Paesaggio: è incostituzionale la normativa della Regione Toscana in materia di taglio colturale

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., in relazione agli artt. 146 e 149 d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 («Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137») - la normativa della Regione Toscana (l. 52/2021) in materia di taglio colturale.

Corte costituzionale, 29 novembre 2022, n. 239

Appalti pubblici: è illegittima la proroga tecnica del contratto disposta prima dell'avvio della nuova gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la proroga tecnica del contratto è legittima soltanto a condizione che: a) rivesta carattere eccezionale, dovendo ricorrere l'effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more della scelta di un altro contraente; b) non sia disposta prima dell'avvio della nuova gara.

TAR Lombardia, sezione IV, 17 novembre 2022, n. 2552

Processo amministrativo: la sentenza priva della sottoscrizione del presidente e dell'estensore è affetta da nullità radicale

Ai sensi degli artt. 132 e 161 c.p.c., applicabili al processo amministrativo in forza dell'art. 39 c.p.a., la sentenza che sia priva della sottoscrizione del presidente e dell'estensore, componenti il collegio giudicante, è inficiata da nullità radicale, la quale può essere fatta valere in ogni tempo sia mediante un'azione di accertamento negativo sia mediante gli ordinari mezzi di impugnazione (dichiara la nullità di TAR Abruzzo, sent. n. 551/2021).

TAR Abruzzo, 15 novembre 2022, n. 407

Appalti pubblici: è legittima l'esclusione dalla gara dell'impresa che non ha riscontrato la richiesta del RUP di confermare la validità dell'offerta economica presentata

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è legittima l'esclusione dalla gara dell'impresa concorrente che non abbia riscontrato la richiesta, trasmessa per mezzo di posta elettronica certificata dal responsabile unico del procedimento, di confermare espressamente, nel termine ivi indicato, la validità dell'offerta economica presentata.

TAR Sicilia, sezione I, 14 novembre 2022, n. 3196

Previdenza: non è incostituzionale la mancata previsione dell'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per ingegneri e architetti iscritti a forme di previdenza obbligatorie diverse dalla cassa professionale in ragione di altra attività esercitata

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Rieti in riferimento a varî parametri - dell'art. 2, comma 26, della l. 8 agosto 1995, n. 335 («Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare»), e dell'art. 18, comma 12, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98 («Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria»), convertito, con modificazioni, nella l. 15 luglio 2011, n. 111, là dove non prevedono l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS a carico degli ingegneri e degli architetti che, pur essendo iscritti ai relativi albi professionali, non possono iscriversi alla cassa previdenziale di riferimento in quanto svolgono contestualmente anche un'altra attività lavorativa e sono dunque iscritti alla corrispondente forma di previdenza obbligatoria. ► V. anche Corte cost., sent. n. 104/2022, in questa Rivista.

Corte costituzionale, 28 novembre 2022, n. 238

Previdenza: inammissibili le questioni di costituzionalità sui vitalizi degli ex parlamentari sollevate dal Consiglio di garanzia del Senato della Repubblica

Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Consiglio di garanzia del Senato della Repubblica in riferimento agli artt. 2, 3, 23, 36, 38, 53, 67, 69 e 117, primo comma, Cost. - dell'art. 26, comma 1, lett. b), della l. 23 dicembre 1994, n. 724 («Misure di razionalizzazione della finanza pubblica»), e dell'art. 1, comma 1, della deliberazione del Consiglio di presidenza del Senato della Repubblica 16 ottobre 2018, n. 6 («Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi e delle quote di assegno vitalizio dei trattamenti previdenziali pro rata nonché dei trattamenti di reversibilità, relativi agli anni di mandato svolti fino al 31 dicembre 2011»), in tema di assegni vitalizi spettanti agli ex parlamentari.

Corte costituzionale, 28 novembre 2022, n. 237

Regioni: è incostituzionale la normativa della Calabria in materia di usi civici

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l) e s), Cost. - la normativa della Regione Calabria (l. 41/2021) che prevede una procedura semplificata per la liquidazione degli usi civici, per la legittimazione delle occupazioni sine titulo di terre del demanio civico comunale e per l'affrancazione del fondo enfiteutico.

Corte costituzionale, 28 novembre 2022, n. 236

Regioni: è incostituzionale la normativa dell'Abruzzo sul parco naturale "Sirente Velino"

È incostituzionale - per violazione di varî parametri - la normativa della Regione Abruzzo (l. 14/2021) concernente il parco naturale "Sirente Velino".

