Lavoro: condotte di reato anteriori all'instaurarsi del rapporto di lavoro possono integrare giusta causa di licenziamento solo se oggetto di condanna irrevocabile intervenuta a rapporto ormai in atto e tali da compromettere il vincolo fiduciario

Condotte di reato anteriori all'instaurarsi del rapporto di lavoro possono - pur in mancanza di un'espressa previsione contrattuale in tal senso - integrare giusta causa di licenziamento, a condizione che siano oggetto di sentenza di condanna irrevocabile intervenuta a rapporto ormai in atto e si rivelino - attraverso una verifica giurisdizionale da effettuarsi sia in astratto sia in concreto - incompatibili col permanere di quel vincolo fiduciario che lo caratterizza.

Corte di cassazione, sezione lavoro, 4 aprile 2024, n. 8899

Appalti pubblici: la Consulta conferma che l'autodichia delle Camere non si estende alle controversie in materia di appalti

Nel respingere un ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dalla Camera dei deputati, la Corte costituzionale ha dichiarato che spettava alla Corte di cassazione e al Consiglio di Stato affermare - con le sentenze, rispettivamente, delle Sezioni unite civili, 12 maggio 2022, n. 15236, e della Sezione V, 31 maggio 2021, n. 4150 (entrambe in questa Rivista) - la giurisdizione del giudice comune (nella specie, quello amministrativo) in una controversia riguardante l'affidamento di un appalto pubblico da parte della stessa Camera. ► V. anche, in questa Rivista: Corte cost., sentt. nn. 262/2017 e 120/2014; TAR Lazio, sez. I, sentt. nn. 5765 e 4183/2020 e 9268/2018.

Corte costituzionale, 19 aprile 2024, n. 65

Patrocinio a spese dello Stato: non è incostituzionale l'art. 133, comma 1, d.P.R. 115/2002, là dove disciplina la liquidazione delle spese di lite nel caso in cui la parte vittoriosa è stata ammessa al beneficio

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Cagliari in riferimento agli artt. 3, 53, 76 e 111, secondo comma, Cost. - dell'art. 133, comma 1, del d.lgs. 30 maggio 2002, n. 113 [«Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia. (Testo B)»], trasfuso nell'art. 133, comma 1, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)»], a norma del quale «[i]l provvedimento che pone a carico della parte soccombente non ammessa al patrocinio [a spese dello Stato] la rifusione delle spese processuali a favore della parte ammessa dispone che il pagamento sia eseguito a favore dello Stato».

Corte costituzionale, 19 aprile 2024, n. 64

Bilancio e contabilità pubblica: non sono fondate le questioni di costituzionalità dell'art. 1, commi 332 (emolumento accessorio una tantum per i dipendenti) e 774 (dotazione del FSC), l. 197/2022 promosse dalla Regione Liguria

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalla Regione Liguria in riferimento, nel complesso, agli artt. 5, 114, 119, commi primo, terzo e quarto, e 120, secondo comma, Cost. - dell'art. 1, commi 332 e 774, della l. 29 dicembre 2022, n. 197 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025»), là dove: a) pone a carico del bilancio dei Comuni gli oneri derivanti dal riconoscimento - anche in favore dei dipendenti di tali enti - dell'emolumento accessorio una tantum previsto per il personale statale dall'art. 1, comma 330, della medesima legge, da corrispondersi per tredici mensilità e determinato nella misura dell'1,5 per cento dello stipendio; b) per il 2023, incrementa la dotazione del fondo di solidarietà comunale (FSC) nella misura di soli 50 milioni di euro, rispetto a quanto già previsto dall'art. 1, commi 448 e 449, lett. d-quater), della l. 11 dicembre 2016, n. 232 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»).

Corte costituzionale, 19 aprile 2024, n. 63

Tributi: la Corte di giustizia UE si pronuncia sulla nozione di «caso fortuito» ai sensi dell'art. 7, § 4, della direttiva 2008/118/CE, relativa al regime generale delle accise, con riguardo alla normativa italiana in materia

