Processo amministrativo: la volontaria cancellazione dall'albo professionale del procuratore costituito non determina l'interruzione del giudizio

In tema di processo amministrativo, la volontaria cancellazione dall'albo professionale del procuratore costituito non determina l'interruzione del giudizio ex art. 301, comma 1, c.p.c., atteso che, mentre le ipotesi ivi previste sono accomunate dal fatto di essere indipendenti (almeno in via diretta) dalla volontà del professionista o del cliente, la volontaria cancellazione è assimilabile alle ipotesi indicate nel comma 3 del medesimo articolo (revoca della procura o rinuncia ad essa). ● V. anche CdS, sez. II, sent. n. 1528/2022, e sez. IV, sent. n. 1734/2022, entrambe in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione IV, 18 marzo 2026, n. 2314

Processo tributario: non è incostituzionale, anche «nei sensi di cui in motivazione», l'art. 21-bis d.lgs. 74/2000, concernente l'efficacia di giudicato della sentenza penale dibattimentale irrevocabile di assoluzione con formula piena

Non sono fondate, anche «nei sensi di cui in motivazione», le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte e dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 53, 102, primo comma, e 111, commi primo e secondo, Cost. - dell'art. 21-bis del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 («Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205»), introdotto dall'art. 1, comma 1, lett. m), del d.lgs. 14 giugno 2024, n. 87 («Revisione del sistema sanzionatorio tributario, ai sensi dell'articolo 20 della legge 9 agosto 2023, n. 111»), concernente l'efficacia di giudicato nel processo tributario, quanto ai fatti materiali, della sentenza penale dibattimentale irrevocabile di assoluzione perché il fatto non sussiste o l'imputato non l'ha commesso. ● V. anche Cass. civ., sez. trib., sentt. nn. 3800 e 1021/2025, entrambe in questa Rivista.

Corte costituzionale, 13 aprile 2026, n. 50

Procedura penale: l'indagato può impugnare il sequestro preventivo se ha un interesse concreto e attuale alla rimozione

In tema di sequestro preventivo, la persona sottoposta alle indagini preliminari è legittimata a proporre istanza di riesame della misura, allegando un proprio interesse, concreto e attuale, alla rimozione di questa.

Corte di cassazione, sezioni unite penali, 25 settembre 2025, n. 7983 (dep. 27 febbraio 2026)

Circolazione stradale: sulla revoca della patente di guida ex art. 186, comma 2-bis, d.lgs. 285/1992 (incidente provocato da conducente con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l) decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, configurandosi nella specie posizioni giuridiche di diritto soggettivo, le controversie riguardanti i provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 186, comma 2-bis, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), il quale prevede l'applicazione automatica della sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente a un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. ● V. anche Corte cost., sent. n. 194/2023, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VI, 18 marzo 2026, n. 2290

Processo amministrativo: l'art. 34, comma 3, c.p.a., che consente di accertare l'illegittimità dell'atto ai soli fini risarcitori, non trova applicazione nei giudizi in materia di accesso ex art. 116 c.p.a.

L'art. 34, comma 3, c.p.a. - a norma del quale, «[q]uando, nel corso del giudizio, l'annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l'illegittimità dell'atto se sussiste l'interesse ai fini risarcitori» - non trova applicazione nei giudizi in materia di accesso ex art. 116 c.p.a.

Consiglio di Stato, sezione V, 16 marzo 2026, n. 2122

Edilizia: il soppalco che non aumenta il carico urbanistico non richiede il permesso di costruire

In tema di edilizia, la realizzazione di un soppalco che non comporti un aumento del carico urbanistico non necessita del rilascio del permesso di costruire.

Consiglio di Stato, sezione IV, 13 marzo 2026, n. 2088

Ambiente: le attività di trattamento e recupero dei rifiuti non sono oggetto di privativa comunale

L'esercizio delle attività di trattamento e recupero dei rifiuti non è assoggettato dalla legge a privativa (comunale), ma rientra nell'ambito della libera concorrenza.