Corte costituzionale, 28 novembre 2022, n. 235

Responsabilità amministrativa: risponde del danno all'erario il dirigente che dispone reiterate e illegittime proroghe di un contratto pubblico

In tema di responsabilità amministrativa, risponde del danno erariale, a titolo di colpa grave, il dirigente che abbia disposto reiterate proroghe di un contratto pubblico, anziché rimetterlo tempestivamente a gara, violando così i principi eurounitari di concorrenza, par condicio e trasparenza.

Corte dei conti, s.g. Umbria, 23 novembre 2022, n. 99

Procedura penale: è abnorme l'ordinanza del GUP che, investito della richiesta di rinvio a giudizio, dispone ex art. 33-sexies c.p.p. la restituzione degli atti al PM sull'erroneo presupposto che debba procedersi con citazione diretta

È abnorme, e quindi ricorribile per cassazione, l'ordinanza del giudice dell'udienza preliminare che, investito della richiesta di rinvio a giudizio, disponga, ai sensi dell'art. 33-sexies c.p.p., la restituzione degli atti al pubblico ministero sull'erroneo presupposto che debba procedersi con citazione diretta a giudizio, trattandosi di atto che impone al pubblico ministero di compiere un'attività processuale contra legem e in violazione dei diritti difensivi, successivamente eccepibile, ed è pertanto idoneo a determinare un'indebita regressione, nonché la stasi del procedimento.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 28 aprile 2022, n. 37502 (dep. 5 ottobre 2022)

Delitti contro il patrimonio: sussiste l'aggravante ex art. 625, comma 1, n. 7, c.p. nel caso di furto di un ciclomotore parcheggiato sulla pubblica via con le chiavi inserite nel quadro di accensione

In tema di delitti contro il patrimonio, sussiste l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7, c.p. nel caso di furto di un ciclomotore parcheggiato sulla pubblica via con le chiavi inserite nel quadro di accensione, trattandosi di cosa esposta per consuetudine alla pubblica fede.

Corte di cassazione, sezione V penale, 7 luglio 2022, n. 37288 (dep. 3 ottobre 2022)

Proprietà: i chiarimenti delle Sezioni unite sul risarcimento del danno da occupazione sine titulo di un immobile

Nel caso di occupazione senza titolo di bene immobile da parte di un terzo: a) fatto costitutivo del diritto del proprietario al risarcimento del danno da perdita subita è la concreta possibilità di esercizio del diritto di godimento, diretto o indiretto mediante concessione del godimento ad altri dietro corrispettivo, che è andata perduta; b) ove il danno da perdita subita di cui il proprietario chieda il risarcimento non possa essere provato nel suo preciso ammontare, esso è liquidato dal giudice con valutazione equitativa, se del caso mediante il parametro del canone locativo di mercato; c) fatto costitutivo del diritto del proprietario al risarcimento del danno da mancato guadagno è lo specifico pregiudizio subito, quale quello che, in mancanza dell'occupazione, egli avrebbe concesso il bene in godimento ad altri verso un corrispettivo superiore al canone locativo di mercato o che l'avrebbe venduto a un prezzo più conveniente di quello di mercato. ► V. anche Cass. civ., sez. III, sent. n. 27126/2021, in questa Rivista.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 15 novembre 2022, n. 33645

Cooperazione giudiziaria civile: è valida la clausola attributiva di competenza giurisdizionale il cui testo può essere letto e stampato tramite un link indicato in un contratto concluso per iscritto

L'art. 23, §§ 1 e 2, della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmata il 30 ottobre 2007, la cui conclusione è stata approvata a nome della Comunità europea con la decisione 2009/430/CE del Consiglio, del 27 novembre 2008 ("Convenzione di Lugano II"), dev'essere interpretato nel senso che una clausola attributiva di competenza giurisdizionale è stipulata validamente quando è contenuta nelle condizioni generali alle quali un contratto concluso per iscritto rinvia mediante l'indicazione del collegamento ipertestuale a un sito internet l'accesso al quale consente, prima della firma di tale contratto, di conoscere le suddette condizioni generali, di scaricarle e di stamparle, senza che la parte alla quale tale clausola è opposta sia stata formalmente invitata ad accettare tali condizioni generali spuntando una casella sul sito internet di cui trattasi.

