Pubblico impiego: è incostituzionale la normativa del Veneto sul personale dell'agenzia regionale per l'innovazione nel settore primario

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la legge della Regione Veneto (n. 37/2014, come modificata dalla l. 6/2015) che detta disposizioni in materia di inquadramento del personale dell'«Agenzia veneta per l'innovazione nel settore primario».

Corte costituzionale, 19 aprile 2019, n. 100

Ordinamento penitenziario: è incostituzionale la mancata previsione dell'applicabilità della detenzione domiciliare "umanitaria" (o "in deroga") per grave infermità psichica sopravvenuta durante la carcerazione

È incostituzionale - per violazione degli artt. 2, 3, 27, terzo comma, 32 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 3 CEDU - l'art. 47-ter, comma 1-ter, della l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»), là dove non prevede che, nell'ipotesi di grave infermità psichica sopravvenuta, il tribunale di sorveglianza possa disporre l'applicazione al condannato della detenzione domiciliare anche in deroga ai limiti di cui al comma 1 del medesimo art. 47-ter.

Corte costituzionale, 19 aprile 2019, n. 99

Processo amministrativo: il giudizio può essere definito ex art. 60 c.p.a. anche se una delle parti dichiara che intende proporre motivi aggiunti, ove questi risultino manifestamente inammissibili

In tema di processo amministrativo, il giudizio può essere definito a norma dell'art. 60 c.p.a. anche qualora una delle parti dichiari che intende proporre motivi aggiunti, ove questi risultino manifestamente inammissibili.

TRGA Trentino-Alto Adige, Trento, 22 marzo 2019, n. 51

Appalti pubblici: il RUP è competente a verificare l'anomalia delle offerte

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il responsabile unico del procedimento (RUP) è organo competente allo svolgimento dell'attività di verifica delle offerte sospette di anomalia.

TAR Campania, sezione I, 11 marzo 2019, n. 1382

Assicurazione RC auto: non è incostituzionale la disposizione la quale prevede che il danno alle cose sia risarcibile solo in presenza di danni gravi alla persona

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Giudice di pace di Avezzano in riferimento agli artt. 2, 3 e 24 Cost. - dell'art. 283, comma 2, del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 («Codice delle assicurazioni private»), come modificato dall'art. 1, comma 9, lett. b), del d.lgs. 6 novembre 2007, n. 198 («Attuazione della direttiva 2005/14/CE che modifica le direttive 72/166/CEE, 84/5/CEE, 88/357/CEE, 90/232/CEE e 2000/26/CE sull'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli»), là dove prevede che il danno alle cose sia risarcibile solo in presenza di danni gravi alla persona.

Corte costituzionale, 18 aprile 2019, n. 98

Mediazione civile: sono in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni di costituzionalità relative al d.l. 69/2013 e al d.lgs. 28/2010

Sono in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Verona in riferimento agli artt. 3 e 77, secondo comma, Cost. - dell'art. 84, comma 1, lett. b), del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 («Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia»), convertito, con modificazioni, nella l. 9 agosto 2013, n. 98, che inserisce il comma 1-bis all'art. 5 del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 («Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali»); dell'art. 84, comma 1, lett. i), dello stesso d.l. 69/2013, nella parte in cui aggiunge il comma 4-bis, secondo periodo, all'art. 8 del d.lgs. 28/2010; nonché del comma 2 del medesimo art. 84 e dell'art. 5, comma 4, lett. a), del d.lgs. 28/2010.

Corte costituzionale, 18 aprile 2019, n. 97

Giustizia costituzionale: sono inammissibili le impugnative incidentali basate su una erronea e incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento

È inammissibile, perché basata su una «erronea ed incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento, nazionale ed europeo, sui contratti a termine con la pubblica amministrazione», la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Termini Imerese in riferimento all'art. 117, primo comma, Cost., in relazione alla direttiva n. 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato - dell'art. 77, comma 2, della l.r. Sicilia 28 dicembre 2004, n. 17 («Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005»).

Corte costituzionale, 18 aprile 2019, n. 96

Reati tributari: non è incostituzionale la mancata previsione di soglie di punibilità per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 d.lgs. 74/2000)

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Palermo in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 2 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 («Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205»), nella parte in cui non prevede, per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, soglie di punibilità omologhe a quelle stabilite per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3 d.lgs. cit.).

Corte costituzionale, 18 aprile 2019, n. 95

Regioni: è incostituzionale la legge del Molise che prevede un parere regionale preventivo nel procedimento di consegna dei beni demaniali marittimi ex art. 34 cod. nav.

