Appalti pubblici: quando si applica il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, il RUP può svolgere ogni compito che non implichi l'esercizio di poteri valutativi

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) quando si applica il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'attività valutativa spetta soltanto alla commissione giudicatrice, mentre il responsabile unico del procedimento (RUP) può svolgere tutti i compiti - anche non definiti dalla normativa sui contratti pubblici - che non implicano l'esercizio di poteri valutativi; 2) ai fini della partecipazione alla gara, è sufficiente che l'operatore economico possegga, in data anteriore alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte stabilito dal bando, la capacità tecnica e la specifica professionalità richieste dalla stazione appaltante, certificate, con effetto ricognitivo, da un'iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA), il cui oggetto sia congruente con quello dell'appalto (riforma TAR Calabria, sez. I, sent. n. 603/2020).

Consiglio di Stato, sezione V, 1° giugno 2021, n. 4203

Appalti pubblici: l'autodichia della Camera non si estende alle controversie in materia di appalti, e il ricorso al lavoro autonomo non costituisce di per sé subappalto

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) l'autodichia (o "giurisdizione domestica") della Camera dei deputati non si estende alle controversie in materia di appalti; 2) la normativa nazionale [nella specie, l'art. 105, comma 2, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»)] che pone limiti al subappalto contrasta con il diritto dell'Unione europea e, pertanto, dev'essere disapplicata; 3) l'affidamento, da parte dell'impresa aggiudicataria, di specifiche attività a lavoratori autonomi non costituisce subappalto, a meno che non si dimostri il carattere meramente fittizio del rapporto contrattuale; 4) l'impresa aggiudicataria può attribuire l'incarico di direttore tecnico del gruppo di lavoro a un professionista esterno, salvo che la lex specialis stabilisca altrimenti (fattispecie riguardante un appalto di servizi) (riforma nel merito TAR Lazio, sez. I, sent. n. 4183/2020, in questa Rivista) (v. anche, sempre in questa Rivista: CGUE, sez. V, sentt. 26 settembre 2019, causa C-63/18, e 27 novembre 2019, causa C-402/18; TAR Lazio, sez. I, sentt. nn. 5765/2020 e 9268/2018).

Consiglio di Stato, sezione V, 31 maggio 2021, n. 4150

Fisco: la Consulta sollecita il legislatore a riformare urgentemente l'attuale sistema di riscossione dei tributi, con particolare riguardo alla disciplina dell'aggio

Nel dichiarare inammissibili, poiché «implicano una modifica rientrante nell'ambito delle scelte riservate alla discrezionalità del legislatore», le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla CTP di Venezia in riferimento agli artt. 3, 23, 24, 53, 76 e 97 Cost. - dell'art. 17, comma 1, del d.lgs. 13 aprile 1999, n. 112 («Riordino del servizio nazionale della riscossione, in attuazione della delega prevista dalla legge 28 settembre 1998, n. 337»), la Consulta ha rimarcato l'inefficienza dell'attuale sistema di riscossione dei tributi e, in particolare, l'irragionevolezza della disciplina dell'aggio, sollecitando una riforma complessiva.

Corte costituzionale, 10 giugno 2021, n. 120

Giustizia amministrativa: è incostituzionale l'art. 41, comma 5, l. 99/2009, là dove prevede che il termine per la riassunzione del ricorso davanti al TAR Lazio decorre dalla data di entrata in vigore della legge

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 41, comma 5, della l. 23 luglio 2009, n. 99 («Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia»), là dove - nell'attribuire alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e alla competenza territoriale del TAR Lazio alcune controversie in materia di impianti energetici - prevede che il termine per la riassunzione del ricorso decorre dalla data di entrata in vigore della medesima legge.

Corte costituzionale, 10 giugno 2021, n. 119

Regioni: è incostituzionale la normativa dell'Abruzzo che esclude dai benefici abitativi e di sostegno economico a favore dei coniugi separati o divorziati chi sia stato condannato in via definitiva per taluni reati

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - la normativa della Regione Abruzzo (l. 3/2020) che esclude dai benefici abitativi e di sostegno economico a favore dei coniugi separati o divorziati, in condizione di disagio, in particolare con figli minori, chi sia stato condannato in via definitiva per taluni reati.

Corte costituzionale, 10 giugno 2021, n. 118

Processo civile telematico: chi riceve un messaggio PEC con allegati illeggibili deve avvertire il mittente

In tema di processo civile telematico, colui che riceve un messaggio di posta elettronica certificata i cui allegati risultino in tutto o in parte illeggibili, è tenuto, in un'ottica collaborativa, a renderne edotto il mittente incolpevole.

