Trasporto aereo: il ritardo di un volo per la presenza di carburante sulla pista di decollo rientra nella nozione di «circostanze eccezionali» ai sensi del regolamento (CE) 261/2004 se il carburante non proviene da un aeromobile del vettore interessato

L'art. 5, § 3, del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, letto alla luce dei considerando 14 e 15 del medesimo, dev'essere interpretato nel senso che: a) la presenza di carburante su una pista di un aeroporto, che ha causato la chiusura di quest'ultima, e di conseguenza il ritardo prolungato di un volo in partenza da o a destinazione di tale aeroporto, rientra nella nozione di «circostanze eccezionali», ai sensi di tale disposizione, qualora il carburante di cui trattasi non provenga da un aeromobile del vettore che ha effettuato tale volo; b) la presenza di carburante su una pista di un aeroporto, che ha comportato la chiusura di tale pista, situazione il cui carattere di «circostanza eccezionale» è accertato, deve essere considerata una circostanza che non avrebbe potuto essere evitata anche se fossero state adottate tutte le misure del caso ai sensi di tale disposizione.

Corte di giustizia UE, quarta sezione, 26 giugno 2019

Ambiente: il giudice nazionale può verificare se l'ubicazione delle stazioni di misurazione della qualità dell'aria è conforme alla direttiva 2008/50/CE e, in caso contrario, adottare ogni misura necessaria

La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) gli artt. 4, § 3, e 19, § 1, secondo comma, TUE, letti in combinato disposto con l'art. 288, terzo comma, TFUE, e gli artt. 6 e 7 della direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa, devono essere interpretati nel senso che spetta a un giudice nazionale, adito con una domanda presentata a tal fine da privati direttamente interessati dal superamento dei valori limite di cui all'art. 13, § 1, della citata direttiva, verificare se i punti di campionamento situati in una determinata zona siano stati installati conformemente ai criteri di cui all'allegato III, sezione B, punto 1, lettera a), di detta direttiva e, in caso contrario, adottare, nei confronti dell'autorità nazionale competente, ogni misura necessaria, quale, ove prevista dal diritto nazionale, un'ingiunzione, affinché i suddetti punti di campionamento siano collocati nel rispetto di tali criteri; 2) gli artt. 13, § 1, e 23, § 1, della direttiva 2008/50 devono essere interpretati nel senso che, per accertare il superamento di un valore limite fissato nell'allegato XI di tale direttiva per la media calcolata per anno civile, è sufficiente che un livello di inquinamento superiore al suddetto valore sia rilevato presso un singolo punto di campionamento.

Corte di giustizia UE, prima sezione, 26 giugno 2019

Giustizia amministrativa: non è incostituzionale la disposizione che limita al risarcimento del danno la tutela giurisdizionale avverso le sanzioni disciplinari sportive

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Lazio in riferimento agli artt. 24, 103 e 113 Cost. - dell'art. 2, commi 1, lett. b), e 2, del d.l. 19 agosto 2003, n. 220 («Disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva»), convertito, con modificazioni, nella l. 17 ottobre 2003, n. 280, che limita al risarcimento del danno la tutela giurisdizionale contro le sanzioni disciplinari sportive (da segnalare il § 3.2.4 in diritto della sentenza, dove la Consulta sottolinea, per un verso, «il rilievo che assume [...] l'accertamento incidentale condotto dal giudice amministrativo sulla legittimità dell'atto, di cui anche gli organi dell'ordinamento sportivo non possono non tenere conto», e, per un altro verso, che al medesimo giudice non è preclusa l'adozione di misure cautelari, ivi comprese «ingiunzioni a pagare somme in via provvisoria»).

Corte costituzionale, 25 giugno 2019, n. 160

Pubblico impiego: non è incostituzionale il pagamento rateale e dilazionato del TFS

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Roma in riferimento agli artt. 3 e 36 Cost. - dell'art. 3, comma 2, del d.l. 28 marzo 1997, n. 79 («Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica»), convertito, con modificazioni, nella l. 28 maggio 1997, n. 140, e dell'art. 12, comma 7, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78 («Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica»), convertito, con modificazioni, nella l. 30 luglio 2010, n. 122, là dove prevedono la corresponsione rateale e dilazionata del trattamento di fine servizio spettante ai dipendenti pubblici.

