Vendita di beni di consumo: se la riparazione o la sostituzione del bene affetto da vizio di conformità è impossibile o eccessivamente onerosa, il consumatore può chiedere anche il solo risarcimento del danno

In tema di vendita di beni di consumo, qualora la riparazione o la sostituzione del bene affetto da vizio di conformità risulti, rispettivamente, impossibile o eccessivamente onerosa, il consumatore ha diritto di agire per il solo risarcimento del danno.

Corte di cassazione, sezione II civile, 20 gennaio 2020, n. 1082

Lavoro: il regime del "contratto a tutele crescenti" si applica ai contratti a tempo determinato stipulati prima del 7 marzo 2015 solo se gli effetti della conversione del rapporto si producono in epoca successiva a quella data

Ai sensi dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 («Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183»), il regime del c.d. "contratto a tutele crescenti" si applica ai contratti a tempo determinato stipulati anteriormente al 7 marzo 2015 soltanto se gli effetti della conversione del rapporto - a seguito di novazione ovvero in ragione del tipo di vizio accertato - si producono in epoca successiva alla predetta data, indipendentemente dalla data della pronuncia giudiziale dichiarativa della nullità del termine.

Corte di cassazione, sezione lavoro, 16 gennaio 2020, n. 823

Ordinamento giudiziario: nel procedimento disciplinare a carico di magistrati possono essere utilizzate le intercettazioni telefoniche o ambientali legittimamente disposte in ambito penale (anche quelle effettuate mediante trojan horse)

In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrati: 1) con riguardo alla composizione della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della Magistratura, nell'ipotesi in cui, per effetto di astensioni e dimissioni di consiglieri appartenenti alla categoria dei magistrati requirenti, il collegio non possa essere integrato da un supplente avente pari funzioni e occorrano nuove elezioni, con i relativi tempi tecnici e il conseguente blocco dell'attività disciplinare del Consiglio, una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 6 della l. 24 marzo 1958, n. 195 («Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura»), impone di interpretare estensivamente il concetto di «supplente corrispondente», in modo da salvaguardare l'indefettibilità e la continuità della funzione disciplinare attribuita dalla Costituzione (art. 105) al CSM; con la conseguenza che, in tale situazione, legittimamente il CSM può procedere alla sostituzione di un componente requirente, che sia stato ricusato, con un componente giudicante, atteso che l'unico limite va ravvisato nel fatto che la sostituzione non può avvenire con un componente laico se il ricusato è un togato, e viceversa, poiché la Costituzione impone una determinata proporzione tra laici e togati, e tale equilibrio non può essere alterato; 2) nel procedimento disciplinare sono pienamente utilizzabili le intercettazioni telefoniche o ambientali (comprese quelle effettuate per mezzo di captatore informatico - c.d. trojan horse) che siano state legittimamente disposte nell'ambito di un procedimento penale, non ostandovi i limiti di cui all'art. 270 c.p.p., il quale si riferisce solo a quest'ultimo procedimento.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 15 gennaio 2020, n. 741

Appalti pubblici: l'ANAC deve motivare la concreta utilità delle notizie annotate nel casellario informatico

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'annotazione nel casellario informatico delle notizie riguardanti le imprese, ad opera dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), deve essere adeguatamente motivata sotto il profilo della sua concreta utilità, anche alla luce delle deduzioni difensive dell'operatore economico interessato (riforma TAR Lazio, sez. I, sent. n. 12606/2018).

Consiglio di Stato, sezione V, 21 febbraio 2020, n. 1318

Edilizia e urbanistica: chi denuncia un'opera abusiva non diviene per ciò solo litisconsorte necessario nel giudizio di annullamento del titolo edilizio

In tema di edilizia e urbanistica, affinché sussista la condizione di controinteressato in senso tecnico (ossia di litisconsorte necessario nell'azione di annullamento), non è sufficiente la c.d. vicinitas (pur potendo essa integrare il presupposto fattuale della legittimazione ad agire, che in questa materia è riconosciuta dalla legge a "chiunque"), ma occorre una diretta lesione - attuale o almeno potenziale - della proprietà (o di altro diritto reale di godimento) del terzo menzionato nell'atto per aver dato impulso con la sua denunzia al procedimento sanzionatorio. In altri termini, la posizione di controinteressato processualmente rilevante deriva non già dal fatto che il procedimento sanzionatorio sia stato innescato dalla denuncia del terzo, bensì dal fatto che il ripristino dello stato dei luoghi arrechi un vantaggio diretto al denunciante, ossia comporti un positivo ampliamento della sua sfera giuridica (riforma in parte TAR Lombardia, sez. II, sent. n. 7220/2010).

