Appalti pubblici: l'operatore economico che si è limitato a prestare garanzia provvisoria in favore di un concorrente non può impugnarne l'esclusione dalla gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'operatore economico che si sia limitato a prestare garanzia provvisoria ex art. 106 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), in favore di un concorrente non è legittimato a impugnarne l'esclusione dalla gara (con conseguente escussione di detta garanzia), non essendo titolare di una posizione giuridica differenziata nei confronti della stazione appaltante.

Consiglio di Stato, sezione IV, 20 febbraio 2026, n. 1379

Appalti pubblici: sulla revisione dei prezzi rimessa alla discrezionalità della P.A. committente decide il giudice amministrativo

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. e), n. 2), c.p.a., appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative alla clausola di revisione del prezzo nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, ove il contenuto della clausola implichi l'esistenza di una posizione di potere in capo all'Amministrazione committente, attribuendo a quest'ultima un margine di valutazione discrezionale circa l'an e/o il quantum della revisione stessa. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sent. n. 4336/2024; TAR Campania, sez. V, sent. n. 5934/2021; TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 1697/2023; TAR Puglia, sez. I, sent. n. 1155/2022; TAR Umbria, sent. n. 158/2023.

Consiglio di Stato, sezione V, 19 febbraio 2026, n. 1321

Responsabilità amministrativa: l'art. 51, comma 7, c.g.c. consente l'azione per danno all'immagine anche per delitti diversi da quelli «previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale», cui fa rinvio l'abrogato art. 7 l. 97/2001

L'art. 51, comma 7, c.g.c. dev'essere interpretato nel senso di consentire la proponibilità dell'azione di responsabilità amministrativa per danno all'immagine per i delitti - anche diversi da quelli «previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale», ai quali fa rinvio l'abrogato art. 7 della l. 27 marzo 2001, n. 97 («Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche») - da cui derivi come conseguenza un danno all'immagine dei soggetti di cui al medesimo art. 51, comma 7. ● V. anche, in questa Rivista: Corte cost., sent. n. 123/2023; Corte dei conti, sez. II centr. app., sent. n. 131/2025; s.g. Liguria, sent. n. 3/2026; s.g. Lombardia, sentt. nn. 101 e 67/2023; s.g. Piemonte, sent. n. 23/2026; s.g. Sardegna, sent. n. 4/2026.

Corte dei conti, sezioni riunite in s.g., 3 marzo 2026, n. 3

Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale l'art. 1, comma 417, l. 147/2013, là dove impone alla Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri liberi professionisti un trasferimento annuale di risorse forfettarie a favore dello Stato

È incostituzionale - per violazione degli artt. 3, primo comma, 38, secondo comma, e 97, secondo comma, Cost. - l'art. 1, comma 417, della l. 27 dicembre 2013, n. 147 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)»], là dove prevede, a decorrere dall'anno 2014, un riversamento forfettario annuale a favore del bilancio dello Stato da parte della Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri liberi professionisti, quale mezzo alternativo di adempimento alla normativa in materia di contenimento della spesa pubblica, ferme restando le disposizioni vigenti che recano vincoli in materia di spese di personale.

Corte costituzionale, 13 marzo 2026, n. 29

Giurisdizione: sul conferimento dell'incarico di direttore di struttura sanitaria complessa decide il giudice ordinario (e pure quello amministrativo può disporre il rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c. su questioni attinenti alla giurisdizione)

Anche in base alla disciplina dettata dal comma 7-bis dell'art. 15 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 («Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421»), come modificato dall'art. 20 della l. 5 agosto 2022, n. 118 («Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021»), l'incarico di direzione di struttura sanitaria complessa non è conferito tramite un pubblico concorso, con la conseguenza che, ai fini del riparto di giurisdizione sulle relative controversie, non trova applicazione il comma 4 dell'art. 63 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 («Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche») (sentenza pronunciata a seguito di rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c. disposto dal TAR Liguria). ● V. anche, in questa Rivista: TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 579/2024; TAR Liguria, sez. I, sent. n. 824/2022; TAR Lombardia, sez. V, sent. n. 887/2024; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 426/2022.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 20 febbraio 2026, n. 3868

