Mandato d'arresto europeo: lo Stato di emissione deve specificare le fonti di prova su cui si fonda la richiesta

In tema di mandato d'arresto europeo processuale, ove nella documentazione trasmessa dallo Stato di emissione (anche a seguito di domanda dell'autorità giudiziaria italiana) manchino indicazioni sulle specifiche fonti di prova relative all'attività criminosa e al coinvolgimento della persona richiesta, la consegna di quest'ultima dev'essere rifiutata.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 11 febbraio 2020, n. 5929 (dep. 14 febbraio 2020)

Processo penale: nel giudizio abbreviato condizionato, la modifica dell'imputazione è possibile solo per i fatti che emergono dagli esiti istruttori

Nel corso del giudizio abbreviato condizionato ad integrazione probatoria a norma dell'art. 438, comma 5, c.p.p. o nel quale l'integrazione sia stata disposta a norma dell'art. 441, comma 5, c.p.p., è possibile la modifica dell'imputazione solo per i fatti emergenti dagli esiti istruttori ed entro i limiti previsti dall'art. 423 c.p.p.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 18 aprile 2019, n. 5788 (dep. 13 febbraio 2020)

Reati tributari: in regime di consolidato fiscale, la società consolidante risponde dell'omesso versamento dell'IVA di gruppo anche se non ha ricevuto le relative somme dalle società controllate

In tema di omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto [art. 10-ter del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 («Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205»)], in regime di consolidato fiscale, la società consolidante (ossia quella che detiene la maggioranza dei diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria di una società per azioni o una partecipazione agli utili superiore al 50%) risponde dell'omesso versamento dell'IVA di gruppo anche qualora non abbia ricevuto le relative somme dalle società controllate, non potendo l'indisponibilità di dette somme ascriversi a fattori estranei alla sfera di dominio della controllante o da essa non governabili.

Corte di cassazione, sezione III penale, 16 ottobre 2019, n. 5513 (dep. 12 febbraio 2020)

Processo penale: i chiarimenti degli Ermellini sulla liquidazione delle spese processuali sostenute nel giudizio di legittimità dalla parte civile ammessa al patrocinio a carico dello Stato

Nel giudizio di legittimità, spetta alla Corte di cassazione provvedere, ex art. 541 c.p.p., alla condanna generica dell'imputato ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato; spetta, invece, al giudice del rinvio o a quello che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato la liquidazione di tali spese mediante l'emissione del decreto di pagamento ai sensi degli artt. 82 e 83 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)»].

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 26 settembre 2019, n. 5464 (dep. 12 febbraio 2020)

Tutela dei consumatori: il contratto di credito deve riportare in modo chiaro e conciso le modalità di calcolo del termine di recesso

L'art. 10, § 2, lett. p), della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE del Consiglio, dev'essere interpretato nel senso che: a) le modalità di calcolo del periodo di recesso, previste dall'art. 14, § 1, secondo comma, della direttiva stessa, ricadono nelle informazioni che devono figurare, in modo chiaro e conciso, in un contratto di credito, in applicazione della disposizione medesima; b) esso osta a che un contratto di credito, per quanto attiene alle informazioni di cui all'art. 10 di tale direttiva, rinvii a una disposizione nazionale facente a sua volta rinvio ad altre disposizioni della normativa dello Stato membro in questione.

Corte di giustizia UE, sesta sezione, 26 marzo 2020

Trasporto aereo: in caso di ritardo prolungato del volo, il passeggero che ha prenotato tramite agenzia può agire nei confronti del vettore, dinanzi al giudice del luogo di partenza del volo stesso, per ottenere una compensazione pecuniaria