Consiglio di Stato, sezione II, 19 febbraio 2020, n. 1260

Processo amministrativo: la legittimazione ad agire degli enti esponenziali non richiede un'espressa previsione legislativa

Gli enti associativi esponenziali, iscritti nello speciale elenco delle associazioni rappresentative di utenti o consumatori oppure in possesso dei requisiti individuati dalla giurisprudenza, sono legittimati a esperire azioni a tutela degli interessi legittimi collettivi di determinate comunità o categorie, e in particolare l'azione generale di annullamento in sede di giurisdizione amministrativa di legittimità, indipendentemente da un'espressa previsione di legge in tal senso.

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 20 febbraio 2020, n. 6

Cave: non è incostituzionale la normativa della Regione Veneto sull'estrazione di trachite nel Parco dei Colli Euganei (purché la si interpreti in senso conforme a quella statale)

Non è fondata, «nei sensi di cui in motivazione», la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - della legge della Regione Veneto (n. 13/2018) in materia di estrazione di trachite all'interno del Parco dei Colli Euganei.

Corte costituzionale, 21 febbraio 2020, n. 31

Edilizia e urbanistica: sono inammissibili, per difetto di motivazione sulla rilevanza, le questioni di costituzionalità sollevate dal Consiglio di Stato sulla legge della Regione Veneto in materia di ampliamento e ricostruzione di edifici esistenti

Sono inammissibili, per difetto di motivazione sulla rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Consiglio di Stato in riferimento all'art. 117, commi secondo, lett. l), e terzo, Cost. - della legge della Regione Veneto (n. 14/2009) in materia di ampliamento e ricostruzione di edifici esistenti.

Corte costituzionale, 21 febbraio 2020, n. 30

Regioni: non è incostituzionale la legge della Basilicata in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 3 Cost. - della legge della Regione Basilicata (n. 43/2018) in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.

Corte costituzionale, 20 febbraio 2020, n. 27

Buoni postali fruttiferi: non è incostituzionale l'art. 173 d.P.R. 156/1973 (variazione del saggio d'interesse)

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Rossano in riferimento agli artt. 3 e 47 Cost. - dell'art. 173 del d.P.R. 29 marzo 1973, n. 156 («Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni»), nella parte in cui consentiva (prima della sua abrogazione, intervenuta nel 1999) di estendere, con decreto ministeriale, le modifiche peggiorative dei tassi d'interesse a una o più serie di buoni postali fruttiferi emesse in epoca anteriore a detto decreto.

Corte costituzionale, 20 febbraio 2020, n. 26

Pubblico impiego: non è incostituzionale la legge della Sicilia che include nella dotazione organica dell'amministrazione regionale il personale addetto alla catalogazione dei beni culturali (ma il transito non può essere automatico)

Non sono fondate, «nei sensi di cui in motivazione», le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, commi secondo, lett. l), e terzo, Cost. - della legge della Regione Siciliana (n. 8/2018) che include nella dotazione organica dell'amministrazione regionale il personale addetto alla catalogazione dei beni culturali.

Corte costituzionale, 20 febbraio 2020, n. 25

Circolazione stradale: è incostituzionale la revoca automatica della patente per chi è sottoposto a misura di sicurezza personale

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 120, comma 2, c.d.s., là dove dispone che il prefetto «provvede», anziché «può provvedere», alla revoca della patente di guida nei confronti di coloro che sono sottoposti a misura di sicurezza personale.

Corte costituzionale, 20 febbraio 2020, n. 24

Processo amministrativo: nel giudizio elettorale, il principio di specificità dei motivi di ricorso opera in forma attenuata

Nel giudizio elettorale, il principio di specificità dei motivi di ricorso subisce un'attenuazione, atteso che - a fronte della peculiare situazione di obiettiva difficoltà in cui versa il soggetto interessato a contestare le operazioni elettorali, il quale dispone di semplici informazioni, pur formalmente dichiarate ed acquisite agli atti del giudizio, ma necessariamente indiziarie - dev'essere garantita l'effettività della tutela giurisdizionale (artt. 24 e 113 Cost.), di talché sono ammissibili anche censure parzialmente generiche oppure viziate da errore sul fatto che ha provocato la determinazione illegittima (dispone verificazione).

Consiglio di Stato, sezione III, 19 febbraio 2020, n. 1249

Espropriazione per pubblica utilità: i chiarimenti dell'Adunanza plenaria sull'ambito applicativo dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 (c.d. acquisizione sanante)

In tema di espropriazione per pubblica utilità: 1) l'art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 («Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità»), si applica a tutte le ipotesi in cui un bene immobile altrui sia utilizzato e modificato dall'Amministrazione per scopi di interesse pubblico, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, e dunque quale che sia la ragione che abbia determinato l'assenza di titolo che legittima alla disponibilità del bene; 2) il giudicato restitutorio (amministrativo o civile), inerente all'obbligo di restituire un'area al proprietario da parte dell'Amministrazione occupante sine titulo, non preclude l'emanazione di un atto di imposizione di una servitù, in esercizio del potere ex art. 42-bis, comma 6, d.P.R. 327/2001, poiché questo presuppone il mantenimento del diritto di proprietà in capo al suo titolare (riforma TAR Marche, sent. n. 520/2018).

