Cooperazione giudiziaria civile: una decisione esecutiva sulle spese processuali, contenuta in una sentenza che non riguarda un credito incontestato, non può valere come titolo esecutivo europeo

Gli artt. 4, punto 1, e 7 del regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, devono essere interpretati nel senso che una decisione giudiziaria che ha efficacia esecutiva sull'importo delle spese relative ai procedimenti giudiziari, contenuta in una sentenza che non verte su di un credito non contestato, non può essere certificata come titolo esecutivo europeo.

Corte di giustizia UE, settima sezione, 14 dicembre 2017

Diritto delle società: la normativa UE non attribuisce ai dipendenti di una società il diritto di agire dinanzi allo stesso giudice contro la società e contro il suo amministratore in qualità di condebitore solidale

La direttiva 2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell'art. 48, secondo comma [CE] per proteggere gli interessi dei soci e dei terzi, in particolare i suoi artt. 2 e da 6 a 8, e la direttiva 2012/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sul coordinamento delle garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società di cui all'art. 54, secondo paragrafo, [TFUE], per tutelare gli interessi dei soci e dei terzi per quanto riguarda la costituzione della società per azioni, nonché la salvaguardia e le modificazioni del capitale sociale della stessa, in particolare i suoi artt. 19 e 36, devono essere interpretate nel senso che esse non conferiscono a lavoratori subordinati, creditori di una società per azioni a causa della risoluzione del loro contratto di lavoro, il diritto di agire dinanzi allo stesso giudice del lavoro competente a conoscere della loro azione per il riconoscimento del credito retributivo, al fine di far valere la responsabilità dell'amministratore di tale società per aver omesso di convocare l'assemblea generale della società nonostante le gravi perdite da essa subite, affinché tale amministratore sia dichiarato condebitore solidale di tale credito retributivo.

Corte di giustizia UE, quarta sezione, 14 dicembre 2017

Diritti reali di garanzia: la riduzione dell'ipoteca può essere disposta anche con provvedimento ex art. 700 c.p.c.

Non è fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal giudice monocratico del Tribunale di Padova in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - degli artt. 2877, comma 2, e 2884 c.c., sulla riduzione dell'ipoteca con provvedimento cautelare avente la forma dell'ordinanza.

Corte costituzionale, 14 dicembre 2017, n. 271

Bilancio e contabilità pubblica: la riapertura dei termini della procedura di collaborazione volontaria in materia fiscale non lede l'autonomia di Trento e Bolzano

Non sono fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale - promosse, in riferimento a vari parametri, dalle Province autonome di Trento e di Bolzano - dell'art. 7 del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193 («Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili»), convertito, con modificazioni, dalla l. 1° dicembre 2016, n. 225, e degli artt. 1, commi da 633 a 636, e 2 della l. 11 dicembre 2016, n. 232 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»), sulla procedura di collaborazione volontaria in materia fiscale.

Corte costituzionale, 14 dicembre 2017, n. 270

Autorità amministrative indipendenti: non è incostituzionale l'attuale sistema di finanziamento dell'AGCM a carico delle imprese di medio-grandi dimensioni

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Commissione tributaria provinciale di Roma in riferimento agli artt. 3, 23 e 53, primo e secondo comma, Cost. - dell'art. 10, commi 7-ter e 7-quater, della l. 10 ottobre 1990, n. 287 («Norme per la tutela della concorrenza e del mercato»), aggiunti dal d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 («Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività»), convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 2012, n. 27, in tema di contributi obbligatori - aventi natura tributaria - dovuti dalle imprese di medio-grandi dimensioni all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (da segnalare il § 5.2 in diritto della sentenza, circa l'ipotesi in cui «una legge sia oggetto di dubbi di illegittimità tanto in riferimento ai diritti protetti dalla Costituzione italiana, quanto in relazione a quelli garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea in ambito di rilevanza comunitaria»).

