Appalti pubblici: la proroga tecnica del contratto può essere disposta nei soli casi espressamente previsti dalla legge e prima che scada il termine finale di efficacia del contratto stesso

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la proroga tecnica del contratto può essere disposta soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge, in quanto istituto di carattere eccezionale, e prima della scadenza del termine finale di efficacia del contratto stesso.

Consiglio di Stato, sezione V, 12 febbraio 2026, n. 1116

Finanziamenti pubblici: sulla revoca del contributo per inadempimento del percettore decide il giudice ordinario

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia riguardante la revoca di un finanziamento pubblico disposta in ragione dell'inadempimento, da parte del beneficiario, degli obblighi relativi alla fase di erogazione del contributo, successiva a quella di ammissione dello stesso, configurandosi nella specie una posizione giuridica di diritto soggettivo. ● V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ord. n. 19966/2023 e sent. n. 25211/2015; CdS, sez. II, sent. n. 901/2021; sez. III, sent. n. 1251/2021; sez. VI, sentt. nn. 361/2025 e 353/2021; CGARS, sent. n. 1000/2022; TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 395/2018; TAR Friuli-Venezia Giulia, sent. n. 186/2024; TAR Lazio, sez. IV-bis, sent. n. 8693/2025, e sez. V-ter, sent. n. 15487/2023; TAR Marche, sent. n. 175/2020.

TAR Piemonte, sezione I, 20 febbraio 2026, n. 368

Appalti pubblici: il principio di rotazione non si applica nel caso di procedura negoziata senza bando aperta al mercato

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ai sensi dell'art. 49, comma 5, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), il principio di rotazione non si applica qualora il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in virtù di regole prestabilite dal codice dei contratti pubblici ovvero da essa stessa nel caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione. ● V. anche, in questa Rivista, ex plurimis: CdS, sez. V, sentt. nn. 2946/2024, 7794/2022, 7462, 6168 e 2182/2020, 3943 e 3831/2019 e 5854/2017; sez. VI, sent. n. 4125/2017; TAR Abruzzo, sent. n. 132/2020; TAR Campania, sez. I, sent. n. 3671/2025, e sez. II, sent. n. 1425/2022; TAR Lazio, sez. II, sent. n. 7062/2019; TAR Lombardia, sez. I, sent. n. 28/2025, e sez. IV, sent. n. 1205/2022; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentt. nn. 304/2022 e 993/2019; TAR Marche, sent. n. 187/2020; TAR Sardegna, sez. II, sent. n. 8/2020; TAR Sicilia, Catania, sez. II, sent. n. 1130/2022, e sez. III, sent. n. 1926/2025; TAR Veneto, sez. I, sentt. nn. 389/2021 e 1021/2019.

TAR Lazio, sezione IV-bis, 20 gennaio 2026, n. 1087

Accesso ai documenti amministrativi: la P.A. destinataria di un'istanza ostensiva deve attestare motivatamente l'eventuale inesistenza o mancata detenzione degli atti richiesti

L'Amministrazione destinataria di un'istanza di accesso a documenti amministrativi che attengono alle sue competenze non può limitarsi a dichiararne l'indisponibilità, ma è tenuta ad attestare, sotto la propria responsabilità, l'eventuale inesistenza o mancata detenzione degli atti, motivandone le ragioni. ● V. anche, in questa Rivista: TAR Campania, sez. V, sent. n. 899/2023; TAR Friuli-Venezia Giulia, sent. n. 508/2022; TAR Liguria, sez. II, sent. n. 866/2023.

