Edilizia e urbanistica: è incostituzionale la normativa veneta sulle distanze fra costruzioni

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - la legge della Regione Veneto (n. 4/2015) in materia di governo del territorio e di aree naturali protette, là dove consente deroghe alla disciplina statale delle distanze fra costruzioni non correlate al perseguimento di finalità di carattere urbanistico.

Corte costituzionale, 24 febbraio 2017, n. 41

Demanio marittimo: è incostituzionale la normativa pugliese sulle concessioni

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, primo comma e secondo comma, lett. e), Cost. - la legge della Regione Puglia (n. 17/2015) in materia di concessioni demaniali marittime, là dove consente la «variazione» o «traslazione» di quelle non conformi al sopravvenuto Piano comunale delle coste e stabilisce una proroga di quelle in scadenza.

Corte costituzionale, 24 febbraio 2017, n. 40

Ambiente: le Regioni non possono disciplinare l'accesso alle attività offshore di ricerca e coltivazione degli idrocarburi

È incostituzionale - per violazione degli artt. 117, terzo comma, e 118 Cost. - la legge della Regione Abruzzo (n. 29/2015) che vieta tutte le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nelle zone di mare entro le dodici miglia marine dalla linea di costa abruzzese, fatti salvi i titoli abilitativi già rilasciati.

Corte costituzionale, 24 febbraio 2017, n. 39

Enti locali: l'intento di far mancare il quorum può giustificare l'assenza del consigliere comunale

In materia di decadenza dei consiglieri comunali per mancata partecipazione alle sedute dell'assemblea [art. 43, comma 4, d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»)], l'assenza che sia preordinata ad impedire il raggiungimento del numero legale in tanto può ritenersi giustificata in quanto l'interessato ne dimostri ex post l'effettiva motivazione politica (riforma TAR Campania, Salerno, sez. I, sent. n. 371/2016).

Consiglio di Stato, sezione V, 20 febbraio 2017, n. 743

Lavoro: il dipendente che denuncia il datore di lavoro all'autorità giudiziaria o amministrativa non può essere licenziato

Non integra giusta causa o giustificato motivo soggettivo di licenziamento la condotta del lavoratore che denunci alla competente autorità giudiziaria o amministrativa illeciti commessi dal datore di lavoro, a meno che non risulti il carattere calunnioso della denuncia o la consapevolezza della insussistenza dell'illecito, e sempreché il lavoratore si sia astenuto da iniziative volte a rendere pubblico quanto portato a conoscenza delle predette autorità (cfr. Cass. civ., sez. lav., sent. n. 996/2017, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione lavoro, 16 febbraio 2017, n. 4125

Processo civile: un'importante pronuncia delle Sezioni unite in tema di frazionamento giudiziale delle pretese creditorie derivanti da rapporti di durata

Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, anche se relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi. Tuttavia, se quei diritti di credito, oltre a far capo ad un medesimo rapporto di durata tra le stesse parti, sono anche, in proiezione, inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o comunque "fondati" sul medesimo fatto costitutivo (sì da non poter essere accertati separatamente, se non a costo di una duplicazione di attività istruttoria e di una conseguente dispersione della conoscenza di una medesima vicenda sostanziale), le relative domande possono essere proposte in separati giudizi solo quando risulti in capo al creditore agente un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata. Ove la necessità di siffatto interesse e la relativa mancanza non siano state dedotte dal convenuto, il giudice che intenda rilevarle dovrà indicare la relativa questione ex art. 183 c.p.c. e, se del caso, riservare la decisione assegnando alle parti termine per memorie ex art. 101, comma 2, c.p.c.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 16 febbraio 2017, n. 4090

Appalti pubblici: anche nelle procedure di cottimo fiduciario o semplificate, l'offerta tecnica e l'offerta economica devono essere inserite in buste separate

In materia di procedure per l'affidamento di contratti pubblici secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, è illegittima la lex specialis la quale non preveda che l'offerta tecnica e l'offerta economica debbano essere inserite in buste separate (da aprirsi in seduta pubblica), in modo da evitare che la valutazione della prima sia influenzata dalla valutazione della seconda. Tale principio - finalizzato ad assicurare la par condicio dei partecipanti alla gara - vale anche per le procedure di cottimo fiduciario e per quelle semplificate (fattispecie riguardante l'affidamento, da parte di un istituto scolastico, del servizio di somministrazione di bevande tramite distributori automatici).

Consiglio di Stato, sezione VI, 17 febbraio 2017, n. 731

Processo penale: se l'ha richiesto, la persona offesa dev'essere avvisata dell'istanza di archiviazione del PM

L'omesso avviso, alla persona offesa che ne abbia fatto richiesta, dell'istanza di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero determina la nullità del successivo decreto del Giudice per le indagini preliminari, in quanto priva detta persona della facoltà di proporre opposizione. Tale nullità può essere fatta valere con ricorso per cassazione, nel rispetto del termine di cui all'art. 585 c.p.p., decorrente dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento, data che, in mancanza di prova contraria, deve ritenersi quella indicata dal ricorrente.

Corte di cassazione, sezione V penale, 20 gennaio 2017, n. 7659

Propaganda elettorale: anche gli autoadesivi possono costituire affissione abusiva

L'art. 8, comma 3, della l. 4 aprile 1956, n. 212 («Norme per la disciplina della propaganda elettorale») - il quale punisce chiunque «affigge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale [...] fuori degli appositi spazi», ovvero contravviene alla disposizione che vieta «le iscrizioni murali e quelle su fondi stradali, rupi, argini, palizzate e recinzioni» - mira a sanzionare non già il deturpamento dei luoghi, bensì lo straripamento della propaganda oltre gli spazi appositamente predisposti, ripartiti ed assegnati, con violazione della par condicio. Ai fini di tale reato, per "affissione" deve intendersi qualunque attività idonea allo scopo, compreso l'utilizzo di stampati autoadesivi, non avendo il precitato elenco dei materiali carattere tassativo.

