Procedura penale: non è incostituzionale l'art. 147 c.p. (rinvio facoltativo dell'esecuzione della pena)

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di sorveglianza di Bologna in riferimento agli artt. 3, secondo comma, 24, 27, terzo comma, 111, secondo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6 CEDU - dell'art. 147 c.p., là dove non prevede che, «[s]e, a seguito degli accertamenti esperiti, ove occorra anche mediante perizia, risulta che lo stato psicofisico del condannato è tale da impedire la cosciente sottoposizione all'esecuzione della pena e che tale stato è irreversibile, il giudice pronuncia ordinanza di non luogo a procedere o ordinanza di doversi procedere».

Corte costituzionale, 30 aprile 2026, n. 66

Circolazione stradale: non è incostituzionale l'art. 175, comma 12, d.lgs. 285/1992, là dove stabilisce che il soccorso stradale e la rimozione dei veicoli debbano essere preventivamente autorizzati dall'ente proprietario della strada

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Giudice di pace di Napoli in riferimento agli artt. 3, 41 e 97 Cost. - dell'art. 175, comma 12, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), là dove subordina l'attività di soccorso stradale e la rimozione dei veicoli a preventiva autorizzazione dell'ente proprietario della strada, esonerando da tale obbligo esclusivamente le Forze armate e di polizia.

Corte costituzionale, 30 aprile 2026, n. 65

Procedura penale: non è incostituzionale la mancata previsione dell'incompatibilità del giudice dell'udienza predibattimentale a giudicare con rito abbreviato un imputato per rissa dopo aver disposto la prosecuzione del giudizio per un coimputato

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Siena in riferimento agli artt. 24, secondo comma, 111, secondo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione agli artt. 6, § 1, CEDU e 14, § 1, PIDCP - dell'art. 34, comma 2, c.p.p., là dove non prevede che non può partecipare al successivo giudizio abbreviato nei confronti di persona imputata del reato di cui all'art. 588 c.p. (rissa) il giudice che ha emesso, nei confronti di altra persona imputata del medesimo fatto, il provvedimento di cui all'art. 554-ter, comma 3, c.p.p. (prosecuzione del giudizio).

Corte costituzionale, 30 aprile 2026, n. 64

Cittadinanza: non è incostituzionale l'art. 3-bis l. 91/1992, sul riconoscimento iure sanguinis della cittadinanza italiana ai discendenti da cittadino italiano nati all'estero e in possesso di altra cittadinanza

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Torino in riferimento, nel complesso, agli artt. 2, 3 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione agli artt. 9 TUE e 20 TFUE - dell'art. 3-bis della l. 5 febbraio 1992, n. 91 («Nuove norme sulla cittadinanza»), introdotto dall'art. 1, comma 1, del d.l. 28 marzo 2025, n. 36 («Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza»), convertito, con modificazioni, nella l. 23 maggio 2025, n. 74, in tema di riconoscimento iure sanguinis della cittadinanza italiana ai discendenti da cittadino italiano nati all'estero e in possesso di altra cittadinanza.

Corte costituzionale, 30 aprile 2026, n. 63

Tributi: non è incostituzionale l'art. 3, comma 14-septies, d.l. 202/2024, concernente l'affidamento a terzi delle attività di accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali e l'iscrizione nell'albo dei soggetti privati abilitati a effettuarle

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Napoli in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 41, 77, 101, 102, 111 e 117, commi primo, in relazione all'art. 6 CEDU, e secondo, lett. e), Cost. - dell'art. 3, comma 14-septies, del d.l. 27 dicembre 2024, n. 202 («Disposizioni urgenti in materia di termini normativi»), convertito, con modificazioni, nella l. 21 febbraio 2025, n. 15, che reca l'interpretazione autentica di due previsioni in materia di affidamento a terzi delle attività di accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali e di iscrizione nell'albo dei soggetti privati abilitati a effettuarle.

Corte costituzionale, 30 aprile 2026, n. 62

Edilizia e urbanistica: è incostituzionale la normativa della Toscana su oneri di urbanizzazione e mutamenti di destinazione d'uso "verticale"

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («governo del territorio») - la normativa della Regione Toscana (l. 51/2025) in materia di oneri di urbanizzazione e di mutamenti di destinazione d'uso "verticale" di immobili.

Corte costituzionale, 30 aprile 2026, n. 61

Appalti pubblici: è incostituzionale la normativa della Toscana che prevede, quale criterio premiale di gara, l'applicazione di un trattamento economico minimo in favore dei lavoratori

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost. - la normativa della Regione Toscana (l. 30/2025) la quale stabilisce che nei bandi di gara della Regione e dei suoi enti strumentali sia previsto, quale criterio premiale, il riconoscimento ai lavoratori di un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi.