Corte costituzionale, 25 giugno 2019, n. 159

Procedura civile: è incostituzionale l'art. 32, comma 2, d.lgs. 150/2011, là dove non prevede che l'opposizione all'ingiunzione del concessionario della riscossione va proposta dinanzi al giudice del luogo in cui ha sede l'ente locale concedente

È incostituzionale - per violazione dell'art. 24 Cost. - l'art. 32, comma 2, del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150 («Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69»), là dove non prevede che, nel caso di ingiunzione emessa dal concessionario della riscossione delle entrate patrimoniali, l'opposizione è proposta dinanzi al giudice del luogo in cui ha sede l'ente locale concedente.

Corte costituzionale, 25 giugno 2019, n. 158

Sanità: è incostituzionale la legge della Regione Abruzzo sul trattamento economico dei medici di continuità assistenziale

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la legge della Regione Abruzzo (n. 14/2018) che disciplina il trattamento economico dei medici di continuità assistenziale (già guardie mediche).

Corte costituzionale, 25 giugno 2019, n. 157

Appalti pubblici: l'avvalimento può essere sia frazionato sia plurimo e può riguardare anche la certificazione di qualità

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) l'integrazione dei requisiti minimi di capacità richiesti dall'Amministrazione aggiudicatrice può essere dimostrata utilizzando sia l'avvalimento frazionato sia l'avvalimento plurimo, poiché ciò che rileva è la dimostrazione, da parte del candidato o dell'offerente che si avvale delle capacità di uno o più soggetti, di poter disporre effettivamente dei mezzi di questi ultimi che sono necessari all'esecuzione dell'appalto; 2) l'avvalimento può riguardare anche la certificazione di qualità; 3) nel caso di avvalimento "tecnico-operativo" (ossia avente a oggetto requisiti diversi da quelli di capacità economico-finanziaria), sussiste sempre l'esigenza di una messa a disposizione in modo specifico di risorse determinate, onde le parti devono indicare con precisione i mezzi aziendali messi a disposizione dell'ausiliata per eseguire l'appalto; 4) nel caso di avvalimento "di garanzia" (nel quale l'impresa ausiliaria si limita a mettere a disposizione il suo valore aggiunto in termini di solidità finanziaria e di acclarata esperienza di settore), non è necessario, in linea di massima, che la dichiarazione negoziale costitutiva dell'impegno contrattuale si riferisca a specifici beni patrimoniali o a indici materiali atti a esprimere una certa e determinata consistenza patrimoniale, ma è sufficiente che dalla ridetta dichiarazione emerga l'impegno contrattuale a prestare e a mettere a disposizione dell'ausiliata la complessiva solidità finanziaria e il patrimonio esperienziale, così garantendo una determinata affidabilità e un concreto supplemento di responsabilità; 5) va in ogni caso esclusa la validità del contratto di avvalimento (tecnico-professionale o economico-finanziario) che utilizzi formule contrattuali del tutto generiche o meramente riproduttive del dato normativo o contenenti parafrasi della clausola della lex specialis descrittiva del requisito oggetto dell'avvalimento stesso; 6) l'indagine sull'efficacia del contratto di avvalimento dev'essere svolta in concreto, facendo applicazione delle regole generali dell'ermeneutica contrattuale (riforma TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 1195/2018).

Consiglio di Stato, sezione V, 14 giugno 2019, n. 4024

Appalti pubblici: il Consiglio di Stato ribadisce l'obbligatorietà del principio di rotazione in tutte le procedure "sotto soglia"

Il principio di rotazione si applica a tutte le procedure - aperte, ristrette o negoziate - per l'affidamento di contratti pubblici - di lavori, servizi o forniture - d'importo inferiore alla soglia comunitaria. Esso mira ad evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente, onde l'invito a quest'ultimo riveste carattere eccezionale e dev'essere adeguatamente motivato dalla stazione appaltante, con particolare riguardo al numero (eventualmente) ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero al peculiare oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento (conferma TAR Marche, sent. n. 753/2018) (v. anche, in questa Rivista: C.d.S., sez. V, sentt. nn. 3831/2019 e 5854/2017, e sez. VI, sent. n. 4125/2017; TAR Lazio, sez. I, sentt. nn. 10016/2018 e 9268/2018, e sez. II, sent. n. 7062/2019).

Consiglio di Stato, sezione V, 12 giugno 2019, n. 3943

Accesso ai documenti amministrativi: se i dati personali contenuti nei documenti richiesti in ostensione sono oscurati, non c'è alcun controinteressato cui notificare il ricorso ex art. 116 c.p.a.

