Concorrenza: la normativa italiana che non prevede la perentorietà del termine di conclusione dell'istruttoria fissato dall'AGCM nella comunicazione degli addebiti per pratica anticoncorrenziale non contrasta col diritto UE

L'art. 101 TFUE, letto alla luce del principio generale del diritto ad un buon andamento dell'amministrazione, dell'art. 47 CDFUE nonché del principio di effettività, dev'essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale (come quella italiana) che, nell'ambito di un procedimento diretto all'accertamento di una pratica anticoncorrenziale condotto da un'autorità nazionale garante della concorrenza, non prevede espressamente che il termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento in parola, fissato da tale autorità nella comunicazione degli addebiti, abbia natura perentoria, cosicché detta autorità può differire unilateralmente tale termine, con atti motivati sottoposti a controllo giurisdizionale, al sopravvenire di circostanze che determinino un ampliamento dell'oggetto di detto procedimento o del numero delle imprese in esso coinvolte, a condizione che un siffatto differimento non abbia come conseguenza un superamento del termine ragionevole entro il quale tale fase istruttoria deve essere conclusa (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato).

Corte di giustizia UE, decima sezione, 15 gennaio 2026

Immigrazione: il lavoratore straniero può essere assunto solo dal soggetto che per lui ha ottenuto il nullaosta al lavoro subordinato

In tema di immigrazione, salvo impossibilità sopravvenuta o circostanze eccezionali, il lavoratore straniero può essere assunto solo dal soggetto che per lui ha ottenuto il nullaosta al lavoro subordinato, né, ove tale assunzione non avvenga, può beneficiare di un permesso di soggiorno per attesa occupazione ex art. 22, comma 11, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), giacché questo presuppone che un rapporto di lavoro subordinato si sia effettivamente instaurato e sia poi cessato per causa non imputabile al lavoratore.

TAR Lombardia, sezione III, 7 gennaio 2026, n. 15

Cittadinanza: la residenza decennale dello straniero nel territorio italiano richiesta dall'art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992 può essere provata solo col certificato anagrafico

In tema di cittadinanza, la prova che lo straniero «risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica» [art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91 («Nuove norme sulla cittadinanza»)] non può essere fornita con mezzi diversi dalla certificazione anagrafica. ● V. anche TAR Abruzzo, Pescara, sent. n. 28/2025 (per la quale, invece, la nozione di residenza legale va intesa come «luogo in cui la persona ha la dimora abituale», giusta l'art. 43, comma 2, c.c., sicché la relativa prova può essere fornita anche con mezzi diversi dal certificato anagrafico), e TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 923/2025, entrambe in questa Rivista.

TAR Toscana, sezione II, 5 gennaio 2026, n. 1

Processo amministrativo: l'accertamento tecnico preventivo e la consulenza tecnica preventiva ex artt. 696 e 696-bis c.p.c. possono trovare ingresso nel giudizio amministrativo solo come misure cautelari ante causam

Le richieste di accertamento tecnico preventivo e di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex artt. 696 e 696-bis c.p.c., essendo anteriori alla proposizione di una domanda di annullamento o di accertamento, sono compatibili col processo amministrativo solamente se rientrano nello schema delle misure cautelari ante causam di cui all'art. 61 c.p.a.

TAR Lombardia, Brescia, sezione II, 27 dicembre 2025, n. 1189

Processo amministrativo: inammissibile il ricorso in ottemperanza non preceduto dalla notifica del titolo esecutivo presso la sede reale dell'Amministrazione debitrice

È inammissibile il ricorso in ottemperanza che non sia stato preceduto dalla rituale notifica del titolo esecutivo presso la sede reale dell'Amministrazione debitrice, ai fini della decorrenza del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669 («Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997»), convertito, con modificazioni, nella l. 28 febbraio 1997, n. 30. ● V. anche CdS, sez. IV, sent. n. 1742/2024, e TAR Sicilia, Catania, sez. I, sent. n. 2443/2020, entrambe in questa Rivista.

TAR Abruzzo, 23 dicembre 2025, n. 590

Appalti pubblici: i chiarimenti forniti dalla stazione appaltante non possono modificare la lex di gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, i chiarimenti forniti dalla stazione appaltante agli operatori economici non possono modificare il contenuto della lex di gara. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. III, sent. n. 74/2016, e sez. V, sentt. nn. 2260/2021 e 6026/2019; TAR Veneto, sez. II, sent. n. 1568/2023, e sez. III, sent. n. 1159/2021.

Consiglio di Stato, sezione III, 12 dicembre 2025, n. 9835

Processo amministrativo: va annullata con rinvio la sentenza del giudice che ha erroneamente declinato la giurisdizione

In tema di processo amministrativo, ai sensi dell'art. 105, comma 1, c.p.a., dev'essere annullata con rimessione della causa la sentenza del giudice che abbia erroneamente declinato la giurisdizione.