Corte costituzionale, 30 aprile 2026, n. 60

Pubblico impiego: niente monetizzazione delle ferie se il loro mancato godimento è imputabile al dipendente

In tema di pubblico impiego: 1) le ferie devono essere godute durante il rapporto di lavoro, mentre il diritto all'indennità sostitutiva spetta solo quando la loro mancata fruizione non sia stata determinata dalla volontà del lavoratore e non sia ad esso comunque imputabile; 2) non ha diritto all'indennità sostitutiva il lavoratore che, pur essendo conscio di aver maturato giorni di licenza ordinaria ancora da fruire e di essere prossimo al collocamento in quiescenza per raggiunti limiti d'età (da lui già domandato), abbia richiesto il collocamento in aspettativa per infermità, rinunciando così a convertire detta licenza ordinaria in licenza straordinaria di convalescenza (fattispecie riguardante un militare della Guardia di finanza). ● V. anche, in questa Rivista: CGUE, sez. I, sent. 18 gennaio 2024, causa C-218/22, e sez. X, sent. 20 luglio 2016, causa C-341/15; Corte cost., sent. n. 95/2016; TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 192/2024.

Consiglio di Stato, sezione II, 12 aprile 2026, n. 2908

Appalti pubblici: illegittima l'esclusione dell'impresa che non ha indicato separatamente i costi della manodopera, se il modello predisposto dalla stazione appaltante non conteneva alcuno spazio per il loro inserimento

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittima l'esclusione dalla gara dell'operatore economico che nella propria offerta abbia omesso di indicare separatamente i costi della manodopera e della sicurezza aziendale, ove il modello di domanda predisposto dalla stazione appaltante fosse privo dello "spazio fisico" necessario per l'inserimento di detti costi. ● V. anche CGUE, nona sezione, sent. 2 maggio 2019, causa C-309/18, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione V, 8 aprile 2026, n. 2808

Concorrenza e mercato: i professionisti non possono applicare né sovrapprezzi né sconti in funzione del mezzo di pagamento prescelto dal consumatore

In tema di concorrenza e mercato, è illecita la condotta del professionista che applichi sovrapprezzi o sconti in funzione del mezzo di pagamento (denaro contante ovvero carta di debito o di credito) prescelto dal consumatore. ● V. anche CdS, sez. VI, sent. n. 7702/2021, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VI, 3 aprile 2026, n. 2733

Giurisdizione: sul rapporto di lavoro fra l'ente pubblico e il professionista parasubordinato decide il giudice ordinario

Il conferimento, da parte di un ente pubblico, di un incarico a un professionista non inserito nella struttura organica dell'ente medesimo costituisce espressione non di una potestà amministrativa, bensì di semplice autonomia privata, ed è funzionale all'instaurazione di un rapporto di "parasubordinazione", da ricondurre pur sempre al lavoro autonomo, pur nell'ipotesi in cui la collaborazione assuma carattere continuativo e il professionista riceva direttive e istruzioni dall'ente; con la conseguenza che le controversie riguardanti gli atti - aventi natura non autoritativa - che costituiscono, modificano o estinguono tali rapporti appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario. ● V. anche Cass. civ., sez. un., sent. n. 22207/2022, in questa Rivista.

TAR Abruzzo, Pescara, 14 aprile 2026, n. 190

Enti locali: il consigliere comunale non può impugnare le delibere consiliari, salvo che deduca vizi incidenti sull'effettivo e regolare esercizio delle proprie funzioni

In tema di enti locali, il consigliere comunale non è legittimato a impugnare le deliberazioni consiliari, salvo che deduca vizi incidenti sull'effettivo e regolare esercizio delle proprie funzioni. ● V. anche, in questa Rivista: TAR Calabria, sez. II, sent. n. 229/2025; TAR Campania, sez. I, sent. n. 3734/2024; TAR Lombardia, sez. II, sent. n. 153/2019; TAR Lombardia, Brescia, sez. II, sent. n. 752/2024.

TAR Calabria, Reggio Calabria, 13 aprile 2026, n. 264

Cittadinanza: la residenza decennale dello straniero nel territorio italiano deve risultare dalle certificazioni anagrafiche (anche per la persona senza fissa dimora, che può indicare una "via fittizia")

In tema di cittadinanza: 1) il possesso del requisito della residenza legale dello straniero da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica, di cui all'art. 9, comma 1, lett. f), della l. 5 febbraio 1992, n. 91 («Nuove norme sulla cittadinanza»), dev'essere accertato sulla base delle risultanze delle certificazioni anagrafiche; 2) l'iscrizione dello straniero senza fissa dimora nei registri dell'anagrafe della popolazione residente è obbligatoria e, pur qualora avvenga mediante l'indicazione di una "via fittizia", è idonea a soddisfare il predetto requisito della legalità della residenza. ● V. anche, in questa Rivista: TAR Abruzzo, Pescara, sent. n. 28/2025 (per la quale, invece, la nozione di residenza legale va intesa come «luogo in cui la persona ha la dimora abituale», giusta l'art. 43, comma 2, c.c., sicché la relativa prova può essere fornita anche con mezzi diversi dal certificato anagrafico); TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 923/2025; TAR Toscana, sez. II, sent. n. 1/2026.

