Edilizia e urbanistica: la realizzazione di un porticato di rilevanti dimensioni richiede il permesso di costruire

In tema di edilizia e urbanistica: 1) un'opera può qualificarsi come "volume tecnico" solo quando sia priva di qualsiasi autonomia funzionale, anche potenziale, essendo destinata esclusivamente a contenere impianti serventi la costruzione principale per essenziali esigenze tecnico-funzionali; 2) la realizzazione di un porticato di rilevanti dimensioni, in quanto incrementa la superficie calpestabile e la fruibilità dell'immobile, determina un aumento di superficie utile, sicché richiede il titolo edilizio maggiore, ossia il permesso di costruire.

Consiglio di Stato, sezione III, 23 settembre 2026, n. 7028

Diritto di accesso: l'acquisizione di una chat WhatsApp agli atti del procedimento non la rende automaticamente ostensibile

In tema di diritto di accesso: a) i messaggi WhatsApp, al pari dei messaggi di posta elettronica e degli SMS, conservati nella memoria di un dispositivo elettronico, mantengono la natura di "corrispondenza" tutelata dall'art. 15 Cost. anche dopo la loro ricezione, fintantoché non abbiano perso, per il decorso del tempo o per altra causa, ogni carattere di attualità, trasformandosi in un mero documento storico; b) la loro acquisizione nell'ambito di un procedimento amministrativo può determinarne, in virtù della funzione probatoria assunta, la qualificazione come atti del procedimento e renderli astrattamente ostensibili anche mediante accesso difensivo; tuttavia, l'ostensione non può essere disposta quando non sia dimostrata, ai sensi dell'art. 24, comma 7, della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), la necessità o indispensabilità della conoscenza dei contenuti per la cura o la difesa di un interesse giuridico, soprattutto quando la chat coinvolga soggetti terzi estranei al procedimento, dovendo in tal caso prevalere la tutela della libertà e segretezza delle comunicazioni e della riservatezza dei dati personali.

Consiglio di Stato, sezione VI, 22 settembre 2026, n. 6989

Edilizia e urbanistica: il Comune deve verificare la legittimazione del richiedente il titolo edilizio quando conosce il dissenso degli altri comproprietari dell'immobile

In tema di edilizia e urbanistica: a) il principio secondo cui il titolo edilizio è rilasciato fatti salvi i diritti dei terzi non esonera l'Amministrazione dall'accertamento della legittimazione del richiedente allorché sia a conoscenza della contestazione del diritto vantato sull'immobile; nel qual caso, essa è tenuta a verificare l'effettiva sussistenza di un titolo di proprietà o di disponibilità sufficiente all'esecuzione dell'intervento, negando il titolo ove tale disponibilità non risulti comprovata; b) nell'ipotesi di comproprietà, la legittimazione alla richiesta del titolo in capo al singolo comproprietario sussiste solo quando l'intervento sia compatibile con il pari godimento del bene da parte degli altri comproprietari ovvero la situazione di fatto consenta di desumere l'esistenza di un accordo fra gli stessi (pactum fiduciae). ● V. anche TAR Lombardia, Brescia, sez. II, sent. n. 519/2024, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione IV, 21 settembre 2026, n. 6969

Edilizia e urbanistica: non è incostituzionale la normativa della Regione Puglia sui mutamenti di destinazione d'uso degli immobili (ll. 33/2007 e 51/2021)

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Puglia in riferimento agli artt. 3, 9, 97 e 118 Cost. - della normativa della Regione Puglia (ll. 33/2007 e 51/2021) in materia di mutamenti di destinazione d'uso degli immobili.

Corte costituzionale, 6 ottobre 2026, n. 161

Fisco: il piccolo imprenditore sovraindebitato può impugnare immediatamente il ruolo e la cartella di pagamento che assuma invalidamente notificatagli

Non sono fondate, «per erroneità del presupposto interpretativo da cui muove il rimettente», le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Giudice di pace di Milano in riferimento agli artt. 3, 10, 11, 24, 97, secondo comma, 111, 113 e 117, primo comma, Cost. - dell'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 («Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito»), come aggiunto dall'art. 3-bis del d.l. 21 ottobre 2021, n. 146 («Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili»), convertito, con modificazioni, nella l. 17 dicembre 2021, n. 215, sostituito dall'art. 12, comma 1, del d.lgs. 29 luglio 2024, n. 110 («Disposizioni in materia di riordino del sistema nazionale della riscossione»), successivamente abrogato dall'art. 241, comma 1, lett. c), del d.lgs. 24 marzo 2025, n. 33 («Testo unico in materia di versamenti e di riscossione»), e inserito all'art. 91 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di versamenti e riscossione, allegato al medesimo decreto legislativo, con decorrenza, ai sensi dell'art. 243, dal 1° gennaio 2027, in tema di immediata impugnabilità del ruolo e della cartella di pagamento.

