Contratti: è nullo il contratto di mutuo fondiario che supera il limite di finanziabilità

Il mancato rispetto del limite di finanziabilità, ai sensi dell'art. 38, comma 2, del TUB e della conseguente delibera del CICR, determina di per sé la nullità dell'intero contratto di mutuo fondiario (salva la possibilità della relativa conversione in un ordinario finanziamento ipotecario, ove ne ricorrano i presupposti).

Corte di cassazione, sezione I civile, 13 luglio 2017, n. 17352

Lavoro: ai fini dell'indennizzo dell'infortunio in itinere, la necessità dell'uso del mezzo privato va intesa in senso relativo

In tema di infortunio in itinere, l'uso del mezzo proprio (senza altra connessione funzionale con l'attività lavorativa assicurata) non è di ostacolo all'indennizzabilità, purché sia necessitato, per mancanza di altra agevole e meno rischiosa soluzione, come l'utilizzo di mezzi pubblici. Il requisito della necessità, peraltro, dev'essere inteso in senso relativo, ben potendo la scelta del mezzo privato rispetto a quello pubblico dipendere da molteplici fattori, non definibili in astratto, quali esigenze personali e familiari oppure altri interessi meritevoli di tutela.

Corte di cassazione, sezione lavoro, 7 luglio 2017, n. 16835

Processo penale: i chiarimenti della Cassazione sull'applicazione della recidiva reiterata ex art. 99, comma 5, c.p. dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 185/2015

L'aumento di pena correlato alla recidiva reiterata ex art. 99, comma 5, c.p. deve ritenersi legittimamente disposto - anche se in data anteriore alla sentenza della Corte costituzionale n. 185 del 2015, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del carattere obbligatorio dell'aumento stesso - qualora risulti adeguatamente motivato in relazione alla gravità della condotta, nonché alla negativa personalità e alla pericolosità sociale dell'imputato.

Corte di cassazione, sezione I penale, 20 giugno 2017, n. 31714

Società: la Consob può aumentare il prezzo di un'OPA in caso di "collusione" tra l'offerente e il venditore

L'art. 5, § 4, secondo comma, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di acquisto, dev'essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale - come quella italiana - che consente all'autorità nazionale di vigilanza di aumentare il prezzo di un'offerta pubblica di acquisto in caso di «collusione» senza precisare le condotte specifiche che caratterizzano tale nozione, a condizione che l'interpretazione della suddetta nozione possa essere desunta da tale normativa in modo sufficientemente chiaro, preciso e prevedibile, mediante metodi interpretativi riconosciuti dal diritto interno.

Corte di giustizia UE, terza sezione, 20 luglio 2017

Salute: legittime le visite mediche in farmacia nell'ambito di campagne di prevenzione

Il divieto di cumulare l'esercizio della professione farmaceutica con quello di altre professioni o arti sanitarie non impedisce che presso le farmacie siano effettuate visite mediche, ove queste rientrino nell'ambito di appositi programmi di educazione sanitaria o di specifiche campagne di prevenzione contro le principali patologie a forte impatto sociale (conferma TAR Lombardia, Brescia, sez. II, sent. n. 1692/2016).

Consiglio di Stato, sezione III, 7 luglio 2017, n. 3357

Concorsi pubblici: la regola dello scorrimento della graduatoria non è assoluta

In tema di concorsi pubblici, la preferenza dell'ordinamento per lo scorrimento della graduatoria non è assoluta, bensì incontra dei limiti. In particolare, l'Amministrazione può legittimamente indire un nuovo concorso, anziché attingere al bacino degli idonei in precedenti selezioni, ove nel frattempo sia profondamente mutato il contenuto professionale delle mansioni proprie del profilo lavorativo richiesto (conferma TAR Campania, Salerno, sez. I, sent. n. 2152/2012).

Consiglio di Stato, sezione IV, 6 luglio 2017, n. 3329

Lavoro: è legittimo il licenziamento del lavoratore intermittente che ha compiuto il venticinquesimo anno d'età (la Corte di giustizia UE dà ragione ad Abercrombie & Fitch)

L'art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché gli artt. 2, §§ 1 e 2, lett. a), e 6, § 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ad una disposizione - quale quella vigente in Italia - che autorizza un datore di lavoro a concludere un contratto di lavoro intermittente con un lavoratore che abbia meno di 25 anni, qualunque sia la natura delle prestazioni da eseguire, e a licenziare detto lavoratore al compimento del venticinquesimo anno, giacché tale disposizione persegue una finalità legittima di politica del lavoro e del mercato del lavoro e i mezzi per conseguire tale finalità sono appropriati e necessari.

Corte di giustizia UE, prima sezione, 19 luglio 2017

Libera circolazione dei lavoratori: la normativa tedesca sulla cogestione da parte dei lavoratori dipendenti non contrasta col diritto UE

L'art. 45 TFUE dev'essere interpretato nel senso che esso non osta alla normativa di uno Stato membro - come quella tedesca - in virtù della quale i lavoratori occupati presso gli stabilimenti di un gruppo situati nel territorio di detto Stato membro perdono il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni dei rappresentanti dei lavoratori al consiglio di sorveglianza della società capogruppo, stabilita nel citato Stato membro, nonché, se del caso, il diritto di esercitare o di continuare ad esercitare le funzioni di rappresentante in seno a detto consiglio, allorché lasciano il proprio posto di lavoro in uno dei predetti stabilimenti per essere occupati presso una società partecipata appartenente al medesimo gruppo e stabilita in un altro Stato membro.

Corte di giustizia UE, grande sezione, 18 luglio 2017

Accesso agli atti UE: le memorie degli Stati membri relative a un procedimento giurisdizionale, detenute dalla Commissione, non sono inaccessibili

La Commissione non può negare l'accesso alle memorie degli Stati membri, da essa detenute, per la sola ragione che trattasi di documenti correlati a un procedimento giurisdizionale (conferma Tribunale UE, 27 febbraio 2015, Breyer/Commissione).

