Pubblico impiego: sulla stabilizzazione dei lavoratori precari decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti l'assunzione a tempo indeterminato del personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell'art. 20, comma 1, del d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75 [«Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»]. ► Cfr. TAR Sicilia, sez. I, sent. n. 2763/2019, e TAR Abruzzo, sent. n. 222/2019, entrambe in questa Rivista.

TAR Sicilia, sezione I, 20 settembre 2021, n. 2583

Appalti pubblici: sulla revisione dei prezzi rimessa alla discrezionalità della P.A. committente decide il giudice amministrativo

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. e), n. 2, c.p.a., appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo - con conseguente esperibilità dell'azione ex artt. 31 e 117 c.p.a. avverso il silenzio-inadempimento - le controversie relative alla clausola di revisione del prezzo nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, ove il contenuto della clausola implichi la permanenza di una posizione di potere in capo all'Amministrazione committente, attribuendo a quest'ultima uno spettro di valutazione discrezionale nel disporre la revisione.

TAR Campania, sezione V, 17 settembre 2021, n. 5934

Processo amministrativo: il controinteressato pretermesso in sede di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica può impugnare il relativo decreto decisorio dinanzi al TAR

Il controinteressato che sia stato pretermesso in sede di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è legittimato a impugnare il relativo decreto decisorio dinanzi al competente Tribunale Amministrativo Regionale.

TAR Campania, Salerno, sezione II, 14 settembre 2021, n. 1960

Bilancio e contabilità pubblica: non è incostituzionale che l'Agenzia per la coesione territoriale riclassifichi gli strumenti di programmazione del FSC «sentite» (e non più «d'intesa con») le amministrazioni interessate

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalla Regione Siciliana in riferimento agli artt. 14, 15, 17 e 20 del relativo Statuto e agli artt. 5, 118, 119 e 120 Cost., anche in relazione all'art. 10 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 («Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione») - dell'art. 1, comma 309, lett. a), della l. 27 dicembre 2019, n. 160 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022»), là dove si dispone che l'Agenzia per la coesione territoriale procede, per ciascuna amministrazione centrale, Regione o Città metropolitana titolare di risorse a valere sul «Fondo per lo sviluppo e coesione» (FSC), a una riclassificazione degli strumenti programmatori relativi alle risorse nazionali destinate alle politiche di coesione dei cicli di programmazione 2000/2006, 2007/2013 e 2014/2020, «sentite» le amministrazioni interessate.

Corte costituzionale, 24 settembre 2021, n. 187

Procedura penale: la tardiva sospensione della pena non dà diritto alla riparazione per ingiusta detenzione

La tardiva sospensione dell'esecuzione della pena legittimamente disposta non determina l'ingiustizia della detenzione sofferta fino all'adozione del provvedimento di sospensione e, pertanto, non costituisce titolo per la domanda di riparazione ex art. 314 c.p.p.

Corte di cassazione, sezione IV penale, 27 maggio 2021, n. 34002 (dep. 15 settembre 2021)

Ordinamento penitenziario: la Cassazione si pronuncia sull'onere di allegazione a carico del detenuto per delitti ex art. 4-bis, comma 1, non collaborante che richieda il permesso-premio, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 253/2019

A seguito della sentenza della Corte costituzionale 4 dicembre 2019, n. 253 (in questa Rivista), ai fini dell'ammissibilità della domanda di permesso-premio avanzata dal detenuto non collaborante, per reati di cui all'art. 4-bis, comma 1, della l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»), è sufficiente l'allegazione di elementi di fatto che, anche solo in chiave logica, risultino pertinenti rispetto ai temi di prova, costituiti dall'assenza di collegamenti con la criminalità organizzata e dall'assenza del pericolo di un ripristino degli stessi, e siano idonei a superare la presunzione relativa di perdurante pericolosità stabilita dalla legge.

Corte di cassazione, sezione I penale, 14 luglio 2021, n. 33743 (dep. 10 settembre 2021)

Delitti contro la P.A.: ai fini dell'integrazione del reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.), può assumere rilievo anche la violazione di norme regolamentari

Ai fini dell'integrazione del reato di abuso d'ufficio ex art. 323 c.p., come riformulato dall'art. 23 del d.l. 16 luglio 2020, n. 76 («Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale»), convertito, con modificazioni, dalla l. 11 settembre 2020, n. 120, può assumere rilievo anche la violazione di norme subprimarie, qualora esse, fungendo da norme interposte, si risolvano nella specificazione tecnica di una regola comportamentale già compiutamente definita dalla legge, sempreché questa sia conforme ai canoni della tipicità e tassatività propri del precetto penale.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 16 febbraio 2021, n. 33240 (dep. 8 settembre 2021)