TAR Sardegna, sezione I, 19 febbraio 2026, n. 382

Appalti pubblici: il principio di invarianza ex art. 108, comma 12, d.lgs. 36/2023 opera anche nel caso di provvedimenti in autotutela della stazione appaltante e nelle gare da aggiudicarsi col criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il principio di invarianza sancito dall'art. 108, comma 12, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), opera anche nel caso di provvedimenti adottati in via di autotutela dalla stazione appaltante e nelle gare da aggiudicarsi secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

TAR Campania, sezione I, 18 febbraio 2026, n. 1188

Pubblico impiego: sulle progressioni orizzontali decide il giudice ordinario

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le procedure selettive interne indette dall'Amministrazione per il passaggio del personale da una qualifica ad un'altra nell'ambito della medesima area funzionale (c.d. progressione orizzontale o economica). ● V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., sent. n. 8985/2018; TAR Campania, Salerno, sez. III, sent. n. 1073/2023; TAR Lazio, sez. I-bis, sent. n. 11937/2023, e sez. II, sent. n. 14925/2023.

TAR Marche, sezione II, 17 febbraio 2026, n. 205

Pubblico impiego: legittima la scelta della P.A. di prevedere lo svolgimento di un colloquio per valutare l'esperienza maturata dai dipendenti che partecipano a una procedura di progressione verticale tra aree

In tema di pubblico impiego, è legittima la scelta dell'Amministrazione di prevedere lo svolgimento di un colloquio finalizzato a valutare l'esperienza maturata dai dipendenti che partecipano a una procedura di progressione verticale tra aree. ● V. anche TAR Lazio, sez. II, sent. n. 11827/2025, in questa Rivista.

TAR Toscana, sezione I, 16 febbraio 2026, n. 355

Immigrazione: la mancata traduzione del provvedimento amministrativo in una lingua nota al destinatario non inficia l'atto, se non ha inciso sul diritto di difesa dello straniero

La mancata traduzione del provvedimento amministrativo in una lingua conosciuta dal destinatario non è causa di invalidità dell'atto, ove non abbia impedito allo straniero di impugnarlo tempestivamente e di svolgere in modo pieno le proprie difese. ● V. anche TAR Friuli-Venezia Giulia, sent. n. 206/2024.

TAR Emilia-Romagna, sezione I, 13 febbraio 2026, n. 254

Responsabilità amministrativa: anche dopo la riforma introdotta dalla l. 1/2026, l'esercizio del potere riduttivo dell'addebito è rimesso alla discrezionalità del giudice contabile

In tema di responsabilità amministrativa, l'art. 1, comma 1-octies, della l. 14 gennaio 1994, n. 20 («Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti»), introdotto dall'art. 1, comma 1, lett. a), n. 5), della l. 7 gennaio 2026, n. 1 («Modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale»), dev'essere interpretato nel senso che l'esercizio dell'ivi previsto potere riduttivo dell'addebito è rimesso, nel singolo caso concreto, alla valutazione discrezionale del giudice contabile.

Corte dei conti, s.g. Lazio, 20 febbraio 2026, n. 82

Diritto penale: il danneggiamento del braccialetto elettronico è aggravato ex art. 625, comma 1, n. 7, c.p., trattandosi di cosa destinata a pubblico servizio, ed è perciò procedibile d'ufficio

Qualora il delitto di danneggiamento (art. 635 c.p.) abbia ad oggetto il "braccialetto elettronico", è configurabile la circostanza aggravante della destinazione della cosa a pubblico servizio (art. 625, comma 1, n. 7, c.p.), con conseguente procedibilità d'ufficio, trattandosi di dispositivo che mira ad assicurare, nell'interesse della collettività, il controllo della persona sottoposta a misura cautelare.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 16 gennaio 2026, n. 5986 (dep. 13 febbraio 2026)

Procedura penale: il provvedimento che nega l'accesso alla giustizia riparativa è appellabile o ricorribile per cassazione unitamente alla sentenza

Il provvedimento del giudice di merito che rigetta la richiesta di invio al centro per la giustizia riparativa, onde avviare il relativo programma, è impugnabile con l'appello o con il ricorso per cassazione unitamente alla sentenza conclusiva del grado, a prescindere dal regime di procedibilità del reato.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 30 ottobre 2025, n. 5166 (dep. 9 febbraio 2026)

Procedura penale: nel caso di ricorso della sola parte civile ex art. 576 c.p.p. contro l'overturning assolutorio in appello, il giudice deve limitarsi all'accertamento del danno secondo le regole proprie della responsabilità civile

