Processo amministrativo: il provvedimento del giudice che rigetta l'istanza del terzo di accedere al fascicolo telematico non è impugnabile

In tema di processo amministrativo: 1) non è impugnabile il provvedimento del giudice che rigetta l'istanza del terzo di accesso al fascicolo telematico; 2) non sussiste un diritto del terzo di accedere al fascicolo processuale (dichiara inammissibile l'appello avverso TAR Sicilia, sez. I, ord. n. 1788/2022).

CGA Regione Siciliana, 22 settembre 2022, n. 963

Edilizia e urbanistica: sull'ordine di demolizione di un'opera abusiva decide il giudice amministrativo, anche quando è controversa la demanialità del terreno

Spetta al giudice amministrativo conoscere della legittimità dell'ordine di demolizione di un'opera edilizia abusiva, pur qualora la decisione presupponga l'accertamento della demanialità del terreno su cui il manufatto insiste, potendo tale accertamento essere effettuato in via incidentale dal medesimo giudice amministrativo ai sensi dell'art. 8, comma 1, c.p.a. (annulla con rinvio, ex art. 105 c.p.a., TAR Calabria, sez. II, sent. n. 1766/2021). ► V. anche CdS, sez. VII, sent. n. 2905/2022, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VII, 23 settembre 2022, n. 8225

Appalti pubblici: il Consiglio di Stato ribadisce la differenza tra migliorie e varianti

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, allorquando si applichi il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, occorre distinguere tra migliorie e varianti: le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara e oggetto di valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall'Amministrazione; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante la preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l'individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l'opera proposta dal concorrente costituisce un aliud, purtuttavia consentito, rispetto a quella prefigurata dall'Amministrazione (riforma TAR Campania, sez. III, sent. n. 5660/2021). ► V. anche CdS, sez. V, sentt. nn. 4754/2021 e 6793/2019, entrambe in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione V, 21 settembre 2022, n. 8123

Processo amministrativo: inammissibile l'appello che si limita a riproporre gli argomenti dedotti in primo grado, senza muovere specifiche censure contro la sentenza gravata

Ai sensi dell'art. 101, comma 1, c.p.a., è inammissibile il ricorso in appello che si limiti a riproporre gli argomenti dedotti nel giudizio di primo grado, senza muovere «specifiche censure contro i capi della sentenza gravata» (dichiara in parte improcedibile e in parte inammissibile l'appello avverso TAR Lazio, sez. III, sent. n. 14415/2019). ► V. anche CdS, sez. III, sent. n. 961/2016, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VII, 19 settembre 2022, n. 8069

Edilizia e urbanistica: per l'impugnazione di un titolo autorizzatorio non basta la sola vicinitas, ma deve sussistere anche l'interesse al ricorso

In tema di edilizia e urbanistica, nel caso di impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio, è necessario che il giudice accerti, anche d'ufficio, sia la legittimazione sia l'interesse al ricorso (in quanto condizioni dell'azione distinte e autonome), non potendo il criterio della vicinitas, quale elemento di individuazione della legittimazione, valere da solo e in automatico a dimostrare la sussistenza dell'interesse al ricorso, che va inteso come specifico pregiudizio derivante dall'atto impugnato. ► V. anche CdS, ad. plen., sent. n. 22/2021, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione IV, 15 settembre 2022, n. 7987

Espropriazione per pubblica utilità: se il privato richiede l'adozione di un provvedimento di acquisizione sanante, la P.A. deve riscontrare l'istanza

In tema di espropriazione per pubblica utilità, qualora il privato solleciti l'adozione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. (Testo A)»], l'Amministrazione è tenuta a riscontrare l'istanza, accogliendola o respingendola. ► V. anche CdS, sez. IV, sent. n. 4903/2021, in questa Rivista.

TAR Campania, sezione VII, 26 settembre 2022, n. 5933

Appalti pubblici: il subentro nel contratto a favore del ricorrente vittorioso in giudizio (art. 122 c.p.a.) può essere disposto per l'intera esecuzione della commessa

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ai sensi dell'art. 122 c.p.a., il subentro nel contratto, a favore del ricorrente vittorioso in giudizio, può essere disposto per l'intera esecuzione della prestazione oggetto dell'appalto, e non solo per la parte che ne residua.

TAR Lazio, sezione III-quater, 20 settembre 2022, n. 11949

Ambiente: l'ordine di rimozione di rifiuti abbandonati dev'essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento

L'ordinanza di rimozione di rifiuti abbandonati, adottata dal sindaco ai sensi dell'art. 192, comma 3, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 («Norme in materia ambientale»), dev'essere preceduta dall'invio, ai soggetti interessati, della comunicazione di avvio del procedimento. ► V. anche TAR Lazio, sez. I stralcio, sent. n. 9258/2020, in questa Rivista.

TAR Campania, sezione V, 19 settembre 2022, n. 5818

Appalti pubblici: in caso di contrasto fra le disposizioni del bando di gara e quelle del capitolato speciale, prevalgono le prime

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, nell'ipotesi di contrasto fra le disposizioni del bando di gara e quelle del capitolato speciale, prevalgono le prime. ► V. anche TAR Lazio, sez. III, sent. n. 10429/2022, e TAR Calabria, sez. I, sent. n. 504/2020, entrambe in questa Rivista.

