Scuola: per il Consiglio di Stato, è legittima la benedizione pasquale nelle scuole pubbliche

È legittima la concessione in uso dei locali di una scuola pubblica ai fini dello svolgimento, in orario extrascolastico, del rito religioso della benedizione pasquale ad opera di ministri del culto cattolico (riforma TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 166/2016).

Consiglio di Stato, sezione VI, 27 marzo 2017, n. 1388

Eccesso di potere giurisdizionale del G.A.: la Cassazione si pronuncia sull'art. 122 c.p.a.

Affinché si configuri il vizio di eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice amministrativo, per avere assunto una decisione che l'ordinamento riserva all'Amministrazione, è necessario che tale decisione abbia un contenuto corrispondente a quello del potere attribuito alla stessa Amministrazione (nel caso di specie, il Consiglio di Stato aveva dichiarato l'inefficacia del contratto di appalto ex art. 122 c.p.a.).

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 22 marzo 2017, n. 7295

Trattamento dei dati personali: no all'oscuramento delle sentenze se non ricorrono motivi legittimi

Ai sensi dell'art. 52, comma 1, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 («Codice in materia di protezione dei dati personali»), la richiesta di oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell'interessato, riportati sulla sentenza o su altro provvedimento giurisdizionale, dev'essere fondata su «motivi legittimi», e cioè su motivi di opportunità, da valutarsi in relazione alla particolare natura dei dati contenuti nella decisione (ad es., dati sensibili) oppure alla delicatezza della vicenda oggetto del giudizio.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 15 febbraio 2017, n. 11959

Appunti sulla potestà legislativa dei Consigli regionali in regime di prorogatio

In termini generali, la prorogatio può essere definita come l'istituto in virtù del quale il titolare di una carica, scaduta questa, è legittimato a proseguire l'esercizio delle relative funzioni (sia pure ridotte), fintantoché non sia stato eletto o nominato il successore...

Articolo di Alessandro Oddi

Ricorso per cassazione: nel caso previsto dall'art. 360-bis, n. 1, c.p.c., l'impugnazione va dichiarata inammissibile

Ai sensi dell'art. 360-bis, n. 1, c.p.c., il ricorso per cassazione dev'essere dichiarato inammissibile - e non rigettato per manifesta infondatezza - allorquando il provvedimento impugnato abbia deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza di legittimità e l'esame dei motivi dedotti non offra elementi utili a confermare o mutare l'orientamento della stessa.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 21 marzo 2017, n. 7155

Pubblico impiego: sulle selezioni per il conferimento di incarichi di collaborazione decide il giudice amministrativo

Appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie riguardanti le procedure concorsuali indette da un'amministrazione pubblica (nella specie, l'Agenzia per la coesione territoriale) per il conferimento di incarichi individuali tramite contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o coordinata e continuativa (annulla TAR Lazio, sez. I, sent. n. 6067/2016).

Consiglio di Stato, sezione IV, 15 marzo 2017, n. 1176

Edilizia: è incostituzionale la normativa abruzzese che sottrae ad ogni forma di vigilanza e controllo talune categorie di opere in zone sismiche

È incostituzionale - per violazione dei principi fondamentali in materia di «protezione civile» e «governo del territorio» (art. 117, terzo comma, Cost.) - la legge della Regione Abruzzo (n. 12/2015) che sottrae ad ogni forma di vigilanza e controllo talune categorie di opere edilizie realizzate in zone sismiche.

Corte costituzionale, 24 marzo 2017, n. 60

Energia: le Regioni non possono dettare criteri generali per la determinazione dei canoni idroelettrici

Sono incostituzionali - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost. - le leggi della Regione Abruzzo (nn. 36/2015, 5/2016 e 11/2016) che stabiliscono criteri generali per la determinazione dei canoni delle concessioni ad uso idroelettrico.

Corte costituzionale, 24 marzo 2017, n. 59

Appalti pubblici: la "clausola sociale" non può limitare la concorrenza fra le imprese

Nelle procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittimo il bando di gara che, imponendo all'impresa aggiudicataria l'obbligo di assumere tutto il personale dell'impresa uscente (c.d. clausola sociale), limiti oltre misura il novero dei potenziali concorrenti.

TAR Calabria, Reggio Calabria, 15 marzo 2017, n. 209

Legge Pinto: legittima la sanzione pecuniaria per chi abusa del giudizio di equa riparazione

La sanzione pecuniaria prevista dall'art. 5-quater della l. 24 marzo 2001, n. 89 («Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile»), è volta a reprimere l'uso distorto o incauto dell'istanza indennitaria per irragionevole durata del processo. Tale finalità dissuasiva è del tutto compatibile con i parametri costituzionali e, in particolare, con il principio di effettività della tutela giurisdizionale.

Corte di cassazione, sezione VI civile, 16 marzo 2017, n. 6865

Cooperazione giudiziaria penale: se il decreto penale di condanna è notificato al domiciliatario dell'imputato, quest'ultimo deve disporre del termine pieno per presentare opposizione

Gli artt. 2, 3, § 1, lett. c), e 6, §§ 1 e 3, della direttiva 2012/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, sul diritto all'informazione nei procedimenti penali, devono essere interpretati nel senso che non ostano ad una normativa di uno Stato membro (nella specie, la Germania) la quale, nell'ambito di un procedimento penale, prevede che l'imputato che non risiede in tale Stato membro né dispone di un domicilio abituale in quest'ultimo o nel suo Stato membro di origine è tenuto a nominare un domiciliatario al fine di ricevere la notifica di un decreto penale di condanna emesso nei suoi confronti e che il termine per presentare opposizione avverso tale decreto, prima che quest'ultimo acquisisca carattere esecutivo, decorre dalla notifica di detto decreto a tale domiciliatario. L'art. 6 della direttiva 2012/13 prescrive tuttavia che, nell'esecuzione del decreto penale di condanna, non appena la persona interessata ha avuto effettiva conoscenza di tale decreto, essa venga messa nella stessa situazione in cui si sarebbe trovata se detto decreto le fosse stato notificato personalmente e, in particolare, che disponga in toto del termine di opposizione, beneficiando, se necessario, di una rimessione in termini.