Corte costituzionale, 14 dicembre 2017, n. 269

Salute: è incostituzionale la mancata previsione dell'indennizzo per chi abbia subito una menomazione permanente dell'integrità psico-fisica a causa della vaccinazione antinfluenzale

È incostituzionale - per violazione degli artt. 2, 3 e 32 Cost. - l'art. 1, comma 1, della l. 25 febbraio 1992, n. 210 («Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati»), nella parte in cui non prevede il diritto all'indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro che si siano sottoposti a vaccinazione antinfluenzale (non obbligatoria, ma raccomandata).

Corte costituzionale, 14 dicembre 2017, n. 268

Veicoli sottoposti a sequestro giudiziario: è incostituzionale la riduzione retroattiva dei compensi spettanti ai custodi

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. (tutela del legittimo affidamento) - l'art. 1, commi da 318 a 321, della l. 30 dicembre 2004, n. 311 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2005»), nella parte in cui prevede la riduzione retroattiva dei compensi spettanti ai custodi dei veicoli sottoposti a sequestro giudiziario.

Corte costituzionale, 14 dicembre 2017, n. 267

Codice comunitario dei visti: gli Stati UE devono garantire il diritto a un ricorso giurisdizionale contro il diniego del visto

L'art. 32, § 3, del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti, come modificato dal regolamento (UE) n. 610/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, letto alla luce dell'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dev'essere interpretato nel senso che esso fa obbligo agli Stati membri di prevedere una procedura di ricorso contro le decisioni di diniego di visto, le cui modalità siano definite dall'ordinamento giuridico del singolo Stato membro nel rispetto dei principi di equivalenza e di effettività. Tale procedura deve garantire, a un dato stadio del procedimento, un ricorso giurisdizionale.

Corte di giustizia UE, prima sezione, 13 dicembre 2017

Disastro colposo: non è incostituzionale il raddoppio del termine di prescrizione del reato

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate da vari giudici in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 157, comma 6, c.p., come sostituito dall'art. 6 della l. 5 dicembre 2005, n. 251 («Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione»), nella parte in cui prevede il raddoppio del termine di prescrizione del delitto di crollo di costruzioni o altro disastro colposo (artt. 449 e 434 c.p.).

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 265

Fisco: non è incostituzionale la disposizione che esclude dal novero delle sopravvenienze attive i versamenti effettuati dai soci a fondo perduto o in conto capitale

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Commissione tributaria regionale di Venezia in riferimento agli artt. 3 e 53, primo comma, Cost. - dell'art. 88, comma 4, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 («Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi»), in tema di versamenti effettuati da società dello stesso gruppo.

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 264

Processo penale: non è incostituzionale l'esclusione della pubblica udienza per il riesame delle misure cautelari

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Lecce in riferimento agli artt. 3, 111, primo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6, § 1, Cedu - degli artt. 309, comma 8, e 127, comma 6, c.p.p., nella parte in cui non consentono che il procedimento per il riesame delle misure cautelari si svolga, su richiesta dell'indagato o del ricorrente, nelle forme della pubblica udienza.

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 263

Autodichia: la giurisdizione domestica delle Camere e della Presidenza della Repubblica non contrasta con la Costituzione

Nel rigettare i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promossi dalla Cassazione, la Corte costituzionale ha affermato che spettava al Senato della Repubblica e al Presidente della Repubblica attribuire ad organi interni delle rispettive amministrazioni la decisione sulle controversie di lavoro dei dipendenti (c.d. autodichia) (da segnalare che il redattore della sentenza non è il relatore).

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 262

Camere di commercio: il decreto di riordino deve essere adottato dal MISE previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni

È incostituzionale - per violazione del principio di leale collaborazione - l'art. 3, comma 4, del d.lgs. 25 novembre 2016, n. 219 («Attuazione della delega di cui all'articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura»), nella parte in cui stabilisce che l'ivi previsto decreto del Ministro dello sviluppo economico dev'essere adottato «sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano», anziché previa intesa con detta Conferenza (la sentenza dichiara in parte inammissibili e in parte non fondate, anche «nei termini di cui in motivazione», altre questioni di legittimità costituzionale, riguardanti il medesimo decreto legislativo, promosse dalle Regioni Puglia, Toscana, Liguria e Lombardia).