TAR Puglia, Lecce, sezione II, 15 settembre 2022, n. 1407

Procedura penale: la richiesta del difensore di rinvio dell'udienza per contemporaneo impegno professionale in altro processo deve essere tempestiva e motivata

Il contemporaneo impegno professionale del difensore in altro procedimento costituisce legittimo impedimento ex art. 420-ter, comma 5, c.p.p. solo quando il difensore stesso: a) prospetti l'impedimento non appena conosciuta la coincidenza dei diversi impegni; b) indichi specificamente le ragioni che rendono essenziale l'espletamento della sua funzione nel diverso processo; c) rappresenti l'assenza in quest'ultimo di altro co-difensore che possa validamente difendere l'imputato; d) rappresenti l'impossibilità di avvalersi di un sostituto, ai sensi dell'art. 102 c.p.p., sia nel processo a cui intende partecipare sia in quello di cui chiede il rinvio. Soltanto dopo aver verificato la sussistenza di tali condizioni, il giudice deve accertare l'eventuale carattere dilatorio della richiesta, valutando nel merito l'urgenza del procedimento concomitante, tenuto conto dell'obbligo di diligenza che impone al difensore di dare preferenza alla posizione processuale che risulterebbe maggiormente pregiudicata dalla mancata trattazione del giudizio.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 21 giugno 2022, n. 28979 (dep. 21 luglio 2022)

Giurisdizione: sul risarcimento del danno patito dal proprietario di un terreno a causa della cattiva esecuzione di un'opera pubblica decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il risarcimento del danno patito dal proprietario di un terreno a causa della cattiva esecuzione di un'opera pubblica, venendo in rilievo, nella specie, non già scelte autoritative dell'Amministrazione, bensì condotte colpose di questa nella fase di progettazione e realizzazione dell'opera, riconducibili all'inosservanza di regole tecniche e di canoni di diligenza e prudenza, integranti il dovere generale di neminem laedere.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 22 settembre 2022, n. 27748

Vendita di beni di consumo: se il difetto di conformità si manifesta dopo sei mesi dalla consegna, spetta all'acquirente dimostrare che il vizio esisteva già al momento della consegna stessa o era stato occultato dal venditore

In materia di vendita di beni destinati al consumo, qualora il difetto di conformità si manifesti oltre il termine di sei mesi dalla consegna, previsto dall'art. 132, comma 3, del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 («Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229»), spetta all'acquirente dimostrare, con gli ordinari mezzi di prova, che il vizio esisteva già al momento della consegna o che esso era stato occultato dal venditore. Di conseguenza, ove sia accertato che, al momento della consegna, il bene era regolarmente funzionante, la responsabilità del venditore in tanto sussiste in quanto sia dimostrato l'occultamento di un vizio.

Corte di cassazione, sezione II civile, 15 settembre 2022, n. 27177

Trasporto aereo: le autorità nazionali responsabili dell'applicazione del regolamento (CE) 261/2004 possono essere autorizzate a imporre a un vettore il pagamento della compensazione pecuniaria (art. 7) in favore del passeggero che ha presentato reclamo

L'art. 16 del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, dev'essere interpretato nel senso che gli Stati membri hanno la facoltà di autorizzare l'organismo nazionale responsabile dell'applicazione di tale regolamento a imporre a un vettore aereo la corresponsione della compensazione pecuniaria, ai sensi dell'art. 7 di detto regolamento, dovuta ai passeggeri in forza del medesimo regolamento, qualora tale organismo nazionale sia stato investito di un reclamo individuale di un passeggero, purché sussista per tale passeggero e per detto vettore aereo la possibilità di un ricorso giurisdizionale.

Corte di giustizia UE, terza sezione, 29 settembre 2022

Accesso ai documenti amministrativi: l'istituto dell'accesso civico (d.lgs. 33/2013) non si applica alle società a partecipazione pubblica quotate (come la RAI)

In tema di accesso ai documenti amministrativi: 1) qualora l'Amministrazione destinataria dell'istanza ostensiva affermi, sotto la propria responsabilità, l'inesistenza dei documenti richiesti, in quanto mai formati (per qualsivoglia ragione), il giudice non può che prenderne atto e rigettare l'istanza, salvo che la predetta affermazione risulti smentita dagli atti di causa; 2) nell'ipotesi di accesso difensivo, l'istante ha l'onere di specificare, suffragandole in modo adeguato, le finalità perseguite, nonché di provare sia la necessità (o, per i dati sensibili e giudiziari, la stretta indispensabilità) di quanto richiesto sia la corrispondenza e il collegamento tra la situazione che assume protetta e il documento di cui invoca la conoscenza; 3) l'istituto dell'accesso civico, disciplinato dal d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 («Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni»), non si applica alle società a partecipazione pubblica quotate, giusta l'art. 2, comma 1, lett. p), del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175 («Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica»), qual è la RAI - Radiotelevisione italiana s.p.a. (riforma TAR Lazio, sez. III, sent. n. 13498/2021).

