Procedura penale: nel giudizio d'appello cautelare (art. 310 c.p.p.) le parti possono produrre elementi probatori "nuovi" nel rispetto del contraddittorio e del principio di devoluzione

In tema di procedura penale, nel giudizio d'appello cautelare (art. 310 c.p.p.), celebrato nelle forme e con l'osservanza dei termini previsti dall'art. 127 c.p.p., possono essere prodotti dalle parti elementi probatori "nuovi" nel rispetto del contraddittorio e del principio di devoluzione, contrassegnato dalla contestazione, dalla richiesta originaria e dai motivi contenuti nell'atto d'appello.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 30 novembre 2023, n. 15403 (dep. 12 aprile 2024)

Protezione internazionale: se la Commissione territoriale non ha applicato correttamente la procedura accelerata per manifesta infondatezza della richiesta, il ricorso contro il provvedimento di rigetto ne comporta la sospensione automatica

La Corte di cassazione, a sezioni unite, ha enunciato i seguenti principi di diritto: 1) il rinvio pregiudiziale di cui all'art. 363-bis c.p.c., in presenza di tutte le condizioni previste dalla disposizione, può riguardare anche questioni di diritto che sorgano nei procedimenti cautelari ante causam o in corso di causa; 2) nel caso di ricorso giurisdizionale contro il provvedimento di manifesta infondatezza emesso dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale nei confronti di soggetto proveniente da Paese sicuro, il principio generale di sospensione automatica del provvedimento è derogato solo se la Commissione ha applicato correttamente la procedura accelerata per manifesta infondatezza della richiesta protezione; mentre, qualora tale procedura non sia stata rispettata nelle sue articolazioni procedimentali, si determina il ripristino della procedura ordinaria, con il riespandersi del principio generale di sospensione automatica del provvedimento della Commissione.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 29 aprile 2024, n. 11399

Trasporto aereo: la carenza di personale aeroportuale addetto al carico dei bagagli può costituire una «circostanza eccezionale» che esonera il vettore dall'obbligo di compensazione pecuniaria per il ritardo prolungato del volo

L'art. 5, § 3, del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato, e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, dev'essere interpretato nel senso che il fatto che il personale del gestore aeroportuale addetto alle operazioni di carico dei bagagli negli aerei sia in numero insufficiente può configurare una «circostanza eccezionale», ai sensi di tale disposizione. Tuttavia, per poter essere esonerato dal proprio obbligo di compensazione pecuniaria dei passeggeri previsto all'art. 7 di detto regolamento, il vettore aereo il cui volo abbia subito un ritardo prolungato a causa di una siffatta circostanza eccezionale è tenuto a dimostrare che tale circostanza non si sarebbe comunque potuta evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso e che ha attuato misure adeguate alla situazione in grado di ovviare alle conseguenze di questa.

Corte di giustizia UE, nona sezione, 16 maggio 2024

Immigrazione: la mera convocazione del datore di lavoro e del lavoratore presso la Prefettura non costituisce provvedimento conclusivo del procedimento per il rilascio del permesso di soggiorno lavorativo

In tema di immigrazione, la mera convocazione del datore di lavoro e del lavoratore presso gli uffici della Prefettura non costituisce provvedimento conclusivo del procedimento per il rilascio del permesso di soggiorno lavorativo.

TAR Campania, sezione VI, 2 maggio 2024, n. 2908

Appalti pubblici: legittima la clausola della lex specialis che, in ossequio alla normativa sull'equo compenso, vieta il ribasso dei corrispettivi per prestazioni d'opera intellettuale determinati secondo le tariffe professionali

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è legittima la clausola della lex specialis che - in applicazione del principio dell'equo compenso sancito dall'art. 8, comma 2, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), e della l. 21 aprile 2023, n. 49 («Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali») - prevede il divieto di ribasso dei corrispettivi per prestazioni d'opera intellettuale determinati sulla base delle tariffe professionali (fattispecie riguardante l'affidamento, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, del servizio di verifica della vulnerabilità sismica, diagnosi energetica e rilievi da restituire in modalità BIM per beni immobili di proprietà dello Stato).

TAR Lazio, sezione V-ter, 30 aprile 2024, n. 8580

Giurisdizione: sull'ordine di rilascio di beni del patrimonio disponibile del Comune decide il giudice ordinario

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia riguardante l'ordine di rilascio di beni che rientrano nel patrimonio disponibile del Comune. ► V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ord. n. 255/2024; CdS, sez. VII, sent. n. 2691/2024; TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 691/2021; TAR Molise, sent. n. 314/2019.