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la legge della Regione Molise (n. 2/2018) che prevede un parere regionale preventivo nel procedimento di consegna dei beni demaniali marittimi ex art. 34 cod. nav.

Corte costituzionale, 18 aprile 2019, n. 94

Ambiente: è incostituzionale la normativa della Provincia autonoma di Trento in materia di VIA

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la normativa della Provincia autonoma di Trento (l. n. 17/2017) in materia di valutazione d'impatto ambientale (VIA).

Corte costituzionale, 18 aprile 2019, n. 93

Procedura civile: non è incostituzionale l'art. 161, comma 3, disp. att. c.p.c. (compenso dell'esperto o dello stimatore)

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Vicenza in riferimento agli artt. 3, 36, 41, 97 e 117, primo comma, Cost. - dell'art. 161, comma 3, disp. att. c.p.c., introdotto dall'art. 14, comma 1, lett. a-ter), del d.l. 27 giugno 2015, n. 83 («Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria»), convertito, con modificazioni, nella l. 6 agosto 2015, n. 132, in tema di compenso dell'esperto o dello stimatore.

Corte costituzionale, 17 aprile 2019, n. 90

Bilancio e contabilità pubblica: non lede l'autonomia delle Regioni l'art. 1, comma 454, della legge di bilancio 2018, in tema di riduzione della spesa per il personale sanitario (quando l'interpretazione di un «ovvero» fa la differenza...)

Non sono fondate, «nei termini di cui in motivazione», le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalla Regione Toscana in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 119, secondo comma, Cost. - dell'art. 1, comma 454, della l. 27 dicembre 2017, n. 205 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020»), in tema di riduzione della spesa per il personale sanitario.

Corte costituzionale, 17 aprile 2019, n. 89

Circolazione stradale: è incostituzionale la revoca automatica della patente di guida in tutte le ipotesi di condanna o "patteggiamento" per omicidio stradale o lesioni personali stradali gravi o gravissime

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 222, comma 2, quarto periodo, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna, ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p., per i reati di cui agli artt. 589-bis («Omicidio stradale») e 590-bis («Lesioni personali stradali gravi o gravissime») c.p., il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa ai sensi del predetto art. 222, comma 2, secondo e terzo periodo, allorquando non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi secondo e terzo degli artt. 589-bis e 590-bis c.p.

Corte costituzionale, 17 aprile 2019, n. 88

Edilizia e urbanistica: il contributo straordinario ex art. 16, comma 4, lett. d-ter), t.u. edilizia è dovuto anche nel caso di procedimento SUAP

Il contributo straordinario per il rilascio del permesso di costruire, previsto dall'art. 16, comma 4, lett. d-ter), del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], dev'essere corrisposto in tutte le ipotesi di intervento su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d'uso, anche qualora il permesso sia stato assentito attraverso lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) (conferma TAR Veneto, sez. II, sent. n. 382/2018).

Consiglio di Stato, sezione IV, 12 aprile 2019, n. 2382

Contratti pubblici: i piani economico-finanziari possono essere asseverati anche dalle società iscritte nel Registro dei revisori legali e delle società di revisione tenuto dal MEF o nell'Albo speciale delle società di revisione tenuto dalla CONSOB

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) l'art. 153, comma 9, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 («Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE»), e, ora, l'art. 183, comma 9, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), devono essere interpretati nel senso che l'attività di asseverazione dei piani economico-finanziari (PEF) finalizzata all'affidamento di un contratto pubblico può essere svolta, oltre che dalle società autorizzate ai sensi dell'art. 1 della l. 23 novembre 1939, n. 1966 («Disciplina delle società fiduciarie e di revisione»), anche dalle società iscritte nel Registro dei revisori legali e delle società di revisione attualmente tenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze e, in precedenza, nell'Albo speciale delle società di revisione tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa ai sensi dell'art. 161 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 («Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52»); 2) le referenze bancarie: a) costituiscono uno dei mezzi di prova dei requisiti economico-finanziari necessari per l'aggiudicazione dei contratti pubblici, essendo fatto notorio che il sistema bancario eroga credito a soggetti affidabili sotto tale profilo; b) possono tuttavia rivelarsi, in concreto, inidonee a dimostrare i requisiti minimi di solidità economica e patrimoniale dell'impresa al momento della partecipazione alla gara, dovendo la stazione appaltante aver riguardo al dato sostanziale come emergente da tutti i documenti in suo possesso; c) sono suscettibili di soccorso istruttorio da parte della stazione appaltante, che ha anche la possibilità di richiedere la loro integrazione mediante altra documentazione; d) non devono essere consacrate in formule sacramentali, poiché per la loro idoneità è sufficiente l'indicazione della correttezza e della puntualità dei rapporti fra cliente e istituto bancario; e) vanno considerate "idonee" quando gli istituti bancari abbiano riferito sulla qualità dei rapporti in atto con le società interessate, e in particolare sulla correttezza e sulla puntualità di queste nell'adempimento degli impegni assunti verso l'istituto e sull'assenza di situazioni passive con lo stesso o con altri soggetti, che siano desumibili dai movimenti bancari o da altre informazioni possedute dalla banca; 3) è rimessa alla stazione appaltante la valutazione dell'idoneità dei documenti presentati dall'operatore economico che sia impossibilitato alla produzione di referenze bancarie (conferma TAR Lazio, sez. II, sent. n. 1908/2018).

