Salute: è incostituzionale la mancata previsione dell'indennizzo per chi abbia subito una menomazione permanente dell'integrità psico-fisica a causa della vaccinazione antinfluenzale

È incostituzionale - per violazione degli artt. 2, 3 e 32 Cost. - l'art. 1, comma 1, della l. 25 febbraio 1992, n. 210 («Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati»), nella parte in cui non prevede il diritto all'indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro che si siano sottoposti a vaccinazione antinfluenzale (non obbligatoria, ma raccomandata).

Corte costituzionale, 14 dicembre 2017, n. 268

Veicoli sottoposti a sequestro giudiziario: è incostituzionale la riduzione retroattiva dei compensi spettanti ai custodi

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. (tutela del legittimo affidamento) - l'art. 1, commi da 318 a 321, della l. 30 dicembre 2004, n. 311 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2005»), nella parte in cui prevede la riduzione retroattiva dei compensi spettanti ai custodi dei veicoli sottoposti a sequestro giudiziario.

Corte costituzionale, 14 dicembre 2017, n. 267

Codice comunitario dei visti: gli Stati UE devono garantire il diritto a un ricorso giurisdizionale contro il diniego del visto

L'art. 32, § 3, del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti, come modificato dal regolamento (UE) n. 610/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, letto alla luce dell'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dev'essere interpretato nel senso che esso fa obbligo agli Stati membri di prevedere una procedura di ricorso contro le decisioni di diniego di visto, le cui modalità siano definite dall'ordinamento giuridico del singolo Stato membro nel rispetto dei principi di equivalenza e di effettività. Tale procedura deve garantire, a un dato stadio del procedimento, un ricorso giurisdizionale.

Corte di giustizia UE, prima sezione, 13 dicembre 2017

Disastro colposo: non è incostituzionale il raddoppio del termine di prescrizione del reato

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate da vari giudici in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 157, comma 6, c.p., come sostituito dall'art. 6 della l. 5 dicembre 2005, n. 251 («Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione»), nella parte in cui prevede il raddoppio del termine di prescrizione del delitto di crollo di costruzioni o altro disastro colposo (artt. 449 e 434 c.p.).

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 265

Fisco: non è incostituzionale la disposizione che esclude dal novero delle sopravvenienze attive i versamenti effettuati dai soci a fondo perduto o in conto capitale

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Commissione tributaria regionale di Venezia in riferimento agli artt. 3 e 53, primo comma, Cost. - dell'art. 88, comma 4, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 («Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi»), in tema di versamenti effettuati da società dello stesso gruppo.

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 264

Processo penale: non è incostituzionale l'esclusione della pubblica udienza per il riesame delle misure cautelari

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Lecce in riferimento agli artt. 3, 111, primo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6, § 1, Cedu - degli artt. 309, comma 8, e 127, comma 6, c.p.p., nella parte in cui non consentono che il procedimento per il riesame delle misure cautelari si svolga, su richiesta dell'indagato o del ricorrente, nelle forme della pubblica udienza.

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 263

Autodichia: la giurisdizione domestica delle Camere e della Presidenza della Repubblica non contrasta con la Costituzione

Nel rigettare i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promossi dalla Cassazione, la Corte costituzionale ha affermato che spettava al Senato della Repubblica e al Presidente della Repubblica attribuire ad organi interni delle rispettive amministrazioni la decisione sulle controversie di lavoro dei dipendenti (c.d. autodichia) (da segnalare che il redattore della sentenza non è il relatore).

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 262

Camere di commercio: il decreto di riordino deve essere adottato dal MISE previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni

È incostituzionale - per violazione del principio di leale collaborazione - l'art. 3, comma 4, del d.lgs. 25 novembre 2016, n. 219 («Attuazione della delega di cui all'articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura»), nella parte in cui stabilisce che l'ivi previsto decreto del Ministro dello sviluppo economico dev'essere adottato «sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano», anziché previa intesa con detta Conferenza (la sentenza dichiara in parte inammissibili e in parte non fondate, anche «nei termini di cui in motivazione», altre questioni di legittimità costituzionale, riguardanti il medesimo decreto legislativo, promosse dalle Regioni Puglia, Toscana, Liguria e Lombardia).