Sanzioni amministrative: è incostituzionale la sanzione pecuniaria fissa di 50.000 euro per i concessionari del gioco e i titolari di sale giochi e scommesse che violano gli obblighi di avvertimento sui rischi correlati al gioco d'azzardo

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 42 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 1 Protocollo addizionale CEDU - l'art. 7, comma 6, secondo periodo, del d.l. 13 settembre 2012, n. 158 («Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute»), convertito, con modificazioni, nella l. 8 novembre 2012, n. 189, là dove prevede una sanzione amministrativa fissa di cinquantamila euro a carico dei concessionari del gioco e dei titolari di sale giochi e scommesse per l'inosservanza degli obblighi di avvertimento sui rischi correlati al gioco d'azzardo [«Spetterà al legislatore» - ha affermato la Consulta - «determinare, nel rispetto dei principi costituzionali, una diversa sanzione per i comportamenti considerati, stabilendone i relativi limiti minimo e massimo» (§ 7 in diritto)].

Corte costituzionale, 23 settembre 2021, n. 185

Protezione internazionale: i termini previsti dall'art. 35-bis, comma 13, d.lgs. 25/2008 per la decisione delle controversie sul riconoscimento della protezione internazionale non sono perentori

I termini previsti dall'art. 35-bis, comma 13, del d.lgs. 28 gennaio 2008, n. 25 («Attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato»), per la decisione delle controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale (quattro mesi per il giudizio dinanzi al Tribunale; sei mesi per quello dinanzi alla Corte di cassazione) rivestono natura meramente ordinatoria e funzione acceleratoria, sicché la loro inosservanza non incide sulla validità dei provvedimenti emessi.

Corte di cassazione, sezione III civile, 30 agosto 2021, n. 23572

Fisco: l'applicabilità di misure cautelari a tutela degli interessi erariali giustifica l'emissione ante tempus dell'avviso di accertamento

È legittimo l'avviso di accertamento emesso prima del decorso del termine dilatorio di sessanta giorni previsto dall'art. 12, comma 7, della l. 27 luglio 2000, n. 212 («Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente»), ove sussistano le condizioni per l'applicazione delle misure cautelari (ipoteca e sequestro conservativo) di cui all'art. 22 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 («Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell'articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662»), trattandosi di ragioni «di particolare e motivata urgenza» estranee alla sfera di azione, organizzazione e responsabilità dell'Amministrazione finanziaria. ► V. anche Cass. civ., sez. trib., sentt. nn. 23670/2018 e 11613/2017, entrambe in questa Rivista.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 12 agosto 2021, n. 22750

Processo amministrativo: l'errore di giudizio non può dar luogo alla revocazione della sentenza

In tema di processo amministrativo, l'errore di fatto, idoneo a fondare la domanda di revocazione ai sensi del combinato disposto degli artt. 106 c.p.a. e 395, n. 4, c.p.c., è configurabile soltanto in relazione all'attività preliminare del giudice di lettura e percezione degli atti acquisiti al processo (quanto alla loro esistenza e al loro significato letterale), e non anche in relazione alla successiva attività di ragionamento e di apprezzamento, interpretazione e valutazione del contenuto delle domande e delle eccezioni di parte, rispetto alla quale può darsi esclusivamente un errore di giudizio (dichiara inammissibile il ricorso per la revocazione di CGARS, sent. n. 323/2020). ► Cfr. CdS, sez. IV, sent. n. 3089/2021, e sez. VI, sent. n. 3306/2020, entrambe in questa Rivista.

CGA Regione Siciliana, 20 settembre 2021, n. 807

Elezioni comunali: nel procedimento elettorale non si applica l'istituto del soccorso istruttorio

In tema di elezioni amministrative: 1) l'istituto del soccorso istruttorio non trova applicazione nel procedimento elettorale; 2) le forme stabilite dalla legge per la presentazione delle liste e delle candidature rivestono contenuto sostanziale, non surrogabile, sicché nella materia de qua non valgono i generali principi di semplificazione amministrativa, dequotazione dei vizi formali e strumentalità delle forme; 3) l'incompletezza della documentazione presentata presso le commissioni elettorali non può ritenersi sanabile neppure in virtù del principio del favor partecipationis, cui s'ispira la legislazione di settore (conferma TAR Campania, sez. II, sent. n. 5879/2021). ► V. anche CdS, sez. II, sent. n. 6280/2021, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione II, 17 settembre 2021, n. 6372

Elezioni comunali: legittima l'esclusione della lista che non deposita il contrassegno

È legittimo il provvedimento che esclude una lista dalla partecipazione alle elezioni comunali per omesso deposito del relativo contrassegno a norma del d.P.R. 16 maggio 1960, n. 570 («Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali») (conferma TAR Campania, sez. II, sent. n. 5840/2021).