Consiglio di Stato, sezione IV, 11 marzo 2026, n. 1976

Procedura penale: non viola la presunzione d'innocenza l'art. 578-bis c.p.p. (decisione sulla confisca in casi particolari nel caso di estinzione del reato per amnistia o per prescrizione)

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte d'appello di Lecce in riferimento all'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 6, § 2, CEDU, nonché in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, Cost., in relazione agli artt. 3 e 4 della direttiva (UE) 2016/343 e all'art. 48 CDFUE - dell'art. 578-bis c.p.p., a norma del quale, «[q]uando è stata ordinata la confisca in casi particolari prevista dal primo comma dell'articolo 240-bis del codice penale e da altre disposizioni di legge o la confisca prevista dall'articolo 322-ter del codice penale, il giudice di appello o la corte di cassazione, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione o per amnistia, decidono sull'impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell'imputato».

Corte costituzionale, 9 aprile 2026, n. 49

Tutela del paesaggio: l'«indennità pecuniaria» ex art. 167 d.lgs. 42/2004 ha natura sanzionatoria

L'«indennità pecuniaria» prevista dall'art. 167, comma 5, del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 («Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»), riveste natura sanzionatoria, sicché la relativa obbligazione non si trasmette agli aventi causa del trasgressore. ● V. anche, in questa Rivista: Corte cost., sent. n. 19/2024; CdS, sez. VII, sent. n. 4946/2024; CGARS, sentt. nn. 490/2024, 95/2021 e 853/2020; TAR Piemonte, sez. II, sent. n. 576/2025; TAR Sicilia, sez. III, sent. n. 3330/2024.

CGA Regione Siciliana, 30 marzo 2026, n. 194

Diritto amministrativo: la revoca in autotutela di un provvedimento favorevole al destinatario dev'essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 l. 241/1990

Il provvedimento che dispone la revoca in autotutela di un precedente provvedimento ampliativo della sfera giuridica del destinatario dev'essere preceduto, a pena d'illegittimità, dalla comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»). ● V. anche TAR Puglia, Lecce, sez. II, sent. n. 991/2024, in questa Rivista.

TAR Basilicata, 27 marzo 2026, n. 138

Appalti pubblici: la procedura di affidamento diretto nella quale si prevede un confronto tra preventivi è una vera e propria gara

La procedura di affidamento diretto di un contratto pubblico ex art. 50 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), nell'ambito della quale sia previsto il confronto, secondo il criterio del minor prezzo, delle offerte presentate dagli operatori economici invitati a partecipare integra una vera e propria gara d'appalto, con conseguente applicazione della relativa disciplina codicistica.

TAR Campania, sezione VIII, 26 marzo 2026, n. 2078

Appalti pubblici: la verifica dell'anomalia dell'offerta ex art. 110 d.lgs. 36/2023 è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la scelta di attivare il subprocedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta ex art. 110 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante, non necessita di una particolare motivazione ed è sindacabile soltanto nell'ipotesi di macroscopica irragionevolezza o di decisivo errore di fatto.

TAR Lazio, Latina, sezione I, 25 marzo 2026, n. 285

Processo amministrativo: la possibilità di individuare facilmente il controinteressato è correlata all'assetto complessivo del rapporto controverso in cui s'inserisce il provvedimento impugnato

In tema di processo amministrativo, deve riconoscersi la qualità di controinteressato al soggetto, noto al destinatario del provvedimento e in quest'ultimo evocato almeno implicitamente, che risulti titolare, alla luce dell'esistenza di contenziosi pregressi o in atto, di un interesse legittimo alla conservazione del provvedimento stesso. ● V. anche CdS, sez. III, sent. n. 3810/2022, e sez. VI, sent. n. 8835/2023, entrambe in questa Rivista.

TAR Umbria, 24 marzo 2026, n. 124

Appalti pubblici: l'esistenza in capo all'operatore economico dei requisiti di esecuzione delle prestazioni va accertata in sede di stipulazione del contratto

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, i requisiti di esecuzione delle prestazioni devono essere posseduti dall'operatore economico al momento della stipulazione del contratto, e non già all'atto della presentazione dell'offerta, pur potendo l'Amministrazione assumerli come criteri di selezione qualitativa dell'offerta stessa.