Corte di cassazione, sezione II civile, 28 maggio 2021, n. 15001

Procedura civile: i diritti di credito analoghi per oggetto e titolo, i cui fatti costitutivi s'inscrivano nell'ambito di una relazione unitaria fra le parti, vanno azionati (di regola) in un unico giudizio

In tema di procedura civile: a) le domande relative a diritti di credito analoghi per oggetto e titolo, in quanto fondati su analoghi, seppur diversi, fatti costitutivi, non possono essere proposte in giudizi diversi, allorché tali fatti costitutivi s'inscrivano nell'ambito di una relazione unitaria fra le parti, anche di mero fatto, caratterizzante la concreta vicenda da cui deriva la controversia; b) tale divieto processuale non opera quando l'attore abbia un interesse oggettivo - il cui accertamento compete al giudice di merito - ad azionare in giudizio solo uno, o solo alcuni, dei crediti sorti nell'ambito della suddetta relazione unitaria fra le parti; c) la violazione dell'enunciato divieto processuale è sanzionata con l'improponibilità della domanda, ferma restando la possibilità di riproporre in giudizio la domanda medesima in cumulo oggettivo ex art. 104 c.p.c. con tutte le altre domande relative agli analoghi crediti sorti nell'ambito della menzionata relazione unitaria fra le parti (v. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., sent. n. 4090/2017; sez. VI, ord. n. 9144/2018 e sent. n. 21318/2015).

Corte di cassazione, sezione II civile, 24 maggio 2021, n. 14143

Avvocati: il reclamo avverso i risultati delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'ordine riveste natura di azione popolare e, pertanto, può essere proposto anche in forma collettiva

Il reclamo proponibile, ai sensi dell'art. 28, comma 12, della l. 31 dicembre 2012, n. 247 («Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense»), avverso i risultati delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'ordine degli avvocati si caratterizza, quale azione popolare, per la legittimazione diffusa, sia pure riferita agli iscritti all'albo, e il carattere neutro, siccome riconosciuta indipendentemente dalla configurazione di un'ulteriore, specifica situazione sostanziale qualificata in favore dell'istante, onde tutelare l'interesse (pubblico) al corretto funzionamento del sistema democratico-rappresentativo dei Consigli degli ordini degli avvocati. Ne consegue, da un lato, l'ammissibilità di una proposizione della domanda in forma collettiva, da parte di più avvocati con un unico atto, e, dall'altro, la non configurabilità di un conflitto d'interessi tra i reclamanti medesimi, risultando irrilevanti le ragioni soggettive sottese all'azione.

Corte di cassazione, sezioni unite civili, 20 maggio 2021, n. 13872

Procedura penale: l'omessa notifica all'interessato dell'avviso di fissazione dell'udienza davanti al tribunale di sorveglianza comporta la nullità assoluta e insanabile della relativa decisione

Ai sensi degli artt. 178, comma 1, lett. c), e 179, comma 1, c.p.p., l'omessa notificazione all'interessato dell'avviso di fissazione dell'udienza davanti al tribunale di sorveglianza [nella specie, ex art. 51-ter della l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»)] comporta la nullità assoluta e insanabile della relativa decisione.

Corte di cassazione, sezione I penale, 21 aprile 2021, n. 21140 (dep. 28 maggio 2021)

Procedura penale: nel giudizio di riesame di misure coercitive (art. 309 c.p.p.), l'avviso di deposito della decisione del tribunale va notificato al solo difensore destinatario dell'avviso di udienza, e non anche ai difensori nominati successivamente

In tema di misure cautelari, nel giudizio di riesame, per effetto del rinvio operato dall'art. 309, comma 8, c.p.p. alle forme del procedimento in camera di consiglio previste dall'art. 127 c.p.p., l'avviso di deposito della decisione del tribunale dev'essere notificato al solo difensore destinatario dell'avviso di udienza, e non anche ai difensori nominati successivamente; sicché questi, ove intendano intervenire nella fase impugnatoria dell'ordinanza di riesame, hanno l'onere di adoperarsi per acquisire le necessarie informazioni dall'assistito o dal primo difensore.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 20 aprile 2021, n. 20734 (dep. 25 maggio 2021)

Procedura penale: l'omessa notifica all'imputato del decreto di citazione a giudizio determina una nullità assoluta, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento

Ai sensi dell'art. 179, comma 1, c.p.p., l'omessa notifica all'imputato del decreto di citazione a giudizio determina una nullità assoluta, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento (nella specie, la Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e quella di primo grado).

Corte di cassazione, sezione II penale, 18 febbraio 2021, n. 19868 (dep. 19 maggio 2021)

Procedura penale: il giudice investito dell'istanza di revoca o di sostituzione della custodia cautelare in carcere, se dispone accertamenti istruttori dopo il parere del PM, deve sollecitare quest'ultimo a esprimersi di nuovo

Il giudice investito dell'istanza di revoca o di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere, ove ritenga, dopo l'acquisizione del parere del pubblico ministero, di disporre accertamenti di carattere istruttorio, deve sollecitare l'organo requirente a esprimersi di nuovo, in vista dell'attuazione del contraddittorio fra le parti.

Corte di cassazione, sezione III penale, 23 febbraio 2021, n. 18935 (dep. 14 maggio 2021)

Delitti contro il patrimonio: non è incostituzionale l'art. 624-bis, comma 4, c.p., là dove stabilisce, per il furto in abitazione, il divieto di bilanciamento fra circostanze eterogenee

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Lecce in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost. - dell'art. 624-bis, comma 4, c.p., là dove stabilisce, per il delitto di furto in abitazione, il divieto di bilanciamento fra circostanze eterogenee.

