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Servizio civile universale: infondate le questioni di legittimità costituzionale promosse da Lombardia e Veneto

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse, in riferimento a vari parametri, dalle Regioni Lombardia e Veneto - degli artt. 4, comma 4, 5, comma 5, e 7, comma 1, lett. d), del d.lgs. 6 marzo 2017, n. 40 («Istituzione e disciplina del servizio civile universale, a norma dell'art. 8 della legge 6 giugno 2016, n. 106»), in tema di programmazione e attuazione del servizio civile universale.

Corte costituzionale, 20 luglio 2018, n. 171

Ordinamento giudiziario: non è incostituzionale la disposizione che prevede quale illecito disciplinare l'organico schieramento con un partito politico anche per i magistrati fuori ruolo poiché in aspettativa «per motivi elettorali»

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura in riferimento agli artt. 2, 3, 18, 49 e 98 Cost. - dell'art. 3, comma 1, lett. h), del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 [«Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilità, nonché modifica della disciplina in tema di incompatibilità, dispensa dal servizio e trasferimento di ufficio dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera f), della legge 25 luglio 2005, n. 150»], come sostituito dall'art. 1, comma 3, lett. d), n. 2), della l. 24 ottobre 2006, n. 269 («Sospensione dell'efficacia nonché modifiche di disposizioni in tema di ordinamento giudiziario»), là dove configura come illecito disciplinare l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici anche per i magistrati fuori del ruolo organico della magistratura perché collocati in aspettativa «per motivi elettorali».

Corte costituzionale, 20 luglio 2018, n. 170

Responsabilità amministrativa: la Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti dei dipendenti della Presidenza della Repubblica

Nell'accogliere un ricorso per conflitto di attribuzione promosso dal Presidente della Repubblica a seguito di due sentenze della Corte dei conti relative alla gestione della tenuta presidenziale di Castelporziano, la Corte costituzionale ha affermato che il giudice contabile non ha giurisdizione nei confronti dei dipendenti della Presidenza della Repubblica [ma ciò «non comporta che questi siano esonerati da ogni responsabilità, eventualmente anche di carattere penale, né ostacola il recupero delle somme da loro indebitamente sottratte, attraverso procedure autonomamente individuate dalla stessa Presidenza della Repubblica, sia caso per caso, sia in via generale attraverso una apposita previsione del Regolamento di amministrazione e contabilità» (§ 6 in diritto)].

Corte costituzionale, 20 luglio 2018, n. 169

Regioni: è parzialmente incostituzionale la normativa della Regione Sicilia sull'elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale, del Consiglio del libero Consorzio comunale, del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano

È parzialmente incostituzionale - per violazione di vari parametri - la legge della Regione Sicilia (n. 17/2017) che reca disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale, del Consiglio del libero Consorzio comunale, del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano.

Corte costituzionale, 20 luglio 2018, n. 168

Aeroporti: è incostituzionale la disposizione che esclude la natura tributaria del contributo al fondo per i servizi antincendi

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 1, comma 478, della l. 28 dicembre 2015, n. 208 [«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)»], là dove esclude - con una norma di «interpretazione autentica» - la natura tributaria del contributo al fondo per i servizi antincendi negli aeroporti.

Corte costituzionale, 20 luglio 2018, n. 167

Sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione: è incostituzionale la disposizione che richiede agli stranieri il possesso del certificato storico di residenza da almeno 10 anni nel territorio nazionale o da almeno 5 anni nella medesima Regione

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 11, comma 13, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112 («Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria»), convertito, con modificazioni, nella l. 6 agosto 2008, n. 133, là dove prevede che i cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione europea possono beneficiare dei contributi integrativi per accedere alle abitazioni in locazione solo se in possesso del certificato storico di residenza da almeno dieci anni nel territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni nella medesima Regione.

Corte costituzionale, 20 luglio 2018, n. 166

Processo amministrativo: l'atto sottoscritto con firma digitale CAdES, anziché PAdES, è meramente irregolare e può essere sanato mediante rinnovazione entro un termine perentorio fissato dal giudice

In tema di processo amministrativo telematico, l'atto processuale redatto in forma cartacea, anziché digitale, ovvero sottoscritto con firma digitale di tipo CAdES, anziché PAdES, è irregolare. Tale irregolarità può essere sanata mediante la rinnovazione dell'atto stesso entro un termine perentorio fissato dal giudice ex art. 44, comma 2, c.p.a. (annulla con rinvio TAR Calabria, sez. I, sent. n. 997/2017) (sull'equipollenza dei due tipi di firma digitale, v. Cass. civ., sez. un., sent. n. 10266/2018, in questa Rivista).

Consiglio di Stato, sezione V, 9 luglio 2018, n. 4193

Giurisdizione: sul riconoscimento dei benefici per le vittime del dovere decide il giudice ordinario

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro e dell'assistenza sociale, le controversie riguardanti il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge a favore delle vittime del dovere, vertendosi in tema di diritti soggettivi.

