Sanità: è incostituzionale la normativa della Regione Puglia sull'accreditamento istituzionale delle strutture socio-sanitarie private e sulla stabilizzazione del personale sanitario precario

È incostituzionale - per violazione, nel complesso, degli artt. 97 e 117, commi secondo, lett. l), e terzo, Cost. - la normativa della Regione Puglia (l. 18/2020) in materia di accreditamento istituzionale delle strutture socio-sanitarie private e stabilizzazione del personale sanitario precario.

Corte costituzionale, 15 ottobre 2021, n. 195

Diritto civile: il danno da occupazione sine titulo di un immobile non può ritenersi sussistente in re ipsa

Il danno prodotto dall'occupazione sine titulo di un bene immobile non può ritenersi sussistente in re ipsa, ma, in quanto danno-conseguenza, dev'essere allegato e provato da chi ne chiede il risarcimento.

Corte di cassazione, sezione III civile, 6 ottobre 2021, n. 27126

Processo tributario: in sede di appello, il contribuente può limitarsi a riproporre i motivi d'impugnazione dedotti in primo grado

In tema di processo tributario, la riproposizione, nel ricorso in appello del contribuente, dei motivi di censura del provvedimento impositivo in contrapposizione alle argomentazioni adottate dal giudice di primo grado assolve l'onere di impugnazione specifica stabilito dall'art. 53, comma 1, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 («Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413»), stante il carattere devolutivo pieno di detto gravame nel processo de quo.

Corte di cassazione, sezione tributaria, 5 ottobre 2021, n. 26896

Società in house: sul danno erariale cagionato dagli amministratori decide la Corte dei conti

Spetta alla Corte dei conti la giurisdizione sull'azione di responsabilità per danno erariale promossa nei confronti degli amministratori di una società a partecipazione pubblica costituita secondo il modello dell'in house providing (nella specie, Finpiemonte s.p.a.). ► V. anche Cass. civ., sez. un., ord. n. 22406/2018 e sent. n. 5848/2015, entrambe in questa Rivista.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 1° ottobre 2021, n. 26738

Lavoro: non è incostituzionale l'art. 8, comma 4, d.lgs. 22/2015, il quale prevede l'obbligo restitutorio integrale a carico del lavoratore che instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASpI

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Trento in riferimento all'art. 3, primo comma, Cost. - dell'art. 8, comma 4, del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 22 («Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183»), a norma del quale «[i]l lavoratore che instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI [Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego] è tenuto a restituire per intero l'anticipazione ottenuta».

Corte costituzionale, 14 ottobre 2021, n. 194

Responsabilità amministrativa: dinanzi alla Corte dei conti, l'ospedale non risponde automaticamente del danno cagionato dal personale medico-sanitario

Ai sensi dell'art. 1, comma 1, della l. 14 gennaio 1994, n. 20 («Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti»), «[l]a responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica è personale e limitata ai fatti e alle omissioni commessi con dolo o colpa grave»; sicché essa non si estende automaticamente alla struttura cui tali soggetti appartengono (fattispecie in materia di responsabilità medico-sanitaria).

Corte dei conti, s.g. Piemonte, 12 ottobre 2021, n. 246

Appalti pubblici: legittima la suddivisione in lotti per macroaree geografiche che sia frutto di un ragionevole bilanciamento fra tutela della concorrenza ed esigenza di un'efficiente ed efficace prestazione del servizio oggetto dell'appalto

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è legittima la scelta della stazione appaltante di suddividere la gara in lotti distinti per macroaree geografiche, senza vincolo di aggiudicazione, ove tale scelta sia frutto, nel caso concreto, di un ragionevole bilanciamento fra la tutela della concorrenza e l'esigenza di un'efficiente ed efficace prestazione del servizio oggetto dell'appalto (fattispecie relativa all'affidamento di servizi integrati per la gestione e l'assistenza tecnica di apparecchiature biomediche presso enti sanitari) (conferma TAR Veneto, sez. III, sent. n. 424/2021).