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 261

Caccia: la selezione delle specie cacciabili compete al legislatore statale

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la legge della Regione Puglia (n. 28/2015) che ha autorizzato il prelievo in deroga dello sturnus vulgaris per la stagione venatoria 2015-2016.

Corte costituzionale, 13 dicembre 2017, n. 260

Anticorruzione: in caso di commissariamento, devono essere accantonati anche gli utili delle imprese consorziate col concessionario dell'opera pubblica

In caso di straordinaria e temporanea gestione dell'impresa limitatamente alla completa esecuzione di un'opera pubblica, ai sensi dell'art. 32 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90 («Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari»), convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 114, devono essere accantonati in apposito fondo, sino all'esito del giudizio penale, anche gli utili spettanti alle imprese che eseguono i lavori per conto del concessionario, col quale sono consorziate (riforma TAR Lazio, sez. I-ter, sent. n. 12868/2016).

Consiglio di Stato, sezione III, 27 novembre 2017, n. 5563

Concorsi pubblici: l'assegno di ricerca non è un titolo universitario o post-universitario

In tema di concorsi pubblici, l'assegno di ricerca non costituisce né un titolo universitario o accademico, né un titolo di perfezionamento o di specializzazione, essendo finalizzato esclusivamente allo svolgimento di attività di ricerca in un determinato settore scientifico-disciplinare.

TAR Liguria, sezione II, 24 novembre 2017, n. 859

Espropriazioni per pubblica utilità: l'avviso agli espropriandi deve indicare i nominativi e le particelle

In tema di espropriazione per pubblica utilità, l'avviso di cui all'art. 11 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 («Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità»), deve contenere, a pena d'illegittimità, l'indicazione delle particelle e dei nominativi, quali indefettibili elementi diretti a individuare i soggetti espropriandi e i beni oggetto del procedimento amministrativo, così da consentire la partecipazione difensiva degli interessati. Nel caso di omissione del predetto avviso, non può applicarsi l'art. 21-octies, comma 2, della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi») (conferma TAR Calabria, Catanzaro, sez. II, sent. n. 1914/2016).

Consiglio di Stato, sezione IV, 24 novembre 2017, n. 5480

Appalti pubblici: se le richieste di chiarimenti delle imprese sono tempestive e rilevanti, la proroga del termine di presentazione delle offerte è atto dovuto

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, quando le richieste di chiarimenti pervenute alla stazione appaltante sono tempestive ed impongono informazioni supplementari significative, la proroga del termine di presentazione delle offerte costituisce atto doveroso, in quanto non necessita di valutazioni comparative fra gli interessi pubblici e privati coinvolti (conferma TAR Liguria, sez. II, sent. n. 1278/2016).

Consiglio di Stato, sezione III, 22 novembre 2017, n. 5424

Processo penale: ai fini della connessione teleologica ex art. 12, comma 1, lett. c), c.p.p., non è richiesta l'identità fra gli autori dei reati

Per la configurabilità della connessione teleologica prevista dall'art. 12, comma 1, lett. c), c.p.p., non è richiesta l'identità fra gli autori dei reati, fermo restando che occorre individuare un effettivo legame finalistico tra i reati stessi.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 26 ottobre 2017, n. 53390

Processo penale: è inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente dal detenuto

Gli artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, c.p.p., come novellati dalla l. 23 giugno 2017, n. 103 («Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario»), nella parte in cui non consentono all'imputato di proporre ricorso per cassazione senza il patrocinio di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale, si applicano a tutti i procedimenti penali, compresi quelli di esecuzione, e nei confronti di tutti gli interessati, compresi i condannati ristretti in espiazione di pena detentiva (cfr. Cass. pen., sez. VI, sent. n. 42062/2017, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione I penale, 4 ottobre 2017, n. 53330

Fisco: la cassa "in rosso" fa presumere l'esistenza di ricavi "in nero"

In tema di accertamento induttivo del reddito d'impresa ai fini Irpeg e Iva, ai sensi dell'art. 39 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 («Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi»), e dell'art. 54 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 («Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto»), la sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un'anomalia contabile, fa presumere l'esistenza di ricavi non contabilizzati in misura almeno pari al disavanzo.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 15 novembre 2017, n. 27041

