Espropriazione per pubblica utilità: la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera dev'essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento

In tema di espropriazione per pubblica utilità, la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera dev'essere preceduta dall'invio, al proprietario dell'area esproprianda, della comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), pena l'illegittimità della procedura ablativa. ► V. anche TAR Lazio, Latina, sez. II, sent. n. 828/2023, in questa Rivista.

TAR Veneto, sezione II, 4 aprile 2024, n. 646

Appalti pubblici: l'iscrizione nella white list antimafia costituisce ex lege requisito di ordine generale per la partecipazione alla gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'iscrizione nell'elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (c.d. white list) previsto dall'art. 1, commi 52 e ss., della l. 6 novembre 2012, n. 190 («Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione»), costituisce ex lege requisito di ordine generale per la partecipazione alla gara, la cui mancanza comporta necessariamente l'esclusione dell'operatore economico. ► V. anche CdS, sez. V, sent. n. 9284/2023, in questa Rivista.

TAR Lazio, sezione I, 3 aprile 2024, n. 6458

Processo amministrativo: è ammissibile il ricorso per motivi aggiunti col quale la parte, nell'articolare solo censure derivate da quelle già dedotte nell'atto introduttivo del giudizio, si limita a un mero richiamo per relationem di queste ultime

In tema di processo amministrativo, è ammissibile il ricorso per motivi aggiunti col quale la parte, nell'articolare unicamente censure derivate da quelle già dedotte nell'atto introduttivo del giudizio, si limiti a un mero richiamo per relationem di queste ultime.

TAR Abruzzo, Pescara, 2 aprile 2024, n. 95

Regioni: è incostituzionale la legge della Campania che destina il contributo dovuto dalle imprese che svolgono attività estrattiva da cave al finanziamento delle attività di gestione societaria dell'aeroporto di Pontecagnano (SA)

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - la normativa della Regione Campania (l. 15/2005) la quale prevede che il contributo a carico delle imprese che svolgono attività estrattiva da cave sia destinato al finanziamento, oltreché dei lavori di completamento e avvio dell'aeroporto di Pontecagnano (SA), di «tutte le attività di gestione societaria» dell'aeroporto stesso.

Corte costituzionale, 15 aprile 2024, n. 57

Immigrazione: ai fini dei requisiti reddituali per l'emersione di rapporti di lavoro, non è necessario che l'impresa agricola abbia registrato un utile di esercizio

In tema di emersione di rapporti di lavoro, l'art. 9 («Requisiti reddituali del datore di lavoro») del d.m. interno 27 maggio 2020 («Modalità di presentazione dell'istanza di emersione di rapporti di lavoro»), là dove prevede che «[p]er l'imprenditore agricolo possono essere valutati anche gli indici di capacità economica di tipo analitico risultanti dalla dichiarazione IVA, prendendo in considerazione il volume d'affari al netto degli acquisti» (comma 4), non richiede che sussista una differenza minima tra volume d'affari e totale degli acquisti effettuati dall'impresa, ossia che questa abbia registrato un utile di esercizio.

Consiglio di Stato, sezione III, 2 aprile 2024, n. 2998

Edilizia e urbanistica: le scelte pianificatorie della P.A. sono ampiamente discrezionali e non richiedono, di regola, un'apposita motivazione

In tema di edilizia e urbanistica: 1) le scelte pianificatorie dell'Amministrazione costituiscono espressione di un'amplissima discrezionalità e, pertanto, sono insindacabili nel merito, salvo che in caso di errori di fatto, abnormità o irrazionalità; 2) la destinazione data alle singole aree non necessita di apposita motivazione, oltre quella che può evincersi dai criteri generali, di ordine tecnico-discrezionale, seguiti nell'impostazione del piano regolatore, essendo sufficiente l'espresso riferimento alla relazione di accompagnamento al progetto di modifica dello strumento urbanistico generale, a meno che particolari situazioni non abbiano creato aspettative o affidamenti in capo a soggetti le cui posizioni appaiano meritevoli di specifica considerazione.