Procedura civile: la domanda non riproposta in sede di precisazione delle conclusioni non si può ritenere per ciò solo rinunciata

In tema di procedura civile, la mancata riproposizione, in sede di precisazione delle conclusioni, di una domanda in precedenza formulata non autorizza alcuna presunzione di rinuncia in capo a colui che ebbe originariamente a presentarla, essendo a tal fine necessario che dalla valutazione complessiva della condotta processuale della parte possa desumersi inequivocabilmente il venir meno del suo interesse a coltivare siffatta domanda.

Corte di cassazione, sezione II civile, 19 febbraio 2026, n. 3757

Scuola: la normativa italiana sulla mobilità intraprovinciale ed interprovinciale dei docenti disabili non contrasta col diritto UE

La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 5 della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, dev'essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale che prevede un sistema di mobilità professionale e territoriale che accorda una precedenza in materia di mobilità a taluni docenti disabili, facendo prevalere le operazioni di mobilità intraprovinciale sulle operazioni di mobilità interprovinciale, dal momento che tale sistema, non tenendo conto delle esigenze proprie delle persone disabili in situazioni concrete, non rientra nella nozione di «soluzioni ragionevoli», ai sensi di tale disposizione; 2) l'art. 2, § 2, lett. b), della direttiva 2000/78 dev'essere interpretato nel senso che un sistema nazionale di mobilità professionale e territoriale che accorda una precedenza in materia di mobilità a taluni docenti disabili rispetto ai docenti che non sono disabili, facendo al contempo prevalere le operazioni di mobilità intraprovinciale sulle operazioni di mobilità interprovinciale, non costituisce una discriminazione indiretta, ai sensi di tale disposizione, a danno dei docenti che hanno chiesto un trasferimento interprovinciale (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di cassazione).

Corte di giustizia UE, decima sezione, 12 marzo 2026

Fisco: la normativa italiana che nega il rimborso dell'IVA ad un soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE per un malfunzionamento tecnico nella trasmissione elettronica della relativa richiesta contrasta col diritto dell'Unione

Gli artt. 170 e 171, § 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, come modificata dalla direttiva 2008 agosto CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, letti in combinato disposto con gli artt. 15, § 1, seconda frase, 20, § 1, e 23, § 2, della direttiva 2008 settembre CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che definisce le modalità di rimborso dell'imposta sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE, a favore dei soggetti passivi che non sono stabiliti nello Stato membro del rimborso, ma in un altro Stato membro, nonché con i principi di neutralità dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), di proporzionalità e di buona amministrazione, devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa nazionale, come interpretata da una decisione giurisdizionale definitiva, secondo la quale un soggetto passivo stabilito in uno Stato membro diverso da quello di rimborso dell'IVA è privato tanto del diritto al rimborso dell'IVA quanto del diritto di accesso al giudice per contestare l'inerzia dell'amministrazione tributaria dello Stato membro di rimborso, investita della richiesta di rimborso dell'IVA di detto soggetto passivo, a motivo del fatto che tale richiesta non può ritenersi presentata a causa di un malfunzionamento tecnico verificatosi al momento della sua trasmissione elettronica (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Pescara).

Corte di giustizia UE, nona sezione, 12 marzo 2026

Immigrazione: la P.A. deve pronunciarsi sull'istanza di rilascio o aggiornamento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo entro novanta giorni

In tema di immigrazione, ai sensi dell'art. 9, comma 2, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), l'Amministrazione è tenuta a pronunciarsi, con provvedimento espresso, sull'istanza di rilascio o aggiornamento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo entro novanta giorni dalla stessa; a fronte di tale obbligo, l'eventuale silenzio-inadempimento è impugnabile con ricorso ex artt. 31 e 117 c.p.a.

