Enti locali: niente premio di maggioranza per il Sindaco eletto al ballottaggio, se al primo turno le liste collegate al candidato avversario hanno superato il 50% dei voti validi

Ai sensi dell'art. 73, comma 10, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»), nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, il premio di maggioranza del 60% dei seggi del Consiglio comunale è assegnato alla lista o coalizione di liste collegata al candidato alla carica di Sindaco eletto al secondo turno soltanto se, al primo turno, nessun'altra lista o coalizione di liste ha ottenuto più del 50% dei voti validamente espressi (cfr. C.d.S., sez. V, sent. n. 4598/2015, in questa Rivista).

TAR Abruzzo, 12 ottobre 2017, n. 417

Enti locali: il Sindaco condannato in primo grado per abuso d'ufficio è automaticamente sospeso dalla carica

Ai sensi dell'art. 11, comma 1, del d.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 («Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190»), la sospensione dalla carica degli amministratori locali che hanno riportato una condanna non definitiva per determinati delitti (nel caso di specie, per abuso d'ufficio) opera «di diritto», indipendentemente dal provvedimento prefettizio di accertamento, costituendo l'inibizione allo svolgimento delle funzioni pubbliche un effetto legale tipico della sentenza penale di condanna.

TAR Calabria, Reggio Calabria, 5 ottobre 2017, n. 862

Enti pubblici: le Regioni non possono svolgere attività economiche estranee ai loro fini istituzionali

È illegittimo, per violazione dell'art. 3, comma 27, della l. 24 dicembre 2007, n. 244 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)»], il provvedimento col quale una Regione (nella specie, il Molise) stabilisce di aumentare la propria partecipazione azionaria al capitale sociale di uno zuccherificio, sia pure in vista della conservazione di una struttura produttiva regionale e dei relativi livelli occupazionali.

TAR Molise, 3 ottobre 2017, n. 331

Processo civile: anche se priva della firma digitale del cancelliere, la comunicazione telematica dell'ordinanza conclusiva del procedimento sommario di cognizione fa decorrere il termine breve d'impugnazione

Ai sensi dell'art. 16-bis, comma 9-bis, del d.l. 20 giugno 2012, n. 79 («Misure urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini, per assicurare la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altre strutture dell'Amministrazione dell'interno, nonché in materia di Fondo nazionale per il Servizio civile»), convertito, con modificazioni, dalla l. 7 agosto 2012, n. 131, la comunicazione telematica, all'indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario, del testo integrale dell'ordinanza conclusiva del procedimento sommario di cognizione è idonea, anche se priva della firma digitale del cancelliere che l'ha effettuata, a far decorrere il termine d'impugnazione ex art. 702-quater c.p.c.

Corte di cassazione, sezione II civile, 27 settembre 2017, n. 22674

Fisco: in caso di disservizi nella raccolta dei rifiuti solidi urbani, il contribuente ha diritto alla riduzione della TARSU (e i regolamenti comunali non possono escludere o limitare tale diritto)

In tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU): a) ai sensi dell'art. 59, comma 4, del d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 («Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale»), il presupposto della riduzione del tributo (in misura non superiore al 40%) non richiede che il grave e non temporaneo disservizio sia imputabile a responsabilità dell'amministrazione comunale o comunque a causa che, rientrando nella sua sfera di controllo e organizzazione, sia da questa prevedibile o prevenibile. Tale presupposto si identifica, invece, nel fatto obiettivo che il servizio di raccolta, istituito ed attivato, non sia svolto nella zona di residenza o di dimora nell'immobile a disposizione o di esercizio dell'attività dell'utente, ovvero vi sia svolto in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, in modo che l'utente possa usufruire agevolmente del servizio stesso; b) va disapplicato, per contrasto con la disciplina primaria di cui al predetto decreto legislativo, il regolamento comunale che escluda o limiti il diritto alla riduzione della TARSU, subordinandone il riconoscimento ad elementi - quale quello della responsabilità dell'amministrazione comunale ovvero della prevedibilità o prevenibilità delle cause del disservizio - diversi ed ulteriori rispetto a quelli prescritti dall'art. 59 cit.; c) la sussistenza del diritto alla riduzione della TARSU deve essere accertata dal giudice di merito - con onere della prova a carico del contribuente che tale diritto deduca - avendo riguardo alla specifica situazione del contribuente stesso, ed in particolare al periodo di imposizione, all'ubicazione della residenza o dell'esercizio di attività, alla tipologia dei rifiuti e, più in generale, ad ogni altro elemento fattuale utile a verificare la ricorrenza, in concreto, di un disservizio del tipo previsto dall'art. 59 cit. (fattispecie concernente il Comune di Napoli).