Consiglio di Stato, sezione IV, 29 marzo 2024, n. 2962

Appalti pubblici: il principio di rotazione non si applica quando il nuovo affidamento ha luogo mediante una procedura che non contempla una preventiva limitazione del numero dei partecipanti

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il principio di rotazione ex art. 36 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), non si applica allorquando il nuovo affidamento abbia luogo mediante una procedura che non contempla una preventiva limitazione del numero dei partecipanti. ► V. anche, in questa Rivista, fra le altre: CdS, sez. V, sentt. nn. 7794/2022, 7462, 6168 e 2182/2020, 3943 e 3831/2019 e 5854/2017; sez. VI, sent. n. 4125/2017; TAR Abruzzo, sent. n. 132/2020; TAR Campania, sez. II, sent. n. 1425/2022; TAR Lazio, sez. II, sent. n. 7062/2019; TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 1205/2022; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentt. nn. 304/2022 e 993/2019; TAR Marche, sent. n. 187/2020; TAR Sardegna, sez. II, sent. n. 8/2020; TAR Sicilia, Catania, sez. II, sent. n. 1130/2022; TAR Veneto, sez. I, sentt. nn. 389/2021 e 1021/2019.

Consiglio di Stato, sezione V, 28 marzo 2024, n. 2946

Processo amministrativo: i chiarimenti dell'Adunanza plenaria sull'accesso del terzo al fascicolo informatico

In tema di processo amministrativo, l'art. 17, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio di Stato 28 luglio 2021 («Regole tecniche-operative del processo amministrativo telematico»), là dove prevede che l'accesso al fascicolo informatico dei procedimenti è consentito, «previa autorizzazione del giudice, a coloro che intendano intervenire volontariamente nel giudizio»: 1) non viola la riserva di legge né contrasta con la disciplina in materia di protezione dei dati personali; 2) dev'essere interpretato nel senso che l'autorizzazione (a) spetta al presidente della sezione presso cui è incardinata la causa, il quale può tuttavia rimetterla al collegio, (b) postula una delibazione sia di astratta pertinenza tra la causa pendente e la sfera giuridica del terzo istante sia di non manifesta pretestuosità o intento emulativo dell'istanza, e (c) nel caso di atti processuali contenenti dati sensibili o comunque afferenti alla vita privata, ovvero segreti commerciali o industriali, può essere subordinata, se del caso ed eventualmente sentite le parti costituite, all'adozione di misure di "minimizzazione" dei dati superflui, in modo da garantire, finché il terzo non spieghi effettivamente l'intervento, un equo bilanciamento tra diritto di difesa e tutela della riservatezza; 3) non configura un incidente processuale, con la conseguenza che contro la decisione sull'istanza di accesso non sono esperibili rimedi o mezzi di impugnazione.

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 12 aprile 2024, n. 5

Procedura civile: un'importante pronuncia della Suprema Corte sull'impugnazione incidentale tardiva e sul principio di consumazione dell'impugnazione

In tema di procedura civile: 1) l'impugnazione incidentale tardiva è ammissibile anche qualora rivesta le forme dell'impugnazione adesiva rivolta contro la parte destinataria dell'impugnazione principale, in ragione del fatto che l'interesse alla sua proposizione può sorgere dall'impugnazione principale; 2) il principio sub 1) è applicabile pure con riferimento all'interesse insorto a seguito di un'impugnazione incidentale tardiva; 3) il principio di consumazione dell'impugnazione non esclude che, fino a quando non sia intervenuta una declaratoria di inammissibilità, possa essere proposto un secondo atto di impugnazione, immune dai vizi del precedente e destinato a sostituirlo, anche relativo a capi della sentenza diversi da quelli oggetto del primo.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 28 marzo 2024, n. 8486

Fisco: la normativa italiana che prevede l'immediata esecutività delle sentenze di primo grado non ancora definitive che annullano misure doganali concernenti risorse proprie tradizionali dell'Unione europea non contrasta col diritto UE

Gli artt. da 43 a 45 del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale (come quella italiana) che prevede l'immediata esecutività delle sentenze di primo grado non ancora divenute definitive che riguardino risorse proprie tradizionali dell'Unione europea (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Genova).