TAR Toscana, sezione II, 26 febbraio 2026, n. 413

Enti locali: illegittima, per violazione del principio di proporzionalità, l'ordinanza sindacale che vieta di introdurre cani nelle aree giochi e fitness dei parchi e delle aree pubbliche attrezzate del Comune

È illegittima, per violazione del principio di proporzionalità, l'ordinanza sindacale che, a tutela del decoro, dell'igiene pubblica e della sicurezza dei cittadini, pone il divieto assoluto di introdurre cani all'interno delle aree giochi e fitness dei parchi e delle aree pubbliche attrezzate del Comune.

TAR Lazio, sezione II-bis, 25 febbraio 2026, n. 3487

Edilizia e urbanistica: nel procedimento di approvazione del piano esecutivo convenzionato (PEC) va garantita la partecipazione di tutti i proprietari interessati

In tema di edilizia e urbanistica, nel procedimento di approvazione del piano esecutivo convenzionato (PEC) dev'essere garantita la partecipazione, e acquisito il consenso, di tutti i proprietari interessati.

TAR Piemonte, sezione II, 24 febbraio 2026, n. 381

Concorsi pubblici: illegittima la clausola del bando che esclude dal concorso il candidato assente alla prova orale, anche se per cause di forza maggiore

In tema di concorsi pubblici, è illegittima la clausola del bando nella quale si preveda l'esclusione dalla procedura selettiva del candidato non presentatosi alla prova orale, pur qualora l'assenza sia dovuta a cause di forza maggiore.

TAR Lazio, sezione IV-ter, 23 febbraio 2026, n. 3388

Procedura penale: sono incostituzionali gli artt. 34, comma 1, e 623, comma 1, lett. a), c.p.p., là dove non prevedono che non può partecipare al giudizio di rinvio il giudice dell'esecuzione che si è pronunciato sulla sussistenza del bis in idem

Sono incostituzionali - per violazione degli artt. 3, primo comma, e 111, secondo comma, Cost. - gli artt. 34, comma 1, e 623, comma 1, lett. a), c.p.p., là dove non prevedono che, dopo l'annullamento da parte della Corte di cassazione, non possa partecipare al giudizio di rinvio il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare ordinanza di accoglimento o di rigetto della richiesta di revoca (anche parziale) in sede esecutiva di sentenze irrevocabili di condanna emesse contro la stessa persona per il medesimo fatto, ai sensi dell'art. 669 c.p.p.

Corte costituzionale, 10 marzo 2026, n. 27

Giurisdizione: sulle delibere delle commissioni arbitrali regionali (organismi previsti negli accordi sindacali dell'Amministrazione penitenziaria) decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le delibere assunte dalle commissioni arbitrali regionali (organismi previsti negli accordi sindacali dell'Amministrazione penitenziaria), queste non essendo «pubbliche amministrazioni» ai sensi dell'art. 7, commi 1 e 2, c.p.a.

Consiglio di Stato, sezione VI, 18 febbraio 2026, n. 1310

Edilizia e urbanistica: l'omessa o imprecisa indicazione del bene abusivo che sarà acquisito al patrimonio comunale ex art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 non comporta l'illegittimità dell'ordine a demolire

In tema di edilizia e urbanistica: 1) l'omessa o imprecisa indicazione del bene che sarà acquisito al patrimonio comunale ex art. 31, comma 3, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], non determina l'illegittimità dell'ordinanza di demolizione, costituendo detta indicazione requisito necessario ai fini dell'acquisizione, che costituisce distinta misura sanzionatoria; 2) l'ordinanza di demolizione e il provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento di cui all'art. 7 l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), in quanto atti vincolati; 3) il provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale riveste natura meramente dichiarativa, formalizzando un effetto già prodottosi ex lege al decorso del termine di novanta giorni dall'ingiunzione a demolire. ● V. anche, in questa Rivista, ex plurimis: CdS, ad. plen., sent. n. 16/2023; sez. IV, sent. n. 3330/2020; sez. VI, sentt. nn. 5286/2024, 9213/2023, 5901/2021 e 4888/2020; CGARS, sentt. nn. 709/2025, 530/2025 e 372/2024; TAR Campania, sez. II, sent. n. 214/2025, e sez. VIII, sent. n. 6223/2025; TAR Lombardia, sez. II, sent. n. 112/2024 ; TAR Toscana, sez. III, sent. n. 464/2025.