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 18 febbraio 2020, n. 5

Responsabilità della P.A.: niente risarcimento del danno da ritardo se questo è dovuto al carattere oscuro e contraddittorio della normativa applicabile

In tema di risarcimento del danno da ritardo ex art. 2-bis della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), il mancato rispetto del termine procedimentale (nel caso di specie, per il rilascio di una concessione demaniale marittima) non è imputabile a colpa dell'Amministrazione allorché sia dipeso dal carattere oggettivamente oscuro e contraddittorio della normativa applicabile (riforma in parte TAR Puglia, Lecce, sez. I, sent. n. 207/2019).

Consiglio di Stato, sezione V, 14 febbraio 2020, n. 1181

Pubblico impiego: sulle procedure di mobilità volontaria decide il giudice ordinario

In tema di pubblico impiego, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le procedure di mobilità volontaria che comportino una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro, configurandosi nella specie un'ipotesi di cessione del contratto (cfr. TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 541/2019, in questa Rivista).

TAR Lombardia, Brescia, sezione I, 11 febbraio 2020, n. 119

Appalti pubblici: la garanzia provvisoria può essere escussa solo nei confronti dell'aggiudicatario

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ai sensi dell'art. 93, comma 6, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), come modificato dal d.lgs. 19 aprile 2017, n. 56 («Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50»), la garanzia fideiussoria (c.d. garanzia provvisoria) può essere escussa soltanto dopo l'aggiudicazione (cfr. TAR Lazio, sez. II-ter, sent. n. 900/2019, in questa Rivista).

TAR Lazio, sezione II-ter, 5 febbraio 2020, n. 1553

Appalti pubblici: è legittima l'esclusione dalla gara telematica dell'impresa la cui offerta economica reca un timestamp diverso da quello indicato nella domanda di partecipazione

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) è legittimo il provvedimento di esclusione dalla gara, svolta con modalità telematica, dell'impresa la cui offerta economica rechi un codice di marcatura temporale (timestamp) diverso da quello precedentemente riportato nella domanda di partecipazione; 2) in sede di presentazione dell'offerta, non è necessaria l'indicazione nominativa dell'impresa subappaltatrice, neanche quando il concorrente non possieda la qualificazione nelle categorie scorporabili; 3) qualora la lex specialis di un appalto concernente il servizio di refezione scolastica preveda, quale requisito di partecipazione alla gara, la mera dichiarazione di impegno a disporre, in caso di aggiudicazione, di un centro di preparazione dei pasti a una certa distanza, dotato delle necessarie attrezzature e autorizzazioni sanitarie per l'espletamento del servizio, deve ritenersi che ai concorrenti non sia richiesto di disporre di tale centro già al momento della presentazione dell'offerta, ma solo di garantirne il possesso in caso di vittoria.

TAR Piemonte, sezione I, 4 febbraio 2020, n. 99

Responsabilità amministrativa: il PM contabile può riaprire l'istruttoria archiviata solo in caso di fatti sopravvenuti oppure di fatti preesistenti dolosamente occultati

Ai sensi dell'art. 70, comma 1, c.g.c., i fascicoli istruttori archiviati possono essere riaperti, con decreto motivato del procuratore regionale, soltanto se, dopo l'emanazione del formale provvedimento di archiviazione, emergono elementi nuovi consistenti in fatti sopravvenuti ovvero in fatti preesistenti dolosamente occultati. Tale disposto recepisce un principio già affermato dalla giurisprudenza contabile, che pacificamente negava la possibilità di riaprire l'istruttoria sulla base di una diversa lettura dei medesimi fatti sui quali si fondava l'archiviazione.

Corte dei conti, sezione III centrale d'appello, 5 febbraio 2020, n. 24

Procedura penale: è illegale la pena cui sia stata applicata la diminuente del "patteggiamento" in mancanza delle condizioni di legge per accedere a tale rito

È illegale la pena cui sia stata applicata la diminuente prevista per il rito speciale ex art. 444 c.p.p. (c.d. patteggiamento), in mancanza delle condizioni richieste dalla legge per accedere a tale rito [nel caso di specie, una delle condizioni stabilite dall'art. 13-bis, comma 2, del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 («Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205»)]; donde l'ammissibilità del ricorso per cassazione proposto ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. (v. anche Cass. pen., sez. III, sent. n. 47287/2019, in questa Rivista).

Corte di cassazione, sezione III penale, 10 luglio 2019, n. 552 (depositata il 10 gennaio 2020)
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