiesta dall'art. 2051 c.c. e, quindi, dimostrare che il danno si è verificato esclusivamente a causa del fatto dell'appaltatore, quale fatto del terzo che egli non poteva prevedere e/o impedire (fermo restando il suo diritto di agire eventualmente in manleva contro l'appaltatore stesso).

Corte di cassazione, sezione VI civile, 24 dicembre 2021, n. 41507

Fisco: il principio della scissione soggettiva degli effetti della notificazione vale anche per gli atti di imposizione tributaria

In materia di notificazione degli atti di imposizione tributaria, il principio della scissione soggettiva degli effetti della notificazione - sancito, per gli atti processuali, dalla giurisprudenza costituzionale e, per gli atti tributari, dall'art. 60 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 («Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi») - trova sempre applicazione, non ostandovi né la peculiare natura recettizia degli atti in parola né la qualità del soggetto deputato alla loro notificazione; con la conseguenza che, ai fini del rispetto del termine di decadenza cui la legge assoggetta l'esercizio del potere impositivo, rileva la data nella quale l'ente ha effettuato gli adempimenti necessari alla notifica dell'atto, e non la data nella quale quest'ultimo è giunto a conoscenza del contribuente.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 17 dicembre 2021, n. 40543

Procedura penale: è incostituzionale l'art. 34, comma 2, c.p.p., là dove non prevede che il GIP che ha rigettato la richiesta di decreto penale di condanna per mancata contestazione di un'aggravante non possa decidere sulla nuova istanza del PM

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 24 Cost. - l'art. 34, comma 2, c.p.p., là dove non prevede che il giudice per le indagini preliminari che ha rigettato la richiesta di decreto penale di condanna per mancata contestazione di una circostanza aggravante sia incompatibile a pronunciare sulla nuova richiesta di decreto penale formulata dal pubblico ministero in conformità ai rilievi del giudice stesso.

Corte costituzionale, 21 gennaio 2022, n. 16

Protezione internazionale: non è incostituzionale l'art. 35-bis, comma 13, d.lgs. 25/2008, là dove prevede che il difensore debba certificare la data di rilascio della procura alle liti per il ricorso in Cassazione

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte di cassazione in riferimento a varî parametri - dell'art. 35-bis, comma 13, del d.lgs. 28 gennaio 2008, n. 25 («Attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato»), là dove prevede che il difensore debba certificare la data di rilascio in suo favore della procura alle liti per la proposizione del ricorso per cassazione in materia di protezione internazionale (a pena - secondo il diritto vivente - d'inammissibilità dell'impugnativa). ► V. anche Cass. civ., sez. un., sent. n. 15177/2021, in questa Rivista.

Corte costituzionale, 20 gennaio 2022, n. 13

Fisco: non è incostituzionale l'art. 6, comma 1, lett. a), d.lgs. 446/1997, concernente la determinazione della base imponibile dell'IRAP per banche e altri enti e società finanziari

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla CTP di Reggio Emilia in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 6, comma 1, lett. a), del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 («Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali»), in tema di determinazione della base imponibile dell'IRAP per banche e altri enti e società finanziari.

Corte costituzionale, 20 gennaio 2022, n. 12

Energia: non è incostituzionale la normativa della Regione Toscana sulla localizzazione di impianti geotermici

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 3, 9, 11, 97 e 117, commi primo, secondo, lett. s), e terzo, Cost. - della normativa della Regione Toscana (l. 73/2020) in materia di localizzazione di impianti geotermici.

Corte costituzionale, 20 gennaio 2022, n. 11

Patrocinio a spese dello Stato: è incostituzionale la mancata previsione del beneficio anche per l'attività difensiva svolta in sede di mediazione obbligatoria conclusasi con un accordo

Sono incostituzionali - per violazione degli artt. 3 e 24, terzo comma, Cost. - le seguenti disposizioni del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)»]: a) artt. 74, comma 2, e 75, comma 1, là dove non prevedono che il patrocinio a spese dello Stato sia applicabile anche all'attività difensiva svolta nell'ambito dei procedimenti di mediazione di cui all'art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 («Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali»), quando nel corso degli stessi è stato raggiunto un accordo; b) art. 83, comma 2, là dove non prevede che, in tali fattispecie, alla liquidazione in favore del difensore provveda l'autorità giudiziaria che sarebbe stata competente a decidere la controversia.

Corte costituzionale, 20 gennaio 2022, n. 10

Sanità: è incostituzionale la normativa della Provincia autonoma di Trento sulla dirigenza sanitaria

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («tutela della salute») - la normativa della Provincia autonoma di Trento (l. 6/2020) in materia di requisiti per la nomina a direttore di «articolazione organizzativa fondamentale» dell'azienda sanitaria.

Corte costituzionale, 20 gennaio 2022, n. 9

Responsabilità amministrativa: l'omessa audizione personale del presunto responsabile che ne ha fatto rituale richiesta comporta l'inammissibilità della citazione in giudizio, anche se egli ha depositato deduzioni scritte

In tema di responsabilità amministrativa per danno all'erario, ai sensi dell'art. 67, comma 2, c.g.c., l'omessa audizione personale del presunto responsabile che ne ha fatto rituale richiesta comporta l'inammissibilità della citazione in giudizio, anche nel caso in cui egli abbia depositato deduzioni scritte.