Consiglio di Stato, sezione III, 12 ottobre 2021, n. 6837

Processo amministrativo: la sopravvenienza di un provvedimento del tutto satisfattivo per il ricorrente comporta la cessazione della materia del contendere, e l'accertamento dell'illegittimità degli atti impugnati è possibile solo a fini risarcitori

In tema di processo amministrativo: 1) la sopravvenienza, nel corso del giudizio, di un provvedimento che attribuisce al ricorrente più di quanto avrebbe potuto ottenere con l'annullamento degli atti impugnati comporta la cessazione della materia del contendere; 2) l'accertamento dell'illegittimità degli atti impugnati, ai sensi dell'art. 34, comma 3, c.p.a., è possibile esclusivamente per evitare una sentenza che dichiari l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d'interesse e, quindi, per consentire la proposizione di un'azione di risarcimento del danno (sia patrimoniale sia non patrimoniale), e non anche ad altri fini, come il pagamento delle spese processuali (annulla in parte, senza rinvio, TAR Veneto, sez. I, sent. n. 1422/2019). ► V. anche CdS, sez. VI, sent. n. 1269/2021, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VI, 11 ottobre 2021, n. 6824

Processo amministrativo: il giudice dell'ottemperanza non può integrare le statuizioni di una sentenza civile

In sede di ottemperanza di una sentenza civile, il giudice amministrativo deve limitarsi a individuare il contenuto e la portata precettiva della pronuncia sulla sola base del dispositivo e della motivazione, con esclusione di elementi esterni (conferma TAR Calabria, sez. II, sent. n. 296/2020). ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. IV, sent. n. 4335/2020; TAR Veneto, sez. III, sent. n. 339/2020; TAR Lazio, sez. I-bis, sent. n. 5054/2019.

Consiglio di Stato, sezione III, 8 ottobre 2021, n. 6734

Appalti pubblici: il contratto di avvalimento "operativo" deve specificare le risorse messe a disposizione dall'ausiliaria

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, ai sensi dell'art. 89, comma 1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), il contratto di avvalimento c.d. operativo deve contenere, a pena di nullità, la specificazione delle risorse che l'impresa ausiliaria mette a disposizione dell'impresa ausiliata (conferma TAR Lazio, sez. II-bis, sent. n. 5252/2021). ► V. anche CdS, sez. V, sent. n. 1514/2021, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione IV, 7 ottobre 2021, n. 6711

Appalti pubblici: la commissione di gara non può disapplicare o modificare la lex specialis (anche se la ritiene errata)

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la commissione di gara non può disapplicare o modificare le prescrizioni della lex specialis, quand'anche le ritenga affette da errori, fermo restando il potere dell'Amministrazione appaltante di agire in via di autotutela (nel caso di specie, la commissione aveva assegnato il punteggio tecnico sulla base di una formula matematica diversa da quella prevista nella lettera d'invito). ► V. anche CdS, sez. V, sent. n. 7257/2020, in questa Rivista.

TAR Lombardia, sezione IV, 11 ottobre 2021, n. 2205

Processo amministrativo: il giudice può desumere la sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione della causa anche dalla rinuncia al ricorso non notificata alle altre parti

Ai sensi dell'art. 84, commi 3 e 4, c.p.a., la rinuncia al ricorso che non sia stata ritualmente notificata alle altre parti costituisce nondimeno atto dal quale il giudice può desumere la sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione della causa.

TAR Emilia-Romagna, Parma, 8 ottobre 2021, n. 246

Immigrazione: il procedimento di emersione dal lavoro irregolare deve concludersi entro trenta giorni

Al procedimento di emersione dal lavoro irregolare, di cui all'art. 103, comma 1, del d.l. 19 maggio 2020, n. 34 («Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19»), convertito, con modificazioni, nella l. 17 luglio 2020, n. 77, si applica il termine di conclusione di trenta giorni previsto dall'art. 2, comma 2, della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»).

TAR Lombardia, sezione III, 6 ottobre 2021, n. 2145

Appalti pubblici: sulla decisione della stazione appaltante di avvalersi del "quinto d'obbligo" decide il giudice ordinario

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia riguardante la decisione della stazione appaltante di avvalersi della facoltà del c.d. quinto d'obbligo prevista dall'art. 106, comma 12, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici») (fattispecie relativa a un appalto di forniture).

TAR Emilia-Romagna, sezione I, 4 ottobre 2021, n. 820

Appalti pubblici: i chiarimenti forniti dalla stazione appaltante non possono modificare o integrare il contenuto della lex specialis

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, i chiarimenti forniti dalla stazione appaltante agli operatori economici non possono modificare o integrare il contenuto della lex specialis. ► V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 2260/2021 e 6026/2019; sez. III, sent. n. 74/2016.

TAR Veneto, sezione III, 1° ottobre 2021, n. 1159

Fisco: il contribuente fallito non può dolersi dell'omessa notifica dell'avviso di accertamento già impugnato dal curatore fallimentare

Il contribuente fallito non è legittimato a dolersi dell'omessa notifica dell'avviso di accertamento relativo a crediti tributari i cui presupposti si siano determinati prima della dichiarazione di fallimento, ove l'atto impositivo sia già stato impugnato dal curatore fallimentare (fattispecie riguardante una società di capitali).