Corte costituzionale, 6 ottobre 2026, n. 160

Urbanistica: il Comune cui è stata richiesta la riqualificazione di un'area privata non può rinviare genericamente l'esame dell'istanza al momento dell'adozione del nuovo PRG

In materia urbanistica, l'Amministrazione comunale cui sia stata richiesta la riqualificazione di un'area privata non può rinviare genericamente l'esame dell'istanza al futuro procedimento di adozione del nuovo strumento urbanistico generale, senza predeterminare un iter sufficientemente definito, quanto meno nei suoi passaggi di maggior rilievo, anche temporali.

TAR Puglia, Lecce, sezione I, 24 settembre 2026, n. 1193

Pubblico impiego: legittimo il bando della procedura di progressione verticale che esclude la valutabilità dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, nelle procedure di progressione verticale, ove il bando preveda la valutazione del servizio prestato quale dipendente della pubblica amministrazione, non sono valutabili i periodi di attività svolti sulla base di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, trattandosi di rapporti di lavoro autonomo, i quali sono ontologicamente diversi da quelli di lavoro subordinato.

TAR Lazio, sezione III-quater, 23 settembre 2026, n. 15154

Immigrazione: illegittimo il diniego di visto turistico non preceduto né dal preavviso di rigetto né dal colloquio consolare

È illegittimo il diniego di visto turistico emesso dall'autorità consolare senza la previa comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ex art. 10-bis (c.d. preavviso di rigetto) della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi») e l'istaurazione di alcuna forma di contraddittorio.

TAR Lazio, sezione V-quater, 22 settembre 2026, n. 15120

Responsabilità amministrativa: la società privata che gestisce i parcheggi comunali e non riversa all'ente locale quota parte dei relativi proventi è sottoposta, unitamente ai suoi amministratori, alla giurisdizione della Corte dei conti

La società privata concessionaria della gestione di parcheggi comunali, incaricata della riscossione dei relativi proventi, riveste la qualità di agente contabile ed è, pertanto, sottoposta, unitamente ai suoi amministratori, alla giurisdizione della Corte dei conti, quando abbia il maneggio di somme di pertinenza dell'ente locale e soggette a vincolo pubblicistico di destinazione.

Corte dei conti, sezione I g.c. d'appello, 24 agosto 2026, n. 190

Procedura penale: non è incostituzionale la previsione che nel processo in absentia il giudice pronunci sentenza di non doversi procedere anche nell'ipotesi di intervenuta remissione della querela

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Firenze in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 155 c.p. e degli artt. 420-quater, comma 1, e 554-bis, comma 2, c.p.p., nonché, in via subordinata, dell'art. 554-ter, comma 1, c.p.p., là dove si prevede che, ove le ricerche dell'imputato abbiano dato esito negativo, il giudice, anche nel caso di remissione della querela, deve emettere sentenza di non doversi procedere per mancata conoscenza della pendenza del processo, anziché sentenza di non luogo a procedere per estinzione del reato.

Corte costituzionale, 2 ottobre 2026, n. 159

Misure di prevenzione: è incostituzionale l'art. 27, comma 1, d.lgs. 159/2011, là dove non prevede l'impugnabilità del provvedimento del tribunale che rigetta l'istanza di revoca del sequestro

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, primo comma, e 111, secondo comma, Cost. - l'art. 27, comma 1, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 («Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136»), là dove non include tra i provvedimenti ivi elencati quelli con i quali il tribunale rigetta l'istanza di revoca del sequestro.