In tema di procedura penale, nel giudizio di legittimità instaurato a seguito del ricorso proposto, ai sensi dell'art. 576 c.p.p., dalla sola parte civile contro la sentenza di appello che, ribaltando la decisione di condanna di primo grado, abbia assolto l'imputato con formula piena, il giudice non deve più statuire sulla responsabilità penale dello stesso, ma, in ossequio al principio della presunzione di innocenza sancito dall'art. 6, § 2, CEDU, deve decidere solo sull'esistenza e sulla concreta entità di un pregiudizio risarcibile, applicando esclusivamente le regole proprie della responsabilità civile. ● V. anche, in questa Rivista: Corte cost., sentt. nn. 2/2026, 173/2022, 182/2021 e 176/2019; Cass. pen., sez. un., sent. n. 22065/2021.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 28 gennaio 2026, n. 4518 (dep. 3 febbraio 2026)

Misure di prevenzione: i chiarimenti delle Sezioni unite sulla nozione di "prova nuova" ai fini della revoca della confisca ex art. 7 l. 1423/1956

La revoca della confisca di prevenzione a norma dell'art. 7 della l. 27 dicembre 1956, n. 1423 («Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità»), non può essere disposta sulla base di elementi preesistenti alla definizione del procedimento di prevenzione che, sebbene astrattamente deducibili in tale sede, non siano stati però dedotti in assenza di cause di forza maggiore.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 10 luglio 2025, n. 2648 (dep. 22 gennaio 2026)

Diritto penale: non è incostituzionale l'art. 95 c.p., interpretato nel senso che l'imputabilità del tossicodipendente può essere esclusa o diminuita solo in presenza di una malattia psichica che permane anche senza nuove assunzioni di stupefacenti

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal GUP del Tribunale di Bergamo in riferimento agli artt. 3, 27, terzo comma, e 111 Cost. - dell'art. 95 c.p., «interpretato nel senso di richiedere ai fini della "cronica intossicazione" l'esistenza di una condizione di infermità, di malattia o di disturbo, con effetti permanenti o irreversibili, e non una cronicità d'uso».

Corte costituzionale, 26 febbraio 2026, n. 21

Appalti pubblici: se la lex specialis richiede un'offerta economica formulata in termini di ribasso percentuale sull'importo a base di gara, il concorrente che invece indica un valore assoluto va escluso

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, qualora la lex specialis preveda espressamente che l'offerta economica dev'essere formulata in termini di ribasso percentuale sull'importo a base di gara, è legittima l'esclusione del concorrente che abbia invece indicato un valore assoluto.

TAR Calabria, sezione I, 12 febbraio 2026, n. 274

Appalti pubblici: il concorrente cui è precluso contestare l'oscuramento delle offerte contenenti segreti tecnici o commerciali può sempre avvalersi dell'accesso documentale e impugnare ex art. 116 c.p.a. l'eventuale diniego