Corte di giustizia UE, quinta sezione, 22 marzo 2017

Servizi pubblici locali: sulla dismissione delle quote di partecipazione di un Comune ad una società di servizi interamente pubblica decide il giudice ordinario

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario - in quanto estranea alla giurisdizione esclusiva di quello amministrativo ex art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a. - la controversia riguardante la decisione assunta da un Comune di dismettere la propria quota di partecipazione ad una società di servizi pubblici locali di rilevanza economica a capitale interamente pubblico.

TAR Piemonte, sezione I, 10 marzo 2017, n. 348

Albi professionali: sull'iscrizione decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti l'iscrizione ad un albo professionale (nel caso di specie, quello degli psicologi), vertendosi in tema di diritti soggettivi.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 15 marzo 2017, n. 6821

Responsabilità amministrativa: la Corte dei conti può sindacare l'efficacia e l'economicità dell'azione amministrativa

La Corte dei conti ha il potere di accertare ogni fatto o comportamento che abbia cagionato un danno all'erario, valutando anche l'effettiva rispondenza delle scelte discrezionali compiute dagli amministratori a criteri di efficacia ed economicità.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 15 marzo 2017, n. 6820

Accesso ai documenti amministrativi: il consigliere regionale ha diritto di accedere ai verbali del consiglio di amministrazione di una società partecipata

I consiglieri regionali (al pari dei consiglieri comunali e provinciali) hanno diritto di accedere a tutti gli atti - compresi quelli riservati - che possano essere utili all'espletamento del loro mandato, senza dover motivare le proprie richieste, purché queste comportino il minor aggravio possibile per gli uffici interessati e non siano del tutto generiche o meramente emulative (nel caso di specie, l'istanza riguardava un verbale del consiglio di amministrazione di una società partecipata dalla Regione).

TAR Lombardia, sezione I, 17 marzo 2017, n. 656

Appalti pubblici: l'aggiudicazione della gara non preclude il "soccorso istruttorio"

Nelle procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'Amministrazione può ricorrere all'istituto del "soccorso istruttorio" anche dopo aver adottato il provvedimento di aggiudicazione.

TAR Lazio, sezione II, 15 marzo 2017, n. 3541

Fisco: sul risarcimento del danno da svalutazione monetaria decide il giudice tributario

È devoluta alla cognizione del giudice tributario la domanda con la quale il contribuente chieda la condanna dell'erario al pagamento degli interessi e dell'eventuale maggior danno da svalutazione monetaria ex art. 1224, comma 2, c.c., in conseguenza della ritardata restituzione dell'imposta pagata in eccedenza o in relazione ad obbligazioni pecuniarie costituite dai crediti d'imposta.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 8 marzo 2017, n. 5900

Ordinamento giudiziario: l'indennità per sede disagiata spetta anche al magistrato già in servizio

L'indennità prevista dall'art. 2 della l. 4 maggio 1998, n. 133 («Incentivi ai magistrati trasferiti d'ufficio a sedi disagiate e introduzione delle tabelle infradistrettuali») è dovuta anche al magistrato in servizio presso una sede che sia dichiarata "disagiata" successivamente al relativo provvedimento di assegnazione (conferma TAR Sicilia, Catania, sez. III, sent. n. 456/2008).

CGA Regione siciliana, 13 marzo 2017, n. 101

Processo penale: nessun obbligo di "motivazione rafforzata" per il Tribunale che accoglie la domanda cautelare rigettata dal GIP

Il Tribunale che, riformando la decisione del Giudice per le indagini preliminari, accolga in appello la domanda cautelare formulata dal Pubblico Ministero (art. 310 c.p.p.) non è gravato dall'onere della c.d. motivazione rafforzata, essendo questo configurabile solamente in sede di giudizio, dove il canone valutativo è costituito non dalla gravità indiziaria, ma dalla certezza processuale della colpevolezza dell'imputato «al di là di ogni ragionevole dubbio» (art. 533, comma 1, c.p.p.).

Corte di cassazione, sezione VI penale, 15 febbraio 2017, n. 11550

Processo tributario: è valida la notifica del ricorso effettuata a mezzo posta in busta chiusa

Nel processo tributario, la regola secondo cui la notificazione a mezzo posta si perfeziona, per il notificante, alla data di spedizione dell'atto, anziché a quella della sua ricezione da parte del destinatario, vale anche nell'ipotesi in cui la spedizione avvenga non in piego, come previsto dall'art. 20, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 («Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413»), bensì in busta chiusa. Poiché, infatti, la prescrizione relativa all'invio in piego è volta esclusivamente a conferire certezza in ordine all'individuazione dell'atto notificato, ove nessuna contestazione sia sollevata dal destinatario circa l'effettiva corrispondenza tra l'atto contenuto nella busta e l'originale depositato nella segreteria della commissione tributaria adita, non v'è ragione di discostarsi dalla predetta regola, la quale costituisce espressione di un principio generale applicabile anche al processo tributario.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 8 marzo 2017, n. 5889

M. Cerreta, M. Riommi (curr.)
Le recenti riforme dei rapporti di lavoro delle pubbliche amministrazioni
e della scuola pubblica. Profili teorici e operativi

Giappichelli, 2017

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