L'art. 7, § 4, della direttiva 2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92 dicembre CEE, dev'essere interpretato nel senso che: a) la nozione di «caso fortuito», ai sensi di tale disposizione, dev'essere intesa, al pari di quella di «forza maggiore», come riferita a circostanze estranee a colui che l'invoca, anormali e imprevedibili, le cui conseguenze non avrebbero potuto essere evitate malgrado l'adozione di tutte le precauzioni del caso; b) affinché sia riconosciuta l'esistenza di un «caso fortuito», ai sensi di tale disposizione, occorre, da un lato, che la distruzione totale o la perdita irrimediabile dei prodotti sottoposti ad accisa sia dovuta a circostanze anormali, imprevedibili ed estranee all'operatore interessato, il che è escluso qualora tali circostanze rientrino nella sfera di responsabilità dell'operatore, e, dall'altro lato, che quest'ultimo abbia dato prova della diligenza normalmente richiesta nell'ambito della sua attività al fine di premunirsi contro le conseguenze di un tale evento; c) esso osta a una disposizione di diritto nazionale di uno Stato membro (nella specie, l'Italia) che equipara in tutti i casi i fatti imputabili al soggetto passivo a titolo di colpa non grave al caso fortuito e alla forza maggiore. Tuttavia, qualora i fatti imputabili a titolo di colpa non grave che hanno comportato la distruzione totale o la perdita irrimediabile del prodotto sottoposto ad accisa siano stati commessi nell'ambito di un'operazione di denaturazione preventivamente autorizzata dalle autorità nazionali competenti, si deve ritenere che tale distruzione o tale perdita si sia verificata in seguito all'autorizzazione delle autorità competenti dello Stato membro interessato, cosicché detta distruzione o detta perdita non deve essere considerata un'immissione in consumo ai sensi dell'art. 7 della direttiva 2008/118; d) l'espressione «in seguito all'autorizzazione delle autorità competenti dello Stato membro», di cui al primo comma di tale disposizione, non può essere intesa nel senso di consentire agli Stati membri di prevedere in via generale che la distruzione totale o la perdita irrimediabile dei prodotti sottoposti ad accisa in regime di sospensione dall'accisa non costituisca un'immissione in consumo qualora risulti da colpa non grave (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di cassazione).

Corte di giustizia UE, quinta sezione, 18 aprile 2024

Tributi: è incostituzionale l'art. 9, comma 1, d.lgs. 23/2011, là dove non esclude la debenza dell'IMU sugli immobili occupati abusivamente

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, primo comma, e 53, primo comma, Cost. - l'art. 9, comma 1, del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 («Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale»), testo originario, là dove non prevede che non siano soggetti all'imposta municipale propria (IMU), per il periodo dell'anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte, gli immobili non utilizzabili né disponibili, per i quali sia stata presentata denuncia all'autorità giudiziaria in relazione ai reati di cui agli artt. 614, comma 2, o 633 c.p. o per la cui occupazione abusiva sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale.

Corte costituzionale, 18 aprile 2024, n. 60

Responsabilità amministrativo-contabile: è incostituzionale la normativa della Calabria che attribuisce la qualifica di agenti contabili agli amministratori e ai sindaci di espressione regionale delle società partecipate

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. («giurisdizione e norme processuali») - la normativa della Regione Calabria (l. 22/2007) che attribuisce autonomamente la qualifica di agenti contabili ai consiglieri di amministrazione e ai componenti del collegio sindacale, nominati dal Presidente della Regione o dai rappresentanti nelle assemblee sociali, delle società partecipate da essa Regione.

Corte costituzionale, 18 aprile 2024, n. 59

Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale il rendiconto generale della Regione Molise per l'esercizio finanziario 2021 (l. 27/2022)

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost. («armonizzazione dei bilanci pubblici») - la legge della Regione Molise (n. 27/2022) recante il rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2021.

Corte costituzionale, 18 aprile 2024, n. 58

Appalti pubblici: legittimi i chiarimenti della stazione appaltante che forniscono l'interpretazione autentica di previsioni della lex specialis caratterizzate da oggettiva ambiguità

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, sono legittimi i chiarimenti con cui la stazione appaltante fornisca agli operatori economici l'interpretazione autentica di previsioni della lex specialis caratterizzate da oggettiva ambiguità. ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 2260/2021 e 6026/2019; sez. III, sent. n. 74/2016; TAR Veneto, sez. II, sent. n. 1568/2023, e sez. III, sent. n. 1159/2021.