Il ricorso in materia di accesso ai documenti amministrativi (art. 116 c.p.a.) non può essere dichiarato inammissibile per omessa notifica ad almeno un controinteressato, qualora la stessa Amministrazione, in sede procedimentale, non ne abbia individuato alcuno (fattispecie riguardante un medico che aveva richiesto di accedere, per fini difensivi, alle cartelle cliniche di alcuni suoi pazienti, previo oscuramento dei relativi dati personali) (riforma TAR Sardegna, sez. I, sent. n. 751/2018).

Consiglio di Stato, sezione III, 11 giugno 2019, n. 3903

Concorrenza e mercato: sono nulle, perché frutto di un'intesa vietata dalla normativa antitrust, le fideiussioni predisposte sulla base dello schema ABI

In tema di accertamento dell'esistenza di intese restrittive della concorrenza vietate dall'art. 2 della l. 10 ottobre 1990, n. 287 («Norme per la tutela della concorrenza e del mercato»), con particolare riguardo a clausole relative a contratti di fideiussione da parte delle banche, il provvedimento adottato dalla Banca d'Italia prima della modifica di cui all'art. 19, comma 11, della l. 28 dicembre 2005, n. 262 («Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari»), possiede, al pari di quelli emessi dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, un'elevata attitudine a provare la condotta anticoncorrenziale, indipendentemente dalle misure sanzionatorie che siano pronunciate; sicché il giudice del merito è tenuto, per un verso, ad apprezzarne il contenuto complessivo, senza poter limitare il suo esame a parti isolate di esso, e, per altro verso, a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidano con le condizioni oggetto dell'intesa restrittiva, non potendo attribuire rilievo decisivo all'attuazione, o non attuazione, della prescrizione contenuta nel provvedimento amministrativo con cui è stato imposto all'Associazione bancaria italiana (ABI) di estromettere le clausole vietate dallo schema contrattuale diffuso presso il sistema bancario (cfr. Cass. civ., sez. I, ord. n. 29810/2017, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione I civile, 22 maggio 2019, n. 13846

Processo civile: niente sospensione ex art. 75, comma 3, c.p.p. se il danneggiato agisce contro il danneggiante e l'assicurazione dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale in cui il danneggiante è imputato

In tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previsti dall'art. 75, comma 3, c.p.p. - i quali rispondono a finalità diverse da quella di preservare l'uniformità dei giudicati e richiedono che la sentenza che definisce il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente stabilito dagli artt. 651, 651-bis, 652 e 654 c.p.p. - vanno interpretati in senso restrittivo, di modo che la sospensione non si applica qualora il danneggiato proponga azione di danno nei confronti del danneggiante e dell'impresa assicuratrice della responsabilità civile dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 21 maggio 2019, n. 13661

Responsabilità civile della P.A.: l'Amministrazione risponde del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche se questi ha agito per fini personali o egoistici, purché sussista l'"occasionalità necessaria"

Lo Stato o l'ente pubblico risponde in sede civile del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni e agito per finalità esclusivamente personali o egoistiche ed estranee a quelle dell'amministrazione di appartenenza, purché la sua condotta sia legata da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni o i poteri che il dipendente esercita o di cui è titolare, nel senso che la condotta illecita dannosa - e, quale sua conseguenza, il danno ingiusto a terzi - non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata e in base a un giudizio controfattuale riferito al tempo della condotta, senza l'esercizio di quelle funzioni o di quei poteri che, per quanto deviato o abusivo o illecito, non ne integri uno sviluppo oggettivamente anomalo (fattispecie riguardante un cancelliere condannato per peculato, poiché appropriatosi delle somme giacenti su libretto di deposito giudiziario affidato alla sua custodia).

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 16 maggio 2019, n. 13246

Procedimento per decreto penale di condanna: non è incostituzionale il criterio di ragguaglio della pena pecuniaria sostitutiva previsto dall'art. 459, comma 1-bis, c.p.p.