Corte di cassazione, sezione tributaria, 27 settembre 2017, n. 22531

Caso Contrada: la Cassazione si conforma alla sentenza della Corte EDU e dichiara «ineseguibile e improduttiva di effetti penali» la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa

In forza dell'art. 46 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), il giudice nazionale è tenuto a conformarsi alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. In ambito penale, lo strumento processuale a tal fine esperibile è l'incidente di esecuzione ex artt. 666 e 670 c.p.p. (nel caso di specie, la Cassazione ha dichiarato «ineseguibile e improduttiva di effetti penali» la sentenza di condanna, per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, pronunciata nel 2006 dalla Corte d'appello di Palermo nei confronti di Bruno Contrada, avendo la Corte di Strasburgo ritenuto detta condanna violativa dell'art. 7 CEDU).

Corte di cassazione, sezione I penale, 6 luglio 2017, n. 43112

Processo civile: l'omesso deposito di copia della comunicazione di cancelleria del provvedimento impugnato comporta l'improcedibilità del regolamento di competenza

L'omesso deposito di copia della comunicazione di cancelleria del provvedimento impugnato comporta l'improcedibilità del ricorso per regolamento di competenza, non essendo possibile verificarne la tempestività; né tale omissione è sanabile col deposito di copia della notifica di detto provvedimento eseguita dalla controparte.

Corte di cassazione, sezione VI civile, 26 settembre 2017, n. 22411

Cooperazione giudiziaria penale: anche il decreto penale di condanna deve essere tradotto nella lingua dell'indagato o dell'imputato, se diversa da quella del procedimento

L'art. 3 della direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali, deve essere interpretato nel senso che un atto, quale il decreto previsto dal diritto nazionale (nella specie, il diritto tedesco) al fine di sanzionare reati minori ed emesso da un giudice al termine di un procedimento unilaterale semplificato, costituisce un «documento fondamentale», ai sensi del § 1 di tale articolo, del quale, conformemente ai requisiti formali prescritti da tale disposizione, deve essere garantita una traduzione scritta agli indagati o agli imputati che non comprendono la lingua del procedimento, dimodoché questi ultimi siano in grado di esercitare i loro diritti della difesa e sia quindi tutelata l'equità del procedimento.

Corte di giustizia UE, quinta sezione, 12 ottobre 2017

Reati militari: non è incostituzionale l'art. 226 c.p.m.p. (ingiuria)

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte militare d'appello di Roma in riferimento agli artt. 3 e 52 Cost. - dell'art. 226 c.p.m.p. («Ingiuria»), nella parte in cui sottopone a sanzione penale condotte del tutto estranee al servizio o alla disciplina militare o, in ogni caso, non afferenti a interessi delle Forze armate dello Stato.

Corte costituzionale, 12 ottobre 2017, n. 215

Elezioni: non è incostituzionale la sospensione dalla carica dei consiglieri regionali condannati con sentenza non definitiva

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Napoli in riferimento agli artt. 3 e 51 Cost. - dell'art. 8, comma 1, lett. a), del d.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 («Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190»), nella parte in cui prevede soltanto per i consiglieri regionali - e non anche per i parlamentari - la sospensione dalla carica in caso di condanna con sentenza non definitiva per determinati reati.

Corte costituzionale, 12 ottobre 2017, n. 214

Previdenza: il "contributo di solidarietà" introdotto dalla legge di stabilità 2014 non trova necessaria applicazione al personale in quiescenza della Camera dei deputati

Non è fondata (poiché muove da un erroneo presupposto interpretativo) la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Commissione giurisdizionale per il personale della Camera dei deputati in riferimento agli artt. 3, 53 e 136 Cost. - dell'art. 1, commi 486 e 487, della l. 27 dicembre 2013, n. 147 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)»], in tema di "contributo di solidarietà" a favore delle gestioni previdenziali obbligatorie.

Corte costituzionale, 12 ottobre 2017, n. 213

Ambiente: la Consulta dichiara l'illegittimità di varie disposizioni della l. 132/2016, in quanto lesive dell'autonomia delle Province di Trento e Bolzano

Sono incostituzionali varie disposizioni della l. 28 giugno 2016, n. 132 («Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale»), nella parte in cui si applicano alle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Corte costituzionale, 12 ottobre 2017, n. 212

Deontologia forense: l'avvocato è tenuto al segreto solo sui fatti appresi nell'esercizio della propria attività professionale e inerenti al mandato ricevuto

Il dovere dell'avvocato di astenersi dal deporre come testimone - previsto dall'art. 58 del Codice deontologico forense (nel testo approvato il 17 aprile 1997, non più vigente) - si riferisce soltanto alle «circostanze apprese nell'esercizio della propria attività professionale e inerenti al mandato ricevuto» (annulla una sanzione inflitta dal Consiglio dell'ordine degli avvocati di Milano).