Corte costituzionale, 7 giugno 2021, n. 117

Edilizia e urbanistica: la sanzione amministrativa pecuniaria ex art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 riveste natura personale e afflittiva

In tema di edilizia e urbanistica, la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], riveste natura personale e afflittiva, mirando alla punizione del responsabile dell'abuso edilizio che non abbia adempiuto, nel termine di novanta giorni, all'ordine di demolirlo.

TAR Piemonte, sezione II, 27 maggio 2021, n. 548

Giurisdizione: sulle circolari del Segretario generale della giustizia amministrativa che prevedono il pagamento del contributo unificato per i ricorsi delle ONLUS e delle associazioni consumeristiche e ambientalistiche decide il giudice tributario

Ai sensi dell'art. 2, comma 1, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 («Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413»), appartengono alla giurisdizione del giudice tributario le controversie riguardanti le circolari del Segretario generale della giustizia amministrativa che prevedono il pagamento del contributo unificato per i ricorsi proposti dalle ONLUS e dalle associazioni di tutela dei consumatori e di difesa dell'ambiente.

TAR Lazio, sezione I, 25 maggio 2021, n. 6137

Processo amministrativo: è inammissibile il ricorso per l'ottemperanza di una sentenza pronunciata dal giudice ordinario nei confronti di una società in house affidataria di un servizio pubblico locale

È inammissibile, per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, il ricorso in ottemperanza avente ad oggetto una sentenza pronunciata dal giudice ordinario (nella specie, del lavoro) nei confronti di una società in house affidataria di un servizio pubblico locale (nella specie, della gestione integrata dei rifiuti), trattandosi di ente di diritto privato.

TAR Sicilia, sezione I, 24 maggio 2021, n. 1660

Delitti contro la fede pubblica: la scriminante del consenso dell'avente diritto (art. 50 c.p.) non si applica all'indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento (art. 493-ter c.p.)

In tema di delitti contro la fede pubblica, la scriminante del consenso dell'avente diritto (art. 50 c.p.) non si applica nel caso di indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento (art. 493-ter c.p.), pur qualora l'utilizzatore sia stato delegato dal titolare della carta, trattandosi di reato che mira a proteggere non soltanto il patrimonio di esso titolare, ma anche gli interessi pubblici alla sicurezza delle transazioni commerciali e alla fiducia nell'uso di tali strumenti da parte dei consociati.

Corte di cassazione, sezione II penale, 16 febbraio 2021, n. 18609 (dep. 12 maggio 2021)

Procedura penale: i chiarimenti della Suprema Corte sull'interpretazione dell'art. 593, comma 1, c.p.p., là dove prevede che il PM può appellare le sentenze di condanna che «stabiliscono una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato»

L'art. 593, comma 1, c.p.p., come novellato dall'art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11 [«Disposizioni di modifica della disciplina in materia di giudizi di impugnazione in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere f), g), h), i), l) e m), della legge 23 giugno 2017, n. 103»], là dove dispone che il pubblico ministero può appellare le sentenze di condanna che «stabiliscono una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato», si riferisce a una pena "di specie diversa" da quella prevista per il reato per cui l'imputato è stato condannato.

Corte di cassazione, sezione VI penale, 24 marzo 2021, n. 18114 (dep. 10 maggio 2021)

Lavoro: l'art. 157 TFUE ha efficacia diretta nelle controversie inter privatos in cui si deduca l'inosservanza del principio della pari retribuzione fra uomini e donne

L'art. 157 TFUE dev'essere interpretato nel senso che ha efficacia diretta nelle controversie tra privati in cui è dedotta l'inosservanza del principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e lavoratori di sesso femminile per un «lavoro di pari valore», sancito in tale articolo.

Corte di giustizia UE, seconda sezione, 3 giugno 2021

Appalti pubblici: la normativa italiana che prevede l'esclusione automatica dell'offerente ove l'impresa ausiliaria abbia reso una dichiarazione inveritiera circa l'esistenza di condanne penali passate in giudicato contrasta col diritto UE

L'art. 63 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, in combinato disposto con l'art. 57, § 4, lett. h), di tale direttiva e alla luce del principio di proporzionalità, dev'essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale (come quella italiana) in forza della quale l'amministrazione aggiudicatrice deve automaticamente escludere un offerente da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico qualora un'impresa ausiliaria, sulle cui capacità esso intende fare affidamento, abbia reso una dichiarazione non veritiera quanto all'esistenza di condanne penali passate in giudicato, senza poter imporre o quantomeno permettere, in siffatta ipotesi, a tale offerente di sostituire detto soggetto (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato).

Corte di giustizia UE, nona sezione, 3 giugno 2021

A. Fusi

Manuale dell'esecuzione penale

Giuffrè, 2021

G. Di Rosa

Il contratto

Giappichelli, 2021

A. Marandola

La particolare tenuità del fatto

Pacini Giuridica, 2021