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) il concorrente cui sia precluso contestare l'avvenuto oscuramento delle offerte contenenti segreti tecnici o commerciali può sempre formulare istanza di accesso documentale e impugnare ex art. 116 c.p.a. l'eventuale diniego opposto dalla stazione appaltante; 2) è onere del concorrente che si oppone all'accesso indicare motivatamente le parti della propria offerta che contengano detti segreti, l'effettiva sussistenza dei quali dovrà poi essere autonomamente valutata dall'Amministrazione; 3) affinché possa limitarsi l'ostensione a un'impresa concorrente di atti e documenti tecnici della controinteressata aggiudicataria, non è sufficiente che questa ne affermi in modo generico l'attinenza al proprio know-how, ma occorre che, nel bilanciamento tra le esigenze di riservatezza e quelle di trasparenza, assuma rilievo, quale interesse c.d. limite, un'informazione specificamente individuata, suscettibile di sfruttamento economico, in grado di garantire all'operatore un vantaggio concorrenziale nel mercato di riferimento; 4) alla luce dell'art. 98 del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 («Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273»), nella categoria dei segreti de quibus non può ricadere qualsiasi elemento di originalità dello schema tecnico dell'offerta, essendo fisiologico che ogni operatore possieda una data organizzazione, propri contatti commerciali e idee differenti per soddisfare le esigenze dell'utenza, sicché la qualifica di segreto tecnico o commerciale dev'essere circoscritta ad elaborazioni e studi ulteriori, di carattere specialistico, che possano trovare applicazione in una serie indeterminata di appalti e siano in grado di differenziare il valore del servizio o della fornitura offerti solo a condizione che i concorrenti non ne vengano a conoscenza. ● V. anche, in questa Rivista: CGUE, quarta sezione, sent. 17 novembre 2022, causa C-54/21; CdS, sez. V, sent. n. 2384/2025; TAR Lazio, sez. I-quater, sent. n. 3811/2024; TAR Piemonte, sez. II, sent. n. 1271/2025; TAR Puglia, sez. II, sent. n. 1005/2024; TAR Veneto, sez. I, sent. n. 2605/2024; TRGA Trentino-Alto Adige, Bolzano, sent. n. 314/2025.

TAR Liguria, sezione I, 11 febbraio 2026, n. 174

Procedimento amministrativo: la P.A. non può ignorare le osservazioni presentate dal privato a seguito della comunicazione di avvio del procedimento e del preavviso di rigetto (artt. 7 e 10-bis l. 241/1990)

In tema di procedimento amministrativo, l'Amministrazione è tenuta a valutare le osservazioni presentate dal privato a seguito della ricezione delle comunicazioni di cui agli artt. 7 e 10-bis della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), dandone adeguato conto, pur senza confutarle in maniera analitica, nella motivazione del provvedimento finale, sempreché il contenuto di questo non sia integralmente vincolato. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. IV, sent. n. 6770/2022; sez. VI, sentt. nn. 9159/2023 e 9954/2022; CGARS, sent. n. 388/2025.

TAR Calabria, sezione II, 10 febbraio 2026, n. 271

Edilizia e urbanistica: se l'immobile abusivo è sottoposto a sequestro penale, il responsabile dell'illecito deve richiedere il dissequestro per ottemperare all'ingiunzione a demolire

In tema di edilizia e urbanistica, qualora l'immobile abusivo di cui è stata ordinata la demolizione sia sottoposto a sequestro penale, costituisce onere del responsabile dell'illecito richiedere motivatamente il dissequestro ex art. 85 disp. att. c.p.p., al fine di ottemperare all'ingiunzione a demolire, ponendo in essere una condotta attiva che rientra nell'ordinaria diligenza e non assume carattere di eccezionalità né di inesigibilità. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. VI, sentt. nn. 638/2024 e 2337/2017; CGARS, sent. n. 116/2025; TAR Campania, Salerno, sez. II, sent. n. 1722/2024.

TAR Puglia, Lecce, sezione I, 9 febbraio 2026, n. 163

Misure di prevenzione: è incostituzionale l'art. 13-bis, comma 1-bis, d.l. 14/2017, là dove non prevede che il provvedimento questorile (c.d. "DASPO antirissa aggravato" o "provinciale") debba essere convalidato dall'autorità giudiziaria

È incostituzionale - per violazione dell'art. 13 Cost. - l'art. 13-bis, comma 1-bis, del d.l. 20 febbraio 2017, n. 14 («Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città»), convertito, con modificazioni, nella l. 18 aprile 2017 n. 48, là dove non prevede che in relazione al provvedimento del questore ivi stabilito si applichino, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'art. 6, commi 3 e 4, della l. 13 dicembre 1989, n. 401 («Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive»).

Corte costituzionale, 24 febbraio 2026, n. 20

Processo amministrativo: inammissibile l'appello al Consiglio di Stato proposto da un avvocato non cassazionista

È inammissibile il giudizio promosso dinanzi al Consiglio di Stato da un avvocato non iscritto, al momento della notificazione dell'atto, all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.

Consiglio di Stato, sezione II, 11 febbraio 2026, n. 1100