Previdenza: non è incostituzionale l'esclusione dell'indennità integrativa speciale dalla maggiorazione del 18%

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Marche, giudice unico delle pensioni, in riferimento agli artt. 36 e 38 Cost. - dell'art. 220 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 («Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato»), come modificato dall'art. 22 della l. 29 aprile 1976, n. 177 («Collegamento delle pensioni del settore pubblico alla dinamica delle retribuzioni. Miglioramento del trattamento di quiescenza del personale statale e degli iscritti alle casse pensioni degli istituti di previdenza»), nella parte in cui esclude la voce dell'indennità integrativa speciale dal beneficio della maggiorazione del 18%.

Corte costituzionale, 7 dicembre 2017, n. 259

Cittadinanza: lo straniero affetto da grave disabilità dev'essere esonerato dall'obbligo di prestare il giuramento prescritto per l'acquisto della cittadinanza italiana

È incostituzionale - per violazione degli artt. 2 e 3, secondo comma, Cost. - l'art. 10 della l. 5 febbraio 1992, n. 91 («Nuove norme sulla cittadinanza»), nella parte in cui non prevede che sia esonerata dal giuramento la persona incapace di soddisfare tale adempimento in ragione di grave e accertata condizione di disabilità.

Corte costituzionale, 7 dicembre 2017, n. 258

Immigrazione: il cittadino di uno Stato non UE, soggiornante di lunga durata, non può essere allontanato solo per aver riportato una condanna ad una pena detentiva superiore a un anno

L'art. 12 della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, dev'essere interpretato nel senso che osta a una normativa di uno Stato membro (nel caso di specie, la Spagna) che, come interpretata da una parte degli organi giurisdizionali di tale Stato, non prevede l'applicazione delle condizioni di tutela contro l'allontanamento di un cittadino di uno Stato terzo soggiornante di lungo periodo con riferimento a tutte le decisioni amministrative di allontanamento, indipendentemente dalla natura o dalle modalità giuridiche di tale misura.

Corte di giustizia UE, ottava sezione, 7 dicembre 2017

Concorrenza: un fornitore di prodotti di lusso può vietare ai suoi distributori autorizzati di vendere tali prodotti su una piattaforma internet terza (come Amazon)

L'art. 101, § 1, TFUE dev'essere interpretato nel senso che: a) un sistema di distribuzione selettiva di prodotti di lusso finalizzato, primariamente, a salvaguardare l'immagine di lusso di tali prodotti è conforme a detta disposizione, a condizione che la scelta dei rivenditori avvenga secondo criteri oggettivi d'indole qualitativa, stabiliti indistintamente per tutti i potenziali rivenditori e applicati in modo non discriminatorio, e che i criteri definiti non vadano oltre il limite del necessario; b) esso non osta ad una clausola contrattuale che vieta ai distributori autorizzati di un sistema di distribuzione selettiva di prodotti di lusso finalizzato, primariamente, a salvaguardare l'immagine di lusso di tali prodotti di servirsi in maniera riconoscibile di piattaforme terze per la vendita a mezzo internet dei prodotti oggetto del contratto, qualora tale clausola sia diretta a salvaguardare l'immagine di lusso di detti prodotti, sia stabilita indistintamente e applicata in modo non discriminatorio, e sia proporzionata rispetto all'obiettivo perseguito. L'art. 4 del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all'applicazione dell'art. 101, § 3, TFUE a categorie di accordi verticali e pratiche concordate, dev'essere interpretato nel senso che il divieto imposto ai membri di un sistema di distribuzione selettiva di prodotti di lusso, operanti come distributori sul mercato, di servirsi in maniera riconoscibile, per le vendite a mezzo internet, di imprese terze, non costituisce una restrizione della clientela, ai sensi dell'art. 4, lett. b), di tale regolamento, né una restrizione delle vendite passive agli utenti finali, ai sensi dell'art. 4, lett. c), di detto regolamento.

Corte di giustizia UE, prima sezione, 6 dicembre 2017

G. Colombo, G. Zagrebelsky
Il legno storto della giustizia
Garzanti, 2017

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