Consiglio di Stato, sezione VII, 10 dicembre 2025, n. 9720

Immigrazione: l'art. 7, comma 2, d.l. 20/2023 tiene fermo il regime previgente per tutte le originarie istanze di rilascio dei permessi per protezione speciale, vittime del reato di costrizione o induzione al matrimonio, cure mediche o calamità naturali

In tema di immigrazione, la disciplina transitoria di cui all'art. 7, comma 2, del d.l. 10 marzo 2023, n. 20 («Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare»), convertito, con modificazioni, nella l. 5 maggio 2023, n. 50, tiene fermo il regime previgente per tutte le originarie istanze di rilascio del titolo da convertire (permesso per protezione speciale, vittime del reato di costrizione o induzione al matrimonio, cure mediche o calamità naturali), dunque pendenti al momento dell'entrata in vigore del medesimo decreto-legge, e non già per le istanze di conversione sic et simpliciter.

Consiglio di Stato, sezione III, 5 dicembre 2025, n. 9630

Processo amministrativo: il termine per appellare le sentenze di ottemperanza è dimidiato

In tema di processo amministrativo, ai sensi del combinato disposto degli artt. 87, commi 2, lett. d), e 3, e 92, comma 3, c.p.a., il termine per proporre appello avverso una sentenza di ottemperanza è dimidiato rispetto a quello ordinario. ● V. anche CdS, sez. V, sent. n. 163/2025, e sez. VII, sent. n. 8692/2025, entrambe in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione VII, 3 dicembre 2025, n. 9514

Cittadinanza: il diniego della cittadinanza italiana non può basarsi sul mero fatto che lo straniero ha un precedente penale

È illegittimo il diniego di concessione della cittadinanza italiana motivato col mero fatto che lo straniero ha commesso un reato [nel caso di specie, falsità ideologica in atto pubblico (art. 483 c.p.)], tanto più ove questo sia risalente nel tempo e di scarso disvalore sociale, senza che l'Amministrazione abbia contestualizzato l'accaduto all'interno di una più ampia e bilanciata disamina che tenga conto dei legami familiari dell'interessato, della sua attività lavorativa, del suo reale radicamento nel territorio e della sua condotta complessiva, la quale, per quanto non totalmente irreprensibile sul piano morale, deve comunque mostrare una convinta adesione ai valori fondamentali del nostro ordinamento. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. III, sentt. nn. 2014/2025, 7716/2024 e 1837/2019; TAR Lazio, sez. V-bis, sent. n. 14165/2024; sez. I-ter, sent. n. 12147/2021.

Consiglio di Stato, sezione III, 1° dicembre 2025, n. 9443

Appalti pubblici: il principio di tassatività delle cause di esclusione vale soltanto per i requisiti di ordine generale

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1) il principio di tassatività delle cause di esclusione ex art. 10 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), opera soltanto per i requisiti generali, e non anche per quelli speciali; 2) il termine per l'integrazione documentale assegnato dalla stazione appaltante all'operatore economico a seguito dell'attivazione del soccorso istruttorio ha natura perentoria.

Consiglio di Stato, sezione V, 26 novembre 2025, n. 9313

Responsabilità amministrativa: l'amministratore di sostegno che commette peculato in danno della persona assistita lede l'immagine del Ministero della giustizia

In tema di responsabilità amministrativa, il danno all'immagine non si verifica solo quando l'Amministrazione abbia dovuto sostenere spese per porvi rimedio, né la relativa quantificazione si esaurisce nelle stesse, configurandosi ogniqualvolta l'aspettativa di legalità, imparzialità e correttezza che il cittadino e gli appartenenti all'ente pubblico si attendono dall'apparato sia compromessa dall'illecito comportamento dei suoi agenti (fattispecie riguardante un'amministratrice di sostegno condannata per aver commesso il delitto di peculato in danno del proprio assistito). ● V. anche, in questa Rivista: Corte dei conti, sez. II centr. app., sent. n. 131/2025; s.g. Lombardia, sentt. nn. 101 e 67/2023.

Corte dei conti, s.g. Sardegna, 7 gennaio 2026, n. 4

Ordinamento penitenziario: l'impossibilità per il condannato di svolgere attività lavorativa non osta ex se all'affidamento in prova al servizio sociale

In tema di affidamento in prova al servizio sociale [art. 47 l. 26 luglio 1975, n. 354 («Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà»)], l'impossibilità per il condannato di svolgere attività lavorativa per ragioni di età o di salute non osta alla concessione della misura alternativa alla detenzione, ove sussistano altri elementi idonei a fondare il giudizio prognostico favorevole al suo reinserimento sociale.

Corte di cassazione, sezione I penale, 7 novembre 2025, n. 38163 (dep. 24 novembre 2025)

Divorzio: la finalità assistenziale dell'assegno divorzile accordato a uno dei coniugi non priva quest'ultimo del diritto a una quota del TFR dell'altro coniuge

Ai sensi dell'art. 12-bis della l. 1° dicembre 1970, n. 898 («Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio»), il diritto del coniuge beneficiario dell'assegno divorzile a percepire una quota del trattamento di fine rapporto (TFR) spettante all'altro coniuge sussiste anche nell'ipotesi in cui detto assegno sia stato accordato in funzione assistenziale, e non compensativo-perequativa.