TAR Lazio, sezione V-bis, 10 aprile 2026, n. 6471

Tutela del paesaggio: il parere paesaggistico negativo della soprintendenza può (ma non deve necessariamente) essere impugnato in via immediata e diretta

Il parere paesaggistico negativo reso dalla soprintendenza, pur configurando un atto endoprocedimentale, ha natura sostanzialmente decisoria e, come tale, può essere impugnato in via immediata e diretta dal suo destinatario; e tuttavia ciò non comporta che la sua conoscenza ne imponga, a pena di decadenza, l'immediata impugnazione. ● V. anche CdS, sez. VII, sent. n. 1865/2025, in questa Rivista.

TAR Puglia, Lecce, sezione I, 9 aprile 2026, n. 572

Procedura penale: non sono incostituzionali gli artt. 409 e 410 c.p.p., là dove non prevedono alcuna responsabilità del querelante opponente per le spese sostenute e i danni subiti dall'indagato

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal GIP del Tribunale di Verbania in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - degli artt. 409 e 410 c.p.p., là dove non prevedono alcuna forma di "ristoro" per l'indagato che si sia costituito, col patrocinio obbligatorio del difensore, nell'udienza camerale fissata a seguito dell'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione, pur quando l'iniziativa del querelante sia stata coltivata con colpa grave.

Corte costituzionale, 27 aprile 2026, n. 59

Procedura penale: non è incostituzionale l'art. 554-ter c.p.p., là dove non attribuisce al giudice dell'udienza predibattimentale il potere di assumere prove di evidente decisività ai fini del non luogo a procedere

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Siena in riferimento agli artt. 3, commi primo e secondo, 111, secondo comma, 112 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6, § 1, CEDU - dell'art. 554-ter c.p.p., introdotto dall'art. 32, comma 1, lett. d), del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 («Attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante delega al Governo per l'efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari»), là dove non attribuisce al giudice dell'udienza predibattimentale il potere di assumere prove delle quali appaia evidente la decisività ai fini di una sentenza di non luogo a procedere.

Corte costituzionale, 27 aprile 2026, n. 58

Ambiente: è incostituzionale la normativa del Piemonte su deflusso ecologico e aree naturali protette

È incostituzionale - per violazione degli artt. 9 e 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la normativa della Regione Piemonte (l. 9/2025) in materia di deflusso ecologico e di aree naturali protette.

Corte costituzionale, 27 aprile 2026, n. 57

Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale la normativa della Liguria sul finanziamento dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente

È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost. («armonizzazione dei bilanci pubblici») - la normativa della Regione Liguria (l. 20/2006) in materia di finanziamento dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPAL). ● V. anche Corte cost., sentt. nn. 174 e 150/2025, entrambe in questa Rivista.

Corte costituzionale, 27 aprile 2026, n. 56

Responsabilità amministrativa: non c'è danno erariale se il dipendente che aveva dichiarato il possesso di un diploma risultato falso ha regolarmente svolto ordinarie mansioni operative a vantaggio dell'Amministrazione (compensatio lucri cum damno)

In tema di responsabilità amministrativa, non sussiste danno erariale nell'ipotesi in cui il pubblico dipendente abbia dichiarato il possesso, oltre che di un diploma effettivamente conseguito, necessario per l'assunzione, anche di un diploma risultato falso, qualora egli abbia regolarmente svolto ordinarie mansioni operative, le quali non richiedevano conoscenze specialistiche, avendo l'Amministrazione tratto una concreta utilità dalla prestazione lavorativa (fattispecie riguardante un collaboratore scolastico). ● V. anche, per un caso analogo, Corte dei conti, s.g. Lombardia, sent. n. 13/2025, in questa Rivista.

Corte dei conti, sezione II centrale d'appello, 1° aprile 2026, n. 63

Procedura penale: il giudice dell'esecuzione cui è stato richiesto il riconoscimento della continuazione (art. 671 c.p.p.) non può ignorare una valutazione precedente già operata in fase di cognizione o di esecuzione su alcuni reati

In tema di procedura penale, il giudice dell'esecuzione, investito di una richiesta ex art. 671 c.p.p. per il riconoscimento del vincolo della continuazione, pur godendo di piena libertà di giudizio, non può trascurare una valutazione precedente già operata in fase di cognizione ovvero di esecuzione relativamente ad alcuni reati, potendo da essa prescindere solo previa dimostrazione dell'esistenza di specifiche e significative ragioni per cui i fatti oggetto di detta richiesta non possono essere ricondotti al delineato disegno criminoso.

Corte di cassazione, sezione I penale, 4 dicembre 2025, n. 8274 (dep. 3 marzo 2026)