TAR Lombardia, Brescia, sezione I, 10 aprile 2024, n. 297

Processo amministrativo: le controversie riguardanti il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari ex art. 58 d.l. 112/2008 sono soggette al rito abbreviato, con conseguente dimidiazione del termine per il deposito del ricorso

In tema di processo amministrativo, le controversie riguardanti il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari approvato ai sensi dell'art. 58 del d.l. 25 giugno 2008, n. 112 («Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria»), convertito, con modificazioni, nella l. 6 agosto 2008, n. 133, sono soggette al rito abbreviato ex art. 119, comma 1, lett. c), c.p.a., onde il ricorso dev'essere depositato, a pena di irricevibilità, entro il termine dimidiato di quindici giorni dall'ultima notificazione.

TAR Basilicata, 9 aprile 2024, n. 180

Circolazione stradale: sul diniego della patente di guida per mancanza dei requisiti morali ex art. 120 c.d.s. decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il diniego di rilascio della patente di guida per difetto dei requisiti morali previsti dall'art. 120 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), configurandosi nella specie posizioni giuridiche di diritto soggettivo. ► V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ord. n. 26391/2020; TAR Emilia-Romagna, Parma, sent. n. 166/2022; TAR Piemonte, sez. II, sent. n. 233/2023; TAR Puglia, Lecce, sez. III, sent. n. 1349/2021.

TAR Lombardia, sezione I, 8 aprile 2024, n. 1028

Immigrazione: legittimo il diniego del permesso di soggiorno in attesa di occupazione allo straniero regolare che non ha potuto conseguire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale a causa dell'immotivato rifiuto del datore di lavoro di assumerlo

In tema di immigrazione, è legittimo il provvedimento che nega il rilascio del permesso di soggiorno in attesa di occupazione al cittadino straniero il quale, munito di regolare visto d'ingresso in Italia per lavoro stagionale, non abbia potuto conseguire il permesso di soggiorno a tale titolo in ragione dell'immotivato rifiuto del datore di lavoro di perfezionare l'assunzione.

TAR Puglia, sezione III, 5 aprile 2024, n. 420

Espropriazione per pubblica utilità: la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera dev'essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento

In tema di espropriazione per pubblica utilità, la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera dev'essere preceduta dall'invio, al proprietario dell'area esproprianda, della comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), pena l'illegittimità della procedura ablativa. ► V. anche TAR Lazio, Latina, sez. II, sent. n. 828/2023, in questa Rivista.

TAR Veneto, sezione II, 4 aprile 2024, n. 646

Appalti pubblici: l'iscrizione nella white list antimafia costituisce ex lege requisito di ordine generale per la partecipazione alla gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'iscrizione nell'elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (c.d. white list) previsto dall'art. 1, commi 52 e ss., della l. 6 novembre 2012, n. 190 («Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione»), costituisce ex lege requisito di ordine generale per la partecipazione alla gara, la cui mancanza comporta necessariamente l'esclusione dell'operatore economico. ► V. anche CdS, sez. V, sent. n. 9284/2023, in questa Rivista.

TAR Lazio, sezione I, 3 aprile 2024, n. 6458

Processo amministrativo: è ammissibile il ricorso per motivi aggiunti col quale la parte, nell'articolare solo censure derivate da quelle già dedotte nell'atto introduttivo del giudizio, si limita a un mero richiamo per relationem di queste ultime

In tema di processo amministrativo, è ammissibile il ricorso per motivi aggiunti col quale la parte, nell'articolare unicamente censure derivate da quelle già dedotte nell'atto introduttivo del giudizio, si limiti a un mero richiamo per relationem di queste ultime.

TAR Abruzzo, Pescara, 2 aprile 2024, n. 95

Regioni: è incostituzionale la legge della Campania che destina il contributo dovuto dalle imprese che svolgono attività estrattiva da cave al finanziamento delle attività di gestione societaria dell'aeroporto di Pontecagnano (SA)

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - la normativa della Regione Campania (l. 15/2005) la quale prevede che il contributo a carico delle imprese che svolgono attività estrattiva da cave sia destinato al finanziamento, oltreché dei lavori di completamento e avvio dell'aeroporto di Pontecagnano (SA), di «tutte le attività di gestione societaria» dell'aeroporto stesso.