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate, in riferimento agli artt. 3, 27 e 111 Cost., dal GIP del Tribunale di Termini Imerese e dal GIP del Tribunale di Macerata - dell'art. 459, comma 1-bis, c.p.p., introdotto dall'art. 1, comma 53, della l. 23 giugno 2017, n. 103 («Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario»), là dove prevede che il giudice, nel determinare l'ammontare della pena pecuniaria da irrogare in sostituzione di una pena detentiva, debba tener conto della condizione economica complessiva dell'imputato e del suo nucleo familiare, e che il valore giornaliero di ragguaglio sia non inferiore ad euro 75,00 e non superiore ad euro 225,00 per ogni giorno di pena detentiva.

Corte costituzionale, 21 giugno 2019, n. 155

Pubblico impiego: è incostituzionale la legge della Sardegna sul trattamento economico del personale non dirigente preposto al coordinamento delle «Unità di progetto»

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la legge della Regione autonoma Sardegna (n. 21/2018) che disciplina il trattamento economico del personale non dirigente preposto al coordinamento delle «Unità di progetto».

Corte costituzionale, 21 giugno 2019, n. 154

Acque pubbliche: è incostituzionale la normativa del Friuli-Venezia Giulia in materia di concessioni di derivazione d'acqua

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (n. 12/2018) la quale prevede che talune limitazioni alle nuove concessioni di derivazione d'acqua, contenute nelle norme di attuazione del piano regionale di tutela delle acque, non si applicano alle istanze di concessione presentate prima della data di approvazione di detto piano.

Corte costituzionale, 21 giugno 2019, n. 153

Assicurazione RC auto: la nozione di «circolazione dei veicoli» comprende il caso in cui un veicolo stazionato nel garage privato di un immobile abbia preso fuoco danneggiando tale immobile

L'art. 3, primo comma, della direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità, deve essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli», contemplata da tale disposizione, una situazione nella quale un veicolo parcheggiato in un garage privato di un immobile, utilizzato in conformità della sua funzione di mezzo di trasporto, abbia preso fuoco, provocando un incendio avente origine nel circuito elettrico del veicolo stesso, e abbia causato dei danni a tale immobile, malgrado il fatto che detto veicolo non fosse stato spostato da più di 24 ore prima del verificarsi dell'incendio.

Corte di giustizia UE, seconda sezione, 20 giugno 2019

Accesso ai documenti amministrativi: il creditore ha diritto di accedere ai dati personali (residenza e codice fiscale) dei consiglieri comunali che hanno approvato una data delibera e di coloro che hanno reso i relativi pareri

Il privato che ne faccia richiesta al dichiarato fine di tutelare i propri interessi in sede giurisdizionale ha diritto di accedere ai documenti contenenti i dati personali (residenza e codice fiscale) dei consiglieri comunali che hanno approvato una data delibera e dei soggetti che hanno reso i pareri ad essa relativi [nel caso di specie, la società ricorrente aveva formulato istanza di accesso a quei dati per far valere in un giudizio civile la responsabilità ex art. 191, comma 4, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»)].

TAR Liguria, sezione I, 7 giugno 2019, n. 511

Pubblica sicurezza: illegittime le "zone rosse" nella città di Firenze

È illegittimo il provvedimento del Prefetto di Firenze (9 aprile 2019) che vieta lo stazionamento in alcune zone della medesima città (cc.dd. "zone rosse") alle persone cui sia stata contestata la violazione della normativa sul commercio in area pubblica ovvero che siano state denunciate per i reati di percosse, lesioni personali, rissa, danneggiamento o spaccio di sostanze stupefacenti.

TAR Toscana, sezione II, 4 giugno 2019, n. 823

Giustizia costituzionale: sono inammissibili le impugnative incidentali basate su una incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento

Sono inammissibili, poiché basate su una incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Liguria in riferimento agli artt. 3 e 97, primo comma, Cost. - dell'art. 17 del d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271 («Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale»), in tema di rapporto tra processo penale e procedimento disciplinare nei confronti degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria.

Corte costituzionale, 19 giugno 2019, n. 150

Cittadinanza: al titolare di permesso di soggiorno per attesa cittadinanza ex lege 379/2000 non è precluso lo svolgimento di un'attività lavorativa

Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TRGA Trentino Alto-Adige, Trento, in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 1 della l. 14 dicembre 2000, n. 379 («Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all'Impero austro-ungarico e ai loro discendenti»), e dell'art. 6 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), poiché il giudice a quo ha omesso di saggiare la via dell'interpretazione conforme.

Corte costituzionale, 19 giugno 2019, n. 149
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Pareri e atti svolti di diritto civile

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Giuffrè F.L., 2019