Corte dei conti, s.g. Lazio, 17 gennaio 2022, n. 18

Processo amministrativo: inammissibile l'appello proposto da chi non era parte del giudizio di primo grado

In tema di processo amministrativo, ai sensi degli artt. 102, comma 1, 108 e 109 c.p.a., possono proporre appello soltanto le parti fra le quali è stata pronunciata la sentenza di primo grado (tali dovendosi intendere non già quelle menzionate, eventualmente per mero errore materiale, nell'epigrafe della decisione, ma le effettive parti processuali), mentre il terzo, controinteressato pretermesso, può fare opposizione davanti al giudice che ha reso la sentenza, salvo che questa sia già stata appellata (dichiara inammissibile l'appello avverso TAR Umbria, sent. n. 357/2013).

Consiglio di Stato, sezione II, 18 gennaio 2022, n. 329

Processo amministrativo: appello improcedibile se nel corso del giudizio sopravviene un atto che rende sostanzialmente privo di utilità l'eventuale annullamento del provvedimento impugnato

In tema di processo amministrativo, l'adozione, nel corso del giudizio, di un atto amministrativo che non sia di mera esecuzione di un ordine giudiziale emesso in via cautelare e che renda sostanzialmente inutile per la parte l'eventuale annullamento del provvedimento impugnato comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d'interesse (dichiara improcedibile l'appello avverso TAR Campania, sez. VI, sent. n. 2375/2020).

Consiglio di Stato, sezione VI, 17 gennaio 2022, n. 282

Appalti pubblici: il Consiglio di Stato ribadisce la differenza tra avvalimento di garanzia e avvalimento operativo

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ricorre l'avvalimento di garanzia quando l'ausiliaria mette a disposizione dell'ausiliata la propria solidità economico-finanziaria, consentendole così di far fronte agli impegni economici assunti col contratto; mentre ricorre l'avvalimento operativo quando l'ausiliaria s'impegna a mettere a disposizione dell'ausiliata le risorse tecnico-organizzative indispensabili per l'esecuzione del contratto (riforma TAR Piemonte, sez. II, sent. n. 798/2020).

Consiglio di Stato, sezione V, 14 gennaio 2022, n. 257

Abuso d'ufficio: non «manifestamente irragionevole o arbitraria» la necessità e urgenza della riforma introdotta dal d.l. 76/2020

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal GUP del Tribunale di Catanzaro in riferimento all'art. 77 Cost. - dell'art. 23, comma 1, del d.l. 16 luglio 2020, n. 76 («Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale»), convertito, con modificazioni, nella l. 11 settembre 2020, n. 120, là dove ha riformato l'art. 323 c.p. (abuso d'ufficio).

Corte costituzionale, 18 gennaio 2022, n. 8

Procedura penale: è incostituzionale la mancata previsione dell'incompatibilità del giudice dell'esecuzione che ha pronunciato l'ordinanza sulla richiesta di rideterminazione della pena a seguito di declaratoria di incostituzionalità, annullata con rinvio

Sono incostituzionali - per violazione degli artt. 3, primo comma, e 111, secondo comma, Cost. - gli artt. 34, comma 1, e 623, comma 1, lett. a), c.p.p., là dove non prevedono che il giudice dell'esecuzione deve essere diverso da quello che ha pronunciato l'ordinanza sulla richiesta di rideterminazione della pena, a seguito di declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma incidente sulla commisurazione del trattamento sanzionatorio, annullata con rinvio dalla Corte di cassazione.

Corte costituzionale, 18 gennaio 2022, n. 7

Sanità: è incostituzionale la normativa della Regione Calabria che istituisce la figura professionale del "farmacista abilitato"

È incostituzionale - per violazione degli artt. 117, commi secondo, lett. l), e terzo, Cost. - la normativa della Regione Calabria (l. 24/2020) che istituisce la figura professionale del "farmacista abilitato".

Corte costituzionale, 18 gennaio 2022, n. 6

Immigrazione: su rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il rilascio, il rinnovo o la revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari, vertendosi in tema di diritti soggettivi. ► V. anche TAR Piemonte, sez. I, sent. n. 1097/2021, e TAR Campania, Salerno, sez. I, sent. n. 2111/2019, entrambe in questa Rivista.

TAR Emilia-Romagna, sezione I, 10 gennaio 2022, n. 20

Appalti pubblici: la mera inosservanza del dovere di stand still sostanziale non determina l'annullamento dell'aggiudicazione o l'inefficacia del contratto

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) la violazione della clausola del bando che stabilisce un numero massimo di pagine per l'offerta tecnica può comportare l'esclusione dalla gara solo quando ciò sia previsto in modo espresso dalla lex specialis e sempreché tale violazione abbia effettivamente avvantaggiato un concorrente in danno degli altri; 2) la mera inosservanza del termine dilatorio ex art. 32, comma 9, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), senza che concorrano vizi propri dell'aggiudicazione, non determina l'annullamento di questa o l'inefficacia del contratto, atteso che, trattandosi di una fase successiva a quella di selezione del miglior contraente, non può incidere sul provvedimento di aggiudicazione definitiva.

TAR Campania, sezione V, 5 gennaio 2022, n. 78

B. Romano, A. Marandola (curr.)

La riforma Cartabia

Pacini Giuridica, 2021

F.S. Marini, A. Storto (curr.)

Codice del processo amministrativo

La Tribuna, 2021

A.F. Morone

La tutela penale delle gare pubbliche

Giappichelli, 2022