TAR Sardegna, sezione II, 23 marzo 2026, n. 564

Circolazione stradale: i provvedimenti limitativi della circolazione veicolare non richiedono la comunicazione di avvio del procedimento

I provvedimenti limitativi della circolazione veicolare costituiscono atti amministrativi generali e, pertanto, ai sensi dell'art. 13, comma 1, della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 l. cit. ● V. anche TAR Lombardia, sez. III, sent. n. 2062/2023, in questa Rivista.

TAR Liguria, sezione II, 20 marzo 2026, n. 330

Immunità parlamentare: la Consulta respinge il ricorso del Senato contro la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania sul "caso Sudano"

Nel respingere un ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Senato della Repubblica, la Corte costituzionale ha dichiarato che spettava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Catania e al GIP del medesimo Tribunale richiedere, disporre ed effettuare intercettazioni ambientali nei locali in uso a un non parlamentare (ma membro dell'Assemblea regionale siciliana), situati in un'unità immobiliare nella quale aveva sede anche la segreteria politica di una senatrice (Valeria Sudano).

Corte costituzionale, 3 aprile 2026, n. 47

Tributi: non è incostituzionale l'art. 10, commi 7-ter e 7-quater, l. 287/1990, là dove pone a carico delle sole imprese con fatturato superiore a 50 milioni di euro l'onere di contribuire alle spese per il funzionamento dell'AGCM

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Udine in riferimento agli artt. 3, 53 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione al diritto UE - dell'art. 10, commi 7-ter e 7-quater, della l. 10 ottobre 1990, n. 287 («Norme per la tutela della concorrenza e del mercato»), introdotti dall'art. 5-bis, comma 1, del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 («Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività»), convertito, con modificazioni, nella l. 24 marzo 2012, n. 27, là dove pone a carico delle sole imprese con fatturato superiore a 50 milioni di euro l'onere di contribuire alle spese per il funzionamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Corte costituzionale, 3 aprile 2026, n. 46

Diritto all'oblio: Google deve risarcire il danno da tardiva deindicizzazione

La tardiva deindicizzazione di una notizia non più di pubblico interesse e da ritenersi, anche sulla base di presunzioni semplici, lesiva dell'onore e della reputazione altrui obbliga la società che gestisce il motore di ricerca (nel caso di specie, Google) a risarcire il danno cagionato.

Corte di cassazione, sezione I civile, 18 marzo 2026, n. 6433

Circolazione stradale: sulla revoca della patente di guida ex art. 128, comma 2, d.lgs. 285/1992 decide il giudice ordinario

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia riguardante il provvedimento di revoca della patente di guida emesso, ai sensi dell'art. 128, comma 2, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), per avvenuta circolazione alla guida di un veicolo nonostante la sospensione del titolo, precedentemente disposta in conseguenza della mancata sottoposizione dell'interessato a un nuovo esame di idoneità tecnica, impostogli a seguito della revisione della patente per esaurimento del relativo punteggio (art. 126, comma 6-bis, d.lgs. cit.).

TAR Piemonte, sezione I, 19 marzo 2026, n. 632

Diritto amministrativo: l'atto meramente confermativo non è impugnabile

In tema di diritto amministrativo, solo la conferma in senso proprio è autonomamente lesiva, dunque direttamente impugnabile e idonea a far decorrere un nuovo termine per la proposizione del ricorso, mentre l'atto meramente confermativo, poiché privo di autonoma efficacia lesiva, non è immediatamente impugnabile e, onde evitare ipotesi di elusione del termine per l'esercizio dell'iniziativa processuale demolitoria, non rinnova la decorrenza del relativo termine decadenziale. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. III, sentt. nn. 8484/2023, 8590/2021 e 2564/2017; sez. V, sent. n. 1507/2019; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 787/2019; TAR Lazio, sez. II-quater, sent. n. 10245/2015.

TAR Lombardia, sezione I, 17 marzo 2026, n. 1285