Corte di cassazione, sezione I civile, 17 dicembre 2025, n. 32910

Procedura civile: la mancata notifica dell'appello incidentale all'appellato rimasto contumace integra una nullità relativa che può essere fatta valere soltanto da quest'ultimo, costituendosi o impugnando la sentenza

In tema di procedura civile, qualora una delle parti raggiunte dalla notificazione dell'appello principale rimanga contumace, l'eventuale proposizione da altro appellato di un appello incidentale anche nei confronti della parte rimasta contumace, sostanziandosi in una nuova domanda (d'impugnazione) nei confronti pure di detta parte rimasta contumace, prefigura l'applicazione, non già degli artt. 331 o 332 c.p.c., bensì dell'art. 292 c.p.c. (ancorché l'art. 343 c.p.c. preveda soltanto che la proposizione di un appello incidentale debba avvenire col deposito tempestivo della comparsa di risposta, e non altresì la sua notificazione), atteso che gli artt. 331 o 332 c.p.c. concernono unicamente le situazioni nelle quali un'impugnazione è proposta senza coinvolgere una parte di una causa inscindibile o scindibile; sicché, in tale ipotesi, la notificazione dell'appello incidentale dev'essere ordinata dal giudice al solo scopo di portare l'impugnazione incidentale a conoscenza del contumace, ossia del soggetto che è già parte nel processo introdotto dall'impugnazione principale, dovendo ritenersi estesa l'impugnazione incidentale anche nei confronti della parte che, essendo convenuta nel processo, ha scelto di rimanere contumace.

Corte di cassazione, sezione III civile, 10 dicembre 2025, n. 32075

Edilizia residenziale pubblica: è incostituzionale la normativa della Regione Toscana che, ai fini delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi, attribuisce punteggi crescenti in base agli anni di stanzialità sul territorio dei richiedenti

È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - la normativa della Regione Toscana (l. 2/2019) che, ai fini della formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, attribuisce punteggi crescenti a seconda della durata della residenza o dell'attività lavorativa sul territorio dei soggetti richiedenti.

Corte costituzionale, 8 gennaio 2026, n. 1

Concorsi pubblici: legittima l'esclusione del candidato che non ha chiuso la "busta piccola"

In tema di concorsi pubblici, è legittima l'esclusione del candidato che abbia omesso di sigillare con l'apposita striscia adesiva la busta piccola, recante i suoi dati anagrafici, inserita nella busta grande contenente l'elaborato scritto da lui redatto, integrando tale condotta una violazione del principio dell'anonimato, la quale non è sanabile per mezzo del soccorso istruttorio.

Consiglio di Stato, sezione VI, 25 novembre 2025, n. 9213

Pubblica sicurezza: non è illegittima la circolare del Ministero dell'interno del 18 novembre 2024 che obbliga i gestori di strutture ricettive a identificare de visu le persone ospitate

Non è illegittima la circolare del Ministero dell'interno, Dipartimento della pubblica sicurezza, 18 novembre 2024, prot. n. 38138, che, sulla base dell'art. 109 del r.d. 18 giugno 1931, n. 773 («Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza»), impone ai gestori di strutture ricettive l'obbligo di identificare de visu le persone ivi ospitate, vietando così il check-in da remoto. ● La decisione riforma TAR Lazio, sez. I-ter, sent. n. 10210/2025, in questa Rivista.

Consiglio di Stato, sezione III, 21 novembre 2025, n. 9101

Processo amministrativo: il ricorso elettorale non può avere natura esplorativa

In tema di processo amministrativo, è inammissibile il ricorso elettorale che, attraverso la denuncia del tutto generica e non sorretta da alcun principio di prova di errori o irregolarità nelle operazioni di spoglio dei voti o nella relativa verbalizzazione, miri ad ottenere un riesame complessivo dell'esito della consultazione, assumendo così natura esplorativa. ● V. anche, in questa Rivista, ex plurimis: CdS, sez. II, sent. n. 6182/2024, e sez. III, sent. n. 1249/2020; CGARS, sentt. nn. 731/2024 e 380/2020; TAR Emilia-Romagna, sez. II, sent. n. 1077/2025; TAR Lazio, sez. II-bis, sent. n. 1470/2022; TAR Sicilia, Catania, sez. III, sent. n. 3319/2023.

TAR Marche, sezione II, 19 dicembre 2025, n. 1062

Appalti pubblici: l'eccessiva durata del subprocedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta inficia la gara

In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'irragionevole dilatazione temporale del subprocedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta integra un autonomo vizio di legittimità della gara, per violazione degli artt. 3, 41 e 97 Cost. e degli artt. 1 e 110 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»).

TAR Veneto, sezione II, 15 dicembre 2025, n. 2387