Corte di giustizia UE, settima sezione, 24 novembre 2022

Previdenza: non è incostituzionale l'art. 14, comma 3, d.l. 4/2019, là dove vieta il cumulo della pensione anticipata "quota 100" coi redditi da lavoro dipendente o autonomo, esclusi quelli da lavoro autonomo occasionale fino a 5000 euro lordi annui

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Trento in riferimento all'art. 3, primo comma, Cost. - dell'art. 14, comma 3, del d.l. 28 gennaio 2019, n. 4 («Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni»), convertito, con modificazioni, nella l. 28 marzo 2019, n. 26, là dove vieta il cumulo della pensione anticipata "quota 100" «con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui».

Corte costituzionale, 24 novembre 2022, n. 234

Processo amministrativo: l'omesso deposito di copia della sentenza impugnata comporta l'inammissibilità dell'appello

In tema di processo amministrativo, ai sensi dell'art. 94 c.p.a., l'omesso deposito, nel termine di trenta giorni dall'ultima notificazione del ricorso in appello, di una copia (non necessariamente autentica) della sentenza impugnata comporta l'inammissibilità del gravame (dichiara inammissibile l'appello avverso TAR Emilia-Romagna, sez. II, sent. n. 150/2016). ► V. anche CdS, sez. VI, sent. n. 4520/2022, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VI, 18 novembre 2022, n. 10185

Processo amministrativo: la sentenza che annulla un decreto ministeriale produce effetti erga omnes

Nel processo amministrativo, la sentenza di annullamento produce effetti erga omnes, anziché solo inter partes, limitatamente al suo contenuto dispositivo-cassatorio, allorquando concerna: a) un regolamento; b) un atto plurimo inscindibile; c) un atto plurimo scindibile, se il ricorso è accolto per un vizio comune alla posizione di tutti i destinatari; d) un atto che provvede unitariamente nei confronti di un complesso di soggetti (fattispecie riguardante l'annullamento di decreti ministeriali) (dichiara improcedibile, per sopravvenuta carenza d'interesse, l'appello avverso TAR Lazio, sez. III, sent. n. 9914/2017). ► V. anche CdS, sez. IV, sent. n. 5868/2022, sez. II, sent. n. 2601/2022, e sez. VII, sent. n. 1083/2022, tutte in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VII, 16 novembre 2022, n. 10089

Procedimento amministrativo: la P.A. non può ignorare le osservazioni presentate dal privato a seguito del preavviso di rigetto

In tema di procedimento amministrativo, l'art. 10-bis della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), impone all'Amministrazione non soltanto di enunciare compiutamente nel preavviso i motivi che giustificano il rigetto dell'istanza, ma altresì di integrarli nella successiva determinazione finale (scilicet, ove ancora negativa) alla luce delle osservazioni presentate dall'interessato, pur senza essere tenuta a confutarle in maniera analitica (fattispecie riguardante il diniego di una concessione edilizia in sanatoria) (riforma TRGA Trentino-Alto Adige, Bolzano, sent. n. 74/2019). ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. III, sent. n. 6722/2019, e sez. IV, sent. n. 6770/2022; TAR Liguria, sez. I, sent. n. 431/2021.

Consiglio di Stato, sezione VI, 14 novembre 2022, n. 9954

Processo amministrativo: se la sentenza gravata si fonda su autonome rationes decidendi, tutte nel senso del rigetto della domanda, basta che una di esse sia confermata per rendere inutile l'esame dei motivi contro gli altri capi

In tema di processo amministrativo: a) qualora la sentenza gravata si basi su una pluralità di motivi, ciascuno dei quali di per sé sufficiente a sostenerla, in quanto fondato su specifici e autonomi presupposti logico-giuridici, la mancata impugnazione di uno di essi comporta l'inammissibilità dell'appello; b) qualora la sentenza gravata si fondi su autonome rationes decidendi, tutte convergenti nel senso della reiezione della domanda, è sufficiente che una di esse sia confermata per rendere inutile l'esame dei mezzi di impugnazione che contestano gli ulteriori capi (dichiara inammissibili gli appelli avverso TAR Campania, Salerno, sez. I, sent. n. 1085/2016). ► V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. lav., ord. n. 21800/2021, e sez. III, ord. n. 6854/2018; CdS, sez. III, sent. n. 548/2022.