Corte costituzionale, 2 ottobre 2026, n. 158

Sanità: è incostituzionale l'art. 35 l. 833/1978, là dove non prevede che la persona sottoposta a TSO in condizioni di degenza ospedaliera sia assistita, nella procedura di convalida ed eventuale proroga, da un difensore di fiducia o d'ufficio

È incostituzionale - per violazione dell'art. 24 Cost. - l'art. 35 della l. 23 dicembre 1978, n. 833 («Istituzione del servizio sanitario nazionale»), là dove non prevede che il giudizio di convalida del trattamento sanitario obbligatorio (TSO) in condizioni di degenza ospedaliera e della sua eventuale proroga debba svolgersi con le garanzie della difesa tecnica, nei sensi specificati in motivazione. ● V. anche Corte cost., sent. n. 76/2025, in questa Rivista.

Corte costituzionale, 2 ottobre 2026, n. 157

Fisco: illegittima l'iscrizione ipotecaria nei confronti del chiamato all'eredità

È illegittima l'iscrizione ipotecaria effettuata dall'agente della riscossione, su beni compresi in una successione mortis causa, nei confronti di un soggetto che rivesta la qualità di chiamato all'eredità, e non quella di erede, non essendo a tale scopo sufficienti né le risultanze delle visure catastali né la trascrizione della denuncia di successione; è onere dell'agente della riscossione provare l'avvenuta accettazione dell'eredità, espressa o tacita, da parte del chiamato, al fine di dimostrarne l'acquisto della qualità di erede e, conseguentemente, la titolarità dei beni oggetto di garanzia.

CGT I grado Campobasso, sezione 1, 14 luglio 2026, n. 265

Protezione internazionale: le autorità di uno Stato UE non possono sospendere automaticamente l'esame delle domande di protezione internazionale presentate dai beneficiari di protezione temporanea durante il periodo di quest'ultima

L'art. 17, § 2, della direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi, e l'art. 31 della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale, devono essere interpretati nel senso che: a) essi ostano a che le autorità di uno Stato membro sospendano automaticamente l'esame delle domande di protezione internazionale presentate dai beneficiari di protezione temporanea durante il periodo di protezione temporanea, di modo che il termine per adottare una decisione su tali domande di protezione internazionale decorra o continui a decorrere solo dopo la fine di tale periodo; b) le autorità competenti possono, in casi eccezionali, prorogare temporaneamente l'esame di alcune di dette domande di protezione internazionale, anche superando tale termine di decisione, purché tale superamento risulti da misure adottate per far fronte a un'impossibilità oggettiva di osservare rigorosamente tale termine di decisione ed evitare il congestionamento del sistema di protezione internazionale dello Stato membro interessato, che siano necessarie a tal fine.

Corte di giustizia UE, terza sezione, 1º ottobre 2026

Energia: la Consulta torna a pronunciarsi sulla disciplina sarda delle aree idonee e non idonee agli impianti FER e sul divieto statale di fotovoltaico a terra nelle aree agricole

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Lazio in riferimento a varî parametri - della normativa della Regione Sardegna (l. 20/2024) concernente l'individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all'installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER), nonché dell'art. 5, commi 1 e 2, del d.l. 15 maggio 2024, n. 63 («Disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale»), convertito, con modificazioni, nella l. 12 luglio 2024, n. 101, e dell'art. 2, comma 2, primo periodo, del d.lgs. 25 novembre 2024, n. 190 [«Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in attuazione dell'articolo 26, commi 4 e 5, lettera b) e d), della legge 5 agosto 2022, n. 118»], là dove si prevede il divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici. ● V. anche, in questa Rivista: Corte cost., sentt. nn. 144/2026, 127/2026, 184/2025, 134/2025 e 28/2025.

Corte costituzionale, 1° ottobre 2026, n. 156

Cittadinanza: la mancata trascrizione del matrimonio celebrato all'estero non incide sulla validità o efficacia del vincolo, né quindi sull'esistenza del requisito previsto dall'art. 5 l. 91/1992

In tema di cittadinanza, la trascrizione nei registri dello stato civile italiano del matrimonio celebrato all'estero ha natura meramente ricognitiva e certificativa e assolve a una funzione di pubblicità dichiarativa, non costitutiva, del vincolo matrimoniale, con la conseguenza che: a) la sua omissione non incide sulla validità o sull'efficacia sostanziale del matrimonio, né sull'esistenza del requisito previsto dall'art. 5 della l. 5 febbraio 1992, n. 91 («Nuove norme sulla cittadinanza»), per l'acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio; b) qualora il matrimonio sia validamente esistente al momento della presentazione dell'istanza, la sua trascrizione effettuata nel corso del procedimento amministrativo e prima della decisione sana l'irregolarità formale dell'istanza stessa, rendendo opponibile all'Amministrazione una situazione giuridica preesistente.