Consiglio di Stato, sezione VI, 12 settembre 2022, n. 7896

Appalti pubblici: niente rotazione se le prestazioni oggetto degli affidamenti sono diverse

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti ex art. 36 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), non si applica quando la selezione è aperta a tutti gli operatori economici, pur non invitati, che richiedano di parteciparvi, nonché quando sussiste diversità fra le prestazioni oggetto degli affidamenti (conferma TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 1004/2021). ► V. anche, in questa Rivista, fra le altre: CdS, sez. V, sentt. nn. 7462, 6168 e 2182/2020, 3943 e 3831/2019 e 5854/2017; sez. VI, sent. n. 4125/2017; TAR Abruzzo, sent. n. 132/2020; TAR Campania, sez. II, sent. n. 1425/2022; TAR Lazio, sez. II, sent. n. 7062/2019; TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 1205/2022; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentt. nn. 304/2022 e 993/2019; TAR Marche, sent. n. 187/2020; TAR Sardegna, sez. II, sent. n. 8/2020; TAR Sicilia, Catania, sez. II, sent. n. 1130/2022; TAR Veneto, sez. I, sentt. nn. 389/2021 e 1021/2019.

Consiglio di Stato, sezione V, 7 settembre 2022, n. 7794

Processo amministrativo: inammissibile il ricorso elettorale che non indica la natura dei vizi denunciati, il numero delle schede contestate e le sezioni in cui si sono verificate le irregolarità

Affinché sia ammissibile, il ricorso in materia elettorale deve indicare, con riferimento a circostanze concrete, la natura dei vizi denunciati, il numero delle schede contestate e le sezioni in cui si sono verificate le dedotte irregolarità, non potendo tale impugnativa consistere in una generica richiesta di riesame, dinanzi al giudice amministrativo, delle operazioni di scrutinio (conferma TAR Campania, sez. II, sent. n. 2134/2022). ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. III, sent. n. 1249/2020; CGA Regione Siciliana, sent. n. 380/2020; TAR Lazio, sez. II-bis, sent. n. 1470/2022.

Consiglio di Stato, sezione II, 2 settembre 2022, n. 7664

Processo amministrativo: va annullata con rinvio la sentenza di primo grado emessa dopo l'interruzione automatica del processo per fallimento della parte

Va annullata con rinvio, per violazione del diritto di difesa, la sentenza di primo grado che sia stata emessa dopo l'interruzione automatica del processo determinata dall'apertura del fallimento della parte (art. 43, comma 3, l. fall.) (annulla con rinvio, ex art. 105, comma 1, c.p.a., TAR Campania, sez. II, sent. n. 3947/2018). ► V. anche Cass. civ., sez. un., sent. n. 12154/2021, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VI, 29 agosto 2022, n. 7524

Accesso ai documenti amministrativi: il contribuente ha diritto di ottenere copia della cartella di pagamento, e se questa non è disponibile il concessionario della riscossione deve spiegarne le ragioni

In tema di accesso ai documenti amministrativi: 1) ai sensi dell'art. 26, comma 5, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 («Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito»), il concessionario della riscossione è tenuto a conservare, per cinque anni, copia della cartella di pagamento; 2) qualora il contribuente richieda, entro detto termine, copia della cartella di pagamento e questa non sia concretamente disponibile, il concessionario deve attestarlo spiegandone le ragioni. ► V. anche CdS, ad. plen., sent. n. 4/2022, e TAR Abruzzo, sent. n. 689/2015, entrambe in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione IV, 24 agosto 2022, n. 7437

Appalti pubblici: la commissione di gara può richiedere ai concorrenti di fornire chiarimenti e precisazioni sul contenuto delle offerte

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la commissione di gara può, allorché lo ritenga necessario, richiedere ai concorrenti di fornire chiarimenti e precisazioni circa il contenuto delle offerte tecniche ed economiche presentate (c.d. soccorso procedimentale), fermo restando il divieto di modifica o integrazione delle stesse (riforma TAR Abruzzo, Pescara, sent. n. 149/2021).

Consiglio di Stato, sezione V, 22 agosto 2022, n. 7353

Edilizia e urbanistica: il rilascio del permesso di costruire in sanatoria richiede la "doppia conformità" del manufatto abusivo

In tema di edilizia e urbanistica, ai sensi dell'art. 36, comma 1, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], il rilascio del permesso di costruire in sanatoria presuppone l'esistenza della c.d. doppia conformità del manufatto abusivo, e cioè che «l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda»; onde non può trovare applicazione l'istituto della "sanatoria giurisprudenziale" (conferma TAR Abruzzo, sent. n. 285/2021). ► V. anche CdS, sez. VI, sent. n. 3437/2022, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VI, 19 agosto 2022, n. 7291

L. Alibrandi (cur.)

Codice penale

La Tribuna, 2022

V. Tenore (cur.)

La nuova Corte dei conti

Giuffrè, 2022

G. De Luca

Manuale di diritto tributario

Simone, 2022