Corte costituzionale, 15 aprile 2024, n. 57

Immigrazione: ai fini dei requisiti reddituali per l'emersione di rapporti di lavoro, non è necessario che l'impresa agricola abbia registrato un utile di esercizio

In tema di emersione di rapporti di lavoro, l'art. 9 («Requisiti reddituali del datore di lavoro») del d.m. interno 27 maggio 2020 («Modalità di presentazione dell'istanza di emersione di rapporti di lavoro»), là dove prevede che «[p]er l'imprenditore agricolo possono essere valutati anche gli indici di capacità economica di tipo analitico risultanti dalla dichiarazione IVA, prendendo in considerazione il volume d'affari al netto degli acquisti» (comma 4), non richiede che sussista una differenza minima tra volume d'affari e totale degli acquisti effettuati dall'impresa, ossia che questa abbia registrato un utile di esercizio.

Consiglio di Stato, sezione III, 2 aprile 2024, n. 2998

Edilizia e urbanistica: le scelte pianificatorie della P.A. sono ampiamente discrezionali e non richiedono, di regola, un'apposita motivazione

In tema di edilizia e urbanistica: 1) le scelte pianificatorie dell'Amministrazione costituiscono espressione di un'amplissima discrezionalità e, pertanto, sono insindacabili nel merito, salvo che in caso di errori di fatto, abnormità o irrazionalità; 2) la destinazione data alle singole aree non necessita di apposita motivazione, oltre quella che può evincersi dai criteri generali, di ordine tecnico-discrezionale, seguiti nell'impostazione del piano regolatore, essendo sufficiente l'espresso riferimento alla relazione di accompagnamento al progetto di modifica dello strumento urbanistico generale, a meno che particolari situazioni non abbiano creato aspettative o affidamenti in capo a soggetti le cui posizioni appaiano meritevoli di specifica considerazione.

Consiglio di Stato, sezione IV, 29 marzo 2024, n. 2962

Appalti pubblici: il principio di rotazione non si applica quando il nuovo affidamento ha luogo mediante una procedura che non contempla una preventiva limitazione del numero dei partecipanti

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il principio di rotazione ex art. 36 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), non si applica allorquando il nuovo affidamento abbia luogo mediante una procedura che non contempla una preventiva limitazione del numero dei partecipanti. ► V. anche, in questa Rivista, fra le altre: CdS, sez. V, sentt. nn. 7794/2022, 7462, 6168 e 2182/2020, 3943 e 3831/2019 e 5854/2017; sez. VI, sent. n. 4125/2017; TAR Abruzzo, sent. n. 132/2020; TAR Campania, sez. II, sent. n. 1425/2022; TAR Lazio, sez. II, sent. n. 7062/2019; TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 1205/2022; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentt. nn. 304/2022 e 993/2019; TAR Marche, sent. n. 187/2020; TAR Sardegna, sez. II, sent. n. 8/2020; TAR Sicilia, Catania, sez. II, sent. n. 1130/2022; TAR Veneto, sez. I, sentt. nn. 389/2021 e 1021/2019.

Consiglio di Stato, sezione V, 28 marzo 2024, n. 2946

Processo amministrativo: i chiarimenti dell'Adunanza plenaria sull'accesso del terzo al fascicolo informatico

In tema di processo amministrativo, l'art. 17, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio di Stato 28 luglio 2021 («Regole tecniche-operative del processo amministrativo telematico»), là dove prevede che l'accesso al fascicolo informatico dei procedimenti è consentito, «previa autorizzazione del giudice, a coloro che intendano intervenire volontariamente nel giudizio»: 1) non viola la riserva di legge né contrasta con la disciplina in materia di protezione dei dati personali; 2) dev'essere interpretato nel senso che l'autorizzazione (a) spetta al presidente della sezione presso cui è incardinata la causa, il quale può tuttavia rimetterla al collegio, (b) postula una delibazione sia di astratta pertinenza tra la causa pendente e la sfera giuridica del terzo istante sia di non manifesta pretestuosità o intento emulativo dell'istanza, e (c) nel caso di atti processuali contenenti dati sensibili o comunque afferenti alla vita privata, ovvero segreti commerciali o industriali, può essere subordinata, se del caso ed eventualmente sentite le parti costituite, all'adozione di misure di "minimizzazione" dei dati superflui, in modo da garantire, finché il terzo non spieghi effettivamente l'intervento, un equo bilanciamento tra diritto di difesa e tutela della riservatezza; 3) non configura un incidente processuale, con la conseguenza che contro la decisione sull'istanza di accesso non sono esperibili rimedi o mezzi di impugnazione.

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 12 aprile 2024, n. 5