Consiglio di Stato, sezione IV, 11 novembre 2022, n. 9914

Immigrazione: lo straniero affetto da una grave malattia non può essere allontanato se nel Paese di destinazione rischia di essere esposto a un aumento significativo, irrimediabile e rapido del dolore provocato dalla malattia

La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 5 della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, in combinato disposto con gli artt. 1 e 4 CDFUE, nonché con l'art. 19, § 2, di quest'ultima, dev'essere interpretato nel senso che esso osta all'adozione di una decisione di rimpatrio o di un provvedimento di allontanamento nei confronti di un cittadino di un paese terzo, il cui soggiorno nel territorio di uno Stato membro è irregolare e che è affetto da una grave malattia, allorché sussistono gravi e comprovati motivi per ritenere che, in caso di rimpatrio, l'interessato possa essere esposto, nel paese terzo verso il quale verrebbe allontanato, al rischio reale di un aumento significativo, irrimediabile e rapido del suo dolore, a causa del divieto, in tale paese, della sola terapia analgesica efficace. Uno Stato membro non può stabilire un termine fisso entro il quale siffatto aumento debba concretizzarsi affinché esso possa essere d'ostacolo a tale decisione di rimpatrio o tale misura di allontanamento; 2) gli artt. 5 e 9, § 1, lett. a), della direttiva 2008/115, in combinato disposto con gli artt. 1 e 4 CDFUE, nonché con l'art. 19, § 2, di quest'ultima, devono interpretati nel senso che essi ostano a che le conseguenze del provvedimento di allontanamento propriamente detto sulle condizioni di salute di un cittadino di un paese terzo siano prese in considerazione dall'autorità nazionale competente unicamente al fine di esaminare se quest'ultimo sia in grado di viaggiare; 3) la direttiva 2008/115, in combinato disposto con gli artt. 7, nonché 1 e 4 CDFUE dev'essere interpretata nel senso che: essa non impone allo Stato membro nel cui territorio un cittadino di un paese terzo soggiorna irregolarmente di rilasciargli un permesso di soggiorno quando tale cittadino non può essere oggetto né di una decisione di rimpatrio né di una misura di allontanamento per il fatto che sussistono motivi gravi e comprovati per ritenere che egli sarebbe esposto nel paese di destinazione al rischio effettivo di un aumento rapido, significativo e irrimediabile del dolore causato dalla grave malattia da cui è affetto; le condizioni di salute di tale cittadino e le cure che riceve in detto territorio per tale malattia devono essere prese in considerazione, insieme a tutti gli altri fattori pertinenti, dall'autorità nazionale competente allorché valuta se il diritto al rispetto della vita privata di tale cittadino osti a che egli sia oggetto di una decisione di rimpatrio o di un provvedimento di allontanamento; l'adozione di una decisione o di un provvedimento del genere non viola tale diritto per la sola ragione che, in caso di rimpatrio nel paese di destinazione, egli possa essere esposto al rischio che le sue condizioni di salute si deteriorino, qualora un rischio siffatto non raggiunga la soglia di gravità richiesta ai sensi dell'art. 4 CDFUE.

Corte di giustizia UE, grande sezione, 22 novembre 2022

Antiriciclaggio: la CGUE invalida la norma che impone agli Stati membri di rendere sempre accessibili al pubblico le informazioni sulla titolarità effettiva delle società e delle altre entità giuridiche costituite nel loro territorio

L'art. 1, punto 15, lett. c), della direttiva (UE) 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e che modifica le direttive 2009/138/CE e 2013/36/UE, è invalido in quanto esso ha modificato l'art. 30, § 5, primo comma, lett. c), della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione, nel senso che detto art. 30, § 5, primo comma, lett. c), prevede, nella sua versione così modificata, che gli Stati membri provvedono affinché le informazioni sulla titolarità effettiva delle società e delle altre entità giuridiche costituite nel loro territorio siano accessibili in ogni caso al pubblico.

Corte di giustizia UE, grande sezione, 22 novembre 2022

A. Barbera, C. Fusaro

Corso di diritto costituzionale

Il Mulino, 2022

F. Di Marzio, R. Giordano (curr.)

Impresa agricola e fisco

Giuffrè, 2022

R. Chieppa (dir.)

Formulario del processo amministrativo

Giuffrè, 2022