Corte di cassazione, sezione tributaria, 30 settembre 2021, n. 26506

Responsabilità della P.A.: sul risarcimento dei danni per il mancato espletamento, da parte dell'Agenzia delle entrate, della procedura di accertamento con adesione decide il giudice ordinario

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario l'azione risarcitoria promossa dal privato nei confronti dell'Agenzia delle entrate per il mancato espletamento della procedura di accertamento con adesione. ► V. anche Cass. civ., sez. un., sent. n. 615/2021 e ord. n. 8236/2020, entrambe in questa Rivista.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 21 settembre 2021, n. 25481

Esecuzione forzata: la sopravvenuta caducazione del titolo comporta la chiusura del giudizio di opposizione per cessazione della materia del contendere, e il risarcimento dei danni ex art. 96, comma 2, c.p.c. va richiesto (di regola) in sede di cognizione

In tema di procedura civile: 1) in caso di esecuzione forzata intrapresa sulla base di un titolo giudiziale non definitivo, la sopravvenuta caducazione del titolo per effetto di una pronuncia del giudice della cognizione (nella specie: ordinanza di convalida di sfratto successivamente annullata in grado di appello) determina che il giudizio di opposizione all'esecuzione si debba concludere non con l'accoglimento dell'opposizione, bensì con una pronuncia di cessazione della materia del contendere; sicché il giudice di tale opposizione è tenuto a regolare le spese seguendo il criterio della soccombenza virtuale, da valutare in relazione ai soli motivi originari di opposizione; 2) l'istanza con la quale si chieda il risarcimento dei danni, ai sensi dell'art. 96, comma 2, c.p.c., per aver intrapreso o compiuto l'esecuzione forzata senza la normale prudenza, in forza di un titolo esecutivo di formazione giudiziale non definitivo, successivamente caducato, dev'essere proposta, di regola, in sede di cognizione, ossia nel giudizio in cui si è formato o deve divenire definitivo il titolo esecutivo, ove quel giudizio sia ancora pendente e non vi siano preclusioni di natura processuale. Ricorrendo, invece, quest'ultima ipotesi, la domanda andrà posta al giudice dell'opposizione all'esecuzione; e, solamente quando sussista un'ipotesi di impossibilità di fatto o di diritto alla proposizione della domanda anche in sede di opposizione all'esecuzione, potrà esserne consentita la proposizione in un giudizio autonomo.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 21 settembre 2021, n. 25478

Ambiente: è incostituzionale la normativa della Regione Lazio che delega ai Comuni funzioni amministrative in materia di gestione dei rifiuti

È incostituzionale («a far data dal 29 aprile 2006») - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - la normativa della Regione Lazio (l. 27/1998) che delega ai Comuni alcune funzioni amministrative in materia di gestione dei rifiuti.

Corte costituzionale, 7 ottobre 2021, n. 189

Concorrenza: la vittima di una pratica anticoncorrenziale attuata da un'impresa può richiedere il risarcimento dei danni alla società figlia di quella sanzionata dalla Commissione europea per tale pratica, se le due società costituiscono un'unità economica

L'art. 101, § 1, TFUE dev'essere interpretato nel senso che: 1) la vittima di una pratica anticoncorrenziale di un'impresa può proporre un'azione di risarcimento danni indifferentemente nei confronti di una società madre che è stata sanzionata dalla Commissione europea per tale pratica in una decisione o nei confronti di una società figlia di tale società che non è oggetto di detta decisione, qualora esse costituiscano insieme un'unità economica. La società figlia interessata deve poter far valere efficacemente i propri diritti di difesa per dimostrare di non appartenere a tale impresa e, ove non sia stata adottata alcuna decisione da parte della Commissione ai sensi dell'art. 101 TFUE, ha anche il diritto di contestare l'esistenza stessa del presunto comportamento illecito; 2) esso osta a una normativa nazionale (nella specie, quella spagnola) che prevede la possibilità di imputare la responsabilità del comportamento di una società a un'altra società soltanto nel caso in cui la seconda società controlli la prima società.

Corte di giustizia UE, grande sezione, 6 ottobre 2021

D. Carreau, F. Marrella

Diritto internazionale

Giuffrè, 2021

A. Torrente, P. Schlesinger

Manuale di diritto privato

Giuffrè, 2021

D. Sorace, S. Torricelli

Diritto delle amministrazioni pubbliche

Il Mulino, 2021