Consiglio di Stato, sezione V, 10 aprile 2019, n. 2351

Elezioni: l'elettore che sulla scheda traccia una croce troppo grande oppure sbaglia il prenome del candidato di preferenza non necessariamente vuol farsi riconoscere

In tema di elezioni: 1) la circostanza che l'elettore abbia espresso il proprio voto tracciando una croce che oltrepassa il rettangolo fino al limite della scheda elettorale non dimostra in maniera inoppugnabile l'intento di farsi riconoscere, potendo essere dovuta a distrazione oppure a particolare forza casualmente impressa alla matita; 2) l'erronea indicazione del prenome del candidato, in assenza di candidati di altre liste aventi lo stesso cognome, non implica di per sé alcuna incertezza in ordine alla volontà dell'elettore, né configura un mezzo di riconoscimento, tale errore ben potendo essere un mero difetto mnemonico, non improbabile poiché il voto di preferenza non necessariamente riflette una conoscenza diretta del candidato prescelto (conferma TAR Calabria, sez. I, sent. n. 2168/2018).

Consiglio di Stato, sezione III, 9 aprile 2019, n. 2322

Sanità pubblica: non è incostituzionale la normativa della Regione Puglia sul commissariamento delle aziende e degli enti del SSR

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 3, 97 e 117, terzo comma, Cost. - della legge della Regione Puglia (n. 15/2018) recante disposizioni in materia di commissariamento delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale.

Corte costituzionale, 15 aprile 2019, n. 87

Regioni: la Consulta dichiara incostituzionali svariate disposizioni legislative della Regione Basilicata in materia di paesaggio, edilizia e urbanistica, energia e demanio marittimo

È incostituzionale - per violazione di vari parametri - la normativa della Regione Basilicata (leggi nn. 19 e 21 del 2017) in materia di: a) variante al piano territoriale di coordinamento del Pollino; b) attuazione del piano territoriale paesistico del Metapontino; c) immobili abusivi; d) interventi di ampliamento, rinnovo e riuso del patrimonio edilizio esistente; e) concessioni demaniali marittime; f) impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Corte costituzionale, 15 aprile 2019, n. 86

Procedure concorsuali: lo studio professionale associato non gode del privilegio ex art. 2751-bis, n. 2, c.c.

In tema di procedure concorsuali, la domanda di insinuazione al passivo proposta da uno studio associato fa presumere l'esclusione della personalità del rapporto d'opera professionale da cui è derivato il credito, e dunque l'insussistenza dei presupposti per il riconoscimento del privilegio generale sui mobili del debitore ex art. 2751-bis, n. 2, c.c., salvo che l'istante dimostri che il credito si riferisce a una prestazione svolta personalmente dal professionista, in via esclusiva o prevalente, e sia di pertinenza dello stesso professionista, pur se formalmente richiesto dall'associazione professionale.

Corte di cassazione, sezione I civile, 21 febbraio 2019, n. 5248

Processo tributario: se il contribuente contesta la regolarità della notifica per posta dell'atto impositivo, l'Amministrazione finanziaria deve produrre la cartolina di ritorno della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito

In tema di contenzioso tributario, qualora l'avviso di accertamento sia stato notificato a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 8 della l. 20 novembre 1982, n. 890 («Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari»), e il contribuente contesti la legittimità di tale notifica, è onere dell'Amministrazione finanziaria produrre in giudizio la cartolina di ritorno della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito (CAD), prevista per il caso di irreperibilità relativa, pena la nullità della notifica stessa.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 21 febbraio 2019, n. 5077
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