TAR Lombardia, Brescia, sezione I, 21 settembre 2026, n. 1242

Pubblico impiego: sulle procedure di mobilità per passaggio diretto tra amministrazioni (art. 30 d.lgs. 165/2001) decide il giudice ordinario

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le procedure di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni ex art. 30 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 («Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche»), integrando siffatte procedure una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto. ● V. anche, in questa Rivista, fra le altre: TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 541/2019; TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 642/2023; TAR Lazio, sez. I-bis, sent. n. 6325/2025; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentt. nn. 245/2022 e 119/2020; TAR Piemonte, sez. I, sent. n. 732/2022; TAR Puglia, Lecce, sez. II, sent. n. 998/2022; TAR Umbria, sent. n. 435/2020.

TAR Molise, 18 settembre 2026, n. 387

Appalti pubblici: il ricorso al criterio del minor prezzo è ammesso solo per servizi o forniture con caratteristiche effettivamente standardizzate e richiede una motivazione rafforzata

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: a) ai sensi dell'art. 108, comma 3, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), il criterio del minor prezzo è utilizzabile esclusivamente nel caso di servizi o forniture caratterizzati, per loro natura, da elevata standardizzazione e da un oggetto contrattuale rispondente a precisi e inderogabili canoni tecnici o contrattuali, tale da rendere non necessaria la valorizzazione degli aspetti qualitativi dell'offerta; b) la stazione appaltante che intenda avvalersi di tale criterio è tenuta a fornire una motivazione rafforzata, idonea a dimostrare concretamente la standardizzazione della prestazione e l'assenza di un apprezzabile interesse pubblico alla differenziazione qualitativa delle offerte.

TAR Sicilia, sezione III, 17 settembre 2026, n. 2633

Finanziamenti pubblici: sul ritiro del contributo per inadempimento del percettore agli obblighi inerenti all'esecuzione del rapporto decide il giudice ordinario

In tema di finanziamenti pubblici, una volta emesso il provvedimento concessivo del contributo, la fase di verifica e controllo dell'adempimento degli obblighi da parte del beneficiario attiene all'esecuzione del rapporto stesso; pertanto, le controversie riguardanti il ritiro del contributo che trovino fondamento non già su un vizio di legittimità del provvedimento concessorio o sul contrasto con il pubblico interesse, ma sul successivo inadempimento del beneficiario agli obblighi inerenti all'esecuzione del rapporto, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché l'interesse alla conservazione del contributo stesso ha consistenza di diritto soggettivo. ● V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ord. n. 19966/2023 e sent. n. 25211/2015; CdS, sez. II, sent. n. 901/2021; sez. III, sent. n. 1251/2021; sez. VI, sentt. nn. 361/2025 e 353/2021; CGARS, sent. n. 1000/2022; TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 395/2018; TAR Friuli-Venezia Giulia, sent. n. 186/2024; TAR Lazio, sez. IV-bis, sent. n. 8693/2025, e sez. V-ter, sent. n. 15487/2023; TAR Marche, sent. n. 175/2020; TAR Piemonte, sez. I, sent. n. 368/2026.

TAR Sardegna, sezione II, 16 settembre 2026, n. 1130

Istituzioni: inammissibili le questioni di costituzionalità sollevate dal Consiglio di Stato sulla supposta delegificazione del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, istituito presso il MASAF

Sono inammissibili, in parte «per l'erroneo presupposto da cui muovono» e in parte «per insufficiente motivazione in punto di non manifesta infondatezza», le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Consiglio di Stato in riferimento agli artt. 1, 2, 3, 10, 18, 48, 49, 51, 70, 76, 97, 113 e 117 Cost. - dell'art. 1, comma 453, della l. 29 dicembre 2022, n. 197 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025»), là dove attribuisce al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) il potere, inter alia, di rivedere e modificare, con proprio decreto, la composizione degli organismi, dei comitati e delle commissioni operanti presso il medesimo Ministero (fra i quali, il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale).

Corte costituzionale, 29 settembre 2026, n. 155