Corte di giustizia UE, grande sezione, 18 luglio 2017

Concessioni demaniali marittime: il rilascio deve passare attraverso una procedura di gara

È illegittimo il rilascio di una concessione demaniale marittima che non sia stato preceduto dall'indizione di una procedura competitiva ispirata ai principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità e proporzionalità (fattispecie riguardante la concessione di un'area del demanio marittimo di oltre 60.000 mq. per un periodo di 60 anni).

TAR Friuli-Venezia Giulia, 5 luglio 2017, n. 235

Sanità pubblica: il Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario può disporre la chiusura di un ospedale

Il Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario è competente ad adottare provvedimenti di riorganizzazione della rete ospedaliera, ai fini del contenimento della spesa pubblica. Tali provvedimenti devono tuttavia garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA).

TAR Molise, 4 luglio 2017, n. 250

Fisco: il "condono tombale" non impedisce all'Amministrazione finanziaria di contestare i crediti vantati dal contribuente

In tema di c.d. condono tombale ex art. 9 della l. 27 dicembre 2002, n. 289 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003)»], non è inibito all'Erario l'accertamento riguardante un credito da agevolazione esposto in dichiarazione, in quanto il condono elide in tutto o in parte, per sua natura, il debito fiscale, ma non opera sui crediti che il contribuente possa vantare nei confronti del Fisco, che restano soggetti all'eventuale contestazione da parte dell'Ufficio.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 6 luglio 2017, n. 16692

Processo penale: gli artt. 70 e ss. c.p.p. non si applicano al procedimento di prevenzione patrimoniale

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Napoli in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - dell'art. 72, comma 2, c.p.p., nella parte in cui non consente la revoca dell'ordinanza di sospensione del procedimento di prevenzione in caso di irreversibile incapacità del proposto.

Corte costituzionale, 17 luglio 2017, n. 208

Diritto penale: non è incostituzionale l'art. 131-bis c.p., nella parte in cui non si applica all'ipotesi attenuata del reato di ricettazione

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Nola in riferimento agli artt. 3, 13, 25 e 27 Cost. - dell'art. 131-bis c.p. («Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto»), nella parte in cui non si applica alla fattispecie ex art. 648, comma 2, c.p. (ipotesi attenuata del reato di ricettazione) per via del limite massimo della pena astrattamente superiore a cinque anni.

Corte costituzionale, 17 luglio 2017, n. 207

Processo penale: è incostituzionale l'art. 516 c.p.p., nella parte in cui non consente il patteggiamento dopo la contestazione dibattimentale fisiologica del fatto diverso

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3 e 24, secondo comma, Cost. - l'art. 516 c.p.p., nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione della pena ex art. 444 c.p.p., relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione.

Corte costituzionale, 17 luglio 2017, n. 206

Diritto penale: l'attenuante del «danno patrimoniale di speciale tenuità» ex art. 219, comma 3, l. fall. va concessa anche ai recidivi reiterati

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, 25, secondo comma, e 27, terzo comma, Cost. - l'art. 69, comma 4, c.p., come sostituito dall'art. 3 della l. 5 dicembre 2005, n. 251 («Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione»), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all'art. 219, comma 3, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 («Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa») sulla recidiva reiterata ex art. 99, comma 4, c.p.

Corte costituzionale, 17 luglio 2017, n. 205

Processo tributario: non è incostituzionale la disposizione che consente alle parti di produrre nuovi documenti in appello

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla CTR della Campania in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - dell'art. 58, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 («Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413»), il quale prevede che nel giudizio d'appello «[è] fatta salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti».

Corte costituzionale, 14 luglio 2017, n. 199

Energia: illegittimo il decreto MISE del 25 marzo 2015

È illegittimo, essendo stato adottato senza il necessario coinvolgimento regionale, il decreto MISE 25 marzo 2015, recante «Aggiornamento del disciplinare tipo in attuazione dell'articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164».

Corte costituzionale, 14 luglio 2017, n. 198

Ambiente: non è incostituzionale la disposizione della legge di stabilità 2016 sulla valutazione di incidenza ambientale di taluni interventi minori all'interno dei siti di importanza comunitaria

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dalla Regione Veneto in riferimento agli artt. 3, 97, 117, terzo e quarto comma, e 118 Cost., nonché al principio di leale collaborazione ex artt. 5 e 120 Cost. - dell'art. 1, comma 363, primo periodo, della l. 28 dicembre 2015, n. 208 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)»], il quale prevede che, al fine di rilanciare le spese per investimenti degli enti locali, i Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, nel cui territorio ricadono interamente i siti di importanza comunitaria, effettuano nell'ambito della pianificazione e programmazione territoriale le valutazioni di incidenza ambientale (VINCA) di taluni interventi minori.

Corte costituzionale, 14 luglio 2017, n. 195

Previdenza e assistenza: ai fini dell'indennità di disoccupazione agricola, i 102 contributi giornalieri, richiesti dalla legge, possono essere accreditati al lavoratore anche in un solo anno

Non sono fondate, poiché muovono da un erroneo presupposto interpretativo, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale ordinario di Potenza, in funzione di giudice del lavoro, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 38, secondo comma, Cost. - dell'art. 32, comma 1, della l. 29 aprile 1949, n. 264 («Provvedimenti in materia di avviamento al lavoro e di assistenza dei lavoratori involontariamente disoccupati»), in tema di indennità di disoccupazione agricola.

Corte costituzionale, 14 luglio 2017, n. 194

A. D'Atena
Diritto regionale
Giappichelli, 2017

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