TAR Lombardia, sezione V, 29 aprile 2024, n. 1279

Processo amministrativo: se il giudice adito ha dichiarato la propria incompetenza, la riassunzione della causa innanzi al giudice competente si perfeziona col deposito del ricorso notificato

In tema di processo amministrativo, ai sensi dell'art. 15, comma 4, c.p.a., qualora il giudice adito abbia dichiarato la propria incompetenza, la riassunzione della causa dinanzi al giudice ritenuto competente si perfeziona con il deposito del ricorso notificato - e non già con la mera notifica del ricorso stesso - nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza declinatoria della competenza.

Consiglio di Stato, sezione V, 26 aprile 2024, n. 3833

Pubblicità ingannevole: anche un carburante può essere green (il Consiglio di Stato dà torto all'AGCM e al TAR Lazio sul caso "Eni Diesel+")

In tema di pubblicità ingannevole: a) non è illegittimo l'impiego di un claim "verde" (green) in relazione a prodotti che, pur essendo in certa misura inquinanti, hanno un minore impatto sull'ambiente a confronto di altri; b) è vietato, rispetto a qualunque tipo di prodotto, l'impiego di un claim "verde" che sia generico e non specifico, salvo che l'operatore economico dimostri l'eccellenza delle prestazioni ambientali del prodotto; c) è sempre vietato - anche nell'ipotesi di eccellenza delle prestazioni ambientali - l'impiego di claim che riferiscano l'attributo "verde" al prodotto o all'attività dell'operatore economico nel suo complesso, qualora tale attributo concerna invece un loro aspetto specifico; d) grava in ogni caso sul professionista che offre un prodotto l'onere di rendere disponibili tutte le informazioni rilevanti ai fini dell'adozione di una scelta consapevole da parte del consumatore, secondo una valutazione ex ante che prescinde sia dall'idoneità della condotta ingannevole rispetto alle effettive competenze dei soggetti che sono specificamente entrati in contatto col professionista sia dal concreto danno a essi arrecato (fattispecie riguardante un carburante diesel).

Consiglio di Stato, sezione VI, 23 aprile 2024, n. 3701

Edilizia e urbanistica: il certificato di agibilità non sana l'abuso edilizio

In tema di edilizia e urbanistica: 1) il rilascio del certificato di agibilità non ha l'effetto di escludere la natura abusiva dell'immobile realizzato in assenza del, o in difformità dal, permesso di costruire; 2) la "tolleranza costruttiva" di cui all'art. 34-bis del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], attiene all'esecuzione delle unità immobiliari assentite, e non già a superfetazioni o, comunque sia, a manufatti non presenti nel progetto autorizzato, né può essere in alcun modo riferita al cambio di destinazione d'uso.

Consiglio di Stato, sezione IV, 22 aprile 2024, n. 3610

Diritto penale: non è incostituzionale l'art. 1, comma 4, d.lgs. 8/2016, là dove esclude dalla depenalizzazione il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato (art. 10-bis d.lgs. 286/1998)

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Firenze in riferimento all'art. 76 Cost. - dell'art. 1, comma 4, del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8 («Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67»), là dove esclude dalla depenalizzazione il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato [art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»)].

Corte costituzionale, 14 maggio 2024, n. 88

Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale la normativa del Piemonte sulla restituzione, da parte della Regione, delle somme indebitamente sottratte alla gestione sanitaria

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. - la normativa della Regione Piemonte (l. 6/2023) in materia di restituzione, da parte della stessa Regione, delle somme indebitamente sottratte alla gestione sanitaria.

Corte costituzionale, 14 maggio 2024, n. 87

Concorsi pubblici: la borsa di studio non costituisce «un contratto di lavoro flessibile» ai fini dell'accesso alle procedure concorsuali riservate al personale non dirigenziale ex art. 20, comma 2, d.lgs. 75/2017

In tema di concorsi pubblici, la borsa di studio non costituisce «un contratto di lavoro flessibile» quale requisito previsto dall'art. 20, comma 2, lett. a), del d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75 [«Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»], per l'accesso alle procedure concorsuali riservate al personale non dirigenziale, avendo essa una finalità prettamente formativa.

CGA Regione Siciliana, 10 maggio 2024, n. 325

Diritto penale: è incostituzionale l'art. 628, commi 1 e 2, c.p. (rapina propria e impropria), là dove non prevede che la pena comminata sia diminuita fino a un terzo quando il fatto è di lieve entità

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 27, commi primo e terzo, Cost. - l'art. 628, commi 1 e 2, c.p. (rapina propria e impropria), là dove non prevede che la pena da esso comminata è diminuita in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità.