Consiglio di Stato, sezione II, 17 settembre 2021, n. 6371

Appalti pubblici: la circostanza che nel "confronto a coppie" i commissari abbiano tutti espresso i medesimi punteggi non è di per sé indice di illegittimità della gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la circostanza che i singoli componenti della commissione giudicatrice, nel valutare le offerte col metodo del "confronto a coppie", abbiano tutti espresso i medesimi punteggi non costituisce ex se indice di illegittimità della gara (riforma TAR Emilia-Romagna, sez. II, sent. n. 730/2020). ► V. anche TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 541/2021, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione V, 15 settembre 2021, n. 6300

Accesso ai documenti amministrativi: la P.A. deve consentire l'accesso ai pareri legali, salvo che attengano a un contenzioso attuale o potenziale

In tema di accesso ai documenti amministrativi ex artt. 22 e ss. della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), il parere legale acquisito dalla Pubblica Amministrazione è accessibile quando assolve a una funzione endoprocedimentale ed è destinato, quindi, a incidere sul contenuto del provvedimento finale, ancorché questo non lo richiami in modo espresso; mentre non è accessibile quando attiene a un contenzioso attuale o potenziale. ► Cfr. CdS, sez. III, sent. n. 808/2020, in questa Rivista.

TAR Veneto, sezione II, 14 settembre 2021, n. 1092

Circolazione stradale: sul diniego della patente di guida per difetto dei requisiti morali ex art. 120 c.d.s. decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il diniego di rilascio della patente di guida per difetto dei requisiti morali previsti dall'art. 120 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), configurandosi nella specie posizioni giuridiche di diritto soggettivo. ► Cfr. Cass. civ., sez. un., ord. n. 26391/2020, in questa Rivista.

TAR Puglia, Lecce, sezione III, 13 settembre 2021, n. 1349

Appalti pubblici: sul provvedimento della P.A. che anticipa la scadenza del contratto stipulato con l'aggiudicataria decide il giudice ordinario

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia riguardante il provvedimento dell'Amministrazione aggiudicatrice (nella specie, una ASL) che dispone l'anticipazione della scadenza del contratto stipulato con l'impresa aggiudicataria.

TAR Lazio, sezione III-quater, 10 settembre 2021, n. 9705

Concorrenza e mercato: è legittimo il provvedimento cautelare adottato dall'AGCM nei confronti dell'ANICA per intesa restrittiva della concorrenza a danno delle arene cinematografiche gratuite

È legittimo il provvedimento cautelare (8 luglio 2020, n. 28286) adottato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) nei confronti dell'Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e digitali (ANICA) per violazione dell'art. 101 TFUE e dell'art. 2 della l. 10 ottobre 1990, n. 287 («Norme per la tutela della concorrenza e del mercato»), a danno delle arene cinematografiche gratuite.

TAR Lazio, sezione I, 7 settembre 2021, n. 9524

Procedura penale: il limite di tre anni di pena detentiva per l'applicazione e il mantenimento della custodia cautelare in carcere opera anche nel caso di rapina aggravata, ove manchino collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva

In tema di misure cautelari personali, ai sensi del combinato disposto degli artt. 275-bis c.p.p. e 4-bis della l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»), il limite di tre anni di pena detentiva stabilito per l'applicazione e il mantenimento della custodia cautelare in carcere opera anche nei procedimenti per rapina aggravata, sebbene questa rientri nel catalogo dei reati ostativi, qualora non vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva. Il relativo onere probatorio grava sull'istante, trattandosi di fatto positivo a vantaggio del medesimo condannato; nondimeno, l'assenza di detti collegamenti può essere implicitamente desunta sia dalle modalità della condotta sia dalla personalità dell'autore.

Corte di cassazione, sezione II penale, 8 luglio 2021, n. 32593 (dep. 1° settembre 2021)

Procedura civile: la fusione per incorporazione estingue la società incorporata, che dunque non può iniziare un giudizio in persona del suo ex amministratore

La fusione per incorporazione estingue la società incorporata, che dunque non può iniziare un giudizio in persona del suo ex amministratore, ferma restando la facoltà della società incorporante di spiegare intervento volontario in corso di causa a norma dell'art. 105 c.p.c.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 30 luglio 2021, n. 21970

A.R. Castaldo, M. Naddeo (curr.)

La riforma dell'abuso d'ufficio

Giappichelli, 2021

R. Razzante (cur.)

Decreti sicurezza

Giuffrè, 2021

A. Cassese

Il diritto internazionale in Italia

Il Mulino, 2021