La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) il regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, dev'essere interpretato nel senso che un passeggero di un volo ritardato di tre o più ore può proporre un ricorso per il riconoscimento di una compensazione pecuniaria ai sensi degli artt. 6 e 7 di tale regolamento nei confronti del vettore aereo operativo, anche se tale passeggero e tale vettore aereo non hanno stipulato tra loro alcun contratto e il volo di cui trattasi fa parte di un viaggio «tutto compreso» che rientra nell'ambito di applicazione della direttiva 90/314/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1990, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso»; 2) l'art. 5, punto 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dev'essere interpretato nel senso che un ricorso per il riconoscimento di una compensazione pecuniaria, proposto in forza del regolamento n. 261/2004 da un passeggero nei confronti del vettore aereo operativo rientra nella nozione di «materia contrattuale», ai sensi di tale disposizione, anche se tra dette parti non è stato concluso alcun contratto e il volo operato da tale vettore aereo era previsto da un contratto di viaggio «tutto compreso», inclusivo anche di alloggio, stipulato con un terzo; 3) gli artt. da 15 a 17 del regolamento n. 44/2001 devono essere interpretati nel senso che un ricorso per il riconoscimento di una compensazione pecuniaria proposto da un passeggero nei confronti del vettore aereo operativo, con il quale tale passeggero non ha concluso alcun contratto, non rientra nell'ambito di applicazione dei citati articoli relativi alla competenza speciale in materia di contratti conclusi dai consumatori.

Corte di giustizia UE, prima sezione, 26 marzo 2020

Processo civile: non è incostituzionale l'art. 354 c.p.c. là dove non include tra le ipotesi di rimessione della causa al primo giudice quella della pretermissione dell'istanza del convenuto-opponente di chiamata di un terzo in garanzia

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Corte d'appello di Milano in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6 CEDU - dell'art. 354 c.p.c., in tema di rimessione della causa al giudice di primo grado (è la prima sentenza redatta dal giudice Stefano Petitti).

Corte costituzionale, 26 marzo 2020, n. 58

Antimafia: non è incostituzionale la disciplina dell'informazione interdittiva

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Palermo in riferimento agli artt. 3 e 41 Cost. - degli artt. 89-bis e 92, commi 3 e 4, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 («Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136»), in materia di informazione antimafia interdittiva.

Corte costituzionale, 26 marzo 2020, n. 57

Trasporto pubblico: è incostituzionale l'obbligo di iniziare e terminare ogni singolo servizio di NCC alla rimessa

È incostituzionale - per difetto di adeguatezza e proporzionalità, in relazione all'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost. («tutela della concorrenza») - l'art. 10-bis, commi 1, lett. e) ed f), e 9, del d.l. 14 dicembre 2018, n. 135 («Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione»), convertito, con modificazioni, nella l. 11 febbraio 2019, n. 12, in materia di servizio di noleggio con conducente (NCC).

Corte costituzionale, 26 marzo 2020, n. 56

Contributi previdenziali: la scadenza del termine perentorio per proporre opposizione alla cartella di pagamento non muta il termine di prescrizione da breve a ordinario

In tema di crediti degli enti previdenziali, la scadenza del termine - pacificamente perentorio - per proporre opposizione a cartella di pagamento ex art. 24, comma 5, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 («Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, a norma dell'articolo 1 della legge 28 settembre 1998, n. 337»), produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo, senza determinare anche la c.d. conversione del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2933 c.c. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l'avviso di addebito dell'INPS, che dal 1° gennaio 2011 ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale dell'Istituto.

Corte di cassazione, sezione VI civile, 20 febbraio 2020, n. 4313

Appalti pubblici: nelle procedure "sotto soglia" va rispettato il principio di rotazione

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici d'importo inferiore alla soglia comunitaria, il principio di rotazione ex art. 36 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), mira ad evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente, onde l'invito a quest'ultimo, nelle selezioni di tipo ristretto o negoziato, riveste carattere eccezionale e dev'essere motivato dalla stazione appaltante, con particolare riguardo al numero (eventualmente) ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero al peculiare oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento (v. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 3943/2019, 3831/2019 e 5854/2017, e sez. VI, sent. n. 4125/2017; TAR Lazio, sez. I, sentt. nn. 10016/2018 e 9268/2018, e sez. II, sent. n. 7062/2019).