Corte di giustizia UE, decima sezione, 11 aprile 2024

Fisco: la normativa italiana che non permette al consumatore finale di chiedere direttamente allo Stato il rimborso dell'addizionale all'accisa sull'elettricità introdotta dal d.l. 511/1988 in violazione della direttiva 2008/118/CE contrasta col diritto UE

La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 288, terzo comma, TFUE dev'essere interpretato nel senso che esso osta a che un giudice nazionale disapplichi, in una controversia tra privati, una norma nazionale che istituisce un'imposta indiretta contraria ad una disposizione chiara, precisa e incondizionata di una direttiva non trasposta o non correttamente trasposta, salvo che il diritto interno disponga diversamente o che l'ente nei confronti del quale venga fatta valere la contrarietà di detta imposta sia soggetto all'autorità o al controllo dello Stato o disponga di poteri esorbitanti rispetto a quelli risultanti dalle norme applicabili ai rapporti tra privati; 2) il principio di effettività dev'essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale (come quella italiana) che non permette al consumatore finale di chiedere direttamente allo Stato membro il rimborso dell'onere economico supplementare sopportato a causa della ripercussione operata da un fornitore, in base ad una facoltà riconosciutagli dalla normativa nazionale, di un'imposta che tale fornitore aveva indebitamente versato, consentendogli unicamente di intentare un'azione civilistica per la ripetizione dell'indebito contro detto fornitore, qualora il carattere indebito di tale versamento sia la conseguenza della contrarietà dell'imposta in parola ad una disposizione chiara, precisa e incondizionata di una direttiva non trasposta o non correttamente trasposta e tale motivo di illegittimità non possa essere validamente invocato nell'ambito di tale azione, in ragione dell'impossibilità di invocare in quanto tale una direttiva in una controversia tra privati (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Como).

Corte di giustizia UE, quinta sezione, 11 aprile 2024

Trattamento dei dati personali: la violazione di disposizioni del RGPD che attribuiscono diritti alla persona interessata non costituisce di per sé un «danno immateriale»

La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 82, § 1, del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), dev'essere interpretato nel senso che una violazione di disposizioni di tale regolamento che conferiscono diritti alla persona interessata non è di per sé sufficiente a costituire un «danno immateriale», ai sensi di tale disposizione, indipendentemente dal grado di gravità del danno subito da tale persona; 2) l'art. 82 del regolamento 2016/679 dev'essere interpretato nel senso che non può essere sufficiente che il titolare del trattamento, per essere esonerato dalla sua responsabilità ai sensi del § 3 di detto articolo, faccia valere che il danno di cui trattasi è stato causato dall'errore di una persona che agisce sotto la sua autorità, a norma dell'art. 29 di tale regolamento; 3) l'art. 82, § 1, del regolamento 2016/679 dev'essere interpretato nel senso che, per determinare l'importo dovuto a titolo di risarcimento di un danno fondato su tale disposizione, da un lato, non si devono applicare mutatis mutandis i criteri di fissazione dell'importo delle sanzioni amministrative pecuniarie previsti dall'art. 83 di tale regolamento e, dall'altro, non si deve tener conto del fatto che più violazioni di detto regolamento riconducibili ad una stessa operazione di trattamento riguardino la persona che richiede il risarcimento.

Corte di giustizia UE, terza sezione, 11 aprile 2024

Processo amministrativo: l'esecuzione del giudicato incontra un limite nei fatti sopravvenuti all'adozione del provvedimento oggetto della sentenza irrevocabile di annullamento

In tema di processo amministrativo, l'esecuzione del giudicato incontra un limite nei fatti sopravvenuti all'adozione del provvedimento oggetto della sentenza irrevocabile di annullamento. ► V. anche CdS, sez. IV, sent. n. 1551/2016, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione V, 27 marzo 2024, n. 2883

Accesso ai documenti amministrativi: il mancato ricorso contro l'esclusione dalla gara d'appalto non giustifica ex se il no alla richiesta dell'impresa di conoscere le offerte tecniche degli altri concorrenti

In tema di accesso ai documenti amministrativi nell'ambito delle procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittimo il rigetto dell'istanza dell'operatore economico volta a conoscere le offerte tecniche presentate dagli altri concorrenti motivato con la mancata impugnazione nei termini di legge, da parte di esso operatore, del provvedimento che l'ha escluso dalla gara.