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 261

Caccia: la selezione delle specie cacciabili compete al legislatore statale

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la legge della Regione Puglia (n. 28/2015) che ha autorizzato il prelievo in deroga dello sturnus vulgaris per la stagione venatoria 2015-2016.

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 260

Anticorruzione: in caso di commissariamento, devono essere accantonati anche gli utili delle imprese consorziate col concessionario dell'opera pubblica

In caso di straordinaria e temporanea gestione dell'impresa limitatamente alla completa esecuzione di un'opera pubblica, ai sensi dell'art. 32 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90 («Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari»), convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 114, devono essere accantonati in apposito fondo, sino all'esito del giudizio penale, anche gli utili spettanti alle imprese che eseguono i lavori per conto del concessionario, col quale sono consorziate (riforma TAR Lazio, sez. I-ter, sent. n. 12868/2016).

Consiglio di Stato, sezione III, 27 novembre 2017, n. 5563

Concorsi pubblici: l'assegno di ricerca non è un titolo universitario o post-universitario

In tema di concorsi pubblici, l'assegno di ricerca non costituisce né un titolo universitario o accademico, né un titolo di perfezionamento o di specializzazione, essendo finalizzato esclusivamente allo svolgimento di attività di ricerca in un determinato settore scientifico-disciplinare.

TAR Liguria, sezione II, 24 novembre 2017, n. 859

Espropriazioni per pubblica utilità: l'avviso agli espropriandi deve indicare i nominativi e le particelle

In tema di espropriazione per pubblica utilità, l'avviso di cui all'art. 11 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 («Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità»), deve contenere, a pena d'illegittimità, l'indicazione delle particelle e dei nominativi, quali indefettibili elementi diretti a individuare i soggetti espropriandi e i beni oggetto del procedimento amministrativo, così da consentire la partecipazione difensiva degli interessati. Nel caso di omissione del predetto avviso, non può applicarsi l'art. 21-octies, comma 2, della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi») (conferma TAR Calabria, Catanzaro, sez. II, sent. n. 1914/2016).

Consiglio di Stato, sezione IV, 24 novembre 2017, n. 5480

Appalti pubblici: se le richieste di chiarimenti delle imprese sono tempestive e rilevanti, la proroga del termine di presentazione delle offerte è atto dovuto

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, quando le richieste di chiarimenti pervenute alla stazione appaltante sono tempestive ed impongono informazioni supplementari significative, la proroga del termine di presentazione delle offerte costituisce atto doveroso, in quanto non necessita di valutazioni comparative fra gli interessi pubblici e privati coinvolti (conferma TAR Liguria, sez. II, sent. n. 1278/2016).

Consiglio di Stato, sezione III, 22 novembre 2017, n. 5424

Processo penale: ai fini della connessione teleologica ex art. 12, comma 1, lett. c), c.p.p., non è richiesta l'identità fra gli autori dei reati

Per la configurabilità della connessione teleologica prevista dall'art. 12, comma 1, lett. c), c.p.p., non è richiesta l'identità fra gli autori dei reati, fermo restando che occorre individuare un effettivo legame finalistico tra i reati stessi.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 26 ottobre 2017, n. 53390

Processo penale: è inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente dal detenuto

Gli artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, c.p.p., come novellati dalla l. 23 giugno 2017, n. 103 («Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario»), nella parte in cui non consentono all'imputato di proporre ricorso per cassazione senza il patrocinio di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale, si applicano a tutti i procedimenti penali, compresi quelli di esecuzione, e nei confronti di tutti gli interessati, compresi i condannati ristretti in espiazione di pena detentiva (cfr. Cass. pen., sez. VI, sent. n. 42062/2017, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione I penale, 4 ottobre 2017, n. 53330

R. Bin, G. Pitruzzella
Diritto costituzionale
Giappichelli, 2017

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