TAR Marche, 13 marzo 2020, n. 187

Accesso ai documenti amministrativi: gli elenchi di dati sono accessibili soltanto se redatti autonomamente dalla P.A. prima della presentazione dell'istanza ostensiva

In tema di accesso ai documenti amministrativi ex artt. 22 e ss. della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), gli elenchi di dati sono accessibili soltanto se l'Amministrazione li abbia redatti autonomamente in epoca anteriore alla presentazione dell'istanza ostensiva, e non anche quando si renda necessaria la formazione di atti o documenti nuovi.

TAR Abruzzo, Pescara, 12 marzo 2020, n. 95

Enti locali: l'art. 10 delle preleggi si applica anche ai regolamenti degli enti locali

In tema di potestà regolamentare degli enti locali, ove lo statuto dell'ente nulla preveda al riguardo, occorre distinguere fra la pubblicazione della delibera di approvazione del regolamento e il perfezionamento dello stesso: la prima è disciplinata dagli artt. 124 e 134 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 («Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»), mentre il secondo soggiace all'art. 10 delle disposizioni preliminari al codice civile («Le leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto»).

TAR Lazio, sezione II-ter, 11 marzo 2020, n. 3179

Finanziamenti pubblici: sul diniego di proroga del contributo decide il giudice ordinario

In materia di controversie riguardanti la concessione o la revoca di finanziamenti pubblici: 1) sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, configurandosi una situazione di diritto soggettivo perfetto, quando (1a) il finanziamento è riconosciuto direttamente dalla legge, mentre alla Pubblica Amministrazione spetta solo di verificare l'effettiva esistenza dei relativi presupposti, senza alcun apprezzamento discrezionale circa l'an, il quid o il quomodo dell'erogazione; oppure (1b) dopo la concessione, il beneficio è stato (in tutto o in parte) revocato - quale che sia la terminologia usata nel provvedimento (revoca, decadenza, risoluzione ecc.) - a causa di inadempienze del beneficiario (come la violazione delle condizioni stabilite dal bando o lo sviamento dei fondi acquisiti rispetto al programma finanziato); 2) sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, configurandosi una situazione di interesse legittimo, quando (2a) la controversia riguarda una fase procedimentale anteriore al provvedimento discrezionale attributivo del beneficio; oppure (2b) dopo la concessione del beneficio, il provvedimento è stato annullato per vizi di legittimità o revocato per contrasto iniziale col pubblico interesse (cfr. TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 395/2018, e Cass. civ., sez. un., sent. n. 25211/2015, entrambe in questa Rivista).

TAR Marche, 10 marzo 2020, n. 175

Appalti pubblici: il "taglio delle ali" ex art. 97, comma 2-bis, lett. a), d.lgs. 50/2016 ha valore al solo fine della determinazione della soglia di anomalia delle offerte

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'art. 97, comma 2-bis, lett. a), del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), va interpretato nel senso che l'ivi previsto "taglio delle ali" opera fittiziamente al solo scopo della determinazione della soglia di anomalia delle offerte, sicché non comporta alcuna esclusione automatica dalla gara.

TAR Sicilia, Catania, sezione I, 9 marzo 2020, n. 610

Immigrazione: ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, l'Amministrazione deve valutare non solo il reddito pregresso, ma anche la prevedibile capacità reddituale futura del richiedente

In tema di immigrazione: 1) la ritenuta falsità della documentazione prodotta dallo straniero a corredo dell'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato non elide l'obbligo dell'Amministrazione procedente di tener conto, ai fini della valutazione della sussistenza dei requisiti prescritti dalla legge, anche degli elementi sopraggiunti ex art. 5, comma 5, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero») e, quindi, della documentazione comprovante l'attività lavorativa, diversa da quella considerata falsa, eventualmente esibita dal richiedente; 2) ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, il requisito reddituale dev'essere oggetto di una valutazione non rigidamente ancorata al conseguimento, nel pregresso periodo di validità del permesso, di redditi non inferiori alla soglia stabilita dalla legge, ma, al contrario, deve estendersi anche alla considerazione della prevedibile capacità reddituale futura, siccome desumibile da nuove opportunità di lavoro e fonti di guadagno, se formalmente e tempestivamente documentate dall'interessato (riforma TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 1081/2018).