Consiglio di Stato, sezione III, 17 febbraio 2026, n. 1260

Accesso ai documenti amministrativi: chi ha subito un'ispezione o un controllo a seguito di denunce, esposti o segnalazioni ha diritto di accedervi (ma l'autore che rischia ritorsioni deve restare anonimo)

In tema di accesso ai documenti amministrativi, il soggetto che abbia subito un'ispezione o un controllo a seguito di denunce, esposti o segnalazioni ha un interesse qualificato a ottenerne l'ostensione, dovendosi oscurare le sole parti che consentono di identificare l'autore, ove questi corra il rischio di subire condotte ritorsive. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, ad. plen., sentt. nn. 4/2021 e 19/2020; sez. IV, sentt. nn. 8651/2024, 1450/2022 e 3128/2018; TAR Toscana, sez. I, sent. n. 898/2017.

Consiglio di Stato, sezione VI, 16 febbraio 2026, n. 1199

Sanità: non è incostituzionale la normativa della Sicilia in materia di tariffe per prestazioni di specialistica ambulatoriale (l.r. 26/2025)

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost. («coordinamento della finanza pubblica») - della normativa della Regione siciliana (l. 26/2025) che fissa tariffe per prestazioni di specialistica ambulatoriale superiori a quelle massime nazionali.

Corte costituzionale, 9 marzo 2026, n. 26

Spese di giustizia: la parte soccombente deve sempre rifondere il contributo unificato

Ai sensi dell'art. 13, comma 6-bis.1, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)»], la parte soccombente è tenuta, anche se non costituitasi in giudizio, a rimborsare quella vittoriosa dell'importo del contributo unificato da questa corrisposto, pur qualora il giudice non l'abbia espressamente statuito (trattandosi di obbligazione ex lege) o abbia compensato le spese di lite. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. III, sent. n. 2525/2023; sez. V, sentt. nn. 6550/2024 e 4821/2023; sez. VI, sent. n. 1720/2021.

CGA Regione Siciliana, 3 marzo 2026, n. 140

Elezioni: nelle liste e nelle tessere elettorali, il cognome della donna coniugata non deve essere accompagnato da quello del marito

In attuazione del postulato di uguaglianza e di non discriminazione, immanente al nostro ordinamento giuridico ex artt. 3 Cost., 21 CDFUE e 14 CEDU, sia nelle liste sia nelle tessere elettorali le donne coniugate sono identificate senza l'indicazione del cognome del marito.

Corte di cassazione, sezione I civile, 17 febbraio 2026, n. 3534

Comunicazioni elettroniche: la normativa italiana sul calcolo dei contributi per l'uso delle frequenze televisive digitali non contrasta col diritto UE

L'art. 13 della direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni), come modificata dalla direttiva 2009/140/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, in combinato disposto con l'art. 8 della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro), come modificata dalla direttiva 2009/140, nonché il principio di proporzionalità, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale che impone un criterio di calcolo dei contributi per i diritti d'uso delle frequenze televisive in tecnica digitale, determinato in funzione di un importo prestabilito di gettito annuale che deve derivare da tali contributi e, pertanto, in funzione di obiettivi generali di finanza pubblica, purché detto importo non sia superiore al valore dei diritti d'uso di tali frequenze (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal TAR Lazio).

Corte di giustizia UE, ottava sezione, 5 marzo 2026