Consiglio di Stato, sezione VII, 21 marzo 2024, n. 2773

Giurisdizione: sull'ordine di sgombero di beni del patrimonio disponibile del Comune decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti l'ordine di sgombero di beni che rientrano nel patrimonio disponibile del Comune, configurandosi nella specie posizioni giuridiche di diritto soggettivo. ► V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ord. n. 255/2024; TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 691/2021; TAR Molise, sent. n. 314/2019.

Consiglio di Stato, sezione VII, 20 marzo 2024, n. 2691

Edilizia e urbanistica: il dirigente comunale non può decidere sull'istanza di uso temporaneo di edifici e aree in deroga al vigente strumento urbanistico ex art. 23-quater d.P.R. 380/2001

In tema di edilizia e urbanistica, è illegittimo, per difetto di competenza, il provvedimento di rigetto dell'istanza di uso temporaneo di edifici e aree in deroga alle previsioni del vigente strumento urbanistico ex art. 23-quater del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], adottato dal dirigente comunale, spettando ogni determinazione in proposito al consiglio o alla giunta comunale.

TAR Lombardia, sezione II, 29 marzo 2024, n. 959

Diritto di sciopero: in assenza di segnalazione della Commissione di garanzia, la precettazione dei lavoratori ex lege 146/1990 può essere autonomamente disposta dall'esecutivo solo se sussistono ragioni di necessità e urgenza adeguatamente motivate

Ai sensi dell'art. 8, comma 1, della l. 12 giugno 1990, n. 146 («Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge»), allorché si dia il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati, il potere di precettazione dei lavoratori può essere esercitato dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un Ministro da lui delegato: a) su segnalazione della Commissione di garanzia; oppure b) di propria iniziativa, ove sussistano ragioni di necessità e urgenza - diverse da quelle già valutate dalla Commissione - adeguatamente motivate.

TAR Lazio, sezione III, 28 marzo 2024, n. 6084

Enti locali: legittima la trasformazione del corpo di polizia locale in servizio di staff alle dirette dipendenze del sindaco

Ai sensi dell'art. 9 della l. 7 marzo 1986, n. 65 («Legge-quadro sull'ordinamento della polizia municipale»), è legittimo l'atto di macro-organizzazione che alloca il corpo di polizia municipale in posizione di staff alle dirette dipendenze del sindaco.

TAR Marche, sezione II, 27 marzo 2024, n. 314

Edilizia e urbanistica: è illegittimo il provvedimento che dispone ex art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un'area superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita

In tema di edilizia e urbanistica, è illegittimo il provvedimento che dispone, ai sensi dell'art. 31, comma 3, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale - oltre che del bene abusivo e della relativa area di sedime - di un suolo la cui estensione sia superiore al decuplo della complessiva superficie utile abusivamente costruita. ► V. anche TAR Lombardia, sez. II, sent. n. 112/2024, in questa Rivista.

TAR Lazio, sezione II stralcio, 26 marzo 2024, n. 5955

Giurisdizione: sul conferimento dell'incarico di direttore di struttura sanitaria complessa decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il conferimento dell'incarico di direttore di struttura sanitaria complessa ex art. 15, comma 7-bis, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 («Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421»), trattandosi di procedura selettiva priva di carattere concorsuale. ► V. anche TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 426/2022, in questa Rivista.

TAR Lombardia, sezione V, 25 marzo 2024, n. 887

F. Di Marzio (dir.)

Codice delle famiglie

Giuffrè, 2024

L. Bolognini, E. Pelino (dirr.)

Codice della disciplina privacy

Giuffrè, 2024

G. Fiandaca, E. Musco

Diritto penale

Zanichelli, 2024