Consiglio di Stato, sezione III, 19 marzo 2020, n. 1940

Ordinamento giudiziario: i magistrati addetti all'ufficio del massimario e del ruolo della Corte di cassazione con compiti di "assistente di studio" non hanno diritto all'indennità di trasferta

In tema di ordinamento giudiziario, l'indennità di trasferta prevista dall'art. 3, comma 79, della l. 24 dicembre 2003, n. 350 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004)»]: a) non spetta ai magistrati addetti all'ufficio del massimario e del ruolo della Corte di cassazione con compiti di "assistente di studio"; b) spetta, invece, ai medesimi magistrati, allorché siano applicati temporaneamente alle sezioni civili e penali della Corte di cassazione per lo svolgimento delle funzioni giurisdizionali di legittimità, ai sensi dell'art. 115, comma 3, del r.d. 30 gennaio 1941, n. 12 («Ordinamento giudiziario») (riforma in parte TAR Lazio, sez. I, sent. n. 11178/2018).

Consiglio di Stato, sezione V, 17 marzo 2020, n. 1896

Processo amministrativo: l'ordinanza di "accesso istruttorio" (art. 116, comma 2, c.p.a.) non è appellabile

In tema di processo amministrativo: 1) il collegio, qualora rilevi d'ufficio, in camera di consiglio, una possibile questione di inammissibilità, assegna alle parti il solo termine ex art. 73, comma 3, c.p.a., e non già i tre termini ex art. 73, comma 1, c.p.a.; 2) l'obbligo di attivare il contraddittorio di cui all'art. 73 c.p.a. presuppone che il collegio debba pronunciare sopra una questione che assume valore dirimente ai fini della decisione della causa, e tale non è quella che attiene all'eccessiva lunghezza di una memoria difensiva, attesane la natura meramente illustrativa; 3) è inammissibile l'appello contro l'ordinanza che decide sul ricorso concernente l'accesso ai documenti amministrativi proposto in pendenza di giudizio ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.a. (c.d. ordinanza di accesso istruttorio) (conferma TAR Lazio, Latina, ord. coll. n. 813/2016).

Consiglio di Stato, sezione IV, 16 marzo 2020, n. 1878

Giustizia tributaria: per gli appelli contro le decisioni delle commissioni tributarie provinciali, giudice naturale precostituito per legge è la commissione tributaria regionale, e non la sua sezione staccata

In tema di giustizia tributaria: 1) riguardo agli appelli avverso le decisioni emesse dalle commissioni tributarie provinciali di una determinata regione, giudice naturale precostituito per legge - ai sensi dell'art. 25, primo comma, Cost. - è la commissione tributaria regionale, e non la sua sezione staccata, anche ove questa, per criteri interni di ripartizione degli affari, operi in un determinato ambito territoriale; 2) è legittimo il provvedimento col quale il presidente della commissione tributaria regionale, nell'esercizio delle sue prerogative, attribuisce alla sede centrale, in base a un criterio oggettivo e generalizzato, una moltitudine di affari già incardinati presso la sezione staccata, determinando così, nell'ambito dell'unitario ufficio giudiziario, in relazione a quegli affari, una diversa individuazione del giudice predeterminato, che cessa di essere la sezione staccata e diviene la sede centrale (conferma TAR Puglia, sez. II, sent. n. 836/2019).

Consiglio di Stato, sezione IV, 13 marzo 2020, n. 1822

Misure di prevenzione: la presentazione di richieste e memorie al giudice competente per la convalida del DASPO può avvenire anche tramite PEC

La presentazione di richieste e memorie al giudice competente per la convalida del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (DASPO) può avvenire anche per mezzo di posta elettronica certificata (PEC).

Corte di cassazione, sezione III penale, 5 febbraio 2020, n. 5427 (dep. 11 febbraio 2020)
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