TAR Lazio, sezione I-ter, 5 luglio 2018, n. 7495

Appalti pubblici: l'indicazione di un utile esiguo costituisce indice sintomatico dell'anomalia dell'offerta

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) spetta all'impresa concorrente la scelta del contratto collettivo di lavoro da applicare, purché tale contratto risulti coerente con l'oggetto dell'appalto; 2) l'indicazione di un utile esiguo non determina di per sé l'anomalia dell'offerta, ma costituisce un indice sintomatico che deve indurre l'Amministrazione procedente a una verifica accurata dell'equilibrio complessivo dell'offerta stessa (riforma in parte TAR Sicilia, Catania, sez. IV, sent. n. 794/2016).

CGA Regione Siciliana, 25 giugno 2018, n. 368

Giustizia costituzionale: il singolo cittadino non può sollevare conflitto di attribuzione

È inammissibile - per difetto del requisito soggettivo ex art. 37, comma 1, della l. 11 marzo 1953, n. 87 («Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale») - il giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso da un singolo cittadino nella qualità di «elettore e soggetto politico».

Corte costituzionale, 19 luglio 2018, n. 164

Giustizia costituzionale: il singolo parlamentare non può sollevare conflitto di attribuzione nei confronti del Governo per la mancata presentazione alle Camere del progetto di legge di autorizzazione alla ratifica di un accordo internazionale

Sono inammissibili - per difetto del requisito soggettivo ex art. 37, comma 1, della l. 11 marzo 1953, n. 87 («Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale») - i giudizi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorti a seguito dell'omessa presentazione, da parte del Governo, del progetto di legge di autorizzazione alla ratifica del «Memorandum d'intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato della Libia e la Repubblica italiana», firmato a Roma il 2 febbraio 2017, promossi da quattro deputati della XVII legislatura.

Corte costituzionale, 19 luglio 2018, n. 163

Processo civile: il ricorso per revocazione delle pronunce di annullamento con rinvio della Cassazione è inammissibile solo se l'errore denunciato ha prodotto un vizio concernente questioni liberamente valutabili dal giudice ad quem

Il ricorso per revocazione ex art. 391-bis c.p.c. delle pronunce di annullamento con rinvio adottate dalla Corte di cassazione deve ritenersi inammissibile solo quando l'errore dedotto abbia comportato l'omesso esame di eccezioni, questioni o tesi difensive che possano costituire oggetto di una nuova, libera e autonoma valutazione da parte del giudice ad quem; e invece ammissibile quando la decisione sia inficiata da un vizio processuale dovuto a un errore di fatto, oppure il fatto di cui si denuncia l'errore percettivo sia stato determinante nel condurre all'enunciazione del principio di diritto o all'annullamento per vizio di motivazione.

Corte di cassazione, sezione VI civile, 17 maggio 2018, n. 12046

Processo penale: un'importante pronuncia della Cassazione circa la decorrenza del termine di «dieci giorni dalla ricezione degli atti» previsto dall'art. 311, comma 5-bis, c.p.p. nel caso di annullamento con rinvio dell'ordinanza cautelare

In tema di misure cautelari personali, il termine di «dieci giorni dalla ricezione degli atti», previsto dall'art. 311, comma 5-bis, c.p.p. per la decisione del giudice a seguito di annullamento con rinvio da parte della Corte di cassazione, decorre, in caso di trasmissione degli atti a mezzo di posta elettronica certificata con modalità diverse da quelle stabilite dagli artt. 149 e 150 c.p.p. e 64, commi 3 e 4, disp. att. c.p.p., non già dal momento in cui l'ufficio giudiziario riceve l'e-mail ad esso destinata, bensì dal momento in cui tale ufficio acquisisce, attraverso la stampa e la verifica dell'integralità degli atti trasmessi, effettiva e compiuta conoscenza di questi.

Corte di cassazione, sezione V penale, 28 febbraio 2018, n. 21710

Reati tributari: la crisi economico-finanziaria dell'impresa non giustifica l'omesso versamento dell'IVA

In tema di omesso versamento dell'IVA [art. 10-ter del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 («Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205»)], l'inadempimento dell'obbligazione tributaria può essere attribuito a forza maggiore (art. 45 c.p.), con conseguente esclusione dell'elemento soggettivo del reato, allorquando sia dovuto a fatti contingenti e imprevedibili che esulano dalla sfera di azione dell'imprenditore, e non ad uno stato di difficoltà economico-finanziaria, benché questo derivi da eventi estranei alla gestione ordinaria dell'impresa (nel caso di specie, un controllo amministrativo che aveva determinato il blocco della produzione).