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 25 settembre 2017, n. 22253

Reati fallimentari: l'aggravante ex art. 232, comma 4, l. fall. si applica anche all'imprenditore che esercita un'attività commerciale in forma collettiva o societaria

La circostanza aggravante prevista dall'art. 232, comma 4, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 («Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa»), per i reati di "ricettazione fallimentare" e "ricettazione pre-fallimentare", è applicabile anche all'imprenditore che esercita un'attività commerciale in forma collettiva o societaria.

Corte di cassazione, sezione V penale, 18 luglio 2017, n. 43101

Diritto UE: le disposizioni di una direttiva idonee a produrre un effetto diretto sono opponibili a un organismo di diritto privato che costituisca un'emanazione dello Stato

Le disposizioni di una direttiva idonee a produrre un effetto diretto sono opponibili a un organismo di diritto privato cui sia stato demandato da uno Stato membro un compito di interesse pubblico (come quello inerente all'obbligo imposto agli Stati membri dall'art. 1, § 4, della seconda direttiva 84/5/CEE del Consiglio, del 30 dicembre 1983, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, come modificata dalla terza direttiva 90/232/CEE del Consiglio, del 14 maggio 1990) e che, a tal fine, disponga per legge di poteri che eccedono quelli risultanti dalle norme applicabili nei rapporti fra singoli (come il potere di imporre agli assicuratori che svolgono un'attività di assicurazione automobilistica nel territorio dello Stato membro interessato di affiliarsi a tale organismo e di finanziarlo).

Corte di giustizia UE, grande sezione, 10 ottobre 2017

Contratti pubblici: è legittimo il bando di gara che prevede l'affidamento di un incarico professionale a titolo gratuito

In materia di contratti pubblici, è legittimo il bando di gara che prevede l'affidamento di un incarico professionale (nella specie, per la redazione del piano strutturale comunale e del relativo regolamento urbanistico) a titolo gratuito, salvo il rimborso delle spese (riforma TAR Calabria, sez. I, sent. n. 2435/2016).

Consiglio di Stato, sezione V, 3 ottobre 2017, n. 4614

Società in house: sulle assunzioni di personale decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le selezioni per l'assunzione di personale indette da una società pubblica costituita secondo il modello dell'in house providing (annulla senza rinvio TAR Lazio, sez. II, sent. n. 7588/2016).

Consiglio di Stato, sezione IV, 29 settembre 2017, n. 4551

Pubblicità occulta: è legittima la sanzione irrogata dall'Antitrust alla Rai per "Mattina in Famiglia"

Costituisce pubblicità occulta - sotto il profilo del product placement - la presenza, all'interno di un programma televisivo, di inquadrature e sequenze che, anche per il loro carattere ripetuto e prolungato, mirano a promuovere surrettiziamente i gioielli indossati dalla conduttrice di quel programma, a prescindere dal fatto che sussista o no un rapporto di committenza fra l'impresa produttrice e l'emittente televisiva (fattispecie riguardante il programma "Mattina in Famiglia", trasmesso da RaiDue).

TAR Lazio, sezione I, 26 settembre 2017, n. 9917

Processo amministrativo: è nulla la notifica del ricorso ad un'Amministrazione presso un indirizzo PEC non inserito nell'apposito registro del Ministero della giustizia

È nulla la notificazione del ricorso giurisdizionale effettuata ad una Pubblica Amministrazione presso un indirizzo di posta elettronica certificata non inserito nell'apposito registro tenuto dal Ministero della giustizia.

TAR Basilicata, 21 settembre 2017, n. 607

Sanzioni amministrative: l'obbligazione del corresponsabile solidale (art. 6 l. 689/1981) è autonoma rispetto a quella dell'obbligato in via principale

All'interno del sistema dell'illecito amministrativo, la solidarietà prevista dall'art. 6 della l. 24 novembre 1981, n. 689 («Modifiche al sistema penale»), non si limita ad assolvere una funzione di sola garanzia, ma persegue anche uno scopo pubblicistico di deterrenza generale nei confronti di quanti - persone fisiche o enti - abbiano interagito col trasgressore rendendo possibile la violazione. Pertanto, l'obbligazione del corresponsabile solidale, essendo autonoma rispetto a quella dell'obbligato in via principale, non viene meno nell'ipotesi in cui quest'ultima - ai sensi dell'art. 14, ultimo comma, della suddetta legge - si estingua per mancata tempestiva notificazione; con l'ulteriore conseguenza che l'obbligato solidale che abbia pagato la sanzione conserva l'azione di regresso per l'intero - ai sensi dell'ultimo comma del citato art. 6 - verso l'autore della violazione, il quale non può eccepire l'estinzione del suo obbligo verso l'Amministrazione.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 22 settembre 2017, n. 22082

R. Bin, G. Pitruzzella
Diritto costituzionale
Giappichelli, 2017

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