Corte di cassazione, sezione III penale, 13 gennaio 2017, n. 7680

Fisco: la richiesta di rateizzazione della cartella di pagamento non equivale ad acquiescenza

In materia fiscale, la richiesta formulata dal contribuente di rateizzazione degli importi indicati nella cartella di pagamento non implica rinuncia a contestare in giudizio la pretesa tributaria.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 8 febbraio 2017, n. 3347

Enti locali: senza delega di funzioni amministrative, ai presidenti dei consigli circoscrizionali non spetta l'indennità di funzione

Ai sensi dell'art. 23 della l. 3 agosto 1999, n. 265 («Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1990, n. 142») e dell'art. 82 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»), ai Presidenti dei Consigli di circoscrizione, istituiti dal Comune avvalendosi della relativa facoltà, per la carica esercitata non spetta l'indennità di funzione, invece dovuta soltanto nel caso in cui ai Consigli circoscrizionali siano state delegate dal Comune funzioni amministrative, in base a proprie norme statutarie o regolamentari.

Corte di cassazione, sezione I civile, 15 febbraio 2017, n. 4029

Processo amministrativo: il giudice non può dichiarare d'ufficio il difetto di giurisdizione senza contraddittorio

È illegittima, per violazione dell'art. 73, comma 3, c.p.a., la sentenza che dichiara d'ufficio il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, senza che la relativa questione sia stata previamente sottoposta al contraddittorio delle parti (annulla con rinvio, ex art. 105, comma 1, c.p.a., TAR Calabria, sez. II, sent. n. 1638/2016).

Consiglio di Stato, sezione V, 16 febbraio 2017, n. 710

Cooperazione giudiziaria civile: la competenza in materia di responsabilità genitoriale e obbligazioni alimentari spetta ai giudici dello Stato membro in cui il figlio minore risiede abitualmente

L'art. 8 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, e l'art. 3 del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, devono essere interpretati nel senso che i giudici di uno Stato membro che hanno adottato una decisione passata in giudicato in materia di responsabilità genitoriale e di obbligazioni alimentari riguardanti un figlio minore non sono più competenti a pronunciarsi su una domanda di modifica dei provvedimenti adottati con tale decisione, qualora la residenza abituale del minore si trovi nel territorio di un altro Stato membro. La competenza a pronunciarsi su tale domanda spetta ai giudici di quest'ultimo Stato membro.

Corte di giustizia UE, prima sezione, 15 febbraio 2017

Enti locali: il Sindaco non può revocare il revisore contabile di una partecipata adducendo il venir meno del rapporto fiduciario

È illegittimo il provvedimento del Sindaco che revoca la nomina di un componente del Collegio dei revisori dei conti di una società partecipata dal Comune in ragione del venir meno del rapporto fiduciario (riforma TRGA Trentino-Alto Adige, Trento, sent. n. 131/2007).

Consiglio di Stato, sezione V, 15 febbraio 2017, n. 677

Fisco: il commercialista che lavora presso uno studio altrui non paga l'Irap

I compensi percepiti dal professionista (nel caso di specie, un commercialista) che svolge la propria attività all'interno di uno studio altrui non sono soggetti all'imposta regionale sulle attività produttive (Irap), difettando il requisito dell'autonoma organizzazione.

Corte di cassazione, sezione VI civile, 3 febbraio 2017, n. 2920

Ambiente: è incostituzionale la legge abruzzese che istituisce il Parco naturale regionale "Costa dei Trabocchi"

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la legge della Regione Abruzzo (n. 38/2015) che istituisce il Parco naturale regionale "Costa dei Trabocchi", mirando a creare, in realtà, un'area marina protetta.

Corte costituzionale, 15 febbraio 2017, n. 36

Processo penale: è valida la notifica ex art. 299, comma 4-bis, c.p.p. effettuata dal difensore tramite PEC

È valida la notifica ex art. 299, comma 4-bis, c.p.p. effettuata, dal difensore dell'imputato al difensore della persona offesa, mediante posta elettronica certificata.

Corte di cassazione, sezione II penale, 11 gennaio 2017, n. 6320

Procedure concorsuali: anche le società in house possono fallire

Le società pubbliche, comprese quelle costituite secondo il modello dell'in house providing, sono soggette alle disposizioni in materia di fallimento.

Corte di cassazione, sezione I civile, 7 febbraio 2017, n. 3196

Pubblico impiego: la proroga delle graduatorie dei concorsi non si applica agli enti del servizio sanitario nazionale

In materia di pubblico impiego, le disposizioni legislative che prorogano l'efficacia delle graduatorie dei concorsi espletati non si applicano agli enti del servizio sanitario nazionale, non soggiacendo questi a limitazioni delle assunzioni.

TAR Toscana, sezione I, 7 febbraio 2017, n. 189

Pubblicità ingannevole: legittima la sanzione irrogata dall'Agcm alla Sisal per il gioco "Vinci per la vita - Win for life!"

È ingannevole - ai sensi degli artt. 21 ss. del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 («Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229») - la pubblicità del gioco a premi numerico "Vinci per la vita - Win for life!" (Sisal), in quanto idonea ad indurre in errore il consumatore medio, prospettandogli la vincita di «4.000 Euro al mese per 20 anni» senza specificare che tale somma sarebbe stata suddivisa fra tutti i vincitori nell'ambito della medesima estrazione.

TAR Lazio, sezione I, 6 febbraio 2017, n. 1877

S. Merlini, G. Tarli Barbieri
Il governo parlamentare in Italia
Giappichelli, 2017

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