Corte di cassazione, sezione III penale, 2 marzo 2018, n. 21274

Omicidio stradale: alla condanna (anche "patteggiata") consegue sempre la revoca della patente

Ai sensi dell'art. 222, comma 2, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada»), come novellato dall'art. 1, comma 6, lett. b), n. 1), della l. 23 marzo 2016, n. 41 («Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274»), in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti (artt. 444 e ss. c.p.p.) per i reati di cui agli artt. 589-bis e 590-bis c.p. («Omicidio stradale» e «Lesioni personali stradali gravi o gravissime»), il giudice deve sempre disporre, a titolo di sanzione amministrativa accessoria, la revoca della patente di guida.

Corte di cassazione, sezione IV penale, 15 febbraio 2018, n. 21061

Delitti contro la personalità dello Stato: risponde del reato ex art. 294 c.p. chi, con violenza, minaccia o inganno, determini il titolare di una carica pubblica elettiva ad abbandonare la stessa

Integra il reato previsto dall'art. 294 c.p. («Attentati contro i diritti politici del cittadino») la condotta di chi, con violenza, minaccia o inganno, determini il titolare di una carica pubblica elettiva (nel caso di specie, il Sindaco di un Comune) ad abbandonare la stessa, violando così il suo diritto di elettorato passivo.

Corte di cassazione, sezione I penale, 27 ottobre 2017, n. 20755

Professioni: non è incostituzionale l'esclusione del requisito di onorabilità per l'autotrasporto di cose per conto terzi a seguito di condanna penale definitiva in materia di obblighi previdenziali e assistenziali

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Consiglio di Stato in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 Cost. - degli artt. 4 e 5, commi 2, lett. g), e 8, del d.lgs. 22 dicembre 2000, n. 395 («Attuazione della direttiva 98/76/CE del 1° ottobre 1998 del Consiglio dell'Unione europea, modificativa della direttiva 96/26/CE del 29 aprile 1996 riguardante l'accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e di viaggiatori, nonché il riconoscimento reciproco di diplomi, certificati e altri titoli allo scopo di favorire l'esercizio della libertà di stabilimento di detti trasportatori nel settore dei trasporti nazionali ed internazionali»), in tema di requisiti di onorabilità per l'esercizio dell'attività di autotrasporto di cose per conto terzi.

Corte costituzionale, 17 luglio 2018, n. 161

Consorzi: è incostituzionale la legge della Regione Basilicata che prevede il subentro del nuovo consorzio unico regionale alle attività e funzioni già svolte dai disciolti consorzi di bonifica

È incostituzionale - per violazione degli artt. 42 e 43 Cost. - la legge della Regione Basilicata (n. 1/2017) che prevede il subentro del nuovo «Consorzio di bonifica della Basilicata» in tutte le attività e funzioni precedentemente svolte dai disciolti consorzi.

Corte costituzionale, 17 luglio 2018, n. 160

Sanità pubblica: è incostituzionale la legge della Regione Sicilia che vieta la nomina di nuovi direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere

È incostituzionale - per violazione degli artt. 117, terzo comma, Cost. («tutela della salute») e 17, lett. b) e c), dello Statuto speciale - la legge della Regione Sicilia (n. 4/2017) che stabilisce, in via temporanea ed eccezionale, il divieto di procedere alla nomina di nuovi direttori generali delle aziende sanitarie provinciali, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie, prevedendo, in caso di scadenza naturale dell'incarico, la nomina di commissari.

Corte costituzionale, 17 luglio 2018, n. 159

Atto amministrativo: il termine di diciotto mesi previsto dall'art. 21-nonies della l. 241/1990 per l'annullamento d'ufficio non è inderogabile

L'art. 21-nonies della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi») dev'essere interpretato nel senso che il superamento del termine di diciotto mesi - entro il quale il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato d'ufficio per ragioni di interesse pubblico - è consentito quando (a) la falsa attestazione circa i presupposti per il rilascio del provvedimento ampliativo (indipendentemente dal fatto che siano state all'uopo rese dichiarazioni sostitutive) integri un reato definitivamente accertato in sede penale; oppure (b) l'acclarata erroneità di tali presupposti sia imputabile esclusivamente al dolo o alla colpa grave del privato (e non anche all'Amministrazione, neppure a titolo di colpa concorrente), nel qual caso l'annullamento dovrà comunque essere disposto entro un termine ragionevole (conferma TAR Lazio, sez. II, sent. n. 3215/2017).

Consiglio di Stato, sezione V, 27 giugno 2018, n. 3940
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Dell'amministrazione
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Giuffrè, 2018

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G. Picciotto

Manuale di diritto processuale penale

Simone, 2018

D. Manzione (cur.)

Codice
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Giuffrè, 2018

L. Mezzetti
E. Ferioli
(curr.)

Giustizia e Costituzione agli albori del XXI secolo

Bonomo, 2018