Corte costituzionale, 13 maggio 2024, n. 86

Ordinamento penitenziario: è incostituzionale l'art. 2-quinquies, comma 1, d.l. 28/2020, là dove consente un solo colloquio a settimana con i figli minori anche se il detenuto per reati ostativi è ammesso ai benefici penitenziari

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 2-quinquies, comma 1, del d.l. 30 aprile 2020, n. 28 («Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19»), convertito, con modificazioni, nella l. 25 giugno 2020, n. 70, là dove non prevede, al terzo periodo, dopo le parole «Quando si tratta di detenuti o internati per uno dei delitti previsti dal primo periodo del comma 1 dell'articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354,», le parole «per i quali si applichi il divieto dei benefici ivi previsto,».

Corte costituzionale, 13 maggio 2024, n. 85

Giustizia amministrativa: la decisione sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica adottata dopo che esso era stato ritualmente trasposto in sede giurisdizionale è nulla ex art. 21-septies l. 241/1990

In tema di ricorsi amministrativi: a) il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è un rimedio giustiziale alternativo a quello giurisdizionale, di cui condivide soltanto alcuni profili strutturali e funzionali; b) la decisione su tale ricorso adottata dopo che esso era stato ritualmente trasposto in sede giurisdizionale è viziata da difetto assoluto di attribuzione e, pertanto, nulla ai sensi dell'art. 21-septies della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»).

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 7 maggio 2024, n. 11

Processo amministrativo: il compenso del verificatore o del consulente tecnico d'ufficio è liquidato dal presidente del collegio, ed eventuali contestazioni vanno proposte dinanzi al giudice ordinario mediante opposizione ex art. 170 d.P.R. 115/2002

In tema di processo amministrativo: a) il compenso del verificatore o del consulente tecnico d'ufficio, una volta depositata la relazione, dev'essere liquidato dal presidente del collegio con decreto, ai sensi dell'art. 66, comma 4, o 67, comma 5, c.p.a., essendo rimessa alla sentenza che definisce il giudizio solo la regolazione del relativo onere a carico delle parti; b) ogni contestazione su tale liquidazione, anche se questa è erroneamente contenuta nella sentenza, va proposta dinanzi al giudice ordinario mediante opposizione ex art. 170 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)»].

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 6 maggio 2024, n. 10

Diritto penale: non è viziata da eccesso di delega la disciplina della detenzione domiciliare sostitutiva introdotta dalla "riforma Cartabia" [art. 71, comma 1, lett. c), d.lgs. 150/2022]

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Corte d'appello di Bologna in riferimento all'art. 76 Cost. - dell'art. 71, comma 1, lett. c), del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 («Attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante delega al Governo per l'efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari»), in tema di detenzione domiciliare sostitutiva.

Corte costituzionale, 10 maggio 2024, n. 84

Procedura penale: non è incostituzionale l'art. 444 c.p.p., là dove, nel caso di "patteggiamento" per reati contravvenzionali, prevede la diminuzione della pena fino a un terzo, anziché fino alla metà

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Marsala in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 444 c.p.p., là dove, nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti per reati contravvenzionali, prevede la diminuzione della pena fino a un terzo, anziché fino alla metà.

Corte costituzionale, 10 maggio 2024, n. 83

Ambiente e paesaggio: incostituzionale la legge della Regione Puglia che escludeva dalle procedure di valutazione ambientale e paesaggistica, fino al 31 dicembre 2023, le aree a parcheggio a uso pubblico e temporaneo

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la normativa della Regione Puglia (l. 19/2023) che esclude(va) dalle procedure di valutazione ambientale e paesaggistica, fino al 31 dicembre 2023, le aree a parcheggio a uso pubblico e temporaneo.

Corte costituzionale, 10 maggio 2024, n. 82

Circolazione stradale: se l'autovelox non è omologato, l'accertamento dell'eccesso di velocità è illegittimo

In tema di circolazione stradale, è illegittimo il verbale di accertamento della violazione del limite massimo di velocità, ove l'infrazione sia stata rilevata per mezzo di un apparecchio autovelox non omologato - benché approvato - secondo la normativa vigente. ► V. anche, in questa Rivista, fra le altre: Corte cost., sent. n. 113/2015; Cass. civ., sez. II, ordd. nn. 26511/2023, 23330/2020 e 8060 e 1661/2019.

Corte di cassazione, sezione II civile, 18 aprile 2024, n. 10505